Vitamina B6, a cosa serve? Proprietà, benefici e alimenti

Ultima modifica 24.06.2020

Introduzione

La vitamina B6 è una vitamina idrosolubile (in grado cioè di sciogliersi in acqua) che è naturalmente presente in moltissimi alimenti; dal punto di vista chimico possiamo in realtà individuare sei molecole diverse (piridossina, piridossale piridossamina e i corrispondenti esteri 5′ fosfati), ma la forma biologicamente attiva è rappresentata dal solo piridossalfosfato.

Svolge molteplici funzioni nell’organismo ed è coinvolta in più di 100 reazioni enzimatiche, in gran parte legate al metabolismo proteico; è inoltre necessaria per la sintesi dei neurotrasmettitori serotonina e nor-adrenalina e per la formazione della mielina, una struttura in grado di fungere da protezione per il sistema nervoso centrale.

Ricopre un ruolo importante nello sviluppo cerebrale durante la gravidanza ed è coinvolta in importanti funzioni del sistema immunitario.

Per tutte queste ragioni la piridossina è frequentemente usata in combinazione con altre vitamine B nella formulazione di integratori contenenti il complesso vitaminico B, nonostante manchino ad oggi evidenze certe di una sua utilità al di fuori di condizioni di accertata carenza o di specifiche condizioni patologiche.

Rappresentazione grafica tridimensionale della vitamina B6

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Cibo e alimenti: dove si trova?

L’organismo umano assorbe la vitamina B6 a livello intestinale, dai cibi consumati con la dieta; le principali fonti alimentari sono rappresentate da:

  • pesce
  • fegato di manzo
  • carne di maiale
  • pollame (pollo, tacchino, …)
  • pesce
  • cereali integrali (avena, frumento, riso, …)
  • uova
  • verdure
  • semi di soia
  • arachidi
  • latte
  • patate
Vitamina B6 e fonti alimentari

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A cosa serve?

Anemia sideroblastica ereditaria

I supplementi di vitamina B6 sono efficaci per trattare l’anemia sideroblastica ereditaria, una malattia rara legata ad alterazioni nell’utilizzo del ferro nella sintesi di emoglobina, la molecola che permette ai globuli rossi di trasportare ossigeno.

Deficit di Vitamina B6/neurite

I supplementi di piridossina sono efficaci per prevenire e trattare le carenze (e le sue conseguenze, come la neurite) dovuti a

  • inadeguato introito alimentare,
  • specifici stati patologici,
  • deficit indotto da farmaci (come isoniazide (INH) o penicillamina).

Convulsioni Piridossina-dipendenti in neonati

Le convulsioni piridossina-dipendenti nei neonati possono derivare dall’uso di alte dosi di vitamina B6 nella madre durante la gravidanza o da un deficit genetico della piridossina (si tratta di un disturbo genetico a carattere autosomico recessivo).

Le convulsioni refrattarie nei neonati che sono causate dalla dipendenza alla piridossina possono essere controllate velocemente con una somministrazione intravenosa di piridossina da parte del neonatologo in ospedale.

Malattie cardiache

In passato è stato ipotizzato che la somministrazione di alcune vitamine del gruppo B (come acido folico, vitamina B12 e vitamina B6) potessero ridurre il rischio cardiovascolare abbassando i livelli di omocisteina, un amminoacido presente nel sangue i cui valori sono in qualche modo usati come fattore di rischio.

Anche se l’integrazione effettivamente riduce i livelli circolanti, la letteratura disponibile non ha dimostrato al di là di ogni ragionevole dubbio che si possa ottenere un reale effetto di protezione in termini di rischio e gravità degli eventi.

Cancro

Le persone con bassi livelli circolanti di vitamina B6 nel sangue potrebbero essere associate ad un rischio maggiore di sviluppare alcune forme di tumore, come il cancro del colon-retto; ad oggi tuttavia non esistono evidenze di benefici derivanti da una sua supplementazione, anche perché il nesso potrebbe non essere causale.

Funzione cognitiva

Alcune ricerche indicano che le persone anziane con elevati livelli ematici di vitamina B6 dimostrano una memoria migliore, ma anche in questo caso una somministrazione attraverso integratori non sembra fornire lo stesso risultato.

Sindrome premestruale

I ricercatori non sono ancora unanimi circa i potenziali benefici di assunzione di vitamina B6 per il trattamento della sindrome premestruale, anche se alcuni studi preliminari (con evidenti limiti) dimostrano che potrebbe ridurne i sintomi, tra cui

Nausea e vomito in gravidanza

Almeno la metà di tutte le donne incinte sperimentano nausea, vomito o entrambi i sintomi nei primi mesi di gravidanza.

Sulla base dei risultati di numerosi studi il Congresso americano degli Ostetrici e Ginecologi (ACOG) raccomanda l’assunzione di integratori di vitamina B6 sotto la supervisione medica per ridurre il disagio causato da questi disturbi.

Dosi

La dose giornaliera raccomandata di vitamina B6 assunta per via orale è stata stabilita dalla Società Italiana di Nutrizione Umana (SINU) attraverso i LARN, un acronimo che indica i “Livelli di Assunzione giornalieri Raccomandati di energia e Nutrienti per la popolazione italiana”.

Alle dosi raccomandate la vitamina B6 viene generalmente considerata non tossica. Un eccessivo dosaggio può condurre alla tossicità acuta o cronica.

Per bambini e adolescenti il fabbisogno giornaliero medio prevede l’assunzione di:

  • 1-3 anni, 0.4 mg
  • 4-6 anni, 0,5 mg
  • 7-10 anni, 0.7 mg
  • 11-14 anni, 1.0 mg
  • 15-59 anni, 1.1 mg

In età adulta vengono consigliati

  • per l’uomo, 1.4 mg
  • per la donna, 1.3 mg
    • che salgono a 1.6 mg in gravidanza
    • e 1.7 mg in allattamento.

L’assunzione raccomandata prevede invece:

  • 1-3 anni, 0.5 mg
  • 4-6 anni, 0.6 mg
  • 7-10 anni, 0.9 mg
  • 11-14 anni, 1.2 mg
  • 15-59 anni, 1.3 mg

mentre in età adulta vengono consigliati

  • per l’uomo, 1.7 mg
  • per la donna, 1.5 mg
    • che salgono a 1.9 mg in gravidanza
    • e 2.0 mg in allattamento.

Carenza

Il deficit di Piridossina negli adulti si manifesta principalmente con disturbi a carico di nervi periferici, sulla pelle, sulle mucose e sulle cellule del sangue, nei bambini è colpito anche il sistema nervoso centrale (SNC).

Il deficit può verificarsi in soggetti con

Un deficit leggero di vitamina B6 è una condizione piuttosto comune, che si verifica spesso in associazione a moderate carenze di tutte le vitamine del gruppo B.

Una lieve carenza passa spesso inosservata per anni, ma in caso di peggioramento può manifestarsi con

Nei neonati la carenza di vitamina B6 provoca

  • irritabilità,
  • alterazioni dell’udito
  • e crisi convulsive.

Effetti collaterali ed eccesso

Non sono riportati in letteratura sintomi o disturbi legati ad un eccesso alimentare, mentre si trovano segnalazioni legate ad intossicazioni da integrazioni; alcuni individui sembrano essere particolarmente sensibili alla vitamina B6 e potrebbero avere problemi anche alle dosi più basse.

Nel complesso tuttavia la piridossina è generalmente considerata sicura sia negli adulti che nei bambini, quando usata appropriatamente ed alle dosi raccomandate. È importante evitare dosaggi eccessivi che potrebbero causare problemi di neuropatia periferica, con la gravità dei sintomi proporzionale alla dose assunta e soprattutto generalmente reversibile in caso di sospensione nell’assunzione.

Sono stati occasionalmente segnalati

Gravidanza

La vitamina B6 è probabilmente sicura se usata per via orale in dosi che non eccedano la dose giornaliera raccomandata (RDA), mentre c’è una certa preoccupazione che eccessive dosi di piridossina materna possano causare convulsioni neonatali. Per questa ragione si raccomanda che eventuali integrazioni siano avallate dal ginecologo (che deve essere peraltro informato di eventuali concomitanti assunzioni di multivitaminici).

Interazioni con farmaci e integratori

Le diverse fonti consultate non concordano sulle possibili interazioni, quindi si raccomanda cautela; in caso di dubbi è indispensabile rivolgersi al proprio medico o al proprio farmacista.

Alcuni lavori suggeriscono che la piridossina possa esacerbare la fotosensibilità dell’amiodarone (Cordarone®), mentre altre ricerche suggeriscono al contrario un effetto protettivo.

La distruzione della normale flora gastrointestinale da parte degli antibiotici può causare una ridotta produzione delle vitamine B. Il significato clinico è sconosciuto.

L’uso degli estrogeni e dei contraccettivi orali contenenti estrogeni può interferire con il metabolismo della piridossina, riducendone i livelli sierici.

L’isoniazide (Nicizina®, Nicozin®) può aumentare il fabbisogno di vitamina b6.

La vitamina B6 potenzia il metabolismo del levodopa (Sinemet®), riducendo i suoi effetti anti-parkinsoniani. Carbidopa e levodopa usati insieme possono evitare questa interazione.

Dati preliminari suggeriscono che la piridossina possa ridurre i livelli plasmatici del fenobarbital (Luminale® e Luminalette®), forse aumentandone il metabolismo. I pazienti che assumono fenobarbital dovrebbero evitare alte dosi di piridossina .

Dati preliminari suggeriscono che la piridossina possa ridurre i livelli plasmatici di fenitoina (Dintoina®), forse aumentandone il metabolismo. I pazienti che assumono fenitoina dovrebbero evitare alte dosi di piridossina. La teofillina (Theo-Dur®), un farmaco usato per l’asma, interferisce con il metabolismo della piridossina. I risultati degli studi sui supplementi di piridossina in questi pazienti sono inconcludenti.

Si suggerisce infine cautela in caso di assunzione di antiaggreganti e anticoagulanti.

Fonte principale

Domande e risposte

A cosa serve la vitamina B6?
La vitamina B6 è coinvolta in numerose reazioni biochimiche nell'organismo; in un'ottica di integrazione gli effetti con buone prove di efficacia sono limitate al trattamento di
  • anemia sideroblastica
  • iperomocistinemia
  • epilessia dipendente dalla piridossina.

Più controversi sono gli utilizzi volti a

  • prevenire disturbi oculari come la degenerazione maculare senile
  • trattare la nausea in gravidanza
  • ridurre i disturbi della sindrome premestruale
Dove si trova? In che alimenti?
Sono buone fonti di B6
  • carne
  • pesce (salmone in particolare)
  • uova
  • legumi
  • cereali integrali
  • banane
  • frutta secca a guscio.

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