Anemia in gravidanza: sintomi, valori, rimedi

a cura di Dr.ssa Chiara Russo -Ultimo Aggiornamento: 11 settembre 2019

Cos’è l’anemia?

Benché spesso si pensi che l’anemia sia una condizione caratterizzata dalla carenza di ferro, la sua definizione medica è più ampia e fa riferimento ad una ridotta concentrazione di emoglobina, la proteina che si occupa del trasporto di ossigeno nel sangue. In alcuni casi è inoltre possibile porre diagnosi anche in presenza di una riduzione dei valori di ematocrito o globuli rossi.

Un’insufficiente scorta di ferro è una delle possibili cause di anemia, la più comune, ma ne rappresenta un caso particolare.

L’anemia in gravidanza (anche nota come anemia gravidica o gestazionale), è uno dei disturbi ematologici che colpiscono più frequentemente una donna in stato interessante; durante la gravidanza la donna subisce numerosi cambiamenti a livello organico e funzionale, volti ovviamente a garantire il benessere del nascituro, e tra questi è compreso un aumento della volemia (cioè della quantità del sangue presente in circolo), che è necessario per rispondere alle nuove esigenze metaboliche materno-fetali.

All’aumentare del volume di sangue circolante (fino al 20-30%), necessario perché in condivisione con il feto, diventano maggiori le richieste di ferro e altri micronutrienti (come la vitamina B12 o l’acido folico) necessari per la sintesi dell’emoglobina e dei globuli rossi, per cui una lieve anemia (dovuta a un calo di questi ultimi) può risultare “fisiologica” e non compromettente per il benessere della madre e del feto.

La gravità dell’anemia gestazionale è comunque variabile e strettamente correlata alla presenza di altre condizioni patologiche o problematiche connesse alla gravidanza, per cui risulta sempre necessario un inquadramento clinico del singolo caso.

Generalmente, questa condizione insorge a partire dal secondo trimestre di gravidanza, ma non sono esclusi casi in cui si presenta più precocemente (intorno al primo trimestre) o tardivamente (terzo trimestre).

Le gestanti affette lamentano:

  • maggiore stanchezza,
  • pallore cutaneo,
  • tachicardia,
  • pressione bassa (ipotensione).

Dal momento che le donne in stato interessante vengono sottoposte a numerosi controlli clinici e a periodiche analisi del sangue, la diagnosi risulta agevole e pressoché immediata e consente al medico di impostare la terapia più adeguata, a seconda della causa che è alla base dell’anemia.

Schematizzazione della condizione di anemia in cui la quantità di globuli rossi circolante è diminuita.

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Cause

Diversi tipi di anemia possono insorgere nel corso della gravidanza, ma le forme più frequenti sono associate a:

  • carenza di ferro (una ridotta assunzione di questo minerale aumenta anche il rischio di parto pretermine e di basso peso del neonato alla nascita);
  • carenza di folati (un deficit di acido folico aumenta anche il rischio che insorgano malformazioni fetali, come la spina bifida);
  • carenza di vitamina B12 (più frequente nelle donne che non mangiano carne, pollame, prodotti lattiero-caseari e uova).

Se la causa è una ridotta quota di ferro introdotto con la dieta, l’anemia è anche definita sideropenica, se invece alla sua base vi è una riduzione di vitamina B12 o di acido folico, si parla di anemia perniciosa.

Queste sostanze sono tutte e tre necessarie per la maturazione dei globuli rossi, ne consegue che, se per diversi motivi il loro apporto non è sufficiente, si assiste ad una riduzione dei livelli ematici di emoglobina e globuli rossi, con conseguente comparsa di anemia.

Altre cause, peraltro meno frequenti, di anemia gestazionale sono:

  • emorragie (l’anemia è dovuta alla cospicua perdita di sangue),
  • talassemia (forma ereditaria di anemia, in cui vi è un difetto nella sintesi delle catene che costituiscono l’emoglobina),
  • altre patologie (come l’anemia falciforme, in cui si ha un deficit ereditario strutturale dei globuli rossi che ostacola il flusso sanguigno).

Fattori di rischio

Alcuni fattori possono aumentare il rischio di insorgenza di un’anemia gravidica, tra questi ricordiamo:

Sintomi

L’anemia gestazionale può essere accompagnata inizialmente, dalla comparsa di sintomi aspecifici e spesso erroneamente assimilabili a quelli di una normale gravidanza.

Più spesso, solo successivamente, quando la riduzione della concentrazione dei globuli rossi nel sangue e dei valori di emoglobina sarà evidente anche agli esami del sangue, potranno comparire:

Diagnosi e valori

La diagnosi è basata sul riscontro di sintomi tipici e sul risultato delle indagini di laboratorio.

In condizioni normali si considera anemica una donna che presenti valori di emoglobina inferiori a 12 g\dl.

Donne con valori di emoglobina inferiori a 11,5 g\dl all’inizio della gravidanza, possono essere sottoposte ad un trattamento di profilassi, per evitare ulteriori riduzioni di emoglobina nel corso della gestazione.

Oltre all’emocromo completo (con particolare valutazione di emoglobinaconcentrazione dei globuli rossi, MCV, ematocrito, RDW), risultano determinanti i dosaggi di:

  • sideremia (concentrazione di ferro nel sangue),
  • ferritina (scorte di ferro nell’organismo),
  • transferrina (proteina di trasporto del ferro nel sangue),
  • acido folico,
  • vitamina B12.

La valutazione può in alcuni pazienti comprendere anche l’elettroforesi dell’emoglobina, nel sospetto di una forma di anemia ereditaria misconosciuta.

L’anemia da carenza di ferro è caratterizzata da una riduzione dell’ematocrito (Htc-volume plasmatico occupato dagli eritrociti) e dell’MCV (indica la grandezza dei globuli rossi), con bassi livelli di ferro sierico e ferritina (proteina di deposito del ferro), mentre sono aumentati i livelli di transferrina (proteina utile nel trasporto di ferro in circolo).

Nell’anemia da carenza di folati l’RDW e l’MCV sono elevati (sono presenti globuli rossi più grandi e di dimensione variabile), mentre sono bassi i livelli di folati nel siero.

Nel caso di carenza di vitamina B12, oltre ai bassi livelli di quest’ultima, si hanno bassi livelli di emoglobina, MCV aumentato e basso numero di reticolociti (globuli rossi non ancora maturi).

Quando preoccuparsi?

Attenendosi ai controlli di routine previsti dal Sistema Sanitario Nazionale è improbabile andare incontro a complicazioni, in quanto un’eventuale stato di anemia gestazionale viene diagnosticato in fase precoce e corretto prima di poter diventare cause di pericoli per madre/feto.

Un lieve stato di anemia è peraltro considerato da molti ginecologi para-fisiologico, come normale conseguenza dell’aumento del volume del sangue circolante; un’anemia più grave, tuttavia, può esporre il bambino a un rischio più elevato di anemia durante la prima infanzia, oltre ad aumentare il rischio di

  • parto prematuro,
  • basso peso alla nascita.

Gravano infine alcuni rischi sulla madre, aumentando il rischio di perdita di sangue durante il travaglio e rendendo più difficile contrastare eventuali infezioni.

Rimedi

Lo scopo del trattamento è quello di curare l’anemia, ripristinando valori normali di emoglobina e globuli rossi.

Oltre all’adozione di una dieta equilibrata potrebbe essere necessario aumentare l’assunzione di alimenti particolarmente ricchi di vitamina B12 ed acido folico, quali:

  • carne e pollame (di taglio magro e privilegiando le carni bianche),
  • uova,
  • legumi (fagioli, lenticchie),
  • prodotti lattiero-caseari,
  • cereali integrali,
  • pesce (tonno, sardine, merluzzo, da consumare previa cottura).

Nel caso in cui fosse necessario un intervento farmacologico è preferibile intervenire per via orale, attraverso l’assunzione di integratori di ferro e\o di acido folico, oltre alle vitamine prenatali a complemento della dieta, sotto consiglio del proprio ginecologo.

Tra i possibili effetti indesiderati di questi integratori si annoverano:

  • bruciori di stomaco,
  • senso di pesantezza,
  • costipazione o, contrariamente, ipermotilità intestinale,

per cui generalmente è consigliabile l’assunzione a stomaco pieno.

La trasfusione è riservata ai casi di anemia gestazionale correlata a gravi sintomi costituzionali (tachicardia, dispnea, tachipnea) potenzialmente in grado di compromettere anche il benessere fetale.

Prevenzione

Nel corso della gravidanza è fondamentale adottare un regime dietetico sano ed equilibrato, consumando alimenti ricchi di acido folico, ferro e vitamina B12; qualora fosse necessario il medico potrà prescrivere integratori appositi per garantire il corretto apporto di queste sostanze.

È inoltre necessario sottoporsi ad esami laboratoristici e visite mediche, in accordo con il proprio ginecologo, per valutare precocemente l’eventuale comparsa di un’anemia ed intervenire in maniera corretta, in modo garantire il benessere della mamma e del feto nel corso della gestazione.

Fonti e bibliografia

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