Zenzero (ginger): proprietà, usi e controindicazioni

Ultima modifica 20.07.2019

Cos’è lo zenzero?

Originario dell’estremo oriente, conosciuto e utilizzato da millenni nella medicina ayurvedica e cinese, diffusosi nel Mediterraneo sin dai tempi di Alessandro Magno, lo zenzero (Zingiber officinalis) è oggi conosciuto in tutto il mondo ed è una delle spezie più utilizzate in ambito gastronomico (specie nella cucina orientale), per insaporire zuppe e salse, grazie al suo sapore leggermente piccante.

Noto anche con il nome inglese di ginger, oltre che come spezia e come aromatizzante per le bevande (pensiamo al famoso Ginger Ale), lo zenzero è conosciuto e utilizzato da lungo tempo nella medicina popolare per le sue proprietà

  • digestive,
  • antiemetiche e antinausea
  • e come antinfiammatorio nella sindrome influenzale.

In commercio troviamo la radice fresca o essiccata, lo zenzero candito a cubetti oppure l’estratto in polvere (ad uso culinario o sotto forma di capsule nel mondo dell’integrazione alimentare).

Fotografia della radice di zenzero

iStock.com/Photopips

Zenzero e digestione

Secondo numerosi studi clinici, lo zenzero promuove la digestione attraverso molteplici meccanismi:

  • aumentando il tono della muscolatura gastrica,
  • favorendo la secrezione di saliva e la produzione di succhi gastrici,
  • facilitando lo svuotamento dello stomaco tramite stimolazione della peristalsi.

Per trarre beneficio in termini di digestione è sufficiente masticare un pezzo (2 cm circa) di radice fresca all’occorrenza, dopo il pasto; è altresì efficace nella forma di cubetti canditi – meglio senza zuccheri aggiunti – e come estratto secco.

L’assunzione costante di zenzero contribuisce, inoltre, ad alleviare i sintomi del reflusso esofageo.

L’Agenzia Europea del Farmaco (EMA) classifica come Traditional Use [4] l’utilizzo dello zenzero come digestivo: questo significa che nonostante gli studi clinici non siano ancora sufficienti e definitivi, l’efficacia di questo rimedio è considerata plausibile ed esistono prove in merito alla sicurezza del suo utilizzo da almeno 30 anni (di cui almeno 15 anni nell’UE). L’uso previsto, inoltre, non richiede la supervisione medica.

Zenzero e nausea

L’Agenzia Europea del Farmaco (EMA) classifica come Well Established Use [4] l’utilizzo dello zenzero come anti-nausea: questo significa che esistono dati bibliografici che forniscono prove scientifiche dell’efficacia e della sicurezza dello zenzero usato a tale scopo, riguardanti un periodo di almeno 10 anni nell’UE.

Lo zenzero si è dimostrato efficace in diversi studi clinici nel contrastare di versi tipi di nausea [1], tra cui

Nausea da cinetosi

Il Comitato per i medicinali di origine vegetale dell’EMA (Agenzia Europea del Farmaco) ha considerato alcuni studi clinici condotti con lo zenzero, volti a valutarne l’efficacia confrontandolo con placebo o con altri medicinali usati per la prevenzione di nausea e vomito da cinetosi. Ebbene, lo zenzero è risultato più efficace del placebo e altrettanto efficace di altri medicinali utilizzati per lo stesso scopo [4].

La dose efficace nel trattamento delle cinetosi è quella corrispondente a 1-2 grammi di estratto secco in polvere, da assumersi almeno un’ora prima di mettersi in viaggio.

Nausea in gravidanza

Secondo quanto riportato in una meta-analisi pubblicata nel 2014, mezzo cucchiaino di zenzero in polvere (circa 1 g al giorno) preso per soli 4 giorni è stato associato a una diminuzione pari a 5 volte di nausea e vomito mattutini in gravidanza [2].

Nausea da chemioterapia

In uno studio randomizzato versus placebo [3], condotto in doppio cieco, 80 donne in trattamento con chemioterapia per il cancro al seno sono state divise casualmente in due gruppi: per 6 giorni hanno ricevuto, rispettivamente, 250 mg di zenzero in polvere oppure la stessa dose di placebo, per 4 volte al giorno (1 g totale). Al termine dell’esperimento,

  • sia la nausea acuta (quella che si manifesta nelle prime 24h),
  • sia quella dei giorni successivi,
  • sia quella cosiddetta “anticipata”,

dovuta ad esperienze pregresse di chemioterapia (il paziente manifesta nausea e vomito ancora prima della chemioterapia, perché pensa che insorgeranno, come accaduto in precedenza) sono risultate significativamente ridotte nel gruppo trattato con lo zenzero.

Zenzero e mal di testa

Lo zenzero può rappresentare un rimedio efficace in caso di attacchi acuti di mal di testa.

Uno studio pubblicato nel 2014 [5] ha messo a confronto zenzero e Sumatriptan (Imitrex®), un principio attivo di uso comune tra le persone che soffrono di frequenti mal di testa (in particolare emicranie e cefalee a grappolo).

L’esperimento è stato condotto in doppio cieco su 100 pazienti soggetti ad attacchi acuti di mal di testa (senza aura), divisi casualmente in due gruppi: ad uno è stato somministrato il farmaco (50mg Sumatriptan), all’altro 250mg di zenzero. La valutazione dell’efficacia è stata fatta sulla base del tempo di comparsa dell’attacco, la durata, l’intensità, per 5 attacchi consecutivi.

Sulla base dei risultati ottenuti, i due rimedi si sono dimostrati equivalenti: l’efficacia dell’estratto secco di zenzero è comparabile a quella del Sumatriptan, col vantaggio di un’incidenza sensibilmente minore di effetti collaterali.

Zenzero e dolori mestruali (dismenorrea)

Lo zenzero si è rivelato molto efficace nel ridurre i dolori mestruali, quei dolori comuni a molte donne (si calcola che ne soffra il 90% delle donne in età fertile) che si avvertono nel basso ventre e in zona pelvica prima o durante l’inizio del ciclo mestruale, in maniera più o meno intensa.

Sono stati pubblicati quattro studi randomizzati [6] sull’uso dello zenzero per i dolori mestruali e tutti e quattro hanno evidenziato benefici in caso di assunzione dell’estratto secco qualche giorno prima dell’inizio del ciclo, in dosi da 750 mg a 2 g.

Sembra inoltre che l’estratto sia in grado anche di ridurre l’entità del flusso quando troppo abbondante, effetto che rappresenta uno dei principali disturbi ginecologici delle donne in giovane età.

In un recente studio [7] 92 giovani donne in età scolare, soggette a flusso mestruale abbondante, sono state divise casualmente in due gruppi e sottoposte per 3 cicli consecutivi a trattamento con zenzero o con solo placebo. Al termine dell’esperimento è stata osservata una diminuzione significativa del flusso mestruale: nelle donne trattate con zenzero il flusso si era ridotto della metà.

Composizione e meccanismo d’azione

Le radici di zenzero sono costituite da

  • 40-60% carboidrati,
  • 10% proteine,
  • 10% grassi,
  • 5% fibre,
  • 6% minerali,
  • 10% acqua,
  • 1-4% oli essenziali,
  • 5-8% resine e mucillagini.

I principi attivi che caratterizzano lo zenzero sono

  • gingeroli e shogaoli, responsabili del sapore intenso e caratteristico,
  • componenti volatili (sesquiterpeni e monoterpeni), responsabili del profumo caratteristico

Pur non essendo ancora stati del tutto chiariti i meccanismi attraverso i quali lo zenzero esplica la propria attività in vivo, gli studi in vitro suggeriscono, almeno per quanto riguarda l’effetto antiemetico e digestivo, un’azione

  • di antagonismo nei confronti dei recettori serotoninergici 5-HT3 e colinergici M [8] [9],
  • di modulazione diretta della motilità gastrica e intestinale.

Effetti collaterali, controindicazioni e interazioni

Nelle dosi generalmente raccomandate (1-2 g di estratto secco al giorno come dose massima) lo zenzero risulta in genere ben tollerato.

Se assunto in dosi eccessive può causare disturbi a carico di stomaco e intestino [4], tra cui:

Si raccomanda cautela in pazienti affetti da

  • bruciore di stomaco, poiché lo zenzero stimola la secrezione gastrica,
  • calcoli biliari, per l’effetto coleretico e colagogo.

Pur non essendo dimostrato in via definitiva l’effetto antitrombotico e ipoglicemizzante dello zenzero, se ne consiglia cautela in caso di assunzione concomitante di farmaci quali

Fonti e bibliografia

  1. Is ginger beneficial for nausea and vomiting? An update of the literature. W Marx, N Kiss, L Isenring. Curr Opin Support Palliat Care. 2015 Jun;9(2):189-95.
  2. Effects of ginger for nausea and vomiting in early pregnancy: a meta-analysis. M Thomson, R Corbin, L Leung.J Am Board Fam Med. 2014 Jan-Feb;27(1):115-22.
  3. Ginger as a miracle against chemotherapy-induced vomiting. Z P Yekta, S M Ebrahimi et al. Iran J Nurs Midwifery Res. 2012 Jul;17(5):325-9.
  4. EMA
  5. Comparison between the efficacy of ginger and sumatriptan in the ablative treatment of the common migraine Maghbooli M, Golipour F, Moghimi Esfandabadi A, Yousefi M. Phytother Res. 2014 Mar;28(3):412-5.
  6. Efficacy of Ginger for Alleviating the Symptoms of Primary Dysmenorrhea: A Systematic Review and Meta-analysis of Randomized Clinical Trials. J W Daily, X Zhang, K Da Sol, S Park.Pain Med. 2015 Dec;16(12):2243-55.
  7. Effect of ginger (Zingiber officinale) on heavy menstrual bleeding: a placebo-controlled, randomized clinical trial. F Kashefi, M Khajehei, M Alavinia, E Golmakani, J Asili. Phytother Res. 2015 Jan;29(1):114-9
  8. Mode of action of gingerols and shogaols on 5-HT3 receptors: binding studies, cation uptake by the receptor channel and contraction of isolated guineapig ileum. Abdel-Aziz H, Windeck T, Ploch M, Verspohl EJ. Eur J Pharmacol 2006;530:136–43
  9. Effects of ginger constituents on the gastrointestinal tract: role of cholinergic M3 and serotonergic 5-HT3 and 5-HT4 receptors. Pertz HH, Lehmann J, Roth-Ehrang R, Elz S. Planta Med 2011;77:973–8.
  10. NutritionFacts.org

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