Potassio alto e basso: alimenti, sintomi e pericoli

Ultima modifica 05.11.2020

Introduzione

Il potassio è un minerale che assumiamo quotidianamente con la dieta e che è fondamentale per il buon funzionamento dell’organismo; si tratta anche di un elettrolita (ossia una sostanza in grado di condurre la corrette elettrica) ed è coinvolto in numerose funzioni biologiche:

La maggior parte del potassio presente nell’organismo si trova all’interno delle cellule, perché la quantità circolante nel sangue dev’essere costantemente mantenuta in un ristretto intervallo di normalità; il passaggio dal sangue alle cellule (e viceversa) è quindi continuamente regolato e corretto a seconda dell’esigenza del momento.

Se il livello diventa eccessivo o inferiore alla norma si possono manifestare conseguenze gravi; un’alterazione importante della concentrazione può per esempio essere causa della comparsa di un’aritmia cardiaca o addirittura di un arresto cardiaco (situazione in cui il cuore cessa di battere).

Poiché l’organismo non può produrre autonomamente il minerale, è necessario assumerne quotidianamente la giusta quantità attraverso l’alimentazione, per ripristinare le quantità perse con:

  • sudore,
  • urina,
  • feci.

Quando i reni funzionano correttamente possono a loro volta intervenire

  • aumentando la quantità escreta con le urine per abbassare la concentrazione del sangue,
  • favorendone il recupero (riassorbimento) per aumentarla.

Anche alcuni farmaci ed diverse patologie sono in grado di alterare la quantità di potassio che entra ed esce dalle cellule e questo ne influenza profondamente la concentrazione presente nel sangue.

La letteratura è ricca di evidenze dell’utilità di una corretta assunzione di potassio con la dieta, che sembra peraltro essere un fattore protettivo verso numerose condizioni e patologie:

  • Diversi studi hanno dimostrato uno stretto legame tra una dieta ricca di potassio e il mantenimento di ossa in salute, azione particolarmente utile nelle donne anziane in cui è elevato il rischio di osteoporosi.
  • Alcuni studi hanno dimostrato che una carenza del minerale nella dieta può essere collegata a un aumento della pressione del sangue,
  • Una dieta ricca di potassio sembra essere di aiuto nella prevenzione dell’ictus ischemico.

Rapporto sodio/potassio

Nei Paesi occidentali la dieta contiene troppo spesso eccessive quantità di sodio in rapporto a quelle di potassio, situazione che può aumentare il rischio di eventi cardiovascolari; la buona notizia è che con piccole accortezze è possibile invertire la tendenza, per esempio:

  • assumere quotidianamente almeno 5 porzioni tra frutta e verdura, che sono alimenti naturalmente ricchi di potassio e poveri di sodio (più verdura che frutta);
  • evitare alimenti industriali e lavorati, che contengono enormi quantità nascoste di sale (e quindi di sodio).

Ipokaliemia

L’ipokaliemia è la condizione di carenza di potassio nel sangue e può essere diagnosticata attraverso un esame del sangue (il livello minimo prevede una quantità pari a 3.5 mmol/L); una carenza grave rappresenta un’emergenza medica che richiede un intervento rapido sul paziente per ripristinare le quantità necessarie alla sopravvivenza.

Cause

La carenza può avere diverse cause, ma quelle più frequenti sono

Più in generale possiamo tuttavia suddividere le possibili cause in due macro-categorie:

  • Insufficiente assunzione con la dieta: si tratta della causa più ovvia, anche se fortunatamente poco comune (almeno nei Paesi occidentali); può verificarsi in caso di anoressia nervosa, malnutrizione, diete chetogeniche.
  • Perdite eccessive, in genere associate a una grave perdita di fluidi che trascinano con sé anche il potassio. Vomito e diarrea come detto sono cause frequenti, ma anche un’eccessiva sudorazione può alla lunga essere causa di perdita di potassio. Capitolo a parte merita invece la possibilità di perdita attraverso l’urina, in genere causata da farmaci diuretici, chetoacidosi diabetica, insufficiente livello di magnesio nel sangue, aumento del pH ematico e altro ancora.

In letteratura si trovano poi aneddotiche segnalazioni di ipokaliemia causata da un’eccessiva assunzione di bevande a base di cola, probabilmente a causa dell’effetto diuretico della caffeina contenuta.

Sintomi

Una leggera diminuzione dei livelli nel sangue di solito non causa alcun sintomo.

Se il potassio diminuisce invece in modo considerevole, si possono verificare:

In caso di livelli gravemente inferiori alle necessità dell’organismo si può sviluppare aritmia cardiaca (alterazione del battito cardiaco) fino a un completo arresto del cuore.

Cura

In caso di livelli bassi, ma in assenza di sintomi, è spesso sufficiente reintegrare il potassio assumendo alimenti ricchi di questo minerale, oppure attraverso integratori orali. Il potassio può irritare l’apparato digerente, quindi gli integratori potrebbero avere la necessità di venire assunti in piccole dosi, durante i pasti, diverse volte al giorno, e non in una singola dose più grande.

Quando l’ipokaliemia si manifesta invece con sintomi più o meno accentuati è richiesta assistenza ospedaliera, per garantire innanzi tutto una corretta funzionalità cardiaca.

Il trattamento prevede diversi approcci:

  • Il primo passo consiste nell’individuare e correggere la causa scatenante dell’abbassamento dei livelli di potassio, per esempio in caso di diarrea grave andrà fermata per impedire la continua perdita del prezioso minerale.
  • Parallelamente andranno reintegrate le scorte del minerali, di norma attraverso flebo; la somministrazione non deve essere troppo rapida, per evitare effetti collaterali cardiaci.
  • È infine indispensabile monitorare i livelli nel tempo, per evitare una pericolosa iperkalemia (eccesso di potassio nel sangue).

Assunzione di diuretici

La maggior parte dei pazienti in terapia con i diuretici non ha alcun bisogno di assumere gli integratori di potassio, ma è opportuno verificare periodicamente con controlli dei livelli nel sangue, per poter cambiare il dosaggio del diuretico in caso di necessità. In alternativa, possono essere usati diuretici particolari che aiutano i reni a conservare il potassio (risparmiatori di potassio), come l’amiloride e lo spironolattone.

Iperkaliemia

L’iperkaliemia è la condizione caratterizzata da un eccesso di potassio nel sangue (livelli superiori a 5.0 mmol/L); anche in questo caso la diagnosi avviene attraverso esami del sangue (ma è possibile evidenziarla anche con l’uso dell’ECG).

Vengono spesso individuate tre condizioni di rischio:

  • valori compresi tra 5.5 e 5.9 mmol/L, rischio medio
  • valori compresi tra 6.0 e 6.4mmol/L, rischio moderato,
  • valori superiori a 6.5 mmol/L, rischio elevato.

Di solito l’iperkaliemia è asintomatica: i sintomi, perlopiù in forma di anomalie del battito cardiaco, compaiono soltanto in caso di iperkaliemia grave.

La terapia comprende:

  • la diminuzione del consumo di potassio,
  • l’interruzione delle terapie farmacologiche che potrebbero causare l’iperkaliemia,
  • l’uso di farmaci che aumentano l’escrezione del potassio.

Cause

L’iperkaliemia ha molte cause diverse, tra cui ricordiamo

  • disturbi renali,
  • assunzione di farmaci in grado d’influire sul funzionamento dei reni,
  • consumo eccessivo di integratori di potassio.

Se i reni non funzionano correttamente non sono più in grado di estrarre ed eliminare l’eccesso di potassio dal sangue, con il risultato di un aumento della sua concentrazione; la causa più frequente dei casi di iperkaliemia lieve è l’uso di farmaci che fanno diminuire l’afflusso di sangue ai reni o che impediscono loro di eliminare la giusta quantità del minerale.

Tra le altre condizioni in grado di condurre ad un eccesso di potassio nel sangue ricordiamo

Sintomi e diagnosi

Per aumenti lievi o moderati in genere non compaiono sintomi, mentre per livelli significativamente oltre il limite superiore possono manifestarsi:

  • nausea,
  • battito cardiaco debole e rallentato (bradicardia),
  • collasso (a causa dell’eccessivo rallentamento del cuore) e arresto cardiaco.

Terapia

Per l’iperkaliemia lieve può essere sufficiente diminuire il consumo di potassio o interrompere l’assunzione dei farmaci che impediscono ai reni di eliminarlo. Se i reni sono sani può essere somministrato un diuretico per aumentare la quantità di potassio eliminata dall’organismo. Se necessario, inoltre, può essere somministrata per via orale o rettale specifiche resine (ad esempio sodio polistirene solfonato) capaci di assorbire il potassio presente nell’apparato digerente per poi essere eliminata con le feci.

Per i casi di iperkaliemia da moderata a grave, è fondamentale riportare immediatamente il livello del potassio alla normalità:

  • Somministrazione di calcio per endovena (serve serve a proteggere il cuore, ma non fa diminuire il livello di potassio).
  • Somministrazione di insulina e glucosio, che stimolano le cellule a riassorbire il potassio circolante.
  • Per diminuire il potassio in circolo, può essere usato anche l’albuterolo, un inalatore antiasma.

Se queste terapie non si dimostrano efficaci o se il paziente soffre di insufficienza renale, può essere necessaria la dialisi.

Potassio ed alimenti

L’apporto quotidiano di potassio in Italia è più o meno pari alle dosi consigliate  (3 g contro i 3.2 g circa di fabbisogno indicati dai LARN), perché presente ed abbondante in numerosi alimenti come:

  • fagioli,
  • piselli,
  • asparagi,
  • patate,
  • albicocche,
  • banane,
  • cavolfiori,
  • spinaci,
  • soia,
  • arachidi.

In generale la presenza è comunque rilevante in

  • frutta,
  • verdura,
  • pesci (per esempio salmone, merluzzo e sardine)
  • e carni fresche (sia bianca che rossa),

mentre l’apporto di potassio con l’acqua potabile è modesto, salvo eccezioni.

Anche latte e yogurt sono buone fonti.

L’assorbimento avviene passivamente nel duodeno e nel digiuno (intestino) senza particolari difficoltà.

Fotografia con gli alimenti più ricchi di potassio

iStock.com/samael334

Domande e risposte

Cos'è il potassio?
Il potassio è un minerale essenziale per l'organismo perché coinvolto in
  • funzionamento di muscoli e del cuore
  • meccanismi regolatori della pressione sanguigna
  • regolazione del bilancio idrico e dell'equilibrio acido-base,
  • trasmissione degli impulsi nervosi,
  • digestione,
  • salute delle ossa.
La banana è una buona fonte di potassio? Quali altri alimenti lo sono?
A differenza di quello che si pensa normalmente, la banana non è il frutto migliore in quanto a concentrazione di potassio; senza scomodare l'avocado, un po' costoso e talvolta difficile da reperire, il kiwi contiene più potassio della banana, così come anche il ribes.

Paragonabili alla banana troviamo poi anche i meloni e le albicocche, che garantiscono un miglior profilo nutrizionale dal punto di vista degli zuccheri.

Anche la frutta secca (pistacchi, mandorle, arachidi, ...) e ancor più la verdura (patate, spinaci, finocchi, ...) e i legumi (fagioli, lenticchie, ...) forniscono alla dieta considerevoli quantità di potassio; per la verdura è importante ricordare che alcuni tipi di cottura sono causa di una considerevole perdita dei minerali idrosolubili, a meno per esempio di non consumare interamente l'acqua di cottura nel caso della bollitura.

Fonte: ISS
Come abbassare il potassio?
Per l'iperpotassiemia lieve viene in genere consigliato di ridurre il consumo degli alimenti che ne sono ricchi e, se non fosse sufficiente, si procede ad un eventuale cambio dei farmaci responsabili e/o alla somministrazione di resine in grado di sequestrarlo a livello intestinale per eliminarlo con le feci.
Magnesio e potassio, quando assumerli?
In presenza di una dieta varia e ricca di frutta, verdura, cereali integrali e legumi non è in genere necessaria alcuna integrazione di questi due minerali, salvo eventi come episodi protratti di diarrea/vomito.

Da un punto di vista medico le condizioni che possono richiedere un'integrazione sono in genere già all'attenzione del medico curante.
Potassio basso, cosa mangiare?
Una dieta varia e ricca di legumi, frutta secca a guscio, cereali integrali, verdura e frutta è in grado di garantire un adeguato apporto di potassio (vedere la seconda domanda per un elenco di cibi che ne sono particolarmente ricchi).

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