Il travaglio prima del parto, tra contrazioni ed altri sintomi

Ultima modifica 02.06.2020

Introduzione

Ogni donna è biologicamente programmata dalla Natura per partorire ed è quindi molto probabile che riconoscerete i sintomi del parto quando sarà il momento; se siete in dubbio, in ogni caso, non esitate a contattare il vostro ginecologo o la vostra ostetrica, oppure a recarvi in ospedale.

Nella maggior parte dei casi il travaglio inizia tra la 37a e la 42a settimana di gravidanza (il travaglio che si verifica prima delle 37 settimane di gravidanza è considerato prematuro o pretermine); proprio come la gravidanza è diversa per ogni donna, anche l’inizio del travaglio, i segni con cui si presenta e la durata variano non solo da una mamma all’altra, ma anche da una gravidanza all’altra.

I segnali più oggettivi di un travaglio imminente sono tuttavia contrazioni forti e regolari, eventualmente associate alla perdita del tappo mucoso (una secrezione in grado di sigillare l’utero).

Altri sintomi significativi e indicativi sono

  • rottura delle acque,
  • graduale e crescente mal di schiena,
  • sensazione della necessità di andare in bagno, causata dalla testa del bambino che preme sull’intestino.

Spesso è presente anche una sensazione di pesantezza, simile a quella causata in alcune donne dalle mestruazioni.

Donna in travaglio

iStock.com/laflor

Contrazioni

Quando si verifica una contrazione l’utero prima si restringe e poi si rilassa, restituendo la sensazione di un dolore mestruale più forte del solito; spesso l’evento si può avvertire anche dall’esterno, perché la pancia si indurisce al tatto. Quando i muscoli si rilassano il dolore si riduce fino a sparire e la pancia ritorna a essere più morbida.

In genere una donna arriva nelle ultime settimane avendo famigliarizzato con la sensazione, perché le contrazioni (sebbene più lievi e soprattutto irregolari) possono fare la loro comparsa già molto tempo prima del parto.

Quando si hanno contrazioni regolari, dolorose e che durano più di 30 secondi, potrebbe essere iniziato il travaglio e nel caso le contrazioni diventeranno via via più

  • lunghe,
  • dolorose,
  • frequenti;

l’effetto delle contrazioni è quello di spingere il feto verso il basso e aprire la cervice.

In genere viene consigliato di rimanere a casa finché le contrazioni non diventano frequenti, indicativamente ogni 5 minuti, e di durata pari a circa 30-60 secondi.

Da un punto di vista generale le contrazioni legate al parto possono essere così descritte:

  • sono regolari;
  • diventano sempre più frequenti;
  • diventano sempre più lunghe;
  • diventano sempre più forti;
  • ogni contrazione viene avvertita prima nella parte bassa della schiena, poi si irradia verso l’addome (o viceversa);
  • un cambiamento dell’attività o della posizione non le rallenta né le interrompe;
  • ci possono essere perdite di sangue;
  • si possono rompere le acque.

Il ginecologo infine può notare cambiamenti del collo dell’utero, come ad esempio l’accorciamento (assottigliamento) o l’aumento della dilatazione.

Contrazioni di Braxton Hicks

Le contrazioni di Braxton Hicks, dal nome del medico che per primo le descrisse, sono contrazioni uterine che compaiono durante la gravidanza al fine di favorire la circolazione uterina. SI tratta di fenomeni del tutto normali ma che, a differenza di quelle tipiche del travaglio, sono

  • isolate anziché regolari,
  • non sono dolorose (o solo raramente),
  • non modificano in alcun modo la cervice,
  • sono in genere di breve durata,
  • non sono accompagnate da sanguinamento, fuoriuscita di liquidi o diminuzione del movimento fetale.

In alcuni casi sono così lievi che vengono avvertite dal ginecologo/ostetrica durante la visita, ma non dalla gestante.

Possono iniziare attorno alla sedicesima settimana, ma non vengono avvertite in genere prima del II/III trimestre.

Nei casi in cui causassero fastidi è possibile alleviarle attraverso piccoli accorgimenti:

  • Bere a sufficienza (la disidratazione può causare spasmi muscolari, indurre contrazioni, e anche per questo si pensa che possa rappresentare un fattore in grado di prolungare le contrazioni di Braxton Hicks).
  • La respirazione ritmica può alleviare il disagio delle contrazioni.
  • Sdraiarsi sul lato sinistro.
  • Alcune donne riportano che un leggero cambiamento nel movimento a volte è sufficiente a far sparire le contrazioni, così come svuotare la vescica.

Si raccomanda di fare sempre riferimento al ginecologo in caso di contrazioni anomale o dubbie, per escludere la possibilità di un parto pretermine.

Perdita del tappo mucoso

Durante tutte la gravidanza un tappo formato da muco cervicale funge da efficace barriera a protezione dell’utero, impedendo il passaggio di microrganismi pericolosi. Quando si è prossimi al parto le contrazioni preparatorie causano la perdita del tappo mucoso, a seguito delle modificazioni del collo dell’utero. Soprattutto nelle primipare (donne che non hanno mai partorito) questo potrebbe avvenire anche diverse settimane prima del parto, quindi da solo non è indicazione di travaglio iniziato.

Da un punto di vista pratico il tappo viene perso dalla vagina insieme a piccole tracce di sangue (in caso di sanguinamento più abbondante è consigliabile recarsi immediatamente in Pronto Soccorso); l’espulsione può avvenire in un’unica volta (e il tappo sarà chiaramente riconoscibile), oppure può avvenire così gradualmente da non essere mai percepito dalla futura mamma.

Rottura delle acque

Il feto si sviluppa per 9 mesi all’interno del sacco amniotico, una membrana chiusa e resistente che protegge il feto grazie alla presenza del liquido amniotico contenuto; quando iniziano le contrazioni più importanti queste possono essere causa di rottura del sacco.

“Rottura delle acque” è l’espressione usata per descrivere l’espulsione del liquido amniotico dalla vagina a seguito della rottura del sacco amniotico; in genere si verifica durante il travaglio, ma purtroppo talvolta (per esempio a causa di infezioni) può rompersi con eccessivo anticipo quando ancora il bambino non è pronto a nascere e in questi casi è necessario rivolgersi urgentemente in ospedale.

Si può avvertire un lento stillicidio oppure un improvviso fluire d’acqua che non si riesce a controllare. Il liquido amniotico è chiaro e di colore giallo paglierino, tanto che a volte è difficile distinguerlo dall’urina.

La presenza di piccole tracce di sangue può essere normale, ma in caso di presenza più abbondante, di cattivo odore o colore anomalo è bene cercare assistenza medica urgente.

“Rottura delle membrane” è il termine medico usato per indicare la rottura delle acque. Spesso il travaglio è imminente e, se questo non accade, il medico può decidere di indurre il parto perchè a seguito della rottura il rischio di contrarre un’infezione può aumentare significativamente.

Altri sintomi

Fra gli altri sintomi indicativi di imminente travaglio possono comparire:

  • Abbassamento visibile della pancia e miglioramento della respirazione materna perché il bimbo comincia a scendere e viene meno la pressione sui polmoni.
  • Aumento della necessità di urinare, perché il bimbo preme sulla vescica.
  • Riduzione dei movimenti fetali (questo sintomo, nel dubbio, va SEMPRE segnalato al ginecologo).
  • Diarrea (occasionalmente).
  • Istinto alla preparazione del nido: Anche se può sembrare impossibile, moltissime donne iniziano a sentire un irrefrenabile bisogno di pulire la casa e prepararla al meglio per l’arrivo del bimbo/a.

Quando andare in ospedale?

Si raccomanda di fare sempre riferimento al proprio ginecologo/ostetrica per essere istruite su quando presentarsi in ospedale, ma in genere:

  • Recarsi in ospedale in caso di rottura delle acque;
  • Per le donne alla prima gravidanza è in genere suggerito di recarsi in ospedale quando le contrazioni diventano:
    • regolari,
    • dolorose,
    • con frequenza di 5 minuti circa (cioè una contrazione ogni 5 minuti),
    • di durata di circa 45-60 secondi,
    • non passano camminando o facendo altre attività.

Se ci si trova particolarmente lontani dall’ospedale potrebbe essere necessario anticipare un pochino la partenza.

I bambini successivi al primo sono in genere associati a un travaglio più rapido, quindi potrebbe essere necessario presentarsi prima.

È comune per molte donne alla prima gravidanza presentarsi in ospedale pensando di essere in travaglio quando invece non è così; nel dubbio è sempre meglio recarsi in ospedale, ma un piccolo aiuto può derivare dall’orologio.

Tenendo traccia

  • del tempo che passa tra una contrazione e l’altra
  • e della durata di ogni singola contrazione

è possibile rilevare un eventuale regolarità che permette di capire che il momento del parto è ormai prossimo.

Le contrazioni preparatorie sono invece:

  • di breve durata,
  • non dolorose,
  • non compaiono con frequenza regolare (cioè il tempo tra una e l’altra cambia sempre, a volta si allunga a volte si accorcia).

Cosa si può fare nell’attesa?

In genere all’inizio del travaglio:

  • Si può stare in piedi e muoversi nella stanza.
  • Si possono bere liquidi.
  • È possibile fare un piccolo spuntino, anche se raramente si avverte appetito.

Con l’aumentare delle contrazioni possono essere utili gli esercizi di respirazione e rilassamento e può aiutare un massaggio (fatto magari dal papà) sulla parte lombare della schiena, per alleviare il dolore.

Fonti e bibliografia

Domande e risposte
Cos'è il travaglio?
Il travaglio è l'insieme dei cambiamenti dell'organismo della donna incinta che culmineranno con il parto; in altre parole è la prima fase preparatoria alla nascita del feto, caratterizzata soprattutto dalla presenza di contrazioni regolari.
Come si riconosce?
Il travaglia si manifesta in genere con lo sviluppo di contrazioni regolari, dolorose e che durano più di 30 secondi.