Prolattina alta: sintomi, valori, cause, cure

Ultima modifica 27.10.2020

Introduzione

La prolattina è un ormone prodotto dall’ipofisi, un’importante ghiandola situata alla base del cranio. Dal punto di vista chimico si tratta di una proteina e la sua funzione principale è quella di favorire la produzione di latte dopo il parto, a seguito della stimolazione che il neonato esercita sul seno durante la suzione.

L’ormone viene prodotto anche dall’uomo, a testimonianza delle numerose altre implicazioni organiche, ad esempio a livello di

  • comportamento (soprattutto a livello sessuale),
  • sistema immunitario,
  • metabolismo,
  • ghiandola mammaria e ciclo mestruale,
  • e molto altro.

In condizioni fisiologiche (cioè normali) è presente solo in piccole quantità nel sangue e la concentrazione è tenuta sotto controllo da un altro ormone, la dopamina, che esercita una funzione inibitoria sulla sua produzione.

Durante la gravidanza i livelli della prolattina aumentano in modo significativo, anche e soprattutto per impedire l’inizio di un nuovo ciclo mestruale e per preparare l’organismo femminile alla successiva produzione di latte a seguito del parto.

L’iperprolattinemia è un disturbo caratterizzato da un eccesso di prolattina nel sangue e può colpire sia le donne che non aspettano un figlio, sia gli uomini; è una condizione relativamente frequente tra le donne in età fertile con ciclo mestruale assente (amenorrea) e bassi livelli di FSH, in cui spiega circa un terzo dei casi.

È possibile talvolta diagnosticare un’insufficiente produzione di ormone (ipoprolattinemia o prolattina bassa), ma è una condizione estremamente rara e limitata ai soggetti con una ridotta funzionalità dell’ipofisi.

Molecola di prolattina

iStock.com/Leonid Andronov

Cause

La causa più comune alla base di un’eccessiva produzione di prolattina è la presenza di un tumore, di norma benigno, che colpisce l’ipofisi (prolattinoma); quando particolarmente voluminoso può accompagnarsi a molti altri sintomi (mal di testa, problemi di visione, …) che spingono la donna a rivolgersi al medico per una diagnosi.

L’aumento dei livelli di prolattina può tuttavia avere anche altre cause:

  • Farmaci:
    • alcuni antidepressivi (triclici e SSRI),
    • alcuni antipsicotici (clorpromazina, aloperidolo, …),
    • alcuni farmaci per il controllo della pressione (per esempio i Ca-antagonisti come la nifedipina),
    • farmaci per l’ulcera (H2 antagonisti come la ranitidina),
    • antinausea e procinetici (metoclopramide, levosulpiride, …),
    • antidolorifici oppiacei,
    • estrogeni per il trattamento dei sintomi della menopausa.
  • Uso di prodotti erboristici, come il fieno greco, i semi di finocchio e il trifoglio rosso.
  • Irritazione della gabbia toracica (causata dallo sviluppo di cicatrici chirurgiche, dal fuoco di Sant’Antonio o semplicemente da un reggiseno troppo stretto),
  • stress,
  • esercizio fisico,
  • disturbi del sonno (i livelli di prolattina sono massimi durante la notte),
  • eccessiva stimolazione dei capezzoli (meccanismo evolutivo legato all’allattamento al seno),
  • ipotiroidismo (tiroide meno attiva del normale),
  • disturbi epatici e renali cronici.

In circa un terzo dei casi di iperprolattinemia non si riesce a risalire a una causa.

Fattori di rischio

Si tratta di un disturbo più comune nei soggetto di sesso femminile e tipico dell’età adulta (solo raramente colpisce i bambini).

Sintomi

Nelle donne i possibili sintomi dell’iperprolattinemia sono:

Negli uomini i possibili sintomi dell’iperprolattinemia sono:

  • galattorrea (produzione di latte) e ginecomastia (eccessivo sviluppo della mammella),
  • impotenza,
  • riduzione del desiderio,
  • infertilità,
  • diminuzione della massa muscolare,
  • riduzione della quantità di peli.

Valori

Per quanto riguarda i valori normali della prolattina è necessario sempre fare riferimento all’intervallo di normalità riportato sul referto del proprio laboratorio, ma possiamo comunque provare a riportare un intervallo di massima.

Nella donna adulta vanno da 2 a 29 ng/mL (nanogrammi per millilitro), mentre nella donna incinta o che ha appena partorito possono arrivare fino a 200 e oltre. Se dopo il parto la donna non allatta i valori scendono nel giro di due settimane, mentre se allatta si normalizzano entro 3 mesi.

Nell’uomo i valori soglia sono leggermente inferiori (alcune fonti indicano 18 ng/ml, con una media pari a circa 6-7 ng/ml).

Un valore superiore ai 250 ng/ml è in genere associato alla presenza di un prolattinoma.

Segnalo infine di porre attenzione alle unità di misura usate, che possono differire tra esami e fonti diverse.

Il sonno (e la sua carenza), così come uno sforzo fisico intenso fanno aumentare il livello di prolattina circolante.

In caso di un risultato alto è molto comune richiedere la ripetizione dell’esame in 2-3 tempi per verificare la concentrazione ematica annullando l’effetto dello stress legato all’entrata dell’ago nella pelle (sì, può far aumentare istantaneamente i livelli).

La secrezione di prolattina varia infine nel tempo, ad esempio i livelli sierici sono 2-3 volte più alti di notte rispetto al giorno.

(Fonte: MedScape)

Diagnosi

Se il ciclo salta o le mestruazioni sono irregolari, se producete latte o avete problemi a rimanere incinta, o comunque se voi o il vostro compagno manifestate un qualunque sintomo di possibile iperprolattinemia, il medico può prescrivervi un esame del sangue per misurare il livello di prolattina. Se è alto generalmente vi verrà richiesto di ripetere l’esame, a digiuno, quando sarete meno stressati e in due tempi.

Se il livello della prolattina risultasse ancora alto il medico vi prescriverà alcuni esami necessari per escludere problemi alla tiroide o ai reni.

Se anche la tiroide e i reni funzionano normalmente, la risonanza magnetica o la TAC (tomografia assiale computerizzata) sono in grado di identificare eventuali tumori dell’ipofisi che potrebbero causare il disturbo.

Se la risonanza magnetica o la TAC dovessero scoprire un nodulo, questo sarà classificato secondo le sue dimensioni. Se è piccolo, è detto microadenoma, mentre se ha un diametro maggiore a 1 centimetro è detto macroadenoma.

Cura e terapia

I soggetti con valori della prolattina alti, ma senza sintomi o disturbi, in genere non necessitano di alcun trattamento, diversamente la terapia dipende dalla causa alla base del problema.

Prolattinoma

In caso di prolattinoma il trattamento di prima scelta è farmacologico e i farmaci più prescritti sono Parlodel® (bromocriptina) o Dostinex® (cabergolina), quest’ultimo ormai molto più usato.

La dose viene calibrata in modo da far rientrare i valori nell’intervallo di normalità e il trattamento viene continuato per almeno due anni, dopo cui è possibile verificare l’eventuale regressione del tumore che potrebbe permettere l’interruzione della terapia. In questo arco di tempo verranno comunque prescritte periodiche verifiche, per evidenziare eventuali aumenti.

In caso di prescrizione durante la ricerca di gravidanza la terapia viene di norma sospesa al momento del test positivo, ma il tutto va ovviamente discusso con il proprio ginecologo.

Alcuni pazienti potrebbero non rispondere al trattamento o andare incontro a effetti collaterali insopportabili, in questi casi l’alternativa è rappresentata dalla chirurgia.

Molto raramente potrebbe essere necessario ricorrere a un trattamento radioterapico.

Iperprolattinemia farmaco-indotta

Nel caso in cui la ragione dell’aumento dei valori sia un farmaco assunto dal paziente, verrà cercata un’alternativa valida, nel caso questo non fosse possibile si assocerà uno dei due farmaci descritti in precedenza.

È molto importante che il paziente NON sospenda alcuna terapia in corso senza il previo consenso del medico.

Ipotiroidismo

In caso di tiroide pigra verrà prescritta una terapia cronica farmacologica per supportarne la funzione (in genere levotiroxina), questo sarà sufficiente ad abbassare i livelli di prolattina.

Iperprolattinemia idiopatica

Quando non viene trovata la causa dei valori alti si può provare a rimanere in vigile attesa per verificare se ci possa essere una regressione spontanea dell’aumento, se così non fosse si ricorrerà a farmaci (cabergolina o bromocriptina).

Gravidanza

Le donne in cura con bromocriptina o cabergolina che dovessero rimanere incinta durante il trattamento in genere vengono consigliate di sospenderlo immediatamente, a meno di situazioni particolari in cui il prolattinoma è così grosso da creare per esempio problemi di vista.

In genere durante la gestazione, quando risulti indispensabile un trattamento farmacologico, viene preferita la bromocriptina.

Raramente vengono verificati i livelli di prolattina nel sangue durante la gravidanza, in quanto normalmente più elevati rispetto i valori standard.

Fonti e bibliografia

Domande e risposte

Cos'è la prolattina?
La prolattina è un ormone secreto dall'ipofisi, una ghiandola cerebrale, responsabile del controllo di numerose funzioni dell'organismo, sia maschile che femminile; la sua funzione più nota è in ogni caso la stimolazione della produzione di latte a seguito del parto, ma è un ormone regolatorio fondamentale tanto nella donna quanto nell'uomo.
Cosa comporta avere la prolattina alta?
Nelle donne la ragione più comune che spinge a rivolgersi al medico e l'assenza o le irregolarità mestruali, mentre nell'uomo è l'impotenza, ma sono in entrambi i casi possibili anche numerosi altri sintomi, tra cui ad esempio l'infertilità, la riduzione del desiderio, la comparsa di latte senza un precedente parto, ...
Valori alti, quando preoccuparsi?
In genere più che i valori numerici in sé si tende a valutare la loro espressione in termini di sintomi presenti.
Come abbassare la prolattina?
La scelta del trattamento dipende dalla causa, ma in genere in assenza di disturbi (o quando questi siano tollerabili) si può optare per una vigile attesa senza necessità di curare i risultati. Quando necessario, invece, le opzioni terapeutiche comprendono:
  • cambio di eventuali medicinali responsabili dell'aumento dei valori
  • farmaci (bromocriptina e cabergolina sono i più prescritti)
  • chirurgia (nel caso di prolattinoma, un tumore benigno)
  • radioterapaia (nel caso di prolattinoma non responsivo ai trattamenti precedenti).
Quali sono le cause di una prolattina alta?
Le cause più comuni sono:
  • prolattinoma (tumore benigno)
  • effetto indesiderato di alcuni farmaci (per la pressione alta, antidepressivi, per disturbi digestivi, ...)
  • ipotiroidismo
  • ...
Ovviamente gravidanza e allattamento sono sempre associati ad un aumento dei valori, ma che in questo caso è considerato para-fisiologico (cioè normale, seppure non sia la condizione più comune).
È possibile rimanere incinta con iperprolattinemia se non ci sono altre condizioni legate all'infertilità?
In genere sì.
Esame della prolattina, come farlo?
L'esame della prolattina richiede un normale prelievo di sangue da una vena del braccio; viene condotto in genere al mattino a digiuno, preferibilmente a 3-4 ore dal risveglio (i valori aumentano la notte).

Poiché il risultato è fortemente influenzato dallo stress, in genere si consiglia che il prelievo avvega in posizione distesa, dopo un'attesa di 30 minuti dal posizionamento dell'ago.

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