Adrenalina come farmaco: indicazioni ed effetti collaterali

Ultima modifica 15.10.2020

Introduzione

L’adrenalina, chiamata anche epinefrina, è una molecola prodotta dall’organismo che viene usata sia a scopo ormonale che con funzione di neurotrasmettitore; è prodotta da due piccole ghiandole situate sopra ai reni, che prendono il nome di surreni. Più nel dettaglio è la parte più interna del surrene, ovvero la midollare del surrene, che si occupa della sintesi della molecola e del suo rilascio in circolo con funzione ormonale.

Parallelamente, viene rilasciata anche dai neuroni del sistema nervoso centrale, dove esibisce funzione di neurotrasmissione.

L’adrenalina è l’ormone coinvolto nelle reazioni cosiddette di “attacco o fuga”, si assiste ad un rilascio massivo nel circolo sanguigno in tutte quelle situazioni in cui un soggetto si sente in pericolo o sotto forte stress improvviso.

Biologicamente si tratta quindi di una molecola salvavita per l’uomo e per tutti i vertebrati, in quanto permette una rapidissima reazione di fronte ad una situazione di pericolo o paura; dal punto di vista ancestrale l’adrenalina è ricollegata all’istinto di sopravvivenza, in quanto permette la preparazione del corpo di fronte ad un pericolo imminente, davanti al quale il soggetto o si prepara a scappare o a lottare per la vita (da qui il modo di dire “fight or flight” ovvero “attacco o fuga”).

L’azione dell’adrenalina è multiorgano, agisce infatti su tutti gli organi del corpo umano andando a modularne la capacità funzionale in vista di un imminente necessità di azione/reazione. Il corpo, in seguito alla cosiddetta “scarica” di adrenalina, si prepara quindi ad uno sforzo muscolare intenso attraverso l’aumento di

  • irrorazione sanguigna di cuore e muscoli (pronti ad attivarsi)
  • frequenza respiratoria (per garantire un aumento della disponibilità di ossigeno)
  • mobilizzazione delle riserve energetiche (per far fronte all’imminente sforzo fisico)
  • aumento delle funzioni cerebrali (attenzione, lucidità, velocità di reazione, …)

e riducendo al minimo le funzioni non essenziali, come ad esempio la digestione.

Adrenalina come farmaco

Dal punto di vista farmacologico l’adrenalina viene prodotta chimicamente ed industrializzata sotto forma di farmaco con effetti del tutto sovrapponibili a quella prodotta dall’organismo:

  • aumento della pressione arteriosa
  • broncodilatazione
  • aumento della gittata cardiaca
  • aumento della frequenza cardiaca (tachipnea)
  • aumento del flusso di sangue ai muscoli scheletrici
  • aumento del metabolismo
  • aumento della glicemia (iperglicemia)
  • midriasi (dilatazione delle pupille)
  • riduzione delle funzioni intestinali

Ricopre il ruolo di vero e proprio farmaco salvavita in situazioni come:

Trova indicazione anche in situazioni meno drammatiche, come ad esempio

  • Elevata pressione oftalmica
  • Ulcere duodenali o gastriche sanguinanti (il sanguinamento può essere fermato mediante l’iniezione locale di adrenalina per via endoscopica)

La conservazione avviene generalmente in frigorifero, fanno eccezione i dispositivi di autoiniezione che nascono ovviamente per poter essere tenuti sempre con sé  (e che non a caso sono associati ad una scadenza particolarmente ravvicinata).

Preparazione di un'iniezione intramuscolo di adrenalina

iStock.com/ChaNaWiT

Vie di somministrazione

L’adrenalina può essere utilizzata mediante diverse vie di somministrazione:

  • Via sottocutanea, il rilascio è molto lento rispetto alle altre vie. È la via meno indicata per le situazioni di emergenza, ma trova applicazione in contesti di anestesia locale, in associazione ai farmaci anestetici. L’obiettivo è migliorarne l’efficacia ed evitare un’eccessiva diffusione dei principi attivi ai tessuti, mantenendo al contrario l’effetto circoscritto al sito d’interesse e, grazie all’effetto vasocostrittore, garantendo un prolungamento dell’azione anestetica grazie ad un rallentato passaggio al circolo sanguigno.
  • Via endovenosa, è la via di somministrazione più rapida. L’adrenalina somministrata in questo modo manifesta i suoi effetti nel giro di pochissimi secondi. Può essere utilizzata pura o diluita, a seconda delle necessità. È la via di somministrazione più utilizzata dal personale medico nelle situazioni di emergenza.
  • Via intramuscolare, è una via di somministrazione altrettanto rapida e di facile utilizzo nei soggetti in cui non sia facile ottenere un accesso venoso in emergenza. L’adrenalina utilizzata per via intramuscolare è un farmaco salvavita di automedicazione, grazie alla disponibilità in commercio di dispositivi di autosomministrazione (autoniettori) preriempiti con una dose di adrenalina. Queste siringhe a forma di penna sono utili per autosomministrarsi l’adrenalina in situazioni di emergenza (ad esempio Fastjekt®).

    Fotografia di un paziente che usa un autoiniettore di adrenalina sulla coscia

    iStock.com/aoldman

  • Via aerosol o sotto forma di soluzione nasale, è una via di somministrazione con rapida azione utilizzata nel trattamento di alcuni tipi di asma e laringiti acute, soprattutto in situazioni di emergenza. È relativamente comune il suo utilizzo in pediatria, dove il ridotto calibro delle vie respiratorie trae grande beneficio dall’azione broncodilatatrice dell’adrenalina.

E la somministrazione nel cuore?

Parlando di adrenalina, chiunque sia appassionato di cinema non può che immaginare la scena di Pulp Fiction (1994) in cui un giovane John Travolta procede ad un’estemporanea iniezione intracardiaca di adrenalina (ossia praticata direttamente nel cuore, passando attraverso il petto) per salvare Uma Thurman da un’overdose di eroina.

La scena, estremamente potente da un punto di vista visivo e cinematografico, se analizzata da un punto di vista medico, presenta in realtà numerosi errori; la possibilità di somministrare l’adrenalina direttamente nel cuore è tuttavia un’opzione realmente praticabile, per quanto raramente utile, che trova indicazione ad esempio nel trattamento dell’arresto cardiaco quando non sia possibile usufruire di un accesso venoso. Si tratta tuttavia di una pratica non scevra da rischi, che rappresenta quindi una seconda scelta (oltre ad avvenire più lateralmente rispetto a quanto visto nel capolavoro di Tarantino).

Dosaggio

  • Terapia dell’arresto cardiaco: nel caso di arresto cardiaco l’impiego dell’adrenalina è raccomandato, secondo le linee guida ACLS, al dosaggio di 1 milligrammo possibilmente per via endovenosa. Alla somministrazione di adrenalina deve sempre seguire la somministrazione rapida di soluzione fisiologica in modo che l’adrenalina raggiunga il più velocemente possibile il cuore.
  • Terapia dello shock anafilattico: nel caso di uno shock anafilattico viene somministrata adrenalina:
    • per via intramuscolare al dosaggio di circa 0,5 milligrammi nell’adulto
    • per via endovenosa diluita con soluzione fisiologica e somministrata tramite particolari macchinari che permettono un’infusione continua del farmaco fino al conseguimento degli effetti desiderati.
  • Terapia di affezioni respiratorie: l’adrenalina viene somministrata per aerosol e la dose (intesa come quantità erogata per seduta e frequenza di somministrazione) viene individualizzata in base alla gravità della broncocostrizione e, soprattutto in pediatria, in base al peso del paziente.

Metabolismo dell’adrenalina

L’adrenalina agisce rapidamente dopo la somministrazione e viene prontamente distribuita agli organi legandosi a delle proteine plasmatiche nel sangue (fa eccezione la somministrazione per aerosol, in cui l’azione rimane più circoscritta alle vie respiratorie).

La sua metabolizzazione e trasformazione avviene nel fegato per poi essere eliminata nelle urine sotto forma di due metaboliti: la metanefrina e l’acido vanililmandelico.

Effetti collaterali

Tra i possibili effetti collaterali della somministrazione di adrenalina vi sono:

Rischi nel bambino

Si raccomanda di conservare le fiale di adrenalina per uso pediatrico (in frigorifero) fuori dalla portata dei dei bambini; sebbene un’eventuale ingestione sarebbe praticamente innocua (in virtù di una rapida disattivazione del principio attivo grazie all’acidità gastrica), anche piccole dosi, se inalate, possono provocare effetti indesiderati quali nausea, vomito, dolori epigastrici.

Per la stessa ragione è molto importante che la somministrazione avvenga attenendosi scrupolosamente alle dosi indicate dalla pediatra, anche in termini di frequenza di somministrazione e diluizione nell’ampolla dell’apparecchio per l’aerosol.

Cenni di biochimica

L’adrenalina viene sintetizzata a partire da un amminoacido, la tirosina, che tramite una serie di reazioni chimiche viene trasformata in dopamina, poi in noradrenalina ed infine in adrenalina.

Tutte queste molecole sintetizzate a partire dalla tirosina appartengono alla classe delle catecolamine ed hanno azioni simili, sebbene non uguali, finalizzate alla preparazione del corpo ad una intensa attività fisica.

Nel momento in cui nel corpo si verifica una forte emozione, sopratutto nel caso della paura, il sistema nervoso invia dei segnali al surrene che rilascia una grande quantità di adrenalina nel circolo sanguigno nel giro di pochissimi secondi.

L’adrenalina è normalmente prodotta da delle cellule chiamate cellule enterocromaffini e può essere immagazzinata, pronta ad essere rilasciata istantaneamente nel momento del bisogno.

Recettori dell’adrenalina

L’adrenalina, insieme alle altre catecolamine, una volta rilasciata in circolo agisce tramite la stimolazione di specifici recettori adrenergici, che sono sensibili a tutti i tipi di catecolamine.

In particolare, nel corpo umano troviamo 5 tipi diversi di recettori adrenergici: α1, α2, β1, β2 , β3. Non tutti i recettori sono sensibili allo stesso modo all’adrenalina e in base alla presenza di un tipo o un altro di recettore in un organo questo avrà effetti diversi in seguito alla stimolazione.

In particolare:

  • Recettori α1, si trovano principalmente a livello delle arterie e la loro attivazione provoca una vasocostrizione. In questo modo una volta attivati si riduce il flusso sanguigno alla periferia e tutto il sangue viene convogliato agli organi più importanti.
  • Recettori α2, si trovano a livello della muscolatura gastrointestinale e in questo caso una loro attivazione provoca un rilassamento di tale muscolature che, in situazioni di emergenza non è indispensabile.
  • Recettori β1, sono recettori presenti nel cuore e dei reni. Una loro attivazione provoca un aumento della pressione arteriosa, della frequenza cardiaca e dell’intensità di contrazione del cuore.
  • Recettori β2 , si trovano a livello della muscolatura liscia di diversi organi come polmoni, arterie coronarie del cuore e arterie epatiche. La loro attivazione porta una broncodilatazione (per cui migliora l’ossigenazione del sangue), una maggiore efficienza cardiaca e una maggiore produzione di glucosio ed eliminazione di acido lattico.
  • Recettori β3, si trovano nel tessuto adiposo e una volta attivati permettono una liberazione di trigliceridi che possono essere usati dal corpo per produrre energia.

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