Celiachia: sintomi, esami e test, consigli

Ultimo Aggiornamento: 1676 giorni

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Introduzione

La celiachia (detta anche malattia celiaca) è una malattia dell’apparato digerente che danneggia l’intestino

http://www.flickr.com/photos/mrlins/3284192121/sizes/m/

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tenue e interferisce con l’assorbimento dei nutrienti presenti negli alimenti. Le persone affette da celiachia sono intolleranti al glutine, una proteina contenuta nel grano, nell’orzo e nella segale. Il glutine si trova principalmente negli alimenti, ma se ne trovano tracce anche nei prodotti di uso comune come ifarmaci, integratori, burro cacao…

Quando le persone affette da celiachia assumono alimenti o usano prodotti che contengono glutine, il loro sistema immunitario reagisce danneggiando o distruggendo i villi intestinali, le piccole protuberanze a forma di dito che costituiscono la mucosa intestinale. I villi, di solito, consentono l’assorbimento delle sostanze nutritive che attraversando la parete dell’intestino tenue vanno a finire nel sangue. Se i villi non funzionano bene la persona manifesta sintomi da malnutrizione, anche se apparentemente si alimenta con regolarità.

La celiachia può essere vista sia una malattia di malassorbimento (cioè dovuta al fatto che le sostanze nutritive non vengono assorbite correttamente) sia come una reazione immunitaria anomala al glutine. La celiachia è anche nota come sprue celiaca, sprue non tropicale o enteropatia da glutine. La celiachia si trasmette per via genetica, cioè può colpire i membri della stessa famiglia; a volte questa malattia si scatena, o si manifesta per la prima volta, dopo un intervento chirurgico, dopo la gravidanza o il parto, dopo un’infezione virale o uno stress emotivo molto forte.

La celiachia colpisce in tutto il mondo: all’inizio si pensava che fosse una malattia infantile rara, ma ora si è appurato che è una malattia genetica piuttosto frequente. Negli Stati Uniti più di 2 milioni di persone sono affette da morbo celiaco, circa una su 133. Tra le persone che hanno un parente di primo grado (genitore, fratello o figlio) a cui è stata diagnosticata la celiachia, più di una su 22 potrebbe essere colpita dalla malattia.

La celiachia è anche maggiormente frequente tra le persone affette da altre malattie genetiche, come ad esempio la sindrome di Down e la sindrome di Turner, una malattia che incide sullo sviluppo femminile.

Sintomi

I sintomi della celiachia variano da persona a persona. I sintomi possono colpire l’apparato digerente oppure altre parti dell’organismo, quelli collegati al tratto digerente sono più frequenti nei neonati e nei bambini piccoli e possono comprendere:

Un altro sintomo frequente nei bambini è l’irritabilità.

Il cattivo assorbimento delle sostanze nutritive, proprio in quel periodo in cui la nutrizione è più importante per la crescita e lo sviluppo normale del bambino, può dare origine ad altri problemi, come ad esempio difficoltà di sviluppo nei neonati, ritardi nella crescita e bassa statura, ritardi nella pubertà e difetti dello smalto dentale nei denti definitivi.

Gli adulti hanno meno probabilità di soffrire di sintomi all’apparato digerente, ma possono soffrire anche di uno o più dei sintomi seguenti:*

  • anemia sideropenica (da mancanza di ferro), apparentemente inspiegabile,
  • affaticamento,
  • dolore alle ossa o alle articolazioni,
  • artrite,
  • fragilità ossea o osteoporosi,
  • depressione o ansia,
  • formicolio e intorpidimento delle mani e dei piedi,
  • convulsioni,
  • assenza di mestruazioni,
  • sterilità o aborti spontanei ricorrenti,
  • stomatite aftosa nella cavità orale,
  • eruzione cutanea pruriginosa (dermatite erpetiforme).

Le persone affette da celiachia potrebbero amche non presentare alcun sintomo, ma, nel tempo, potrebbero comunque sviluppare complicazioni, che sul lungo periodo comprendono: malnutrizione (che può causare, tra gli altri, anche anemia, osteoporosi e aborti spontanei), problemi al fegato e tumori dell’intestino.

Perché i sintomi della celiachia sono così diversi?

I ricercatori stanno studiando i motivi per cui la celiachia presenta sintomi così diversi a seconda del paziente. La lunghezza dell’allattamento al seno, l’età in cui la persona ha iniziato ad alimentarsi con cibi contenenti glutine e la quantità di alimenti a base di glutine che vengono assunti sono i tre fattori che sembrano influenzare il momento della comparsa della celiachia e le modalità con cui la malattia si presenta. Alcuni studi hanno dimostrato, ad esempio, che il protrarsi dell’allattamento al seno farebbe ritardare la comparsa dei sintomi della celiachia (vedi per esempio pubmed).

I sintomi variano anche a seconda dell’età del paziente e da quanto è stato danneggiato l’intestino tenue. Molti adulti sono colpiti dalla malattia per un decennio o più, prima che la celiachia sia diagnosticata. Più tempo passa prima della diagnosi e della cura, maggiori sono le possibilità che si presentino complicazioni sul lungo periodo.

Pericoli

Le persone affette da celiachia tendono a sviluppare altre malattie in cui il sistema immunitario attacca le cellule e i tessuti sani dell’organismo. Il collegamento tra la celiachia e queste malattia potrebbe essere di natura genetica. Tra di esse troviamo:

  • diabete di tipo 1,
  • malattie autoimmuni della tiroide,
  • malattie autoimmuni del fegato,
  • artrite reumatoide,
  • morbo di Addison, una malattia che danneggia le ghiandole che producono gli ormoni più importanti,
  • sindrome di Sjögren, una malattia che danneggia le ghiandole lacrimali e salivari.

Diagnosi

Riconoscere la celiachia può essere difficile perché alcuni dei suoi sintomi sono simili a quelli di altre malattie. La celiachia può essere scambiata per sindrome del colon irritabile, per anemia da carenza di ferro causata dal ciclo mestruale, per infiammazione dell’intestino, per diverticolite, per infezione intestinale o per la sindrome da stanchezza cronica. La conseguenza è che la celiachia può essere sottovalutata o scambiata per un’altra malattia anche per molto tempo.

Le diagnosi di celiachia sono in rapido aumento, perché i medici sono più consapevoli dell’estrema varietà dei sintomi della malattia e ora hanno a disposizione tecniche di analisi del sangue più affidabili.

Analisi del sangue

Le persone affette da celiachia presentano livelli più alti del normale di determinati autoanticorpi (proteine che reagiscono contro le cellule o i tessuti dell’organismo) nel sangue. Per diagnosticare la celiachia si determina quindi la presenza di anticorpi antitransglutaminasi tissutale o antiendomisio. Se i risultati delle analisi sono negativi, ma si sospetta ancora la presenza della celiachia, potrebbero essere necessarie ulteriori analisi.

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Prima delle analisi si dovrebbe continuare a seguire una dieta che includa alimenti contenenti glutine, come pane e pasta. Se si smette di assumere alimenti contenenti glutine prima delle analisi, i risultati potrebbero essere negativi, anche se si è celiaci a tutti gli effetti.

Biopsia intestinale

Se le analisi del sangue e i sintomi fanno propendere per la diagnosi di celiachia, viene eseguita una gastroscopia con biopsia dell’intestino tenue per confermare la diagnosi. Nel corso della biopsia, il chirurgo asporta dei pezzettini di tessuto dall’intestino tenue per controllare se i villi sono danneggiati. Per ottenere il campione di tessuto il chirurgo introduce un tubicino lungo e sottile (l’endoscopio) attraverso la bocca e lo stomaco del paziente, fino ad arrivare all’intestino tenue, infine preleva i campioni usando gli strumenti passati attraverso l’endoscopio.

Dermatite erpetiforme

La dermatite erpetiforme è un’eruzione cutanea che provoca un forte prurito e la comparsa di vesciche e colpisce dal 15 al 25 per cento delle persone affette da celiachia. L’eruzione cutanea normalmente si verifica sui gomiti, sulle ginocchia e sulle natiche. La maggior parte delle persone affette da dermatite erpetiforme non presenta i sintomi digestivi legati alla celiachia.

La dermatite erpetiforme viene diagnosticata tramite analisi del sangue e biopsia della pelle. Se gli esami per gli anticorpi sono positivi e la biopsia della pelle accerta la presenza della dermatite erpetiforme, non è necessario che il paziente si sottoponga alla biopsia intestinale. Sia i sintomi che affliggono la pelle sia quelli che colpiscono l’intestino scompaiono se si segue una dieta senza glutine e ricompaiono qualora il glutine venga di nuovo aggiunto alla dieta. I sintomi dell’eruzione cutanea possono essere controllati con gli antibiotici, come ad esempio il dapsone. Il dapsone non è efficace per i sintomi che riguardano l’intestino, quindi le persone affette da dermatite erpetiforme devono continuare a seguire una dieta priva di glutine.

Screening

La parola “screening”, nel caso della celiachia, significa eseguire analisi per individuare la presenza di autoanticorpi nel sangue delle persone che non presentano sintomi evidenti. Negli Stati Uniti, non esiste una politica di screening per la celiachia tuttavia, poiché la celiachia è una malattia ereditaria, i famigliari di una persona malata potrebbero voler eseguire queste analisi.

I parenti di primo grado di una persona affetta da celiachia hanno una probabilità di essere colpiti da questa malattia che va dal quattro al dodici per cento.

Cura e terapia

L’unica cura possibile per la celiachia è una dieta priva di glutine.

I medici possono suggerire alla persona cui è appena stata diagnosticata la celiachia di rivolgersi a un dietologo per elaborare una dieta senza glutine, il dietologo è un medico specializzato nel campo dell’alimentazione e della nutrizione. Le persone celiache possono imparare dal dietologo a leggere le etichette degli alimenti ed identificare quali contengono glutine, per poter compiere scelte informate al supermercato o quando mangiano fuori casa.

Per la maggior parte dei pazienti, la dieta farà scomparire i sintomi, curerà i danni intestinali precedenti e potrà prevenire peggioramenti. I miglioramenti cominceranno dopo pochi giorni dall’inizio della dieta. L’intestino tenue di solito guarisce in un periodo che va dai tre ai sei mesi nei bambini, ma potrebbe impiegare diversi anni nel caso degli adulti. Guarigione dell’intestino significa che i villi intestinali ritorneranno ad assorbire le sostanze nutritive dagli alimenti e le trasferiranno correttamente nel sangue.

Per stare in salute, le persone celiache devono evitare il glutine per tutto il resto della vita. Anche una piccola quantità di glutine può danneggiare l’intestino tenue. Il danno si verificherà in tutti coloro che sono affetti dalla malattia, comprese le persone che non presentano sintomi evidenti. A seconda dell’età al momento della diagnosi, alcuni problemi non miglioreranno, come ad esempio la bassa statura e i difetti nello smalto dentale.

Alcune persone celiache non migliorano, anche se seguono una dieta senza glutine. Il motivo più frequente per la scarsa efficacia della dieta è che vengono ancora assunte piccole quantità di glutine. Tra le fonti di glutine nascoste troviamo gli additivi, come l’amido modificato, i conservanti e gli stabilizzanti a base di frumento.

Molti alimenti a base di cereali e di riso vengono prodotti in aziende che fabbricano anche prodotti a base di grano, quindi possono essere contaminati con il glutine presente nel grano.

In casi rari il danno all’intestino continuerà a manifestarsi, nonostante una dieta del tutto priva di glutine. Le persone affette da questa malattia, nota come celiachia refrattaria, hanno danni gravi all’intestino che non possono essere curati. Poiché il loro intestino non assorbe sufficienti sostanze nutritive, potrebbero aver bisogno di riceverle direttamente nel sangue, per via endovenosa.

I ricercatori stanno studiando terapie farmacologiche per questo tipo di celiachia.

Traduzione ed integrazione a cura di Elisa Bruno


Revisione scientifica e correzione a cura del Dr. Guido Cimurro (farmacista)
Le informazioni contenute in questo articolo non devono in alcun modo sostituire il rapporto dottore-paziente; si raccomanda al contrario di chiedere il parere del proprio medico prima di mettere in pratica qualsiasi consiglio od indicazione riportata.

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Domande, suggerimenti e segnalazioni

  1. Marta Ferri

    Dottore… vorrei un vostro parere… sono due anni che combatto contro un malessere localizzato all’apparato respiratorio e all’apparato gastrointestinale. Ho iniziato con vari casi di tonsillite acuta e alterna che ho curato con cortisone e claritromicina, sono stata anche ricoverata in quanto appena finivo la cura di cortisone ritornava la tonsillite con linfonodi gonfi e globuli bianchi altissimi. Ho passato un anno con un mese la tonsillite e un mese senza. Notando che quando mangiavo latticini le tonsille di ingrossavano, ho evitato i latticini e ora è da settembre che non ho più gonfiore ai linfonodi del collo né tonsillite, ma è da settembre che combatto con muchi, raffreddore e tosse grassa. Da premettere che prima di due anni fa non sapevo cosa significasse avere un raffreddore, né mal di gola. In generale però sono due anni che vivo in una condizionedi malessere totale (mal di testa, stanchezza, sensazione di voler vomitare dopo i pasti, ciclo con una media di (ogni)36 giorni, sonnolenza, periodicamente diarrea. È inutile elencarle gli esami che ho fatto… innumerevoli. Poiché ho notato un peggioramento del mio stato soprattutto quando mangio carboidrati… lei pensa che sia oppurtuno fare anche le analisi per la celiachia? La ringrazio in anticipo.

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Sì, ne vale la pena; se negativi provi comunque ad escludere il glutine dalla dieta (www.farmacoecura.it/malattie/sensibilita-al-glutine-sintomi-diagnosi-e-cause/) ma, mi raccomando, NON prima di aver fatto gli esami ed aver ricevuto gli esiti.

    2. Anonimo

      Le analisi sono negative… In questi 15 giorni ho avuto febbre alta(39/40°) e ancora muchi dopo 6 giorni di Augmentin e tachipirine(date dal mio medico curante), sono andata dal mio Allergologo e Immunologo di fiducia che poichè mi ha controllato e (io ancora con decimi di febbre e tosse) avevo muchi che si sentivano un pò ovunque e molto profondi mi ha dato Tazocin a siringhe mattina e sera e la mattina anche Urbason per 5 giorni… oggi è il quinto giorno, praticamente stasera l’ultima iniezione… I muchi scomparsi, ma per tutti questi 5 giorni il mal di gola era fisso dal pomeriggio fino a un paio di ore del mattino dopo l’iniezione di cortisone Urbason… Spero quindi che ora che la cura è terminata,anchese non coperta da cortisone la gola non si infiammi

  2. anonimo

    Buona sera sono celiaco da un annetto e faccio rigorosamente la dieta.. però mi sento sempre stanca e normale o c’è qualcos’altro? ?? La ringrazio

  3. Luca

    Salve scusi il disturbo ma noto che la mia ragazza quando mangia pasta, pane e patate gli gonfia molto la pancia e ha dolori nella fascia addominale ma negli esami al sangue non risulta essere celiaca secondo lei secondo i sintomo potrebbe esserlo che esami fare per averne conferma?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Mi dispiace, ma non posso consigliare esami o trattamenti.

  4. elvira

    Mia figlia ha 20 mesi mangia all’asilo solo un po’ del primo non finisce neanche la metà sono 6 mesi che frequenta l’asilo e ha sempre mangiato cosi. Ha un rallentamento della crescita che si trova tra il 10° e il 25° percentile E ha 20 mesi. Non so cosa c’è che non va. Potrebbe darmi un consiglio???

    1. elvira

      A casa mangia solo 2/3 cucchiai di riso o pasta io poi le faccio la pastina con l’l’omogeneizzato e la imbocco ma quando lo faccio lei oppone molta resistenza. Ma poi si rassegna e mangia io pero la devo imboccare sempre se fosse per lei non mangia niente. Ma io dico non ha fame???

  5. Anonimo

    Spesso stitica più volte ho dovuto fare il clistere quando era più piccola. Pancia gonfia solo dopo che la imbocco quando torna dall’asilo la pancia è piatta. negli ultimi 6 mesi si è ammalata spesso, polmonite con ricovero in ospedale. Virus intestinale. Tosse frequente. Ho notato che nell’ ultimo periodo si sveglia molte volte nella notte piange e poi si riaddormenta come se qualcosa le facesse male.

  6. elvira

    Mi ha detto di dare il b-total per aumentare l’appettito e di chiedere all’aall’asilo nido di imboccarla. Loro mi hanno detto che hanno pprovato ad imboccarla più volte ma lei rifiuta con le mani. Il b-total non ha aiutato un gran che non ho notato differenza.

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Probabilmente è un periodo di poco appetito, ma faccia presente al pediatra i sintomi che mi ha descritto (come il dolore notturno).

  7. Anonimo

    Buonasera dottore io ho un po’ di gastrite cronica ma lieve causata da un reflusso biliare lieve, mi hanno detto che può essere nervosismo. Il punto é che ultimamente a parte l’acidità ho sempre crampi o al colon o a fianco destro o allo stomaco mangio e mi vengono questi crampi che a volte si risolvono andando in bagno. Secondo lei cos’è? Comincio a pensare di non digerire o essere intollerante a qualcosa. Inoltre dal 2013 ho sempre 37 di temperatura e mi sento sempre stanca.

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Potrebbe esserci anche un po’ di colon irritabile. Il medico cosa ne pensa?

  8. Anonimo

    Io sono ansiosa é probabile. Cmq é da mercoledì che ho diarrea e crampi soprattutto a fianco sinistro ma anche a stomaco e fianco destro. Ieri ho avuto anche la febbre (37.5) oggi passata senza assumere farmaci ma persiste diarrea e crampi (meno rispetto a mercoledì) non so che fare

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      È ora di sentire il medico, nel frattempo fermenti lattici e dieta leggera.

  9. Anonimo

    Ma poi ho sempre bruciore di naso, muco in gola da anni. Questa febbrina a 37 non va mai oltre però 37.3da due anni. Se era una cosa grave non credo durava così tanto. Potrei avere una qualche infezione, virus o batterio? Anche perché ho sempre sonno e mi sento superstanca

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Sono mai stati fatti esami del sangue per indagare le linee di febbre?

  10. Anonimo

    Specifici per questa febbre no, quali sarebbero gentilmente dottore? (comunque parlando del naso, prima mi sono sentita quella sensazione di starnutire che poi sparisce e mi capita spesso! oltre al raffreddore tutto l’anno! ma più che raffreddore a volte è come se avessi una narice tappata e a turno si tappa anche l’altra)

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      In genere si parte per esempio dall’emocromo, VES, PCR, … ma spesso in assenza di sintomi sono variazioni di temperatura del tutto normali e prive di significato patologico.

  11. Anonimo

    Capito, grazie mille. Secondo lei la tiroide può creare questi fastidi? Nel 2013 avevo ipotiroidismo subclinico però ho sintomi che sembrano più di ipertiroidismo come tachicardia dimagrimento e stanchezza

  12. Anonimo

    ok! beh mia mamma dice che è un pacco cinese che ho ritirato che mi ha provocato il virus? o.o cioè ho ordinato una cosa dalla cina che ci ha impiegato mesi per arrivare (spedita via mare) ed è fissata che il virus l’ho preso per questo mah vabbè, comunque diarrea anche oggi ma meno e meno dolore speriamo di stare meglio per domani, purtroppo i fermenti lattici mia madre non vuole prenderli perché dice che il mio sistema immunitario deve rafforzarsi (non sto qua a spiegarle con mia madre ho un brutto rapporto proprio per queste sue fissazioni)

  13. Aldo

    Gentilissimo Dottore,

    faccio un lavoro stressante. Premetto che da un paio di anni sto seguendo una sana e corretta alimentazione, dettata da una nutrizionista, pertanto ho perso in questo modo circa 13 kg…mi capita di avere pancia gonfia a ridosso del fine settimana, e poi il sabato vado anche 5 volte al bagno….tutto questo può essere dettato dalla settimana stressante? premetto che nei giorni lavorativi vado regolarmente al bagno, minimo due volte al giorno…
    Grazie per la Sua attenzione.

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Sì, probabilmente è lo stress della settimana che si sfoga al sabato.

  14. Alis

    Salve dottore,sono una ragazza di 20 anni e da due giorni circa accuso mal di pancia quasi continuo. Questo mi sembra essere iniziato ieri dopo aver mangiato una focaccia , e inoltre ho notato che quando mangio la pasta e pizza mi sento subito gonfia e piena d’aria nella pancia ma mai avuti dolori come ora. Secondo lei potrebbe essere celiachia? Si può scatenare cosí da un giorno all’altro? Oppure ho pensato anche al virus ma oltre al mal di pancia non ho avuto altri sintomi. Grazie mille

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Per ora è sicuramente più plausibile un virus.

  15. Leo

    Buongiorno Dottore,

    Mi ritrovo in una situazione particolare, ovvero esco da una serie di fattori che mi hanno fortemente debilitato (problemi di digestione con vomito a causa di un errore mio nell’alimentazione esagerata durante una serata, con una conseguente forte influenza intestinale). Nonostante l’influenza ormai sia passata da quasi due settimane continuo a accusare saltuarietà nello scaricare feci solide (A volte lo sono, altre sono più morbide e acide), aria nell’intestino e saltuariamente crampi o dolori addominali.
    Nessuno dei miei familiari è celiaco, e dalle analisi del sangue della scorsa settimana non è risultata alcuna anomalia, anzi, sono perfetti.
    E’ comunque possibile che questi fastidi siano dovuti a un insorgere di tale intolleranza?

    Ho sofferto in passato anche di sindrome da colon irritabile, può centrare con il problema?

    Grazie

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      1. Non c’è alcun motivo di ipotizzare celiachia.
      2. Sì, è decisamente probabile che sia colon irritabile.

    2. Leo

      La ringrazio infinitamente.
      Mi era stata alzata questa ipotesi nel vedere che tali disagi si protraggono da quasi 3 settimane ormai, ma non avendo grandi competenze in merito, in attesa di visita gastroenterologica, preferivo sentire un parere più esperto.

      So di per certo che risento molto dello stress e sono abbastanza tendente a “trasformarlo” in disagi psicosomatici. Può essere che la preoccupazione stessa per questo problema gastrointestinale porti ad accentuarlo (Solo nella percezione, ovviamente)?

    3. Dr. Cimurro (farmacista)

      Sì, qualsiasi forma di stress accentua i sintomi del colon irritabile.

  16. Ana

    Buonasera dottore
    Ormai è un mese che ho forti dolori allo stomaco quando mangio pasta e a volte pane,poi mi sento molto gonfio lo stomaco come un palloncino poi è sempre un mese che ho mal di testa.Ho provato per una settimana a non mangiare la pasta e ho visto che il mal di stomaco e il gonfiore mi era passato ma poi ho ripreso ha mangiare e noto che inizia di nuova il male.Poi giù alla caviglia ho la dermatite che mi prude da morire sono andata dal dermatologo ma con il trattamento che mi ha dato non mi è passata comunque questa dermatite ce lo da più di un anno…. e negli mese estivi peggiorava.Vorrei sapere se si tratta di celiachia?Se i sintomi sono quelli.

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