Cranberry e cistite: efficace, ma…

Ultima modifica 11.12.2019

La pianta

Si stima che circa un terzo delle donne soffrirà di almeno un episodio di cistite entro i 24 anni, percentuale che sale al 50% entro i 32 anni: elevato poi anche il numero di recidive, le cui cause sono spesso legate all’attività sessuale.

Il rimedio naturale più usato per il trattamento e la prevenzione delle cistiti è il cranberry (o, in italiano, mirtillo rosso), una pianta assunta come integratore alimentare per via orale sotto forma di succo o capsule; si tratta di un piccolo arbusto di origine nordamericana che produce un frutto rosso dal sapore acido, già utilizzato dagli indiani per curare

  • ferite,
  • infezioni urinarie,
  • scorbuto (malattia dovuta a carenza di vitamina C).

La presunta efficacia antibatterica di questo rimedio erboristico deriva dalla capacità di rendere antiadesiva la superficie della mucosa della vescica, impedendo quindi l’adesione cellulare dei batteri patogeni responsabili di cistite e di altri disturbi.

Due revisioni più recenti (efsa e Cochrane) sull’efficacia del fitoestratto hanno tuttavia concluso che al momento mancano le evidenze per poter affermare che sia utile nella prevenzione delle infezioni del tratto urinario; probabilmente proprio sulla base di queste considerazioni, anche l’NHS inglese si dimostra cauto in proposito, così come su altri rimedi naturali (sostanze volte all’acidificazione delle urine, come il sodio bicarbonato o il potassio citrato).

L’estratto è un integratore sicuro, quindi può essere ragionevole consigliare l’uso del suo succo per la prevenzione delle infezioni delle vie urinarie nelle persone sane, ma non dovrebbe, tuttavia essere considerato un farmaco di prima linea per le infezioni croniche delle cistiti, data l’efficacia ampiamente dimostrata degli antibiotici.

Il cranberry è stato oggetto di ricerca per molti altri usi medici, tra le aree più promettenti c’è la prevenzione dell’infezione da H. pylori, batterio responsabile delle ulcere gastrointestinali e della placca dentale.

Fotografia di bacche di cranberry in natura

iStock.com/alexandrumagurean

Precauzioni

Il cranberry è considerato sicuro per prevenzione della cistite, però va segnalata la possibile interazione con il warfarin (Coumadin®), un anticoagulante abbastanza diffuso nella popolazione di età avanzata. Tra gli episodi relativi a possibili integrazioni segnalati in letteratura se ne ritrova addirittura uno fatale, per emorragia pericardica e gastrointestinale.

Se per certi versi la possibile interazione rilevata con il warfarin non dovrebbe preoccupare le ragazze giovani, che quindi possono trarre beneficio da cicli prolungati di prevenzione della cistite con l’estratto vegetale, quello che preme sottolineare è l’errata convinzione, peraltro piuttosto diffusa, che tutto ciò che è naturale non può fare male.

Se pensiamo poi che di norma questo tipo di cure sono assunte in regime di automedicazione, le preoccupazioni non possono che aumentare. È quindi non solo importante, ma fondamentale, appoggiarsi anche per cure naturali a personale qualificato in grado di consigliare le scelte più opportune soprattutto in caso di assunzioni croniche di altri medicinali, senza dare mai per scontato che i rimedi naturali siano innocui.

Le proprietà del cranberry: è efficace?

Diverse ricerche hanno cercato di fornire una risposta definitiva, ma di fatto questa manca ancora oggi; alcune delle malattie per cui viene usato il cranberry sono potenzialmente gravi e per questo dovrebbero essere valutate da personale medico qualificato.

L’efficacia del cranberry nei casi seguenti rimane in particolare piuttosto controversa:

  • Cura di sintomi e disturbi dell’apparato urinario. Il cranberry assunto sotto forma di formulazioni ad uso orale (compresse, bustine, …) probabilmente migliora la qualità della vita negli uomini affetti da sintomi delle basse vie urinarie che hanno il PSA alto o soffrono di iperplasia prostatica benigna.
  • Prevenzione delle infezioni delle vie urinarie. Il succo o le compresse di cranberry potrebbero essere utili per la prevenzione delle infezioni delle vie urinarie nelle donne. Nel complesso, le prove a favore dell’uso del cranberry non sono però sufficientemente solide.
  • Acidificazione delle urine. In grandi quantità il succo di cranberry potrebbe far diminuire il pH delle urine, rendendole più acide. Diversamente da quanto si pensava un tempo, l’acidificazione delle urine probabilmente non è il modo con cui il cranberry previene le infezioni delle vie urinarie. In questo campo sono necessarie ulteriori ricerche.
  • Urolitiasi. L’integratore può far aumentare l’escrezione urinaria degli ossalati, e quindi forse predisporre il paziente alla formazione di calcoli di ossalati, ma contestualmente fa anche aumentare l’escrezione di magnesio e di potassio, che fanno diminuire la formazione dei calcoli.
  • Prevenzione dei calcoli renali. Il succo, secondo le ricerche, diminuisce il calcio e gli ossalati nell’urina, ma aumenta il magnesio e il potassio. Non è quindi chiara la sua utilità per la prevenzione dei calcoli renali.
  • Miglioramento dell’assorbimento di vitamina B1 nei pazienti in terapia con gli antiacidi. Probabilmente il presunto effetto è dovuto all’acidità del succo anziché alla presenza di un principio attivo.
  • Proprietà antibatteriche.
  • Uso come antiossidante.
  • Antivirale e antifungino.
  • Prevenzione dei tumori.
  • Prevenzione delle malattie cardiovascolari. Secondo una ricerca su pazienti affetti da coronaropatie, l’uso del succo di cranberry rallenta il battito dell’arteria carotide, tuttavia sono necessarie ulteriori ricerche.
  • Diminuzione della placca dentale. La pianta potrebbe essere un alleato per la salute dei denti, tuttavia molti dei succhi attualmente in commercio sono ricchi di zuccheri risultando quindi controproducenti.
  • Diabete.
  • Prevenzione dell’infezione da H. pylori.
  • Diminuzione dei lipidi nelle persone obese o diabetiche.

Dosi

I dosaggi elencati nel seguito sono basati su ricerche scientifiche, pubblicazioni, usi tradizionali o sulle opinioni degli esperti. Molti integratori erboristici non sono ancora stati sottoposti a test approfonditi, quindi la loro sicurezza e la loro efficacia potrebbero non essere certe.

Le varie preparazioni possono contenere ingredienti in proporzioni diverse, anche se sono della stessa marca: quindi i dosaggi possono variare a seconda del prodotto. È quindi fondamentale leggere bene le etichette e chiarire i dosaggi con il medico prima di iniziare la terapia.

Adulti (età superiore ai 18 anni)

  • Come antiossidante: 250 ml di succo, tre volte al giorno per due settimane, oppure da 400 a 1.200 mg al giorno in capsule.
  • Per le malattie cardiovascolari: 480 ml di succo rinforzato (54% succo, 835 mg di polifenoli e 94 ml di antocianine) al giorno.
  • Per il diabete: 6 capsule, equivalenti a 240 ml, al giorno per sei settimane.
  • Per l’infezione da H. pylori 250 ml due volte al giorno per 90 giorni.
  • Per diminuire il colesterolo, l’equivalente di 240 ml di succo di cranberry al giorno per sei settimane.
  • Per i sintomi di infezione delle basse vie urinarie, una capsula con 500 mg di estratto di cranberry tre volte al giorno per sei mesi.
  • Per la sindrome metabolica, una tazza (240 ml) di succo di cranberry, due volte al giorno per otto settimane.
  • Per la prevenzione dei calcoli renali: un litro di succo di mirtillo al giorno per sette giorni. L’efficacia di questi dosaggi non è stata dimostrata.
  • Per la prevenzione delle infezioni delle vie urinarie, i dosaggi studiati variano dai 30 ai 480 ml di succo 2, 3 volte al giorno fino a 40 settimane, o 15-30 ml di succo puro non dolcificato al giorno.
  • Per le infezioni delle vie urinarie sono stati assunti 360-480 ml di succo di cranberry al giorno, fino a 21 giorni.

Bambini e adolescenti

Non ci sono sufficienti prove scientifiche a favore dell’uso di integratori a base di cranberry nei bambini.

Sicurezza

Gli integratori erboristici non sono strettamente regolamentati dalle autorità sanitarie come i farmaci, quindi non c’è quindi alcuna garanzia che siano

  • efficaci,
  • puri,
  • sicuri.

Gli effetti possono inoltre variare a seconda del paziente, vi consigliamo quindi di leggere sempre bene l’etichetta e di chiedere sempre consiglio al medico o al farmacista prima di iniziare una nuova terapia. Se avvertite degli effetti collaterali, recatevi immediatamente dal medico o al pronto soccorso.

Rischio di allergie

Il cranberry dovrebbe essere evitato da chi è allergico o manifesta un’ipersensibilità alle specie Vaccinum (cranberry e mirtillo), alle loro parti, o ai membri della famiglia delle Ericaceae.

Chi è allergico all’aspirina dovrebbe evitare di bere grandi quantità di succo di cranberry.

Effetti collaterali

Bere succo di cranberry sembra essere sicuro, anche se grandi quantità possono causare disturbi allo stomaco e nel tempo aumentare il rischio di calcoli renali.

Le persone che pensano di avere un’infezione del tratto urinario dovrebbero farsi visitare da un medico per una diagnosi e prescrizione del relativo trattamento; è assolutamente necessario evitare il ricorso all’automedicazione per disturbi di lunga durata.

Ricordiamo inoltre:

  • Ad alti dosaggi può causare mal di stomaco e diarrea; può inoltre far aumentare il rischio di calcoli renali in chi ha precedenti di calcoli di ossalati.
  • Serve particolare cautela se assumete gli anticoagulanti, come il warfarin o l’aspirina (come Cardioaspirin, Cardirene, Ascriptin, …), oppure dei farmaci con effetto sul fegato.
  • Chi manifesta alterazioni nella funzionalità epatica dovrebbe usare l’integratore con cautela.
  • Particolare attenzione è consigliata a chi soffre di artrite reumatoide, perché i succhi acidi potrebbero far aumentare il dolore articolare.
  • La sicurezza dell’uso in gravidanza e durante l’allattamento non è ancora stata valutata con sicurezza, ma è ritenuto sicuro nelle quantità normalmente assunte con l’alimentazione.

Interazioni

Varie segnalazioni hanno rilevato il rischio di interazione farmacologica tra prodotti a base di mirtillo e warfarin, con un effetto che si manifesta attraverso un incremento nei valori di INR (aumentando quindi il rischio di sanguinamento), probabilmente a causa di un’interazione farmacodinamica tra le molecole in grado di alterare la funzionalità dei fattori II e X della coagulazione.

Sulla base di tali evidenze, ai pazienti in trattamento con warfarin viene suggerito di evitare l’utilizzo di prodotti a base di mirtillo e comunque si consiglia di sottoporsi ad un costante e attento monitoraggio dei valori di INR.

Gravidanza

Sembra essere sicuro anche in gravidanza, ma è indispensabile ricorrere sempre al preventivo parere del ginecologo.

Fonti e bibliografia

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Domande e risposte
  1. Domanda -

    Il ginecologo mi ha prescritto due bustine al giorno di Cranberry, da assumere una al mattino e una alla sera; ieri sera mi sono dimenticata, devo prenderne due insieme questa mattina oppure ormai è saltata?

    1. Dr. Roberto Gindro -

      La regola generale è che se ci si ricorda della dimenticanza entro poco tempo si assume la dose dimenticata, ma se ci si avvicina troppo al momento della somministrazione successiva si aspetta direttamente quella. Non vanno mai assunte dose doppie se non espressamente avallate dal medico prescrittore o dal farmacista.

      Nei casi di cicli di terapia con integratori la dose dimenticata verrà poi recuperata alla fine, allungando la somministrazione proporzionalmente alle dosi dimenticate (ma è ovviamente auspicabile che siano il meno possibile o preferibilmente nessuna).

  2. Domanda -

    Si può prendere Monuril e contemporaneamente Cranberry?

    1. Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo) -

      Non sono conosciute interazioni specifiche, ma la decisione ultima spetta sempre al medico che ha prescritto il farmaco (Monuril o altra molecola che sia).

  3. Domanda -

    In terapia con i nuovi anticoagulanti (NAO, come Eliquis, Pradaxa, …) si può associare l’assunzione di cranberry per prevenire cistiti ricorrenti?

    1. Dr. Roberto Gindro -

      Sono stati segnalati aumenti dell’attività anticoagulante di farmaci come il warfarin e, anche se i NAO hanno meccanismo d’azione completamente diverso, ritengo che l’associazione sia comunque delicata e ne vada valutato il rapporto rischio-beneficio con il medico.

  4. Domanda -

    Ho preso cranberry in polvere e per tre volte ho poi avuto nausea e diarrea, dipende dall’integratore?

    1. Dr. Roberto Gindro -

      Sono effetti collaterali plausibili, quindi sì, è possibile che siano legati all’integratore; se tuttavia l’assunzione è avvenuta in tre giorni di seguito non possiamo escludere che i sintomi fossero legati ad altro (gastroenterite?), quindi si può valutare con il medico di sospendere per qualche giorno e ristabilirsi completamente, per poi tentare nuovamente l’assunzione.

  5. Domanda -

    Perché in alcune formulazioni sono presenti anche fermenti lattici?