Dieta durante l’allattamento

a cura di Dr. Roberto Gindro -Ultimo Aggiornamento: 8 agosto 2018

Introduzione

Sia che siate diventate mamme per la prima volta, sia che siate una mamma esperta, l’allattamento al seno spesso è accompagnato da molte preoccupazioni e domande. Ecco le risposte ad alcune delle più frequenti sull’alimentazione durante l’allattamento.

Che cosa devo mangiare?

Proprio come avviene nel corso della gravidanza, anche durante l’allattamento è importante mangiare bene, ma non è necessario mangiare nulla di speciale; mentre si sta allattando, come per qualunque altra donna, è importante attenersi quanto più possibile ai principi di una dieta sana, che include:

  • almeno cinque porzioni al giorno di frutta e verdura al giorno;
  • alimenti ricchi di amido, come pane integrale, pasta, riso e patate;
  • alimenti ricchi di fibra, come pane e pasta integrale, cereali da colazione (con poco zucchero!), riso integrali, legumi come fagioli e lenticchie e frutta e verdura; durante la gravidanza e anche dopo il parto alcune donne hanno problemi intestinali di costipazione e la fibra può aiutare anche in questo senso;
  • proteine, sotto forma di carne magra (preferibilmente bianca), pesce, uova, noci, semi, alimenti a base di soia e legumi; possibilmente almeno due porzioni di pesce alla settimana, tra cui anche quelli grassi (salmone, sardine, …) perchè ricchi di acidi grassi omega-3;
  • latticini, come latte, formaggio e yogurt, che sono ottime fonti di calcio e proteine;
  • abbondante acqua.

Sono invece da limitare le fonti di zuccheri (zucchero in sé, dolci, bibite dolci, …) e le carni grasse.

Fotografia con alcuni dei principali alimenti facenti parte di una dieta sana e adatta a trattare la pressione alta

iStock.com/udra

Devo evitare i cibi piccanti?

No, non è necessario, soprattutto se sono stati consumati anche durante la gravidanza il bimbo/a conosce già il gusto; d’altra parte basta pensare a culture e Paesi diversi, in cui spezie e gusti piccanti sono abitualmente usati in cucina (Messico, India, …) e le mamme non smettono certo di consumare questi cibi durante l’allattamento.

Devo limitare il pesce?

Consumare regolarmente del pesce è un’ottima idea sia per la mamma che per il bimbo allattato, perchè è un’ottima fonte di vitamine, minerali e acidi grassi polinsaturi; è bene tuttavia evitare alcune specie di pesci e limitarne altri, a causa dell’elevato contenuto di mercurio.

  • non consumare più di una porzione di squalo, pesce spada o marlin a settimana (questo consiglio vale a prescindere dall’allattamento),
  • non mangiare più di due porzioni a settimana di pesce particolarmente grasso e di grande taglia, come tonno, salmone, sgombro, aringa, sardine.

Non serve invece limitare il consumo di pesce più magro, come merluzzo, nasello, platessa, …

Dimagrire durante l’allattamento

Allattare al seno è la scelta migliore sia per la mamma sia per il bambino per diversi motivi. Oltre a nutrire il bambino e proteggerlo dalle malattie, l’allattamento al seno aiuta la mamma a perdere il peso accumulato durante la gravidanza. Le mamme che allattano, inoltre, possono perdere peso facendo esercizio fisico di intensità moderata e mangiando un po’ meno di prima.

  • L’allattamento al seno favorisce il dimagrimento della mamma, che usa più calorie perché deve nutrire il bambino.
  • È stato dimostrato che chi allatta al seno in modo esclusivo per più di tre mesi tende a dimagrire di più rispetto alle altre mamme.
  • Le mamme che continuano ad allattare anche dopo i 4-6 mesi di vita del bambino in molti casi continuano a dimagrire.

Se non dimagrite, o se dimagrite troppo lentamente, dovete diminuire le calorie della vostra dieta.

Il modo migliore per assumere meno calorie è diminuire la quantità di calorie vuote presenti nella dieta. Le “calorie vuote” sono quelle contenute negli zuccheri e nei grassi presenti negli alimenti come:

  • bibite dolci,
  • dolciumi,
  • fritti,
  • formaggi grassi,
  • latte intero,
  • carni grasse.

Cercate di scegliere alimenti a basso contenuto di grassi o senza grassi, senza zuccheri aggiunti o light, perché contengono meno calorie vuote.

Anche l’alcool è una fonte di calorie vuote.

Se al contrario dimagrite troppo in fretta, dovete assumere più calorie. Il modo migliore per farlo è aumentare leggermente la quantità di alimenti, facendo attenzione a rimanere bilanciati tra i vari gruppi. Cercate di aggiungere uno spuntino sano ogni giorno, oppure di aumentare le porzioni durante i pasti.

Se continuate a dimagrire di più di quanto volete, andate dal medico.

Mio figlio ha un’allergia?

Moltissimi alimenti consumati dalla mamma possono arrivare fin nel latte materno e così essere in qualche modo assunti anche dal bimbo allattato al seno; quando specifiche proteine vengono assorbite dall’intestino del neonato passano nel sangue e possono talvolta essere erroneamente scambiate per aggressori o sostanze pericolose, scatenando quindi una difesa da parte del sistema immunitario. Questa difesa è una reazione allergica, che può manifestarsi attraverso i seguenti sintomi:

Gli allergeni più comuni sono

  • latte e latticini,
  • grano,
  • noci,
  • arachidi,
  • uova,
  • frutti di mare;

non è sempre facile individuare la causa esatta della reazione, anche perché è troppo presto per ottenere risultati attendibili da eventuali esami del sangue.

Le proteine causa di allergie compaiono nel latte materno entro 3-6 ore dopo averle consumate, eliminando l’alimento incriminato dalla dieta le proteine spariranno dal latte materno in 1-2 settimane e gradualmente i sintomi andranno migliorando, spesso in modo molto graduale.

Non esistono evidenze che inducano a evitare preventivamente gli alimenti a rischio, le restrizioni valgono solo per i neonati che hanno manifestato problemi.

Se pensate che vostro figlio abbia avuto una reazione allergica o di intolleranza a un alimento, chiamate il pediatra e cercate di non mangiare e di non bere nulla che vostro figlio non tollera.

In caso di sintomi respiratori e gonfiore al volto, una reazione allergica molto rara, si raccomanda di chiamare l’ambulanza o andare immediatamente al pronto soccorso.

Devo evitare qualche alimento in particolare?

Tutti i bambini sono diversi. Alcune mamme possono scoprire che il figlio ha le colichette o si agita più del solito dopo che hanno mangiato i fagioli, il cavolfiore o i broccoli, mentre altri bambini tollerano perfettamente questi alimenti.

Se notate qualche regolarità (nell’agitazione, nelle colichette, ecc) cercate di annotare ciò che mangiate e le reazioni del bambino, poi parlate col medico. Vi potrà suggerire di eliminare per alcuni giorni dalla dieta i cibi che probabilmente sono dannosi (ad esempio i prodotti caseari che sono un allergene frequente) per vedere se cambia qualcosa.

Vi consigliamo di scegliere alimenti poveri di calorie vuote. Le calorie vuote sono quelle degli zuccheri e dei grassi aggiunti alle bevande gassate, ai dolci, agli alimenti fritti, ai formaggi, al latte intero e alla carne grassa.

Ricordate infine che tutti gli alimenti che avete mangiato in gravidanza rappresentano sapori che il neonato già conosce, non abbiate quindi timore a consumare i cibi che preparate abitualmente.

Per gli alcolici c’è un divieto assoluto?

Tutto ciò che la mamma mangia o beve può finire in qualche modo nel latte materno e questo è sicuramente il caso dell’alcol.

Esistono evidenze per cui un consumo regolare di alcolici durante l’allattamento materno possa influenzare significativamente lo sviluppo del bambino, ma un piccolo assaggio occasionale ad oggi è ritenuto ragionevolmente sicuro.

La quantità di alcol che passa nel latte dipende dall’alcol presente nel sangue. Dopo aver bevuto un bicchiere, ci vogliono 2 ore per metabolizzare l’alcol e poter allattare con sicurezza. Non date al bambino il latte (né al seno né tirato) per almeno 2 ore dopo aver bevuto un bicchiere, 4 ore dopo aver bevuto 2 bicchieri e così via.

Le mamme che allattano al seno possono concedersi di tanto in tanto un po’ di alcolici se si moderano e seguono questi consigli:

  • Non consumate in nessun caso alcolici finché il bambino non inizia ad alimentarsi con regolarità, cioè dopo i 3 mesi circa.
  • Prima di allattare, aspettate almeno 2-4 ore dall’ultimo bicchiere di alcolici.
  • In alternativa tirate il latte prima di bere alcolici, e usatelo per nutrire il bambino.

L’allattamento materno dà diversi vantaggi, non smettete di allattare al seno solo perché vi volete concedere un bicchiere di vino di tanto in tanto.

Sottolineiamo infine che NON esiste alcuna prova che l’alcool aiuti la produzione di latte.

La caffeina dà problemi?

La caffeina viene escreta nel latte materno e può causare irrequietezza e insonnia nel bambino allattato; si tratta di una sostanza che si trova in numerosi alimenti, tra cui caffè, tè e cioccolata. Viene anche aggiunta in alcune bevande analcoliche e/o energetiche, così come in alcuni farmaci per il mal di testa.

Si tratta di una molecola con effetto stimolante ed è quindi consigliabile per le donne in gravidanza o che allattamento limitare il consumo di caffeina a meno di 300mg al giorno, pari a circa 2-3 tazzine di caffè.

Devo assumere integratori?

Una dieta varia e sana permette di assumere tutti i micro e macronutrienti attraverso l’alimentazione, generalmente senza alcuna necessità di assumere integratori.

In alcuni casi il ginecologo potrebbe tuttavia optare per l’assunzione di un’integrazione mirata, in grado di colmare potenziali carenze dovute per esempio a un aumentato fabbisogno durante l’allattamento (come lo iodio) o legate a specifici regimi alimentari; nel caso di dieta vegana, per esempio, risulta essenziale l’integrazione di vitamina B12, molecola che non è presente negli alimenti di origine vegetale.

Articoli correlati
Domande e risposte
  1. Anonimo

    Salve dottore….
    Ho partorito sei mesi fa… Il piccolo adesso mangia il suo pasto con pappa, liofilizzato di carne e frutta, il resto della giornata il mio latte…
    Purtroppo in gravidanza ho preso tantissimi chili… Nonostante la dieta li perdo davvero molto lentamente… Posso riprendere la mia abitudine di sempre bevendo latte e mangiando fette biscottate la sera come cena? Il latte che produco potrebbe risentirne?

    1. Dr. Roberto Gindro
      Dr. Roberto Gindro

      Cosa intende per lentamente? Quanto perde in un mese?

    2. Anonimo

      Nemmeno mezzo kg ?

    3. Dr.ssa Elisabetta Fabiani
      Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)

      Salve, non credo ci siano problemi, ma il latte la sera non è molto indicato, è un alimento pesante, tantopiù per gli adulti, specie se deve dimagrire.

  2. Anonimo

    Dottore buonasera oggi ho mangiato un confettino da bomboniera con cioccolato.. Da premettere che non bevo caffè ne bevande contenenti caffeina perché non mi piacciono.. Per una volta non fa niente?

    1. Dr. Roberto Gindro
      Dr. Roberto Gindro

      Nessun problema, la preoccupa il contenuto in zucchero?

    2. Anonimo

      Ho letto e mi hanno detto anche il pediatra e ginecologo che non bisogna assumere caffeina e cioccolato

  3. Anonimo

    Dottore oggi ho mangiato un paio di foglie di insalata riccia quella un po amarognola.. Può alterare il sapore del latte?

    1. Dr. Cracchiolo (Medico Chirurgo)
      Dr. Cracchiolo (Medico Chirurgo)

      Salve, il caffe è da limitare perchè il contenuto di caffeina può avere effetti sul tono dell’umore del bambino. Per quanto riguarda le foglie di insalata riccia, credo che una cosi esigua quantità non possa modificare il sapore del latte piu di tanto.saluti

  4. Anonimo

    Dottore può far male mangiare tutti i giorni zuccheri? Tipo pavesini o crostate

    1. Dr. Roberto Gindro
      Dr. Roberto Gindro

      Tutto è veleno: nulla esiste di non velenoso. Solo la dose fa in modo che il veleno non faccia effetto. (Paracelso)

    2. Anonimo

      Dottore, non ho capito la sua risposta, posso mangiare zuccheri tutti i giorni? Per esempio pane e marmellata al mattino come mi ha consigliato il mio medico.

    3. Dr. Roberto Gindro
      Dr. Roberto Gindro

      È corretto introdurre tutti i giorni calorie provenienti da zuccheri semplici, quindi la risposta è sicuramente sì, a patto che queste siano in quantità corretta (pari a circa il 5-10% giornaliero delle calorie); in genere una fetta biscottata o simile con un velo di marmellata è considerata un’ottima colazione (tenga poi presente che nella giornata assumerà comunque altri zuccheri, ad esempio quelli naturalmente presenti nella frutta).