Test HPV del DNA: tutto quello che devi sapere

a cura di Dr. Roberto Gindro -Ultimo Aggiornamento: 5 maggio 2018

Introduzione

Il virus HPV è il principale responsabile del tumore al collo dell’utero nella donna e può inoltre causare diversi altri tipi di tumore (ano, pene, gola, …).

La prevenzione attiva è la migliore arma che abbiamo a disposizione per difenderci da questa minaccia e, se fino a qualche anno fa l’unica possibilità in questo senso era offerta dal PAP-test, la medicina dispone oggi di un nuovo tipo di esame con sensibilità maggiore, che rappresenta di fatto un grosso passo avanti per la diagnosi precoce: l’HPV permette infatti di rilevare un eventuale contagio ad opera del papillomavirus, un virus in grado di causare anche verruche genitali.

Sta gradualmente sostituendo il PAP test, soprattutto nelle donne con più di 30 anni, perchè permette una minor frequenza di verifica (che può arrivare in determinate situazioni a una frequenza pari a 5 anni) e le evidenze sperimentali che stanno emergendo sembrano sancirne la superiore efficacia rispetto al precedente esame di screening (anche alla luce del fatto che l’attuale popolazione femminile in età fertile è associata a percentuali di vaccinazione sempre più elevate).

Rispetto al Pap-test questo esame è in grado di rilevare un maggior numero di positivi, quindi è considerato più sensibile, ma da un diverso punto di vista espone a un rischio più elevato di falsi positivi (referti positivi, che si rivelano poi non pericolosi, ma ugualmente causa di preoccupazione e esami di approfondimento).

Poiché nelle ragazze giovani le infezioni da HPV sono particolarmente diffuse ma, di norma, regrediscono spontaneamente senza complicazioni, la maggior parte delle società scientifiche consigliano di sottoporsi all’esame solo dopo i 30-35 anni.

Ricostruzione grafica del virus HPV (papilloma virus)

iStock.com/arinarici

Perchè viene effettuato

L’esame per la ricerca dell’HPV è un esame di screening per il tumore al collo dell’utero. Non serve per diagnosticare il tumore, ma per scoprire se nell’organismo è presente un virus che può esserne causa; alcuni ceppi (ad esempio il 16 e il 18) fanno infatti aumentare il rischio di insorgenza di tumore al collo dell’utero.

Può quindi essere indicato per:

  • Verificare la presenza di tipi ad alto rischio di papillomavirus umano (HPV) nelle donne con esito positivo al PAP-test e aiutare così il ginecologo nella decisione sul percorso da intraprendere;
  • Verificare la presenza di HPV nelle donne di età superiore a 30 anni come parte di un screening periodico (in genere ogni 5 anni);
  • Monitorare una precedente diagnosi della presenza del papilloma virus.

Sapendo di esserne portatori si può decidere insieme al medico qual è la strategia migliore da intraprendere, per esempio

  • monitoraggio di follow-up (vigile attesa),
  • ulteriori esami,
  • la cura o l’asportazione delle cellule anomale o precancerose.

L’uso di routine dell’esame per le donne di età inferiore ai 30 anni non è consigliato e tra l’altro non è nemmeno utile. Il virus si diffonde attraverso il contatto sessuale ed è molto diffuso nelle donne giovani, quindi in molti casi i risultati dell’esame saranno positivi, però l’infezione spesso guarisce nel giro di un anno o due.

Le alterazioni precancerose del collo dell’utero possono impiegare diversi anni, anche 10 o più, per svilupparsi, proprio per questo se il collo dell’utero ha qualche problema legato all’HPV il medico può consigliarvi di tenere sotto controllo la situazione anziché iniziare la terapia.

Rischi

Non sussistono particolari rischi legati all’esecuzione dell’esame, se non un possibile piccolo sanguinamento nei giorni successivi.

Come per tutti gli esami di screening, anche per quello dell’HPV c’è il rischio che l’esito sia un falso positivo od un falso negativo.

  • Falso positivo. Si ha un risultato falso positivo quando dall’esame risulta che la paziente è stata contagiata da un tipo di HPV ad alto rischio, quando in realtà è sana. Un risultato falso positivo può far intraprendere una serie di esami di follow-up non necessari, come la colposcopia o la biopsia, e causare molta ansia per i risultati.
  • Falso negativo. Un risultato falso negativo significa che la paziente è stata contagiata dall’HPV, ma il virus non viene rilevato dall’esame. Un falso negativo può causare ritardi nell’inizio del follow-up o della terapia.

Preparazione

Per l’esame non è necessaria alcuna preparazione, tuttavia spesso viene eseguito insieme al Pap test ed è quindi opportuno adottare alcune precauzioni per essere sicuri di ottenere un risultato preciso:

  • Evitare i rapporti, le lavande vaginali, i farmaci per uso vaginale, gli spermicidi o i lubrificanti nei due giorni prima dell’esame.
  • Non eseguire l’esame nei giorni delle mestruazioni. L’esame può essere eseguito comunque, ma il medico raccoglierà un campione migliore in un altro momento del ciclo.

Potrebbe essere richiesto di svuotare la vescica prima del prelievo del campione.

Come avviene

Durante l’esame

Il Pap test e l’esame dell’HPV vengono eseguiti in ambulatorio o in ospedale e richiedono solo pochi minuti.

Il ginecologo inserisce delicatamente lo speculum per divaricare le pareti della vagina e vedere bene il collo dell’utero. L’inserimento dello speculum può causare una sensazione di pressione a livello pelvico, può essere leggermente freddo e dare un po’ di fastidio.

Il ginecologo (o l’ostetrica) raccoglie quindi i campioni di cellule usando un bastoncino cotonato e una spatola molto piccola.

L’esame non è doloroso e di norma non si sente nulla, al limite solo un po’ di fastidio; potrebbe verificarsi un leggero sanguinamento nei giorni successivi e, anche se consigliamo di segnalarlo al ginecologo, in genere è autolimitante e non preoccupa.

Dopo l’esame

Dopo l’esame si possono riprendere le normali attività, senza particolari restrizioni.

Non è necessario farsi accompagnare, in quanto l’esame non richiede alcuna forma di anestesia e la paziente potrà guidare o camminare subito dopo il prelievo senza alcun problema.

Risultati

L’esito dell’esame dell’HPV può essere positivo oppure negativo.

  • Esito positivo. L’esito positivo significa che si è state contagiate da un tipo di HPV collegato al tumore al collo dell’utero. L’esito positivo non vuol dire che c’è un tumore, ma deve invece essere inteso come un campanello d’allarme del fatto che in futuro si potrebbe sviluppare. Il medico probabilmente vi consiglierà di eseguire un esame di follow-up dopo circa sei mesi-un anno per capire se l’infezione è guarita o se ci sono sintomi del tumore al collo dell’utero, oppure si procederà a esami più approfonditi come la colposcopia.
  • Esito negativo. L’esito negativo significa che non si è state contagiate da nessuno dei tipi di HPV che causano il tumore al collo dell’utero.

Nel caso in cui l’esito dell’esame sia positivo, ma il PAP-test negativo, significa che è presente il virus, ma senza alcuna lesione precancerosa; il ginecologo deciderà come procede, per esempio potrebbe decidere di tipizzare il virus presente per capire se fa parte di uno dei ceppi ad alto rischio.

Spesso viene consigliata una vigile attesa, in quanto nella maggior parte dei casi il virus viene eliminato dall’organismo nel giro di qualche anno, ma non tutte le donne riescono a sopportarla dal punto di vista psicologico.

A seconda dei risultati dell’esame, il medico vi può consigliare una di queste strategie:

  • Normali controlli periodici. Se avete più di 30 anni, l’esame dell’HPV è negativo è il Pap test non rileva anomalie, dovrete ripetere l’esame con la periodicità consigliata nel vostro caso, cioè ogni 3-5 anni.
  • Colposcopia. In quest’esame di follow-up il medico usa il colposcopio (una lente di ingrandimento speciale) per esaminare più da vicino il collo dell’utero.
  • Biopsia. In quest’esame, eseguito in molti casi insieme alla colposcopia, il medico preleva un campione di cellule del collo dell’utero e le esamina al microscopio.
  • Asportazione delle cellule anomale. Per evitare che le cellule anomale si trasformino in un tumore, il medico può consigliarvi di sottoporvi all’intervento chirurgico per rimuovere le zone di tessuto che le contengono.

Fonti Principale

 

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Domande e risposte
  1. Anonimo

    Dottore, leggendo i vari commenti io anche ho affettuato un pap test a giugno il cui esito e stato cellulue squamose atipiche di significato indeterminato ( AUS-Us) e quindi cellule epiteliali anormali.. lieve flora batterica.. ho ripetuto test a ottobre come ginecolo ha detto.. sto aspettando risultato.. quello dell anno prima era tutto negativo.. ho anche sempre pancia gonfia dopo che mangio… non ho ancor afatto intolleranze ma le faro.. non so se questo e correlato.. ho fatto vedere test ad un altro medico specialista e mi ha detto che non e indice di malignita ma che c e qualcosa da controllare.. sono preoccupata.. cosa significa? il ginecologo anche visitandomi durante pap test mi ha dteto che collo utero era pulito non vedeva nulla.

    1. Dr. Roberto Gindro
      Dr. Roberto Gindro

      1. Per le intolleranze si rivolga a un gastroenterologo o a un allergologo, purtroppo c’è tanta disinformazione in merito e il 99% dei test che vengono proposti sono inutili.
      2. Significa che dall’esame non si è capita bene la situazione e si verifica di nuovo per scrupolo, ma è probabile che sarà nuovamente negativo.

      Mi tenga al corrente.

    2. Anonimo

      Grazie Dottore, si mi sto gia informando pe run bravo Gastroenterologo,
      per quanto riguarda pap test, e possibile che a due anni da quello negativo anche se ho avuto sempre la stessa relazione, queste cellule asc us significano presenza virus HPV o qualcosa di piu serio?scusi ma sono preoccupata.

    3. Dr. Roberto Gindro
      Dr. Roberto Gindro

      Diciamo che non è impossibile, ma al momento non ci sono motivi per temere qualcosa di serio.

  2. Anonimo

    Non ho capito perchè nelle ragazze giovani sia ancora meglio il PapTest rispetto al DNA, non è comunque meglio rilevare qualsiasi infezione?

    1. Dr. Roberto Gindro
      Dr. Roberto Gindro

      Sintetizzando e semplificando al massimo, si corre il rischio di generare paure e ulteriori esami/trattamenti inutili a causa di una sorta di falsi positivi.

  3. Anonimo

    Si può prendere anche attraverso l’uso di bagni pubblici?

    Sono sposata da 10 anni e mi hanno appena diagnosticato la presenza di HPV, ma non ho avuto rapporti al di fuori della coppia da quando sono sposata (anzi, da quando conosco mio marito) e temo quindi che di essere stata tradita… Grazie.

    1. Dr. Roberto Gindro
      Dr. Roberto Gindro

      La risposta alla sua domanda è sì (https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/25199987), è molto probabile che il contagio possa avvenire anche per contatto con oggetti (fomiti) e altre vie; non solo, in questi casi è molto importante ricordare che la persistenza del virus nell’organismo può essere di anni in modo del tutto asintomatico e senza possibilità diagnostica, questo significa che:
      1. Ammesso e non concesso che l’abbia contagiata suo marito, la trasmissione potrebbe essere avvenuta anni fa.
      2. A sua volta suo marito potrebbe essere stato contagiato anni prima.