Aloe Vera: benefici e controindicazioni di gel e succo

Ultima modifica 15.07.2019

Introduzione

Cristoforo Colombo nel suo diario di bordo, durante la rotta verso il Nuovo Mondo, scriveva così: “Todo està bien, hay Aloe a bordo” (Va tutto bene, ho l’Aloe a bordo), riassumendo in poche parole la fiducia per un rimedio considerato conosciuto sin dall’antichità ed evidentemente considerato efficace.

L’Aloe dal punto di vista botanico appartiene alla famiglia delle liliacee (Aloacee), la stessa di aglio e cipolla, per intenderci. È chiamata anche Giglio del deserto e cresce spontaneamente in Sudafrica, Sudamerica e nelle regioni mediterranee. La grande capacità di trattenere acqua al proprio interno la rende resistente anche ai climi più aridi e caldi. È presente in almeno 350 varietà, ma le più note in campo terapeutico e cosmetico sono

  • la Barbadensis Miller (o Aloe Vera, la più conosciuta e utilizzata),
  • l’Arborescens (più ricca in principi attivi rispetto all’Arborescens)
  • e la Chinensis (la meno diffusa, originaria della Cina)

Il suo nome deriva dal greco Als,alos, che significa “acqua marina,sale”, per via del suo sapore salato, tanto amaro che le donne Maya usavano strofinarlo sul seno per accelerare lo svezzamento dei loro bimbi.

Aloe nella tradizione

I primi riferimenti all’Aloe risalgono addirittura a 6000 anni fa, nell’antico Egitto, dove troviamo incisioni su pietra con raffigurazioni della pianta.

Presso i faraoni, poi, l’Aloe era considerata la pianta dell’immortalità: veniva coltivata intorno alle piramidi e lungo la strada che portava alla Valle dei Re e costituiva uno dei doni che accompagnavano la cerimonia funebre del faraone per il suo ingresso nel regno dei morti.

Il Papiro di Ebers, datato 1550 a.C., ritrovato nella tomba di Amenofi III, ne documenta le proprietà antinfiammatorie e lenitive: si tratta di un vero e proprio formulario contenente più di 800 preparazioni di origine vegetale e minerale, tra cui figura appunto anche l’Aloe. In realtà esiste un reperto ancora più antico, una tavoletta dei Sumeri risalente al 2200 a.C., considerato il primo documento storico in cui compare l’Aloe come rimedio terapeutico.

Cleopatra e Nefertiti pare la usassero come elisir di bellezza, per le sue proprietà idratanti ed emollienti (famosa è la narrazione giunta fino a noi dei bagni in latte d’asina e succo di aloe).

In Egitto se ne conosceva anche l’uso come lassativo negli enteroclismi.

Nella Grecia antica troviamo testimonianze da parte di Ippocrate (IV sec a. C.), il padre della medicina: nei suoi scritti descriveva l’Aloe come una pianta dalle mille virtù, capace di arrestare la caduta dei capelli e di dare sollievo per dolori di stomaco e intestinali.

Nell’antica Roma l’Aloe veniva usata come rimedio esterno per ferite e ustioni (Dioscoride, I sec.a.C., medico e farmacista vissuto ai tempi di Nerone, la descrive nel suo De Materia Medica) oppure ad uso interno come lassativo (Plinio il Vecchio, Naturalis historia).

Nella medicina Tradizionale Cinese viene chiamata “Rimedio dell’armonia”, “Kumari” (ossia Dea della vita) presso le popolazioni Hymalaiane, “erba santa” negli scritti dell’abate Kneipp.

L’aloe è stata di fatto conosciuta e utilizzata come rimedio terapeutico in ogni epoca, continente e cultura.

E questi sono solo alcuni esempi, all’atto pratico è difficile trovare qualsivoglia disturbo o patologia per cui l’Aloe non abbia trovato impiego nei secoli della storia umana.

Aloe nella ricerca scientifica e nella pratica clinica

La prima ricerca scientifica moderna sull’Aloe risale agli anni ‘30 dello scorso secolo: nel 1934 venne pubblicato un lavoro di due medici americani, Collins padre e figlio, riguardante l’uso del gel a base di Aloe per il trattamento di una radiodermite grave, insorta in una donna in seguito al trattamento antitumorale con radioterapia. Ebbene, i due medici avevano osservato una rapida risoluzione del prurito e delle lesioni. Una conferma dell’efficacia del trattamento arrivò qualche anno dopo, nel 1940, da parte di uno studio dell’Università della Virginia (condotto però su ratti, non su soggetti umani).

Da lì prese il via una serie di studi per verificare l’efficacia dei preparati a base di aloe in una vastissima gamma di patologie; tentiamo qui di seguito un elenco delle principali, senza pretesa di esaustività.

Uso topico (sulla pelle) dell’aloe per il trattamento di:

Uso sistemico (orale) con azione

  • antiossidante,
  • antibatterica,
  • antivirale,
  • immunomodulante (dalle malattie da raffreddamento alle malattie autoimmuni, come l’artrite reumatoide, fino ad arrivare all’HIV),
  • depurativa,
  • lassativa e rigeneratrice della flora batterica intestinale,
  • digestiva e protettiva della mucosa gastrica.

Il fatto che un rimedio erboristico venga utilizzato o proposto per una certa patologia, non significa però che sia realmente efficace e in questo senso l’aloe non fa eccezione.

In linea generale, sulla base dei singoli lavori sperimentali e delle meta-analisi pubblicate in decenni di ricerca, constatiamo che i risultati sono tutt’altro che conclusivi e spesso contraddittori.

  • Le ricerche più recenti sull’uso topico dell’aloe (dermatiti, ulcere, ustioni, herpes zoster) sembrano confermane l’efficacia, anche se in taluni casi i risultati sono stati discordanti.  Accanto ad uno studio sull’efficacia dell’aloe in caso di danni cutanei causati dalla radioterapia [1], per esempio, ne troviamo altri [2,3] che invocano la necessità di ricerche più approfondite e uno addirittura in cui l’aloe ha ritardato la guarigione, peggiorando le lesioni [4].
  • Sull’uso sistemico il panorama è ancora più confuso e non ci permette ad oggi di trarre conclusioni definitive, sia per quanto riguarda l’efficacia terapeutica sia riguardo la sicurezza nell’utilizzo [5].

L’aloe cura il cancro?

Parlando di aloe non si può omettere l’argomento cancro e i famosi rimedi proposti in tal senso da padre Romano Zago, un frate brasiliano divulgatore della nota ricetta a base di

  • Aloe Arborescens,
  • miele
  • e grappa.

Leggere i suoi testi significa leggere una serie di cosiddetti “case report”, ossia casi singoli e per di più non verificabili il che, beninteso, non significa che siano falsi, bensì che non rispondono ai criteri di veridicità scientifica.

Se l’utilizzo dell’Aloe come unico rimedio nelle forme tumorali resta fortemente sconsigliato, ci sono studi interessanti sul suo utilizzo come coadiuvante delle terapie convenzionali.

Uno di questi studi è a firma italiana [6] ed è stato condotto presso l’ospedale di Monza dal dott. Lissoni e collaboratori sull’utilizzo dell’aloe in 240 pazienti con tumori solidi metastatici.

I pazienti sono stati divisi in due gruppi:

  • ad uno veniva somministrata solo la cura chemioterapica,
  • all’altro la stessa cura con Aloe in contemporanea (preparata secondo la ricetta di Zago).

Il gruppo con Aloe ha risposto in maniera più efficace alle terapie, sia in termini di controllo della progressione del tumore che di sopravvivenza, valutata fino a 3 anni dopo il trattamento. In più, cosa tutt’altro che trascurabile, la chemioterapia è stata meglio tollerata nel gruppo dell’Aloe, con effetti positivi sul dolore e sulle risposte immunitarie.

Purtroppo lo studio in questione soffre di alcuni limiti, riconosciuti dagli stessi Autori, tra cui il fatto che non sia stato condotto in doppio cieco e il numero relativamente limitato di pazienti, ma resta molto apprezzabile l’approccio scientifico al problema e la schietta e onesta disamina dei risultati, che ha portato a valutare aspetti spesso trascurati quali “la qualità di vita, almeno in termini di sollievo da astenia e stanchezza”.

È talmente grande il desiderio di trovare una formula magica per guarire i tumori, che spesso gli stessi ricercatori dimenticano di valutare aspetti come il sollievo dagli effetti collaterali della terapia, benefici che possono costituire un obiettivo altrettanto nobile e tale da giustificare l’introduzione della fitoterapia nelle corsie d’ospedale (in questo senso si parla di medicina complementare).

Controindicazioni dell’aloe

Se per uso topico l’utilizzo risulta tutto sommato sicuro (anche se si sono verificati casi di dermatite allergica in soggetti predisposti), gli effetti collaterali possibili in caso di assunzione orale possono essere seri, se non addirittura gravi. Quando il succo ottenuto frullando la foglia intera non viene depurato della frazione di antrachinoni, si possono sviluppare irritazioni gastroenteriche importanti (crampi, diarrea, vomito) e disidratazione con squilibri elettrolitici a seguito di diarrea prolungata.

Più in generale diversi autori suggeriscono cautela nel consumo orale di aloe, che a seconda delle fonti risulta controindicato principalmente in caso di:

Se ne sconsiglia altresì l’uso

  • in gravidanza, per via della stimolazione contrattile sulla muscolatura liscia uterina (e conseguente rischio di aborto o parto prematuro),
  • allattamento, poiché l’aloe passa nel latte materno, rendendolo amaro e provocando possibili effetti collaterali anche nel neonato,
  • durante la mestruazione, perché può aumentarne il flusso,
  • nei bambini al di sotto dei 12 anni, in via prudenziale.

Interazioni con cibi e farmaci

Purtroppo, anche in questo ambito, la letteratura è tutt’altro che definitiva, riportando segnalazioni di interazioni che in alcuni casi sono limitate solo a specifiche formulazioni farmaceutiche (lattice, foglia, estratto non depurato dagli antrachinoni, gel, succo,  …) ed è quindi difficile stilare un elenco sistematico delle diverse casistiche.

Per via dell’effetto lassativo, il succo di aloe non depurato della frazione antrachinonica può interferire con l’assorbimento dei farmaci, per questo si consiglia di chiedere sempre il parere al proprio medico o farmacista di fiducia prima di associarlo a medicinali.

Le principali interferenze accertate dell’aloe assunto per via sistemica sono:

  • cortisonici,
  • glicosidi cardiotonici,
  • diuretici tiazidici,

per via della possibile perdita di potassio e conseguente ipokaliemia.

Come punti di partenza per approfondire questi temi si segnala la pagina dedicata alla pianta dalla Mayo Clinic.

Per approfondire: cosa contiene l’Aloe?

La parte della pianta usata come rimedio fitoterapico è il succo concentrato, della consistenza di un gel, ottenuto per incisione ed estrazione dalle foglie.

Il gel è formato per il 97% da acqua e per il restante 3% da principi attivi (almeno 160), raggruppabili in 3 macro gruppi:

  • zuccheri complessi (glucomannani), tra cui spicca l’acemannano, dotato di proprietà immunostimolanti,
  • antrachinoni, presenti soprattutto nella buccia e responsabili dell’azione fortemente lassativa,
  • micronutrienti (sali minerali, vitamine, amminoacidi, enzimi, saponine e lignine) con azione antinfiammatoria, analgesica, antimicotica e antiossidante.

I glucomannani sono polisaccaridi di glucosio e mannosio, che, nella pianta, assolvono alla funzione di trattenere acqua. La loro presenza conferisce al succo di Aloe proprietà idratanti e gastroprotettive. Tra i glucomannani il più attivo risulta essere l’acemannano, di cui l’Aloe Arborescens è particolarmente ricca, che si ritiene agisca come immunostimolante: secondo alcuni studi pare che aumenti fino a 10 volte l’attività dei macrofagi, i nostri “spazzini” interni, incaricati di eliminare tossine e scorie del nostro metabolismo.

Gli antrachinoni sono una famiglia di sostanze, tra cui possiamo citare l’emodina, l’aloina, l’acido aloetico, dotate di elevata attività lassativa. Agli antrachinoni si deve peraltro il sapore amaro dell’aloe.

Tra i sali minerali contenuti nel succo di aloe ricordiamo cromo, ferro, fosforo, magnesio, manganese, potassio, rame, selenio, sodio, zinco. Tra le vitamine presenti nel succo di Aloe troviamo A (beta-carotene), B1 (tiamina), B2 (riboflavina), B3 (niacina), B6 (piridossina), B9 (acido folico), B12 (cianocobalamina), C (acido ascorbico), E (tocoferolo).

Gli enzimi presenti nel succo di Aloe svolgono principalmente azione antinfiammatoria e favorente il processo digestivo: tra essi citiamo amilasi, bradichinasi (antinfiammatorio), carbossipeptidasi, catalasi (antiossidante), cellulasi (digestione della cellulosa e quindi delle fibre alimentari), creatinafosfochinasi, lipasi (digestione dei grassi), proteasi (digestione delle proteine), transaminasi.

L’Aloe contiene infine 9 amminoacidi essenziali, cioè che l’organismo umano non è in grado di produrre autonomamente: isoleucina, leucina, lisina, metionina, fenilalanina, treonina, triptofano, valina, istidina.

Fonti e bibliografia

  1. The use of aloe vera in cancer radiation: An updated comprehensive review. Farrugia, Burke, Haley, Bedi, Gandhi. Complement Ther Clin Pract. 2019 May;35:126-130.
  2. The Review on Properties of Aloe Vera in Healing of Cutaneous Wounds. Hashemi, Madani, Abediankenari. Biomed Res Int. 2015
  3. Aloe vera for treating acute and chronic wounds. Dat AD, Poon F, Pham KBT, et al. Cochrane Database of Systematic Reviews. 2012
  4. Aloe vera dermal wound gel is associated with a delay in wound healing. Schmidt JM, Greenspoon JS. Obstet Gynecol. 1991;78(1):115-117.
  5. Aloe Vera: A Short Review. Amar Surjushe, Resham Vasani, D G Saple. Indian J Dermatol. 2008; 53(4): 163–166.
  6. A Randomized Study of Chemotherapy Versus Biochemotherapy with Chemotherapy plus Aloe arborescens in Patients with Metastatic Cancer. P. Lissoni, F. Rovelli et al.
  7. Aloe, B.Brigo, Ed. Tecniche Nuove
  8. Aloe, La pianta che cura, L.M.Ledwon, Ed. Giunti Demetra

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Domande e risposte
  1. Domanda -

    ho acquistato dell’aloe vera in gel al 99’5 % puro succo 100% , però
    tra gli ingredienti oltre all’aloe c’è il correttore di acidita’: acido citrico
    e il conservante :benzoato di di sodio , sorbato di potassio, antiossidante: acido ascorbico. mi sorge il dubbio di non aver fatto un buon acquisto.

    1. Dr. Cracchiolo (Medico Chirurgo) -

      Salve, purtroppo quelle sono sostanze conservanti che troviamo praticamente in tutti i prodotti industriali che acquistiamo e che servono per far durare il prodotto e per migliorarne la palatabilità. Tuttavia è molto probabile dalla scritta 100% che il contenuto di Aloe sia effettivamente molto alto . Saluti.

    2. Domanda -

      grazie. Posso usare con tranquillità il prodotto ? vorrei consigliarlo al mio compagno che soffre di colite e meteorismo da anni. Tra gli ingredienti e scritto Aloe vera foglie gel fogliare. Saluti

    3. Dr. Roberto Gindro -

      Se la marca è conosciuta e il canale di acquisto affidabile (farmacia, parafarmacia, …) può usarlo con assoluta tranquillità, ma con due importanti avvertenze:
      1. Attenendosi scrupolosamente alle dosi consigliate.
      2. Se dal succo non sono stati rimossi i principi attivi antrachinonici in un soggetto colitico molto probabilmente gli effetti collaterali (crampi e diarrea) supererebbero gli eventuali benefici.

      Idealmente raccomando quindi di fare il punto con il suo medico o con il farmacista.

  2. Domanda -

    Ho 38 anno e soffro di perdita di capelli, iniziata circa tre anni fa dopo la nascita di mia figlia. Questa caduta copiosa ha dimezzato drasticamente la mia massa e la mia autostima.
    Oltre ad avere un’alimentazione varia, assumo 1 compressa di ferro + lievito di birra + vitamina C + migliocres nelle dosi consigliate.
    Volevo sapere se l’aloe gel da bere può essere efficace per il mio problema. Premetto che ho fatto le analisi del sangue e della tiroide e secondo il dottore i valori sono nella norma. Resto in attesa di un Suo suggerimento/consiglio.
    Cordiali saluti.

    1. Dr. Roberto Gindro -

      Onestamente ritengo che sarebbe molto più utile rivolgersi a un dermatologo per una diagnosi esatta, l’aloe temo che farebbe poco.

    2. Domanda -

      Gent.mo dott.Cimurro,
      Ho letto con molta attenzione il trattato sull’Aloe vera benefici e controindicazioni, sono una studiosa sulle proprietà del gel di Aloe vera e mi sembra non del tutto corretto l’articolo dove si da risalto ad assumere più il succo contenente aloina contenuto nella foglia con effetti lassativi e danni al colon che il gel privo di questa sostanza ma ricco di oltre 200 elementi nutrizionali utili per una corretta depurazione dell’organismo e un valido supporto per il nostro sistema immunitario.
      Ritengo l’articolo fuorviante, privo di documentazione scientifica comprovante le dichiarazioni riportate. Se il vostro è un lavoro a favore della salute della gente e non quello di screditare ottimi prodotti sul mercato a base di gel di Aloe vera, favorendo la vendita di bevande dannose come succo di aloe vendute attraverso i tradizionali canali di distribuzione, mi sembra quanto meno di parte. Spero venga pubblicato questo mio commento che dimostrerà l’onesta del vostro lavoro.

    3. Dr. Roberto Gindro -

      La ringrazio per la preziosa segnalazione, le confermo che era già in programma una completa revisione dell’articolo, mentre la bibliografia relativa a quanto pubblicato è contenuta nell’articolo originale, citato come fonte:

      https://nccih.nih.gov/health/aloevera#refs

  3. Domanda -

    Quindi è preferibile assumere il gel di aloe e nn il succo di aloe?ma il gel è in vendita?

    1. Dr. Roberto Gindro -

      Conosco prevalentemente gel a esclusivo uso topico, ma potrei sbagliarmi.

  4. Domanda -

    Da una settimana ho acquistato aloe vera doppio concentrato della zuccari, considerando che ho sospeso a giugno dopo aver assunto x quattro mesi x problemi di digestione e quando ho sospeso mi sentivo benissimo, adesso questo problema allo stomaco si è ripresentato di nuovo io penso x questione di stress, la mia domanda è questa ma posso asuumere l’aloe x più di quattro mesi di 50 ml la mattina e 50 ml la sera, e per quando tempo lo posso asuumere?

    1. Dr. Roberto Gindro -

      Se avallata dal medico (che valuterà il rapporto rischio/benefico del suo caso specifico) potrà assumerla tranquillamente anche più a lungo.

    2. Domanda -

      mi scusi ma io non sono andato dal medico ma ho iniziato da solo ad assumere l’aloe quindi mi potrebbe far male? ho iniziato da una settimana e ho trovato già un miglioramento, grazie.

    3. Dr. Roberto Gindro -

      No, non si preoccupi; è tuttavia opinione comune che un integratore assunto per più di qualche settimana consecutiva sia preferibilmente avallato dal medico (le farei questo discorso non solo per l’aloe, ma per qualunque altro integratore).

  5. Domanda -

    salve sto bevendo aloe vera gel da 15 giorni …ho assunto per 10 giorni quello al gusto mirtillo…sono 4 giorni che sto assumendo quello forever gel…ma ho sempre la bocca salata e mi fa male lo stomaco..mi sveglio con gli occhi gonfi…premetto che sono un soggetto allergico e intollerante…mi puo dare un consiglio una risposta in merito ..grazie

    1. Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo) -

      Perché lo assume? prescritto dal medico? eviterei di proseguire se ha questi disturbi ed è un soggetto allergico, è possibile che abbia una sensibilizzazione al prodotto, e soprattutto si faccia valutare dal medico quanto prima.

    2. Domanda -

      graziee…non mi è stato descritto dal medico…me l hanno consigliato…per il benessere fisico…ma ho avvertito questi sintomi

    3. Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo) -

      E chiederei a maggior ragione al medico allora.

  6. Domanda -

    Salve dottore, vorrei comprare il succo d’aloe su eBay perché costa meno, ma ho un po’ paura; dice che sia meglio che lo compri in farmacia?

    1. Dr. Roberto Gindro -

      Acquistando in Rete prodotti di marche conosciute e attraverso canali affidabili non c’è alcun problema.