Vitamina A e carenza: a cosa serve? In che alimenti si trova?

Ultima modifica 12.06.2020

Introduzione

Con il termine “vitamina A” si indicano in genere sia il retinolo che i suoi analoghi, ossia molecole chimicamente simili che vengono identificate sotto il nome di retinoidi (di cui si conoscono almeno 1500 tipi diversi, tra naturali e sintetici). Anche i carotenoidi posseggono l’attività biologica della vitamina A, in quanto possono fungere da precursore chimico della vitamina stessa (provitamina).

La vitamina A è una vitamina liposolubile (ossia che si scioglie in solventi grassi come l’olio e non nell’acqua) disponibile in numerosi alimenti; la sua presenza è necessaria per un gran numero di processi biologici come la vista, la crescita cellulare, il sistema immunitario, … Coadiuva inoltre la funzione del cuore, dei polmoni e dei reni.

A livello chimico (e anche di fonti alimentari) distinguiamo principalmente due forme di vitamina A:

  1. I retinoidi, come il retinolo, si trovano nelle fonti di origine animale (carne, pollame, pesce e latticini).
  2. I carotenoidi come il beta-carotene (che offre la maggiore attività biologica della vitamina A) si trovano nelle fonti di origine vegetale (frutta e verdura).

Nel formulare gli integratori in genere viene scelto il betacarotene, più attivo.

Cibo e alimenti: dove si trova?

Ottime fonti di vitamina A sono i latticini (formaggio, uova, latte e yogurt), ma soprattutto il fegato ne è particolarmente ricco, tanto che le donne in gravidanza dovrebbero evitarne il consumo per scrupolo (dosi eccessive di vitamina A durante la gestazione sono pericolose). Anche carne, frattaglie e alcuni pesci ne contengono quantità significative.

In una dieta vegana non è difficile raggiungerne ugualmente il fabbisogno necessario, per esempio attraverso il consumo di frutta e verdura, spesso ricche di beta-carotene, che verrà poi convertito direttamente dall’organismo. Sono ottime fonti

  • verdure:
    • spinaci,
    • broccoli,
    • carote,
    • zucche,
    • patate dolci
    • e peperoni;
  • frutta gialla:
    • mango,
    • papaya
    • e albicocche.
Principali alimenti contenti vitamina A

iStock.com/vaaseenaa

A cosa serve?

Acne

I derivati della vitamina A, i retinoidi, vengono utilizzati per il trattamento dei disturbi della pelle come l’acne.

Sono disponibili per il trattamento sia farmaci topici (creme e geli) che orali sotto prescrizione medica, come la tretinoina (Airol®,  Retin-A®, …) e l’Isotretinoina (Roaccutan®, Aisoskin®, …). L’isotretinoina può causare effetti indesiderati gravi e dovrebbe essere utilizzata solo per trattare le forme più gravi di acne resistente; non deve essere usata nelle donne in gravidanza, che stanno pianificando una gravidanza, o per le quali esista la possibilità di essere incinta, perché il farmaco è legato al rischio di gravi complicazioni.

Questi farmaci devono essere sempre prescritti da un medico ed eventuali integratori di vitamina A non devono essere usati contemporaneamente, per non aumentare il rischio di tossicità.

Leucemia acuta promielocitica (trattamento, acido all-trans retinoico)

L’acido all-trans retinoico sotto prescrizione (Vesanoid®) è un derivato della vitamina A ed è usato per il trattamento della leucemia promielocitica acuta, permettendo di migliorare la sopravvivenza media. Il trattamento deve essere seguito sotto stretto controllo medico.

Gli integratori di vitamina A non devono essere usati contemporaneamente a questa cura, in caso contrario potrebbe aumentare il rischio di tossicità.

Disturbi oculari

La carenza di vitamina A può portare alle macchie di Bitot, o all’accumulo di detriti di cheratina nella congiuntiva. Le macchie di Bitot sono un segno di xeroftalmia e possono essere trattati con dei supplementi di vitamina A.

Viene inoltre prescritta e utilizzata nella popolazione anziana per la sua funzione antiossidante, che sembra essere in grado di rallentare la degenerazione maculare, una delle principali cause di riduzione della visione legata all’età.

Morbillo

La vitamina A viene somministrata ai bambini con diagnosi di morbillo nelle aree in cui è comune una condizione di carenza. Il morbillo è una malattia virale che può portare a complicanze gravi come diarrea, polmonite ed encefalite.

I supplementi di vitamina A nei bambini con il morbillo possono essere utili perché diminuiscono la durata e l’impatto della malattia. Complicazioni come diarrea, polmonite e morte sono stati ridotti a seguito dell’introduzione in clinica. La gestione del morbillo dovrebbe essere tenuta sotto stretto controllo medico.

Xeroftalmia (secchezza oculare)

La xeroftalmia richiede un trattamento per via orale a causa di una prolungata carenza di vitamina A; deve essere somministrata subito dopo che viene riscontrata la malattia.

Dosi

La dose giornaliera raccomandata (RDA per la vitamina A) assunta per via orale è stata stabilita dalla Società Italiana di Nutrizione Umana (SINU) attraverso i LARN, un acronimo che designa i “Livelli di Assunzione giornalieri Raccomandati di energia e Nutrienti per la popolazione italiana”. Alle dosi raccomandate la vitamina A viene generalmente considerata non tossica. Un eccessivo dosaggio può condurre alla tossicità acuta o cronica.

Per bambini e adolescenti il fabbisogno giornaliero medio prevede l’assunzione di:

  • 1-3 anni, 200 μg
  • 4-6 anni, 250 μg
  • 7-10 anni, 350 μg
  • 11-14 anni, 400 μg

Dopodiché vengono consigliati

  • per l’uomo, 500 μg
  • per la donna, 400 μg
    • che salgono a 500 μg in gravidanza
    • e 800 μg in allattamento.

L’assunzione raccomandata prevede invece:

  • 1-3 anni, 300 μg
  • 4-6 anni, 350 μg
  • 7-10 anni, 500 μg
  • 11-14 anni, 600 μg

Dopodiché vengono consigliati

  • per l’uomo, 700 μg
  • per la donna, 600 μg
    • che salgono a 700 μg in gravidanza
    • e 1000 μg in allattamento.

L’integrazione di vitamina A in gravidanza deve tuttavia avvenire solo dietro espresso parere del ginecologo, in quanto dosi eccessive sembrano essere legate a un possibile rischio di malformazione del feto.

Carenza

Le carenze di vitamina A sono piuttosto rare nei Paesi industrializzati, mentre resta qualche preoccupazione in quelli in via di sviluppo ed in particolare nelle zone dove la malnutrizione è comune.

Una carenza prolungata può portare allo sviluppo di xeroftalmia (secchezza oculare) e, infine, alla cecità notturna o alla cecità totale, nonché a disturbi della pelle e complicazioni in caso di morbillo.

Una carenza può inoltre essere un fattore di rischio per l’anemia sideropenica (da carenza di ferro).

La vitamina A è necessaria per la crescita sana e lo sviluppo e la quantità giornaliera raccomandata (RDA) deve essere garantita, in particolare nei bambini.

Effetti collaterali ed eccesso

Poiché la vitamina A è liposolubile, il corpo ne immagazzina le quantità in eccesso principalmente nel fegato, dove si può facilmente accumulare.

Eccedere con l’assunzione di questa vitamina può avere gravi conseguenze, mentre l’assunzione di grandi quantità di beta-carotene e altri carotenoidi (la forma presente negli alimenti di origine vegetale) non sembra essere legata pericoli significativi (può per esempio comparire un colorito giallo-arancione della pelle, non associato a rischi per la salute).

I sintomi legati ad un’eccessiva assunzione della vitamina in quanto tale dipendono dalla quantità e dai tempi di somministrazione; a parte situazioni anomale e occasionali che causano intossicazioni acute (come il consumo di carni di orso polare da parte delle popolazioni artiche), in genere si tratta di fenomeni da accumulo dovuti a un’errata assunzione di integratori che possono causare

Le persone che soffrono di malattia epatica o che consumano elevate quantità di alcol possono essere più esposte al rischio di tossicità al fegato da vitamina A.

I fumatori che consumano alcol e beta-carotene possono essere esposti ad aumentato rischio di cancro polmonare o malattie cardiovascolari.

La tossicità da vitamina A può infine portare a colestasi intraepatica, una condizione in cui la bile non è più in grado di fluire liberamente dal fegato nell’intestino.

Osteoporosi

Secondo alcuni lavori in letteratura un eccessivo consumo nel tempo potrebbe causare la comparsa di osteoporosi, soprattutto nelle donne e/o negli anziani.

La vitamina A svolge di per sé un ruolo importante nella crescita ossea, tuttavia un apporto costantemente troppo elevato è stato collegato a perdita ossea e ad un aumento del rischio di frattura dell’anca. La spiegazione va probabilmente cercata nella stimolazione della produzione degli osteoclasti, le cellule che distruggono l’osso; quantità eccessiva di vitamina A potrebbero inoltre interferire con l’azione della vitamina D, che a sua volta svolge un ruolo importante nella conservazione delle ossa.

Il retinolo è la forma di vitamina A che causa maggior preoccupazione in termini di osteoporosi; oltre che dall’assunzione attraverso la dieta, potrebbero influire anche i retinoidi sintetici usati per il trattamento di acne, psoriasi e altre condizioni della pelle: questi farmaci hanno dimostrato di produrre lo stesso impatto negativo sulla salute delle ossa del retinolo dietetico, tanto che l’uso di questi farmaci nei bambini e negli adolescenti è stato collegato anche a ritardi nella crescita.

Il beta-carotene, al contrario, è in gran parte considerato sicuro e non è stato collegato a effetti avversi nell’osso o in altre parti del corpo.

Gravidanza

Una carenza di vitamine nelle madri è comune nei Paesi in via di sviluppo e. in questi casi, il beta-carotene può ridurre le complicanze legate alla gravidanza e la mortalità in tali individui.

Un’eccessiva assunzione aumenta tuttavia i rischi di possibili malformazioni (soprattutto a livello del sistema nervoso) del feto quindi, a meno di diverso parere del ginecologo, per le donne di gravidanza si raccomanda di:

  • evitare l’assunzione di integratori di vitamina A,
  • evitare il consumo di fegato (alimento che ne è ricchissimo).

Interazioni con farmaci e integratori

Gli integratori di vitamina A non devono essere assunti contemporaneamente all’ acitretina (Neotigason®), agli anticoagulanti (fluidificanti del sangue) come il warfarin (Coumadin®), All-Trans-Acido Retinoico (Vesanoid ®), l’isotretinoina (Roaccutan®, Aisoskin®), o la tretinoina (Retin-A®, Airol®) a causa di un aumentato rischio di tossicità da vitamina A.

Terapie anticolesterolo con colestiramina (Questran®) o colestipolo possono diminuire l’efficacia della vitamina A, riducendo l’assorbimento di questa vitamina liposolubile. La neomicina può interferire con l’assorbimento della vitamina A, sebbene non questa interazione è stata dimostrata essere clinicamente significativa. I contraccettivi orali (pillola anticoncezionale) aumentano i livelli plasmatici di vitamina A.

La vitamina A può ridurre i tassi di sieroconversione al virus del morbillo, rendendo meno efficace il vaccino. Altri vaccini possono invece essere migliorati con la vitamina A, compresi quello per la malattia da Haemophilus influenzae di tipo B e il vaccino per la difterite. È stato dimostrato che anche altri vaccini sono influenzati dall’assunzione di supplementi di vitamina A, tra questi l’antipolio orale (OPV), il vaccino antitetanico, per la pertosse, e per l’epatite B.

L’orlistat (farmaco per l’obesità, Alli®, Xenical®) riduce l’assorbimento delle vitamine liposolubili, anche se alcuni studi suggeriscono che la vitamina A non sia particolarmente influenzata dall’orlistat come le altre vitamine liposolubili. Tuttavia, i produttori raccomandano a tutti i pazienti di prendere un integratore multivitaminico contenente tutte le vitamine liposolubili (tra cui le vitamine A, D, E e K se non altrimenti controindicate), distanziando il tempo di somministrazione di almeno due ore dall’orlistat.

I pazienti che assumano tetracicline come la minociclina (Minocin®), più la vitamina A sono a rischio di sviluppare un’ipertensione endocranica benigna (pseudotumor cerebri).

Si può verificare un aumento della tossicità dovuto al’uso concomitante di vitamina A e alla chemioterapia.

La carruba può aumentare il rischio di tossicità da vitamina A.

La vitamina A può migliorare la condizione di anemia nelle persone che presentano una carenza di ferro e di vitamina A, mentre non vi è probabilmente nessun beneficio nelle persone che non soffrono di carenza di vitamina A.

Una carenza di zinco può modificare lo stato della vitamina A, anche se il meccanismo con cui ciò può verificarsi non è chiaro.

Fonti e bibliografia

Domande e risposte
Dove si trova la vitamina A? Quali alimenti la contengono?
Buone fonti di vitamina A sono rappresentate da
  • fegato
  • formaggio e latticini in genere
  • uova
  • pesce azzurro
Poichè l'organismo è in grado di convertire il beta-carotene in vitamina A, consumare gli alimenti che ne sono ricchi permette di raggiungere il fabbisogno giornaliero. Gli alimenti che ne sono ricchi sono in questo caso di origine vegetale:
  • verdure (spinaci, carote, patate dolci, peperoni rossi, ...)
  • frutta gialla (mango, papaia, albicocche, ...).
A cosa serve?
La vitamina A è coinvolta in numerosi processi biochimici, come ad esempio la vista, la crescita cellulare, il sistema immunitario, la funzionalità cardiaca, polmonare e renale.
Come assumerla?
L'assunzione giornaliera attraverso gli alimenti è come sempre la strategia preferibile; nel caso di assunzione tramite integratori si consiglia che avvenga a stomaco pieno (o comunque contemporaneamente al cibo) per favorirne l'assorbimento (si tratta di una vitamina liposolubile).
Ha controindicazioni?
La principale controindicazione è rappresentata dalla gravidanza, dove dosi eccessive possono essere molto pericolose per il feto (sono quindi sconsigliati integratori vitaminici non espressamente progettati per la gravidanza, così come il consumo del fegato).

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