Dieta ed alimentazione per i diverticoli

Ultima modifica 12.11.2019

Introduzione

I diverticoli sono delle escrescenze, piccole sacche che crescono lungo il colon, ovvero la parte finale dell’intestino. Nella maggior parte dei casi la loro presenza non causa nessun disagio, mentre alcuni pazienti possono manifestare

Nel caso in cui non ci sia infiammazione, quindi in assenza di sintomi o con sintomi lievi, si parla di diverticolosi (condizione di per sé non patologica, in quanto semplice alterazione anatomica: sono presenti diverticoli). Se invece è presente un’infiammazione attiva si parla di diverticolite, una condizione potenzialmente molto grave che può portare anche a peritonite, un’infiammazione diffusa dell’addome che se non trattata chirurgicamente diventare rapidamente fatale.

Benché non siano ancora state definitivamente chiarite le cause alla base dell’insorgenza dei diverticoli, l’ipotesi più accreditata ipotizza un aumento della pressione all’interno dell’intestino (condizione ovviamente diversa dall’ipertensione sanguigna): una dieta povera di fibre, se protratta nel tempo, porta alla formazione di materia fecale dura, compatta, l’intestino fatica di più a contrarsi, i muscoli che lo circondano si sforzano maggiormente e così la pressione all’interno del lume aumenta.

Il risultato iniziale è la stipsi, mentre con la cronica mancanza di fibre c’è la possibilità di sviluppare diverticoli.

Maggiormente studiati e dimostrati sono invece alcuni fattori di rischio, tra cui:

In questo contesto appare chiara l’importanza di una corretta pianificazione alimentare sia in termini di prevenzione che di trattamento della patologia.

Dieta

Come può la fibra aiutare il transito intestinale e abbassarne la pressione, evitando così lo sviluppo della patologia? Esistono due tipi di fibre: solubili e insolubili.

  • Le fibre solubili derivano da verdura e frutta, hanno la capacità di assorbire l’acqua e vengono fermentate dai batteri dell’intestino tenue (il primo tratto dell’intestino). Questo porta a sviluppare una flora intestinale favorevole alla salute umana.
  • La fibra insolubile deriva principalmente dai cereali integrali, al contrario della fibra solubile trattiene meno acqua nel tenue, ma non venendo fermentata si porta questo carico idrico fino all’intestino crasso (colon), rendendo le feci più voluminose e morbide e, di fatto, favorendo quindi il transito intestinale.

È evidente come i due tipi di fibra vadano a interagire positivamente su una condizione di diverticolosi: una migliore flora intestinale causa meno gonfiori e un più veloce transito intestinale

  • consente un abbassamento della pressione,
  • contrasta la stitichezza,
  • previene la formazione e l’infiammazione dei diverticoli.

A tal proposito è bene sottolineare che durante la fase dell’infiammazione la dieta deve essere diversa: esagerare con le fibre potrebbe peggiorare la situazione e quindi, finché la situazione non si è stabilizzata (ovvero si è passati dalla diverticolite alla diverticolosi), la quantità di frutta, verdura, cereali integrali e legumi va ridotta e secondo alcuni medici azzerata (in caso di diverticolite acuta si passa in genere ad una dieta prettamente liquida, gestendo spesso il paziente a livello ospedaliero).

La dieta per la diverticolosi quindi deve essere ricca di fibra per favorire il transito intestinale.

Tra i cibi ad alto contenuto di fibre possiamo ricordare, ad esempio:

  • pasta e riso integrali,
  • altri cereali integrali come l’avena,
  • pere,
  • fagioli,
  • ceci,
  • fave,
  • mandorle,
  • soia,
  • carciofi,
  • cavoletti di bruxelles,
  • broccoli,
  • cavolfiori.
Fotografia dei principali gruppi alimentari contenenti fibra

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Si noti che, se al momento si segue una dieta povera di fibra, è consigliabile aumentarla gradualmente per evitare il rischio di sviluppare gonfiore e disagio addominale; l’obiettivo a cui tendere è il consumo di almeno 25-30 grammi di fibra al giorno, sommando tutte le diverse fonti. Si raccomanda infine di associare un’abbondante idratazione (bere molto), per contribuire a formare feci morbide e lubrificate.

In linea generale è possibile dire che ogni alimento vegetale contiene fibre, quindi la chiave per assumere sufficienti quantità di questo importante elemento dal cibo è la varietà della dieta. Mentre in passato si avvertiva il paziente di avere come unica accortezza l’evitare i semi, per timore che se non ben masticati e digeriti potessero andare ad annidarsi all’interno di un diverticolo causando infiammazione, ad oggi è stato dimostrato che questo dubbio non è in realtà supportato da evidenze scientifiche.

Il cibo va comunque sempre masticato molto bene, non fosse altro che per favorire il processo digestivo.

Bere abbondante acqua aiuta il lavoro delle fibre nel facilitare la funzionalità intestinale, da limitare invece le bevande eccitanti, che potrebbero avere effetti avversi.

Non ci sono limitazioni per alimenti carnei (carne, pesce, formaggi, uova, latte…) né per pasta e pane, tranne quelle date da una dieta varia ed equilibrata.

Ovviamente, anche lo stile di vita incide sullo sviluppo dei diverticoli: una vita attiva porta a un migliore funzionamento dell’intestino, con meno possibilità di sviluppare la malattia.

Infine, salvo diversa disposizione medica sarebbe meglio evitare i lassativi, che abituano l’intestino a lavorare poco, con la conseguenza di innescare stitichezza nel momento in cui venissero sospesi.

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Domande e risposte
  1. Domanda

    Mi perdoni, ma non ho ancora capito se i semi si possono mangiare o meno in caso di presenza di diverticoli.

    Il mio medico dice che non c’è problema e che, anzi, sono nutrizionalmente molto preziosi, mentre un mio amico che soffre della stessa diagnosi dice che è pericolosissimo perché potrebbero infiammare un diverticolo incastrandosi all’interno.

    Dove sta la verità?

    1. Dr. Roberto Gindro

      In effetti è un argomento su cui è possibile trovare pareri contrastanti in rete, ma la realtà (cioè quanto emerge dalla letteratura scientifica disponibile, si veda per esempio https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC2643269/) è che non c’è alcun problema.

  2. Domanda

    Rifacol prima o dopo i pasti? Grazie.

    1. Dr. Roberto Gindro

      Indifferente, più importante invece rispettare gli orari e gli intervalli.