Calendula: proprietà, effetti collaterali, utilizzi

Ultima modifica 09.10.2019

Introduzione

La calendula (Calendula Officinalis L.) è una pianta annuale o biennale, appartenente alla famiglia delle Asteracee e nativa delle regioni Mediterranee e dell’Asia sudorientale; in Italia è presente pressoché su tutto il territorio. Ha caratteristici fiori giallo arancio, che fioriscono tutto l’anno, anche in inverno. Il suo nome deriva proprio da questa caratteristica: calendae in latino significa “primo giorno del mese”, poiché sin dal tempo dei Romani si riteneva fiorisse all’inizio di ogni mese.

Prato fiorito di calendula

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Il nome inglese, Marygold è invece legato alla tradizione cristiana di offrire questi fiori alla Madonna per tenere lontano il demonio.

La calendula è conosciuta anche come “erba del sole”, perché i fiori si aprono al mattino e si chiudono alla sera. Nella tradizione popolare si dice che se i fiori non si sono dischiusi entro le 7 del mattino significa che sta arrivando la pioggia.

Nel Medioevo le persone più povere, non potendo permettersi l’acquisto dello zafferano, utilizzavano i fiori di calendula per colorare e insaporire le pietanze: per questo la pianta venne soprannominata “lo zafferano dei poveri” [1].

La pianta fu peraltro protagonista di uno dei primi casi accertati di frode alimentare: pare che venisse usata da alcuni produttori disonesti per colorare il burro prodotto in autunno o inverno, quando il latte risultava povero di vitamina A e il burro che ne derivava appariva oltremodo pallido. La pratica si era talmente diffusa che, nel 1396, il prevosto di Parigi (che era il rappresentante del re) fu costretto a emanare un’ordinanza che vietava la vendita di burro addizionato con coloranti [2]

Ancora oggi la calendula è presente in diverse ricette alimentari: i suoi petali si possono utilizzare per dare colore alle insalate estive o per decorare le portate.

Nel 2008 l’International Herb Association, un ente americano che si propone di divulgare la conoscenza delle erbe medicinali e il loro utilizzo, ha nominato la Calendula “Erba dell’anno”.

Calendula, in crema o per bocca?

Le preparazioni a base di fiori di calendula (tinture, creme, lavaggi) per le patologie della pelle sono note sin dai tempi antichi e costituiscono ancora oggi l’ambito di elezione per l’utilizzo di questa pianta [9]. In particolare, le applicazioni topiche (crema, pomata, olio, …) di preparati a base di calendula sono consigliati in caso di [1,3,4,5,6]:

Crema a base di calendula con accanto un fiore

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L’uso interno della calendula è meno conosciuto e utilizzato e riguarda essenzialmente [1,3,8,9]:

Alcuni studi preliminari ne hanno testato l’efficacia come antivirale e immunostimolante – in particolare nella terapia dell’HIV: prove in vitro hanno evidenziato che l’estratto di calendula è in grado di inibire in modo significativo il virus HIV-1 e di rallentare l’attività dell’ HIV-1 trascrittasi inversa (l’enzima responsabile della replicazione del virus) in modo tempo- e dose-dipendente [9]

L’uso topico della calendula è tuttavia quello su cui si è ottenuto il maggior riscontro a livello di ricerca scientifica, tanto che l’Agenzia Europea del farmaco (EMA) ne ha approvato l’uso per il trattamento delle infiammazioni cutanee e delle ferite di lieve entità, e per le infiammazioni lievi del cavo orale e della gola. Pur ritenendo ancora insufficienti i test clinici, l’EMA ritiene plausibile l’efficacia della calendula e ne evidenzia l’elevato grado di sicurezza sulla base dell’utilizzo consolidato nella medicina tradizionale [10].

Come spesso accade nel caso dei preparati medicinali a base di erbe, anche nel caso della calendula la maggior parte degli studi scientifici è stata condotta in vitro o in vivo su animali; gli studi sull’uomo ci sono, ma su un numero ancora troppo limitato di pazienti per poter trarre conclusioni affidabili e spesso senza confronto con placebo. Eppure il ricorso alle erbe medicinali è estremamente diffuso, perché percepito come più naturale e (erroneamente) ritenuto privo di effetti collaterali: per questa ragione è auspicabile un aumento sia quantitativo che qualitativo delle ricerche scientifiche sugli effetti delle erbe medicinali sull’uomo, per evitare che la letteratura aneddotica si sovrapponga (o sostituisca) quella scientifica generando confusione, nella migliore delle ipotesi, o danni, nella peggiore.

Ciò premesso, riportiamo alcune delle ricerche scientifiche più recenti, che hanno prodotto risultati interessanti sull’utilizzo della calendula in alcune patologie particolari, per le quali l’utilizzo della pianta è meno forse meno noto ai più.

Calendula e ulcera crurale

L’ulcera crurale (o ulcera venosa o ulcera varicosa) è una lesione della pelle dovuta a stasi e reflusso sanguigno, spesso conseguente la comparsa di vene varicose.

Il potenziale utilizzo dei preparati a base di calendula per le vene varicose e le conseguenti ulcere crurali è stato oggetto di uno studio eseguito su 34 pazienti con ulcere venose. I pazienti sono stati divisi i due gruppi:

  • uno (di 21 persone) è stato trattato con applicazioni topiche di estratto di calendula (1 g di pomata per cm2 di ulcera), 2 volte al giorno per 3 settimane;
  • l’altro (di 13 persone) è stato trattato con le stesse modalità ma utilizzando un placebo, costituito da una soluzione salina.

Dopo una settimana, nel gruppo trattato con la calendula, si è registrata una diminuzione della superficie ulcerata del 14,59%, dopo 2 settimane del 33,33% e dopo 3 settimane del 41,71%. In 7 pazienti, infine, si è avuta una completa riepitelizzazione delle ferite. Nel gruppo di controllo, al termine dello studio, la riduzione della superficie ulcerata era pari al 14,53%; in 4 pazienti si è avuta guarigione con riepitelizzazione delle ulcere.

Nessun effetto collaterale è stato osservato durante il trattamento, in entrambi i gruppi.

L’effetto è statisticamente significativo anche se il numero di persone è troppo esiguo per poter trarre conclusioni definitive [6].

Calendula e piede diabetico

Uno studio recente ha valutato l’utilizzo di un estratto idroglicerico di calendula al 4% per il trattamento delle lesioni del piede diabetico in pazienti di età compresa tra 44 e 82 anni, con diagnosi di ulcera di almeno 3 mesi, valutati per 30 settimane (o fino a guarigione accertata). I 42 pazienti sono stati trattati con l’estratto spray applicato due volte al giorno. Dopo 11 settimane di trattamento il 54% delle ferite risultava completamente guarito, dopo 20 settimane il 68% e dopo 30 settimane il 78%. Nei pazienti non guariti si è comunque potuta apprezzare una riduzione dell’area lesionata pari al 78%.

La calendula ha mostrato altresì attività antibatterica nei confronti delle ferite infette, che sono passate dal 78% al 12,1% a fine trattamento. I batteri coinvolti erano prevalentemente Staphylococcus Aureus, Pseudomonas, Klebisiella ed Escherichia coli.

Non è stato registrato alcun effetto avverso.

Come sottolineato dagli stessi ricercatori, occorrerà uno studio su un numero più ampio di pazienti, confrontato con placebo, per confermare l’efficacia della calendula per le lesioni del piede diabetico. Tuttavia i risultati preliminari sono senz’altro promettenti [7].

Calendula e radioterapia

In uno studio RTC (randomizzato controllato) condotto su 254 pazienti sottoposti a radioterapia per il cancro al seno si è evidenziato come l’applicazione topica di una preparazione a base di calendula risultasse significativamente più efficace della trolamina (un farmaco utilizzato per ridurre gli arrossamenti cutanei conseguenti la radioterapia) nel ridurre gli episodi di dermatite acuta e il dolore, con conseguenti minori interruzioni delle terapie da parte dei pazienti trattati con calendula [11].

In un altro studio randomizzato contro placebo, è stata testa l’efficacia di una preparazione di calendula sulla mucosite orofaringea (uno degli effetti collaterali più comuni delle terapie antitumorali) conseguente al trattamento con radiazioni, su 40 pazienti affetti da tumore alla testa o al collo. La calendula ha significativamente diminuito l’intensità degli episodi infiammatori dopo 2,3 e 6 settimane dall’inizio del trattamento, in concomitanza con la radioterapia [12].

Per contro, in altri studi non si è potuta apprezzare la stessa differenza significativa tra preparazioni a base di calendula e placebo [8,13]: la questione resta dunque aperta e ulteriori test si rendono necessari per chiarire le ragioni dei risultati contrastanti ottenuti sinora – che potrebbero essere semplicemente legati alla scelta del veicolo e quindi all’assorbimento del principio attivo in dosi terapeuticamente efficaci

Calendula, placca e gengiviti

In uno studio recente, allestito per valutare gli effetti della calendula su placca e infiammazione gengivale, sono stati reclutati 240 pazienti con problemi di gengivite, di età compresa tra i 20 e i 40 anni. I pazienti sono stati divisi in due gruppi uguali:

  • a uno è stata fornita una soluzione di calendula (tintura madre diluita in acqua distillata),
  • all’altro un placebo, costituito dell’acqua distillata.

A entrambi i gruppi è stato detto di fare sciacqui con le rispettive soluzioni due volte al giorno per 6 mesi. Al termine dello studio si è vista nel gruppo trattato con calendula una significativa riduzione dell’entità dei parametri legati alla gengivite (infiammazione gengivale, placca, sanguinamento) rispetto al gruppo di controllo [14, 15].

In un altro studio, condotto su 40 pazienti con problemi di gengivite, si è visto che l’utilizzo di un dentifricio a base di calendula era in grado di ridurre sia placca che infiammazione gengivale dopo 4 settimane di utilizzo giornaliero [16].

Composizione chimica della calendula

La calendula contiene diversi composti attivi, i più abbondanti dei quali sono:

  • terpeni,
  • flavonoidi (quercetina, isoquercetina, rutina),
  • cumarine,
  • chinoni,
  • oli volatili (mono- e sesquiterpeni),
  • carotenoidi,
  • amminoacidi (5% nelle foglie e 4,5% nei fiori),
  • polisaccaridi.

Il meccanismo d’azione della calendula non è ancora del tutto conosciuto, ma pare che l’attività antinfiammatoria sia principalmente dovuta ai triterpeni, mentre i polisaccaridi ad alto peso molecolare sarebbero i responsabili dell’attività antivirale e immunostimolante [9, 17].

Effetti collaterali e interazioni

L’utilizzo della calendula è in generale sicuro e privo di effetti collaterali. In alcuni casi, tuttavia, si sono registrate reazioni allergiche a livello cutaneo (dermatiti).

Si raccomanda cautela nell’utilizzo da parte di persone con allergie a erbe o alimenti della famiglia delle Asteraceae/ Composite (ambrosia, camomilla, echinacea).

Si sconsiglia l’uso interno in gravidanza

Non sono note interazioni coi farmaci

Dosaggio

Della calendula si utilizzano prevalentemente i fiori, sia per la preparazione di tisane che per preparazioni topiche, ma anche i germogli, le foglie, i semi e le radici possiedono attività terapeutica.

Si utilizza poi sotto forma di infuso, di tintura alcolica, di olio e in polvere.

Per uso interno [9]:

  • Infusione: 1-2 g di fiori essiccati in polvere in 150 mL.
  • Estratto fluido 1:1 (g/ml): 1-2 mL.
  • Tintura madre 1:5 (g/ml): 5-10 mL.

Per uso esterno [18]:

  • 2-5g di fiori essiccati in 100g di prodotto

Fonti e bibliografia

  1. Herbalpedia
  2. Dalla Cucina con furore, P.Felli, Fuoco edizioni
  3. Herbal-Monographs, M.Spiteri, Univ. Of Malta 2011
  4. Effect of Calendula officinalis flower extract on acute phase proteins, antioxidant defense mechanism and granuloma formation during thermal burns. Chandran PK, Kuttan R. J Clin Biochem Nutr 2008; 43(2): 58-64.
  5. Protective effect of Calendula officinalis extract against UVB-induced oxidative stress in skin: evaluation of reduced glutathione levels and matrix metalloproteinase secretion. Catini CD, Fonseca MJV, Fonseca YM et al. J Ethnopharmacol 2010; 127(3): 596-601.
  6. Results of the clinical examination of an ointment with marigold (Calendula officinalis)  extract in the treatment of venous leg ulcers. Boza P, Duran V, Gajinov Z, Jovanovc M, Matic M, Mimica N, et al. Int J Tissue React 2005; 27(3): 101-6.
  7. A prospective, descriptive study to assess the clinical benefits of using Calendula officinalis hydroglycolic extract for the topical treatment of diabetic foot ulcers. Buzzi, M., de Freitas, F., Winter, M. Ostomy Wound Manag. 2016 Mar; 62(3):8-24.
  8. Herbs and Natural Supplements. An evidence-based guide. 4th ed. 2015 L. Braun, M.Cohen, Elsevier
  9. American Botanical Council – Calendula
  10. European Medicinal Agency – Committee on Herbal Medicinal Products (HMPC)
  11. Phase III randomized trial of Calendula officinalis compared with trolamine for the prevention of acute dermatitis during irradiation for breast cancer. Pommier P, Gomez F, Sunyach MP et al. J Clin Oncol. 2004 Apr 15;22(8):1447-53.
  12. Antioxidant capacity of Calendula officinalis flowers extract and prevention of radiation induced oropharyngeal mucositis in patients with head and neck cancers: A randomized controlled clinical study. Babaee N, Moslemi D, Khalilpour M, Vejdani F et al. Daru 2013, 21, 18
  13. A Review of the Use of Topical Calendula in the Prevention and Treatment of Radiotherapy-Induced Skin Reactions. Kodiyan J, Amber KT. Antioxidants (Basel). 2015 Apr 23;4(2):293-303.
  14. Medicinal plants for gingivitis: a review of clinical trials H. Safiaghdam, V. Oveissi, R. Bahramsoltani et al. Iran J Basic Med Sci. 2018 Oct; 21(10): 978–991.
  15. Evaluation of calendula officinalis as an anti-plaque and anti-gingivitis agent. Khairnar MS, Pawar B, Marawar PP, Mani A. J Indian Soc Periodontol. 2013;17:741–747.
  16. The effect of calendula extract toothpaste on the plaque index and bleeding in gingivitis. Amoian B, Moghadamnia AA, Mazandarani M. et al. Res J Med Plant. 2010;4:132–140
  17. Phytochemical constituents and pharmacological activities of Calendula officinalis Linn (Asteraceae): a review. Muley, B., Khadabadi, S., Banarase, N., 2009. Trop. J. Pharm. Res. 8, 455–465.
  18. Drugs.com – Calendula

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