A cosa serve la broncoscopia? Rischi? Durata?

Ultima modifica 06.08.2019

Cos’è la broncoscopia?

La broncoscopia è una procedura diagnostica e/o terapeutica invasiva che ha lo scopo di visualizzare direttamente le vie aeree per riconoscere patologie e, in alcuni casi, per trattarle.

Permette ad esempio di stabilire i microrganismi responsabili di un’infezione (come la polmonite), diagnosticare un tumore o malattie rare (come fibrosi polmonari, sarcoidosi e vasculiti) chiarendo l’origine e la causa di sintomi e segni anomali quali presenza di sangue nell’espettorato.

Può avere infine risvolti terapeutici, consentendo la rimozione di secrezioni bronchiali ed eventuali corpi estranei.

Esemplificazione della broncoscopia

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A cosa serve?

Sono numerose le ragioni che possono indurre un medico a richiedere una broncoscopia, ma possiamo suddividerle in due grosse categorie:

  • diagnostiche, volti cioè a definire la presenza o l’assenza di una patologia,
  • terapeutiche, che hanno come obiettivo quello di trattare una patologia.

Indicazioni diagnostiche

  • Sintomi respiratori persistenti: per esempio sono indicazioni
  • Referto di una radiografia del torace non chiaro o sospetto per alcune patologie: il riscontro alla radiografia di masse di natura dubbia o la presenza di un quadro radiologico poco chiaro sono indicazioni alla broncoscopia.
  • Collasso di un polmone: può avvenire per una ostruzione da corpo estraneo o per una massa che occupa tutto il bronco.
  • In urgenza/emergenza nel caso in cui si riconosca l’inalazione di corpo estraneo che impedisce la respirazione o nel caso in cui ci sia stato un trauma toracico con lesione delle vie aeree.

Indicazioni terapeutiche

  • Esecuzione di biopsie per chiarire la natura di una lesione riscontrata in corso di broncoscopia.
  • Esecuzione di lavaggi broncoalveolari (BAL) con prelievo del liquido di lavaggio.
  • Prelievo di campioni per esame citologico.
  • Trattamento di lesioni vascolari.
  • Rimozione di tappi di muco o di corpi estranei.
  • Trattamento di fistole (cioè comunicazioni anomale tra le vie aeree e un altro organo adiacente)

Come si esegue?

Uno specifico strumento (broncoscopio) dotato di telecamera ad un’estremità viene inserito lungo le vie respiratorie, solitamente attraverso il naso o la bocca (più raramente attraverso una tracheostomia), per consentire al medico di esaminare le vie aeree del paziente alla ricerca di anomalie come corpi estranei, sanguinamento, tumori o infiammazione.

È possibile prelevare piccoli campioni di tessuto o altro materiale presente all’interno dei polmoni.

Attrezzatura

Lo strumento principale è il broncoscopio, un piccolo tubo dotato di

  • una fonte luminosa,
  • una telecamera
  • e dei canali attraverso cui possono essere fatti passare degli strumenti di lavoro (come pinze per la biopsia).

Il broncoscopio è lungo in media 60-80 cm ed il tubo ha un diametro di 4-5 mm.

Normalmente si ricorre a broncoscopi flessibili, salvo in specifiche condizioni in cui è richiesto l’accesso con strumenti rigidi.

Preparazione

Nei giorni precedenti l’indagine potrebbero essere richiesti esami del sangue per valutare la capacità di coagulazione; a questo proposito è importante informare il personale medico ed infermieristico riguardo l’assunzione di farmaci antiaggreganti e/o anticoagulanti, perché potrebbe essere necessario sospenderli qualche giorno prima della procedura.

È necessario arrivare al momento dell’esame a digiuno da almeno 6-8 ore e astenersi dal fumo prima della procedura.

Dopo aver acquisito il consenso informato, verrà chiesto di stendersi in posizione supina su un lettino in un ambulatorio specifico, dotato di tutta la strumentazione utile per l’esecuzione della broncoscopia.

Verrà applicato ad un dito della mano un piccolo strumento simile ad una pinza, il pulsiossimetro, che misura continuamente la frequenza cardiaca e il contenuto di ossigeno nel sangue. Potrebbe essere misurata anche la pressione arteriosa ad intervalli regolari durante la procedura.

Successivamente, un infermiere somministrerà 2 o 3 spruzzi di anestetico direttamente in gola (eventualmente anche nel naso e in bocca se necessario), al fine di permettere una riduzione del disagio legato all’ingresso del broncoscopio; potrebbe inoltre essere inserito un piccolo ago in una vena del braccio per somministrare un farmaco ansiolitico, in grado d’indurre una leggera sonnolenza.

La procedura

Nella maggior parte dei casi il medico inserirà lentamente l’estremità del tubo del broncoscopio dal naso (o dalla bocca), facendosi delicatamente strada lungo le vie aeree.

Durante l’esame il paziente è in grado di parlare e respirare autonomamente, ma i primi minuti potrebbero essere un po’ fastidiosi, soprattutto quando il broncoscopio passa attraverso le corde vocali; è possibile in questi casi provvedere alla somministrazione di ulteriori dosi di anestetico, per poi provare a ripetere la manovra.

Nel caso in cui fossero richieste biopsie, non si avvertirà nessun fastidio.

Dopo l’esame

Al termine della procedura si verrà accompagnati in una stanza vicina, dove sarà possibile rimanere seduti su una poltrona per 30-60 minuti.

Si potrà avvertire un po’ di sonnolenza, a meno che non venga somministrato un altro farmaco atto a neutralizzare il sedativo.

È comune avvertire un leggere fastidio in gola.

Il medico potrebbe quindi richiedere un colloquio, per la consegna del referto.

Ritorno a casa

È necessario essere accompagnati in ospedale il giorno dell’esame, perché dopo la procedura non si potranno guidare automezzi a causa della leggera anestesia praticata.

Verrà consigliato di evitare sforzi per tutto il giorno ed è consigliabile evitare di mangiare o bere almeno per 1-2 ore dopo la procedura perché alcuni riflessi, tra cui quello della deglutizione, potrebbero essere ridotti e il cibo o i liquidi potrebbero andare di traverso.

Quanto dura?

La procedura ha una durata di circa 15-20 minuti, variabili a seconda del numero di biopsie da effettuare e della complessità del quadro patologico.

Fa male?

Il disagio durante l’esame è minimo ed è dato principalmente dal bisogno di tossire.

Quali sono i rischi?

L’opportunità di procedere all’esecuzione dell’esame richiede particolare cautela in soggetti affetti da

In base alla letteratura disponibile si verificano complicanze in meno dell’1% dei pazienti, nella maggior parte dei casi si tratta di complicazioni non gravi che non pregiudicano l’esito dell’esame e non rappresentano un rischio per il paziente.

Le più comuni sono:

  • ipotensione (abbassamento della pressione arteriosa),
  • riduzione della concentrazione di ossigeno nel sangue (in questo caso ne verrà somministrato attraverso un tubicino che passa sotto le narici),
  • sangue dal naso per un traumatismo legato al tubo del broncoscopio,
  • aritmie cardiache temporanee e, nella maggior parte dei casi, non gravi.

Più raramente si verificano:

Dopo la procedura è normale presentare delle tracce di sangue nell’escreato (saliva e catarro) e potrebbe manifestarsi una leggera febbricola nei giorni seguenti (in genere per 1 o 2 giorni).

Il paziente non viene in alcun modo esposto a radiazioni, né l’esame risulta associato ad altri rischi a lungo termine.

Quando chiamare il medico

È necessario contattare il medico se si presentano:

  • febbre elevata che persiste dopo il 1 giorno dalla procedura,
  • escreato di sangue abbondante (più di due cucchiai indicativamente) o persistente,
  • dolore toracico,
  • palpitazioni,
  • difficoltà respiratorie,
  • ipotensione o senso di debolezza generale.

Video esplicativo (broncoscopia ecografica)

Fonti e bibliografia

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