Celiachia: sintomi, esami e test, consigli

Ultimo Aggiornamento: 1358 giorni

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Introduzione

La celiachia (detta anche malattia celiaca) è una malattia dell’apparato digerente che danneggia l’intestino

http://www.flickr.com/photos/mrlins/3284192121/sizes/m/

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tenue e interferisce con l’assorbimento dei nutrienti presenti negli alimenti. Le persone affette da celiachia sono intolleranti al glutine, una proteina contenuta nel grano, nell’orzo e nella segale. Il glutine si trova principalmente negli alimenti, ma se ne trovano tracce anche nei prodotti di uso comune come ifarmaci, integratori, burro cacao…

Quando le persone affette da celiachia assumono alimenti o usano prodotti che contengono glutine, il loro sistema immunitario reagisce danneggiando o distruggendo i villi intestinali, le piccole protuberanze a forma di dito che costituiscono la mucosa intestinale. I villi, di solito, consentono l’assorbimento delle sostanze nutritive che attraversando la parete dell’intestino tenue vanno a finire nel sangue. Se i villi non funzionano bene la persona manifesta sintomi da malnutrizione, anche se apparentemente si alimenta con regolarità.

La celiachia può essere vista sia una malattia di malassorbimento (cioè dovuta al fatto che le sostanze nutritive non vengono assorbite correttamente) sia come una reazione immunitaria anomala al glutine. La celiachia è anche nota come sprue celiaca, sprue non tropicale o enteropatia da glutine. La celiachia si trasmette per via genetica, cioè può colpire i membri della stessa famiglia; a volte questa malattia si scatena, o si manifesta per la prima volta, dopo un intervento chirurgico, dopo la gravidanza o il parto, dopo un’infezione virale o uno stress emotivo molto forte.

La celiachia colpisce in tutto il mondo: all’inizio si pensava che fosse una malattia infantile rara, ma ora si è appurato che è una malattia genetica piuttosto frequente. Negli Stati Uniti più di 2 milioni di persone sono affette da morbo celiaco, circa una su 133. Tra le persone che hanno un parente di primo grado (genitore, fratello o figlio) a cui è stata diagnosticata la celiachia, più di una su 22 potrebbe essere colpita dalla malattia.

La celiachia è anche maggiormente frequente tra le persone affette da altre malattie genetiche, come ad esempio la sindrome di Down e la sindrome di Turner, una malattia che incide sullo sviluppo femminile.

Sintomi

I sintomi della celiachia variano da persona a persona. I sintomi possono colpire l’apparato digerente oppure altre parti dell’organismo, quelli collegati al tratto digerente sono più frequenti nei neonati e nei bambini piccoli e possono comprendere:

Un altro sintomo frequente nei bambini è l’irritabilità.

Il cattivo assorbimento delle sostanze nutritive, proprio in quel periodo in cui la nutrizione è più importante per la crescita e lo sviluppo normale del bambino, può dare origine ad altri problemi, come ad esempio difficoltà di sviluppo nei neonati, ritardi nella crescita e bassa statura, ritardi nella pubertà e difetti dello smalto dentale nei denti definitivi.

Gli adulti hanno meno probabilità di soffrire di sintomi all’apparato digerente, ma possono soffrire anche di uno o più dei sintomi seguenti:*

  • anemia sideropenica (da mancanza di ferro), apparentemente inspiegabile,
  • affaticamento,
  • dolore alle ossa o alle articolazioni,
  • artrite,
  • fragilità ossea o osteoporosi,
  • depressione o ansia,
  • formicolio e intorpidimento delle mani e dei piedi,
  • convulsioni,
  • assenza di mestruazioni,
  • sterilità o aborti spontanei ricorrenti,
  • stomatite aftosa nella cavità orale,
  • eruzione cutanea pruriginosa (dermatite erpetiforme).

Le persone affette da celiachia potrebbero amche non presentare alcun sintomo, ma, nel tempo, potrebbero comunque sviluppare complicazioni, che sul lungo periodo comprendono: malnutrizione (che può causare, tra gli altri, anche anemia, osteoporosi e aborti spontanei), problemi al fegato e tumori dell’intestino.

Perché i sintomi della celiachia sono così diversi?

I ricercatori stanno studiando i motivi per cui la celiachia presenta sintomi così diversi a seconda del paziente. La lunghezza dell’allattamento al seno, l’età in cui la persona ha iniziato ad alimentarsi con cibi contenenti glutine e la quantità di alimenti a base di glutine che vengono assunti sono i tre fattori che sembrano influenzare il momento della comparsa della celiachia e le modalità con cui la malattia si presenta. Alcuni studi hanno dimostrato, ad esempio, che il protrarsi dell’allattamento al seno farebbe ritardare la comparsa dei sintomi della celiachia (vedi per esempio pubmed).

I sintomi variano anche a seconda dell’età del paziente e da quanto è stato danneggiato l’intestino tenue. Molti adulti sono colpiti dalla malattia per un decennio o più, prima che la celiachia sia diagnosticata. Più tempo passa prima della diagnosi e della cura, maggiori sono le possibilità che si presentino complicazioni sul lungo periodo.

Pericoli

Le persone affette da celiachia tendono a sviluppare altre malattie in cui il sistema immunitario attacca le cellule e i tessuti sani dell’organismo. Il collegamento tra la celiachia e queste malattia potrebbe essere di natura genetica. Tra di esse troviamo:

  • diabete di tipo 1,
  • malattie autoimmuni della tiroide,
  • malattie autoimmuni del fegato,
  • artrite reumatoide,
  • morbo di Addison, una malattia che danneggia le ghiandole che producono gli ormoni più importanti,
  • sindrome di Sjögren, una malattia che danneggia le ghiandole lacrimali e salivari.

Diagnosi

Riconoscere la celiachia può essere difficile perché alcuni dei suoi sintomi sono simili a quelli di altre malattie. La celiachia può essere scambiata per sindrome del colon irritabile, per anemia da carenza di ferro causata dal ciclo mestruale, per infiammazione dell’intestino, per diverticolite, per infezione intestinale o per la sindrome da stanchezza cronica. La conseguenza è che la celiachia può essere sottovalutata o scambiata per un’altra malattia anche per molto tempo.

Le diagnosi di celiachia sono in rapido aumento, perché i medici sono più consapevoli dell’estrema varietà dei sintomi della malattia e ora hanno a disposizione tecniche di analisi del sangue più affidabili.

Analisi del sangue

Le persone affette da celiachia presentano livelli più alti del normale di determinati autoanticorpi (proteine che reagiscono contro le cellule o i tessuti dell’organismo) nel sangue. Per diagnosticare la celiachia si determina quindi la presenza di anticorpi antitransglutaminasi tissutale o antiendomisio. Se i risultati delle analisi sono negativi, ma si sospetta ancora la presenza della celiachia, potrebbero essere necessarie ulteriori analisi.

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Prima delle analisi si dovrebbe continuare a seguire una dieta che includa alimenti contenenti glutine, come pane e pasta. Se si smette di assumere alimenti contenenti glutine prima delle analisi, i risultati potrebbero essere negativi, anche se si è celiaci a tutti gli effetti.

Biopsia intestinale

Se le analisi del sangue e i sintomi fanno propendere per la diagnosi di celiachia, viene eseguita una gastroscopia con biopsia dell’intestino tenue per confermare la diagnosi. Nel corso della biopsia, il chirurgo asporta dei pezzettini di tessuto dall’intestino tenue per controllare se i villi sono danneggiati. Per ottenere il campione di tessuto il chirurgo introduce un tubicino lungo e sottile (l’endoscopio) attraverso la bocca e lo stomaco del paziente, fino ad arrivare all’intestino tenue, infine preleva i campioni usando gli strumenti passati attraverso l’endoscopio.

Dermatite erpetiforme

La dermatite erpetiforme è un’eruzione cutanea che provoca un forte prurito e la comparsa di vesciche e colpisce dal 15 al 25 per cento delle persone affette da celiachia. L’eruzione cutanea normalmente si verifica sui gomiti, sulle ginocchia e sulle natiche. La maggior parte delle persone affette da dermatite erpetiforme non presenta i sintomi digestivi legati alla celiachia.

La dermatite erpetiforme viene diagnosticata tramite analisi del sangue e biopsia della pelle. Se gli esami per gli anticorpi sono positivi e la biopsia della pelle accerta la presenza della dermatite erpetiforme, non è necessario che il paziente si sottoponga alla biopsia intestinale. Sia i sintomi che affliggono la pelle sia quelli che colpiscono l’intestino scompaiono se si segue una dieta senza glutine e ricompaiono qualora il glutine venga di nuovo aggiunto alla dieta. I sintomi dell’eruzione cutanea possono essere controllati con gli antibiotici, come ad esempio il dapsone. Il dapsone non è efficace per i sintomi che riguardano l’intestino, quindi le persone affette da dermatite erpetiforme devono continuare a seguire una dieta priva di glutine.

Screening

La parola “screening”, nel caso della celiachia, significa eseguire analisi per individuare la presenza di autoanticorpi nel sangue delle persone che non presentano sintomi evidenti. Negli Stati Uniti, non esiste una politica di screening per la celiachia tuttavia, poiché la celiachia è una malattia ereditaria, i famigliari di una persona malata potrebbero voler eseguire queste analisi.

I parenti di primo grado di una persona affetta da celiachia hanno una probabilità di essere colpiti da questa malattia che va dal quattro al dodici per cento.

Cura e terapia

L’unica cura possibile per la celiachia è una dieta priva di glutine.

I medici possono suggerire alla persona cui è appena stata diagnosticata la celiachia di rivolgersi a un dietologo per elaborare una dieta senza glutine, il dietologo è un medico specializzato nel campo dell’alimentazione e della nutrizione. Le persone celiache possono imparare dal dietologo a leggere le etichette degli alimenti ed identificare quali contengono glutine, per poter compiere scelte informate al supermercato o quando mangiano fuori casa.

Per la maggior parte dei pazienti, la dieta farà scomparire i sintomi, curerà i danni intestinali precedenti e potrà prevenire peggioramenti. I miglioramenti cominceranno dopo pochi giorni dall’inizio della dieta. L’intestino tenue di solito guarisce in un periodo che va dai tre ai sei mesi nei bambini, ma potrebbe impiegare diversi anni nel caso degli adulti. Guarigione dell’intestino significa che i villi intestinali ritorneranno ad assorbire le sostanze nutritive dagli alimenti e le trasferiranno correttamente nel sangue.

Per stare in salute, le persone celiache devono evitare il glutine per tutto il resto della vita. Anche una piccola quantità di glutine può danneggiare l’intestino tenue. Il danno si verificherà in tutti coloro che sono affetti dalla malattia, comprese le persone che non presentano sintomi evidenti. A seconda dell’età al momento della diagnosi, alcuni problemi non miglioreranno, come ad esempio la bassa statura e i difetti nello smalto dentale.

Alcune persone celiache non migliorano, anche se seguono una dieta senza glutine. Il motivo più frequente per la scarsa efficacia della dieta è che vengono ancora assunte piccole quantità di glutine. Tra le fonti di glutine nascoste troviamo gli additivi, come l’amido modificato, i conservanti e gli stabilizzanti a base di frumento.

Molti alimenti a base di cereali e di riso vengono prodotti in aziende che fabbricano anche prodotti a base di grano, quindi possono essere contaminati con il glutine presente nel grano.

In casi rari il danno all’intestino continuerà a manifestarsi, nonostante una dieta del tutto priva di glutine. Le persone affette da questa malattia, nota come celiachia refrattaria, hanno danni gravi all’intestino che non possono essere curati. Poiché il loro intestino non assorbe sufficienti sostanze nutritive, potrebbero aver bisogno di riceverle direttamente nel sangue, per via endovenosa.

I ricercatori stanno studiando terapie farmacologiche per questo tipo di celiachia.

Traduzione ed integrazione a cura di Elisa Bruno


Revisione scientifica e correzione a cura del Dr. Guido Cimurro (farmacista)
Le informazioni contenute in questo articolo non devono in alcun modo sostituire il rapporto dottore-paziente; si raccomanda al contrario di chiedere il parere del proprio medico prima di mettere in pratica qualsiasi consiglio od indicazione riportata.

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Domande, suggerimenti e segnalazioni

  1. Enzo

    Mi scusi dottore ma dopo un attacco di nausea da assunzione di prodotto con glutine come si può alleviare il dolore del forte mal di pancia che rimane? Tachipirina nurofen possono aiutare?
    Grazie.

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Nè uno nè l’altro, ma purtroppo non posso consigliare farmaci, mi dispiace.

  2. Teresa

    Salve dottore ho letto il suo articolo e mi è stato molto utile.. Ultimamente ho notato che come assumo glutine in particolare pane e pasta mi si gonfia l addome e ho un senso di nausea,da premettere che da poco ho terminato una dieta molto drastica,e pane e pasta mi erano stati del tutto tolti. potrebbe essere un segno della celiachia oppure il mio intestino non è più abituato ad assumere cibi molto calorici? Grazie buona serata

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Aspetterei qualche tempo dalla reintroduzione dei carboidrati per giudicare.

  3. Giulia

    Buongiorno dottore,
    ho già scritto un paio di volte ed entrambe ho avuto da lei risposte esaurienti. sono al termine della gravidanza, con pregresso morbo di basedow che è rientrato nell’arco dei nove mesi senza medicine (a parte un paio di mesi con dose minima di propycil) e ho affrontato tutta la gravidanza senza mangiare glutine per evitare rischi, a causa di precedenti valori del sangue borderline (antigliadina). Ora, al termine della gravidanza, mi ritrovo con i valori ormonali a posto (ma so che dipende dalla gravidanza stessa), oltre ad avere anche i valori degli anticorpi anti tsh negativizzati. Da quel che so sono proprio quelli che dimostrano l’aspetto autoimmune della malattia. E’ possibile che abbia contribuito la dieta senza glutine? Grazie e cordiali saluti

  4. anonimo

    Salve un celiaco può bere il the delle macchinette?? O e meglio evitare??

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Purtroppo non è garantità l’incontaminazione.

  5. anonimo

    buona sera dottore ho un problema…. faccio la dieta senza glutine da circa 4 mesi io lo scoperta xk non andavo bene in bagno e avevo la pancia gonfissima ma il peso era tutto nella norma.. anche nelle visite che ho fatto non c’era carenza di nullo non ero nemmeno anemica….adesso che ho iniziato la dieta ho perso 2 chili io pesavo e ho sempre pesato cosi sui 47/48 kg sono di corporatura piccolina….Ma da quando ho iniziato la dieta ne ho perso inizialmente uno e in sti giorni ne ho perso un altro come pancia ce lo piattissima xo delle volte mi sento aria nella pancia e vado ancora molliccia in bagno…. cosa mi consiglia???

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      La diagnosi è stata fatta con la gastroscopia?
      Sostituisce i farinacei con prodotti senza glutine?
      Mi sembra di capire che i sintomi non siano migliorati, giusto?

  6. anonimo

    Si confermato con la gastro cn biopsia…. E uso i buoni datimi dall’asl quindi mangio senza glutine..

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      I sintomi non siano migliorati, giusto? È rimasto il gonfiore a distanza di due mesi?

  7. anonimo

    No il gonfiore no ho la pancia piattissima o solo feci formate ma mollicce che galleggiano e alcune sere aria nella pancia ma gonfiore assolutamente no!..

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Avevo capito male, in questo caso prosegua con fiducia con la dieta e magari provi ad inserire più fibra, ma in modo graduale.

  8. anonimo

    Poi cm,ad esempio oggi sn gia andata tre volte in bagno sempre feci formate ma mollicce e ho la sensazione di andarci di nuovo.. Mi devo preoccupare??

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      No, un’aumentata frequenza ma con feci formate non è un problema.

  9. anonimo

    E x quale motivo ho perso 2 chili da quando ho iniziato la dieta??

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Probabilmente con il cambio di alimentazione all’inizio l’introito calorico è leggermente diminuito.

    2. Dr. Cimurro (farmacista)

      Sì, a meno che non continui ancora la perdita di peso.

  10. paride antonio

    buona sera Dottore,
    è la prima volta che scrivo per esporle un problema che mi affligge.
    sono 4/5 mesi che soffro di respiro corto..”credo dovuta a qualche allergia”dopo varie esami tutte negative mi hanno consigliato una gastroscopia con esame istologico.
    dall’esame effettuato è risultato….
    -ESOFAGO esofagite grado a seconda los angeles
    -STOMACO gastrite
    -DUODENO duodenite.
    mentre nell’esame istologico viene riportato,
    A)mucosa duodenale con villi intestinali di altezza e spessore variabili,alcuni corti e tozzi,moderato incremento della componente linfo-plasmacellulare stromale; minimo incremento del numero di mitosi per cripta; sono nella norma gli altri parametri morfologici. e opportuno lo studio enzimatico per escludere una forma iniziale o silente di celiachia.
    B) gastrite cronica di tipo B, senza atrofia,con attivita’ di grado lieve .H.pylori assente.
    non ho gonfiori di stomaco,
    ho solo una cattiva digestione
    le feci sono normali
    la mia dott.sa mi ha consigliato tutte le analisi per la celiachia..
    mi devo preoccupare?”ho quasi 50 anni”
    grazie e cordiali saluti
    paride antonio

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Non mi aspetto sorprese, ma mi tenga al corrente.

  11. anonimo

    Salve dottore le volevo chiedere una cosa.. Sono celiaco ormai da un anno le mie feci sono solide facili da espellere ma molto solide quasi si rompono al contatto con il water e normale?? O ce qualcosa che nn va??

  12. anonimo

    Volevo dire formate xk sono molto soffici e e ai spappolano al contatto con il water!.. E normale?? Ho scritto male prima

  13. rosaria

    Buon giorno dott.volevo farvi una domanda ma chi e celiaco e nn lo sa puo anche aumentare di peso e qualunque dieta nn riesce a scendere ?

  14. Daniele

    Buonasera dottore ho avuto da poco mononucleosi, sto facendo delle analisi approfondite perchè ho transaminasi un po alte e anche cpk si sono alzati un po fino a 600 su un massimo di 200.
    Ho avuto molti episodi di scariche….e ultimamente soffro di stanchezza cronica e affaticamento muscolare e a tratti fascicolazioni spece sui quadricipiti quando faccio piccoli movimenti anche banali.
    Il resto è ok,pancreas, cuore,fegato, ho fatto tutti i tipi di analisi x vedere se risultavano anche casi di epatite ma tuttte hanno avuto esito negativo per fortuna.
    Ora devo andare dall infettivologo per vedere se risulta qualche virus.
    Mi chiedo se tutto questi sintomi possono essere correlati con la celiachia o comunque qualche forma di intolleranza alimentare dato che molte volte sembra che ci metto molto a digerire, che mi butta un po giu e mi affatica andando a toccare anche i muscoli?
    Mi scusi se mi sono prolungato ma era per spiegarle bene la situazione.Attendo sue risposte a breve,grazie.

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      La celiachia è plausibile, mentre non penserei ad altre intolleranze (inesistenti o quasi, lattosio a parte).

    2. Daniele

      Grazie x la risposta,quindi tutti i sintomi che le ho citato possono essere causati da celiachia? ma è molto grave secondo lei?

    3. Dr. Cimurro (farmacista)

      Non tutti, per esempio non spiegherebbe il CPK; da quanto ha avuto la mononucleosi?

    4. Daniele

      da pochissimo, il dottore ha detto che la fase acuta è passata ma è comunque in fase finale.Il cpk alto mi ha detto che puo essere un problema muscolare, dato che cuore e tutto il resto è ok.Non faccio sport, la cosa che mi rincuora abbastanza è che mi ha escluso forme di distrofie varie, me le esclude anche lei?

    5. Dr. Cimurro (farmacista)

      Sì, non c’è motivo di pensarlo, anzi, non escludo che siano ancora strascichi dell’infezione.

  15. Daniele

    Ok grazie tante, quindi l innalzamento del cpk con relativi problemi muscolari,articolari e affaticamenti possono essere dipesi dalla mono?
    Pero per il resto, la celiachia ci potrebbe anche stare visti gli episodi di mal digerimenti e scariche varie con pressione anche un po bassa e senso di sbandamento a volte?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      I valori del CPK probabilmente no, ma i dolori è più che possibile.

    2. Dr. Cimurro (farmacista)

      Probabilmente no, ma è corretto verificarli nuovamente.

  16. Daniele

    Veramente è gia la seconda volta che li verifico, la prima stavano a circa 380 e ora sono aumentati a 600…pero gia in 3 dottori (oltre gia a quello mio di base)mi hanno escluso qualunque forma di distrofia e di stare tranquillo e che magari puo anche essere un fattore genetico..

  17. Daniele

    Anche lei pensa che posso stare tranquillo,che non sono valori cosi eccessivi da poter pensare qualcosa di serio? comunque prossima settimana devo fare anche la visita dall’infettivologo e probabilmente le analisi x vedere se sono (ma a questo punto credo di si)celiaco.
    Grazie e buona giornata!

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Diciamo che mi piacerebbe capirne la causa, ma sottolineo che escludo distrofia o simili.

  18. Cristina

    Salve dottore sono circa quattro mesi che accuso mal di pancia e nausea,alternando stitichezza e dissenteria…tutto ciò mi comporta ansia e spossatezza…il gastroenterolo mi ha fatto fare gli esami per verificare se ho la celiachia ma sono risultati negativi così che l’ha escluso…ho curato tutto ciò come fosse colon irritabile e gastrite ma dopo in primi risultati i medicinali non mi fanno più effetto…cosa posso fare?esistono altri esami da fare?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Sembra proprio colon irritabile; sta attenta all’alimentazione?

  19. FABRIZIO

    Buona sera, sono il papà di un bambino che ha 11 anni e abbiamo scoperto che nostro figlio è ciliaco perché da Natale ha iniziato a lamentarsi per un mal di testa costante. Abbiamo fatto Ia gastroscopia e biopsia che confermano il suo problema, inoltre abbiamo fatto risonanza magnetica alla testa e visita oculistica che non hanno riscontrato nulla. Da dieci giorni abbiamo iniziato la cura a base di cibi senza glutine ma pare che il mal di testa invece di diminuire aumenti. Lei ha già avuto casi simili ? Secondo lei la causa del suo mal di testa potrebbe essere quella oppure dobbiamo iniziare a ricercare altre cause? Grazie e buona serata.

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Aspetterei almeno altri 10 giorni prima di giudicare.

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