Vitamina K: alimenti, fonti, usi, proprietà, pericoli

Ultima modifica 22.06.2019

A cosa serve

Parlando di vitamina K si fa riferimento ad un gruppo di sostanze liposolubili (che si sciolgono cioè nei grassi) chiamati naftochinoni:

  • La vitamina K1 (fitonadione) è la forma naturale della vitamina, che si trova nelle piante e fornisce la principale fonte di vitamina K all’uomo attraverso il consumo alimentare.
  • I composti della vitamina K2 (menachinoni) sono invece prodotti dai batteri nell’intestino umano e forniscono una quantità più piccola e insufficiente rispetto al fabbisogno umano.

La vitamina K1 è anche prodotta commercialmente per uso medico (per esempio Konakion®, VitaK Plus®).

La molecola è necessaria a garantire che il processo di coagulazione nell’uomo avvenga come previsto, serve infatti al fegato per produrre i fattori necessari al sangue per coagulare correttamente. La carenza di vitamina K, al pari di gravi disfunzioni epatiche (per esempio una severa insufficienza epatica), vedono tra le numerose conseguenze anche quella di condurre a deficit dei fattori della coagulazione e un aumentato rischio di sanguinamento.

Proprio a questo scopo è somministrata di routine ai neonati, che nascono con una fisiologica carenza.

Un’altra indicazione della vitamina K, purtroppo piuttosto frequente, è il trattamento dell’avvelenamento da topicida negli animali domestici, in particolare cani e gatti.

È infine coinvolta in alcuni meccanismi biochimici alla base delle proteine coinvolte nel metabolismo osseo.

La maggior parte delle persone è in grado di assorbire una sufficiente quantità di vitamina K attraverso la dieta, rendendo quindi una supplementazione attraverso integratori del tutto inutile; sono comunque disponibili formulazioni idrosolubili per soggetti con problemi di digestione e assorbimento dei grassi; esistono tuttavia alcune evidenze secondo cui l’integrazione potrebbe essere utile in un’ottica di trattamento dell’osteoporosi.

Lavagna su cui è riprodotta la formula chimica bruta e quella estesa della vitamina K.

iStock.com/makaule

Cibi e alimenti: dove si trova?

Gli alimenti ricchi in vitamina K comprendono:

  • ortaggi a foglia verde, come ad esempio
    • spinaci,
    • broccoli,
    • asparagi,
    • crescione,
    • cavoli,
    • cavolfiore,
    • piselli,
  • fagioli,
  • olive,
  • colza,
  • soia,
  • carne,
  • cereali,
  • prodotti caseari.

Come vedremo in seguito proprio a causa del loro contenuto in vitamina K questi alimenti richiedono grande attenzione nei pazienti in cura con warfarin (un anticoagulante), anche perché la cottura non ne modifica in modo rilevante il contenuto.

Carenza

Una carenza di vitamina K è rara, ma può condurre a problemi di coagulazione e ad eccessivo sanguinamento. Le persone a rischio di carenza comprendono:

RIcordiamo poi alcuni farmaci che possono ridurre i livelli di vitamina K

  • alterando la funzione epatica o distruggendo la flora intestinale (i normali batteri intestinali) che produce la vitamina K (per esempio antibiotici, salicilati, farmaci anti-convulsivanti e alcuni sulfamidici),
  • oltre all’orlistat (Alli®, Xenical®), che limita l’assorbimento intestinale dei grassi.

In caso di carenza si va incontro a:

  • difficoltà di coagulazione (per esempio sanguinamento gengivale, formazione di lividi, …),
  • osteoporosi.

Le dosi giornaliere da assumere possibilmente con l’alimentazione consigliate dai LARN per la popolazione italiana sono le seguenti:

  • Neonati 10 μg
  • Bambini e ragazzi
    • 1-3 anni 50 μg
    • 4-6 anni 65 μg
    • 7-10 anni 90 μg
    • 11-14 anni 130 μg
    • 15-17 anni 140 μg
  • Adulti
    • 18-59 anni 140 μg
    • dopo i 60 anni 170 μg
  • Gravidanza e allattamento 140 μg

Vitamina K, neonati e malattia emorragica

Il deficit di vitamina K nei bambini può condurre alla malattia emorragica del neonato, anche nota come sanguinamento da deficit della vitamina K; fino alla metà dei neonati possono essere esposti ad un qualche grado di deficit di vitamina K a causa di

  • ridotto passaggio attraverso la placenta,
  • assenza di batteri nell’intestino nei primi giorni di vita,
  • incapacità di sintesi epatica dei fattori della coagulazione,
  • scarso contenuto di vitamina nel latte materno.

Poiché un supplemento di vitamina K ha dimostrato di poter prevenire il problema nei neonati e nei bambini piccoli, si raccomanda di somministrare l’integratore a tutti i neonati come da indicazioni ospedaliere.

Antidoto per il Coumadin

Il Warfarin (Coumadin®) è un anticoagulante che funziona inibendo i fattori della coagulazione dipendenti dalla vitamina K. Il farmaco è prescritto ai soggetti con varie condizioni come la fibrillazione atriale, portatori di valvole cardiache artificiali, precedenti di embolia, … Di solito sono richiesti regolari esami del sangue per valutare il grado di diluizione del sangue, usando un test per il tempo di protrombina (PT) o l’ International Normalized Ratio (INR).

Poiché la vitamina K riduce l’efficacia del farmaco, alle persone che assumono il warfarin viene consigliato di evitare alimenti con alto contenuto di vitamina (come le verdure a foglia verde) e di evitare integratori che la contengano.

Al contrario la vitamina K è usata per trattare l’overdose o l’eccesso degli effetti anticoagulanti del warfarin e per invertire gli effetti del farmaco prima della chirurgia o altre procedure.

Eccesso e interazioni

L’assunzione di dosi eccessive non sembra essere legata a particolari effetti collaterali nel soggetto sano, ma sono note diverse possibili interazioni farmacologiche.

L’interazione più pericolosa è legata, come appena illustrato, alla contemporanea assunzione di Coumadin (warfarin), un farmaco usato per fluidificare il sangue; la co-somministrazione di vitamina K ne riduce l’efficacia con aumento del rischio di formazione di trombi.

Alcuni antibiotici possono ridurre i batteri nell’intestino umano (che producono una piccola quantità del fabbisogno umano di vitamina K). Gli antibiotici ad ampio spettro, in particolare i sulfamidici come il Bactrim®, possono abbassare i livelli di vitamina K e aumentare il rischio di deficit in persone che non ne assumano adeguate quantità.

La Colestiramina (Questran®) e i farmaci a base di orlistat (Alli®, Xenical®, Beacita®, …) possono ridurre l’ assorbimento della vitamina K per via orale e aumentare il fabbisogno.

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Domande e risposte
  1. Domanda

    Gli alimenti con elevata concentrazione di vitamina K interagiscono con l’ibuprofene? Ne assumo 3-4 compresse nei giorni del ciclo.

    1. Dr. Roberto Gindro

      No, nessun problema.

  2. Domanda

    Perché si somministra la vitamina K ai neonati?

    1. Dr. Roberto Gindro

      Per la prevenzione della malattia emorragica del neonato, una condizione particolarmente pericolosa dovuta alla carenza di vitamina causata dalla difficoltà a superare i filtri della placenta materna.

  3. Domanda

    Konakion fiale è da conservare in frigo o no?

    1. Dr. Roberto Gindro

      In farmacia viene spesso conservato in frigo, ma qualche anno fa è stato leggermente modificato il criterio ed è ora sufficiente conservarlo a temperatura inferiore ai 25°.