Allergia al sole e fotosensibilità: sintomi e cura

Ultima modifica 13.06.2020

Introduzione

L’allergia al sole, o fotosensibilità, è una reazione del sistema immunitario alla luce solare: il più delle volte si manifesta sotto forma di eruzione cutanea accompagnata da prurito.

Le zone colpite con maggior frequenza sono

  • collo,
  • dorso delle mani,
  • parte esterna delle braccia,
  • parte bassa delle gambe.

In rari casi la reazione cutanea può essere più grave e causare la comparsa di orticaria o di piccole vesciche, che si possono diffondere anche nelle zone di pelle coperte dai vestiti.

Si tratta di una reazione molto diversa dall’ustione ma che, dopo questa, rappresenta la prima ragione di visita medica per ragioni connesse all’esposizione solare; di per sé non è pericolosa, ma può essere fastidiosa a causa del prurito e rappresenta un inestetismo cutaneo che può creare disagio sociale.

In questo articolo faremo riferimento in particolare alla reazione chiamata dermatite polimorfa solare, che rappresenta la più comune delle possibili reazioni da fotosensibilità; si noti che, nonostante il nome con cui viene spesso indicata, non si tratta  di una vera e propria allergia, in quanto caratterizzata da una reazione di ipersensibilità ritardata e non di tipo allergico.

Diversa è per esempio la dermatite fotoallergica, in cui la reazione cutanea è scatenata dall’effetto della luce solare su una sostanza chimica applicata sulla pelle (spesso si tratta di farmaci o cosmetici) o ingerita (quasi sempre medicinali).

Immagine del sole

iStock.com/RapidEye

Cause

La dermatite polimorfa solare è una comune reazione al sole che interessa una percentuale rilevante della popolazione (dal 10% al 20%, a seconda della fonte consultata); può esordire in modo improvviso a qualsiasi età (tipicamente prima dei 30 anni), ma è più frequente

  • nelle donne,
  • nelle persone con pelle chiara,
  • in soggetti che presentino famigliarità per il disturbo.

Non è una condizione contagiosa ed è comprensibilmente più comune nei mesi primaverili/estivi, salvo poi tendere a migliorare con il passare dei mesi e, presumibilmente, l’abitudine della pelle all’esposizione solare.

Si pensa che questa forma di allergia al sole sia causata da una reazione del sistema immunitario verso molecole presenti a livello cutaneo e alterate dall’esposizione ai raggi UV; non si sa con esattezza perché l’organismo reagisca in questo modo e soprattutto non si sa il perché questo si verifichi solo in alcuni soggetti.

Le allergie al sole si verificano soltanto nelle persone sensibili e, in alcun casi, possono essere provocate da un’esposizione che dura anche solo per pochi minuti.

Da notare che i raggi UVA e la luce visibile possono passare attraverso il vetro (e anche attraverso la maggior parte delle creme solari), quindi è possibile manifestare la dermatite polimorfa solare anche quando l’esposizione avviene attraverso una finestra.

Sintomi

L’eruzione cutanea compare in genere da 30 minuti a diverse ore dopo l’esposizione solare, manifestandosi nelle zone di pelle esposte (tipicamente petto, collo e braccia, mentre è più raro che compaia in viso).

L’allergia al sole è caratterizzata da un’eruzione cutanea che causa prurito o bruciore e solo raramente compaiono altri sintomi per qualche ora, come

Può tuttavia manifestarsi in molti modi (da cui il nome polimorfa, che significa letteralmente in grado di assumere diverse forme), per cui talvolta si osservano:

  • puntini di 2-5 mm di diametro arrossati,
  • vescicole simil-eczema,
  • lesioni a bersaglio.

In rari casi, si può avere un’eruzione di placche rosse (piatte e in rilievo), di vescicole piene di liquido o di minuscole aree di sanguinamento sottopelle.

L’eruzione guarisce spontaneamente senza lasciare alcuna cicatrice nell’arco di due o tre giorni, in assenza di ulteriore esposizione al sole.

Da notare che con l’arrivo dell’estate l’esposizione ripetuta al sole può far diminuire la sensibilità alla luce solare: le eruzioni cutanee della dermatite polimorfa solare possono quindi scomparire totalmente, oppure diventare via via meno gravi. Gli effetti di questo processo di desensibilizzazione, detto rafforzamento, di solito durano per tutta l’estate, anche se purtroppo le eruzioni cutanee spesso si ripresentano in tutta la loro intensità la primavera seguente.

Quando chiamare il medico

Si raccomanda di rivolgersi al medico in caso di manifestazione cutanea di natura sconosciuta, soprattutto se

  • non risponde a eventuali farmaci da banco,
  • è particolarmente estesa,
  • è accompagnata da febbre.

Rivolgersi immediatamente al Pronto Soccorso in caso di orticaria accompagnata da gonfiore intorno agli occhi o alle labbra, senso di svenimento o difficoltà di respirazione e deglutizione (sintomi tipici dello shock anafilattico).

Pericoli

La prognosi di questa forma di allergia al sole è ottima, in quanto raramente è causa di complicazioni; nella maggior parte dei pazienti colpiti si osserva una progressiva riduzione del problema negli anni, in altre parole aumenta la tolleranza all’esposizione al sole.

Nei soggetti più sensibili la condizione potrebbe tuttavia persistere anche in inverno; in questi casi non sussistono in ogni caso pericoli, ma il paziente dovrà imparare a convivere con il disturbo e i rimedi che vedremo in seguito.

Diagnosi

La diagnosi è in genere possibile al medico attraverso la visita (esame obiettivo) e l’anamnesi, ossia la ricostruzione degli eventi che hanno preceduto/scatenato la reazione, insieme a eventuali fattori di rischio (altri sintomi, farmaci utilizzati, famigliarità, stato di salute, …).

L’allergia al sole è caratterizzata da due aspetti principali:

  • comparsa di un’eruzione cutanea che provoca prurito e colpisce soltanto le zone di pelle esposte al sole entro poche ore,
  • comparsa dei sintomi all’inizio della primavera e graduale risoluzione (o miglioramento) nei giorni/mesi successivi.

In caso di dubbi, o di sintomi anomali (per esempio orticaria, vesciche e piccole aree di sanguinamento sottopelle) la diagnosi diventa di competenza del dermatologo, che potrebbe ricorrere ad alcuni esami di laboratorio e strumentali per escludere altre possibili cause:

  • Esami del sangue per escludere il lupus eritematoso sistemico (lupus o LES) o il lupus eritematoso discoide.
  • Esame fotobiologico (test di fotosensibilità), in cui una piccola zona di pelle è esposta a una quantità controllata di luce ultravioletta per verificarne la reazione.
  • Biopsia cutanea, durante la quale un piccolo campione di pelle viene rimosso ed esaminato in laboratorio.

Cura e terapia

Non esiste purtroppo cura per risolvere definitivamente il disturbo, ma il trattamento della dermatite polimorfa solare molto spesso non richiede farmaci, in quando il rash cutaneo è destinato ad auto-limitarsi e sparire nell’arco di pochi giorni; con l’abitudine della pelle all’esposizione solare la tendenza alla comparsa durante la stagione tende inoltre a ridursi.

Possono tuttavia essere di sollievo

  • impacchi freschi sulle zone di pelle che prudono,
  • bagni/docce fresche (il caldo può al contrario essere causa di peggioramento).

Nei casi più severi il medico potrebbe ricorrere a creme cortisoniche o, se ancora non fosse sufficiente, antistaminici o cortisone per bocca (soprattutto per alleviare il prurito).

In alcuni casi il dermatologo potrebbe suggerire di ricorrere a un trattamento desensibilizzante:

  • esponendosi al sole in modo intermittente,
  • nei casi più severi attraverso la fototerapia, ossia un’esposizione controllata e periodica a dosi crescenti di raggi ultravioletti; il procedimento avviene in genere in ospedale o in centri attrezzati e prevede 3-5 sedute alla settimana per 4-6 settimane in primavera. Poiché i benefici di questo approccio vengono in genere persi in autunno, sarà eventualmente necessario ripetere il percorso ogni anno. In pazienti con sfoghi non severi è possibile riprodurre con buoni risultati la desensibilizzazione anche attraverso un’esposizione controllata alla luce solare, secondo uno schema di tempi e modi suggeriti dal dermatologo.

Molti soggetti con allergia al sole sono esposti all’elevato rischio di carenza da vitamina D, perchè questa viene per la maggior parte prodotta dal nostro organismo attraverso l’esposizione al sole; il medico potrebbe quindi suggerire in determinati pazienti/periodi un’integrazione esterna.

Prevenzione

Per cercare di prevenire la comparsa di allergia al sole è possibile adottare alcune importanti strategie preventive:

  1. abituarsi gradualmente all’esposizione all’arrivo di ogni primavera,
  2. evitare l’esposizione al sole nelle ore più calde (indicativamente tra le 11 e le 15),
  3. utilizzare protezioni solari medio-alte, avendo cura di verificare che proteggano anche dai raggi UVA e riapplicarli frequentemente durante il giorno,
  4. coprire con vestiti le zone di pelle più delicate,
  5. prestare attenzione ai farmaci e ai cosmetici usati, che possono essere causa di reazioni da fotosensibilità.

Domande e risposte

Quanto dura la dermatite polimorfa solare (allergia al sole)?
Il rash cutaneo è destinato a passare nell'arco di pochi giorni; esponendosi gradualmente al sole all'inizio della primavera in genere è possibile abituare la pelle e ridurre frequenza ed entità dei sintomi.
Come curarla?
Nei casi in cui il fastidio sia severo è possibile trovare sollievo attraverso l'applicazione di impacchi freschi e con docce fresche.
Il medico può eventualmente valutare l'applicazione/somministrazione di farmaci antistaminici/cortisonici.

Articoli Correlati