Prostata, tra dieta e superfoods

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Introduzione

La prostata è una piccola ghiandola facente parte del sistema riproduttivo maschile (non esiste nella donna); ha forma e dimensioni paragonabili ad una noce e si trova sotto la vescica, proprio di fronte al retto (la parte terminale dell’intestino), dove circonda parte dell’uretra, il canale che trasporta l’urina dalla vescica e attraverso il pene fino ad essere espulsa.

La sua funzione è quella di contribuire alla produzione di sperma.

Le principali patologie che riguardano la prostata sono sostanzialmente 3:

Tutte e tre le forme di malattia hanno un impatto significativo sulla salute dell’uomo, sia in termini psicologici (si pensi all’ansia conseguente alla diagnosi di tumore) che sociali, legati ad esempio a sintomi fastidiosi ed in grado di influenzare anche profondamente la qualità di vita del paziente, che si trova a lamentare quasi invariabilmente:

  • urgenza di minzione ed aumentata frequenza, anche fuori casa,
  • peggioramento della qualità del sonno a causa della necessità di alzarsi ad urinare (nicturia),
  • perdita di gocce di urina.

È quindi naturale chiedersi se sia possibile in qualche modo intervenire tanto sui disturbi quanto sulla prevenzione/evoluzione delle condizioni attraverso lo stile di vita e la dieta in particolare e, seppure non ci siano vere abitudini e strategie in grado garantire una pronta risoluzione del disturbo, è sicuramente possibile migliorare anche significativamente alcuni aspetti.

Benché la maggior parte dell’attenzione in letteratura sia volta ai legami tra tumore e alimentazione, i consigli offerti dalla MayoClinic ai pazienti colpiti da ipertrofia prostatica sono sostanzialmente sovrapponibili, anche se, è utile ribadirlo, non esistano legami tra le due malattie.

Pomodoro su sfondo bianco

Getty/Vladimir Nenov / EyeEm

I fattori di rischio secondo il World Cancer Research Fund

Questa prestigiosa istituzione americana, nel suo ultimo report (basato sulla letteratura scientifica disponibile) informa che:

  • Esistono forti evidenze a sostegno del fatto che il sovrappeso e l’obesità siano fattori di rischio per lo sviluppo di tumore alla prostata,
  • esistono alcune evidenze che suggeriscono come i seguenti fattori possano aumentare il rischio di sviluppo di tumore
    • elevato consumo di latticini
    • elevato consumo di calcio possa aumentare il rischio di sviluppo di tumore
    • carenza di vitamina E
    • carenza di selenio.

Interessante notare come esistano alcune ricerche che abbiano invece associato l’assunzione di integratori a base di vitamina E e selenio ad un aumento, del rischio di tumore, effetto contrario rispetto a quello registrato da un’alimentazione variamente ricca di queste sostanze.

Cosa mangiare?

Anche se esistono alcuni alimenti particolarmente utili alla buona salute della prostata, è opinione diffusa tra gli specialisti che sia uno stile di vita sano nel complesso a garantire i maggiori benefici. Abitudini troppo spesso sottovalutate perché erroneamente ritenute banali possono davvero fare la differenza, sia in termini di prevenzione, che di trattamento.

Si consiglia di:

  1. Consumare almeno (almeno, questo significa che aumentare è generalmente sempre un’ottima idea) cinque porzioni al giorno di frutta e verdura, idealmente ruotando colori e varietà. Si tratta di alimenti ricchissimi di antiossidanti ed altre sostanze in grado di esercitare numerosi effetti positivi sull’organismo (ciascun colore indica la preponderanza di una qualche classe di molecole).
  2. Preferire sempre cereali integrali (anche in forma di pane e pasta) rispetto alle controparti raffinate; quest’abitudine porta con sé almeno 3 grandi vantaggi:
    • abbassa l’indice glicemico dell’alimento, quindi il suo impatto su glicemia ed insulina sarà ridotto,
    • si beneficia della presenza di vitamine e minerali (il cui contenuto è invece depauperato con la raffinazione),
    • si beneficia della presenza di abbondanti quantità di fibra vegetale, utile a favorire ad esempio il corretto transito intestinale, un abbassamento dei livelli di colesterolo circolante, il sequestro di grassi a livello intestinale (utile ad esempio per ridurre la quantità assorbita dei grassi animali, che come vedremo in seguito rappresentano un fattore di rischio per lo sviluppo di tumore alla prostata quando consumati in eccesso).
  3. Assumere quotidianamente frutta secca a guscio e semi, preziose fonti di acidi grassi mono e polinsaturi, oltre che in molti di casi di vitamina E.

Concludiamo infine segnalando uno studio pubblicato sull’American Journal of Clinical Nutrition che ha rilevato come gli uomini che seguano una dieta vegana avessero un rischio di cancro alla prostata inferiore del 35% rispetto a tutti gli altri; non si tratta di una certezza, ma è probabilmente un orientamento importante che può essere almeno in parte introdotto nella dieta quotidiana in termini di scelte alimentari.

Superfood per la prostata

Benché non ami particolarmente il termine superfood, perché generalmente foriero di eccessive speranze riposte in un alimento (che in nessun caso sarà mai una bacchetta magica), è possibile individuare alcuni cibi che sembrano garantire un beneficio diretto sulla prostata.

Facendo riferimento al riassunto proposto dal Dr. Neil Barnard, fondatore e presidente di un’importante associazione americana di medici che focalizza la propria attenzione sulla medicina preventiva, tutta la frutta e verdura ricca di licopene, il pigmento rosso vivo che responsabile del colore dei pomodori, ma che nell’anguria e nel pompelmo rosa, può essere particolarmente utile.

Utile notare come il licopene sia ancora più biodisponibile negli alimenti derivati dalla cottura del pomodoro, come la salsa, e che essendo lipofilo beneficia per l’assorbimento della presenza di oli, come ad esempio l’olio extravergine di oliva che è a sua volta ricco di vitamina E.

Anche le verdure crocifere (come broccoli, cavoli e cavoletti di Bruxelles) offrono una protezione misurabile grazie al contenuto di Glucorafanina.

La Prostate Cancer Foundation a sua volta conferma l’utilità di pomodoro e crucifere, ma rilancia con:

  • frutti di bosco, grazie alle antocianine ed al loro effetto antiossidante,
  • pesce, vengono indicate in particolare salmone, sardine e trota,
  • te verde e caffè (che invece vanno ridotti nei pazienti affetti da ipertrofia prostatica benigna, o meglio ancora consumati tenendo conto che nelle ore successive potrebbe avere un leggero effetto diuretico e quindi aumentare un pochino la necessità di urinare. Le varietà decaffeinate possono essere in questo senso un’ottima alternativa).

La Prostate Cancer UK inglese, infine, aggiunge a quanto detto i seguenti alimenti:

  • Legumi e soia in particolare, come fonte alternativa di proteine a quelle della carne
  • Melagrana, il frutto per eccellenza amico della prostata.

Si noti che la letteratura è (ancora?) limitata, ma trattandosi in tutti i casi di alimenti sani anche per la popolazione generale il loro consumo non trova alcuna controindicazione, salvo specifiche ipersensibilità.

Cosa NON mangiare?

Si raccomanda di ridurre il consumo di carni rosse e, ancora di più, di quelle processate e lavorate, privilegiando sempre in ogni caso carni ottenute da allevamenti di ottima qualità, idealmente dove gli animali possano essere liberi di condurre una vita all’aria aperta ed in condizioni tali da garantire loro una qualità di vita ottimale ed una morte priva di stress. Oltre ad essere una scelta di rispetto verso l’animale, un approccio alla scelta di questo tipo garantisce che la carne, così come i derivati (latte e latticini) siano ricchi di omega-3 ed altre sostanze benefiche, ma soprattutto povere o meglio ancora prive di farmaci ed ormoni dello stress, prodotti dall’animale allevato in condizioni anche solo sub-ottimali.

Latte e latticini andrebbero limitati a prescindere, perché esistono evidenze piuttosto importanti che ne legano il consumo ad un aumentato rischio di tumore.

Parallelamente alla riduzione della carne si consiglia, per la stessa ragione, di ridurre il consumo di alimenti contenenti grassi saturi (tutti i derivati animali ed alcune eccezioni vegetali, come l’olio di palma e i derivati del cocco).

Ridurre od evitare il consumo di alimenti con zuccheri aggiunti ed alimenti/bibite dolci in genere.

Ridurre il consumo di alimenti salati, prestando in questo senso grande attenzione agli alimenti di origine industriale che in genere ne sono particolarmente ricchi.

Evitare abusi alimentari di ogni tipo, anche e soprattutto in termini di quantità (come segnalato prima il sovrappeso è un fattore di rischio certo).

E gli alimenti piccanti?

Spesso sconsigliati in caso di disturbi alla prostata, gli alimenti piccanti non sono in realtà un problema per la ghiandola in sé, quanto più un modesto irritante per la vescica, in grado quindi di andare a peggiorare i sintomi legati alla minzione.

Allo stesso modo anche altre categorie di alimenti potrebbero avere effetti simili, come gli alcolici (che andrebbero limitati a prescindere), agrumi, purtroppo lo stesso pomodoro, le bevande frizzanti ed il cioccolato. In questi casi tuttavia è consigliabile provare personalmente alimenti e dosi, in modo da comprendere la propria risposta soggettiva a ciascun alimento ed evitare così di privarsi inutilmente di preziosi nutrienti (il peperoncino, come tutti gli altri alimenti nominati, sono fonte di antiossidanti ed altre utili molecole).

E poi?

Sebbene non direttamente correlati all’alimentazione, alcuni studi, seppure non ancora definitivi, suggeriscono che la pratica regolare di attività fisica riduca l’impatto dei sintomi dell’ipertrofia prostatica.

È peraltro noto, oltre che intuitivo comprenderne le ragioni, come un buon stato di forma protegga anche da problemi di disfunzione erettile.

Arriva dall’Italia uno studio del 2007 in cui è stato rilevato come la pratica regolare di attività aerobica (camminata veloce, corsa, …) sia di grande beneficio nei casi di prostatite cronica, un disturbo non comune ma decisamente difficile da trattare.