Devitalizzazione di un dente: dolore, costo e altro

Ultima modifica 07.03.2020

Introduzione

Devitalizzare un dente rientra tra le pratiche mediche studiate dall’endodonzia, parola che deriva dal greco endo, che significa “dentro”, e odontos che significa “dente”. La chirurgia endodontica interviene quindi sull’interno del dente.

Si tratta di un intervento indolore utilizzato per il trattamento di infezioni all’interno del dente, causate in genere da batteri che vivono normalmente in bocca e che possono proliferare in caso di:

  • invecchiamento,
  • traumi,
  • carie profonde,

Si procede in genere a seguito di una radiografia che mostri in modo inequivocabile che la polpa è stata danneggiata dalla presenza d’infezione; l’obiettivo è il salvataggio di un dente che, in alternativa, andrebbe rimosso;

Costo

Il costo legato alla devitalizzazione di un dente oscilla dai € 100 (canini e incisivi)  ai € 350 (molari), ma si rileva elevata variabilità tra uno studio e l’altro, a cui si deve talvolta ancora sommare il costo legato alla ricostruzione.

Dentista che interviene su un paziente

iStock.com/angelima

Richiami di anatomia

Prima di affrontare e approfondire l’argomento vale la pena richiamare a grandi linee la struttura di un dente, che è fondamentalmente costituito da due parti:

  • corona, che è la parte superiore e visibile esternamente,
  • radice, strutture che invece si estende fino all’osso della mascella, ancorando fermamente il dente in posizione.
Immagine con la sezione di un dente

Sezione di un dente (Di Sam Fentress, CC BY-SA 2.0, Collegamento)

Più nel dettaglio è poi possibile individuare:

  • smalto (il duro rivestimento esterno),
  • dentina (un materiale più morbido che supporta lo smalto e forma la maggior parte del dente),
  • cemento (un materiale duro che copre la superficie della radice),
  • polpa dentale (il tessuto molle al centro del dente).

Perché devitalizzare un dente?

È necessario devitalizzare un dente quando la polpa, il tessuto molle all’interno della camera pulpare, si infiamma o si infetta. L’infiammazione o l’infezione possono avere diverse cause:

  • carie profonda,
  • interventi dentistici ripetuti,
  • dente scheggiato o rotto.

In caso di traumi può danneggiarsi la polpa anche in assenza di rotture evidenti e, in questi casi, l’infiammazione sottostante può progredire causando dolore ed eventualmente infezione, fino alla formazione di un ascesso.

Prima di procedere alla devitalizzazione in genere si procede a una panoramica dentale, un esame che fa uso di raggi X, per evidenziare la presenza dell’infezione a livello della polpa; una polpa infetta può andare incontro a morte e può diventare causa di una diffusione dell’infezione che nei casi peggiori può raggiungere l’osso.

Tra i sintomi caratteristici dell’infezione alla polpa troviamo:

  • dolore quando si beve/mangia una bevanda/alimento caldo o freddo,
  • dolore alla masticazione.

Con la progressione dell’infezione i sintomi possono sparire, ma non significa che stia migliorando, anzi, l’infezione ha probabilmente raggiunto il canale radicolare; possono in seguito comparire:

  • gonfiore della gengiva,
  • perdita di pus,
  • gonfiore del viso,
  • cambiamento di colore del dente.

In caso di dolore al dente è quindi fondamentale rivolgersi immediatamente al dentista, perchè se un antibiotico può trattare un’infezione superficiale, non è invece più in grado di curare l’infezione del canale.

La maggior parte dei denti può essere curata in questo modo, a maggior ragione tenendo conto degli enormi progressi dell’endodonzia degli ultimi anni; potrebbe tuttavia essere una strada non praticabile nel caso di dente che

  • ha i canali radicolari non accessibili,
  • risulti gravemente fratturato,
  • non abbia un supporto osseo adeguato,
  • non possa essere ricostruito.

Come avviene l’intervento

Preparazione

Prima di procedere con la devitalizzazione è spesso necessario sottoporsi a una panoramica, per permettere al dentista di avere un quadro chiaro del canale radicolare e valutare la portata di eventuali danni.

Il trattamento avviene solitamente in anestesia locale, attraverso iniezioni indolore effettuate direttamente sulla gengiva; quando il dente fosse già morto sarebbe già insensibile e, di conseguenza, l’anestesia risulterebbe inutile.

Devitalizzazione

Rimozione della polpa

Dopo aver praticato l’anestesia verrà applicata sulla zona un piccolo foglio di gomma chiamato “diga” che isola il dente, mantenendolo libero dalla saliva durante l’intervento e prevenendo l’ingestione accidentale delle sostanze utilizzate durante le diverse fasi.

Verrà quindi praticata un’apertura sulla corona del dente per accedere ai tessuti molli interni, la polpa, e attraverso piccoli strumenti questa verrà rimossa interamente. In caso di ascesso questo verrà completamente drenato per favorirne la guarigione.

Ricostruzione grafica dei passaggi necessari alla devitalizzazione.

iStock.com/Lin Shao-hua

Pulizia e riempimento del canale radicolare

A seguito della rimozione della polpa il dentista pulirà e ingrandirà leggermente il canale, cosicché possa essere più facilmente riempito in seguito.

Questa parte del processo di devitalizzazione può richiedere diverse ore per essere completato, tanto che in alcuni casi può essere necessario procedere in sedute diverse:

  • incisivi e canini hanno di norma un’unica radice,
  • premolari e molari hanno invece due o tre radici, ciascuno contenente uno o due canali radicolari. Quante più sono le radici di un dente, tanto maggiore sarà il tempo necessario per completare il trattamento.

Nel caso di sedute diverse, tra una e l’altra il dentista potrà ricorrere a specifici farmaci da applicare nel canale per eliminare eventuali batteri residui e il dente verrà chiuso utilizzando un riempimento temporaneo.

In caso di sintomi da infezione (febbre, gonfiore, …) possono essere associati antibiotici.

Sigillatura dei canali e chiusura del dente

Nella seduta successiva il riempimento temporaneo e il farmaco presente all’interno del dente vengono rimossi e il dentista procederà al riempimento del canale radicolare con un materiale biocompatibile (di solito è un materiale simile alla gomma, che si chiama guttaperca).

Nella maggior parte dei casi a questo punto l’apertura viene chiusa con un’otturazione temporanea.

Ricostruzione del dente

Poichè i denti trattati sono più facilmente soggetti a rottura è in genere consigliabile procedere alla ricostruzione della corona, in modo da coprire e proteggere il dente; si procede quindi all’applicazione di una corona di:

  • metallo, porcellana o entrambi,
  • materiale ceramico,
  • vetro rinforzato.

L’otturazione temporanea verrà rimossa dal dentista prima della ricostruzione del dente, la cui dimensione verrà leggermente ridotta per far posto all’applicazione della corona.

Convalescenza

Non sono necessarie grandi attenzioni a seguito dell’intervento, ma è consigliabile evitare di masticare sul dente interessato fino al termine del trattamento.

Il dolore sparirà fin dalla prima seduta o quasi, ma potrebbe persistere per qualche tempo un’aumentata sensibilità: in caso di ricomparsa e/o persistenza del dolore si raccomanda di segnalarlo al dentista.

Per prevenire ulteriori problemi è raccomandabile:

  • praticare una corretta e regolare igiene orale,
  • procedere a una periodica pulizia dei denti dal proprio dentista,
  • ridurre il consumo di alimenti dolci,
  • smettere di fumare.

Risultato

La devitalizzazione permette in genere di salvare il dente e risolvere l’infezione; in base ai dati di letteratura si stima che il 90% dei denti così trattati può essere mantenuto in sede per almeno altri 8-10 anni, soprattutto quando protetto da corona, spesso anche per tutta la vita.

La durata del dente è poi proporzionale a:

  • efficacia dell’igiene orale,
  • forze applicate durante la masticazione,
  • numero di denti naturali rimasti.

Nei rari di recidiva il trattamento può essere ripetuto.

Domande e risposte

Si sente dolore? Fa male?

Secondo l’Associazione Americana degli Endodontisti (odontoiatri specializzati nel trattamento dei traumi e delle infezioni della polpa dentale), il luogo comune che la devitalizzazione sia dolorosa risale a decenni fa, quando questi interventi facevano veramente male.

Al giorno d’oggi, con le tecnologie moderne e il miglioramento delle procedure di anestesia, le devitalizzazioni non sono più dolorose delle semplici otturazioni. Sapere esattamente a che cosa si va incontro durante la devitalizzazione può aiutarvi a diminuire la vostra ansia.

Bisogna andare molte volte dal dentista?

Con la tecnologia odierna la maggior parte degli interventi di devitalizzazione può essere eseguita nel corso di una o due visite ambulatoriali.

La devitalizzazione è causa di malattie?

L’attuale letteratura scientifica dimostra chiaramente che non c’è alcuna ragione di ipotizzare un maggior rischio di altre malattie in conseguenza dell’intervento.

Durante la devitalizzazione vengono rimosse le radici del dente?

Durante l’intervento di devitalizzazione viene rimossa la polpa presente all’interno del dente, non la radice.

Le donne incinte possono farsi devitalizzare i denti?

Le donne incinte possono e devono farsi devitalizzare i denti, in caso di necessità.

Prima dell’intervento bisogna sottoporsi a una radiografia, ma l’esposizione alle radiazioni è davvero minima e i raggi X vengono puntati contro la bocca e non contro la zona addominale. Se siete incinte e il dentista deve farvi una radiografia userà una protezione di piombo per salvaguardare la salute del vostro bambino. Gli anestetici usati dal dentista sono sicuri anche per le donne incinte.

Sta a voi ricordare al dentista che siete incinta, prima di fare le radiografie.

Se il dente non fa male è necessario devitalizzarlo ugualmente?

Di solito la devitalizzazione viene eseguita perché il mal di denti è insopportabile, ma in molti casi potrebbe essere necessaria la devitalizzazione anche se il dente non fa male. I dentisti e gli endodontisti sono in grado di riconoscere se la polpa di un dente è infetta o danneggiata. In questo caso, è necessaria la devitalizzazione per salvare il dente.

Meglio la dentiera alla devitalizzazione?

Conservare i denti naturali più a lungo possibile è molto importante per una masticazione corretta. Per rimediare alla caduta dei denti ci sono varie possibilità, come ad esempio le dentiere complete o parziali, gli impianti dentali e i ponti fissi: queste alternative, tuttavia, possono essere molto più care rispetto alla conservazione del dente con la terapia di devitalizzazione.

Fonti e bibliografia

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Domande e risposte
  1. Domanda -

    Quanto costa?

    1. Dr. Roberto Gindro -

      Il prezzo medio è spesso compreso tra i 150,00 € e i 300,00 €, ma queste cifre sono ampiamente variabili in base al dente interessato, al processo di ricostruzione e, soprattutto, dallo studio interpellato.

  2. Domanda -

    Quanto dura l’intervento di devitalizzazione?

    1. Dr. Roberto Gindro -

      Sono in genere necessarie due o più sedute, della durata indicativa di 30-45 minuti l’una (variabili a seconda del paziente).

  3. Domanda -

    Quanto dura il dolore dopo l’intervento?

    1. Dr. Roberto Gindro -

      Per i primi giorni a seguito del trattamento il dente potrebbe rimanere più sensibile del normale, soprattutto nei casi in cui fosse presente dolore prima della devitalizzazione; è improbabile avvertire invece vero dolore, salvo eventualmente nelle prime 24-48 un leggero fastidio.