Coronavirus e mascherine, tutto quello che devi sapere

Ultima modifica 06.05.2020

Introduzione

COVID-19 è un acronimo che indica la malattia respiratoria acuta causata da SARS-CoV-2. Si tratta di un virus scoperto da poco, caratterizzato da altissima infettività e tassi di letalità preoccupanti negli strati più vulnerabili della popolazione.

La trasmissione di questo virus è legata soprattutto alla via aerea, ed in particolar modo all’emissione dei droplet: goccioline microscopiche di saliva e secrezioni che aleggiano nell’atmosfera dopo uno starnuto, un colpo di tosse o anche un semplice respiro. Altre modalità di contagio possono essere legate al contatto con superfici infette, ma si tratta con tutta probabilità di una minoranza dei casi.

Considerato il tipo di trasmissione, l’utilizzo di mascherine personali è stato consigliato dall’Istituto Superiore di Sanità come una misura di contenimento efficace alla diffusione del virus. Farmacie e supermercati sono stati fin da subito presi d’assalto, ma non a tutti è ancora chiaro come funziona la mascherina e quale tipologia dovrebbe corrispondere alle proprie esigenze: va quindi fatta chiarezza per sfruttare al meglio il materiale sanitario disponibile e non sprecare risorse inutilmente.

Quali sono i principali tipi di mascherina?

Nell’ambito della prevenzione di COVID-19, le mascherine sono principalmente di 3 tipi:

  • mascherine in stoffa autoprodotte;
  • mascherine chirurgiche;
  • mascherine N95.

Ognuna di esse ha diversi ambiti di applicazione: non bisogna cadere nello stereotipo secondo cui una sia necessariamente “migliore” dell’altra.

Mascherine in stoffa

La grande richiesta di mascherine chirurgiche nel corso di questa pandemia ha portato ad uno squilibrio tra domanda ed offerta che, tra le altre cose, ha determinato una generale scarsità dei presidi sanitari. Per supplire in qualche modo alla mancanza di risorse, negli Stati Uniti il Centers for Disease Control and Prevention (CDC) ha consigliato l’utilizzo di mascherine in stoffa autoprodotte oltre a quelle disponibili in commercio. Anche se le performance di un dispositivo “casalingo” non sono allineabili a quelle delle controparti utilizzate in ospedale, infatti, l’adozione di una barriera per le goccioline di dimensioni maggiori può contribuire a ridurre i contagi.

Di seguito un video che mostra come produrre facilmente una mascherina con una bandana o accessorio analogo in cotone (che ha dimostrato di possedere una ragionevole efficacia).

A tal proposito, va ricordato che le mascherine in stoffa a differenza delle controparti monouso sono lavabili e riutilizzabili una volta disinfettate. In un momento come questo, dove l’ottimizzazione delle risorse è una prerogativa, gli sprechi vanno evitati anche nelle modalità più elementari.

È bene sottolineare che questo approccio non deve essere considerato protettivo quanto un dispositivo medico correttamente utilizzato, ma la maggioranza della comunità scientifica è concorde sul fatto che una mascherina autoprodotta, così come una sciarpa, è in genere meglio che niente, soprattutto in termini di protezione verso gli altri da noi stessi.

Mascherine chirurgiche

Mascherina chirurgica su sfondo bianco

iStock.com/Dilok Klaisataporn

Le mascherine chirurgiche sono un presidio sanitario di primo livello, che serve ad evitare la propagazione del virus nell’aria. Contrariamente a quanto qualcuno potrebbe ritenere queste non rappresentano una protezione per chi le indossa, ma il loro utilizzo limita l’esalazione del virus da parte di chi è (più o meno consapevolmente) infetto.

Se da un punto di vista prettamente egoistico la mascherina chirurgica può essere vista come una misura “inutile”, essa acquisisce un valore importantissimo in ottica di salute collettiva: l’utilizzo di questo dispositivo di protezione da parte di una larga fetta della popolazione consente una reciproca salvaguardia che può cambiare radicalmente l’esito dell’epidemia.

Inoltre, va comunque ricordato che le mascherine chirurgiche proteggono chi le indossa dal materiale più grande (vere e proprie gocce di saliva o altre secrezioni), che può rappresentare veicolo di infezione.

Respiratori N95

Mascherina N95 su sfondo bianco

iStock.com/Suradech14

I respiratori N95, o maschere N95, sono dei dispositivi di protezione avanzati dotati di filtro anti-particolato; essi vanno utilizzati esclusivamente dal personale sanitario o comunque da individui che per esigenze inevitabili sono costretti al contatto ravvicinato con pazienti positivi per COVID-19.

Il loro nome deriva da 95%, ossia la percentuale di micro-particelle in grado di essere filtrate da questo tipo di mascherina. Esse infatti, a differenza delle controparti chirurgiche, consentono un certo margine di protezione per chi le indossa e che non può rispettare le misure di distanziamento consigliate per il contenimento del virus.

La scarsità di respiratori avanzati disponibili sul mercato non è l’unico motivo per cui questi andrebbero riservati ai professionisti: il loro utilizzo, infatti, richiede un training specifico e delle norme igieniche che normalmente non sono di pertinenza della popolazione laica: la conduzione del fit-test, del seal check ed il taglio scrupoloso della barba (negli operatori di sesso maschile) sono soltanto alcuni esempi.

L’utilizzo della mascherina può prevenire l’infezione da SARS-CoV-2?

La trasmissione dell’infezione da coronavirus avviene tra una persona e l’altra mediante i droplet, minuscole goccioline contenenti secrezioni ed una parcella di carica virale. Queste sono generate durante:

  • esalazioni
  • colpi di tosse
  • starnuti.

Inalare i droplet di una persona infetta può rappresentare motivo di contagio, ma anche il contatto con le proprie mucose (ad esempio gli occhi, il naso, la bocca) dopo aver toccato oggetti infetti (fomiti) può potenzialmente portare all’infezione.

Mascherine in stoffa

Le mascherine in stoffa fatte in casa offrono un discreto grado di riduzione della diffusione di SARS-CoV-2 attraverso il blocco delle particelle più grandi che possono essere emesse da un individuo affetto.

Mascherine chirurgiche

Le mascherine chirurgiche non proteggono dall’infezione con SARS-CoV-2. In fase di inspirazione, infatti, non solo la mascherina è incapace di filtrare i droplet più piccoli attraverso le sue porosità, ma per la mancanza di un sigillo sui bordi essa consente il libero passaggio di aria dai lati.

Respiratori N95

I respiratori N95 possono proteggere chi li indossa da una porzione importante dei droplet prodotti da un individuo infetto; tuttavia, il loro utilizzo è ampiamente sconsigliato alla popolazione che non lavora a stretto contatto con i pazienti positivi.

Come vanno utilizzate le mascherine?

Gli individui che presentano sintomi di malattia respiratoria dovrebbero astenersi da ogni attività sociale, a prescindere dall’utilizzo della mascherina (isolamento volontario). Tuttavia, sono riportati in letteratura casi di persone “portatrici sane” del virus che hanno contagiato gli altri; l’utilizzo della mascherina risulta estremamente utile proprio in questi casi.

Indossare ed utilizzare correttamente una mascherina non è tuttavia un’operazione scontata e banale come potrebbe sembrare, ma richiede alcuni passaggi semplici e rigorosi:

  1. Pulire accuratamente le mani prima di toccare la mascherina.
  2. Controllare l’integrità della mascherina prima del suo utilizzo.
  3. Cercare il lato superiore della mascherina, che dovrebbe contenere un “ferretto” flessibile. e identificare la superficie che deve andare a contatto con il viso (in genere di colore bianco).
  4. Posizionare la mascherina sul naso e portare gli elastici dietro la testa:
    • se l’elastico è uno solo è sufficiente portarlo dietro alla nuca,
    • se gli elastici sono due essi andranno posti uno sopra e uno sotto all’orecchio (o agganciati a ciascun orecchio, a seconda della tipologia di mascherina).
  5. Tirare verso il basso il margine inferiore della mascherina, espandendola completamente in modo da coprire anche il mento.
  6. Non toccare la mascherina una volta che è stata indossata.
  7. Per togliere la mascherina, toccare gli elastici da dietro la testa e lasciarla cadere sul davanti senza che la parte esterna tocchi il viso.
  8. Gettare nei rifiuti la mascherina, pulendo con cura le mani dopo quest’ultimo passaggio.

Quali accorgimenti vanno adottati per prevenire l’infezione da COVID-19?

Esistono accorgimenti igienici che, se adottati in concerto ad un corretto utilizzo della mascherina, consentono di prevenire l’infezione da COVID-19.

Tra questi, i più importanti sono:

  1. frequente pulizia delle mani, utilizzando acqua e sapone o disinfettante a base alcolica;
  2. mantenimento di distanze individuali appropriate (almeno 1 metro di distanza dagli altri);
  3. ridotto contatto con il proprio viso, che andrebbe toccato solamente con mani pulite.

Fonti e bibliografia

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