Garcinia Cambogia, funziona? Controindicazioni e proprietà

Ultima modifica 10.09.2019

Cos’è la garcinia cambogia? A cosa serve?

Conosciuta anche come Tamarindo Malabar, la garcinia cambogia è un frutto originario del sud est asiatico, simile a un’arancia come dimensioni e a una piccola zucca come aspetto. Se ne contano ad oggi 180 specie tra Asia, Africa e Polinesia, 30 delle quali nella sola India. Soltanto tre di queste specie, tuttavia, contengono quello che è considerato il principale componente attivo, l’acido idrossicitrico, e sono la Cambogia, la Indica e la Atroviridis, che prosperano in India e Sri Lanka [1].

E proprio la garcinia cambogia è quella delle tre che è salita agli onori della ribalta, ricevendo crescente attenzione mediatica per via delle sue presunte proprietà dimagranti.

L’infuso del frutto di garcinia cambogia veniva utilizzato nella medicina popolare [2] per

In ambito alimentare, invece, viene tuttora usata in oriente – insieme alla indica e alla atroviridis – come spezia per il curry e come conservante per il pesce: la scorza essiccata, infatti, contiene circa il 30% di acido citrico, che agisce come batteriostatico, per via del basso pH, ed evita quindi la formazione di istamina ad opera dei batteri – responsabile di reazioni allergiche e intossicazioni alimentari [3].

Studi recenti sulla garcinia cambogia [1] hanno evidenziato potenzialità curative in diversi ambiti:

  • come antiossidante, grazie all’azione di garcinolo e guttiferone,
  • come possibile terapia per il morbo di Crohn e le coliti ulcerative,
  • come antitumorale nel neuroblastoma (esperimenti condotti in vitro),
  • come purificante dell’acqua da metalli pesanti (arsenico in particolare).

Nonostante tutti questi potenziali utilizzi, tuttavia, l’attenzione si è focalizzata pressoché totalmente sul presunto effetto dimagrante e anoressizzante della garcinia cambogia – e per tale applicazione vengono pubblicizzati i numerosi prodotti in commercio.

Garcinia Cambogia e controllo del peso: funziona?

Responsabile dell’effetto dimagrante della garcinia cambogia sarebbe il suo componente principale, ossia l’acido idrossicitrico (HCA), un isomero dell’acido citrico in grado di bloccare l’azione di un enzima – l’ATP-Citrato Liasi – che trasforma gli zuccheri in grassi: inibendo la formazione di colesterolo e trigliceridi, l’HCA risulta un candidato ideale come rimedio fitoterapico per il trattamento dell’iperlipidemia e dell’obesità [1,2].

Sembra inoltre che l’HCA aumenti il rilascio di serotonina a livello centrale e quindi favorisca il senso di sazietà [4].

I primi studi in vivo su animali, già a partire dalla fine degli anni ‘70, avevano dato risultati promettenti, confermati anche in epoche più recenti: in uno studio del 2003 condotto sui topi era stato dimostrato che la garcinia cambogia era effettivamente in grado di ridurre il grasso viscerale [5]; in un altro si era vista una riduzione della resistenza all’insulina (condizione predisponente per lo sviluppo del diabete) [6]; in un altro ancora si era evidenziato un effetto preventivo della garcinia sull’aumento di colesterolo LDL e trigliceridi in caso di concomitante assunzione di desametasone [7].

Frutti di garcinia cambogia con un metro da sarta

iStock.com/kdshutterman

Quando si è passati agli studi sull’uomo, tuttavia, non si sono ottenuti gli stessi risultati incoraggianti: qualche effetto sulla concentrazione ematica dei trigliceridi, ma risultati poco significativi o quantomeno contrastanti sulla presunta azione dimagrante.

  • In uno studio condotto su 60 donne sovrappeso, di età compresa tra 25 e 60 anni, è stato somministrato estratto secco di garcinia (nella dose di 2,4 g/dì) per 2 mesi, confrontato con placebo. Al termine della sperimentazione, le donne trattate con garcinia hanno mostrato una diminuzione dei trigliceridi di circa un terzo, ma non ci sono stati effetti significativi né sul livello di colesterolo totale, HDL o LDL, né sulla perdita di peso [8].
  • In un altro studio, l’estratto secco di garcinia è stato confrontato con estratto secco di soia e placebo, su soggetti obesi. Dopo 10 settimane di trattamento non si è registrata alcuna perdita di peso clinicamente significativa né si sono avuti effetti sulla percentuale di massa grassa dei soggetti dello studio [9].
  • Infine, in una revisione degli studi precedenti sulla garcinia cambogia, pubblicata nel 2015 [10], gli autori sottolineano come, seppure esistano studi su animali e sull’uomo che associano l’assunzione di garcinia con la perdita di peso, ne esistono altrettanti, condotti peraltro in modo rigoroso versus placebo, che non hanno riportato risultati degni di nota. In più molte ricerche, anche se ben condotte, sono state fatte su un numero troppo limitato di individui e per un tempo troppo breve: nessuno studio si è spinto oltre le 12 settimane di trattamento, per cui diventa difficile avere informazioni sull’effetto (ed eventuali controindicazioni) dell’utilizzo a lungo termine della garcinia cambogia.

Esiste poi un altro problema, che riguarda l’aspetto strettamente formulativo dell’HCA, l’acido idrossicitrico: la maggior parte degli studi preclinici è stata fatta utilizzando HCA in forma di sale sodico, mentre negli studi clinici – laddove riportato (e questo rappresenta un altro problema in termini di interpretazione dei risultati) – è stato spesso utilizzato il sale di calcio. Quest’ultimo, benché chimicamente più stabile, risulta molto meno biodisponibile rispetto al sale sodico – e, per inciso, è la forma più comune in commercio. Esiste quindi la possibilità che i risultati negativi non siano dovuti alla scarsa efficacia dell’HCA di per sé, ma alla sua somministrazione come sale troppo poco solubile per avere un effetto terapeutico degno di nota [1].

Ultimo aspetto, non meno importante, riguarda le numerose frodi sugli integratori alimentari che si autoproclamano dimagranti: spesso contengono sostanze anoressizzanti non dichiarate – e per giunta proibite. È il caso di un integratore di garcinia cambogia commercializzato negli Stati Uniti e ritirato nel 2017 dall’FDA [13], l’Ente di controllo americano su cibi e farmaci, a seguito di un’indagine che ha portato alla luce la presenza di sibutramina nel preparato. La sibutramina è un farmaco anoressizzante ritirato dal mercato (anche in Italia) dal 2010, per via dei pesanti effetti collaterali (ipertensione, ictus, infarto – per citarne alcuni), che superavano di gran lunga i possibili benefici.

A rischio di risultare scontati, ci pare saggio ricordare che il metodo migliore e l’unico veramente “naturale” per dimagrire rimane quello di adottare un’alimentazione sana e bilanciata, possibilmente associando la pratica di attività fisica anche minima, ma costante.

Controindicazioni, effetti collaterali e interazioni coi farmaci

L’utilizzo della garcinia cambogia alle dosi prescritte è generalmente considerato sicuro, anche se non esistono ad oggi dati ufficiali sugli effetti dell’assunzione a lungo termine (oltre le 12 settimane).

Eventuali effetti collaterali, transitori o comunque reversibili con la sospensione del trattamento, evidenziati per brevi periodi di assunzione, riguardano per lo più disturbi gastrointestinali [10].

Sono stati segnalati casi sporadici di pancreatite acuta dovuta all’assunzione di garcinia cambogia da parte di soggetti obesi:

  • il primo, relativo a una donna di 61 anni, con una storia clinica di ipertensione, diabete, insufficienza renale e abuso di droghe [11];
  • il secondo, di pochi mesi fa, relativo a un uomo di 82 anni ricoverato per un attacco di pancreatite acuta dovuta all’assunzione di garcinia cambogia, usata come soppressore dell’appetito – anch’egli con una storia pregressa di ipertensione, diabete, colecistectomia, embolia polmonare [12].

Si tratta dunque di casi estremi e di soggetti con quadro clinico già compromesso.

Non sono note interazioni della garcinia con alcun farmaco.

Fonti e bibliografia

  1. Greenway F. Garcinia. In: Coates PM, Betz JM, Blackman MR, et al., eds. Encyclopedia of Dietary Supplements. 2nd ed. New York, NY: Informa Healthcare; 2010:307-313.
  2. A comprehensive scientific overview of Garcinia cambogia. Semwal RB, Semwal DK, Vermaak I, Viljoen A. Fitoterapia. 2015 Apr;102:134-48
  3. Effect of exogenous histidine and Garcinia cambogia on histamine formation in skipjack (Katsuwonus pelamis) homogenates. Thadhani VM1, Jansz ER, Peiris H. Int J Food Sci Nutr. 2002 Jan;53(1):29-34.
  4. Safety and mechanism of appetite suppression by a novel hydroxycitric acid extract (HCA-SX). Ohia SE, Opere CA, LeDay AM, et al Mol Cell Biochem 2002; 238:89–103
  5. Effect of Garcinia cambogia extract on serum leptin and insulin in mice. Hayamizu K, Hirakawa H, Oikawa D, et al. Fitoterapia 2003; 74:267–273.
  6. Dietary Garcinia cambogia does not modify skin properties of mice with or without excessive sucrose intake. Oikawa D, Hirakawa H, Hayamizu K, et al. Phytother Res 2005;19:294–297.
  7. Effect of Garcinia cambogia extract on lipids and lipoprotein composition in dexamethasone administered rats. Mahendran P, Devi CS. Indian J Physiol Pharmacol 2001; 45:345–350.
  8. Hypolipemic effect of Garcinia cambogia in obese women. Vasques CA, Schneider R, Klein-Júnior LC, et al. Phytotherapy Research. 2014;28(6):887-891.
  9. Does Glycine max leaves or Garcinia Cambogia promote weight-loss or lower plasma cholesterol in overweight individuals: a randomized control trial. Kim JE, Jeon SM, Park KH, Lee WS, Jeong TS, McGregor RA, Choi MS. Nutr J. 2011 Sep 21;10:94.
  10. Evaluation of the safety and efficacy of hydroxycitric acid or Garcinia cambogia extracts in humans. Márquez F1, Babio N, Bulló M, Salas-Salvadó J. Crit Rev Food Sci Nutr. 2012;52(7):585-94.
  11. Acute Pancreatitis Secondary to Garcinia Cambogia; The Unknown Cost of Herbal Supplements A. Grigos, J. Benmoussa, J.Sandhu et al. JOP. Journal of the Pancreas – Vol. 17 No. 3 – May 2016
  12. Acute Pancreatitis Secondary to Use of Appetite Suppressant: Garcinia cambogia. Iqbal U, Anwar H, Siddiqui HU, Mehmood A. Cureus. 2019 May 16;11(5):e4676.
  13. US Food and Drug Administration (FDA)

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