Distimia: significato, sintomi, cura

a cura di Dr.ssa Roberta Kayed -Ultimo Aggiornamento: 6 maggio 2019

Introduzione

Le più comuni forme di depressione sono:

  • Disturbo Depressivo Maggiore (depressione): è un disturbo molto comune, della durata di almeno due settimane consecutive, che causa una persistente sensazione di tristezza e perdita d’interesse nelle attività quotidiane, fino alla convinzione che la vita non valga la pena di essere vissuta, ricorrenti pensieri riguardanti la morte e tentativi di suicidio. I sintomi, per molte delle persone affette, sono abbastanza severi da causare problemi evidenti nella vita di tutti i giorni.
  • Depressione Post-Partum: insorge in maniera conclamata durante la gravidanza o dopo il parto. L’estrema tristezza, l’ansia e la spossatezza impediscono alla donna di prendersi cura del neonato.
  • Depressione Psicotica: si presenta in soggetti con Psicosi (deliri, allucinazioni a tema di colpa, povertà e malattia).
  • Disturbo Affettivo Stagionale: Depressione ciclica, che insorge nel periodo invernale, si manifesta con isolamento sociale, ipersonnia e aumento di peso.
  • Depressione Bipolare: episodi di umore estremamente depresso nei soggetti affetti da Disturbo Bipolare.

Il Disturbo Depressivo Persistente (una volta classificato come Disturbo Distimico o distimia) è una particolare forma di depressione cronica, differente dal Disturbo Depressivo Maggiore, caratterizzato da

  • esordio insidioso,
  • andamento intermittente
  • e della durata di almeno due anni negli adulti e un anno nei bambini.

In questo intervallo l’umore è deflesso per la maggior parte dei giorni e raramente il periodo in assenza di sintomi supera i due mesi consecutivi.

Come il Disturbo Depressivo Maggiore insorge più frequentemente nel sesso femminile, ma più precocemente.

A causa

  • delle caratteristiche cliniche (esordio insidioso, andamento fluttuante, sintomi lievi-moderati)
  • e della tendenza dell’individuo colpito a riferire i sintomi a tratti immutabili della propria personalità,

il disturbo rischia di essere sottostimato; solo la minor parte delle persone affette ha consultato un medico o ricevuto una terapia di tipo farmacologico o una psicoterapia.

Sebbene i sintomi siano più lievi rispetto a quelli tipici del Disturbo Depressivo Maggiore, essi sono di più lunga durata e, in alcuni casi, maggiormente disabilitanti:

  • perdita d’interesse per le normali attività quotidiane, anche nelle occasioni gioiose,
  • perdita di speranza,
  • mancanza di produttività,
  • sentimento generalizzato d’inadeguatezza.

È quindi fondamentale non sottovalutare il Disturbo, riconoscere che è possibile trattarlo e consultare il Medico alla comparsa dei primi sintomi.

La durata e la prognosi sono variabili.

Sebbene la guarigione completa dalla distimia sia possibile, molto frequentemente i sintomi si presentano nuovamente e il decorso a lungo termine della malattia è spesso caratterizzato da multiple recidive.

Alcune persone possono inoltre accusare i sintomi nonostante la terapia farmacologica e/o la psicoterapia.

Donna sofferente a causa della distimia sdraiata sul letto

iStock.com/Carlo107

Cause e fattori di rischio

Il Disturbo Depressivo Persistente può insorgere

  • nell’infanzia,
  • nell’adolescenza
  • e nell’età adulta;

in base all’età d’insorgenza si distingue

  • un Esordio Precoce se i sintomi compaiono prima dei 21 anni,
  • un Esordio Tardivo se compaiono dopo i 21 anni.

Le cause esatte della distimia non sono ad oggi conosciute, esistono però alcuni fattori di rischio che giocano un ruolo predominante nel conferire all’individuo, predisposto geneticamente, una suscettibilità allo sviluppo o all’aggravamento della malattia:

  • Presenza di parenti affetti da altri disturbi psichiatrici come il Disturbo Depressivo Maggiore, i Disturbi di Personalità, il Disturbo d’Ansia. A tale proposito alcuni ricercatori indagano l’eventuale collegamento fra questi tratti familiari e alcuni geni trasmissibili.
  • Alterazione della funzione dei neurotrasmettitori e del modo in cui essi interagiscono a livello dei circuiti cerebrali responsabili della stabilizzazione dell’umore.
  • Fattori psicosociali quali gli eventi traumatici in età giovane o adulta (abusi, lutti, …), l’isolamento sociale e le difficoltà economiche. Il disturbo si sviluppa gradualmente, piuttosto che in seguito ad eventi acuti.
  • Tratti di personalità comprendenti la tendenza alla negatività, come l’avere una bassa autostima, l’essere troppo dipendenti, l’autocritica costante e il pessimismo.
  • Co-presenza di patologie organiche. In età avanzata, ad esempio, è frequente l’associarsi di altre patologie croniche o di deterioramento cognitivo.
  • Abuso di sostanze o alcolismo.

Sintomi

I sintomi della distimia si manifestano in maniera intermittente e con un’intensità variabile nell’arco degli anni. Sebbene i sintomi non siano costanti, raramente i periodi di benessere superano i due mesi consecutivi.

In più della metà delle persone colpite la malattia può essere preceduta o accompagnata da un episodio di Disturbo Depressivo Maggiore e, in quest’ultimo caso, si parla di Doppia Depressione.

L’esordio precoce, in cui i sintomi compaiono prima dei 21 anni, è maggiormente caratterizzato

  • dalle ricadute,
  • dalla presenza di Depressione Maggiore,
  • Disturbi di Personalità
  • e da ricoveri psichiatrici.

Secondo l’American Psychiatric Association, per Disturbo Depressivo Persistente s’intende la presenza di un umore depresso per la maggior parte dei giorni, per almeno due anni (o uno nei bambini), accompagnato da almeno 2 dei seguenti sintomi:

  • perdita di interesse nei confronti delle attività quotidiane,
  • evitamento delle attività sociali,
  • diminuzione delle attività e della produttività,
  • tristezza, sensazione di vuoto, perdita di speranza,
  • bassa autostima, negatività, autocritica, sensazione d’incapacità,
  • sentimenti di colpa e preoccupazioni riguardo al passato,
  • stanchezza,
  • difficoltà nella concentrazione e nelle capacità decisionali,
  • irritabilità o rabbia eccessiva,
  • mancanza di appetito o eccessivo appetito,
  • disturbi del sonno (insonnia o ipersonnia, ossia un’eccessiva sonnolenza durante il giorno).

Complicazioni

Il Disturbo Depressivo Persistente “puro”, in altre parole non associato ad altre patologie, è un’entità clinica piuttosto rara.

Le complicanze a lungo termine e la prognosi della malattia dipendono da molteplici fattori; non solo dalla severità dei sintomi e dall’età d’insorgenza, ma anche dalla presenza, dalla severità e dalla terapia instaurata per i disturbi organici o psichiatrici concomitanti (Disturbo Depressivo Maggiore, Disturbo d’Ansia, Disturbi di Personalità, Disturbi Somatoformi, abuso di sostanze).

In alcuni casi è inoltre difficile distinguere quali fra le condizioni associate al disturbo (ad esempio traumi, alcolismo, dolore cronico), siano state quelle scatenanti e quelle che, associandosi successivamente, ne abbiamo complicato il decorso e peggiorato la prognosi.

Contribuiscono a complicare il decorso della distimia e a peggiorarne la prognosi le seguenti condizioni:

  • esordio precoce,
  • storia di abusi sessuali,
  • concomitanza di Depressione Maggiore, Disturbo d’Ansia, Disturbo di Personalità, Abuso di sostanze o altri disturbi psichiatrici,
  • storia familiare di Disturbi Psichiatrici,
  • difficoltà relazionali, lavorative e conflitti familiari,
  • dolore cronico e altre patologie organiche, età avanzata,
  • ideazione e comportamenti suicidari,
  • difficoltà socio-economiche.

Diagnosi

A causa della natura del disturbo la malattia rischia di essere

  • trascurata,
  • non diagnosticata
  • o trattata in maniera inadeguata.

L’insorgenza insidiosa della distimia, il decorso fluttuante e le caratteristiche apparentemente modeste e facilmente dissimulabili dei sintomi (al contrario dei sintomi di altre patologie psichiatriche), rendono il disturbo facile da mascherare ai familiari e al Medico.

Secondo il DSM V, il Manuale Standard per la Diagnosi Psichiatrica, nella diagnosi di Disturbo Depressivo Persistente sono state raggruppate due precedenti diagnosi: episodio cronico di Disturbo Depressivo Maggiore e Disturbo Distimico.

La diagnosi si avvale di:

  • Anamnesi, visita medica ed esami strumentali per valutare la presenza di eventuali cause organiche (ad esempio l’ipotiroidismo).
  • Questionari di screening (ad esempio Hamilton Rating Scale for Depression, Patient Health Questionnaire).
  • Valutazione specialistica psichiatrica per esaminare la presenza del Disturbo o di altre condizioni (ad esempio Disturbo Depressivo Maggiore, Disturbo Bipolare, Disturbo Affettivo Stagionale).

Cura

Il Disturbo Depressivo Persistente (distimia) è una condizione sottovalutata che non è possibile trattare autonomamente.

È importante

  • prestare attenzione ai segnali di pericolo,
  • prendersi cura di se stessi,
  • evitare l’alcool o le altre sostanze che potrebbero peggiorare il decorso della malattia.

La terapia si avvale di due tipi di trattamento,

  • farmacologico,
  • psicoterapico.

La scelta fra i due dipenderà dalle condizioni dell’individuo e dalla severità quadro clinico.

Alcuni studi mostrano come la combinazione dei due approcci possa offrire risultati migliori rispetto ai trattamenti instaurati singolarmente.

Farmaci

La terapia farmacologica è il caposaldo del trattamento, poiché migliora il tono dell’umore e riduce il rischio suicidario nel lungo periodo.

Include gli inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina (SSRI), gli antidepressivi triciclici (TCA) e gli inibitori della ricaptazione di serotonina e noradrenalina (SNRI).

Alcuni farmaci impiegano settimane per raggiungere l’effetto desiderato per cui è importante non interrompere autonomamente il trattamento per il pericolo di comparsa dei sintomi da sospensione e da astinenza.

Chiunque inizi una farmacoterapia dovrebbe prestare la massima attenzione al peggioramento dei sintomi o al manifestarsi di comportamenti atipici, specialmente durante le prime fasi del trattamento o al cambio del dosaggio.

La terapia farmacologica è caratterizzata da aggiustamenti delle dosi poiché alcuni individui riferiscono delle ricadute o perdita di efficacia nel lungo periodo.

Psicoterapia

Esistono diversi indirizzi di Psicoterapia che contribuiscono a:

  • gestire le crisi e le difficoltà,
  • identificare i comportamenti negativi che innescano la crisi,
  • trovare delle strategie per la risoluzione dei problemi,
  • esplorare nuove relazioni ed esperienze positive,
  • riacquistare il senso di soddisfazione e di controllo,
  • imparare a impostare nuovi obiettivi.

Prevenzione

Non esistono strumenti specifici per prevenire il manifestarsi della distimia; data la precocità d’insorgenza è utile

  • identificare i bambini a rischio,
  • riconoscere precocemente i primi sintomi

e rivolgersi al medico.

Alcune strategie per evitare la comparsa dei sintomi o prevenire il peggioramento potrebbero essere:

  • controllo dello stress per aumentare la resilienza e l’autostima,
  • condividere il proprio disagio emotivo con il nucleo familiare o con gli amici, specialmente nei momenti di crisi acuta,
  • trattare i sintomi alla prima manifestazione,
  • intraprendere trattamenti a lungo termine per evitare le ricadute.

Fonti e bibliografia

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