Aerosol: guida ragionata alla scelta ed all’uso

Ultima modifica 12.12.2019

Introduzione

L’aerosol (e non aereosol) è una via di somministrazione di farmaci per la cura di alcune patologie dell’apparato respiratorio: efficacia, sicurezza e facilità di terapia ne fanno uno strumento di elezione per specifiche condizioni, in cui è bene chiarire fin da subito che non rientrano raffreddore, tosse e mal di orecchie.

L’aerosolterapia consiste nella nebulizzazione di una farmaco liquido che viene frazionato in piccolissime particelle in grado di raggiungere anche le vie aeree più periferiche: i principali vantaggi consistono

  • nell’azione locale con effetti sistemici (quindi su altre zone dell’organismo) praticamente nulli,
  • un’efficacia particolarmente elevata specie in rapporto alle dosi necessarie
  • e la possibilità di curare in modo selettivo le vie aeree alte, medie o basse.
Fotografia di uno strumento per l'aerosol.

iStock.com/Laboko

Vantaggi

  • Il farmaco arriva direttamente sulla superficie interna dei bronchi, esplicando quasi in tempo reale l’effetto farmacologico.
  • Portando il farmaco dove serve è possibile ridurre le dosi a parità di effetto, così da abbattere il rischio di effetti collaterali.

Svantaggi

  • Il sistema è per certi versi poco pratico, più difficilmente trasportabile (lo stesso effetto è oggi possibile ottenerlo in molti casi attraverso i nebulizzatori spray, dispositivi in grado di stare in tasca ed essere utilizzati in pochi secondi).
  • L’efficacia è limitata a pochi disturbi, tra cui spicca in particolar modo l’asma.

In quali patologie è utile l’aerosol?

Tra le più comuni malattie in cui ha senso il ricorso all’aerosol ricordiamo:

Quando NON è utile l’aerosol?

La terapia aerosolica non ha razionale d’uso nelle più comuni patologie da raffreddamento, come ad esempio:

Aerosol pneumatici

Della famiglia degli aerosol pneumatici fanno parte

  • gli apparecchi a membrana, particolarmente economici ma piuttosto lenti e rumorosi,
  • gli apparecchi a pistone che ha il vantaggio di fornire un nebulizzato più fine ed un’affidabilità superiore dell’apparecchio.

Nei nebulizzatori a pistone, attualmente i più diffusi in assoluto per il loro buon rapporto qualità-prezzo, le ampolle di vetro hanno definitivamente lasciato spazio a materiali plastici infrangibili, inerti e sterilizzabili, ma che tuttavia si consiglia di sostituire periodicamente a causa di depositi e incrostazioni di difficile rimozione.

La pressione d’esercizio risulta sempre superiore a quella garantita dagli apparecchi a membrana e ci permette di individuare quelli che sono apparecchi destinati ad un uso saltuario (solo in caso di patologie occasionali), rispetto a modelli destinati ad un uso intensivo, ad esempio per pazienti asmatici.

I modelli ad ultrasuoni

Gli apparecchi a ultrasuoni fanno della silenziosità e della velocità di esecuzione il loro cavallo di battaglia, a fronte però di una maggior difficoltà di nebulizzazione di farmaci densi come i cortisonici (ad esempio Clenil® e Prontinal®).

Sono pertanto consigliati per saltuarie applicazioni ai bambini ed in generale a pazienti poco collaborativi.

Gli accessori

La terapia ideale viene effettuata attraverso il boccaglio con bocca serrata e naso chiuso tramite le dita.

La mascherina dev’essere utilizzata solo nei casi in cui l’uso del boccaglio non sia facilmente applicabile, come nel caso della somministrazione pediatrica; il principale svantaggio della mascherina risulta essere una dispersione del farmaco sulla pelle del viso nonché nelle mucose nasali, dotate per loro stessa natura di un’elevata capacità di filtro.

La forcella nasale non trova invece applicazione reale, molto meglio per somministrazioni dirette alla mucosa del naso la doccia nasale (per esempio Rinowash®), da utilizzare con una soluzione salina eventualmente addizionata a farmaci, che esercita una vera e propria azione meccanica di pulizia delle cavità nasali. La doccia nasale può essere utilizzata esclusivamente con apparecchi pneumatici con adeguati flusso e pressione d’esercizio.

Aerosol in pratica

  • Una più o meno piccola parte della soluzione di farmaco introdotta nell’ampolla non verrà nebulizzata, ma resterà adesa alle pareti della stessa; è importante quindi diluire il farmaco fino ad almeno circa 3 ml totali per apparecchi pneumatici e 4 ml per quelli ad ultrasuoni per minimizzare la frazione di farmaco non somministrata. Le ampolle hanno infatti volumi ottimali di riempimento per lavorare come previsto in fase di progettazione.
  • La scelta di non utilizzare il boccaglio nei bambini per rendere meno traumatica la terapia è assolutamente controproducente, da evitare quindi quando possibile.
  • A maggior ragione la pessima pratica di effettuare la terapia durante il sonno è assolutamente sconsigliata, perché il riposo risulta caratterizzato da un flusso respiratorio insufficiente alla buona riuscita della seduta.

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Domande e risposte
  1. Domanda

    Ho finito l’acqua fisiologica che metto di solito con il cortisone nell’aerosol, quindi ho messo solo il cortisone.
    Va bene comunque? Oppure crea qualche problema ?

    1. Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)

      Sarebbe opportuno raggiungere sempre i 4-5 ml di soluzione nell’ampolla per garantire una nebulizzazione ottimale, a maggior ragione nel caso di farmaci cortisonici che sono in genere molecole piuttosto grandi e pesanti; in rischio è che la nebulizzazione non sia ottimale.

  2. Domanda

    La pediatra ha prescritto a mia figlia aerosol di Clenil e fisiologica, posso utilizzare l’apparecchio ad ultrasuoni visto che con quello a pistoni l’operazione è alquanto complicata per scarsa collaborazione?

    1. Dr. Cracchiolo (Medico Chirurgo)

      In linea di massima sì, anche se in realtà il classico aerosol a pistoni, per quanto più rumoroso e con tempi più lunghi, sembra essere più efficace, soprattutto nel caso di farmaci cortisonici.

  3. Domanda

    Clenil e prontinal sono uguali?

    1. Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)

      Sì, sono formulazioni a base dello stesso principio attivo (cortisonico).

  4. Domanda

    È possibile sciogliere i farmaci in una pentola d’acqua calda e poi respirarne i vapori al posto di usare l’aerosol?

    1. Dr. Roberto Gindro

      Le inalazioni attraverso la pentola prendono il nome di suffumigi e, per quanto molto efficaci in specifiche condizioni (come la sinusite), purtroppo hanno indicazioni completamente diverse rispetto all’aerosol e non consentono un’efficace somministrazione dei farmaci (a maggior ragione nelle vie aeree inferiori).