Sangue occulto nelle feci: cause e cosa fare se positivo

Ultima modifica 10.10.2020

Cos’è il sangue occulto fecale (SOF)?

Il test del sangue occulto fecale è un esame che viene solitamente utilizzato a scopo di screening per valutare la presenza del cosiddetto sangue occulto nelle feci.

Vengono definite “occulte” tracce di emazie presenti nelle feci ma apparentemente invisibili ad occhio nudo, ad esempio sulla carta igienica piuttosto che sulle pareti del water, dopo che si ha evacuato.

La principale applicazione di questo esame è lo screening per il tumore del colon-retto, che negli Stati Uniti affligge all’incirca una persona su 25; a differenza di altre patologie che si manifestano con tracce di sangue piuttosto evidenti, infatti, il carcinoma del colon presenta tipicamente piccole perdite che difficilmente si palesano ad un’occhiata veloce. Ciò è dovuto al fatto che a sanguinare non è una lesione voluminosa, ma un piccolo polipo che potenzialmente costituisce l’inizio o l’esito di un processo neoplastico.

L’American Cancer Society raccomanda l’esecuzione del test del sangue occulto fecale almeno una volta l’anno a partire dai 50 anni di età; tale soglia “critica” può essere anticipata ai 40 anni nel caso in cui nella propria famiglia vi sia anamnesi positiva per la patologia neoplastica intestinale.

L’esito positivo al test del sangue occulto fecale non deve allarmare il paziente in prima istanza: sono infatti tantissime le condizioni che possono aver determinato un’alterazione in questo senso e quelle maligne rappresentano una minoranza. D’altra parte, il riscontro di un risultato negativo non esclude necessariamente la presenza di una malattia (magari allo stadio iniziale) o una sua ricaduta.

L’utilità degli esami di screening si rende infatti evidente su larga scala (a livello di popolazione, più che di individuo): non sono da considerarsi strumenti diagnostici in senso stretto, ma la loro utilità sui casi più eclatanti è indiscutibilmente immensa.

Valori normali

L’esito dell’esame nella popolazione sana è tipicamente negativo, la presenza di sangue nelle feci è infatti suggestiva di un processo patologico in corso.

Trattandosi di un test di screening effettuato per valutazioni aspecifiche, un eventuale risultato positivo NON va considerato come manifestazione di una patologia necessariamente neoplastica: le condizioni che possono determinare una minima presenza di sangue occulto nelle feci sono infatti molteplici e soltanto una frazione di esse ha connotazione maligna.

Risultato positivo

La positività all’esame del sangue occulto fecale è dovuta ad un sanguinamento avvenuto a livello del sistema gastrointestinale. Alcune delle condizioni che possono provocare la presenza di sangue nelle feci sono:

L’esecuzione di accertamenti quali la colonscopia o la TC dell’addome possono essere valutati necessari dal Medico curante per approfondire la fonte del sanguinamento.

Quando viene richiesto l’esame?

Lo screening del sangue occulto fecale fa parte degli esami di controllo svolti in regime di routine nelle popolazioni a rischio; il criterio con cui tali popolazioni vengono selezionate è legato all’età:

  • Popolazione generale: screening consigliato a partire dall’età di 50 anni
  • Popolazione con anamnesi positiva per carcinoma colo-rettale: screening consigliato a partire dall’età di 40 anni

L’esame viene richiesto a prescindere dai sintomi che il paziente presenta, in quanto nelle sue prime fasi la malattia neoplastica può essere del tutto silente (ed è proprio in questo frangente che lo screening assume importanza maggiore). In Italia la maggior parte dei programmi di screening prevede di sottoporvisi ogni 2 anni nelle persone tra i 50 e i 69 anni.

Oltre agli screening per il cancro, il sangue occulto fecale può essere richiesto per indagare a livello intestinale una eventuale perdita ematica che ha causato nel tempo un’anemizzazione (carenza di emoglobina nel sangue).

Come si esegue l’esame?

I test per il sangue occulto fecale prevedono inizialmente la raccolta di un campione che si effettua direttamente a domicilio. Al paziente viene fornito un vero e proprio kit contenente gli strumenti e le vaschette necessarie alla corretta conservazione, assieme al quale vengono consegnate informazioni dettagliate sulla raccolta.

Prima della raccolta è consigliabile verificare di avere a portata di mano tutto il necessario; solitamente i kit per la raccolta contengono:

  • spazzolina
  • vaschetta
  • busta sigillabile
  • etichetta
Materiale per la ricerca del sangue occulto nelle feci

iStock.com/Goldfinch4ever

Per quanto riguarda l’etichetta in particolare può essere utile ricordare di compilarla prima di applicarla alla vaschetta/barattolino.

Per la raccolta del campione sono necessarie poche, semplici accortezze:

  • Andrà raccolto del materiale da tre diverse evacuazioni, il più ravvicinate possibili tra di esse; tipicamente si prelevano campioni in 3 giorni consecutivi (alcuni programmi di screening della popolazione richiedono un unico campione).
  • Il campione di feci andrà posizionato in un contenitore sterile che non deve essere contaminato da urina o acqua.
  • Il campione di feci non dovrebbe toccare le pareti del water né l’acqua che si raccoglie in vaschetta; si può creare un rudimentale “cestello” con la carta igienica per facilitare la raccolta.
  • Va utilizzata la spazzolina inclusa nel kit per prelevare un sottile campione delle feci e per posizionarlo nella corretta posizione della vaschetta, dove si seccherà.
  • Una volta essiccati i campioni possono essere conservati per diversi giorni a temperatura ambiente.
  • Quando si dispone di tutti e 3 i campioni essi andranno inseriti nella busta, sigillati e consegnati al laboratorio analisi.

Preparazione

Nei giorni che precedono l’esame del sangue occulto fecale è consigliabile:

  • Consumare frutta e verdura solamente se ben cotta
  • Preferire una dieta ricca in fibre, preferendo se possibile cibi a base di frumento integrale
  • Evitare l’assunzione di farmaci antinfiammatori non-steroidei (FANS), in quanto possono determinare dei micro-sanguinamenti gastrici che inficerebbero l’esito dell’esame; alcuni esempi di FANS sono:
  • Evitare l’assunzione di cibi o integratori ricchi in vitamina C, che potrebbero determinare falsi negativi al test
  • Evitare l’assunzione di carni rosse o in generale di carne, in quanto potrebbe determinare un falso positivo al test
  • Evitare l’assunzione di rape crude, ravanelli, barbabietole, in quanto potrebbero determinare falsi negativi al test

Fonti e bibliografia

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