Incontinenza urinaria femminile: cause e terapia

Ultimo Aggiornamento: 1361 giorni

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L’incontinenza urinaria è definita come perdita involontaria di urina (pipì) attraverso l’uretra, perdita che deve essere osservabile e di entità tale da creare un disagio psicofisico alla persona che si ripercuote poi sul suo stile di vita.

Di norma le perdite involontarie di urina inizialmente vengono vissute come dei semplici malesseri, ma nel lungo periodo e di solito con un peggioramento si trasformano in disagio psicologico profondo che alimenta un sentimento di inadeguatezza, di imbarazzo e di vergogna: la persona arriva pian piano ad isolarsi perché il problema si dimostra fortemente condizionante. Inoltre la diffusa credenza, peraltro sbagliata, che l’incontinenza sia associata solo all’invecchiamento contribuisce a tenere nascosta la problematica. La persona colpita evita magari i luoghi sconosciuti in cui non ha la certezza della disponibilità dei servizi igienici, spesso limita i rapporti sociali perché ha paura di avere odore di urina oppure limita o rifugge i rapporti sessuali, o semplicemente il dovere portare il pannolone è causa di depressione.

Se l’incontinenza urinaria non è pericolosa per la salute, se non in casi gravi in cui il quadro clinico è più complesso, si può affermare con certezza che abbassa la qualità della vita.

Diagnosticando in tempo questo disturbo si possono ridurre drasticamente i disagi ed in molti casi lo si può risolvere completamente.

Non esistono statistiche ufficiali in merito, tuttavia alcune stime parlano di 2,5 milioni di persone, solo in Italia, che soffrirebbero di incontinenza; ed inoltre si stima che almeno il 50% della popolazione anziana ne sia colpita.

Il sesso femminile è quello che ne soffre maggiormente.

Tipi di incontinenza

La vescica funziona come un serbatoio le cui funzioni sono quelle di raccogliere ed espellere le urine.

Normalmente un individuo:

  1. avverte lo stimolo ad urinare,
  2. trattiene l’urina,
  3. cerca un servizio igienico oppure un luogo adatto,
  4. raggiunge il luogo
  5. ed effettua la minzione.

Il paziente che soffre di incontinenza urinaria non riesce ad effettuare questi passaggi. Ma vediamo in sintesi come viene classificata l’incontinenza:

  • incontinenza da sforzo si ha quando la perdita di urina sopraggiunge in presenza di uno sforzo fisico che aumenta la pressione addominale;
  • incontinenza da urgenza si ha perdita di urina quando si presenta un desiderio improvviso ed impellente di urinare;
  • incontinenza mista che si può manifestare sia per sforzo e sia per urgenza.

Queste forme sono le più comuni, tuttavia ne esistono di altre, anche se più rare:

  • enuresi ,di solito notturna, rara nell’adulto;
  • incontinenza continua goccia a goccia si ha quando l’urina continua a fuoriuscire dall’uretra, di solito essa dipende da una lesione dello sfintere uretrale o da una vescica distrofica;
  • incontinenza da rigurgito o iscuria paradossa si ha quando le normali minzioni sono sostituite dal traboccamento di urina tramite l’uretra a causa di una vescica molto distesa che ha perso completamente la sua tonicità.

E’ possibile anche che si verifichi uno sgocciolio appena dopo avere terminato la minzione.

Perché l’incontinenza colpisce soprattutto le donne?

Abbiamo visto che il disturbo colpisce soprattutto in età avanzata, cioè sopra i 60 anni, tuttavia si può presentare a qualsiasi età: infatti un significativo 20% dei casi riguarda le donne al di sotto dei 30 anni e ben il 40% riguarda donne con età compresa tra i 30 e i 50 anni.

Cerchiamo ora di fare luce sugli aspetti e sui fattori che determinano una così alta percentuale di casi di incontinenza urinaria fra le donne. Sicuramente una serie di fattori sono anche legati all’anatomia femminile.
Fra i fattori che facilitano l’insorgenza del disturbo possiamo elencare:

  • stitichezza cronica, problema che colpisce soprattutto le donne,
  • scarsa attività fisica che contribuisce all’aumento del peso corporeo che è una delle condizioni favorenti l’insorgere del disturbo: anche fra i soggetti giovani che lasciano bruscamente un’attività fisica o sportiva può manifestarsi il problema,
  • infezioni ricorrenti delle vie urinarie,
  • depressione endogena,
  • menopausa dove il calo degli estrogeni, che sono in parte responsabili della tonicità muscolare, facilita l’abbassamento del tono muscolare anche a livello pelvico,
  • alcuni farmaci, in particolare gli antidepressivi, gli antipsicotici, gli anticolinergici, i diuretici, gli analgesici, i narcotici centrali, i sedativi ecc.,
  • alcuni sostanze alimentari e cibi come mele, caffè, uva, ananas, fragole, limone, zucchero, aceto, pomodoro, tè, caffè e bevande gassate.

Esistono poi fattori che aumentano il grado di incontinenza:

  • il parto per via naturale è un fattore che predispone la donna a soffrire del disturbo, in quanto la regione pelvica risulta molto stressata, si pensi alla zona del perineo che spesso è anche incisa tramite episiotomia (incisione chirurgica durante il parto),
  • interventi chirurgici nella zona pelvica.

Oltre a questi tipi di fattori ne esistono altri più legati alla predisposizione dell’individuo:

  • ereditarietà, le figlie di madri incontinenti hanno un rischio 3 volte più grande di soffrire del disturbo,
  • malattie neurologiche, ad es. l’85% delle donne malate di Parkinson ne soffre così come il 50-80% di quelle affette da sclerosi multipla,
  • prolasso genitale.

Come viene diagnosticata l’incontinenza femminile?

Per quanto riguarda il sesso femminile la competenza medica del disturbo si spartisce tra la figura del ginecologo e quella dell’urologo. In realtà da un po’ di anni è stata creata la figura dell’uroginecologo, che risulta essere lo specialista di riferimento nei casi ci sia necessità di intervenire con un approccio diagnostico e terapeutico impegnativo.

Esistono in pratica due ordini di intervento, raccomandati dalla Società Italiana di Urologia: il primo, più semplice, può essere gestito tranquillamente dal ginecologo o dall’urologo perché non invasivo, il secondo invece, essendo più invasivo (si parla anche di terapia chirurgica), dovrebbe essere gestito dallo specialista uroginecologo o l’urologo con specializzazione specifica.

In altre parole le pazienti possono essere divise in due categorie:

  • incontitenza semplice, in cui le donne sono prevalentemente colpite da incontinenza da sforzo, da urgenza o da incontinenza di tipo misto,
  • e l’altra in cui le pazienti soffrono di incontinenza associata ad altri sintomi significativi che necessitano di una diagnosi ed una terapia più mirata.

Incontinenza semplice

Il primo passo è quello dell’anamnesi patologica che mira a scoprire se la paziente soffre di una patologia di base, come può essere l’ipertensione, se assume farmaci particolari, se ha mai subito interventi uro-ginecologici anche per incontinenza già conclamata: di solito in quest’ultimo caso si rimanda la paziente dallo specialista.

Un secondo passo è quello della descrizione e della quantificazione dei sintomi che si esegue sottoponendo alla paziente dei questionari specifici atti a valutare anche il grado di benessere della persona: fisico, psichico e sociale. Dai questionari emerge anche il grado d’importanza che ha per la paziente la risoluzione del problema, cioè la motivazione a trovare un rimedio. Il terzo passo, quello più complesso, è l’esame obiettivo che ha lo scopo di rilevare praticamente l’incontinenza, di dimostrare la presenza di un prolasso genitale o di individuare un’eventuale patologia correlata.

L’esame obiettivo in pratica consiste nell’esame pelvico in cui si osservano ed esplorano le pareti vaginali per determinare la presenza di un eventuale prolasso, quindi si quantifica se presente, successivamente si valuta la mobilità uretrale, la tonicità e la forza contrattile del muscolo elevatore dell’ano tramite il test pubococcigeo e la sensibilità perineale ed il tono del muscolo sfinterico anale. Infine, tramite lo stress test a vescica piena, la paziente è invitata a tossire sia in posizione ginecologica che in posizione eretta e l’esaminatore ricerca l’eventuale perdita di urina. Questo test risulta essere positivo nel 90% di casi di donne che soffrono di incontinenza da sforzo, quindi risulta abbastanza attendibile.

Fanno parte dell’esame obiettivo anche l’esame delle urine e l’urocoltura, l’ecografia delle vie urinarie, il diario delle minzioni in cui vengono registrate il numero, il volume e l’orario appunto delle minzioni in relazione anche ai volumi dei liquidi ingeriti, ed il test del pannolino.

L’esame pelvico viene condotto con la paziente in posizione ginecologica e mentre le si chiede di spingere l’esaminatore ha cura di ricercare eventuali perdite di urina esplorando la regione vulvare e successivamente le pareti vaginali tramite speculum per controllare la presenza di prolasso.

Il prolasso genitale si manifesta in diversi modi, tuttavia il sintomo più comune è il senso di fastidio e di pesantezza al basso ventre accompagnato spesso, oppure si ha solo la sensazione che questo avvenga, da una protrusione all’esterno della vagina, soprattutto in condizioni di sforzo o semplicemente dopo essere state molto tempo in piedi o in bagno.

Terapia dell’incontinenza urinaria

Farmaci e chirurgia

I farmaci consigliati per l’incontinenza da urgenza e per la Sindrome della Vescica Iperattiva sono gli anticolinergici a base di solifenacina (Vesiker) e di tolterodina (Detrusitol). Queste molecole agiscono durante la fase di riempimento della vescica impedendone le contrazioni. Come effetti collaterali si può avere secchezza delle fauci, nausea, visione offuscata, stipsi e dispepsia.

Per il trattamento dell’incontinenza modesta da sforzo sono indicati i farmaci inibitori della ricaptazione della noradrenalina e della serotonina a base di duloxetina (Cymbalta, Xeristar, Yentreve). Dopo la loro assunzione si registra un aumento di serotonina e di noradrenalina a livello del midollo spinale che, sollecitando il nervo pudendo, aumenta la contrazione dello sfintere uretrale impedendo così la fuori uscita accidentale di urina. Gli effetti collaterali sono nausea, diarrea, insonnia, secchezza delle fauci, cefalea, ritenzione idrica, sanguinamento.

L’intervento chirurgico è da considerarsi un trattamento avanzato e deve essere deciso dopo un esame diagnostico approfondito e possibilmente eseguito da uno specialista; in questo caso, oltre alla ricerca del prolasso, si effettueranno esami strumentali specifici come la cistoscopia e la cistouretrografia minzionale.

Il trattamento dell’incontinenza urinaria di I livello, quella appunto più comune e non grave, trova un ausilio importante nella terapia conservativa, terapia che si avvale di un processo di counseling e di riabilitazione.

Il counseling in generale è una relazione d’aiuto in cui il counselor, con la sua attitudine ed esperienza, riesce a portare la persona verso un cambiamento positivo del suo modo di vivere generando benessere totale e nello specifico l’attenzione sarà rivolta al regime alimentare, allo stile di vita familiare e sociale.

Ad esempio alcune buone norme da osservare per le pazienti che soffrono di incontinenza riguardano proprio la dieta e le abitudini sbagliate:

  • i cibi piccanti sono da evitare,
  • come pure il fumo, gli alcolici ed il caffè
  • e l’ingestione di acqua prima di dormire.
  • Anche il controllo del peso corporeo,
  • e la corretta funzione intestinale sono d’aiuto,
  • come del resto la rinuncia ad effettuare tutti quegli sforzi fisici eccessivi che peggiorano la situazione.

Molto importante è l’aspetto riabilitativo, che mira a rendere di nuovo la persona capace di controllare la ritenzione dell’urina. E’ un processo che deve essere personalizzato e consiste nel riallenare i muscoli del perineo, cioè la zona che si trova tra l’ano e la vagina, tramite alcuni esercizi che vengono già proposti in alcuni corsi preparto e consigliati anche nel periodo del post partum. Il 60-70% delle pazienti riscontra un miglioramento e, nel caso di incontinenza lieve, si ha quasi sempre una risoluzione totale del problema. Nei casi gravi tramite la terapia riabilitativa si può arrivare ad evitare l’intervento chirurgico.

In particolare la fisiochinesiterapia si avvale di esercizi sia attivi che passivi che agiscono sulla muscolatura del pavimento pelvico: gli esercizi vanno eseguiti cercando di coordinare la postura ed il respiro. L’obiettivo è quello di tonificare i muscoli, di migliorare il riflesso della chiusura perineale in seguito a sforzo, di migliorare la sensibilità nel perineo in generale. Questi esercizi possono e devono essere eseguiti quotidianamente dalla paziente, anche da sola. Sono di solito necessari almeno 2 mesi prima di vedere qualche risultato, è comunque indispensabile l’impegno e la costanza della persona nell’effettuare gli esercizi consigliati.

Il bladder training (ginnastica della vescica) è un processo educativo costituito da esercizi simili a quelli già utilizzati nella fisiochinesiterapia, che però sono accompagnati anche dalla tenuta di un diario in cui la paziente registra le minzioni e dall’insegnamento a regolarizzare l’ingestione di liquidi con il fine di ridurre il numero complessivo delle minzioni. Il diario è un elemento importante perché serve a coinvolgere attivamente la paziente ed è un ottimo strumento di autoverifica dell’andamento della terapia ,che agisce di solito nell’arco di 2 o 3 mesi. Il bladder training è indicato nei casi di incontinenza mista e nella Sindrome della Vescica Iperattiva.

Esistono poi altre tecniche strumentali che però hanno alcune controindicazioni, ad esempio non possono essere praticate in gravidanza, in caso di malattie infiammatorie dell’apparato urogenitale o di neoplasie locali non trattate. Vediamo in sintesi queste tecniche:

  • biofeedback è un metodo in cui tramite il posizionamento di alcuni elettrodi la paziente è in grado di percepire a livello visivo e/o uditivo le contrazioni muscolari del pavimento pelvico. E’ una sorta di rieducazione all’attività muscolare tramite un processo di consapevolezza. Gli elettrodi vengono posti sull’addome e sul perineo, questi rilevano l’attività muscolare della zona e la trasmettono ad un monitor attraverso il quale la paziente è in grado di riconoscere dei movimenti che magari fino ad allora aveva ignorato. Così facendo la persona acquista una conoscenza sempre maggiore del funzionamento dei muscoli pelvici, imparando a correggere la propria incontinenza tramite la contrazione del perineo.
  • elettro-stimolazione e stimolazione magnetica, mentre la prima utilizza degli stimoli elettrici per fare contrarre la muscolatura del perineo, la seconda è una tecnica più innovativa ed utilizza dei campi magnetici in grado di intervenire in modo più mirato in quanto agiscono direttamente sulle polarità delle fasce muscolari. L’obbiettivo di queste due tecniche è uguale a quello delle precedenti e le modalità di esecuzione possono essere diverse a seconda di dove si posizionano gli elettrodi e dell’intensità di corrente o del campo magnetico applicato.

Tutte queste tecniche in sostanza mirano a:

  • correggere le cattive abitudini come l’elevata frequenza delle minzioni;
  • migliorare la capacità di controllo dell’urgenza;
  • aumentare la capacità della vescica
  • restituire alla paziente la fiducia nelle proprie capacità di controllo e la serenità nel proprio quotidiano e nella propria vita sociale.

Revisione scientifica e correzione a cura del Dr. Guido Cimurro (farmacista)
Le informazioni contenute in questo articolo non devono in alcun modo sostituire il rapporto dottore-paziente; si raccomanda al contrario di chiedere il parere del proprio medico prima di mettere in pratica qualsiasi consiglio od indicazione riportata.

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Domande, suggerimenti e segnalazioni

  1. deea30

    gentile dottore,soffro di incontinenza urinaria da ormai 6anni,da quando ho avuto la mia prima figlia.(incontinenza da sforzo).vorrei sapere se ci sono dei farmaci specifici,e se hanno effetti negativi se si cerca un altra gravidanza.la ringrazio.saluti

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Sì, esistono farmaci, ma nessun ginecologo le consiglierà di usarli durante una gravidanza.

  2. Denise42

    Buonasera Dottore, mi è stata prospettata un eventuale incontinenza da sforzo medio grave, ciò che vorrei sapere è se si può curare con farmaci o se necessita un intervento chirurgico

  3. Enrica65

    Dott:guido cimurro da settembre soffro da viscica iperattiva.esami tutti ha posto:cura:mictonorm15mg abbastanza pesante per4mesi poi smesso sono riapparsi gli stessi preblemi:sotto ancora mictonorm15mg sono molto delusa speravo di guarire ma questa malattia e per sempre che mi dice dott. Ci sono altri farmaci perche il mictonorm mi crea stipsi avendo (mirge)mi disturba lo stomaco.di nuovo grazie per iconsigli.

  4. Enrica65

    Dott:urologo dice che un disturbo neurologico il neurologo dice che possono essere le cicatrici che o sulla mielite che mi fanno fare pipi r.m.n. 2010 due macchie. D3 5mm c5c6c6c7 16mm fatto rachicentesi. 5giorni cortisone elte dosi di recente ho rifatto r.m.n. Con contrasto. Macchie sparite cicatrici no cure antidepressivi evitamine che nedice dott.guido…

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Purtroppo temo che i farmaci saranno indispensabili per sempre.

  5. laura

    gentile dottore,
    leggendo il suo articolo, credo di aver capito che soffro di enuresi notturna. con una frequenza di 4 episodi al mese. ne ho sempre sofferto da quando ero piccola. ora ho 24 anni, ho preso coraggio e voglio curarmi, anche perche ho capito che l’incontinenza, se pur in diverse forme, è diffusa. domanda: secondo lei, dopo gli eventuali vari esami, si potra usare un farmaco come cura? ce ne sono di specifici? ho davvero paura di sentirmi dire per qualche motivo che l’unica via per guarire è un intervento chirurgico o che non ci sia una cura. grazie

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      È difficile fare previsioni senza una diagnosi certa, in certi casi è possibile che non serva nemmeno un farmaco ma sia sufficiente una fisioterapia mirata e lo stile di vita.

  6. OLGA

    buon giorno soffro di incontinenza da urgenza uso il pannolino ho sentito parlare di iniezioni con prodotti nonassorbibili dal corpo grazie

  7. Micky

    Buongiorno dottore, ho 30 anni e dalla nascita soffro di incontinenza, non riesco a trattenerla quando ho il sintomo, specialmente quando fà freddo e a volte bagno pure il letto….non me ne accorgo nemmeno, mi sveglio la mattina e mitrovo tutta bagnata. Ho già fatto diverse visite e usato il farmaco detrusitol ma con scarsirisultati. Non sembra risolvibile, perchè?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Mi dispiace, ma temo che se non sono riusciti a darle una risposta gli specialisti che ha consultato, non ne sia in grado nemmeno io. Non è mai stata individuata la causa esatta?

    2. Anonimo

      Dicono che è un problema di vescica, che quando ho lo stimolo arriva al cervello ma quando io cerco di trattenerla non arriva l’impulso al muscolo. Per trattenerla a volte devo contrarre gambe e braccia tenendomi per concentrarmi nella vescica per cercare di fermarla, non sempre ci riesco. Un medico ha detto che la soluzione migliore è mettere un elettrodo all’interno che porta lo stimolo al cervello dello stimolo prima che abbia le perdite cosi da andare al bagno.

    3. Dr. Cimurro (farmacista)

      L’intervento di introduzione dell’elettrodo lo esclude perchè invasivo?

    4. Dr. Cimurro (farmacista)

      Lo capisco, anch’io ne sarei spaventato; purtroppo non saprei davvero cosa consigliare; eventualmente può provare a rivolgersi presso un centro specializzato, a questa pagina

      http://www.finco.org/

      ne trova l’elenco (cliccando sulla sua regione).

    5. Anonimo

      La ringrazio, solo trattasi di chi ha problemi di incontinenza dai 40 anni in su…… io ce l’ho da sempre, grazie ugualmente!

  8. angela

    Salve Dott. ho 38 anni e soffro di incontinenza urinaria diversi ginecologi mi dicono di sottopormi a intervento, le che mi consiglia e soprattutto quali sono gli effetti collaterali e eventuali disturbi causati dall’intervento.
    Grazie e Cordiali Saluti

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Mi dispiace, ma non conoscendo a fondo la sua situazione e non occupandomi di questo campo non me la sento di esprimere giudizi.

  9. danyx1992

    gentilissimo dottore , volevo sapere se il daparox può portare all’incontinenza , la ringrazio

  10. Anonimo

    Buongiorno, mia madre che ha 45 anni da ieri pomeriggio improvvisamente si è ritrovata bagnata, si era urinata addosso senza accorgesene. Dato che solo ieri mattina abbiamo incontrato vecchi parenti, avevo pensato fosse stata la forte emozione, dato che le è successo in particolare quando si stava ballando tutti insieme. Ma stamattina di nuovo è dovuta correre a cambiarsi… A quasto punto mi sono allramta parecchio, appena ho letto che potesse anche essere un calciroma mi sono rattristita molto perchè, la mia bis nonna e mia nonna hanno avuto il tumore alle vie urinarie.. E mia mamma tra l altro da qualche annetto ha finito di farsi l interferone perché avava l epatite c. Mi sapete dire qualcosa a riguardo. Grazie in anticipo.buone vacanze

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Impossibile fare ipotesi, ma serve senza dubbio un parere specialistico urgente; non è detto che sia un tumore, ma data la famigliarità è bene non sottovalutare nulla.

  11. carmela

    buona sera caro dottore io soffro di incontinenza da ben tre anni x un trauma ho un distaccamento del midollo e allora ho questa incontinenza vado in bagno ogni quarto dora mi sento molto depressa nn so piu cosa fare i dottori mi dicono che nn ci sono farmaci x questa incontinenza lei potrebbe darmi una risposta grazie

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Mi dispiace, ma è un caso che è davvero al di là delle mie competenze.

    2. carmela

      pensavo che potesse darmi una rsp ma in questo modo seno sempre in un vicolo cieco grazie lo stesso

  12. barbara

    Salve Dottore! Ho 75 anni, e da qualche tempo la notte ho problemi con
    L’urina. Mi debbo alzare due o tre volte per andare in bagno e dal
    Letto al bagno non riesco trattenerla perdo molte gaccie, che per evitare di bagnare la sera metto un assorbente da due o tre goccie
    Il giorno invece non ho nessun problema, posso stare anche 4 o 5
    Ore senza andare a urinare. Sono grave? Grazie della sua risposta
    E buon lavoro

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Probabilmente no, il fatto che di giorno non ci siano problemi è un ottimo segno; raccomando in ogni caso un parere del medico e, nei limiti del possibile, cerchi di bere poco in serata dalle 18:00 in poi.

  13. giovanna

    salve dottore dalle analisi delle urine risulta che,ho i leucociti a 67 ma,il limite e da 0 a 40.in più risultano numerosi batteri.da premettere che,ho scoperto in seguito di aver colto le urine nel modo sbagliato.come comportarm.sono al quarto mese di gravidanza.

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Ci sono sintomi che facciano pensare ad un’infezione?

  14. roa club

    gentile dottore,ho un problema che persiste da diverso tempo,almeno una volta al mese faccio la pipì a letto, sogno proprio di trovarmi in bagno seduta sul wc,sembra una cosa talmente reale ke alla fine mi sveglio in un lago di urina.ho 46 anni e ho avuto 4 figli,2 per vie naturali e 2 cesarei,l ultimo 7 anni fa, potrebbe essere una causa?non ho mai parlato di questo problema nemmeno al mio medico di base.lei cosa ne pensa?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Difficile dire se ci sia un problema fisico o sia più psicologico, ma in ogni caso raccomando di rivolgersi ad un urologo.

  15. anonimo

    salve dottore ,e da qualche mese che quando mi viene da urinare,devo subito scappare anche se mi trovo fuori,non riesco a trattenerla,e anche mi capita spesso che quando rido tanto mi scappa,mi sto preoccupando ,o 50 anni compiuti da un mese,cosa posso fare.grazie

  16. laura

    scusa dottore ho 15 anni e mezzo da una settimana sento che la mia pipì ha un’odore strano e vado in bagno molto spesso e mi viene da urinare così di colpo…non so se soffro di incontinenza urinaria…secondo lei?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Alla tua età più probabile un po’ di cistite, parlane con il medico.

  17. Pia

    Nn trattengo le urine dv correre di urgeza al bagnio o mi faccio a dosso e pure dp aver urinato sgocciolo sn stata da un ginecologo ma xche ho fatto un addominoplastica mi a detto che nn si vedeva la vescica cosa posso fare mi aiuti

  18. Manu1984

    Gentile Dottore, da 4 mesi ho saputo di avere la candida e la ginecologa mi ha prescritto “elazor”. Nell’ultimo mese ci sono stati per la prima volta in vita mia due episodi in cui di notte, sognando di far pipì o di sentire il rumore di acqua, mi è scappata a letto! Volevo sapere se ci può essere un collegamento con la candida o se sospetta altro. Grazie

  19. MAMMINA

    Buongiorno dottore, il problema e che da circa due anni ho perdite di urina diffatti e da allora. non ho piu tolto l ‘assorbente. Trattengo. Parecchio la pipi ‘ poi quando faccio la tosse mi esce qualche goccia anche quando faccio uñ pcçolo sforzo vorrei capire cosa posso fare ho 30 a

  20. cris cris

    Gentile Dottore,
    Le sottopongo i risultati delle mie analisi delle urine, e dell’esame colturale per ricerca agenti patogeni eseguito su terreni selettivi.
    URINE
    aspetto opalino
    nitriti presenti
    leucociti 8-10
    cell.epit,basse v.urin, alcune
    flora batterica discreta

    COLTURA
    ha dato esito positivo
    ha evidenziato escherichia coli
    conta colonie 1.000.000

    ANTIBIOGRAMMA

    CEFTAZIDIME R
    AMOXICILLINA + AC.CLAVULANICO MS
    AMPICILLINA MS

    tutti i restanti nomi S

    Le sarei grato di un Suo urgente parere e La ringrazio

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Si tratta di un po’ di cistite, il medico le prescriverà uno degli antibiotici a cui il batterio risulta sensibile.

  21. cris cris

    Le preciso che sono donna! Mi sono accorta di aver sbagliato
    la desinenza di GRATO! Legga GRATA! Mi scusi

  22. Marco

    Salve,
    Non è la sezione corretta, ho ritirato gli esami del sangue di mia madre (56 anni) e presenta degli asterischi nell’esame dell’Urina e i valori sballati e sono alti che sono bilirubina esterasi leucocitaria leucociti cellule sfaldamento e cristalli, cosa può essere??
    Grazie

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Mi riporti valori ed intervalli di riferimento, oltre ai motivi per cui è stato richiesto l’esame.

    2. Anonimo

      Ora sono in giro, comunque l ha fatto perché era tanti tempo che non la faceva e poi accusava stanchezza. Inoltre mia madre ha sempre sofferto di cistite

    3. Dr. Cimurro (farmacista)

      Ok, valutiamo poi i risultati numerici, ma potrebbe non essere nulla di significativo.

    4. Anonimo

      Esami chimico fisico
      Bilirubina 0.6 (0.0-0,2)
      Esteriasi leucocitaria 15 (0-0)
      Leucociti 62 ( 0-15)
      Cellule sfaldamento 88 (0-15)
      Cristalli 194 ( 0-10)

    5. Dr. Cimurro (farmacista)

      Sembra esserci ancora un po’ di cistite ed è a rischio di calcoli.

  23. ragazza 28enne

    Salve vorrei chiederle un informazione….sono a dieta da 4 settimane nn sono obesa ma abbastanza formosa però da circa 4 giorni nonostante bevo molto ma anche se nn bevo molto,urino in continuazione.La trattengo però vado molto spesso al bagno facendo anche solo qualche goccia d urina…nn provo bruciore né dolori ma molto fastidio d andare sempre in bagno nn capisco perché mi succede ciò….mi sento premere dall’urina nn so come spiegarglielo…spero possa darmi una risposta!

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Sembra una leggera cistite, lo segnali al medico.

    2. ragazza 28enne

      Comincio a pensarlo anch’io…una mia amica che l’ha avuto subito mi ha detto possibile una cistite…si cura con un antibiotico o dovrò fare un’ecografia? Ma la cistite può venire così improvvisamente?la ringrazio molto è stato molto utile il suo parere..

    3. Dr. Cimurro (farmacista)

      1. Antibiotico o qualcosa di più leggero nei casi meno severi.
      2. Stress, bagni pubblici, rapporti sessuali, …

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