PSA, valori normali e prostata

Ultimo Aggiornamento: 6 giorni

Cos’è l’esame PSA?

Il PSA (dall’inglese Prostate-Specific Antigen, ossia antigene prostatico specifico) è una proteina prodotta dalle cellule della ghiandola prostatica. L’esame ne misura i livelli nel sangue.

Per questo esame un campione di sangue viene mandato a un laboratorio di analisi e i risultati di solito vengono espressi in nanogrammi di PSA per millilitro (ng/mL) di sangue.

I livelli ematici della molecola sono spesso elevati negli individui con cancro prostatico.

  • L’esame è stato originariamente approvato dalla FDA (l’equivalente del nostro Ministero della Salute negli USA) nel 1986 per monitorare l’evoluzione della malattia in soggetti con diagnosi di tumore.
  • Nel 1994 la FDA ha approvato l’impiego dell’esame PSA in associazione all’esplorazione rettale digitale come test per il cancro prostatico in soggetti asintomatici. Individui con sintomi riferibili alla prostata spesso vengono sottoposti all’esame PSA, come ausilio al medico per capire la natura del problema.

Oltre al cancro prostatico, varie condizioni di natura benigna (non cancerosa) possono far aumentare i livelli, le condizioni prostatiche benigne più frequenti che causano un innalzamento dei livelli di PSA sono

  • le prostatiti (infiammazioni della prostata)
  • e l’ipertrofia (o iperplasia) prostatica benigna (un ingrossamento della prostata).

Anche per questa ragione ad oggi l’esame non è più considerato un marcatore tumorale, si parla invece di indicatore della salute prostatica.

Non ci sono prove che la prostatite o l’ipertrofia prostatica benigna portino al cancro prostatico, ma è possibile che un soggetto con una o ambedue le condizioni sviluppi anche il cancro prostatico.

Valori normali

In passato quasi tutti i medici consideravano normali valori di PSA uguali o inferiori a 4,0 ng/mL, quindi la biopsia della prostata per la ricerca del cancro prostatico sarebbe stata indicata in un soggetto con valori sopra 4,0 ng/mL.

A complicare la situazione ricordiamo poi che non c’è unanimità sul limite superiore di normalità, per esempio

  • il NHS inglese individua il valore 3.0 ng/ml,
  • l’Humanitas fissa limiti proporzionali all’età
    • 40-49 anni: 2.5 ng/mL,
    • 50-59 anni: 3.5 ng/mL,
    • 60-69 anni: 4.5 ng/mL,
    • 70-79 anni: 6.5 ng/mL.
  • così come la facoltà di medicina dell’Università di Havard.

Studi più recenti hanno mostrato che

  • alcuni soggetti con livelli di PSA inferiori a 4,0 ng/mL hanno sviluppato tumore,
  • come pure molti individui con valori maggiori non hanno in realtà il cancro.

Vari fattori possono determinare fluttuazioni dei valori circolanti, per esempio il livello spesso aumenta in individui colpiti da prostatite o da un’infezione del tratto urinario. Anche le biopsie e la chirurgia prostatiche aumentano i livelli. Al contrario, alcuni farmaci (tra cui finasteride e dutasteride, impiegati nel trattamento dell’ipertrofia prostatica benigna) diminuiscono i livelli.

Il dosaggio del PSA può anche in qualche misura variare tra laboratori.

Un’ulteriore complicazione è che gli studi per stabilire i limiti di normalità sono stati condotti prevalentemente in gruppi di soggetti caucasici. Benché gli esperti abbiano opinioni diverse, non esiste un consenso generale sulla soglia ottimale di PSA a cui raccomandare la biopsia prostatica, qualunque sia il gruppo etnico di appartenenza del soggetto.

In generale, comunque, maggiore il livello di PSA di un individuo, maggiore è la probabilità che abbia il cancro prostatico. In aggiunta, anche il continuo incremento nel tempo dei livelli di PSA può essere segno di cancro prostatico.

Dopo una prostatectomia radicale (rimozione chirurgica della prostata) i valori devono azzerarsi (risultato inferiore a 0.2 ng/ml) nell’arco di circa un mese e tale deve rimanere.

Preparazione

  • Sarà necessario evitare eiaculazioni nelle 24 ore precedenti la raccolta del campione, perché possono essere associate a livelli di PSA aumentati.
  • Il campione dovrà essere prelevato prima che il medico esegua l’esplorazione rettale digitale (ERD) e prima (o a distanza di parecchie settimane) di una biopsia prostatica; ambedue le condizioni possono far salire i valori.

L’esame è raccomandato come screening del cancro prostatico?

Fino a poco tempo fa molti medici e organizzazioni sanitarie incoraggiavano uno screening annuale del PSA negli individui maschi a partire da 50 anni. Alcune organizzazioni raccomandavano agli individui a rischio elevato di cancro prostatico (maschi afro-americani e soggetti con padre o fratelli affetti dal cancro prostatico) lo screening già dai 40 – 45 anni di età. Via via che si chiarivano benefici e rischi dell’esame, un numero crescente di organizzazioni ha iniziato a mettere in guardia contro lo screening routinario della popolazione. Benché alcune organizzazioni continuino a raccomandare lo screening periodico del PSA, c’è un consenso diffuso che un soggetto che decida di sottoporsi all’esame debba prima essere informato con precisione su rischi e benefici potenziali.

Pro Contro
L’esame può aiutare a identificare un cancro prostatico nelle fasi iniziali. Alcuni cancri prostatici crescono lentamente e non si diffondono mai oltre la ghiandola stessa.
Il cancro è più facile da trattare ed è più probabile riuscire a curarlo se viene diagnosticato al suo inizio. Non tutti i cancri prostatici necessitano di trattamento. Il trattamento del cancro prostatico può avere rischi ed effetti collaterali, come l’incontinenza urinaria, disfunzioni erettili o intestinali.
L’esame è di fatto un semplice prelievo del sangue, ampiamente diffuso. L’interpretazione dei risultati richiede professionisti qualificati. Ci possono essere livelli alti in assenza di cancro e non alti nonostante il cancro.
Per alcuni uomini, è preferibile sapere che non sapere. L’esame può dare un qualche livello di rassicurazione, indicando la verosimile assenza del cancro o la presenza di un cancro che può quindi essere trattato. Una diagnosi di cancro prostatico può provocare ansia e confusione. I dubbi sul fatto che il cancro possa non essere grave possono complicare il processo decisionale.
Il numero di morti da cancro prostatico è diminuito da quando è diventato disponibile l’esame PSA. L’esame ha ridotto la mortalità, ma l’entità della riduzione può non essere tale da giustificare costo e possibili danni a chi si sottopone all’esame.

Benefici

L’analisi del PSA può aiutare a intercettare il cancro prostatico in uno stadio precoce. Il cancro è più facile da trattare ed è più probabile riuscire a curarlo se viene diagnosticato al suo inizio.

Per valutare i benefici dell’esame, però, è importante sapere se diagnosi e trattamento precoci miglioreranno i risultati e ridurranno la mortalità per cancro prostatico.

Un elemento chiave è l’andamento tipico del cancro prostatico. In genere, questo cancro progredisce lentamente nell’arco di diversi anni, quindi è possibile che un soggetto abbia un cancro prostatico

  • che non gli causerà mai sintomi.
  • oppure che il cancro diventi un effettivo problema di salute.

Limiti

  • Fattori che aumentano il PSA. Oltre al cancro, i livelli possono aumentare per altre condizioni, come una prostata ingrandita (ipertrofia prostatica benigna), una prostata infiammata o infetta (prostatite). I livelli, inoltre, aumentano di norma con l’età.
  • Fattori che riducono il PSA. Alcuni farmaci usati nel trattamento dell’ipertrofia prostatica benigna o di patologie urinarie e alcuni chemioterapici a dosaggi elevati possono ridurre i livelli circolanti. Anche l’obesità può abbassare il risultato.
  • Risultati fuorvianti. L’esame non fornisce sempre risultati accurati. Livelli elevati non significano automaticamente cancro. Inoltre, molti soggetti con cancro prostatico hanno valori normali.
  • Sovradiagnosi. Studi scientifici hanno stimato che dal 23 al 42% degli uomini con cancro prostatico identificato tramite esame PSA hanno tumori che non avrebbero mai dato sintomi nel corso della vita. Questi tumori asintomatici sono considerati sovradiagnosi, ossia l’identificazione di un cancro che ha minime probabilità di causare problemi di salute o di mettere a rischio l’esistenza del soggetto.

Possibili rischi

I possibili rischi dell’esame PSA sono essenzialmente legati alle scelte conseguenti ai risultati, come la decisione di sottoporsi a ulteriori esami e al trattamento per il cancro prostatico. I rischi sono:

  • Problemi legati alla biopsia. La biopsia è una procedura che ha rischi intrinseci, quali dolore, sanguinamento e infezioni.
  • Effetti psicologici. Risultati falsi positivi (livelli di PSA elevati con biopsia negativa) possono causare ansia o disagio. In caso di diagnosi di cancro prostatico è possibile che il soggetto sviluppi livelli di ansia significativi anche con un tumore a crescita lenta che non causa problemi di salute.

Valori alti

Livelli elevati di PSA sono stati correlati a maggiori probabilità di avere un cancro prostatico:

PSA (ng/mL) Prevalenza tumore alla prostata
0.5 o meno 6.6%
0.6–1.0 10.1%
1.1–2.0 17%
2.1–3.0 23.9%
3.1–4.0 26.9%
Source: Thompson, et al. New England Journal of Medicine, 2004, Vol. 350, pp. 2239–2246

e spesso il valore aumenta prima della comparsa di sintomi e ciò può avvenire mesi se non anni prima.

L’esame è quindi uno strumento importante nello screening del cancro prostatico, ma non è infallibile. Ci sono altre condizioni che possono far aumentare il PSA, in particolare:

  • Un ingrossamento della prostata,
  • Un’infezione della prostata (prostatite),
  • Un’infezione delle vie urinarie,
  • Esami recenti della vescica (cistoscopia) o della prostata (biopsia),
  • La recente sostituzione di un catetere vescicale,
  • Recenti rapporti sessuali o eiaculazioni.

Il medico prenderà in considerazione i punti seguenti prima di decidere il passo successivo:

  • Età
    Età attuale 10 anni 20 anni 30 anni
    30 0.01 0.32 2.31
    40 0.31 2.33 7.47
    50 2.09 7.41 12.50
    60 5.84 11.43 13.50
    70 6.91 9.46 N/A
    Percentuale di uomini che svilupperanno un tumore alla prostata nei 10/20/30 anni successivi.
    Fonte: CDC
  • Un esame PSA precedente, il suo risultato e l’entità delle variazioni
  • Il riscontro di una massa prostatica all’esame obiettivo
  • Altri eventuali sintomi
  • Altri fattori di rischio per cancro prostatico, come l’etnia e la storia famigliare

Soggetti ad alto rischio possono aver bisogno di più esami, in particolare:

  • Ripetizione dell’esame PSA, in genere entro 3 mesi,
  • Ecografia,
  • Biopsia prostatica,
  • Un esame di controllo chiamato PSA libero. Minore il livello di questo esame, maggiore la probabilità di cancro,
  • Un esame dell’urina detto PCA3,
  • ProPSA,
  • […]

Dopo un trattamento per cancro prostatico, il livello di PSA può far capire se il trattamento sta funzionando o se c’è una recidiva.

Cosa fare con valori alti?

In presenza di livelli elevati di PSA in un soggetto che, in assenza di sintomi, decida di sottoporsi allo screening per il cancro prostatico, il medico può raccomandare una ripetizione conferma del reperto iniziale. Se il dato viene confermato, il medico raccomanderà il monitoraggio del soggetto con esami e visite a intervalli regolari per intercettare un qualunque cambiamento.

Se i livelli di PSA continuano a salire o si rileva un nodulo sospetto durante l’esplorazione rettale, il medico può raccomandare esami ulteriori per determinare la natura del problema.

  • Potrà essere indicato un esame dell’urina per la ricerca di un’infezione del tratto urinario.
  • Potranno anche essere raccomandati esami imaging, come l’ecografia transrettale, radiografie o cistoscopie.
  • Il medico consiglierà la biopsia in caso di cancro prostatico sospetto. Durante tale procedura, vengono prelevati più campioni di tessuto prostatico tramite sottili aghi inseriti nella prostata e poi rimossi. Di solito, gli aghi vengono inseriti attraverso la parete del retto (biopsia transrettale); gli aghi possono essere inseriti anche attraverso la pelle tra lo scroto e l’ano (biopsia transperineale). I campioni di tessuto prelevati vengono quindi esaminati al microscopio da un patologo. Il medico può usare l’ecografia per visualizzare la prostata durante la biopsia; l’ecografia da sola non è però diagnostica per il cancro prostatico.

I dubbi

La diagnosi precoce di cancro della prostata potrebbe non ridurne la mortalità. Quando impiegato per lo screening, l’esame del PSA può aiutare a scoprire piccoli tumori che non causano sintomi. Questa scoperta, però, non necessariamente ridurrà le probabilità dell’individuo di morire per cancro prostatico. Alcuni tumori identificati tramite questo esame crescono così lentamente che mettono a rischio la sopravvivenza del tutto eccezionalmente.

L’identificazione di tumori non pericolosi per la sopravvivenza è chiamata “sovradiagnosi”; il trattamento di questi tumori è detto “sovratrattamento”.

Quest’ultimo espone inutilmente un soggetto alle complicanze e agli effetti collaterali potenzialmente rischiosi del trattamento del cancro prostatico in fase precoce, comprendente chirurgia e radioterapia. Gli effetti collaterali di tali trattamenti includono l’incontinenza urinaria (incapacità di controllare il flusso urinario), problemi di defecazione, disfunzioni erettili (perdita di erezioni o erezioni non adeguate al rapporto sessuale) e infezioni.

Inoltre l’identificazione precoce del cancro può non essere di aiuto in soggetti con tumori a crescita rapida o aggressivi, che possono già essersi diffusi ad altre parti del corpo prima della diagnosi.

L’esame del PSA può dare risultati falsi positivi o falsi negativi.

  • Un esame dà un falso positivo quando i livelli di PSA sono alti ma di fatto non c’è un cancro. Un risultato falso positivo potrà generare ansia nel soggetto e nella sua famiglia, nonché dare luogo ad altre procedure mediche, come la biopsia prostatica, che possono essere pericolose. Tra gli effetti collaterali della biopsia, per esempio, ci sono gravi infezioni, dolore e sanguinamenti.
    La maggior parte dei soggetti con livelli elevati di PSA di fatto non ha il cancro della prostata: solo circa il 25% degli individui con biopsia prostatica conseguente a valori elevati di PSA ha il cancro.
  • Un esame dà un falso negativo quando i livelli di PSA sono bassi anche se di fatto c’è un cancro. Un risultato falso negativo potrà dare la falsa sicurezza di non avere il cancro al soggetto e alla sua famiglia, quando in realtà il cancro c’è e richiede un trattamento.

Gli studi effettuati

Per lo screening del cancro prostatico sono stati condotti diversi studi randomizzati.

Uno dei maggiori è lo studio per lo screening del cancro di PLCO (dall’inglese Prostate, Lung, Colorectal, Ovarian, ossia Prostata, Polmone, Colon-retto, Ovaie), condotto dall’istituto nazionale per il cancro statunitense (NCI) per stabilire se alcuni esami di screening possono ridurre la mortalità da vari tipi di cancri frequenti. Per la prostata, è stata valutata l’efficacia dell’esame PSA e dell’esplorazione rettale nel ridurre le probabilità di un individuo di morire di cancro prostatico.

Nei soggetti sottoposti a screening annuale rispetto ai soggetti del gruppo di controllo, i ricercatori dello studio PLCO hanno trovato una maggior incidenza di cancro prostatico, ma una mortalità del cancro sovrapponibile. Complessivamente, i risultati suggeriscono che molti soggetti sono stati trattati per cancri prostatici che, in assenza dello screening, non sarebbero mai stati rilevati nell’arco della loro vita. Di conseguenza, tali soggetti sono stati inutilmente esposti ai rischi potenziali del trattamento.

Un secondo studio di grandi dimensioni, lo ERSPC (dall’inglese European Randomized Study of Screening for Prostate Cancer, ossia studio europeo randomizzato per lo screening del cancro prostatico), ha messo a confronto le morti per cancro prostatico in soggetti gestiti in modo random con screening basato sul PSA o senza screening. Come nello studio PLCO, i soggetti dello studio ERSPC sottoposti a screening avevano una maggior incidenza di cancro prostatico rispetto ai soggetti del gruppo di controllo. Contrariamente allo studio PLCO, però, gli individui sottoposti a screening mostravano una minor mortalità per cancro prostatico.

Fonte: https://www.cancer.gov/PublishedContent/Images/types/prostate/psa-infographic.jpg

Fonte: https://www.cancer.gov/PublishedContent/Images/types/prostate/psa-infographic.jpg

La United States Preventive Services Task Force (organismo ufficiale statunitense adibito ai servizi di prevenzione) ha analizzato i dati degli studi PLCO, ERSPC e altri, stimando che, per ogni 1.000 uomini tra 55 e 69 anni sottoposti a screening ogni 1 – 4 anni per una decade:

  • si potrebbero evitare 0 – 1 casi di morte per cancro della prostata;
  • 100 – 120 soggetti avrebbero risultati falsi positivi, con conseguente biopsia; di questi, circa un terzo avrebbe sintomi almeno moderatamente fastidiosi conseguenti alla biopsia
  • in 110 casi, verrebbe diagnosticato il cancro della prostata. In circa 50 di questi soggetti, ci sarebbero complicanze dal trattamento, tra cui disfunzioni erettili (29 casi), incontinenza urinaria (18 casi), gravi eventi cardiovascolari (2 casi), trombosi venose profonde o embolie polmonari (1 caso) e, in meno di un caso, morte conseguente al trattamento.

Come viene usato l’esame PSA in soggetti trattati per cancro prostatico?

L’esame PSA viene usato per monitorare pazienti con una storia di cancro della prostata per vedere se quest’ultimo recidiva. Un PSA che inizia a salire dopo il trattamento di un cancro prostatico può essere il primo segno di una recidiva.

Questa “ricaduta biochimica” compare tipicamente mesi o anni prima di altri segni e sintomi di recidiva del cancro prostatico.

Un unico reperto di PSA aumentato in un paziente con una storia di cancro della prostata non implica tuttavia sempre la presenza di una recidiva. Un soggetto trattato per cancro della prostata dovrà discutere con il proprio medico il significato dell’aumento e il medico potrà raccomandare la ripetizione dell’esame o l’esecuzione di altri analisi per la conferma di un’eventuale recidiva. Il medico potrà voler osservare l’andamento nel tempo dell’incremento del PSA invece di considerare un unico livello alto.

Come pensa la comunità scientifica di migliorare l’esame PSA?

La comunità scientifica sta provando in vari modi a migliorare l’esame per consentire ai medici una miglior distinzione tra condizioni cancerose e benigne, nonché tra cancri a crescita lenta e forme veloci, potenzialmente letali. Tra i metodi studiati, ci sono:

  • PSA libero rispetto al PSA totale (PSA ratio o rapporto): la quantità totale nel sangue di antigene “libero” (non legato ad altre proteine) divisa per la quantità totale. Alcuni dati sembrano indicare che una proporzione inferiore di antigene libero possa essere associata con forme di cancro più aggressive.
  • Densità del PSA della zona di transizione: il livello ematico di antigene diviso per il volume della zona di transizione della prostata. La zona di transizione è la parte interna della prostata che circonda l’uretra. Alcuni dati sembrano indicare che questa misura possa essere più accurata nell’identificare un cancro prostatico rispetto all’esame standard.
  • Intervalli di riferimento del PSA per classi di età: poiché i livelli tendono ad aumentare con l’età, è stato ipotizzato che l’impiego di intervalli di riferimento per classi di età possa migliorare l’accuratezza dell’esame, tuttavia questi intervalli di riferimento non sono stati in generale incoraggiati perché il loro impiego potrebbe ritardare la diagnosi del cancro prostatico in molti individui.
  • Velocità e tempo di raddoppiamento del PSA: la velocità dell’antigene prostatico è la velocità di variazione del suo livello nel tempo, espressa in ng/mL all’anno. Il tempo di raddoppiamento è l’intervallo di tempo necessario perché il suo livello raddoppi. Alcuni dati sembrano indicare che la velocità di salita possa essere utile nel predire la comparsa del cancro prostatico.
  • ProPSA: i proPSA sono vari precursori inattivi dell’antigene prostatico. Alcuni dati indicano che i proPSA sono correlati più strettamente al cancro prostatico che all’ipertrofia prostatica benigna. Un esame approvato di recente combina la misurazione di una forma di proPSA detta [-2]proPSA con misurazioni del PSA e del PSA libero. Ne deriva l’“indice di salute prostatica” che può essere utile ai soggetti con livelli compresi tra 4 e 10 ng/mL per decidere se sottoporsi a biopsia.

Il grande dibattito

Sono stati scritti centinaia e centinaia di lavori scientifici sui pro e i contro dello screening tramite esame PSA; il dibattito pubblico è spesso sembrato ancora più intenso rispetto a quello tra esperti. A oggi, i medici si sono divisi in due campi principali, i sostenitori e i detrattori. Ecco la sostanza delle rispettive posizioni.

A favore

L’American Cancer Society (ACS, la società americana di oncologia) raccomanda che i medici parlino dell’esame PSA con qualunque soggetto di sesso maschile sopra i 50 anni con una speranza di vita di almeno 10 anni; prescrive anche di avviare tali discorsi a 45 anni con i soggetti più a rischio, come gli afro-americani e gli individui con storia famigliare di cancro prostatico.

La posizione dell’ACS è che, se il soggetto non riesce a decidersi, il medico debba raccomandare di sottoporsi all’esame. Anche l’American Urological Association (associazione degli urologi americani) raccomanda lo screening con PSA. Fino al 2009, gli urologi avevano le stesse linee guida dell’ACS, mentre ora hanno stabilito che il medico deve prospettare l’esame a tutti gli uomini con aspettativa di vita oltre 10 anni, a partire dai 40 anni di età.

Hanno un buon argomento. L’esame, che richiede un singolo prelievo di sangue, è veloce, facile e sicuro. È economico e affidabile nella maggior parte dei laboratori, grazie ai miglioramenti tecnologici.

I sostenitori dello screening sottolineano che l’esame potenzialmente rileva circa l’80% dei cancri prostatici. In assenza di screening, il 40% circa dei cancri non verrà diagnosticato prima di essersi diffuso ben oltre il livello di curabilità. La diagnosi precoce è certamente la miglior speranza di cura del cancro prostatico e lo screening è senz’altro il modo migliore di farla.

Contro lo screening

La task force canadese per la medicina preventiva e la Canadian Urological Association (associazione degli urologi canadesi) si schierano contro l’esame PSA nei soggetti in apparente buona salute.

La task force statunitense per i servizi di prevenzione sono contrari all’esame nei soggetti a partire dai 75 anni, come pure negli individui con una speranza di vita di 10 anni o meno. Negli altri, la task force fa notare che, mentre i danni potenziali dello screening per il cancro prostatico possono essere stabiliti, non lo possono essere presenza ed entità dei possibili benefici.

Le associazioni americane dei medici e dei medici di famiglia concordano che gli uomini andranno informati dei rischi conosciuti e benefici incerti dello screening del cancro prostatico prima di sottoporsi a un qualunque esame.

Anche loro hanno buone argomentazioni. Anche con costi bassi, esaminare annualmente tutti i maschi americani sopra i 50 anni costerebbe miliardi (si parla della popolazione degli Stati Uniti). Potrebbe comunque far risparmiare se la diagnosi precoce riducesse il bisogno di trattamenti più costosi per cancri avanzati.

Ma le critiche vanno oltre i soli dati economici e considerano il problema della sovradiagnosi. I detrattori hanno argomentato a lungo che lo screening potrebbe causare più danni che benefici se determinasse il trattamento non necessario di soggetti cui il cancro prostatico non causerebbe mai problemi.

Nonostante le divergenze, i due campi sono d’accordo su un punto: l’unico modo per risolvere la controversia è l’esecuzione di studi clinici randomizzati di alta qualità. Ecco perché i due studi analizzati prima sono così importanti.

E quindi?

I ricercatori medici e chi definisce le politiche sanitarie devono sapere se i programmi di screening di massa prevengono morti.

Nel caso dello screening PSA la miglior evidenza disponibile è che l’esame determina una riduzione irrilevante o nulla della mortalità per cancro prostatico.

Benché gli studi PLCO ed ERSPC non abbiano ancora divulgato i dati sugli effetti collaterali del trattamento, è verosimile che, poiché lo screening non riduce sostanzialmente il rischio di morte, gli effetti collaterali della sovradiagnosi e del sovratrattamento implichino che lo screening fa più male che bene.

Le politiche pubbliche sono una cosa, le scelte personali un’altra.

In queste pagine, viene spesso asserito che, anche se non esiste la risposta perfetta sullo screening PSA, esistono però due posizioni sbagliate:

  • bisogna sicuramente sottomettersi all’esame,
  • non bisogna mai farlo.

Come prima ciascun soggetto dovrà confrontarsi con il proprio medico (ed eventualmente la propria famiglia), quindi prendere una decisione. La decisione potrà cambiare di anno in anno, anche in funzione di nuovi dati.

Nonostante questi studi maggiori, lo screening rimane una decisione personale, anche se ora sappiamo qualcosa in più: prima degli studi PLCO ed ERSPC i detrattori PSA argomentavano che mancavano dati sul potenziale salva-vita dello screening PSA. Ora, possono sostenere che esistono chiari elementi sul fatto che lo screening non salva vite (si noti che il soggetto della frase è lo screening di massa, non l’esame in sé).

Prima degli studi PLCO ed ERSPC, i sostenitori PSA affermavano che, se un soggetto non era in grado di decidere se sottoporsi o meno all’esame PSA, bisognava di base raccomandare l’esame. Ora possono arrivare a concludere che, a meno che un soggetto abbia motivi particolari per richiedere l’esame, la raccomandazione è di non sottoporsi all’esame.

La discussione continuerà, ma i campi da gioco si sono rovesciati.

Fonti principali:

Traduzione a cura della Dr.ssa Greppi Barbara

Revisione scientifica e correzione a cura del Dr. Guido Cimurro (farmacista)
Le informazioni contenute in questo articolo non devono in alcun modo sostituire il rapporto dottore-paziente; si raccomanda al contrario di chiedere il parere del proprio medico prima di mettere in pratica qualsiasi consiglio od indicazione riportata.

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Domande, suggerimenti e segnalazioni

  1. Paolo

    Ho PSA 2.5 e rapporto legato/libero 0.17. Ho fatto l’ecografia addominale completa che non ha dato variazioni rispetto al passato, già avevo la prostata un po’ ingrossata, mi devo preoccupare?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      La situazione non sembra particolarmente preoccupante, ma raccomando ovviamente di fare il punto con il medico.

  2. Giorgio

    Psa 4,85. (Tre mesi fa era a 6,91), libero 0,50 e totale a 10,3. Devo preoccuparmi? La visita alla prostata è stata trovata piatta regolare 3 mesi fa.

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      La diagnosi di tre mesi fa è stata ipertrofia prostatica benigna?
      Sono stati assunti farmaci?

  3. celestino

    ho 75 anni prendo avodart al mattino da vari anni e benur alla sera.Ho difficolta a mantenere l’erezione posso sostituire questi medicinali o sospenderli per migliorare la mia situazione? Grazie.

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Assolutamente no, ma può segnalare i disturbi all’urologo e valutare con lui come porre rimedio.

  4. a.

    buongiorno. mio papà ha eseguito asportazione totale prostata tre anni fa, ora fatto esame psa risultato o,14 si deve preoccupare?

  5. a.

    buongiorno mio papà è stata asportata la prostata tre anni fa ora eseguito esami il suo psa è o,14 si deve preoccupare o va bene?

    1. Dr. Cracchiolo (Medico Chirurgo)
      Dr. Cracchiolo (Medico Chirurgo)

      Salve, no, mi sembra un valore che permette di stare tranquilli. Saluti

    1. Francesco S.

      1 anno e mezzo fa sono stato operato di turp dopo 6 mesi avevo il psa a 0.50 ho rifatto le analisi sempre del psa quest ‘anno e le ho a 1.10 è normale mi devo preoccupare ??

    2. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Al momento sembra che la situazione sia ancora accettabile, ma la valutazione dipende anche dai sintomi; l’urologo consiglierà comunque di continuare a verificare periodicamente il PSA per monitorare eventuali aumenti eccessivi.

    3. Francesco S

      Grazie dottore ma è da preoccuparsi oppure dipende da qualcosa che non dovevo fare siccome tutte le mattine mi faccio sui 12 mila passi svelti può dipendere da quello ?

  6. Raffa.

    Buon giorno cortesemente ho fatto gli esami a giugno i valori erano totale 5,18 libero 1,65 rapporto 32 dopo una cura di 10 giorni a settembre con levofloxacina e topster i valori sono totale 5,10 libero 1,72 rapporto 34 mi devo preoccupare tenga presente che durante la cura avevo le emorroidi che sanguinavano cosa fare grazie.

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Non si preoccupi, non sono valori drammatici, ma la mancata risposta alla terapia va segnalata all’urologo.

    2. RAFFA.

      La ringrazio ma mi dica ce una cura per abbassare i valori del psa libero e totale ha comungue ho 66 anni in attesa di sua cortese risposta graditi ringraziamenti

    3. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Serve prima di tutto una diagnosi certa, poi sicuramente si troverà l’approccio terapeutico più adatto a risolvere o gestire la situazione.

    4. RAFFA.

      Premetto che ho emorroidi spesso sanguinanti e mi impedisce di fare ecografia transrettale quale altra diagnosi certa posso effettuare grazie dottore attento cortese risposta.

    5. Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)
      Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)

      Salve, si potrebbe fare una risonanza, ma non conosco il caso, per cui valuterà l’urologo in base al quadro clinico.

  7. Luigi

    Ho un valore psa di 0,220 ho 60anni e tempo fa il medico mi disse che avevo un ipertrofia prostatica benigna cosa devo fare

  8. Renzo

    Egregio Dottore buonasera. L’ultimo prelievo in data 13-09-’16 , ha accertato i segg. valori : PSA totale 6,84 PSA libero 0,47 Rapporto PSA libero/PSA totale 6,9 . Attualmente assumo Avodart e Urorec (la sera). Mi devo preoccupare ? La ringrazio per sua cortese risposta.

  9. Renzo

    …dimenticavo la mia età 69 anni, inoltre il precedente prelievo accertava, dopo l’assunzione di antibiotico (Levofloxacina Alter), prescritto dall’Urologo, PSA totale 5,02 PSA libero 0,44 Rapporto PSA libero/PSA totale 8,8
    Ricordo che il primo prelievo fu : PSA totale 5,77 PSA libero 0,57 Rapporto PSA libero/PSA totale 9,9 . Riassumendo, i prelievi sono stati n.3 Grazie.

    1. Dr. Cracchiolo (Medico Chirurgo)
      Dr. Cracchiolo (Medico Chirurgo)

      Buongiorno, verosimilmente soffre di iperplasia prostatica e probabilmente ha avuto una prostatite, ma valutando il rialzo dei valori di psa credo sia necessario rifare un controllo ecografico e urologico a breve. saluti

    2. Renzo

      Egregio Dottore Le allego l’esito dell’ecografia effettuata in data 12-07-’16 :
      Fegato nei limiti per dimensioni e morfologia, presenta due cisti contigue in area di circa 2cm al lobo di sinistra.
      Colecisti normodistesa, non contiene calcoli.
      Non dilatate le vie biliari.
      Milza, pancreas a e e reni nei limiti fatta eccezione per cisti renale a destra di 23 mm.
      Non dilatate le vie escretrici.
      Vescica vuota (avevo bevuto di 750ml di acqua anziché 1000 ml.)
      Prostata ingrandita (diametro trasverso di 52 mm. e volume di circa 60 cc.)
      Questo è tutto. La ringrazio per Sua gradita risposta.

    3. Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)
      Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)

      Salve, va tutto bene, indagherei sull’aumentato volume della prostata con degli esami specifici se non li ha ancora fatti, come i dosaggi del PSA. Saluti.

    4. Renzo

      Egregia Dott.ssa, può leggere i valori PSA nei miei precedenti commenti (Renzo), La ringrazio per Sua cortese risposta.

    5. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Si conferma a questo proposito la necessità di approfondimento con l’urologo.

  10. MM

    Egregio dottore, assumo UROREC da 8 mg per ipertrofia prostatica. le ultime analisi riportano PSA 4.14 PSA free 0.41 PSA ratio 0.10 mentre le precedenti erano nella norma. alterno periodi in cui mi devo alzare di notte per urinare e di giorno spesso a periodi normali. La saluto ringraziandola per la risposta.

    1. Dr. Cracchiolo (Medico Chirurgo)
      Dr. Cracchiolo (Medico Chirurgo)

      Salve, sono valori compatibili con la diagnosi di iperplasia prostatica, ma deve comunque continuare a fare i controlli urologici. Saluti

    2. MM

      Dimenticavo di dirle che dalle analisi risultano la presenza di ERITROBLASTI % 0,2 ed ERITROBLASTI 0,02. Mi hanno detto che non dovevano esserci. Potrebbe dirmi qualcosa in merito? La ringrazio, anche per la risposta precedente.

    3. Dr. Cracchiolo (Medico Chirurgo)
      Dr. Cracchiolo (Medico Chirurgo)

      Salve, gli eritroblasti sono globuli rossi immaturi, non sono uno specialista del campo ma mi sembra una percentuale estremamente bassa che e credo indichi nessuna patologia particolare. Ne parli con il suo medico. saluti

  11. Paolo

    Egregio Dott.re ho 48 anni ed i valori del mio PSA effettuati il 19/09/16 sono i seguenti: PSA 3,50 PSA LIBERO 1,36 FPSA/TPSA 0,39. Attendo un commento al riguardo. Grazie

    1. Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)
      Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)

      Salve, in assenza di sintomi non mi preoccuperei, sono valori da considerarsi nella norma.

  12. vito

    egr. dottore mi commenta i miei esami:
    psa libero 0,46
    psa libero/psa totale 0,26
    PSA 1,72
    Prendo Avodart.
    Grazie infinite

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Sembrano ottimi!

      Come sempre raccomando di verificare con il medico.

  13. Alfonso

    Buongiorno nel 2013 avendo il PSA a 48 sono stato operato alla prostata ora il mio PSA è di 69,38 il PSA libero 6,77 e il rapporto FPSA/PSA 0,10 non voglio più operarmi. La mia età è di 66 anni, cosa fare???

    1. Dr. Cracchiolo (Medico Chirurgo)
      Dr. Cracchiolo (Medico Chirurgo)

      Salve, non ho esperienza di valori così alti di PSA, sono ovviamente al di sopra della norma pertanto, data anche la storia clinica, è obbligatorio fare una visita specialistica per decidere il da farsi. saluti

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      All’aumentare dell’età è fisiologico un aumento proporzionale del PSA, ma ritengo comunque opportuna una verifica con l’urologo.

  14. Anonimo

    Salve dottore mi può dire come sono i miei valori del PSA PSA libero 0.170 PSA totale 0.800 RapportoPSA lib tot 21.20 grazie mille

  15. Luigi

    Ho 52 anni, 2 anni fa effettuo il mio primo esame PSA (risultato 3,9), oggi per la seconda volta nuovo esame (risultato 6,5). Premetto che non sapevo dell’astensione dall’attività sessuale, quindi l’esame del PSA l’ho effettuato 16 ore dopo aver avuto un rapporto (con eiaculazione). Mi sono riproposto di effettuare un nuovo esame, dopo 5 giorni di astensione dall’attività sessuale.

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Condivido la necessità di ripetere l’esame; 2 anni fa aveva proceduto ad accertamenti?

    2. Luigi

      No ! Nessuno accertamento, anche perchè non rilevavo sintomi. Dalla sua domanda mi sorge un dubbio: quel valore di PSA 3,9 era alto ?
      Non ho fatto leggere i risultati al mio medico.

    3. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Non è un valore drammatico (probabilmente la prostata un po’ ingrossata), ma a 52 anni ci aspettiamo un valore un pochino più basso; sicuramente utile fare il punto con un urologo dopo la ripetizione dell’esame.

  16. PRISCO

    BUONASERA, DA LUGLIO ASSUMO UROREC DA 8MG COME CURA PER LA PROSTATA INGROSSATA (VALORI PSA 4.11-0.77-0.19), I RISULTATI ERANO BUONI. DA QUALCHE GIORNO PERO’ IN CONCOMITANZA CON L’ASSUNZIONE DI UN GASTROPROTETTORE ( PARIET) LA MINZIONE E RITORNATA FREQUENTE. POTREBBE ESSERE IL FARMACO O E’ FISIOLOGICO CHE OGNI TANTO MINZIONI FREQUENTEMENTE? GRAZIE.

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Il farmaco non dovrebbe incidere; se i fastidi persistessero raccomando di fare il punto con l’urologo.

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