Nausea e vomito in gravidanza: quando, cause, rimedi

Ultima modifica 06.10.2020

Introduzione

Nausea e vomito in gravidanza, spesso chiamate a sproposito nausee mattutine (a sproposito perché in grado di presentarsi in qualsiasi momento del giorno o della notte), sono sintomi molto comuni durante la gestazione; sono senza dubbio fenomeni poco gradevoli, ma è importante sottolineare che non c’è alcun rischio per il feto e tendono sparire al più tardi verso la 16-20esima settimana, anche se in genere tendono a sfumare già verso la fine del primo trimestre (12 settimane).

Le stime parlano di circa 4 mamme su 5 interessate da forme più o meno gravi e più o meno frequenti di nausee, ma solo raramente così severe da impattare sulla qualità di vita; a seconda dei casi può comparire o meno anche vomito.

Di solito non è necessaria alcuna terapia, ma alcuni accorgimenti come consumare spuntini distribuiti nell’arco della giornata o rimedi come le bevande allo zenzero spesso aiutano ad alleviarne i sintomi.

Da un punto di vista scientifico la presenza di nausea non è associata alla nascita di un maschietto piuttosto che di una femminuccia o viceversa.

In rari casi la nausea mattutina è talmente forte da essere classificata come iperemesi gravidica (1 per cento circa delle gestanti). Per questo tipo di nausea possono essere necessari il ricovero in ospedale e la somministrazione di flebo contenenti liquidi e farmaci.

Quando compare la nausea in gravidanza?

La nausea può comparire già verso le due settimane dopo il concepimento, ossia attorno alla data di previsto e mancato arrivo del flusso mestruale (inizio del ritardo), anche se in molti casi inizia qualche giorno più avanti.

In alcune donne non si manifesta affatto, in nessuna fase della gravidanza (ma questo non significa che ci siano dei rischi in più per il proseguimento della gravidanza).

Quanto dura? Quando passa?

Tende generalmente a passare dopo il primo trimestre, ma è possibile che si trascini fino verso all’inizio del terzo e in alcuni casi fino al parto.

Donna incinta seduta sul bordo del letto, con la mano davanti alla bocca a causa della sensazione di nausea

iStock.com/nd3000

Cause

Le cause della nausea mattutina non sono completamente note, ma si ritiene che le modifiche ormonali della gravidanza possano essere una concausa (si pensa soprattutto all’aumento delle betaHCG, direttamente, o più probabilmente indirettamente per stimolazione della produzione di estrogeni).

Si pensa che la nausea e il vomito contribuiscano a proteggere il feto o, più probabilmente, siano l’effetto collaterale di un qualche fattore protettivo: le ricerche hanno dimostrato che le donne che soffrono di nausea e vomito mettono al mondo figli statisticamente meno affetti da malformazioni e corrono meno rischi di abortire.

Secondo alcuni ricercatori la nausea potrebbe peraltro essere frutto di una precisa strategia evoluzionistica, per ridurre il rischio di ingestione di eventuali tossine da parte della madre (e in effetti il primo trimestre, il più a rischio di nausea gravidica, è quello più delicato dal punto di vista dello sviluppo del feto).

Sfortunatamente non è possibile prevedere se la nausea e il vomito si presenteranno anche nelle gravidanze successive, tuttavia molte donne che ne hanno sofferto durante la prima gravidanza spesso presentano gli stessi sintomi nel corso delle gravidanze successive.

Fattori di rischio

La nausea mattutina può colpire tutte le gestanti, però si rileva un aumentato rischio in caso di:

  • presenza di nausee mattutine durante una gravidanza precedente,
  • famigliarità per questo disturbo (mamma, nonna, …),
  • predisposizione alla cinetosi (nausea e vomito causati dal mal di mare o dal mal d’auto, …) o storia di nausea legate ad altre cause come emicrania, esposizione agli estrogeni (ad esempio quelli contenuti nella pillola), …
  • obesità,
  • stress,
  • prima gravidanza e/o gravidanza gemellare o plurigemellare.

Come si manifesta? I sintomi

Il disturbo può iniziare a circa due settimane dal concepimento o poco dopo; nella maggior parte dei casi è limitata al primo trimestre, ma talvolta si prolunga fino alla ventesima settimana e, più raramente, fino al termine della gravidanza.

In genere non sono presenti altri sintomi oltre alla nausea e, eventualmente, il vomito (in una donna su tre, tra quelle colpite dal disturbo); in particolare NON sono associati alla nausea gravidica

Quando chiamare il medico

In genere si tratta di un disturbo che, per quanto fastidioso, non richiede l’intervento del ginecologo, anche perché non c’è grande margine di manovra.

Si consiglia tuttavia di cercare assistenza medica se gli episodi e i sintomi sono così gravi da impedire una corretta alimentazione e una sufficiente idratazione.

Anche le infezioni del tratto urinario possono causare nausea e vomito, quindi si raccomanda di rivolgersi in Pronto Soccorso nel caso se ne sospetti la presenza o nel caso di comparsa di sintomi di disidratazione, ossia se:

Pericoli

I casi tipici di nausea mattutina non presentano alcun rischio né per la madre né per il bambino, salvo in caso di disidratazione/malnutrizione tipici dei casi più gravi, in cui i sintomi sono tali da impedire anche la possibilità di bere.

Iperemesi gravidica

Quando i sintomi sono così severi da causare numerosi episodi di vomito quotidiani e l’incapacità di trattenere liquidi/cibo, si parla di iperemesi gravidanza, una condizione che si stima colpire una donna ogni 100.

La causa non è chiara, ma sembra che sia connessa a ragioni ormonali; si ipotizza una qualche forma di famigliarità e, se se ne soffre durante la gravidanza, si è a maggior rischio anche per le seguenti.

I sintomi di iperemesi gravidica comprendono

In questo caso spesso i sintomi migliorano attorno alla ventesima settimana, ma nella maggior parte dei casi durano almeno in parte fino a fine gravidanza.

Per questa condizione si tende a iniziare una terapia medica il prima possibile, perché pare che un inizio precoce possa garantire risultati migliori; indispensabile inoltre una regolare reidratazione endovenosa.

Anche in questo caso non ci sono rischi di salute per il bambino, se correttamente gestita.

Diagnosi

La diagnosi viene in genere posta sulla base della semplice anamnesi, durante una delle visite di controllo.

Rimedi: come affrontare la nausea in gravidanza?

Per la maggior parte dei casi di nausea mattutina non è necessaria alcuna terapia, fa ovviamente eccezione l’iperemesi gravidanza che richiede il ricovero ospedaliero (per una reidratazione e la somministrazione di farmaci antinausea).

Prima di assumere qualunque rimedio per la nausea in gravidanza, anche se naturale, fare riferimento al ginecologo.

Stile di vita

Tra i rimedi che possono aiutare a gestire la nausea in gravidanza ricordiamo:

  1. assicurare un corretto e adeguato riposo, perché la stanchezza è causa di peggioramento dei sintomi,
  2. in caso di nausea avvertita al risveglio sarebbe opportuno avere la possibilità di alzarsi gradualmente (prova a puntare la sveglia prima del solito, per svegliarti con più calma), magari mangiando nel letto qualche biscotto o altro alimento secco,
  3. cercare di distrarsi è di fondamentale importanza, più ci si pensa, più i sintomi di nausea e vomito possono peggiorare,
  4. evitare abiti troppo stretti.

Cosa mangiare?

  1. Sembra banale, ma è innanzi tutto necessario evitare cibi (o anche solo odori) che peggiorano il senso di nausea, perché con questo si riduce anche l’appetito.
  2. Mangiare qualcosa di secco (come un semplice biscotto con pochi zuccheri) prima di alzarsi dal letto può aiutare a ridurre il fastidio che si manifesta al mattino.
  3. In generale preferire pasti piccoli e frequenti, piuttosto che i 2-3 classici pasti.
  4. Consumare cibi semplici, non elaborati e poveri di grassi; pane, riso, pasta, … sono in genere ben tollerati.
  5. Prediligere alimenti ricchi di carboidrati, possibilmente integrali e ricchi di fibra, e poveri di grassi (ritardano lo svuotamento gastrico).
  6. Il cibo freddo produce odori meno intensi, che possono infastidire alcune donne.
  7. In gravidanza è molto importante rimanere ben idratate attraverso il consumo di abbondante acqua; per ridurre il senso di nausea assumere piccoli sorsi, ma frequenti.
  8. Riduci il consumo di liquidi durante il pasto, meglio bere a distanza per ridurre la massa presente nello stomaco.
  9. Esistono alcune evidenze per cui lo zenzero potrebbe ridurre il fastidio, può quindi essere introdotto nella preparazione di piatti in forma di spezia.

Integratori, cosa prendere?

Prima di usare qualsiasi integratore alimentare o terapia alternativa per alleviare la nausea, chiedete consiglio al vostro medico.

Vitamina B6

Alcuni studi suggeriscono che l’assunzione di vitamina B6 possa migliorare notevolmente la nausea, anche se non il vomito, e sembra essere ragionevolmente sicura. Non esistono in ogni caso conferme definitive sull’efficacia.

Zenzero

Due esperimenti controllati relativi all’efficacia della radice di zenzero in polvere hanno dimostrato che le donne che la assumono registrano una drastica diminuzione della nausea e del vomito, anche se in realtà in letteratura si trovano anche dati contrastanti.

Un’altra ricerca ha seguito 187 donne che hanno usato lo zenzero in diverse forme durante il primo trimestre di gravidanza, ha rivelato che la percentuale di malformazioni non è stata più alta del normale e il prodotto è moderatamente efficace contro la nausea e il vomito.

È importante consultare il medico prima di usare questi prodotti perché potrebbero interferire con altri farmaci oppure contenere altri principi attivi erboristici dannosi.

Farmaci

È bene ricordare che prima di usare un qualunque farmaco è necessario consultare il medico per capire quale sia quello più adatto al singolo caso; negli anni sono stati proposti numerosi farmaci, ritenuti sicuri, tra di essi ricordiamo:

  • doxilamina succinato,
  • dimenidrinato (Travelgum®, Valontan®, Xamamina®),
  • trimetobenzamide,
  • idrossizina,
  • prometazina,
  • proclorperazina (Stemetil®),
  • metoclopramide (Plasil®),
  • meclizina,
  • difenidramina.

Ricordiamo anche l’ondansetron (Zofran®), un farmaco usato tradizionalmente per curare la nausea e il vomito causati dalla chemioterapia e sempre più impiegato nei casi di nausea e vomito da gravidanza. È stata condotta una ricerca su 176 donne che hanno usato l’ondansetron durante il primo trimestre di gravidanza: non è stato rilevato alcun aumento delle percentuali di malformazioni (2,2%) e il farmaco si è dimostrato abbastanza efficace (esiste ancora qualche dubbio su un possibile aumento del rischio di labbro leporino).

Esistono insufficienti evidenze di efficacia con il cortisone, che tuttavia può valere la pena di provare nei casi più severi.

Terapie complementari

Non esistono ad oggi prove dell’utilità di ricorrere a terapie complementari ma, a patto di rivolgersi a personale sanitario di comprovata affidabilità, in genere non ci sono controindicazioni a provare.

Agopressione e agostimolazione

Alcune ricerche hanno vagliato l’efficacia di questi tipi di terapie. Sembra che questi metodi (che stimolano il punto P6 all’interno del polso con una semisfera o con una lieve corrente elettrica) potrebbero essere utili per curare la nausea e il vomito, tuttavia sono necessarie ulteriori ricerche sull’argomento.

Ipnosi

Alcune ricerche hanno scoperto che l’ipnosi sembra essere utile per curare la nausea e il vomito causati dalla chemioterapia. Su 138 gestanti che si sono sottoposte a sedute di ipnosi, l’88% ha riferito la scomparsa dei sintomi dopo un numero di sedute variabile da una a tre. Tuttavia le donne appartenenti al campione erano prossime alla fine del primo trimestre, quindi non si sa con esattezza se i sintomi sarebbero scomparsi ugualmente anche senza ipnosi.

Come prevenirla?

Non esiste alcuna strategia di prevenzione certa per la nausea mattutina, secondo qualche studio l’assunzione di un multivitaminico prima della gravidanza potrebbe ridurre leggermente il rischio.

Fonti e bibliografia

Domande e risposte

Quando inizia la nausea in gravidanza?
Potrebbe iniziare più o meno in corrispondenza dei primi giorni di ritardo, ma in genere si sviluppa qualche giorno dopo.
Quando passa? Quanto può durare?
Nella maggior parte delle donne migliora sensibilmente, fino a a risolversi, con la fine del primo trimestre; in altri casi persiste fino all'inizio del terzo trimestre e, in una minoranza delle gestanti, si protrae fino al parto.
Cosa prendere per la nausea in gravidanza?
Si raccomanda di non assumere né farmaci né integratori se non espressamente prescritti dal ginecologo, nemmeno se naturali.

Fra le formulazioni che non richiedono ricetta medica (ma per cui è comunque raccomandabile il parere del ginecologo) ricordiamo le preparazione a base di zenzero e vitamina b6.

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