PSA, valori normali e prostata

Ultimo Aggiornamento: 46 giorni

Cos’è l’esame PSA?

Il PSA (dall’inglese Prostate-Specific Antigen, ossia antigene prostatico specifico) è una proteina prodotta dalle cellule della ghiandola prostatica. L’esame ne misura i livelli nel sangue.

Per questo esame un campione di sangue viene mandato a un laboratorio di analisi e i risultati di solito vengono espressi in nanogrammi di PSA per millilitro (ng/mL) di sangue.

I livelli ematici della molecola sono spesso elevati negli individui con cancro prostatico.

  • L’esame è stato originariamente approvato dalla FDA (l’equivalente del nostro Ministero della Salute negli USA) nel 1986 per monitorare l’evoluzione della malattia in soggetti con diagnosi di tumore.
  • Nel 1994 la FDA ha approvato l’impiego dell’esame PSA in associazione all’esplorazione rettale digitale come test per il cancro prostatico in soggetti asintomatici. Individui con sintomi riferibili alla prostata spesso vengono sottoposti all’esame PSA, come ausilio al medico per capire la natura del problema.

Oltre al cancro prostatico, varie condizioni di natura benigna (non cancerosa) possono far aumentare i livelli, le condizioni prostatiche benigne più frequenti che causano un innalzamento dei livelli di PSA sono

  • le prostatiti (infiammazioni della prostata)
  • e l’ipertrofia (o iperplasia) prostatica benigna (un ingrossamento della prostata).

Anche per questa ragione ad oggi l’esame non è più considerato un marcatore tumorale, si parla invece di indicatore della salute prostatica.

Non ci sono prove che la prostatite o l’ipertrofia prostatica benigna portino al cancro prostatico, ma è possibile che un soggetto con una o ambedue le condizioni sviluppi anche il cancro prostatico.

Valori normali

In passato quasi tutti i medici consideravano normali valori di PSA uguali o inferiori a 4,0 ng/mL, quindi la biopsia della prostata per la ricerca del cancro prostatico sarebbe stata indicata in un soggetto con valori sopra 4,0 ng/mL.

A complicare la situazione ricordiamo poi che non c’è unanimità sul limite superiore di normalità, per esempio

  • il NHS inglese individua il valore 3.0 ng/ml,
  • l’Humanitas fissa limiti proporzionali all’età
    • 40-49 anni: 2.5 ng/mL,
    • 50-59 anni: 3.5 ng/mL,
    • 60-69 anni: 4.5 ng/mL,
    • 70-79 anni: 6.5 ng/mL.
  • così come la facoltà di medicina dell’Università di Havard.

Studi più recenti hanno mostrato che

  • alcuni soggetti con livelli di PSA inferiori a 4,0 ng/mL hanno sviluppato tumore,
  • come pure molti individui con valori maggiori non hanno in realtà il cancro.

Vari fattori possono determinare fluttuazioni dei valori circolanti, per esempio il livello spesso aumenta in individui colpiti da prostatite o da un’infezione del tratto urinario. Anche le biopsie e la chirurgia prostatiche aumentano i livelli. Al contrario, alcuni farmaci (tra cui finasteride e dutasteride, impiegati nel trattamento dell’ipertrofia prostatica benigna) diminuiscono i livelli.

Il dosaggio del PSA può anche in qualche misura variare tra laboratori.

Un’ulteriore complicazione è che gli studi per stabilire i limiti di normalità sono stati condotti prevalentemente in gruppi di soggetti caucasici. Benché gli esperti abbiano opinioni diverse, non esiste un consenso generale sulla soglia ottimale di PSA a cui raccomandare la biopsia prostatica, qualunque sia il gruppo etnico di appartenenza del soggetto.

In generale, comunque, maggiore il livello di PSA di un individuo, maggiore è la probabilità che abbia il cancro prostatico. In aggiunta, anche il continuo incremento nel tempo dei livelli di PSA può essere segno di cancro prostatico.

Dopo una prostatectomia radicale (rimozione chirurgica della prostata) i valori devono azzerarsi (risultato inferiore a 0.2 ng/ml) nell’arco di circa un mese e tale deve rimanere.

Preparazione

  • Sarà necessario evitare eiaculazioni nelle 24 ore precedenti la raccolta del campione, perché possono essere associate a livelli di PSA aumentati.
  • Il campione dovrà essere prelevato prima che il medico esegua l’esplorazione rettale digitale (ERD) e prima (o a distanza di parecchie settimane) di una biopsia prostatica; ambedue le condizioni possono far salire i valori.

L’esame è raccomandato come screening del cancro prostatico?

Fino a poco tempo fa molti medici e organizzazioni sanitarie incoraggiavano uno screening annuale del PSA negli individui maschi a partire da 50 anni. Alcune organizzazioni raccomandavano agli individui a rischio elevato di cancro prostatico (maschi afro-americani e soggetti con padre o fratelli affetti dal cancro prostatico) lo screening già dai 40 – 45 anni di età. Via via che si chiarivano benefici e rischi dell’esame, un numero crescente di organizzazioni ha iniziato a mettere in guardia contro lo screening routinario della popolazione. Benché alcune organizzazioni continuino a raccomandare lo screening periodico del PSA, c’è un consenso diffuso che un soggetto che decida di sottoporsi all’esame debba prima essere informato con precisione su rischi e benefici potenziali.

Pro Contro
L’esame può aiutare a identificare un cancro prostatico nelle fasi iniziali. Alcuni cancri prostatici crescono lentamente e non si diffondono mai oltre la ghiandola stessa.
Il cancro è più facile da trattare ed è più probabile riuscire a curarlo se viene diagnosticato al suo inizio. Non tutti i cancri prostatici necessitano di trattamento. Il trattamento del cancro prostatico può avere rischi ed effetti collaterali, come l’incontinenza urinaria, disfunzioni erettili o intestinali.
L’esame è di fatto un semplice prelievo del sangue, ampiamente diffuso. L’interpretazione dei risultati richiede professionisti qualificati. Ci possono essere livelli alti in assenza di cancro e non alti nonostante il cancro.
Per alcuni uomini, è preferibile sapere che non sapere. L’esame può dare un qualche livello di rassicurazione, indicando la verosimile assenza del cancro o la presenza di un cancro che può quindi essere trattato. Una diagnosi di cancro prostatico può provocare ansia e confusione. I dubbi sul fatto che il cancro possa non essere grave possono complicare il processo decisionale.
Il numero di morti da cancro prostatico è diminuito da quando è diventato disponibile l’esame PSA. L’esame ha ridotto la mortalità, ma l’entità della riduzione può non essere tale da giustificare costo e possibili danni a chi si sottopone all’esame.

Benefici

L’analisi del PSA può aiutare a intercettare il cancro prostatico in uno stadio precoce. Il cancro è più facile da trattare ed è più probabile riuscire a curarlo se viene diagnosticato al suo inizio.

Per valutare i benefici dell’esame, però, è importante sapere se diagnosi e trattamento precoci miglioreranno i risultati e ridurranno la mortalità per cancro prostatico.

Un elemento chiave è l’andamento tipico del cancro prostatico. In genere, questo cancro progredisce lentamente nell’arco di diversi anni, quindi è possibile che un soggetto abbia un cancro prostatico

  • che non gli causerà mai sintomi.
  • oppure che il cancro diventi un effettivo problema di salute.

Limiti

  • Fattori che aumentano il PSA. Oltre al cancro, i livelli possono aumentare per altre condizioni, come una prostata ingrandita (ipertrofia prostatica benigna), una prostata infiammata o infetta (prostatite). I livelli, inoltre, aumentano di norma con l’età.
  • Fattori che riducono il PSA. Alcuni farmaci usati nel trattamento dell’ipertrofia prostatica benigna o di patologie urinarie e alcuni chemioterapici a dosaggi elevati possono ridurre i livelli circolanti. Anche l’obesità può abbassare il risultato.
  • Risultati fuorvianti. L’esame non fornisce sempre risultati accurati. Livelli elevati non significano automaticamente cancro. Inoltre, molti soggetti con cancro prostatico hanno valori normali.
  • Sovradiagnosi. Studi scientifici hanno stimato che dal 23 al 42% degli uomini con cancro prostatico identificato tramite esame PSA hanno tumori che non avrebbero mai dato sintomi nel corso della vita. Questi tumori asintomatici sono considerati sovradiagnosi, ossia l’identificazione di un cancro che ha minime probabilità di causare problemi di salute o di mettere a rischio l’esistenza del soggetto.

Possibili rischi

I possibili rischi dell’esame PSA sono essenzialmente legati alle scelte conseguenti ai risultati, come la decisione di sottoporsi a ulteriori esami e al trattamento per il cancro prostatico. I rischi sono:

  • Problemi legati alla biopsia. La biopsia è una procedura che ha rischi intrinseci, quali dolore, sanguinamento e infezioni.
  • Effetti psicologici. Risultati falsi positivi (livelli di PSA elevati con biopsia negativa) possono causare ansia o disagio. In caso di diagnosi di cancro prostatico è possibile che il soggetto sviluppi livelli di ansia significativi anche con un tumore a crescita lenta che non causa problemi di salute.

Valori alti

Livelli elevati di PSA sono stati correlati a maggiori probabilità di avere un cancro prostatico:

PSA (ng/mL) Prevalenza tumore alla prostata
0.5 o meno 6.6%
0.6–1.0 10.1%
1.1–2.0 17%
2.1–3.0 23.9%
3.1–4.0 26.9%
Source: Thompson, et al. New England Journal of Medicine, 2004, Vol. 350, pp. 2239–2246

e spesso il valore aumenta prima della comparsa di sintomi e ciò può avvenire mesi se non anni prima.

L’esame è quindi uno strumento importante nello screening del cancro prostatico, ma non è infallibile. Ci sono altre condizioni che possono far aumentare il PSA, in particolare:

  • Un ingrossamento della prostata,
  • Un’infezione della prostata (prostatite),
  • Un’infezione delle vie urinarie,
  • Esami recenti della vescica (cistoscopia) o della prostata (biopsia),
  • La recente sostituzione di un catetere vescicale,
  • Recenti rapporti sessuali o eiaculazioni.

Il medico prenderà in considerazione i punti seguenti prima di decidere il passo successivo:

  • Età
    Età attuale 10 anni 20 anni 30 anni
    30 0.01 0.32 2.31
    40 0.31 2.33 7.47
    50 2.09 7.41 12.50
    60 5.84 11.43 13.50
    70 6.91 9.46 N/A
    Percentuale di uomini che svilupperanno un tumore alla prostata nei 10/20/30 anni successivi.
    Fonte: CDC
  • Un esame PSA precedente, il suo risultato e l’entità delle variazioni
  • Il riscontro di una massa prostatica all’esame obiettivo
  • Altri eventuali sintomi
  • Altri fattori di rischio per cancro prostatico, come l’etnia e la storia famigliare

Soggetti ad alto rischio possono aver bisogno di più esami, in particolare:

  • Ripetizione dell’esame PSA, in genere entro 3 mesi,
  • Ecografia,
  • Biopsia prostatica,
  • Un esame di controllo chiamato PSA libero. Minore il livello di questo esame, maggiore la probabilità di cancro,
  • Un esame dell’urina detto PCA3,
  • ProPSA,
  • […]

Dopo un trattamento per cancro prostatico, il livello di PSA può far capire se il trattamento sta funzionando o se c’è una recidiva.

Cosa fare con valori alti?

In presenza di livelli elevati di PSA in un soggetto che, in assenza di sintomi, decida di sottoporsi allo screening per il cancro prostatico, il medico può raccomandare una ripetizione conferma del reperto iniziale. Se il dato viene confermato, il medico raccomanderà il monitoraggio del soggetto con esami e visite a intervalli regolari per intercettare un qualunque cambiamento.

Se i livelli di PSA continuano a salire o si rileva un nodulo sospetto durante l’esplorazione rettale, il medico può raccomandare esami ulteriori per determinare la natura del problema.

  • Potrà essere indicato un esame dell’urina per la ricerca di un’infezione del tratto urinario.
  • Potranno anche essere raccomandati esami imaging, come l’ecografia transrettale, radiografie o cistoscopie.
  • Il medico consiglierà la biopsia in caso di cancro prostatico sospetto. Durante tale procedura, vengono prelevati più campioni di tessuto prostatico tramite sottili aghi inseriti nella prostata e poi rimossi. Di solito, gli aghi vengono inseriti attraverso la parete del retto (biopsia transrettale); gli aghi possono essere inseriti anche attraverso la pelle tra lo scroto e l’ano (biopsia transperineale). I campioni di tessuto prelevati vengono quindi esaminati al microscopio da un patologo. Il medico può usare l’ecografia per visualizzare la prostata durante la biopsia; l’ecografia da sola non è però diagnostica per il cancro prostatico.

I dubbi

La diagnosi precoce di cancro della prostata potrebbe non ridurne la mortalità. Quando impiegato per lo screening, l’esame del PSA può aiutare a scoprire piccoli tumori che non causano sintomi. Questa scoperta, però, non necessariamente ridurrà le probabilità dell’individuo di morire per cancro prostatico. Alcuni tumori identificati tramite questo esame crescono così lentamente che mettono a rischio la sopravvivenza del tutto eccezionalmente.

L’identificazione di tumori non pericolosi per la sopravvivenza è chiamata “sovradiagnosi”; il trattamento di questi tumori è detto “sovratrattamento”.

Quest’ultimo espone inutilmente un soggetto alle complicanze e agli effetti collaterali potenzialmente rischiosi del trattamento del cancro prostatico in fase precoce, comprendente chirurgia e radioterapia. Gli effetti collaterali di tali trattamenti includono l’incontinenza urinaria (incapacità di controllare il flusso urinario), problemi di defecazione, disfunzioni erettili (perdita di erezioni o erezioni non adeguate al rapporto sessuale) e infezioni.

Inoltre l’identificazione precoce del cancro può non essere di aiuto in soggetti con tumori a crescita rapida o aggressivi, che possono già essersi diffusi ad altre parti del corpo prima della diagnosi.

L’esame del PSA può dare risultati falsi positivi o falsi negativi.

  • Un esame dà un falso positivo quando i livelli di PSA sono alti ma di fatto non c’è un cancro. Un risultato falso positivo potrà generare ansia nel soggetto e nella sua famiglia, nonché dare luogo ad altre procedure mediche, come la biopsia prostatica, che possono essere pericolose. Tra gli effetti collaterali della biopsia, per esempio, ci sono gravi infezioni, dolore e sanguinamenti.
    La maggior parte dei soggetti con livelli elevati di PSA di fatto non ha il cancro della prostata: solo circa il 25% degli individui con biopsia prostatica conseguente a valori elevati di PSA ha il cancro.
  • Un esame dà un falso negativo quando i livelli di PSA sono bassi anche se di fatto c’è un cancro. Un risultato falso negativo potrà dare la falsa sicurezza di non avere il cancro al soggetto e alla sua famiglia, quando in realtà il cancro c’è e richiede un trattamento.

Gli studi effettuati

Per lo screening del cancro prostatico sono stati condotti diversi studi randomizzati.

Uno dei maggiori è lo studio per lo screening del cancro di PLCO (dall’inglese Prostate, Lung, Colorectal, Ovarian, ossia Prostata, Polmone, Colon-retto, Ovaie), condotto dall’istituto nazionale per il cancro statunitense (NCI) per stabilire se alcuni esami di screening possono ridurre la mortalità da vari tipi di cancri frequenti. Per la prostata, è stata valutata l’efficacia dell’esame PSA e dell’esplorazione rettale nel ridurre le probabilità di un individuo di morire di cancro prostatico.

Nei soggetti sottoposti a screening annuale rispetto ai soggetti del gruppo di controllo, i ricercatori dello studio PLCO hanno trovato una maggior incidenza di cancro prostatico, ma una mortalità del cancro sovrapponibile. Complessivamente, i risultati suggeriscono che molti soggetti sono stati trattati per cancri prostatici che, in assenza dello screening, non sarebbero mai stati rilevati nell’arco della loro vita. Di conseguenza, tali soggetti sono stati inutilmente esposti ai rischi potenziali del trattamento.

Un secondo studio di grandi dimensioni, lo ERSPC (dall’inglese European Randomized Study of Screening for Prostate Cancer, ossia studio europeo randomizzato per lo screening del cancro prostatico), ha messo a confronto le morti per cancro prostatico in soggetti gestiti in modo random con screening basato sul PSA o senza screening. Come nello studio PLCO, i soggetti dello studio ERSPC sottoposti a screening avevano una maggior incidenza di cancro prostatico rispetto ai soggetti del gruppo di controllo. Contrariamente allo studio PLCO, però, gli individui sottoposti a screening mostravano una minor mortalità per cancro prostatico.

Fonte: https://www.cancer.gov/PublishedContent/Images/types/prostate/psa-infographic.jpg

Fonte: https://www.cancer.gov/PublishedContent/Images/types/prostate/psa-infographic.jpg

La United States Preventive Services Task Force (organismo ufficiale statunitense adibito ai servizi di prevenzione) ha analizzato i dati degli studi PLCO, ERSPC e altri, stimando che, per ogni 1.000 uomini tra 55 e 69 anni sottoposti a screening ogni 1 – 4 anni per una decade:

  • si potrebbero evitare 0 – 1 casi di morte per cancro della prostata;
  • 100 – 120 soggetti avrebbero risultati falsi positivi, con conseguente biopsia; di questi, circa un terzo avrebbe sintomi almeno moderatamente fastidiosi conseguenti alla biopsia
  • in 110 casi, verrebbe diagnosticato il cancro della prostata. In circa 50 di questi soggetti, ci sarebbero complicanze dal trattamento, tra cui disfunzioni erettili (29 casi), incontinenza urinaria (18 casi), gravi eventi cardiovascolari (2 casi), trombosi venose profonde o embolie polmonari (1 caso) e, in meno di un caso, morte conseguente al trattamento.

Come viene usato l’esame PSA in soggetti trattati per cancro prostatico?

L’esame PSA viene usato per monitorare pazienti con una storia di cancro della prostata per vedere se quest’ultimo recidiva. Un PSA che inizia a salire dopo il trattamento di un cancro prostatico può essere il primo segno di una recidiva.

Questa “ricaduta biochimica” compare tipicamente mesi o anni prima di altri segni e sintomi di recidiva del cancro prostatico.

Un unico reperto di PSA aumentato in un paziente con una storia di cancro della prostata non implica tuttavia sempre la presenza di una recidiva. Un soggetto trattato per cancro della prostata dovrà discutere con il proprio medico il significato dell’aumento e il medico potrà raccomandare la ripetizione dell’esame o l’esecuzione di altri analisi per la conferma di un’eventuale recidiva. Il medico potrà voler osservare l’andamento nel tempo dell’incremento del PSA invece di considerare un unico livello alto.

Come pensa la comunità scientifica di migliorare l’esame PSA?

La comunità scientifica sta provando in vari modi a migliorare l’esame per consentire ai medici una miglior distinzione tra condizioni cancerose e benigne, nonché tra cancri a crescita lenta e forme veloci, potenzialmente letali. Tra i metodi studiati, ci sono:

  • PSA libero rispetto al PSA totale (PSA ratio o rapporto): la quantità totale nel sangue di antigene “libero” (non legato ad altre proteine) divisa per la quantità totale. Alcuni dati sembrano indicare che una proporzione inferiore di antigene libero possa essere associata con forme di cancro più aggressive.
  • Densità del PSA della zona di transizione: il livello ematico di antigene diviso per il volume della zona di transizione della prostata. La zona di transizione è la parte interna della prostata che circonda l’uretra. Alcuni dati sembrano indicare che questa misura possa essere più accurata nell’identificare un cancro prostatico rispetto all’esame standard.
  • Intervalli di riferimento del PSA per classi di età: poiché i livelli tendono ad aumentare con l’età, è stato ipotizzato che l’impiego di intervalli di riferimento per classi di età possa migliorare l’accuratezza dell’esame, tuttavia questi intervalli di riferimento non sono stati in generale incoraggiati perché il loro impiego potrebbe ritardare la diagnosi del cancro prostatico in molti individui.
  • Velocità e tempo di raddoppiamento del PSA: la velocità dell’antigene prostatico è la velocità di variazione del suo livello nel tempo, espressa in ng/mL all’anno. Il tempo di raddoppiamento è l’intervallo di tempo necessario perché il suo livello raddoppi. Alcuni dati sembrano indicare che la velocità di salita possa essere utile nel predire la comparsa del cancro prostatico.
  • ProPSA: i proPSA sono vari precursori inattivi dell’antigene prostatico. Alcuni dati indicano che i proPSA sono correlati più strettamente al cancro prostatico che all’ipertrofia prostatica benigna. Un esame approvato di recente combina la misurazione di una forma di proPSA detta [-2]proPSA con misurazioni del PSA e del PSA libero. Ne deriva l’“indice di salute prostatica” che può essere utile ai soggetti con livelli compresi tra 4 e 10 ng/mL per decidere se sottoporsi a biopsia.

Il grande dibattito

Sono stati scritti centinaia e centinaia di lavori scientifici sui pro e i contro dello screening tramite esame PSA; il dibattito pubblico è spesso sembrato ancora più intenso rispetto a quello tra esperti. A oggi, i medici si sono divisi in due campi principali, i sostenitori e i detrattori. Ecco la sostanza delle rispettive posizioni.

A favore

L’American Cancer Society (ACS, la società americana di oncologia) raccomanda che i medici parlino dell’esame PSA con qualunque soggetto di sesso maschile sopra i 50 anni con una speranza di vita di almeno 10 anni; prescrive anche di avviare tali discorsi a 45 anni con i soggetti più a rischio, come gli afro-americani e gli individui con storia famigliare di cancro prostatico.

La posizione dell’ACS è che, se il soggetto non riesce a decidersi, il medico debba raccomandare di sottoporsi all’esame. Anche l’American Urological Association (associazione degli urologi americani) raccomanda lo screening con PSA. Fino al 2009, gli urologi avevano le stesse linee guida dell’ACS, mentre ora hanno stabilito che il medico deve prospettare l’esame a tutti gli uomini con aspettativa di vita oltre 10 anni, a partire dai 40 anni di età.

Hanno un buon argomento. L’esame, che richiede un singolo prelievo di sangue, è veloce, facile e sicuro. È economico e affidabile nella maggior parte dei laboratori, grazie ai miglioramenti tecnologici.

I sostenitori dello screening sottolineano che l’esame potenzialmente rileva circa l’80% dei cancri prostatici. In assenza di screening, il 40% circa dei cancri non verrà diagnosticato prima di essersi diffuso ben oltre il livello di curabilità. La diagnosi precoce è certamente la miglior speranza di cura del cancro prostatico e lo screening è senz’altro il modo migliore di farla.

Contro lo screening

La task force canadese per la medicina preventiva e la Canadian Urological Association (associazione degli urologi canadesi) si schierano contro l’esame PSA nei soggetti in apparente buona salute.

La task force statunitense per i servizi di prevenzione sono contrari all’esame nei soggetti a partire dai 75 anni, come pure negli individui con una speranza di vita di 10 anni o meno. Negli altri, la task force fa notare che, mentre i danni potenziali dello screening per il cancro prostatico possono essere stabiliti, non lo possono essere presenza ed entità dei possibili benefici.

Le associazioni americane dei medici e dei medici di famiglia concordano che gli uomini andranno informati dei rischi conosciuti e benefici incerti dello screening del cancro prostatico prima di sottoporsi a un qualunque esame.

Anche loro hanno buone argomentazioni. Anche con costi bassi, esaminare annualmente tutti i maschi americani sopra i 50 anni costerebbe miliardi (si parla della popolazione degli Stati Uniti). Potrebbe comunque far risparmiare se la diagnosi precoce riducesse il bisogno di trattamenti più costosi per cancri avanzati.

Ma le critiche vanno oltre i soli dati economici e considerano il problema della sovradiagnosi. I detrattori hanno argomentato a lungo che lo screening potrebbe causare più danni che benefici se determinasse il trattamento non necessario di soggetti cui il cancro prostatico non causerebbe mai problemi.

Nonostante le divergenze, i due campi sono d’accordo su un punto: l’unico modo per risolvere la controversia è l’esecuzione di studi clinici randomizzati di alta qualità. Ecco perché i due studi analizzati prima sono così importanti.

E quindi?

I ricercatori medici e chi definisce le politiche sanitarie devono sapere se i programmi di screening di massa prevengono morti.

Nel caso dello screening PSA la miglior evidenza disponibile è che l’esame determina una riduzione irrilevante o nulla della mortalità per cancro prostatico.

Benché gli studi PLCO ed ERSPC non abbiano ancora divulgato i dati sugli effetti collaterali del trattamento, è verosimile che, poiché lo screening non riduce sostanzialmente il rischio di morte, gli effetti collaterali della sovradiagnosi e del sovratrattamento implichino che lo screening fa più male che bene.

Le politiche pubbliche sono una cosa, le scelte personali un’altra.

In queste pagine, viene spesso asserito che, anche se non esiste la risposta perfetta sullo screening PSA, esistono però due posizioni sbagliate:

  • bisogna sicuramente sottomettersi all’esame,
  • non bisogna mai farlo.

Come prima ciascun soggetto dovrà confrontarsi con il proprio medico (ed eventualmente la propria famiglia), quindi prendere una decisione. La decisione potrà cambiare di anno in anno, anche in funzione di nuovi dati.

Nonostante questi studi maggiori, lo screening rimane una decisione personale, anche se ora sappiamo qualcosa in più: prima degli studi PLCO ed ERSPC i detrattori PSA argomentavano che mancavano dati sul potenziale salva-vita dello screening PSA. Ora, possono sostenere che esistono chiari elementi sul fatto che lo screening non salva vite (si noti che il soggetto della frase è lo screening di massa, non l’esame in sé).

Prima degli studi PLCO ed ERSPC, i sostenitori PSA affermavano che, se un soggetto non era in grado di decidere se sottoporsi o meno all’esame PSA, bisognava di base raccomandare l’esame. Ora possono arrivare a concludere che, a meno che un soggetto abbia motivi particolari per richiedere l’esame, la raccomandazione è di non sottoporsi all’esame.

La discussione continuerà, ma i campi da gioco si sono rovesciati.

Fonti principali:

Traduzione a cura della Dr.ssa Greppi Barbara

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Domande, suggerimenti e segnalazioni

  1. Massimo

    Buongiorno dottori,
    appena presi risultati psa ho 40 anni:
    psa totali 0,54
    antigene prostatico libero 0,23
    psa libero/ psa totale 0,43 (questo valore è segnato rosso).
    Devo preoccuparmi?.
    Grazie Saluti.

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Sembra ottimo, ma come sempre l’ultima parola spetta al suo medico.

    2. Massimo

      La ringrazio per la celere risposta, ho pensiero sul valore psa libero/psa totale che sul referto come valore di riferimento è dato tra 0,16 e 0,28 mentre il mio è 0,43.
      Grazie.

  2. Tib

    Buonasera dottori
    Ho appena ritirato analisi psa ho 59 anni
    Psa 3.08 mg/ml
    Antigene pros. Libero 0.62
    Psa Libero/ totale 0,2
    Grazie

  3. carlo

    Devo ritornare dall’urologo solo dopo aver ripetuto l’esame del PSA, cosa che farò tra qualche giorno. In verità, volevo vedere spazzata via l’ansia che mi ha preso sin da quando ho visto il mio risultato di 3.44 nm/ml e lo ho confrontato con i valori normali scritti sul referto, fino a 2.5 nm/ml. Essendo largamente ignorante in materia, questo per me è stato un fulmine a ciel sereno e volevo un aiutino “morale” (che la Dott.ssa Fabiani mi ha dato). Mi sono un po’ documentato ed ho potuto constatare che non c’è uniformità di vedute sul PSA: ho sentito anche di soggetti che con PSA a 40.00 nm/ml conducono una vita del tutto normale. Allora, è giusto che io mi preoccupi per 3.44 ? Mah…

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Come ci ricorda spesso il Dr. Militello il PSA non è un marker tumorale, ma un indice di salute prostatica, quindi è corretto approfondire, ma non c’è ragione di farsi prendere dal panico (a maggior ragione con il suo risultato).

  4. Tanino

    Ho 69 anni ho problemi con i valori del PSA da quasi 10 anni, i vari urologi che ho consultato durante questi anni, mi hanno prescritto nel passato diversi farmaci: Avodart, Silodyx e spesso vedendo gli esami del PSA a volte alternativamente sospendevano l’Avodart.
    Da Settembre 2014 fino a Dicembre 2015 prendevo Avodart 0,5 mg. e Silodyx 8 mg.
    Esami fatti nel 2014 e 2015:
    Settembre 2014: PSA 5,310 – PSA Libero 1,7 – ( Rapp.= 0,33 )
    Febbraio 2015: PSA 4,230 – PSA Libero 0,7 – ( Rapp. = 0,16 )
    Luglio 2015: PSA 3,040 – PSA Libero 0,6 – ( Rapp. = 0,20 )
    Dicembre 2015: PSA 2,670 – PSA Libero 0,5 – ( Rapp. = 0,19 )
    A seguito controllo urologico, da Gennaio 2016 prendo solo Silodyx 8 mg. Le invio gli esami fatti nel 2016:
    Giugno 2016: PSA 5,360 – PSA Libero 0,7 – ( Rapp. = 0,13 )
    Settembre 2016: PSA 3,530 – PSA Libero 0,9 – ( Rapp. = 0,25 )
    Sarei grato di avere un Vostro parere, grazie.

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Da giugno a settembre è cambiato qualcosa a livello di terapia?
      Sintomi?

    2. Tanino

      – La terapia è sempre la stessa da Gennaio 2016 ad oggi: Silodyx 8 mg.
      – Sindomi: Nessun sindomo rilevante, urino regolarmente, non ho dolori, raramente la notte mi alzo per urinare, l’ultimo esame uroflussometria eseguito a Giugno 2016 non presentava anomalie e a dire dall’esaminatore tutto rientrava nella normalità ed il volume residuo era zero.

    3. Tanino

      Dimenticavo di segnalare che nel Maggio del 2016 sono stato sottoposto all’esame di Uretrocistoscopia e l’esaminatore mi consegnava il referto e mi segnalava che: URETRA, con presenza di doppia stenosi anulare; COLLO, deformato da ipertofia dei lobi prostratici laterali e mediano ipertofico; VESCICA, mucosa vescicale normale, presenza di calann…..? da riflusso; SBOCCHI URETERALI, in sede. Mi scuso se quanto sopra descritto è poco chiaro ed incompleto ma riferisco quello che il medico mi ha riferito verbalmente perchè il referto è scritto a mano e in corsivo e non riesco a decifrare bene tutto il contenuto.

    4. Dr. Cracchiolo (Medico Chirurgo)
      Dr. Cracchiolo (Medico Chirurgo)

      Salve, sono valori che possono essere giustificati da una iperplasia prostatica. Deve continuare a fare i controlli . Ma è stata fatta una ecografia prostatica?

  5. carlo

    Sono in attesa del referto circa le mie ultime analisi del PSA. Nel frattempo, resta un po’ di bruciore all’atto della minzione ma il getto/flusso ha guadagnato in forza ed ora si avvicina alla normalità.
    Domanda: quando il getto diventa più forte, significa che la prostata ha ridotto il proprio volume e l’urina esce fuori più facilmente, senza ostacoli ?
    Grazie a tutti.

  6. carlo

    Ovviamente, tanti ringraziamenti sono da me rivolti ai dott. Fabiani, Cimurro e Militello. A volte, solo poche righe servono a tirare su il morale, che spesso ha alti e bassi…
    Grazie tante.

    1. Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)
      Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)

      Buonasera, siamo contenti dei suoi miglioramenti, con tutta probabilità ciò che ostacolava il flusso urinario sta regredendo. Ci tenga informati, a presto!

  7. Dario

    Buongiorno
    Ho appena ricevuto il risultato delle mie analisi.
    PSA totale 4,930 PSA libero 0,872 rapporto PSA libero/totale 0.18
    In maggio di questo anno avevo questi valori:
    PSA totale 4,200 PSA libero 0,835 rapporto PSA libero/totale 0.20
    Ho 55 anni. Non fumo e bevo molto raramente, sono vegetariano da oltre 40 anni, non ho disturbi se non una eiaculazione ridotta rispetto a 10 anni fa.
    Negli ultimi sei mesi ho avuto una difficile situazione famigliare e una situazione di emotività/stress molto elevata.
    Grazie per l’attenzione

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Probabilmente nulla di cui preoccuparsi, ma è senza dubbio consigliabile verificare con un urologo le cause dell’aumento (e comunque del valore leggermente oltre la norma).

  8. Roberto

    Buona sera, ho 56 anni e mi sono appena sottoposto ad un esame del PSA:
    Ecco i valori…
    PSA TOTALE 1.190
    PSA FREE 0.231
    PSA-FREE/PSA-TOTALE 19.4 (valore in grassetto)

    Grazie per la cortese risposta.

    1. ALEX

      Buonasera.Appena ritirato valori PSA-TOTALE 0,469 PSA-FREE 0,326 PSA-FREE/PSA-TOTALE 69,5 .HO 56 ANNI DEVO PREOCCUPARMI?GRAZIE PER L’EVENTUALE RISPOSTA.

    2. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Sembra ottimo, ma come sempre raccomando di verificare con il medico.

  9. carlo

    Al prelievo del 22/10/16, il mio PSA da 3.44 di agosto si è leggermente alzato fino ad un valore di 4.16 Ng/ml (con un intervallo di normalità 0-4). Globuli rossi: 4.05 mln/m3; Ematocrito (HCT) 40.7 (valori normali 42-50%); Volume Cellulare Medio: 100.6 (valori normali 80-97 fL). Tutti gli altri valori sono ok e l’urina non presenta alcunchè di patologico all’esame svolto in pari data (nonostante io abbia tutt’oggi un po’ di bruciore all’atto della minzione).
    Qualcuno mi fa capire un po’ di più…?
    Grazie a tutti.

    1. Dr. Cracchiolo (Medico Chirurgo)
      Dr. Cracchiolo (Medico Chirurgo)

      Buongiorno, le alterazioni dell’emocromo sono di lieve entità, forse c’è una lieve anemia, l’ MCV a 100 potrebbe indicare un deficit di vitamina B12 o folati ma è solo una ipotesi. Il PSA può andare incontro a fluttuazioni simili, ma è comunque consigliato, se non fatto di recente, integrare con un controllo ecografico e urologico. saluti

    2. carlo

      Grazie molte per i Vostri preziosi consigli. Mi farò visitare da 2 urologi che conosco. Domanda: ammettiamo che venerdì pomeriggio mi sottoponga ad esplorazione rettale; è possibile sottoporsi alla medesima procedura anche sabato mattina (dopo meno di 24h) ?
      Grazie.

    3. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Non vedo problemi, ma eviterei di sentire troppi pareri, rischia di venirne fuori più confuso di prima.

  10. Ketty

    Salve sono Ketty volevo chiedere mio padre ha 62 anni e al prelievo che ha fatto ieri i risultati del suo psa e di 143 io leggendo sono preoccupatissima perché vedo che nessuna a questo tasso così alto e neanche su internet risulta così alto cosa vuol dire che mio padre a un tumore maligno vi prego rispondetemi

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Mi è capitato di leggere valori anche superiori e da solo il PSA non permette una diagnosi di tumore, ma certamente va approfondito con l’urologo.

    2. Anonimo

      Noi abbiamo la visita domani però sono molto preoccupata ma in questi casi si deve per forza operare o ce anche una cura

    3. Ketty

      Dottore ma lei pensa sia una cosa grave perché io in questi commenti vedo valori molto più bassi e nessuno alto come quello di mio padre

    4. Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)
      Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)

      Salve, tutto dipende dalla diagnosi, non sapendo di cosa si tratta non possiamo fare nessuna ipotesi di terapia, bisogna purtroppo attendere la visita. In bocca al lupo per suo padre!

  11. Silvia

    Mio fratello 65 anni con ipertrofia prostatica benigna ha effettuato il dosaggio psa (antigene prostatico specifico) e il valore è di 4.42 (nella norma fino a 4). Il psa libero è 0.92 e psa free / psa totale x 100 è 20.8, possiamo stare tranquilli? Grazie mille per l’eventuali risposta che spero arriverà. Cordiali saluti, Silvia.

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Essendo in terapia si punta in genere a valori migliori; raccomando di fare il punto con l’urologo, che valuterà anche in base a sintomi, esami precedenti, …

    2. Silvia

      La ringrazio per la celere risposta. Ha la visita nei prossimi giorni ma è molto agitato. Potrebbe essere comunque questo un risultato preoccupante o è anche possibile che la terapia non è più adeguata?
      La ringrazio ancora. Buona giornata.

    3. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Probabilmente verrà rivista la terapia o magari nemmeno, ma va verificato.

    4. carlo

      Sono stato visitato dall’urologo (anche con esplorazione rettale): nulla di anomalo e mi sono stati indicati Permixon o Curmanox. C’è una differenza evidente tra i due preparati ? Grazie.

    5. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Sono entrambi prodotti che aiutano a controllare i sintomi legati all’ipertrofia prostatica; ho esperienza solo con Permixon (ed equivalenti), che in genere è considerato efficace.

  12. Mario

    Salve sono Mario ho 55 anni ho ritirato risultati PSA
    PSA totale 1,87
    PSA Free 0,37
    Rapporto Free/Totale 19,79 questo ultimo valore è seganto con *
    ci sono problemi ?

    Grazie e cordiali Saluti

  13. Bruno

    Buona sera ho 50 anni e dopo un controllo del psa fatto il 20 ottobre ho riscontrato questi valori, psa totale 5,13 psa libero 1,3 rapporto 0,26 non ho disturbi solo mi alzo la notte 1 o 2 volte a seconda di quanto bevo durante il giorno, circa 2 o 2,5 litri. Vorrei un vostro parere sono un po preoccupato tra qualche giorno ho una visita con urologo. Grazie

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Probabilmente non sarà nulla di preoccupante (magari solo la prostata un po’ ingrossata), ma è corretto verificare con l’urologo.

  14. MICHELE CEL

    Buonasera,volevo un’informazione!!il psa totale di mio padre è di 11 ( età 67 anni). A breve farà l’esame per il psa libero.Credete debba preoccuparmi per il valore oltremodo alto già da ora?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Il PSA non è più considerato un marker tumorale, quindi anche se è una situazione che richiede tassativamente di essere approfondita non salterei a conclusioni.

  15. Lello ho 52 anni

    Buongiorno ho appena ritirato gli esami e vorrei un parere.. il mio PSA totale è 0.5 libero 0.1 rapporto libro. +tot 0.20. Essendo la prima volta che faccio il psa non so cosa pensare. Grazie

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Direi ottimo, ma ovviamente l’ultima parola spetta al medico.

  16. Paolo50

    Salve, ho 66 anni, l’11 di Novembre 2016 ho fatto l’esame del PSA per la prima volta dopo che, credo sicuramente di avere la Prostata ingrossata, perchè ho una riduzione del flusso, il valore è di PSA totale 4,76, mentre il PSA libero non l’ho fatto perchè non sapevo, spesso urino durante il giorno, ma tutto questo lo attribuivo alla pillola della pressione, a causa del diuretico che contiene. Mi hanno consigliato di fare, per primo una ecografia Prostatica, è giusto questo, grazie

    1. Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)
      Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)

      Salve, è un valore nella norma, concordo con l’ecografia prostatica, e magari una visita urologica mirata.

  17. Paolo

    Buongiorno apena ho ritirato esameno Psa. -PSA LIBERO ;0,44
    -PSA TOTALE ;0,27
    RATIO LIBERO/ TOTALE 0,34
    Mi devo preocupare ? Grazie mile

    1. Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)
      Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)

      Sembrano valori nella norma, li ha eseguiti per motivi particolari o semplice controllo?

  18. Paolo 64 anni

    Buongiorno apena ho ritirato esameno Psa. -PSA LIBERO ;0,44
    -PSA TOTALE ;0,27
    RATIO LIBERO/ TOTALE 0,34
    Mi devo preocupare ? Grazie mile

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Non mi tornano i conti, può verificare cortesemente i valori?

  19. vito

    Gentilmente dott volevo sapere un vostro parere .mio marito a fatto un ecografia e il risultato è che la sua prostata e un po ingrassata le analisi del psa e psa free e 3,12 e 3,89 il suo medico curante a chiesto un visita urologica ,devo preoccuparmi. La ringrazio anticipatamente perché in questo momento sono molto in ansia grazie

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      No, non si preoccupi, con buona probabilità si tratterà di ipertrofia prostatica benigna. Ci tenga al corrente.

  20. Alfredo

    Ho 47 anni, sono alto 183cm per 80 Kg. Il mio problema è che debbo andare spesso in bagno a fare pipì. Di notte sempre una volta. Di giorno ho degli stimoli frequenti ed improvvisi a cui difficilmente posso resistere. Quando vado in bagno faccio poca pipì. Ho fatto gli esami del sangue e delle urine con il seguente risultato PSA totale 2.61 (non ho gli altri dati sul psa free) ed esame batteriologico colturale delle urine negativo. Ho fatto anche l’esame emocromocitometrico in cui i valori sono tutti nella norma. Non ho dolori quando eiaculo e quando faccio la pipì. Non ho tracce di sangue nella pipì e nello sperma. Bevo molto. In passato (1 mese fa) avevo bruciore prima di urinare, poi prendendo prostamol questo bruciore è passato, rimanendo però ugualmente lo stimolo di andare al bagno urgentemente. Quale potrebbe essere il mio problema?

    1. Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)
      Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)

      Dovrebbe fare comunque una visita urologica, anche se il PSA è nella norma potrebbe comunque essere un problema relativo; se beve di meno il disturbo migliora?

    2. Alfredo

      Si se bevo meno il problema migliora, ma nel senso che posticipo solamente il problema. Si immaginavo di dover andare da un urologo, ma pensavo che essendoci qui qualche urologo potevo ottenere qualche parere.

    3. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Purtroppo a causa dei numerosi impegni professionali il Dr. Militello non sempre riesce ad essere presente, mi dispiace.

  21. Franco

    Salve, ho 40 anni e da qualche anno facendo gli esami di routine controllo sempre il psa che è stato sempre 0.20. L’anno scorso facendo un ecografia addominale è uscito fuori:piccole calcificazioni alla prostata. Sono stato da un urologo che visitandomi mi ha trovato la prostata ingrossata e mi ha dato una cura per 6 mesi e un controllo successivo portando l’analisi psa. Erroneamente il laboratorio mi ha eseguito il Pap invece del psa che è uscito a 2.13. Volevo chiedere qualè la differenza tra le due analisi e se devo preoccuparmi. Grazie mille.

    1. Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)
      Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)

      E’ un indicatore di patologia prostatica, sia benigna che maligna; solitamente i valori normali sono fino a 3, quindi se non diversamente indicato nel referto, il suo valore è nei limiti.

  22. kiss50

    Salve, Dott. Militello, il giorno 03/11/2016 ho fatto una ecografia transrettale, il giorno 04/11/2016 un esplorazione rettale e una cistoscopia, quanti giorni devono passare per effettuare una analisi del psa? Grazie infinite!!

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Sono passati ormai 20 giorni, non dovrebbe più esserci alcun problema.

  23. Saggio

    Mi potete dire qualcosa su questi miei valori? Ho 82 anni:
    Psa 3,4ng/ml
    Psa libero 1,260ng/ml
    Peso totale 3,4ng/ml
    Spa libero%Spa totale 36,63%
    Grazie mille

    1. Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)
      Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)

      Sembrerebbero valori nella norma, ha eseguito il dosaggio per motivi particolari?

    2. Saggio

      Fatico ad urinare ,lo scorso anno avevo avuto perdite di sangue appena avevo iniziato ad urinare ma tutti gli esami fatti erano negativi…..dopo un anno fatico ad urinare e ho rifatto la lettura del psa…sto tranquillo?

    3. Dr. Cracchiolo (Medico Chirurgo)
      Dr. Cracchiolo (Medico Chirurgo)

      Salve, è probabile che abbia una iperplasia prostatica,anche se le analisi sono nella norma deve essere rivalutato da un urologo.saluti

    4. Saggio

      Andrò senz’altro dall’aeroporto ma Una iperplasia prostatica con esami nella norma può nascondere qualcosa di brutto? Mi scusi ma sono un po’ teso

    5. Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)
      Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)

      Se gli esami sono nella norma non mi preoccuperei, meglio comunque avere una situazione più chiara facendo la visita specialistica.

  24. Dr. Andrea Militello (andrologo, urologo)
    Dr. Andrea Militello (andrologo, urologo)

    In questi casi sempre indispensabile un approfondimento urologico ( sin anche all urotac se il sangue si ripresenta ) e cercare di disostruire completamente la via urinaria

    un caro saluto

    Dr. Andrea Militello, Andrologo Urologo Roma, Viale Libia 120 Sito Web: http://www.andrologiamilitello.it/

    1. Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)
      Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)

      Non è detto che sia nulla di preoccupante, specie visti gli ultimi Sami negativi, ma come già detto serve comunque la valutazione urologica.

  25. Massimo

    Salve, mio padre ha ritirato gli esami qualche giorno fa e questi sono i risultati:
    -psa tot 0,72 -psa libero 0,34 index fpsa/tpsa 47 del 04-11-2016
    -psa tot 0,68 -psa libero 0,27 – valori in ng/ml del 11-11-2016

    grazie per la risposta, saluti

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Sembrano ottimi, ma ovviamente l’ultima parola spetta al medico.

    2. Anonimo

      Cortesemente mi potete dirmi il significato del ecografia di mio marito .perche sono molto in ansia e preoccupata .non sto vivendo più queste le analisi prostata di volume (dl13cm)eco struttura omogenea .Aumentata di volume (dt65mm;dap54mm;dl51mm; volume stimato circa 85ml ) Discreto residuo post min zi o na le (circa300ml)la ringrazio della risposta domani a la visita dal urologo grazie ancora

    3. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Personalmente per scelta non esprimo mai giudizi sui referti ecografici perchè non ho le competenze per farlo, ma lascio la notifica aperta per la serata quando le risponderà la Dr.ssa Fabiani.

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