Cosa mangiare con le emorroidi infiammate? Cibi e dieta

Ultima modifica 15.12.2019

Alimentazione

Una dieta corretta è il primo passo per trovare sollievo dai fastidiosi sintomi causati dall’infiammazione delle emorroidi, a partire dal consumo di pasti leggeri caratterizzati da un’abbondante assunzione di

  • fibre (sotto forma di verdure, frutta e cerali integrali)
  • acqua,

la cui combinazione permette la formazione di feci morbide e facili da espellere, riducendo così lo sforzo necessario e il dolore durante l’evacuazione; un approccio di questo tipo è inoltre essenziale anche in ottica di prevenzione di nuovi episodi.

Fotografia con alimenti ricchi di fibra (frutta, verdura, pasta integrale, ...).

iStock.com/marilyna

Per quanto riguarda l’acqua è essenziale bere almeno 1.5-2 l al giorno, eventualmente aumentabili in estate quando la sudorazione è maggiore a causa del caldo; una buona indicazione dello stato di idratazione dell’organismo è offerta dall’osservazione dell’urina, che dev’essere sempre trasparente e di colore giallo molto chiaro.

Le linee guida per una sana alimentazione prevedono l’assunzione di almeno 30 g al giorno di fibra (si raccomanda di aumentarne il consumo in modo molto graduale, per evitare fenomeni di meteorismo).

Cosa non mangiare

A tutti i pazienti che soffrono di infiammazione delle emorroidi si raccomanda di limitare od evitare il consumo di:

  • alimenti speziati o piccanti,
  • formaggi stagionati,
  • insaccati,
  • crostacei,
  • cioccolato,
  • superalcolici,
  • elevate dosi di caffeina (caffè, , bibite a base di cola, …).

Stile di vita

Una regolare attività fisica è di fondamentale importanza per il benessere dell’organismo, sia dal punto di vista cardiovascolare che della funzionalità intestinale; una vita attiva rende più semplice il mantenimento di un peso adeguato e favorisce la motilità dell’intestino, contrastando il rischio di stitichezza.

Nei pazienti predisposti all’infiammazione delle emorroidi si raccomanda inoltre di:

  1. evitare di restare seduti sul water a lungo,
  2. evacuare sempre al bisogno, senza posticipare,
  3. durante la defecazione appoggiare i piedi su un piccolo sgabello, la posizione favorirà l’espulsione delle feci),
  4. evitare di trascorrere molte ore consecutive senza cambiare posizione (seduta o eretta che sia),
  5. evitare sforzi troppo intensi,
  6. curare la propria igiene intima,
  7. preferire intimo di cotone o altre fibre naturali,
  8. evitare bagni eccessivamente caldi.

Creme e altri farmaci

Dal punto di vista della terapia farmacologica s’interviene di norma inizialmente solo a livello locale, con applicazioni di unguenti a base di principi attivi cortisonici e anestetici locali (Proctolyn®, Proctosedyl®, Proctosoll®, …), oppure per somministrazione di analoghi preparati ma in forma di supposte, con l’obiettivo di dare sollievo ai principali disturbi causati dalle emorroidi.

Quando tra i sintomi è presente anche un sanguinamento più o meno abbondante è preferibile evitare l’uso di cortisone, che ritarderebbe la cicatrizzazione, a favore di prodotti come Ruscoroid®, Preparazione H®, … che non contengono questa sostanza.

Quando i rimedi locali si dimostrano inefficaci è possibile orientarsi verso farmaci da assumersi per via orale con funzione capillaroprotettrice, in grado cioè di proteggere la parete dei vasi sanguigni riducendone quindi

  • gonfiore,
  • sanguinamento,
  • dolore.

Di questa categoria si ricordino sopratutto i flavonoidi (ad esempio Tegens®, Venoruton®, Daflon® e Arvenum®, che non richiedono ricetta medica).

Da ricordare infine la presenza sul mercato di alternative omeopatiche, ma prive per questo di un’efficacia scientificamente dimostrata.

Ghiaccio sulle emorroidi? Mai!

È credenza comune che per alleviare la sintomatologia delle emorroidi un impacco di ghiaccio possa rivelarsi risolutivo: niente di più lontano dal vero.

Applicare ghiaccio sulle emorroidi provoca infatti un aumento del tono dello sfintere anale, favorendo la costrizione di vasi sanguigni già fortemente infiammati ed irritati; il ghiaccio infatti, provocando vasocostrizione delle vene (le vene diminuiscono di diametro perché, in un certo senso, si contraggono al contatto con il ghiaccio), aumenterebbe ulteriormente la pressione sanguigna in loco finendo per peggiorare il quadro clinico.

Da non escludere poi la possibilità di incorrere in un’ustione da freddo per contatto diretto tra il ghiaccio e le mucose.

A fronte quindi di un momentaneo sollievo dovuto al potere anestetizzante del freddo, si corre il rischio di peggiorare una situazione già spiacevole: meglio invece impacchi tiepidi, per 10-15 minuti, da ripetere 2-3 volte al giorno.

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Domande e risposte
  1. Domanda -

    Dopo aver defecato ho riscontrato una fuoriuscita di sangue rosso vivo e non solo sulla carta, è preoccupante?

    1. Dr. Cracchiolo (Medico Chirurgo) -

      In caso di sangue rosso vivo dopo la defecazione le cause più comuni sono emorroidi e ragadi anali, disturbi fastidiosi ma raramente fonte di pericolo; si raccomanda in ogni caso una valutazione medica.

  2. Domanda -

    1. Che differenza c’è tra Daflon ed Arvenum?
    1. Quale costa meno?

    1. Dr. Roberto Gindro -

      1. Nessuna.
      2. Uguale.

  3. Domanda -

    Cosa mangiare con le emorroidi?

    1. Dr. Roberto Gindro -

      Si raccomanda di bere abbondante acqua e aumentare il consumo di fibra (cereali integrali, frutta e verdura, legumi, …).
      Si raccomanda di evitare o ridurre il consumo di alimenti speziati o piccanti, formaggi stagionati, insaccati, crostacei, cioccolato, superalcolici ed elevate dosi di caffeina (caffè, bibite a base di cola, …).