La vagina: anatomia e sintomi

Ultima modifica 26.06.2019

Introduzione

La vagina appartiene agli organi genitali femminili esterni; la sua funzione è quella di connettere il canale cervicale, diretta prosecuzione della cavità uterina, con l’esterno. Rappresenta pertanto un ambiente particolarmente importante sia dal punto di vista funzionale che anatomico.

L’ambiente vaginale è colonizzato da numerose specie batteriche, la cosiddetta flora batterica vaginale, il cui compito è quello di mantenere il pH acido e neutralizzare lo sviluppo di altri patogeni. Numerosi eventi avversi possono tuttavia alterare la normale popolazione e determinare così l’insorgenza di infezioni

  • batteriche,
  • micotiche
  • o virali.

La sintomatologia con cui le patologie batteriche si manifestano è particolarmente varia e spesso aspecifica, questo conduce spesso alla cronicizzazione nel l tempo e alla possibile comparsa di complicanze a lungo termine più gravi del disturbo iniziale.

L’ispezione del canale vaginale da parte del ginecologo viene eseguita con l’ausilio dello speculum, uno strumento che permette di osservare le pareti vaginali mantenendo aperto il canale.

Le terapie risultano ovviamente specifiche in base al tipo di patologia sottostante.

Anatomia vaginale

Anatomia del distema genito-urinario femminile

iStock.com/kocakayaali

Da un punto di vista anatomico la vagina è un canale che si estende dalla vulva, esternamente, alla cervice, internamente, per una lunghezza di circa 6-8 cm.

La caratteristica principale è rappresentata dalla sua elasticità, che si realizza soprattutto in due momenti essenziali:

  • durante il rapporto sessuale, estendendosi per accogliere il pene,
  • durante il parto, dilatandosi per permettere il passaggio della parte presentata fetale.

L’elasticità è garantita da una serie di pieghe che rivestono tutta la superficie della vagina e che durante il rapporto, o il parto, si estendono allungando il canale vaginale.

Dal punto di vista microscopico tutta la vagina è ricoperta da un epitelio pavimentoso pluristratificato, non cheratinizzato (molto simile quindi a quello cutaneo, fatta salva la mancanza dello strato superficiale di cheratina). La presenza dell’epitelio con funzione di barriera risiede nel fatto che molto spesso la vagina è esposta ad insulti di tipo meccanico (basti pensare al solo rapporto sessuale).

L’apice interno del canale, a contatto con la cervice uterina, si ripiega su sé stesso a fondo cieco dando origine ai fornici vaginali (anteriore e posteriore).

La vagina è anatomicamente separata dalla vulva (porzione genitale femminile più esterna) da una sottilissima membrana: l’imene. Tale membrana viene solitamente lacerata con il primo rapporto sessuale, motivo per cui si possono verificare piccole perdite ematiche in tale episodio. Talvolta l’imene può lacerarsi anche prima del rapporto sessuale per eventi meccanici di vario tipo.

Anteriormente decorre il canale dell’uretra, che permetterà l’espulsione dell’urina, mentre posteriormente alla vagina decorre il retto. A livello invece esterno la vagina termina con le piccole e le grandi labbra, che ne proteggono l’apertura verso lo spazio esterno. Superiormente all’apertura della vagina è possibile identificare lo sbocco uretrale.

Fisiologia della vagina

L’ambiente vaginale è di per sé un ambiente acido, per la presenza di una specifica flora batterica la cui funzione prevalente è d’impedire la colonizzazione da parte di patogeni estranei.

All’interno del complesso ecosistema vaginale, il microrganismo più comune è il Lactobacillus, un batterio in grado di metabolizzare il glicogeno formando acido lattico, una molecola che consente il mantenimento del pH tra valori compresi nell’intervallo 3.5-4.5 (nella donna in età fertile, che grazie alla produzione di estrogeni mantiene elevate concentrazioni di glicogeno nell’ecosistema). Parallelamente a questo possiamo individuare ulteriori meccanismi di difesa complementari:

  • oltre all’azione diretta sul pH, piccole porzioni della molecola di acido lattico si combinano con l’acqua a formare acqua ossigenata, dotata di elevato potere disinfettante verso le specie batteriche patologiche,
  • essendoci risorse in qualche modo limitate, la proliferazione dei batteri buoni impedisce che siano le colonie di batteri pericolosi a prevalere ed aumentare di numero.

Il sistema immunitario contribuisce infine ad impedire lo sviluppo di altre infezioni.

All’insorgere di eventi stressogeni, come alterazioni ormonali o alimentari e terapie antibiotiche prolungate che possono alterare il micro-ambiente vaginale, molte specie patogene possono tuttavia riuscire a prendere il sopravvento su questo territorio (soprattutto infezioni di origine micotiche, di cui la più diffusa è la Candida, ma anche di origine batterica o virale).

Patologie vaginali

A carico della vagina possono in realtà insorgere differenti patologie, che è possibile suddividere come segue:

  • Insulti di tipo meccanico:
    • abrasioni,
    • lacerazioni,
    • qualunque lesione di continuo a carico della mucosa vaginale in grado di manifestarsi in seguito a traumi (durante rapporti sessuali, corpi estranei, …).
  • Patologie di natura infettiva, spesso correlate ad una trasmissione sessuale, a scarsa igiene intima, utilizzo di biancheria contaminata, … Tra le principali possiamo ricordare:
  • Patologie infiammatoria non su base infettiva, come una vaginite irritativa.
  • Patologie neoplastiche (tumori).

Sintomi

Molte patologie vaginali condividono la maggioranza dei segni e dei sintomi clinici, rendendo non sempre sufficiente la visita ginecologica ai fini di una corretta diagnosi.

Tra i sintomi più comuni ricordiamo:

In casi di infezioni batteriche le perdite sono prevalentemente giallo/biancastre e maleodoranti (soprattutto in caso di colonizzazione da Gardnerella), mentre in caso di candidosi le perdite sono bianche e molto dense (simili a “ricotta”), solo raramente maleodoranti, ma accompagnate da prurito. Nelle forme più gravi e soprattutto in fase di cronicizzazione, si può talvolta associare febbre.

Le perdite ematiche sono invece prevalentemente correlate alla presenza di abrasioni, escoriazioni, lesioni meccaniche; possono talvolta essere anche la manifestazione di tumori maligni a carico della vagina (e non solo), anche se di fatto i tumori della vagina sono rari.

In casi di vaginite e vaginosi può verificarsi un intenso prurito locale.

Diagnosi

L’ispezione genitale da parte del ginecologo, con l’ausilio dello speculum, permette d’identificare la maggior parte delle lesioni meccaniche o di lesioni sospette per malignità visibili nel canale vaginale.

Nel sospetto di infezioni è possibile sottoporsi a tamponi vaginali con successiva coltura ed antibiogramma.

Gli esami del sangue possono eventualmente confermare uno stato infettivo/infiammatorio generalizzato.

Un esame delle urine con urinocoltura può aiutare nella diagnosi differenziale qualora vi sia sospetto di infezione genitale o delle vie urinarie inferiori.

Un’ecografia pelvica transvaginale può invece aiutare nella diagnosi differenziale, in caso ad esempio di sanguinamento genitale, tra una lesione vaginale e/o cervicale o endometriale (qualora sussista un forte sospetto ma sia difficile identificare una vera e proprio lesione vaginale).

Indagini strumentali di secondo livello, come TAC o RMN, possono essere utile nella stadiazione qualora vi siano lesioni sospette per malignità.

Cura e rimedi

Nelle infezioni batteriche l’antibiotico specifico viene solitamente prescritto sulla base dell’antibiogramma, ottenuto grazie al tampone.

Nelle candidosi si utilizzano invece antimicotici.

Le patologie virali, sebbene più rare, non giovano dell’utilizzo di antibiotici bensì di specifica farmaci antivirali.

Le lesioni meccaniche possono essere accelerate nella guarigione grazie all’utilizzo di pomate e unguenti locali che facilitino la cicatrizzazione.

Patologie neoplastiche prevedono invece il ricorso alla chirurgia e/o eventualmente a trattamenti radiochemioterapici.

Prevenzione

Alla base di un corretto microambiente vaginale sussistono alcuni principi basilari cui ogni donna dovrebbe attenersi:

  1. Corretta igiene intima (utilizzando bicarbonato di sodio disciolto in acqua, in aiuto a specifici saponi per l’igiene genitale).
  2. Corretta alimentazione e stile di vita, che possano favorire la proliferazione ed il mantenimento di una corretta flora batterica vaginale.
  3. Rapporti sessuali protetti, impedendo o riducendo al minimo il rischio di trasmissione di malattie sessualmente trasmesse in caso di rapporti occasionali.

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