Riconoscere il travaglio: contrazioni ed altri sintomi

a cura di Dr. Roberto Gindro -Ultimo Aggiornamento: 7 luglio 2018

Introduzione

Ogni donna è biologicamente programmata dalla Natura per partorire ed è quindi molto probabile che riconoscerete i sintomi del parto quando sarà il momento; se siete in dubbio, in ogni caso, non esitate a contattare il vostro ginecologo o la vostra ostetrica, oppure a recarvi in ospedale.

I principali segnali di un travaglio imminente sono contrazioni forti e regolari, eventualmente associate alla perdita del tappo mucoso (una secrezione in grado di sigillare l’utero).

Altri sintomi significativi e indicativi sono

  • rottura delle acque,
  • graduale e crescente mal di schiena,
  • sensazione della necessità di andare in bagno, causata dalla testa del bambino che preme sull’intestino.

Spesso è presente anche una sensazione di pesantezza, simile a quella causata in alcune donne dalle mestruazioni.

Donna in travaglio

iStock.com/laflor

Contrazioni

Quando si verifica una contrazione l’utero prima si restringe e poi si rilassa, restituendo la sensazione di un dolore mestruale più forte del solito; spesso l’evento si può avvertire anche dall’esterno, perché la pancia si indurisce al tatto. Quando i muscoli si rilassano il dolore si riduce fino a sparire e la pancia ritorna a essere più morbida.

In genere una donna arriva nelle ultime settimane avendo famigliarizzato con la sensazione, perché le contrazioni (sebbene più leggere e irregolari) possono comparire molto tempo prima del parto.

Quando si hanno contrazioni regolari, dolorose e che durano più di 30 secondi, potrebbe essere iniziato il travaglio e nel caso le contrazioni diventeranno via via più

  • lunghe,
  • dolorose,
  • frequenti;

l’effetto delle contrazioni è quello di spingere il feto verso il basso e aprire la cervice.

In genere viene consigliato di rimanere a casa finchè le contrazioni non diventano frequenti, indicativamente ogni 5 minuti, e di durata pari a circa 30-60 secondi.

Da un punto di vista generale le contrazioni legate al parto possono essere così descritte:

  • Sono regolari;
  • Diventano sempre più frequenti;
  • Diventano sempre più lunghe;
  • Diventano sempre più forti;
  • Ogni contrazione viene avvertita prima nella parte bassa della schiena, poi si irradia verso l’addome (o viceversa);
  • Un cambiamento dell’attività o della posizione non le rallenta né le interrompe;
  • Ci possono essere perdite di sangue;
  • Si possono rompere le acque.

Il ginecologo infine può notare cambiamenti del collo dell’utero, come ad esempio l’accorciamento (assottigliamento) o l’aumento della dilatazione.

Perdita del tappo mucoso

Durante tutte la gravidanza un tappo formato da muco cervicale funge da efficace barriera a protezione dell’utero, impedendo il passaggio di microrganismi pericolosi. Quando si è prossimi al parto le contrazioni preparatorie causano la perdita del tappo mucoso, a seguito delle modificazioni del collo dell’utero. Soprattutto nelle primipare (donne che non hanno mai partorito) questo potrebbe avvenire anche diverse settimane prima del parto, quindi da solo non è indicazione di travaglio iniziato.

Da un punto di vista pratico il tappo viene perso dalla vagina insieme a piccole tracce di sangue (in caso di sanguinamento più abbondante è consigliabile recarsi immediatamente in Pronto Soccorso); l’espulsione può avvenire in un’unica volta (e il tappo sarà chiaramente riconoscibile), oppure può avvenire così gradualmente da non essere mai percepito dalla futura mamma.

Rottura delle acque

Il feto si sviluppa per 9 mesi all’interno del sacco amniotico, una membrana chiusa e resistente che protegge il feto grazie alla presenza del liquido amniotico contenuto; quando iniziano le contrazioni più importanti queste possono essere causa di rottura del sacco.

“Rottura delle acque” è l’espressione usata per descrivere l’espulsione del liquido amniotico dalla vagina a seguito della rottura del sacco amniotico; in genere si verifica durante il travaglio, ma purtroppo talvolta (per esempio a causa di infezioni) può rompersi con eccessivo anticipo quando ancora il bambino non è pronto a nascere e in questi casi è necessario rivolgersi urgentemente in ospedale.

Si può avvertire un lento stillicidio oppure un improvviso fluire d’acqua che non si riesce a controllare. Il liquido amniotico è chiaro e di colore giallo paglierino, tanto che a volte è difficile distinguerlo dall’urina.

La presenza di piccole tracce di sangue può essere normale, ma in caso di presenza più abbondante, di cattivo odore o colore anomalo è bene cercare assistenza medica urgente.

“Rottura delle membrane” è il termine medico usato per indicare la rottura delle acque. Spesso il travaglio è imminente e, se questo non accade, il medico può decidere di indurre il parto perchè a seguito della rottura il rischio di contrarre un’infezione può aumentare significativamente.

Altri sintomi

Fra gli altri sintomi indicativi di imminente travaglio possono comparire:

  • Il bimbo comincia a scendere, quindi la pancia si abbassa e la respirazione della mamma migliora perchè viene meno la pressione sui polmoni.
  • Aumenta la necessità di urinare, perchè il bimbo preme sulla vescica.
  • I movimenti fetali potrebbero diminuire (questo sintomo, nel dubbio, va SEMPRE segnalato al ginecologo).
  • Talvolta compare diarrea.
  • Istinto alla preparazione del nido: Anche se può sembrare impossibile, moltissime donne iniziano a sentire un irrefrenabile bisogno di pulire la casa e prepararla al meglio per l’arrivo del bimbo/a.

Quando andare in ospedale?

Si raccomanda di fare sempre riferimento al proprio ginecologo/ostetrica per essere istruite su quando presentarsi in ospedale, ma in genere:

  • Recarsi in ospedale in caso di rottura delle acque;
  • Per le donne alla prima gravidanza è in genere suggerito di recarsi in ospedale quando le contrazioni diventano:
    • regolari,
    • dolorose,
    • con frequenza di 5 minuti circa (cioè una contrazione ogni 5 minuti),
    • di durata di circa 45-60 secondi,
    • non passano camminando o facendo altre attività.

Se ci si trova particolarmente lontani dall’ospedale potrebbe essere necessario anticipare un pochino la partenza.

I bambini successivi al primo sono in genere associati a un travaglio più rapido, quindi potrebbe essere necessario presentarsi prima.

È comune per molte donne alla prima gravidanza presentarsi in ospedale pensando di essere in travaglio quando invece non è così; nel dubbio è sempre meglio recarsi in ospedale, ma un piccolo aiuto può derivare dall’orologio.

Tenendo traccia

  • del tempo che passa tra una contrazione e l’altra
  • e della durata di ogni singola contrazione

è possibile rilevare un eventuale regolarità che permette di capire che il momento del parto è ormai prossimo.

Le contrazioni preparatorie sono invece:

  • di breve durata,
  • non dolorose,
  • non compaiono con frequenza regolare (cioè il tempo tra una e l’altra cambia sempre, a volta si allunga a volte si accorcia).

Cosa si può fare nell’attesa?

In genere all’inizio del travaglio:

  • Si può stare in piedi e muoversi nella stanza.
  • Si possono bere liquidi.
  • È possibile fare un piccolo spuntino, anche se raramente si avverte appetito.

Con l’aumentare delle contrazioni possono essere utili gli esercizi di respirazione e rilassamento e può aiutare un massaggio (fatto magari dal papà) sulla parte lombare della schiena, per alleviare il dolore.

 

Fonti principali:

Articoli correlati
Domande e risposte
  1. Anonimo

    Salve,dottore! Sono alla 37 settimana…la settimana scorsa sono andata dal ginecologa e mi ha detto che il collo e accorciato ma chiuso…da quasi una settimana ho delle perdite che sembrano muco bianco…ho delle contrattazioni(ho avuto anche regolari ma siano fermate)…mi fa molto male la pancia e la schiena, sembrano le mestruazioni… quanto passerà finché partirò? Sono ala terza gravidanza…la più piccola ha quasi 2 anni! Grazie mille

    1. Dr.ssa Elisabetta Fabiani
      Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)

      Buonasera, difficile dirlo queste situazioni possono cambiare anche molto repentinamente, non credo passerà molto tuttavia essendo la terza gravidanza. Tanti auguri!

  2. Anonimo

    Buongiorno dottore, io ho fatto una visita dal ginecologo a 32 settimane e mi ha detto di avere il collo dell’utero accorciato (anche se non mi ha detto esattamente di quanto) avevo anche dolorino tipo mestruazioni ma assolutamente sopportabili..era più un fastidio…e perciò mi ha detto di stare a riposo per 2/3 settimane…ora sono a 35+2…nessun dolore solo pancia dura molto spesso e la bimba che si muove tantissimo…quante probabilità ci sono che partorisca prima? La ringrazio..

    1. Dr. Roberto Gindro
      Dr. Roberto Gindro

      Difficile dirlo con certezza, ma ormai il bimbo è comunque perfettamente formato, quindi anche se dovesse succedere non ci sarebbero troppi rischi.

  3. Anonimo

    Dottore ma partorire alla 37 settimana e’ considerato a termine? O il termine e’ dalle 40 settimane e basta?

  4. Anonimo

    Dottore sono incinta di 37 settimane e 6 , per favorire il travaglio in modo naturale cosa si puo fare?

    1. Dr.ssa Elisabetta Fabiani
      Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)

      Nulla, la natura deve fare il suo corso, a meno di complicazioni per le quali si debba intervenire farmacologicamente o chirurgicamente.

  5. Anonimo

    Io ho paura di non riconoscere le contrazioni e aspettare troppo ad andare in ospedale oppure farmi portare quando è ancora troppo presto…

    1. Dr. Roberto Gindro
      Dr. Roberto Gindro

      Si fidi del suo istinto di mamma; in ogni caso attenendosi alle indicazioni ricevute dal ginecologo sulla frequenza e sulla regolarità delle contrazioni è raro sbagliare di molto. In bocca al lupo!

  6. Anonimo

    È vero che avere rapporti può favorire l’inizio del travaglio?

    1. Dr. Roberto Gindro
      Dr. Roberto Gindro

      Parlando di gravidanze senza problemi, sembra che avere rapporti in prossimità della scadenza (o dopo) possa effettivamente favorire l’inizio del travaglio.

    2. Anonimo

      La mia ostetrica mi ha anche consigliato di camminare, senza sforzarmi e possibilmente in campagna per favorire l’inizio del travaglio.