Tumore alla vescica: sintomi, sopravvivenza, diagnosi e cure

Ultimo Aggiornamento: 1332 giorni

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Introduzione

La vescica è un organo cavo che si trova nella parte bassa dell’addome, è l’organo in cui si raccoglie l’urina, il liquido di rifiuto prodotto dai reni.

La vescica fa parte dell’apparato escretore: l’urina passa dal rene nella vescica attraversando un lungo tubicino detto uretere, poi lascia la vescica passando in un tubicino più corto (l’uretra).

Le pareti della vescica sono composte da diversi strati di tessuto:

  1. Tessuto interno. Internamente la vescica è rivestita da un tessuto detto tunica mucosa. Quando la vescica si riempie di urina, le cellule epiteliali di transizione si tendono, mentre quando la vescica si svuota le cellule si contraggono ritornando alla dimensione normale.
  2. Tessuto intermedio. Lo strato intermedio è costituito da tessuto muscolare. Quando la vescica si svuota, è il tessuto muscolare che fa defluire l’urina dall’organismo.
  3. Tessuto esterno. La parete esterna è il rivestimento della vescica. È formata da sostanze grasse, tessuto fibroso e vasi sanguigni.

Le cellule tumorali

Il tumore si forma nelle cellule, cioè nei mattoncini che costituiscono i tessuti. I tessuti, a loro volta, formano la vescica e gli altri organi del nostro corpo.

Le cellule sane crescono e si dividono per formare nuove cellule quando l’organismo le richiede: se le cellule sane invecchiano o subiscono danni, muoiono e sono sostituite da cellule nuove. In alcuni casi, il processo può alterarsi, possono formarsi nuove cellule anche se l’organismo non ne ha bisogno, oppure le cellule vecchie o danneggiate possono continuare a vivere. L’accumulo di cellule spesso va a formare una massa di tessuto detta tumore.

I tumori della vescica possono essere benigni (non cancerosi) o maligni (cancro). I tumori benigni sono meno pericolosi di quelli maligni:

I tumori benigni:

  • di solito non mettono in pericolo la vita del paziente,
  • possono essere curati o rimossi e di solito non recidivano (non si ripresentano),
  • non invadono i tessuti circostanti,
  • non creano metastasi (tumori secondari in altre parti del corpo).

I tumori maligni:

  • possono mettere in pericolo la vita del paziente,
  • di solito possono essere rimossi, però possono recidivare,
  • possono invadere e danneggiare i tessuti e gli organi circostanti (ad esempio la prostata negli uomini, oppure l’utero o la vagina nelle donne),
  • possono diffondersi in altre zone dell’organismo.

Le cellule del tumore della vescica possono diffondersi staccandosi dal tumore originario, possono entrare in circolo e raggiungere il fegato, i polmoni e le ossa; in alternativa possono entrare nel sistema linfatico, percorrere i vasi linfatici e raggiungere i linfonodi. Dopo la diffusione le cellule tumorali possono attaccarsi ai tessuti che hanno raggiunto e qui formare nuovi tumori.

Cause

Quando viene diagnosticato un tumore alla vescica è naturale chiedersi che cosa possa aver causato la malattia. I medici, però, non sono sempre in grado di spiegare perché il tumore colpisce alcuni pazienti e ne risparmia altri, è tuttavia risaputo che i pazienti che presentano determinati fattori di rischio corrono maggiori rischi di soffrire di tumore alla vescica. I fattori di rischio sono condizioni o comportamenti in grado di aumentare il rischio di soffrire di una determinata patologia.

Le ricerche hanno evidenziato che tra i fattori di rischio per il tumore alla vescica possiamo annoverare:

  • Fumo. Il fumo di tabacco è il principale fattore di rischio per il tumore alla vescica, infatti provoca la maggior parte dei casi di tumore. Chi fuma per molti anni corre un rischio maggiore rispetto a chi non fuma o a chi fuma solo per un breve periodo.
  • Sostanze chimiche presenti sul posto di lavoro. Alcuni pazienti presentano un rischio maggiore di ammalarsi di tumore alla vescica perché nel luogo di lavoro sono presenti determinate sostanze chimiche. Chi lavora nell’industria chimica (vernici, gomma), metallurgica, tessile e del cuoio può correre rischi. Tra le categorie potenzialmente a rischio abbiamo: i parrucchieri, i macchinisti, i tipografi, gli imbianchini e i camionisti.
  • Precedenti personali di tumore alla vescica. Chi in passato ha già sofferto di tumore alla vescica corre maggiori rischi di ammalarsi di nuovo.
  • Terapie antitumorali. Chi in passato ha sofferto di tumore ed è stato curato con determinati farmaci come la ciclofosfamide può correre maggiori rischi di ammalarsi di tumore alla vescica. Anche chi si è sottoposto a radioterapia all’addome o alla zona pelvica può essere a rischio.
  • Arsenico. L’arsenico è una sostanza velenosa che fa aumentare il rischio di tumore alla vescica. In alcune zone del mondo, l’arsenico può essere presente in grandi quantità nell’acqua corrente, ma in molti paesi le leggi ne limitano la quantità massima presente nell’acqua potabile.
  • Precedenti famigliari di tumore alla vescica. Chi ha un famigliare che in passato ha sofferto di tumore alla vescica corre un rischio leggermente maggiore di ammalarsi.

Molte persone che si ammalano di tumore alla vescica non presentano nessuno dei fattori di rischio sopra elencati; viceversa, molti pazienti che presentano uno o più fattori di rischio non si ammaleranno.

Sintomi

Il tumore alla vescica molto spesso causa i sintomi seguenti:

  • Presenza di sangue nelle urine (le urine possono apparire color ruggine o rosso scuro),
  • Bisogno urgente di urinare,
  • Bisogno di urinare più frequente del solito,
  • Sensazione di non riuscire a svuotare la vescica pur avvertendone la necessità,
  • Tensione o sforzo durante la minzione,
  • Dolore durante la minzione.

Questi sintomi possono essere causati da un tumore alla vescica, ma anche da altre patologie, ad esempio da un’infezione. Chi li avverte dovrebbe consultare il medico, in modo da diagnosticare e curare il disturbo il prima possibile.

Diagnosi

Se soffrite di sintomi che possono indicare un tumore alla vescica il medico cercherà di scoprire da che cosa sono causati. Probabilmente, dopo la prima visita, dovrete sottoporvi a uno o più degli esami qui elencati:

  • Esame delle urine. Il campione di urina viene inviato in laboratorio, dove sarà esaminato per evidenziare eventuali tracce di sangue, cellule tumorali o altri segni di patologie in atto.
  • Cistoscopia. Il medico usa un tubicino sottile con una fonte luminosa all’estremità (cistoscopio) per esaminare direttamente l’interno della vescica. L’esame può essere effettuato in laboratorio, e può essere leggermente fastidioso perché il medico inserisce il cistoscopio in vescica passando attraverso l’uretra. L’esame può essere eseguito in anestesia locale.
  • Biopsia. Il medico può rimuovere alcuni campioni di tessuto con il cistoscopio; poi il patologo li esamina al microscopio, per individuare eventuali cellule tumorali. Nella maggior parte dei casi, la biopsia è l’unico esame in grado di determinare con certezza se sono presenti cellule tumorali.

In una piccola percentuale di pazienti il medico usa la biopsia per rimuovere l’intera zona colpita dal tumore. In questo caso la diagnosi e la terapia avvengono nello stesso momento.

Se nel campione di tessuto vescicale sono presenti cellule tumorali, il patologo lo esaminerà al microscopio per capire qual è il grado del tumore. Il grado indica la percentuale di diversità tra il tessuto tumorale e quello di una vescica sana, può indicare la velocità di crescita presunta del tumore.

I tumori di grado maggiore tendono a crescere più velocemente di quelli con gradi minori e hanno anche una maggior probabilità di creare metastasi. I medici si basano sul grado e su altri fattori per suggerire le possibili terapie.

Stadiazione

Se viene diagnosticato un tumore alla vescica, il medico dovrà capire l’estensione (lo stadio) della malattia in modo da suggerire la terapia più corretta.

La stadiazione è un parametro scientifico che aiuta a capire se:

  • Il tumore ha invaso la parete muscolare della vescica,
  • Il tumore ha invaso i tessuti circostanti,
  • Il tumore ha formato metastasi e, se sì, in che zona dell’organismo.

Il medico potrà prescrivervi gli esami seguenti:

  • Analisi del sangue. L’esame del sangue può aiutare a capire se il fegato e i reni funzionano come dovrebbero.
  • Radiografia toracica. La radiografia del torace può individuare eventuali metastasi nei polmoni.
  • Pielogramma intravenoso. Viene iniettato un mezzo di contrasto che entra in circolo ed è visibile ai raggi X. Il mezzo di contrasto va a raccogliersi nelle urine, permettendo la visualizzazione radiografica della vescica e delle vie urinarie.
  • TAC (tomografia computerizzata). Un dispositivo radiografico collegato a un computer scatta una serie di “fotografie” dettagliate dell’addome. Probabilmente vi sarà iniettato un mezzo di contrasto, in grado di rendere visibili nell’esame le vie urinarie e i linfonodi. La TAC può individuare i tumori alla vescica, ai linfonodi e in qualsiasi parte dell’addome.
  • Risonanza magnetica. Un’apparecchiatura dotata di una specie di calamita molto grande è collegata a un computer che permette di scattare immagini dettagliate delle vie urinarie e dei linfonodi. Probabilmente vi sarà iniettato un mezzo di contrasto. La risonanza magnetica può evidenziare tumori nella vescica, nei linfonodi o in altri tessuti dell’addome.
  • Ecografia. L’ecografo usa onde sonore di frequenza tale da non poter essere udite dall’orecchio umano. Le onde sonore, quando colpiscono gli organi, danno origine a un’eco che crea un’immagine dei reni e degli altri organi dell’addome. L’immagine può evidenziare un tumore o un’ostruzione delle vie urinarie.

Se il tumore si diffonde dal sito originario a una parte diversa del corpo, il nuovo tumore presenta le stesse anomalie cellulari e ha lo stesso nome del tumore originario. Ad esempio, se un tumore alla vescica si diffonde nel fegato, le cellule tumorali presenti nel fegato sono a tutti gli effetti cellule del tumore alla vescica. La malattia è una metastasi del tumore alla vescica, e non un tumore al fegato, e come tale viene curata.

Gli stadi del tumore alla vescica sono cinque:

  1. Stadio 0: le cellule tumorali si trovano solo sulla superficie della parete interna della vescica. Il termine specialistico è carcinoma in situ o carcinoma intraepiteliale.
  2. Stadio I. Il tumore inizia a svilupparsi nella parete interna della vescica, ma non ha ancora invaso lo strato muscolare.
  3. Stadio II. Il tumore invade lo strato muscolare della vescica.
  4. Stadio III. Il tumore si sviluppa anche oltre lo strato muscolare e va a raggiungere i tessuti che circondano la vescica, ad esempio la prostata, l’utero o la vagina.
  5. Stadio IV. Il tumore invade la parete pelvica o addominale, ma non colpisce i linfonodi. In alternativa le cellule tumorali raggiungono almeno un linfonodo oppure parti del corpo distanti dalla vescica, ad esempio il fegato, i polmoni o le ossa.

Secondo parere

Prima di iniziare la terapia, probabilmente vorrete un secondo parere sulla diagnosi, sullo stadio del tumore e sulla terapia. Alcuni pazienti si preoccupano che il medico si possa offendere se richiedono un secondo parere, ma di solito non è così. La maggior parte dei medici è favorevole al secondo parere.

Se avete chiesto un secondo parere il secondo medico può concordare con la diagnosi e la terapia proposte dal primo, oppure può suggerire un approccio diverso. In ogni caso sarete più informati e forse avrete l’impressione di avere la malattia più sotto controllo. Vi potete sentire più sicuri delle decisioni che prenderete, sapendo che avete preso in considerazione tutte le possibilità.

Per raccogliere tutte gli esami e i referti e cercare un secondo medico può volerci un po’ di tempo, e il tutto può essere abbastanza faticoso. Nella maggior parte dei casi, non è un problema se trascorrono alcune settimane in attesa del secondo parere. Di solito la terapia non è meno efficace se la si inizia con un po’ di ritardo. Se non sapete che cosa fare, chiedete al medico di valutare se la vostra situazione richiede un intervento urgente.

Per trovare un medico per il secondo parere ci sono molti modi. È possibile chiedere quali sono gli specialisti che fanno al caso vostro al vostro medico, all’ospedale o alla ASL.

Cura e terapia

La sopravvivenza a cinque anni del tumore alla vescica supera, in Italia, il 70 per cento dei casi.

Le terapie possibili per chi è affetto da tumore alla vescica sono:

  • l’intervento chirurgico,
  • la chemioterapia,
  • l’immunoterapia,
  • la radioterapia.

Possono essere combinate per assicurare la guarigione del paziente.

La scelta della terapia dipende soprattutto da questi fattori:

  • La zona della vescica interessata dal tumore.
  • L’eventuale diffusione del tumore nella parete muscolare o nei tessuti esterni alla vescica
  • L’eventuale diffusione del tumore in altre parti dell’organismo
  • Il grado del tumore
  • L’età e lo stato di salute generale del paziente

Per progettare una terapia adeguata, sarete seguiti da un’équipe di specialisti, probabilmente il medico di base vi consiglierà di rivolgervi a uno specialista, oppure sarete voi a chiedere il nome di uno specialista. Tra gli medici in grado di curarvi ricordiamo:

  • l’urologo (chirurgo specializzato nella terapia dei problemi delle vie urinarie),
  • l’urologo oncologo (chirurgo specializzato nella terapia dei tumori delle vie urinarie),
  • l’oncologo,
  • il radiologo.

Nell’équipe che vi seguirà probabilmente ci saranno anche un’infermiere oncologo e un dietologo; inoltre, se vi siete sottoposti all’intervento chirurgico di rimozione della vescica, sarete seguiti anche da uno stomaterapista (infermiere o medico che si occupa dei pazienti stomizzati).

L’équipe medica vi descriverà le varie terapie possibili, i risultati attesi e gli eventuali effetti collaterali. La terapia antitumorale spesso danneggia anche le cellule e i tessuti sani, quindi gli effetti collaterali sono frequenti e dipendono da diversi fattori, tra cui il tipo di terapia e la sua estensione. Gli effetti collaterali variano a seconda del paziente, e possono addirittura cambiare da una sessione di terapia all’altra. Prima dell’inizio della terapia, chiedete ai vostri medici quali sono i possibili effetti collaterali e come la terapia potrà influire sulle vostre normali attività. Potrete lavorare insieme ai medici per creare un piano terapeutico conforme alle vostre necessità.

Prima di iniziare la terapia vi consigliamo di rivolgere queste domande al vostro medico:

  • In che stadio si trova il mio tumore? Ha già invaso la parete muscolare della vescica o si è già diffuso in altri organi?
  • Quali terapie posso seguire? Qual è la più indicata? Perché?
  • Quali sono i risultati attesi di ciascun tipo di terapia?
  • Come posso prepararmi alla terapia?
  • Dovrò essere ricoverato in ospedale? Per quanto tempo?
  • Quali sono i rischi e i possibili effetti collaterali di ciascuna terapia? Come posso gestire gli effetti collaterali?
  • Quanto costerà la terapia? Gli esami sono mutuabili?
  • La terapia influirà sulla mia vita quotidiana?
  • Mi consiglia di partecipare a un esperimento clinico?
  • Può consigliarmi altri medici in grado di darmi un secondo parere sulle terapie possibili?
  • Con che frequenza dovrò sottopormi a controlli?

Intervento chirurgico

L’intervento chirurgico è una eventualità a cui la maggior parte dei pazienti affetti da tumore alla vescica può ricorrere. Voi e il chirurgo potrete informarvi sui vari tipi di intervento e su quale sarà il più indicato nel vostro caso:

  • Resezione transuretrale (TURB). Il chirurgo usa il cistoscopio per asportare il tumore alla vescica in stadio non avanzato (stadio 0 o stadio I). Non viene praticata alcuna incisione, ma di solito l’intervento è eseguito in anestesia generale o spinale. Il medico inserisce il cistoscopio in vescica attraverso l’uretra. Nel cistoscopio viene fatto passare un minuscolo bisturi. Un piccolo cappio all’estremità del bisturi rimuove il tumore e brucia le cellule tumorali rimanenti con una scossa elettrica di intensità minima. La resezione transuretrale, in alcuni casi, deve essere ripetuta. Dopo questo tipo di intervento a volte occorre sottoporsi alla chemioterapia o all’immunoterapia. Per alcuni giorni dopo l’intervento, potrà comparire del sangue nelle urine e la minzione potrà essere dolorosa o difficile. Per il resto, la resezione transuretrale causa pochi problemi.
  • Chirurgia a cielo aperto. Il chirurgo pratica un’incisione all’interno dell’organismo per rimuovere il tumore dalla vescica.
    • Parte della vescica (cistectomia parziale). Se il tumore della vescica è unico e piccolo, il chirurgo non rimuoverà tutta la vescica, ma soltanto il tumore, la parte della vescica che lo ospita e i linfonodi circostanti. Dopo la rimozione parziale della vescica, probabilmente non sarete più in grado di trattenere in vescica la stessa quantità di urina precedente all’intervento quindi forse dovrete urinare con maggior frequenza. Il problema, però, regredisce di solito col passare del tempo.
    • Tutta la vescica (cistectomia radicale). Se il tumore ha invaso la parete muscolare (stadio II o alcuni tumori dello stadio III), l’intervento chirurgico più comune è la cistectomia radicale. Il chirurgo rimuove l’intera vescica, i linfonodi circostanti e parte dell’uretra; inoltre, se il paziente è un uomo, di solito viene rimossa anche la prostata, mentre se una donna potrà essere asportato l’utero. Anche altri tessuti circostanti possono essere rimossi. Nel caso della cistectomia radicale il chirurgo ricaverà un percorso alternativo per la raccolta dell’urina prodotta dai reni. Probabilmente dovrete indossare una specie di sacca piatta, esterna al corpo e nascosta dai vestiti, oppure il chirurgo userà parte dell’intestino per creare una cavità all’interno dell’organismo. Se viene rimossa la prostata, il paziente non sarà più in grado di avere figli oppure potrà avere problemi durante i rapporti sessuali. Anche le pazienti donne, in caso di rimozione dell’utero, non potranno più avere figli; inoltre se il chirurgo rimuove parte della vagina, i rapporti possono risultare difficili.

Il tumore alla vescica può avere ripercussioni negative sulla vita sessuale, quindi per voi e per il vostro partner può essere utile condividere le vostre sensazioni e cercare di trovare forme alternative di intimità nella fase della terapia e nei periodi successivi.

Per guarire dopo l’intervento chirurgico ci vuole del tempo; il tempo di guarigione varia da persona a persona, ma è normale sentirsi deboli o stanchi per un po’.

Inoltre, per i primi giorni, è possibile avere male o fastidio. I farmaci vi aiutano a tenere sotto controllo il dolore. Prima dell’intervento dovreste programmare una terapia del dolore adeguata con il medico o con l’infermiere. Dopo l’intervento, il medico potrà fare degli aggiustamenti se la terapia programmata risulta inefficace.

Dopo la resezione transuretrale o la cistectomia parziale, l’uretra ha bisogno di tempo per guarire, quindi vi sarà impiantato un catetere, cioè un tubicino inserito in vescica attraverso l’uretra, che permette il deflusso dell’urina. Dovrete tenerlo per un periodo variabile tra i cinque giorni e le tre settimane. L’infermiere o il medico vi insegneranno le corrette procedure di manutenzione.

Chemioterapia

La chemioterapia è una terapia a base farmaci potenti che sono in grado di uccidere le cellule tumorali. Può essere usata per curare il tumore alla vescica prima o dopo l’intervento chirurgico. La chemioterapia può essere somministrata in diversi modi:

  • Direttamente in vescica. Dopo l’intervento di resezione transuretrale, il medico inserisce un tubicino (catetere) nell’uretra per iniettare un farmaco liquido in vescica. Il farmaco rimane in vescica per diverse ore. Questa terapia va somministrata una volta a settimana per diverse settimane.
  • Per via orale. Alcuni farmaci chemioterapici sono in commercio sottoforma di pastiglie che vi saranno somministrate prima o dopo l’intervento.
  • Tramite flebo. Se il tumore ha invaso la parete muscolare della vescica o si è diffuso in altri tessuti, i farmaci di solito vengono somministrati per endovena (flebo). Entrano in circolo e si diffondono nell’organismo. La chemioterapia può essere effettuata prima o dopo l’intervento chirurgico.

La chemioterapia può essere effettuata in day hospital, in ambulatorio o presso il domicilio del paziente. Il ricovero in ospedale è necessario solo in rari casi.

La chemioterapia di solito viene somministrata in diversi cicli. Ogni ciclo è composto da un periodo di terapia, seguito da un periodo di riposo.

Gli effetti collaterali dipendono principalmente dal modo in cui sono somministrati i farmaci. Se vengono somministrati direttamente in vescica, gli effetti collaterali di solito sono lievi. Per alcuni giorni dopo la terapia probabilmente sentirete la necessità di urinare con maggior frequenza del solito. Ci potrà essere del sangue nelle urine, oppure la minzione risulterà dolorosa. Alcuni pazienti, invece, soffrono di eruzione cutanea. Questi problemi di solito scompaiono con la fine della terapia.

Se i farmaci vengono somministrati tramite flebo o per via orale, gli effetti collaterali dipendono soprattutto dal tipo e dalla quantità di farmaco somministrato. La chemioterapia uccide le cellule tumorali che si moltiplicano velocemente, ma può anche danneggiare tutte quelle cellule sane che si dividono rapidamente, ad esempio:

  • Cellule del sangue. Se i farmaci uccidono molte cellule sane, si corre un maggior rischio di contrarre infezioni; inoltre si sanguina o ci si procura lividi con estrema facilità e ci si sente molto deboli e stanchi. L’équipe che vi segue controllerà periodicamente la composizione del vostro sangue. Se le cellule sane rimaste non sono sufficienti, sarà necessario sospendere temporaneamente la chemioterapia oppure ridurre la dose del farmaco. Esistono anche farmaci in grado di aiutare l’organismo a produrre nuove cellule del sangue.
  • Cellule della radice dei capelli. La chemioterapia può far cadere i capelli. Se i capelli cadono, ricresceranno comunque dopo la fine della terapia, ma il colore e la consistenza potrebbero cambiare.
  • Cellule delle mucose dell’apparato digerente. La chemioterapia può far andar via l’appetito o provocare: nausea, vomito, diarrea, lesioni alla bocca e alle labbra. L’équipe medica vi può somministrare farmaci e suggerire altri modi per alleviare questi problemi che di solito regrediscono dopo la fine della terapia.

Alcuni farmaci usati per combattere il tumore alla vescica potrebbero causare prurito o intorpidimento alle mani e ai piedi. I medici che vi seguono sono in grado di tenere sotto controllo molti di questi effetti collaterali.

Immunoterapia

Chi soffre di tumore alla vescica può essere curato con la cosiddetta immunoterapia, questa terapia consiste nella somministrazione di una soluzione BCG (sigla che sta per bacillo di Calmette e Guérin), cioè di un liquido che contiene batteri indeboliti. I batteri aiutano le difese naturali dell’organismo (sistema immunitario) a eliminare il tumore della vescica.

Alcune settimane dopo la resezione transuretrale il medico introdurrà un tubicino nell’uretra per inserire un farmaco liquido in vescica. Vi sarà richiesto di trattenere il farmaco in vescica per circa due ore.

La soluzione BCG di solito viene somministrata una volta a settimana per sei settimane. Questa terapia aiuta a combattere i tumori recidivanti.

Durante la terapia vi potrete sentire più stanchi del solito, inoltre la soluzione BCG potrà irritare la vescica. Potrete avvertire il bisogno urgente di urinare, oppure di urinare con maggior frequenza del solito, oppure ancora dolore, soprattutto durante la minzione. Tra gli altri effetti collaterali potrete avere: sangue nelle urine, nausea, febbre o brividi. Informate i medici che vi seguono di tutti gli eventuali problemi che possono insorgere durante la terapia.

Può essere utile ricordare che gli effetti collaterali scompaiono al termine della terapia.

Radioterapia

La radioterapia usa onde molto potenti in grado di uccidere le cellule tumorali. Può essere somministrata dopo l’intervento chirurgico. Di solito viene effettuata contemporaneamente alla chemioterapia se il tumore ha invaso la parete muscolare della vescica tuttavia, in alcuni casi, può rappresentare un’alternativa all’intervento chirurgico o alla chemioterapia.

Le radiazioni provengono da un dispositivo molto grande che indirizza fasci di radiazioni nella zona della vescica.

Per la radioterapia dovrete recarvi in ospedale o in clinica cinque giorni a settimana per diverse settimane. Ogni sessione dura circa mezz’ora.

Durante la sessione, non si avverte dolore, ma la radioterapia può causare effetti collaterali, come nausea, vomito, diarrea o stanchezza molto forte. I medici che vi seguono possono suggerirvi come curare o tenere sotto controllo questi effetti collaterali.

Riabilitazione e follow-up

L’équipe che vi segue vi aiuterà a ritornare alle normali attività il prima possibile, gli scopi della riabilitazione dipendono dall’estensione della malattia e dell’eventuale intervento chirurgico.

Se vi è stata asportata la vescica dovrete ricorrere a un modo alternativo per raccogliere l’urina: dopo aver rimosso la vescica il chirurgo userà una parte dell’intestino tenue o crasso per creare una nuova uretra (un nuovo tubicino che permette all’urina di fuoriuscire dal corpo) oppure una vescica sostitutiva.

I vostri medici potranno proporvi le seguenti soluzioni:

  • Sacca esterna da indossare sotto gli abiti. Il chirurgo può attaccare un piccolo tratto di intestino agli ureteri e allo stoma (apertura nella parete addominale). L’urina passa dagli ureteri nel tratto di intestino, e da qui allo stoma. Allo stoma è fissata una sacca tenuta ferma da una colla speciale. La sacca va svuotata diverse volte al giorno.
  • Nuova vescica o sacca interna. Il chirurgo può creare una nuova vescica o sacca utilizzando un tratto di intestino. Il chirurgo collega la sacca agli ureteri in modo che l’urina possa defluire dagli ureteri e raccogliersi nella sacca interna; la sacca, poi, viene collegata all’uretra oppure a uno stoma praticato nella parete addominale.
  • Nuova vescica collegata all’uretra. La cavità è collegata all’uretra, quindi sarete in grado di svuotare la vescica esattamente come prima dell’intervento.
  • Nuova vescica collegata allo stoma. Il chirurgo crea un nuovo percorso per consentire all’urina di defluire dall’organismo. La cavità è collegata allo stoma e userete il catetere (un tubicino) per svuotare la vescica diverse volte al giorno. Non dovrete indossare alcuna sacca collegata allo stoma.

All’inizio svuoterete la vescica ogni due o tre ore. In seguito, dovreste essere in grado di trattenere l’urina fino a quattro, sei ore.

Lo stomaterapista o un altro membro dell’équipe medica vi visiterà prima dell’intervento per descrivervi tutte le procedure di riabilitazione, il medico o l’infermiere vi insegneranno come comportarvi dopo l’intervento. Se sarete stomizzati il medico o l’infermiere vi aiuteranno a capire la zona dell’addome in cui sarà praticata la stomia, e vi insegneranno come convivere con lo stoma e prendervene cura in autonomia dopo l’intervento.

Per qualsiasi dubbio o preoccupazione, di natura fisica, emotiva o sessuale, rivolgetevi ai medici che vi seguono. Se necessario, potranno indicarvi gli opportuni materiali di consultazione o i gruppi di aiuto presenti nella vostra zona.

Alimentazione

Prima, durante e dopo l’intervento, è fondamentale prendersi cura di se stessi al meglio. Prendersi cura di se stessi vuol anche dire seguire un’alimentazione corretta, in modo da ottenere tutte le calorie necessarie per mantenere il peso giusto. È anche necessario assumere proteine a sufficienza per salvaguardare la propria forza. Mangiare bene vi aiuterà a sentirvi meglio e ad avere più energia.

In alcuni casi, soprattutto durante la terapia o nelle fasi immediatamente successive, non avrete appetito, perché ad esempio non ve la sentirete o sarete stanchi, oppure vi sembrerà che il gusto degli alimenti non sia più lo stesso. Anche gli effetti collaterali della terapia (inappetenza, nausea, vomito, ulcere in bocca) possono non invogliare per nulla a mangiare.

Il medico, il dietologo o un altro membro dell’équipe medica vi possono suggerire i modi migliori per soddisfare le vostre esigenze alimentari. In alternativa, potete consultare il seguente articolo su alimentazione e tumore.

Follow-up

Dopo la terapia contro il tumore alla vescica, dovrete sottoporvi a controlli regolari (ad esempio a intervalli di 3-6 mesi). Con i controlli è possibile diagnosticare e curare gli eventuali problemi di salute che potrebbero presentarsi.

Se tra un controllo e l’altro avete dei problemi, dovreste consultare il medico.

Il tumore alla vescica può recidivare, cioè ripresentarsi anche dopo la terapia. Uno degli scopi dei controlli è proprio quello di escludere le recidive. Tra i controlli che dovrete eseguire ricordiamo, ad esempio:

  • visite mediche,
  • esami del sangue,
  • esami delle urine,
  • cistoscopia,
  • TAC.

Traduzione ed integrazione a cura di Elisa Bruno


Revisione scientifica e correzione a cura del Dr. Guido Cimurro (farmacista)
Le informazioni contenute in questo articolo non devono in alcun modo sostituire il rapporto dottore-paziente; si raccomanda al contrario di chiedere il parere del proprio medico prima di mettere in pratica qualsiasi consiglio od indicazione riportata.

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Domande, suggerimenti e segnalazioni

  1. vince

    gradirei una risposta quanto più aderente ai nuovi e reali concetti scientifici e pratici da lei Espressi…

    1. admin

      Mi dispiace, ma non occupandomi di questo campo non dispongo nè dell’esperienza nè della letteratura per essere più preciso nella valutazione relativa al suo caso.

  2. giuseppina

    diagnosi di dimissione:EMATURIA.RITENZIONE ACUTA D’URINA. K VESCICALE.CARDIOPATIA ISCHEMICA E RECENTE POSIZIONAMENTO DI STENT MEDICATO.
    SI CHIEDE PARERE SUL COME INTERVENIRE URGENTEMENTE (GRAZIE)

  3. Benito

    sono sconvolto nel sentire questi dati troppo allarmanti!!! non capisco come non si faccia nulla!! io vivo in un paesino della provincia di Caserta dietro casa mia c’è un capannone privato di 100 m di ethernit!!ma la cosa mi sta distruggendo perché in questo parco sono morte 6 persone con carcinoma. Mia sorella è deceduta 5 mesi fa con carcinoma polmonare di soli 47 anni senza aver mai conosciuto il vizio di fumare , mio padre con un carcinoma vescicale , il proprietario con c.prostatico ieri mio zio è deceduto con un carcinoma polmonare!!!ci sono circa sei edifici con una media di carcinoma pari!!!non so cosa fare per ora ho scritto una denuncia che oltre a mandarla al servizio di epidemiologia e prevenzione del mio distretto non so se mandarla anche al sindaco e ai carabinieri ,ed è mia intenzione anche alla procura della repubblica.

    1. Benedetto

      alla Procura della Repubblica.
      dato la zona: Casertano. sicuramente le autorità locali sono informatissime (suppongo) pertanto sicuramente nessuno ormai potrà fare nulla. secondo me la contaminazione è già diffusa agli abitanti della zona. per gli attuali contaminati si potrà fare nulla oltre che accertare e tentare una terapia, ma sperare che si intervenga urgentemente per bonificare affinché non faccia in futuro altre vittime. sono limitrofe al Casertano, e noi non siamo messi meglio in merito all’inquinamento continuo che subisce l’ambiente e gli amministratori sanno, hanno permesso, ci hanno sguazzato, non rieletti e si ripropongono. ultimo tentativo la Procura della Repubblica

  4. michele

    scusa ma che aspetti ad andare dai carabinieri ho cambiare paese muoviti

  5. BABBIZZONE

    CHIEDO IN CONTINUAZIONE SE E’ POSSIBILE INTERVENTO CHIRURGICO CON LASER PER CHI NON PUO’ ESSERE OPERATO PER ALTRE SERI PATOLOGIE …… CRDIACHE, POLMONARI ETC. ETC. . VI PREGO……-., ATTENDO RISPOSTA .CIAOOOOOOOOOOOOOO !!!!!

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Mi dispiace, ma temo che solo l’oncologo che la segue e che conosce perfettamente il suo stato di salute e le caratteristiche del tumore possa rispondere.

    2. BABBIZZONE

      LA RINGRAZIO, MI METTERO’ IN CONTATTO CON IL S. ANDREA PER INTERVENTO LASER . SALUTI.

    3. babbizzone

      scusatemi ma…….
      ho capito !!!! devo attendere che arrivi la morte . sono un pensionato e nessuna struttura pubblica ospedaliera si pronuncera’ sulla possibilita’ di intervenire con il laser sul tumore vescicale gia’ di 22 mm.
      non essendo un politico ( vedi caso polverini) , non metteranno a mia disposizione neanche un sottoscala : l’ospedale di fr. pur pronto ad operarmi, mi ha consigliato di pensarci ….!!!! accettare l’intervento con le gravi patologie potrebbe anticipare la mia fine . saluti fernando .

    4. Dr. Cimurro (farmacista)

      Mi perdoni ma non sono sicuro di capire la situazione; il problema è che il chirurgo ritiene che sia rischioso intervenire?
      Il suo oncologo cosa suggerisce?

    5. babbizzone

      le ripeto che il chirurgo mi ha consigliato di riflettere …….; potrei non superare l’intervento . per questi motivi chiedo lumi e/0 suggerimenti per vie diverse dall’interveto. la ringrazio e la saluto .

    6. Dr. Cimurro (farmacista)

      In questo caso non voglio assolutamente fare polemica, ma temo che se anche fosse un politico il chirurgo non se la sentirebbe ugualmente; temo sia di fronte ad un limite della medicina attuale.
      E’ seguito da un centro specializzato antitumori?

    7. babbizzone

      da anni sono seguito dal centro ematologico per precedente linfoma n.h. , e da cinque anni – ultima visita ed esami diagnostici marzo u.s. – non recidivo . attendo la visita del 21/ 11 pv, e le faro’ sapere mie notizie .
      lei e’ un signore di animo, che il Signore la ricompensi.
      grazie fernando.

    8. Dr. Cimurro (farmacista)

      La ringrazio delle sue parole, ma purtroppo concretamente non sono riuscito a fare nulla per aiutarla; attendo con ansia notizie dalla visita.

  6. babbizzone

    ill.mo dott. cimurro, mi perdoni , ma l’integratore oleovital lei consiglia ? grazie .

    1. babbizzone

      ill.mo dott.re,
      nel corso della visita ematologica di controllo , cmq andata nel migliore dei modi, il medico ha concluso : se ti consigliano di soprassedere all’intervento per le gravi patologie……, vivi alla giornata; ed ha proseguito : non credo alle chiacchiere del metodo ******* che stai praticando ….., ma se e’ vero che il tumore vescicale risulta ridotto di tre millimertri con 40 giorni di cura seguitalo . che debbo fare ???? saluti.

    2. Dr. Cimurro (farmacista)

      Mi sembra un parere assolutamente condivisibile e razionale, anche se ammetto che speravo di leggere di qualche nuova possibilità. Temo che l’ematologo abbia ragione, lei cosa ne pensa?

  7. babbizzone

    tentare non nuoce , dice un vecchio seggio, ed io non avendo altre possibilita’ mi orientero’ su segnalazioni e consigli di colleghi ed amici che di gia’ hanno provato i rimedi di mercato . mi hanno suggerito oleovital , hakor omar, e quello del dott. trifilo ‘ . quale tra questi, lei farmacista, ritiene piu’ consoni alla mia patologia? mi consigli !!! le saro’ eternamente grato .

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      A parte Oleovital gli altri due approcci non li conosco, di cosa si tratta?

    2. babbizzone

      quello del trifilo’ e’ il metodo bonifacio, mentre quellohakor omar e’ un olio . sonop disposto a proverli entrambi purche compatibili con i medicinali che assumo per le altre patologie . ho fiducia in lei dottore , la prego .saluti.

    3. Dr. Cimurro (farmacista)

      Sinceramente sono un po’ scettico verso questi metodi alternativi.

    4. babbizzone

      caro dottore, mi permetta di chiamarlo cosi’, ma mi e’ stato di aiuto. dopo lungo ed abbondante sanguinamento ho decisoil ricovero presso l’H. spaziani di frosinone e felicemente operato mi trovo a casa in attesa di chiamata per riscontro esame istologico al momento va tutto bene, salvo tracce di sengue nelle urine . e’ normale ??? la ringrazio e saluto, babb.

    5. Dr. Cimurro (farmacista)

      Piccole tracce potrebbero essere del tutto normale (soprattutto se tendono a diminuire con il passare dei giorni), ma senta comunque anche il parere del suo medico.

  8. isabel 45

    Da diversi anni ho tumore benigno alla vescica che viene curato con una terapia immunitaria con BCG. Dovrei seguire il solico ciclo di istillazioni, ma ultimamente (due mesi fa quando avrei dovuto iniziare il nuovo ciclo di istillazioni), il medico curante prima mi ha detto che il vaccino non era nelle dispponibilità dell’ospedale perchè ritirato, poi che avrebbero scoperto che il batterio sarebbe diventato aggressivo con il rischio di tubercolosi, da ultimo che tale terapia sarebbe stata sostituita con un vaccino chimico. Ho parlato casualmente con il dottore preposto alle istillazioni il quale mi ha detto che il vaccino è nelle disponibilità dell’ospedale e che le istillazioni vengono tutt’ora effettuate e che prossimamente verro chiamata per la terapia. Sono un pochino confusa cosa devo pensare? Le sarei grata se mi potesse dare un suo parere. Nel ringraziarla nell’impegno che mette per aiutare le persone Le invio un cordiale saluto

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Sono un po’ perplesso; in genere l’iter era una impegnativa da parte del suo medico e poi l’ospedale, oppure veniva chiamata direttamente dal reparto?

    2. Isabel 45

      Chiedo scusa, ma non mi sono spiegata bene nella mia precedente comunicazione e cioè sono stata operata presso l’ospedale, più di una volta per situazioni recidivanti. Dopo tre mesi dall’intervento mi sottoponevo ai necessari controlli, citilogico e cistoscopia, in caso di risposta negativa mi veniva assegnato un ciclo di istillazioni, dal medico dell’ospedale che mi ha operato, che mi ha in cura ed al quale sottopongo le analisi sopracitate. A settembre eseguiti i controlli, li ho sottoposti al medico curante, presso l’ospedale, il quale mi dette l’ok per le istillazioni e di tornare tra un mese all’ospedale per effettuare leistilazioni. Quando sono tornata per sottopormi al trattamento mi fu detto che il vaccino non era nelledisponibilità dell’ospedale perchè ritirato poichè si temeva che il batterio si sarebbe rivelato aggressivo, con il rischio di tubercolosi e quindi di ripassare. Quando sono tornata il medico curante (che non effettua direttamente le istillazioni ma mi invia ad un apposito reparto) mi ha detto che il trattamento con il vaccino sarà sostotuito da un vaccino chimico. Nell’andarmene, casualmente ho incontrato il medico che effettua le istillazioni, il quale è rimasto stupito nel sentire che il vaccino BCG non c’è, in quanto il reparto effettua normalente i trattamenti fissandomi un appuntamento per effettuare le istillazioni. Da qui il mio stupore e il desiderio di sapere se esista o meno il vaccino chimico. Nel ringraziarla nuovamente resto in attesa di una risposta, se possibile.

    3. Dr. Cimurro (farmacista)

      Chiedo scusa, non avevo capito; purtroppo però a questo non so rispondere, mi dispiace.

    4. isabel 45

      Ringrazio per la risposta, ma ho ancora una richiesta, alla terapia con BCG, che voi sappiate, esiste un’alternativa con un prodotto chimico che sostituisca il batterio. Grazie

    5. Dr. Cimurro (farmacista)

      Mi dispiace ma non la so aiutare, sono terapie che non conosco.

  9. babbizzone

    grazie ad isabel ho appreso che e’ possibile iniettare la terapia immunitaria bcg presso l’ospedale che mi dovra spiegasre i motivi della mancata informazione sulla cura . comunque grazie e mi faro’ risentire .saluti dottorte a lei ed isabel .

    1. Anonimo

      ill.mo dottore, in seguito a forte sanguinamernto sono stato ricoverato presso H. spaziani di fr. . successivamente sono stato sottoposto a turv felicemente riuscita – anestesia cepidurale- ed ora aspetto il riscontro istologico . il tutto alla “buona di DIO . ”
      E’ LA VITA !!!!! TI SALUTO BABBIZZONE

    2. Dr. Cimurro (farmacista)

      Grazie per l’aggiornamento, sono davvero felice di sapere che tutto procede bene.

    3. Anonimo

      illustre dott.re ,
      ieri ho ricevuto dal medico dell’H. il riscontro dell’esme istologico : ………..CON FRAMMENTI DI CARCINOMA UROTELIALE DI ALTO GRADO INIZIALMENTE INFILTRANTE IL CONNETTIVO SOTTOEPITELIALE . FASCI DELLA TONACA MUSCOLARE INDENNI . pT1 .
      per quanto sopra mi ha invitato a sottopormi subito al trattamento bcg ad iniziare dal 24 pv . cordialmente la saluto . babb.

    4. Dr. Cimurro (farmacista)

      Sinceramente speravo in esiti migliori, per quanto possa contare le sono vicino.

  10. MARA

    mio padre è da due mesi che ha problemi a fare pipì… spesso si alzava + volte a notte per andare ad urinare… ha seguito una cura antibiotica ma il risultato non cambiava… siamo andati da un urologo tramite mutua pensando ad un semplice controllo mio padre è andato da solo e ritorna a casa con un catetere… senza nessuna spiegazione dicendo che avrebbe dovuto fare poi la urinocoltura… per una notte intera non dorme intollerante a questo catetere… andiamo in ospedale e non trovando l’urologo che gli aveva messo il catetere andiamo da 1 altro che gli dice che purtroppo il catetere è da tenere e che deve fare entro 48 ore la urinocoltura… telefoniamo il giorno dopo per prenotare ed entro le 48 ore ovviamente non era possibile… allora ci dicono di ripresentarsi al piano di urologia e passare subito… andiamo e mio padre chiede gentilmente se il catetere si possa togliere… e a parte la risposta negativa del dottore dice che non è urgente fare questa urinocoltura (il medico che gli ha messo il catetere) … mio padre insiste e contro il volere del medico con firma di mio padre si fa’ togliere il catetere… andiamo al cup per prenotare visita e ci dicono che prima dell’urinocoltura ci sarebbe un esame dl urina da fare… (nessun dottore ci aveva informato a riguardo) allora niente impegnativa dal medico di famiglia e la solita prassi… togliamo il catere alle dieci e mezza del mattino e alle 17 del pomeriggio mio padre non era ancora andato al bagno… alle 19 il nostro medico di famiglia inserisce di nuovo il catetere e mio padre riesce a fare pipì.. ma il dolore è sempre costante… ed esce sempre un po’ di sangue oltre la pipì… ora dobbiamo prenotare per l’esame della pipì… ma lei non crede che sarebbe meglio chiamare uno specialista anche un privato spiegargli il tutto e farsi seguire da lui… sono molto preoccupata sono passati mesi e ancora non abbiamo capito che cosa ha mio padre… dall’ecografia risulta solo che la vescica non si svuota!! se potrebbe darmi una mano e dirmi cosa devo fare!! grazie!! attendo risposta!!

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Condivido in toto la sua idea, rivolgersi subito ad uno specialista privato che possa seguire bene il paziente fino alla diagnosi.

  11. Luca

    Mio padre ha 76 anni e gli hanno appena diagnosticato un tumore in tutta la vescica, non è stato ancora operato perchè con l’ultima TAC (dopo neanche 1 mese!!) hanno riscontrato che ha iniziato ad intaccare anche il fegato (una macchia di circa 2 cm.). Il chirurgo di urologia vuole solo fare una pulizia in cistoscopia per poi eventualmente con l’oncologo agire con radioterapia sul fegato, premetto chemio padre ha anche problemi di aritmie con il cuore. Che cosa mi può consigliare e se è inoperabile per problemi fisici quanto gli può restare da vivere?? La ringrazio anticipatamente per la risposta e gli eventuali consigli.

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Mi dispiace, ma purtroppo non ho nè le competenze nè una sufficiente conoscenza del caso in esame per poterle rispondere.

  12. anna

    Gentile dottore,
    scrivo per mia madre 57 anni. stamattina ha avuto un episodio di ematuria, con forte bruciore solo all’atto della minzione. nessun altro dolore. è andata al pronto soccorso e le hanno diagnosticato una cistite emorragica e prescritto un antibiotico. Tuttavia mia madre 4 anni fa ha avuto lo stesso episodio. dall ecografia della vescica risultava un polipetto benigno che è stato operato. inoltre le hanno riscontrato un angiomiolipoma renale di 2, 6 cm che ha sempre tenuto sotto controllo. oggi in ospedale le hanno fatto una ecografia sia alla vescica (e sembra tutto apposto) sia al rene, dove quel tessuto adiposo si è ingrossato di 0,2 mm.. le è stata consigiata cmq una cistoscopia.. c’è da preoccuparsi. la perdita di sangue è solo all’atto di urinare accompagnata da bruciore. nessun altro sintomi associato.
    Grazie per l’attenzione

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      In linea di massima potrebbe trattarsi esclusivamente di cistite, quindi è importante fare gli approfondimenti suggeriti, ma rimarrei ottimista.

  13. Anonimo

    Chiaramente può immaginare la nostra agitazione. Lei invece è tranquilla perché dice di sentirsi bene. Comunque da stamattina il sangue e” diminuito notevolmente e ha già iniziato con l antibiotico. Mi scusi x la domanda. Ma se ci fosse qualcosa alla vescica, sarebbe già stato evidente all ecografia?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Probabilmente sì, si sarebbe visto; il fatto che la sintomatologia sia migliorata è buon segno.

  14. Anonimo

    Gentile dottore, l ematuria è scomparsa già da ieri sera ancor prima che mamma prendesse l antibiotico. Stamattina le sue urine erano chiare e le rimane solo una sensazione di bruciore alla fine. Prima di ieri le sue urine sono state sempre cristalline e non ha mai sofferto di nessun fastidio urinario. Ovviamente permane la nostra preoccupazione. Sarebbe possibile che il sangue possa derivare dal rene in cui è presente quel tessuto adiposo?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Possibile, anche solo semplicemente per la presenza magari di un po’ di renella.

    2. Anonimo

      Perdoni la mia insistenza, ma un eventuale problema a carico della vescica comporterebbe una continua perdita di sangue?

    3. Dr. Cimurro (farmacista)

      Mi perdoni se sarò diretto, ma per poter rispondere mi serve capire: intende in caso di tumore?

  15. Angela

    A 44 anni sono stata operata di neoformazione alla vescica possono ritornare Grazie

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Purtroppo temo di sì, ma ovviamente non è detto che succeda.

  16. manuela

    Buongiorno,
    tre mesi fa a mia madre è stato asportata una neoplasia vescicale recidivata. Dall’esame istologico è risultato un grado basso non infiltrante. La prima formazione di natura benigna la ebbe 3 anni e mezzo fa. Di questa, la seconda formazione, ne è venuta a conoscenza dopo un fenomeno di ematuria.
    A tre mesi dall’intervento ovviamente le è stato prescritto un esame citologico e cistoscopia.
    Oggi ho ritirato l’esito delle’esame che recita cosi:
    “il giudizio citologico su tre campioni urinari viene espresso in forma di diagnosi unica.
    Validità del campione : presenza di cellule pavimentose delle basse vie urinarie e di cellule uroteliali in numero sufficiente. Sono presenti inoltre granulociti neutrofili, rare emazie e detriti cellulari.
    Giudizio citologico: NEGATIVO

    Lunedi prossimo dovrà effettuare la cistoscopia di controllo. Possiamo essere ottimisti?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Compatibilmente con la situazione nel complesso sembra sicuramente un buon punto di partenza.

    2. Anonimo

      Speriamo sempre meglio. Il nostro urologo è abbastanza scrupoloso e le ha fatto fare diversi controlli prima dell’intervento, proprio per stare tranquilli: Urografia negativa, analisi del sangue buone. Non riuscendo a capire esattamente il referto, mi conferma che non ci sono cellule tumorali vero?

    3. Dr. Cimurro (farmacista)

      Non è il mio lavoro prendere visione di questi referti, ma le confermo che giugno alla sua stessa conclusione.

  17. vanessa

    Salve dottore.Dal 19 luglio avverto un fastidio di bruciore anche quando non urino,e spesso andavo ad urinare,bruciore prima e dopo la minzione,insomma sempre,dopo pochi giorni presenza di sangua ma non eccessivamente,ma la situazione stava peggiorando con bruciore e andavo al bsgno anche la notte.Mi rivolgo al medico mi prescrive il monuril,ma lo sospesi,ero intollerabile.,allora il medico mi prescrive ciproxin 500,mattina e sera per 6 giorni.Ma a distanza di circa dieci giorni il problema si ripete.Sarà stata la visita dalla ginecologa con lo speculum durante il pap-test.Sta di fatto che vado dal medico di famiglia e gli chiedo di prescrivere l urinocultura +antibiogramma.Al ritiro degli esami,mi accorgo che il laboratorio avevano solo effettuato l esame dell urina,è incredibile,sulla ricetta vi era scritto urinocultura +antibiogramma.Comunque per non portarla alle lunghe faccio l’urina nel contenitore,mi riferiscono di farlo oggi l’esame cosi’ sarà pronto dopo 3 giorni,perchè il laboratorio sarà in ferie. E’ da premettere che il giorno dopo l’esame ho avuto il ciclo purtroppo,il ciclo inaspettato a distanza di venti giorni appena dall’ultima mestruazione,vi leggo l’esito:COLORE giallo oro ASPETTO torbido Ph 5,0 SANGUE +/- 10 cell PESO SPECIFICO 1.030 ESAME MICROSCOPICO: LEUCOCITI discreti(10-20p.c) EMAZIE alcune(5-10p.c) CELLULE NUMEROSE numerose BATTERI discreti. Devo dire che con il ciclo i sintomi si sono alleggeriti,anche se la sensibilità c e ma minima,il problema e che non mi sento la vescica piena è il bruciore che mi stimola la pipi’,ho cercato di bere l’acqua un litro è mezzo,tre quarti d ora fà,ed ancora non urino,ho solo fastidio di bruciore….

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Tutto fa pensare ad una fastidiosa ma non pericolosa cistite, in ogni caso l’urinocoltura chiarirà il tutto.

    2. Dr. Cimurro (farmacista)

      Tutto può essere, ma non c’è nulla che mi induca a pensarlo.

  18. BABBIZZONE

    IL 5 U.S. HO TERMINATO IL CICLO SETTIMANALE DELLA TERAPIA BCG, ED IL 28 P.V. SARO’ SOTTOPSTO A CONTROLLO CISTOSCOPICO. SE TUTTO VA BENE-E LO SPERO-, IL 9 SETTEMBRE INIZIERO’ LA TERAPIA BCG MENSILE . QUANDO DURERA’ ??? GRAZIE E SALUTI , BABB

  19. Carlos

    Una persona di 76 anni avendo tumore alla vescica e nelle pareti ri fiutando tutte le cure , quanto tempo di vita le rimane , essendo anche diabetico,per piacere dottore mi risponda grazie

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Dipende dall’aggressività del tumore, è una risposta che può avere (con ampia tolleranza) solo dall’oncologo che la segue.

  20. Anonimo

    un mese fa ,mio marito ,,,anni 51 ha fatto ,l,intervento della viscica e prostata,,,,hanno tolto tutto ,,,ma hanno ricostruito il tutto ,,,,,,,la domanda e ,,,dopo questo intervento,,,il tumore si potrebbe ripresentare ,,,,,,,,,,

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Senza sapere esattamente l’esito dell’intervento non me la sento di esprimere giudizi.

  21. giusy

    buona sera dottore. Sono alla 26sett di gravidanza e da settembre che nelle urine esce sempre presenza di sangue (++-) con alcune emazie leucociti e proteine. Ho fatto anche l urinocoltura ma negativo. Nn ho ne bruciore ne stimolo di fare sempre pipi,ho solo una sensazione ogni tanto di bruciore alla parte bassa della pancia… Secondo lei cosa puo essere? Grazie

  22. Anonimo

    Bevo una bottiglia di acqua uliveto al giorno. Ma secondo lei puo essere un infezione?

    1. Anonimo

      Mi vuole mandare dall andrologo…. Ma,le numerose contrazioni ke ho kecnn passano nemmeno cn vasosuprina e magnesio possono essere causate da qst infezione?

    2. Dr. Cimurro (farmacista)

      Non credo.
      Lo specialista penso sia l’urologo, non andrologo.

    3. Anonimo

      Sisi mi sn confusa mi scusi. Non riesco a capire se qst bruciore che avverto sotto la pancia possa essere un sintomo di infezione

    4. Dr. Cimurro (farmacista)

      Il ginecologo lo esclude, giusto?
      Può essere che sia solo ansia?

    5. Anonimo

      Al gine nn gli ho ancora parlato di qst fastidio…le sa se le infezioni possono portare qst tipo di fastidio?

    6. Dr. Cimurro (farmacista)

      Non sono sicuro di aver capito benissimo cosa avverte, ma in generale sono possibili sensazioni di pesantezza e fastidio; lo segnalerei in ogni caso allo specialista.

  23. simopi

    Salve dottore,
    a mio padre è stato diagnosticato questo tumore, ma le analisi del sangue e dei reni sono ok! Ha soltanto due papillomi che verranno tolti tramite l’uretra… quindi è ancora in fase iniziale? Il documento allegato non riporta la (brutta) scritta “metastasi”.

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Se è limitato e circoscritto è sicuramente un’ottima notizia.

  24. simopi

    Caro dottore,
    l’esame istologico di mio padre ha avuto il seguente esito: “carcinoma uroteliale papillare di alto grado, infiltrante focalmente il connettivo sottoepiteliale(T1) (è presente scarso tessuto muscolare)(1-2).

    Potrebbe spiegarmi cosa significhi e la gravità di questo risultato?

    Grazie.

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Mi dispiace, ma non sento di avere le competenze necessarie alla valutazione di questi referti.

  25. ninni

    buon giormo dott. e da giorni che ho un po di bruciore e 3 sett fa ho preso il monuril.. solo che stanotte ho avuto dolore forti e pipi continua ..solo che quando faccio pipi di piu quando mi escono gocce ho visto un colore scuro con dei filamenti sempre scuri ,ho avuto il panico , sono stata all ospedale e hanno voluto vedere le urine e mi hanno detto che erano pulite ma ho spiegato che quel colore mi esce quando ne faccio poco e sento come uno sforzo .Dottorw io ho sofferto di cistite ma ho paura che sia qualcosa di piu serio. puo essere un male? piu tardi ho una visita dal urologo e sono in panico

  26. EMY76

    Buongiorno Dottore!!
    E’ da tanto che mio zio fa la pipì con sangue, ha fatto tutto quello che doveva fare e li hanno trovato una massa nella vescica, e hanno detto che sono state colpite anche delle parti interessate, lo hanno operato cioè tolta e dalla biopsia risulta maligna, in teoria anche le parti interessate sono tumori? E vorrei sapere una cosa da lei: lui ha 59 anni e li hanno detto di aspettare 2 mesi per vedere come si sviluppa, io non ho mai sentito una cosa del genere, non devono intervenire subito? Cosa possiamo fare? Che probabilità ha ?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      L’unica cosa che posso consigliarle è di rivolgersi ad un centro specializzato in oncologia, come l’Istituto Europeo Antitumori di Milano, in modo da essere seguito secondo lo stato dell’arte dell’attuale conoscenza.

  27. EMY76

    Noi siamo vicini ad Aviano a Pordenone in teoria anche li sono specializzati vero Dottore?

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