Spirale anticoncezionale: inserimento, costo, effetti collaterali

Ultima modifica 29.09.2020

Introduzione

La spirale, spesso chiamata con l’acronimo inglese IUD (Intra Uterine Device, dispositivo intrauterino), è uno strumento anticoncezionale che consiste in un piccolo dispositivo di plastica a forma di T, che viene posizionato all’interno dell’utero di una donna per impedire l’instaurarsi di una gravidanza.

Se una volta era una soluzione consigliata soprattutto a donne che avessero già avuto gravidanze, l’attuale offerta commerciale comprende anche tipologie di dimensione più ridotta che possono essere proposte anche a ragazze giovani in alternativa alla pillola.

Il vantaggio principale, oltre all’elevata efficacia contraccettiva, è sicuramente il fatto che non richiede un’assunzione quotidiana (a rischio dimenticanza), ma è bene ricordare che NON protegge da malattie sessualmente trasmesse.

Prima di approfondire questi aspetti vediamo a titolo di esempio il prezzo delle spirali più comuni in vendita, dietro prescrizione medica, in farmacia:

  • Mirena (spirale ormonale) € 242.00, di durata pari a 5 anni.
  • Jaydess (spirale ormonale) € 173.00, di durata pari a 3 anni.
  • Nova-T 380 (spirale in rame) € 74.00, di durata pari a 5 anni.

(Prezzi aggiornati a settembre 2020)

Fotografia di una spirale anticoncezionale, in rapporto alle dimensioni della mano del medico.

iStock.com/flocu

Riproduzione

Per capire come funziona la spirale è necessario qualche richiamo alle fasi del concepimento: l’organismo femminile dispone di due ovaie poste ai lati dell’utero ed ogni mese una di esse rilascia un ovulo che si muove fino a raggiungere le tube di Falloppio (è il fenomeno noto come ovulazione, che di solito avviene dai 12 ai 14 giorni prima del flusso mestruale successivo).

Durante un rapporto sessuale non protetto l’uomo eiacula lo sperma all’interno della vagina e, da qui, gli spermatozoi sono in grado di muoversi e raggiungere le tube di Falloppio; se i rapporti avvengono nei giorni giusti può avvenire l’incontro tra ovulo (che rimane a disposizione per 24 ore circa) e spermatozoi (che in condizioni ideali sopravvivono fino a 5-6 giorni circa) e può così avvenire la fecondazione, cioè l’unione tra l’ovulo e lo spermatozoo.

L’ovulo fecondato scende quindi lungo le tube e raggiunge l’utero, si attacca (o, più correttamente, s’impianta) alle sue pareti ed evolve attraverso i diversi stadi di embrione e feto fino al parto.

Come funziona la spirale

Esistono numerose tipologie di spirale, ma fondamentalmente possiamo individuarne due principali:

  • la spirale ormonale,
  • la spirale in rame.

Entrambe trovano posto all’interno dell’utero e, a prescindere dal tipo, una volta rimossa l’efficacia anticoncezionale viene meno (è cioè un metodo reversibile).

La spirale è più efficace di altri contraccettivi, ma non protegge in alcun modo dalle malattie sessualmente trasmissibili (MST).

DIfferenza tra spirale ormonale e in rame

iStock.com/FancyTapis

Entrambi i tipi di spirale hanno una forma a T, ma funzionano in modo diverso.

  • La spirale ormonale rilascia una piccola quantità di progestinico nell’utero, questo ormone rende più spesso il muco cervicale presente a livello della cervice (lo sbocco dell’utero in vagina) ed in questo modo diminuisce le probabilità che lo sperma riesca a penetrarvi. Assottiglia anche il rivestimento dell’utero, rendendolo meno adatto all’impianto dell’ovulo eventualmente fecondato. In alcune donne il leggero rilascio di progestinico è infine sufficiente a impedire l’ovulazione, ma nella maggior parte dei casi la donna continua invece ad ovulare regolarmente.
  • La spirale in rame invece di rilasciare ormoni è in grado di rilasciare piccole quantità di rame. Il metallo cambia la composizione dei fluidi presenti in utero e nelle tube di Falloppio, impedendo così la sopravvivenza degli spermatozoi; può inoltre impedire l’impianto dell’ovulo eventualmente fecondato. Esistono in commercio spirali in rame di forma e tipologia diverse, per adattarsi a ogni donna.

Inserimento

La spirale dev’essere sempre applicata e rimossa da un ginecologo, che di solito prima sottopone la paziente a un esame ginecologico di routine che comprende:

  • anamnesi completa (valutazione stato di salute, ricostruzione storia clinica, …),
  • test di gravidanza,
  • analisi per escludere eventuali infezioni (PAP-test o simile),
  • ecografia interna per proporre il tipo di spirale più adatto.

A seguito di questa visita verrà programmato il giorno dell’inserimento della spirale.

  • Il dispositivo in rame può essere inserito in qualsiasi fase del ciclo mestruale, a patto che la donna non sia incinta.
  • Il dispositivo ormonale dovrebbe essere preferibilmente inserito nei primi sette giorni del ciclo mestruale per poter essere efficace fin da subito, viceversa se inserita in un qualsiasi altro giorno verrà consigliato l’uso del preservativo per 7 giorni.

Il procedimento, che può essere sicuramente fastidioso e talvolta doloroso (anche se con le spirali più piccole, come Jaydess, in genere il fastidio è sensibilmente ridotto), in genere dura non più di 15-20 minuti; alcune donne potrebbero manifestare leggeri crampi dopo l’inserimento, tant’è che in alcuni casi viene consigliata l’assunzione di antidolorifici già prima della procedura (che avviene a livello ambulatoriale).

Piccoli fastidi ed eventualmente spotting nei giorni seguenti sono in genere considerati normali.

La rimozione può avvenire in qualsiasi momento, oppure dopo 3-5-10 anni (in base al tipo di spirale scelto), ma sempre ad opera del ginecologo. Nel caso di interruzione dell’utilizzo, ma senza la volontà di cercare una gravidanza, è bene iniziare a usare il preservativo o altro metodo anticoncezionale già da 7 giorni prima della rimozione.

Verificare il posizionamento

La spirale è dotata di due fili che, dall’utero dove è posizionata la spirale, sporgeranno leggermente in vagina; il ginecologo istruirà la paziente su come utilizzarli per verificare che sia sempre posizionata correttamente, magari più spesso nel nel primo mese e in seguito a intervalli regolari. È importante controllare regolarmente la cordicella, inserendo un dito nella vagina e muovendolo finché non la si trova. Questo controllo può essere fatto in qualsiasi momento, ma effettuarlo al termine del ciclo può essere un sistema per ricordarsene facilmente.

È davvero improbabile che la spirale venga espulsa dall’utero, ma è un’eventualità possibile e che espone la paziente alla possibilità di gravidanza.

In genere i fili non vengono avvertiti dal partner durante i rapporti, ma nel caso si può valutare con il ginecologo di tagliarli leggermente più corti.

Si raccomanda di contattare immediatamente il ginecologo in caso di comparsa di:

Si tratta di sintomi che potrebbero indicare la presenza di un’infezione che, a maggior ragione in presenza di spirale, va trattata rapidamente per evitare complicazioni come la malattia infiammatoria pelvica.

Si raccomanda di contattare il ginecologo anche nel caso si pensi che la spirale non sia più in posizione.

Controindicazioni ed effetti collaterali

Non tutte le donne possono usare la spirale, talvolta la forma o le dimensioni dell’utero potrebbero non essere compatibili. Donne con risultati anomali in un pap test recente o con controindicazioni di altro tipo dovrebbero evitare di usare la spirale.

Questo metodo anticoncezionale tuttavia è controindicato in caso di:

Donne con precedenti di gravidanza extrauterina o un aborto (spontaneo o volontario) recente, così come le donne con valvola cardiaca artificiale, vanno valutate caso per caso.

A seguito di parto recente di norma si consiglia un’attesa di almeno 6 settimane affinché l’utero recuperi forma e dimensioni naturali, ma tendenzialmente la spirale NON è controindicata in allattamento.

Nel caso di spirale ormonale sarebbe opportuno evitarne l’utilizzo anche nelle donne con:

Gli effetti collaterali più frequenti associati all’uso di spirali ormonali sono:

Nel mese di novembre 2019, attraverso l’emissione di una nota, l’Agenzia italiana del Farmaco ha posto l’accento sul possibile rischio di sviluppare depressione (effetto collaterale peraltro già noto e conosciuto), ma sottolineando la possibilità che in pazienti con depressione grave questa può diventare un fattore di rischio per fattore di rischio per “l’insorgenza di comportamento suicidario e suicidio“.

Per gli effetti collaterali meno comuni si raccomanda di fare riferimento al foglietto illustrativo e/o al proprio ginecologo.

Vantaggi

  • Quasi tutte le donne possono ricorrere alla spirale, anche se non hanno mai avuto gravidanze.
  • Non è possibile dall’esterno scoprirne l’utilizzo.
  • Una volta inserita permette di vivere serenamente la propria sessualità per anni.
  • Non richiede l’interruzione del rapporto sessuale e non interferisce con le attività quotidiane.
  • Può essere usata in allattamento.
  • È altamente efficace (oltre il 99%, paragonabile alla sterilizzazione), ma è reversibile.
  • Quella in rame non interagisce con altri farmaci.

Per quanto riguarda la spirale ormonale, a quanto visto possiamo aggiungere:

  • È un efficace rimedio a mestruazioni abbondanti e dolorose, che in genere diventano gradualmente brevi e meno intense, per poi sparire completamente dopo circa 12 mesi.
  • È una buona alternativa alle donne che non possono assumere estrogeni (presenti nella pillola anticoncezionale).

Ricordiamo infine che la spirale in rame può essere inserita con l’obiettivo di ricorrere a una contraccezione di emergenza; per essere efficace deve essere inserita DA UN MEDICO al massimo cinque giorni dopo aver avuto rapporti sessuali non protetti.

Svantaggi

  • Nel caso di spirale in rame la mestruazione potrebbe diventare più intensa e dolorosa, anche se in genere migliora dopo qualche mese di utilizzo.
  • Una spirale NON protegge da malattie sessualmente trasmesse, quindi in caso di rapporti con partner occasionale sarebbe comunque indispensabile l’uso del preservativo.

Nel caso del dispositivo ormonale aggiungiamo inoltre che:

  • Alcune donne mal sopportano il cambiamento della regolarità delle mestruazioni, che in alcuni casi spariscono completamente per mesi (per quanto non sia un problema dal punto di vista medico).
  • Potrebbe essere causa di mal di testa, acne e tensione mammaria.
  • Raramente può essere causa di comparsa di cisti ovariche.

Rischi e complicazioni

I rischi sono rari e in genere si verificano già nel primo anno di utilizzo; ricordiamo per esempio:

  • danno e perforazione dell’utero (meno di un caso su 1000),
  • malattia infiammatoria pelvica, un’infezione che può verificarsi nei primi 20 giorni di applicazione e potrebbe potenzialmente causare danni permanenti (si verifica in meno dell’1% delle donne),
  • espulsione dall’utero (5% dei casi nel primo anno di utilizzo, che diminuisce con il passare del tempo),
  • gravidanza ectopica (c’è un leggero aumento del rischio di gravidanza al di fuori dell’utero e, nel caso, la spirale va rimossa il più presto possibile).

Fonti e bibliografia

Domande e risposte

Cos'è la spirale contraccettiva?
È un dispositivo ad effetto contraccettivo, che viene posizionato nell'utero della donna. È reversibile (può essere rimossa), ma non protegge dalle malattie sessualmente trasmesse.
Come funziona la spirale?
La spirale tradizionale, in rame, interferisce con i movimenti e la sopravvivenza degli spermatozoi in utero, oltre a modificare il rivestimento interno dell'organo rendendo meno probabile un eventuale impianto.

La spirale ormonale esercita un effetto contraccettivo di tipo ormonale, paragonabile a quella della minipillola.
Come si mette?
L'inserimento della spirale avviene a livello ambulatoriale, da parte dello specialista (ginecologo); la procedura, fastidiosa ma raramente dolorosa, dura circa 15-20 minuti.
Quanto costa?
Il prezzo è variabile in base al tipo, indicativamente dai € 75 ai € 250 per una durata che può arrivare a coprire 5 anni di efficacia.
Quando si mette?
  • La spirale in rame può essere inserita in qualsiasi fase del ciclo mestruale.
  • La spirale ormonale dovrebbe preferibilmente essere inserita nei primi sette giorni del ciclo mestruale (per poter essere efficace fin da subito).
È essenziale che la donna NON sia incinta, ma non è più necessario che abbia avuto gravidanze precedenti.
Quanto dura?
A seconda del tipo dai 3 ai 5 anni.

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