Parto cesareo ed allattamento al seno

Ultima modifica 03.07.2019

La modalità in cui avviene il parto influenza solo minimamente la possibilità di allattare al seno, quando ci sia la volontà e la possibilità di farlo. In caso di cesareo il latte sarà prodotto esattamente come se il parto fosse stato naturale, ma è importante iniziare ad allattare appena possibile e continuare con frequenza per impedire che la produzione di latte diminuisca. Anche se ci vorranno alcune ore per riprendervi dal cesareo, potrete (e dovreste) iniziare ad allattare appena ve la sentirete.

Le linee guida più recenti sottolineano il fatto che una donna che partorisce con cesareo potrebbe necessitare un aiuto maggiore da parte del personale sanitario per avviare correttamente l’allattamento al seno, perché potrebbero emergere problemi nel trovare la posizione e prendere in braccio il bambino a causa della ferita chirurgica e un po’ di dolore e alla ridotta mobilità.

Fotografia di una donna che ha partorito da poco e tiene su di sé il neonato.

iStock.com/IvanJekic

È molto importante attaccare il neonato il prima possibile, possibilmente già nelle prime ore dopo il parto, compatibilmente con il tipo di anestesia ricevuta; molti dei farmaci somministrati alle mamme durante e dopo il cesareo non creano alcun problema grave al bambino e probabilmente la scelta cadrà sull’epidurale, anzichè sull’anestesia generale (somministrata più spesso in passato e in grado di addormentare la donna durante il parto). Sarete sicuramente provate dal parto, ma l’effetto residuo dell’anestesia eliminerà qualsiasi forma di dolore legato al taglio chirurgico.

L’anestesia locale raggiunge il sangue in quantità molto basse e gli effetti sul neonato sono trascurabili; alcuni potrebbero manifestare una leggera sonnolenza dopo l’epidurale e all’inizio potrebbero attaccarsi al seno con poco entusiasmo, ma non sono stati evidenziati effetti collaterali negativi di lungo periodo né sullo sviluppo, né sulla capacità di alimentarsi al seno dei bambini nati a termine.

Anche se venisse usata la totale sarà comunque possibile allattare al risveglio, ma è importante mettere ostetrica e infermiere a conoscenza di questo vostro desiderio.

Dopo il cesareo il medico vi somministrerà diversi farmaci, all’inizio tramite flebo e poi in compresse, per aiutarvi a riprendervi. Nella maggior parte dei casi questi farmaci passano solo in minima quantità nel latte.

Alcuni antidolorifici potrebbero causare un po’ sonnolenza a vostro figlio, ma i benefici dell’allattamento al seno superano di gran lunga questo rischio temporaneo. Il dolore interferisce con il rilascio dell’ossitocina, l’ormone che stimola la produzione di latte, quindi è fondamentale tenere sotto controllo le sensazione di male. Se avete qualche dubbio sugli antidolorifici che vi vengono somministrati, parlatene con il medico, con l’ostetrica o con il personale dell’associazione per l’allattamento al seno.

La ferita chirurgica all’inizio potrà creare qualche difficoltà a trovare una posizione comoda per l’allattamento. Potrete cercare di modificare alcune delle posizioni fondamentali sedendovi nel letto, usando qualche cuscino in più per sostenere il bambino sulla coscia e proteggere la cicatrice, sdraiandovi su un lato con vostro figlio di fronte a voi oppure usando la posizione rugby con un numero di cuscini sufficiente ad alzare la testa del bambino all’altezza del seno. Altre donne preferiscono la posizione distesa, con il neonato appoggiato sul letto accanto al seno.

Non abbiate paura di provare, sbagliare e riprovare e chiedere aiuto all’ostetrica, ogni coppia mamma-neonato impara presto a conoscersi e trovare una sintonia perfetta.

Posizione distesa, utile per allattare dopo un cesareo

iStock.com/Amax Photo

Quando sarete guarite e potrete muovervi più facilmente, allattare sarà molto più semplice, ma dovrete comunque riposarvi e chiedere a qualcuno che vi assista finché non vi sarete completamente riprese.

Anche in caso di parto cesareo la montata lattea è attesa nei giorni successivi, indicativamente entro 2-6 giorni (tipicamente 2-3); nel caso di ritardo diventa ancora più importante attaccare il bambino il spesso possibile e si raccomanda di prendere contatti con un’ostetrica dopo la dimissione dall’ospedale.

Nel complesso, possiamo quindi riassumere i consigli come segue:

  1. Attaccate vostro figlio al seno il prima possibile (anche per questa ragione sarebbero da preferire le anestesie loco-regionali).
  2. Allattate a richiesta, cioè offrite il seno al neonato tutte le volte che lo richiede e per tutto il tempo necessario; questo nei primi giorni si traduce spesso nella necessità di avere la possibilità di tenere il neonato accanto al proprio letto in ospedale. Se questo non fosse possibile potrebbe valere la pena fare richiesta per un tiralatte.
  3. Non abbiate paura di chiedere aiuto all’ostetrica per verificare che l’attacco e la posizione siano corrette.
  4. Provate posizioni diverse.
  5. Cercate di stimolare sempre entrambi i senti, attaccando il lattante da entrambi i lati ad ogni pasto.
  6. Evitate per quanto possibile qualsiasi aggiunta di latte artificiale.
  7. Fatevi aiutare dai famigliari e dagli amici con le faccende di casa, così riuscirete a concentrarvi sulla guarigione e sull’allattamento.

Fonte principale

Articoli Correlati

Domande e risposte
  1. Domanda -

    Vorrei precisare che la prolattina è l’ormone che regola la produzione di latte e lo stress non influisce su questo. L’ossitocina, invece molto suscettibile allo stato emorivo della mamma, è l’ormone che regola il riflesso di emissione, ovvero la quantità di latte che esce allo stimolo della suzione del lattante.
    Una mamma sotto stress potrebbe non riuscire ad allattare perché pur essendoci latte nei dotti, questi non si dilatano e contraggono agevolmente e il fluido non esce.
    Ma è anche vero che se ci si rilassa l’atto stesso della suzione permette la produzione di ossitocina.
    Altrimenti, in un allattamento già avviato, c’è anche il rischio di ingorghi e mastite, perché la produzione è maggiore rispetto a quanto ne esce e si accumula il latte nei dotti mammari!
    In questi casi è molto utile un aiuto, che sia da parte del lattante stesso, come pure un massaggio adeguato, un buon tiralatte o in casi estremi la suzione del compagno/marito atta a stimolare la fuoriuscita del latte!

    1. Dr. Roberto Gindro -

      Grazie mille per le importanti precisazioni.

  2. Domanda -

    Gentile Dottore
    Sono Mamma da quasi 10 mesi. Sto ancora allattando il mio bimbo e ho avuto parto cesareo. Sto avvertendo in questo ultimo periodo una fortissima stanchezza con senso di giramenti di testa e altro. Può essere collegato al bambino? Può essere la stagione calda in arrivo? Cosa mi consiglia? Grazie

    1. Dr. Roberto Gindro -

      Allattamento, “stanchezza da mamma”, cambio di stagione, … sono tutte cause plausibili, ma ne parli con fiducia al medico per una diagnosi certa e l’eventuale prescrizione di rimedi.

    2. Domanda -

      Grazie Dottore
      Un altra domanda qualora smettessi di allattare dovrei passare a latte artificiale? Il bimbo le ricordo Ha 10 mesi. Ovviamente finché posso lo allatterò io. Mi chiedevo quale fosse il passaggio successivo e se il non allattare più potrebbe rendermi meno stanca. grazie ancora

    3. Domanda -

      Grazie Dottore. Ancora una domanda se smettessi di allattare dovrei passare all’artificiale? Potrebbe passarmi un po di stanchezza?

    4. Dr. Roberto Gindro -

      Quante volte allatta al giorno?

    5. Domanda -

      Dipende diciamo quanto vuole il bimbo …più o meno 4 -5 volte ma capita anche di più.

    6. Dr. Roberto Gindro -

      Anche di notte?

  3. Domanda -

    Diciamo che da una settimana circa riesce ad arrivare alle 6 del mattino

    1. Dr. Roberto Gindro -

      Sicuramente l’allattamento stanca, ma se possibile terrei duro su questo ancora per qualche mese o anche più, ne vale davvero la pena. Non abbia paura di parlare di queste sue difficoltà con il suo medico o anche con il pediatra, magari risolvere è più semplice di quanto possa pensare.

    2. Domanda -

      grazie Dottore,

    3. Domanda -

      Si continuerò ad allattare per cosa vale la pena esattamente?

  4. Domanda -

    Buongiorno dottore, sono mamma da quasi sei mesi. Non allatto più il mio bimbo da due mesi pieni ma non è stato mai allattato regolarmente al seno, smpre misto perché avevo poco latte. Il 16 giugno ho avuto il capoparto. Quando devo aspettare il ciclo? Per ora non mi è tornato ancora. Prima della gravidanza era di 28 giorni, potrei essere nuovamente incinta? Oppure é normale salti?

    1. Dr. Cracchiolo (Medico Chirurgo) -

      Buonasera, il “capoparto” è inteso come il primo flusso mestruale che si presenta dopo il parto e la sua comparsa è estremamente variabile. Probabilmente a breve tornerà anche il ciclo.
      Il capoparto tuttavia può essere preceduto dall’ovulazione oppure no.
      Questo significa che potenzialmente alcune donne possono essere già di nuovo fertili prima dell’arrivo del capoparto, e che non possono saperlo con certezza, a meno che non monitorino l’ovulazione. Per cui la possibilità di rimanere incinta c’è. Ne parli anche con la sua ginecologa. Saluti

  5. Domanda -

    Gentile Dottore, ho partorito martedì con taglio cesareo programmato ma ad oggi ancora niente latte. Desidererei sapere se è normale questo ritardo oppure no. Posso ancora sperare di allattare al seno oppure no? Da due giorni ho il seno gonfio, duro e dolente. Ovviamente sto’ allattando mia figlia con il latte artificiale. Grazie.

    1. Dr. Roberto Gindro -

      La sta attaccando TUTTI i giorni più volte al giorno al seno fin dal giorno del parto prima di dare l’artificiale?

  6. Domanda -

    Si.

    1. Dr. Roberto Gindro -

      Contatti urgentemente un’ostetrica, purtroppo cominciano ad essere passati un po’ troppi giorni e non mi sento di garantirle nulla.

  7. Domanda -

    È vero che Lactogal non si fa più?

    1. Dr. Roberto Gindro -

      La formulazione liquida è stata sostituita da Lactogal Plus, in compresse.