Tumore al seno: sintomi, prevenzione, cause, diagnosi

Ultimo Aggiornamento: 2254 giorni

Introduzione

Tumore al seno, pubblicità (http://www.flickr.com/photos/benetton/3011004612/)

Tumore al seno, pubblicità (http://www.flickr.com/photos/benetton/3011004612/)

Il tumore al seno è un cancro maligno che si sviluppa a partire dalle cellule della mammella: un tumore maligno è dato da un gruppo di cellule che possono crescere sino ad invadere i tessuti circostanti o diffondersi in aree distanti del corpo. La malattia colpisce quasi esclusivamente le donne, ma in certi casi anche gli uomini.

La maggior parte dei noduli al seno non sono cancerosi, bensì benigni; in ogni caso alcuni di essi richiedono di essere valutati ed esaminati al microscopio per avere la prova della loro benignità. E’ importante comprendere alcune parole chiave utilizzate per descrivere il cancro al seno:

  • Carcinoma: Con questo termine si indica un cancro che comincia a svilupparsi nello strato di rivestimento (cellule epiteliali) di organi come il seno. Quasi tutti i tumori al seno sono carcinomi (o carcinomi duttali o carcinomi lobulari).
  • Adenocarcinoma: Un adenocarcinoma è un tipo di carcinoma che si sviluppa nel tessuto ghiandolare (tessuto che produce e secerne una sostanza). I dotti ed i lobuli della mammella sono di tessuto ghiandolare (producono il latte materno), così i tumori che si manifestano in queste aree sono spesso chiamati adenocarcinoma.
  • Carcinoma in situ: Questo termine viene utilizzato con riferimento alla fase iniziale del tumore, quando esso è ancora confinato allo strato di cellule dove ha cominciato a svilupparsi. Nel caso del cancro al seno, il termine in situ sta ad indicare che le cellule tumorali restano confinate ai condotti (carcinoma duttale in situ) o ai lobuli (carcinoma lobulare in situ). Esse non si sviluppano nei tessuti più profondi del seno né si diffondono ad altri organi del corpo e per questo a volte tali tumori sono indicati come non- invasivi o come tumori al seno pre-invasivi.
  • Carcinoma invasivo (infiltrante): Un tumore è invasivo quando si sviluppa oltre lo strato di cellule dove è nato (diversamente dal carcinoma in situ). La maggior parte dei tumori al seno sono carcinomi invasivi, sia che si tratti di carcinoma duttale invasivo oppure di carcinoma lobulare invasivo.
  • Sarcoma: I sarcomi sono tumori che partono dai tessuti connettivi, come il tessuto muscolare, il tessuto adiposo o i vasi sanguigni. I sarcomi della mammella sono rari.

La restante parte di questo documento si riferisce soltanto al cancro della mammella nelle donne.

Seno

I seni poggiano sui muscoli del torace che coprono le costole: ciascuna mammella si compone dai 15 a 20 lobi e, a loro volta, i lobi contengono lobuli molto più piccoli. I lobuli contengono gruppi di piccole ghiandole in grado di produrre il latte, quest’ultimo scorre dai lobuli al capezzolo attraverso tubi sottili chiamati condotti. Il capezzolo si trova al centro di una scura zona di pelle chiamata areola; il grasso riempie gli spazi tra i lobuli ed i dotti.

I seni contengono anche dei vasi linfatici: questi vasi conducono ad organi piccoli e sferici chiamati linfonodi. Gruppi di linfonodi si trovano vicino al seno sotto le ascelle, sopra la clavicola, nel torace dietro lo sterno ed in numerose altre parti del corpo. I linfonodi bloccano i batteri, le cellule cancerose o altre sostanze nocive.

Cause

Tumore al seno nella donna

Tumore al seno nella donna

Sebbene vi siano numerosi fattori di rischio che possono aumentare la probabilità di sviluppare il cancro al seno, non si conosce ancora esattamente in che modo alcuni di questi fattori di rischio inducano le cellule a diventare cancerose.

Sembra che gli ormoni giochino un ruolo importante nella formazione del tumore, ma non si riesce a comprendere bene come ciò possa avvenire.

Cambiamenti a livello del DNA possono rendere cancerose alcune cellule sane: il DNA è la sostanza chimica che si trova in ogni cellula del corpo e contiene le istruzioni per il loro corretto funzionamento. In genere somigliamo ai nostri genitori perché sono loro la fonte del nostro DNA. Alcuni geni contengono le istruzioni per determinare quando le nostre cellule crescono, si dividono e muoiono. I geni che accelerano la scissione cellulare sono chiamati oncogeni, quelli che invece la rallentano o inducono le cellule alla morte al momento giusto sono chiamati geni soppressori del tumore.

I tumori possono essere causati da mutazioni del DNA che “accendono” gli oncogeni o “spengono” i geni oncosoppressori.

Fattori di rischio

Ormai dovrebbe essere familiare la statistica secondo cui una donna su otto sviluppa il cancro al seno, molti però fraintendono questi dati pensando erroneamente di avere una possibilità su otto di sviluppare oggi la malattia.

In realtà circa una donna su otto negli Stati Uniti (in percentuale il 13% delle donne, quindi 13 su 100) può aspettarsi di sviluppare il cancro al seno nel corso della sua esistenza; negli Stati Uniti la vita media è di circa 80 anni, dunque sarebbe più corretto dire che negli Stati Uniti una donna su 8 può aspettarsi di sviluppare il cancro al seno al raggiungimento degli 80 anni. In ogni decade della vita il rischio di contrarre il cancro al senso è attualmente più basso del 13% per la maggior parte delle donne.

In genere le persone tendono a percepire il rischio in modi molto diversi: una probabilità pari ad una su otto di ammalarsi di cancro al seno potrebbe sembrare elevata, ma guardando le cose da un’altra prospettiva potreste invece pensare di avere 7 possibilità su 8 di non essere colpite dal cancro al seno, ciò significa una percentuale corrispondente all’87.5% di non sviluppare la malattia, anche al raggiungimento degli 80 anni di età. Il modo di percepire il rischio spesso dipende dalla situazione individuale (ad esempio nel caso in cui voi o molte donne che conoscete siano state colpite dal cancro al seno, o se sussistono delle valide ragioni per ritenere che il rischio di contrarre la malattia sia per voi più elevato della media) o comunque dal vostro modo usuale di guardare il mondo.

Nonostante gli studi abbiano mostrato che la probabilità di essere colpiti dal cancro al seno si aggira intorno al 13%, questa probabilità può aumentare o diminuire da un individuo a un altro: il rischio individuale è influenzato da molti fattori diversi, come la storia della famiglia, la storia riproduttiva , lo stile di vita, l’ambiente in cui si vive e tanti altri fattori.

Nessuno conosce quali siano le cause esatte del cancro al seno, spesso i dottori non riescono a spiegarsi il motivo per il quale una donna sviluppa il cancro al sano ed un’altra no. Ciò che si sa è che una collisione, un livido, un colpo al seno non determinano il cancro. Inoltre il tumore al seno non è contagioso, per cui non si può trasmettere da una persona ad un’altra.

La ricerca ha dimostrato che le donne che presentano determinati fattori di rischio hanno una maggiore probabilità di sviluppare il cancro al seno, la presenza di un fattore di rischio sicuramente aumenta la possibilità di contrarre la malattia. Studi scientifici hanno evidenziato i seguenti fattori di rischio per il cancro al seno:

  • Età: la probabilità di sviluppare il cancro al seno aumenta con l’invecchiamento della donna. Nella maggior parte dei casi il tumore al seno si manifesta nelle donne di età superiore ai 60 anni. Questa malattia infatti non è così comune prima della menopausa.
  • Pregressa esperienza di cancro al seno: una donna che ha già sviluppato la malattia in passato ha maggiori probabilità di sviluppare il cancro nell’altro seno.
  • Storia familiare: per una donna il rischio di sviluppare il cancro al seno è maggiore se la madre, la sorella o la figlia ne sono già state colpite. Inoltre il rischio aumenta se il soggetto ha avuto il cancro prima dei 40 anni di età. Avere altri parenti col cancro al seno (sia materni che paterni) può allo stesso modo aumentare il rischio per una donna.
  • Cambiamenti al seno: in alcune donne le cellule della mammella possono apparire anomale al microscopio. La presenza di determinate cellule anomale (iperplasia atipica e carcinoma lobulare in situ) aumenta il rischio di cancro al seno.
  • Variazioni del gene: i cambiamenti di alcuni geni presenti nel DNA aumentano il rischio di cancro al seno. Tra questi geni rientrano il BRCA1, il BRCA2 ed altri. Talvolta i test possono mostrare la presenza di alterazioni di un determinato gene in nuclei familiari con molte donne che hanno sviluppato il cancro al seno. Gli operatori sanitari possono suggerire alcuni modi per cercare di ridurre il rischio di cancro al seno, o per migliorare le modalità attraverso cui individuare la malattia nelle donne che presentano queste variazioni nei geni.
  • Storia mestruale e riproduttiva: le donne che non hanno figli o che hanno avuto il loro primo figlio dopo i 30 anni hanno un rischio leggermente più elevato di sviluppare il cancro al seno. Sostenere molte gravidanze ed essere incinte in giovane età riduce il rischio di cancro al seno. La gravidanza riduce lungo tutto l’arco della vita di una donna il numero totale di cicli mestruali, che possono essere la ragione di quest’effetto. Quindi:
    • quanto più adulta è una donna alla sua prima gravidanza, maggiore sarà il rischio di cancro al seno,
    • le donne che hanno avuto la loro prima mestruazione prima dei 12 anni corrono un rischio maggiore di cancro al seno,
    • le donne che vanno in menopausa dopo i 55 anni corrono un rischio maggiore di cancro al seno,
    • le donne che non hanno mai avuto figli corrono un maggior rischio di cancro al seno.
  • Razza: il carcinoma alla mammella è diagnosticato più spesso nelle donne bianche piuttosto che in quelle latine, asiatiche o afro-americane.
  • Radioterapia al torace: le donne che hanno fatto la radioterapia al torace (compreso il seno) corrono un rischio maggiore di cancro al seno. Lo stesso vale per le donne che vengono trattate con radiazioni per il linfoma di Hodgkin. Studi scientifici hanno mostrato che quanto più giovane è la donna che segue un trattamento con radiazioni, tanto più elevata sarà la possibilità di sviluppare il cancro al seno.
  • Densità del seno: il tessuto del seno può essere denso o adiposo. Le donne anziane le cui mammografie (raggi x al seno) mostrano un tessuto prevalentemente denso, sono maggiormente esposte al rischi di cancro al seno.
  • DES (dietilstilbestrolo): Il DES è stato somministrato ad alcune donne incinte negli Stati Uniti tra il 1940 ed il 1971 (oggi non è più somministrato alle donne in gravidanza). Le donne che assumono il DES durante la gravidanza possono essere maggiormente esposte al rischio di sviluppare il cancro al seno. I possibili effetti sulle figlie sono ancora in fase di studio.
  • Essere in sovrappeso o obesi dopo la menopausa: la possibilità di avere il cancro al seno dopo la menopausa è più elevata nelle donne che sono in sovrappeso o obese.
  • Mancanza di attività fisica: le donne che sono fisicamente inattive nel corso della loro vita possono essere maggiormente esposte al rischio di cancro al seno. Essere attive può contribuire a ridurre tale rischio prevenendo l’aumento di peso e l’obesità.
  • Alcoolici: studi scientifici suggeriscono che più una donna assume sostanze alcooliche, maggiore sarà il rischio di cancro al seno.
  • Mancato allattamento al seno: alcuni studi suggeriscono che l’allattamento al seno può leggermente ridurre la possibilità di cancro alla mammella, specialmente se è continuato per un periodo variabile da un anno e mezzo a due anni. Questo però non è un aspetto facile da studiare, specie in paesi come gli Stati Uniti, dove l’allattamento al seno per un periodo di tempo così prolungato non è affatto comune. Questo effetto si può spiegare con il fatto che l’allattamento al seno riduce il numero totale di cicli mestruali durante il corso della vita di una donna (come se cominciasse il periodo mestruale in età avanzata o andasse precocemente in menopausa).
  • Recente uso orale di contraccettivi: Gli studi hanno mostrato che le donne che usano contraccettivi orali (pillole anticoncezionale) hanno un rischio maggiore di sviluppare il cancro al seno rispetto alle donne che non ne hanno mai fatto uso. Questo rischio sembra però diminuire sino a ritornare alla normalità una volta che l’assunzione delle pillole viene stoppata. Sembra che le donne che hanno smesso di usare contraccettivi orali da più di 10 anni non riscontrino alcun aumento del rischio di cancro al seno. Quando si discute circa l’uso di contraccettivi orali, le donne dovrebbero specificare l’eventuale presenza di ulteriori fattori di rischio per il carcinoma della mammella con il loro team di assistenza sanitaria.
  • Mancanza di attività fisica: è sempre più evidente che l’attività fisica riduce il rischio di cancro al seno. La questione principale è capire di quanto esercizio fisico si ha bisogno. In base ad uno studio del Women’s Health Initiative (WHI), bastano da 1,25 sino a 2,5 ore a settimana di marcia rapida per ridurre il rischio di una donna del 18%. Camminare 10 ore a settimana riduce un po’ di più questo rischio. Per ridurre il rischio di cancro al seno, l’American Cancer Society raccomanda dai 45 ai 60 minuti di attività fisica per 5 o più giorni alla settimana.
  • Seguire una terapia ormonale post-menopausa
  • La terapia ormonale post-menopausa (TOS), nota anche come terapia ormonale sostitutiva, è stata usata per molti anni per contribuire ad alleviare i sintomi della menopausa e per aiutare a prevenire l’osteoporosi (assottigliamento delle ossa). Studi precedenti hanno suggerito che potrebbe avere anche altri benefici alla salute, mentre studi più recenti e meglio progettati hanno escluso questa possibilità.

Altri possibili fattori di rischio sono ancora in fase di studio, per esempio gli effetti della dieta, dell’attività fisica e della genetica. Si sta inoltre studiando l’eventuale correlazione tra la presenza di alcune sostanze nell’ambiente ed il rischio di cancro al seno.

Molti fattori di rischio si possono evitare, mentre altri, al contrario non possono essere evitati. Le donne possono comunque proteggersi cercando di limitare i fattori noti di rischio per quanto possibile.

E’ però anche importante tenere a mente che non sempre le donne che presentano un qualche fattore di rischio si ammalano di cancro al seno e la maggior parte delle donne che sviluppa la malattia non ha precedenti familiari; fatta eccezione per le donne in età avanzata, la maggior parte di esse non presenta dei chiari fattori di rischio.

Se pensate di poter essere esposte al rischio di contrarre il cancro al seno fareste bene a parlarne con il vostro medico, così che egli possa suggerirvi alcuni modi per ridurre tale rischio e possa pianificare un programma per i controlli.

Fattori con effetti non provati sul rischio del cancro al seno

  • Una dieta ricca di grassi: studi relativi ai grassi nella dieta non hanno chiaramente dimostrato che questo è un fattore di rischio di cancro al seno.
  • Antitraspiranti: si è diffusa tramite internet ed e-mail la voce secondo cui le sostanze chimiche contenute negli antitraspiranti ascellari vengono assorbite attraverso la pelle, interferiscono con la circolazione linfatica, causano delle tossine che si sviluppano nel petto, ed eventualmente determinano il cancro al seno. Tuttavia a sostegno di questa voce ci sono ben pochi studi di laboratorio o test basati sulla popolazione.
  • Reggiseno: si è diffusa tramite Internet ed e-mail la notizia per cui anche il reggiseno aumenterebbe il rischio di cancro al seno ostruendo il flusso della linfa. Tuttavia alla base di quest’affermazione non ci sono valide basi scientifiche e cliniche. E’ più probabile che le donne che non indossano regolarmente il reggiseno si sentano più leggere e ciò evidentemente contribuisce a far percepire diversamente il rischio.
  • Aborto indotto: diversi studi hanno fornito delle prove inconfutabili che né l’aborto indotto né quello spontaneo abbiano degli effetti collaterali sul rischio di cancro al seno.
  • Protesi mammarie: diversi studi hanno mostrato che le protesi mammarie non incidono sul rischio di cancro al seno, anche se quelle di silicone possono provocare la formazione di un tessuto cicatrizio nel seno. I trapianti rendono più ardua l’individuazione del tessuto del seno attraverso le mammografie standard, ma ulteriori radiografie possono essere utilizzare per esaminare il tessuto del seno in maniera più approfondita.
  • Fumo di tabacco: la maggior parte degli studi non ha riscontrato alcun legame tra il fumo di sigaretta ed il cancro al seno. Anche se alcuni studi hanno suggerito che il fumo ne aumenti il rischio, la veridicità di questa ipotesi rimane ancora controversa.
  • Lavoro notturno: diversi studi hanno suggerito che le donne che lavorano di notte, ad esempio le infermiere che hanno il turno di notte, sono maggiormente esposte al rischio di cancro al seno.

Sintomi

Il più comune sintomo del tumore al seno è la presenza di un nuovo nodulo mammario: se il nodulo è duro ed indolore e presenta bordi irregolari è più probabile che sia cancerogeno, tuttavia il cancro al seno può anche essere soffice e rotondeggiante. Per questo motivo è fondamentale che ogni nuovo nodulo sia tenuto sotto controllo da un medico specialista esperto nella diagnosi delle malattie della mammella.

Altri possibili segni del cancro al seno sono:

  • Gonfiore di tutto il seno o di una parte di esso (nonostante non si avverta nessun nodulo al tatto);
  • Irritazione o increspatura della pelle;
  • Dolore al seno o al capezzolo;
  • Retrazione del capezzolo (che si ripiega su se stesso);
  • Arrossamento o ispessimento del capezzolo o della pelle del seno;
  • Secrezione diversa dal latte materno;
  • Cambiamenti nelle dimensioni o nella forma del seno;
  • Morbidezza del capezzolo.

In certi casi il tumore al seno può diffondersi ai linfonodi ascellari e qui può causare un nodulo o un gonfiore, anche prima che il tumore al seno si sia abbastanza esteso per poter essere avvertito.

Nelle fasi iniziali il tumore alla mammella di solito non provoca dolore, ma una donna dovrebbe sempre consultare il suo medico specialista in caso di dolore al seno o di qualsiasi altro sintomo persistente. Il più delle volte questi dolori non sono dovuti a tumore, ma possono essere causati da differenti problemi di salute. Ogni donna che avverte questi sintomi deve informare il proprio medico così che il problema possa essere diagnosticato e trattato il prima possibile.

Diagnosi

Se si avvertono dei sintomi specifici o se il risultato del test di screening fa pensare che esista la possibilità di un tumore, il medico deve capire se sussiste l’effettiva possibilità che il paziente abbia contratto il cancro o se in realtà ciò sia dovuto ad altre cause. Il medico può porre alcune domande riguardanti la storia personale e quella della propria famiglia e può effettuare un esame fisico. Egli può anche decidere che il paziente debba essere sottoposto ad una mammografia o ad altre metodiche di imaging: questi test mostrano le immagini dei tessuti all’interno del seno ed al termine il medico può ritenere che non siano necessari ulteriori esami, oppure può suggerire di sottoporsi più avanti ad ulteriori accertamenti. Potrebbe essere anche necessaria una biopsia che riscontri la presenza di eventuali cellule tumorali.

Esame clinico del seno

Attraverso la palpazione del seno il medico può avvertire la presenza di noduli e cercare di individuarne la causa, a tal fine il medico ne analizzerà dimensione, forma e consistenza. Egli controllerà anche se il nodulo si muove facilmente. Generalmente i noduli benigni hanno caratteristiche diverse da quelli maligni: i noduli benigni appaiono generalmente rotondi, mobili e morbidi al tatto, mentre i noduli dalla forma irregolare e più saldamente ancorati al seno sono più probabilmente cancerosi.

Mammografia diagnostica

Le mammografie diagnostiche sono radiografie del seno, rendono più chiare e dettagliate le immagini che risultano anomale dalla mammografia di screening. I medici se ne avvalgono per scoprire qualcosa di più sui cambiamenti inusuali del seno, ad esempio la presenza di un nodulo, continui dolori al seno, l’ispessimento del capezzolo, il cambiamento della dimensione o della forma del seno. Le mammografie diagnostiche possono focalizzarsi su un’area specifica della mammella, possono implicare il ricorso a tenciche speciali e ad esami più approfonditi rispetto alle mammografie di screening.

Ultrasuoni

Un apparecchio ad ultrasuoni trasmette suoni che la gente non può sentire: le onde rimbalzano sui tessuti ed il computer utilizza gli echi prodotti per creare le immagini che il medico potrà poi visualizzare attraverso un monitor. Queste immagini possono mostrare se il nodulo è solido o se è ricco di liquidi. Una cisti per esempio si presenta come una sacca piena di liquidi, ma non rappresenta una forma di tumore. Al termine del test il medico può visualizzare le immagini sul video o stamparle. Quest’esame puà essere utilizzato congiuntamente alla mammografia.

Imaging a risonanza magnetica

La risonanza magnetica (MRI) utilizza un potente magnete collegato ad un computer per rendere più dettagliate le immagini del tessuto mammario: il medico può visualizzare le immagini su un monitor oppure stamparle su pellicola. La risonanza magnetica può essere utilizzata insieme ad una mammografia.

Biopsia

Il medico può rivolgersi ad un chirurgo o ad uno specialista delle malattie al seno per una biopsia. In tal caso il liquido o il tessuto viene rimosso dal seno per cercare di scoprire la presenza del cancro.

Cura e terapia

In generale quasi tutte le donne con un cancro del seno, indipendentemente dallo stadio in cui si trova il tumore, subiscono un intervento chirurgico per rimuovere i tessuti malati, esistono tuttavia ulteriori approcci che possono essere classificati in grandi gruppi, in base a come funzionano e a quando vengono utilizzati.

La terapia locale è destinata al trattamento di una zona specifica senza influire sul resto del corpo, chirurgia e radioterapia sono esempi di terapie locali.

La terapia sistemica si riferisce invece ai farmaci che possono essere assunti per via orale o direttamente nel flusso sanguigno così da raggiungere le cellule tumorali in qualsiasi parte del corpo. La chemioterapia, la terapia ormonale e la terapia mirata sono terapie sistemiche.

I pazienti ai quali non viene più riscontrato il cancro dopo l’intervento chirurgico, vengono sottoposti ad una terapia sistemica adiuvante (addizionale). In alcuni casi le cellule di cancro possono staccarsi dal tumore primario della mammella per diffondersi in tutto il corpo tramite il flusso sanguigno, ciò avviene anche nelle fasi iniziali della malattia. Queste cellule non possono essere individuate attraverso un esame fisico o tramite radiografie o altri esami di imaging, per di più non generano alcun sintomo: possono svilupparsi sino a dar vita a nuovi tumori in altri organi del corpo o nelle ossa. L’obiettivo della terapia adiuvante è quello di uccidere queste cellule nascoste.

Non tutti i pazienti necessitano di una terapia adiuvante, in linea generale se il tumore è più grande o se si è esteso sino ai linfonodi è più probabile che si sia diffuso attraverso il flusso sanguigno.

Alcuni pazienti vengono sottoposti a terapia sistemica, di solito la chemioterapia, prima dell’intervento chirurgico in modo da ridurre il tumore, nella speranza che ciò consentirà di sottoporre poi il paziente ad un intervento meno estensivo. In tal caso la terapia prende il nome di terapia neoadiuvante.

Prevenzione

Non esiste un metodo sicuro per scoprire il cancro al seno, tuttavia ci sono delle cose che ogni donna può fare per contribuire a ridurre il proprio rischio e per aumentare la probabilità che, nel caso in cui si sviluppa il cancro, essa venga individuato in una fase iniziale, e quindi più curabile, della sua formazione.

E’ possibile ridurre il rischio di cancro al seno modificando quei fattori di rischio che possono essere cambiati: se si limita l’uso di alcoolici, si fa regolare attività fisica e si mantiene sotto controllo il peso corporeo, allora si diminuisce il rischio di cancro al seno. Le donne che decidono di allattare almeno per alcuni mesi possono così anche ottenere il vantaggio di ridurre il rischio di cancro al seno.

Non usare la terapia ormonale post-menopausa (TOS) può aiutare ad evitare di aumentare il vostro rischio.

Sia che le sostanze chimiche ambientali contengano o meno tra le loro proprietà gli estrogeni (come ad esempio quelli che si trovano in alcune bottiglie di plastica o in alcuni cosmetici e prodotti per la cura personale), l’aumento del rischio di cancro al seno non è stato accertato. Se si verifica un aumento del rischio, è probabile che esso sia molto lieve. Inoltre le donne interessate alla prevenzione possono decidere di evitare quando possibile i prodotti che contengono queste sostanze.

Oltre che ai cambiamenti nello stile di vita, la cosa più importante che una donna possa fare è seguire le linee guida per una diagnosi precoce. In tal modo non si impedisce il cancro al seno, ma ciò può aiutare a scoprire la presenza del cancro in un momento in cui le probabilità che la terapia abbia successo sono maggiori.

Le donne dai 40 anni di età in su dovrebbero sottoporsi ad una mammografia al seno ogni anno e dovrebbero continuare a farlo finchè sono in buona salute.

Le donne tra i 20 ed i 30 anni di età dovrebbero sottoporsi ad un esame clinico del seno come parte di un esame periodico (regolare) del proprio stato di salute da parte di un medico specialista, almeno ogni 3 anni.

L’auto-esame del seno può essere un’opzione valida per le donne a partire dai 20 anni di età, dovrebbero essere informate circa i vantaggi ed i limiti di questa tecnica e dovrebbero segnalare ogni cambiamento del seno al proprio medico specialista.

  • Le donne con un elevato rischio dovrebbero sostenere una risonanza magnetica ed una mammografia ogni anno.
  • Le donne con un rischio moderatamente alto (tra il 15% ed il 20%) dovrebbero discutere con il proprio medico relativamente ai vantaggi ed ai limiti di aggiungere una risonanza magnetica screening alla mammografia annuale.
  • La risonanza magnetica screening non è invece raccomandata per le donne il cui rischio di cancro al seno è inferiore al 15%.

Le donne ad elevato rischio sono quelle che:

  • hanno constatato una mutazione del gene BRC1 o BRC2,
  • hanno un parente di primo grado (genitore, sorella, fratello o figlio) con una mutazione del gene BRC1 o BRC2, ma non hanno sostenuto test genetici che li provino,
  • presentano un rischio di sviluppare il cancro compreso tra il 20% ed il 25% o superiore, in base agli strumenti di valutazione basati sulla storia familiare,
  • hanno sostenuto una radioterapia del torace in età comprea tra i 10 ed i 30 anni,
  • sono state colpite dalla sindrome di Li-Fraumeni, sindrome di Cowden o la sindrome di Bannayan-Riley-Ruvalcaba, o hanno familiari di primo grado con una di queste sindromi.

Tra le donne con rischio moderatamente elevato rientrano quelle che:

  • presentano un rischio di cancro al seno compreso tra il 15% ed il 20% in accordo con gli strumenti di analisi basati per lo più sulla storia familiare,
  • hanno una storia personale di carcinoma mammario, carcinoma duttale in situ (DCIS) , carcinoma lobulare in situ (CLIS), iperplasia duttale atipica (ADH), o iperplasia lobulare atipica (ALH),
  • hanno dei seni estremamente densi o non uniformemente densi così come appaiono dalla mammografia.

Metastasi

Le metastasi sono cellule tumorali che, attraverso il sistema circolatorio o linfatico, vengono disperse nell’organismo dove possono causare la formazione di ulteriori tumori:si conoscono 2 tipi di tumore al seno con metastasi:

  1. Nel caso in cui le le cellule tumorali  si fermino ai linfonodi ascellari si considera potenzialmente curabile perchè ancora in uno stadio iniziale.
  2. Quando invece le metastasi riescono ad oltrepassare queste zone si parla di metastasi a distanza e generalmente si sviluppano tumori secondari nelle ossa, nel fegato e nei polmoni; pur esistendo oggi molti trattamenti per questi tumori le aspettative di cura sono in questo caso molto più basse e la terapia mira sopratutto ad evitare un’ulteriore diffusione.

E’ possibile rilevare la presenza di metastasi al momento della diagnosi di tumore al seno, mesi od anni dopo.

Statistiche

L’oncologo Umberto Veronesi ha dichiarato che il numero di nuovi casi di tumori al seno in Italia ha finalmente smesso di crescere: parallelamente a questo si assiste ad un aumento del numero di guarigioni che dal 70% attuale potrà arrivare a 85% nei prossimi 10 anni.

Il tumore del seno viene classificato sulla base di cinque stadi a gravità crescente:

  1. Stadio 0: è chiamato anche carcinoma in situ
  2. Stadio I: è un cancro in fase iniziale, con meno di 2 cm di diametro e senza coinvolgimento dei linfonodi.
  3. Stadio II: è un cancro in fase iniziale di meno di 2 cm di diametro che però ha già coinvolto i linfonodi sotto l’ascella, oppure ha dimensioni maggiori ma senza coinvolgimento dei linfonodi.
  4. Stadio III: è un tumore localmente avanzato, di dimensioni variabili, ma che ha coinvolto già anche i linfonodi sotto l’ascella, oppure che coinvolge i tessuti vicini al seno (per esempio la pelle).
  5. Stadio IV: è un cancro già metastatizzato che ha coinvolto altri organi al di fuori del seno.

Nei casi di diagnosi al primo stadio (stadio 0) la sopravvivenza da quel momento per i successivi 5 anni è di circa il 98%, con percentuali variabili di recidive a seconda del trattamento scelto; nel caso di coinvolgimento dei linfonodi la probabilità di sopravvivenza scende al 75% circa.

Nel cancro in cui siano presenti metastasi distanti, principalmente polmoni, fegato e ossa, la sopravvivenza media è stimata in circa due anni, ma questo dev’essere interpretato sulla base del fatto che alcune donne arrivano fino a 10 anni. (Fonte: AIRC)

Traduzione ed integrazioni (cancer.org e breastcancer.org) a cura di Francesca Giannino

Revisione scientifica e correzione a cura del Dr. Guido Cimurro (farmacista)
Le informazioni contenute in questo articolo non devono in alcun modo sostituire il rapporto dottore-paziente; si raccomanda al contrario di chiedere il parere del proprio medico prima di mettere in pratica qualsiasi consiglio od indicazione riportata.

Articoli correlati

Leggi gli altri articoli delle seguenti categorie:

oppure cerca altri argomenti attraverso l'indice

oppure fai una ricerca tra le centinaia di articoli pubblicati

Domande, suggerimenti e segnalazioni

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Non è impossibile ma, ripeto, è necessario verificare con il medico.

    2. anonimo

      Salve le scrivo per mia madre donna di 46 anni in pre-menopausa é un mese che non ha ciclo(premetto che è divorziata e non è fidanzata)e oggi pomeriggio si è accorta dopo un dolore dal senso sinistro verso il braccio di avere una cisti,mercpledì andrà a fare un’ecografia premetto che meno di un anno faha fatto una mammografia,è molto spaventata e anche io,spero non sia un tumore il suo parere?

    3. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Al momento è impossibile fare ipotesi, ma non c’è motivo di pensare subito al peggio, ci sono molte spiegazioni “benigne” dei sintomi descritti.

    4. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Mi tenga al corrente, ma sono fiducioso; per il dolore valuti un antidolorifico con il suo medico.

    5. arnaldo

      salve ho un dolore fortissimo ai capezzoli cosa puo essere sono diversi mesi

    6. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Indispensabile valutare con il medico, la visita è l’unico modo per una diagnosi certa.

  1. Dalila

    Buongiorno ho 36 anni. In questi giorni ho scoperto una pallina sottocutanea nella zona dell’areola.
    Non ho pregressi di cancro o noduli in famiglia, inoltre recentemente (fine ottobre) ho effettuato un check up comprensivo di mammografia e non era stato evidenziato niente. Tra una decina di giorni avrò il ciclo. Devo aspettare che finisca il ciclo per recarmi dal dottore o meglio andare subito?
    Io sento sensazione come se il seno fosse tirato internamente (ma lontano dal luogo del pallino) non il solito gonfiore/indolenzimento per ciclo.

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Per sua tranquillità può iniziare a sentirlo per telefono, ma probabilmente sì, le consiglierà di aspettare il ciclo perchè è probabile che scompaia.

  2. valentina

    Salve,
    È un periodo di tempo , non continuativo, che ho dolori , come fitte, al seno e di xonseguenza fitte anche all utero. la mia domanda è se nel caso di un tumore al seno, si debbano percepire solo i noduli oppure ci sono altri sintomi…

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Un dolore al seno va indagato con il medico, a prescindere dalla presenza di altri sintomi; quello che non mi è chiaro è perchè lei consideri una conseguenza inevitabile anche il dolore uterino.

  3. serenella

    Dott sono operata al seno 2 anni fa ho fatto un egografia al seno mi hanno trovato di multiple minute lesioni iperecogene componenti calcificazioni volevo chiederle sono pericolose possono trasformarsi in cancro grazie

  4. serenella

    Mi scusi dott ho sbagliato l ecografia lo fatto al fegato un anno fa nn mi hanno trovato niente

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Mi dispiace, ma non esprimo mai giudizi sui referti ecografici.

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Sono residui in genere del tutto privi di rischi, chiaramente verifichi anche con il suo medico.

  5. sandra

    Dott sono stata operata al seno 2 anni fa alcuni dicono che nn si può mangiare arance né pomodori ma che si può mangiare per combattere le recidive grazie

  6. Serenella

    Dottore 2 mesi fa il senologo mi ha detto tutto a posto mi ha fatto fare legografia polinecrosivin sede cicatrizzale ma mi da fastidio un po’ il seno lo detto l oncologo nn mi ha dato peso secondo lei farò una altra ecografia l’ultima lo fatta un mese e mezzo fa sono terrorizzata grazie lei è un angelo per noi

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Sono felicissimo di sapere che tutto procede bene! Onestamente però non ho capito se nel messaggio ci fosse anche una domanda.

  7. Serenella

    Si dottore vorrei sapere se posso ripetere un altra ecografia per meglio sicurezza perché ogni tanto mi da fastidio il seno l oncologo ha detto che è normale nn le ha da to peso ho paura che l ecografia nn sia giusta grazie

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Se l’oncologo non gliel’ha prescritta è perchè non è necessario; referto dell’esame e visita hanno permesso allo specialista di farsi un’idea chiara e senza margine di dubbio.

  8. Stefania

    dopo che subito intervento chirurgico,per carcinoma mammario c5 vorrei sapere se il gonfiore sotto l`ascella è normale grazie.

    1. Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)
      Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)

      Buonasera, si il gonfiore sotto l’ascella è normale, sicuramente hanno asportato alcuni linfonodi ascellari e l’edema ne è conseguenza; è una complicanza abbastanza comune, le diranno di più nei successivi controlli ambulatoriali che farà, stia tranquilla. Eviti di guidare e sollevare pesi, invece faccia movimenti leggeri a braccio libero. Le auguro una pronta guarigione!

  9. Nicla

    Salve dottore,
    Mia madre di 66 anni ha fatto un’ecografia al seno e mammografia di controllo e sul referto la dicitura è questa:opacità subecentimetrica a margini speculato
    Lesione nodulare di 8 mm a contorno
    Lei è stata operata 4 anni fa di adenocarcinoma endometrioide e ora ha paura che possa ripresentarsi quel brutto male. Il radiologo ha consigliato biopsia.
    Potrebbe trattarsi di una neoplasia mammaria maligna?
    Questo piccolo nodulo è al seno sinistro verso l’ascella.
    Attendo una sua cordiale risposta.
    Grazie.

    1. Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)
      Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)

      Buonasera, purtroppo non è da escludere la patolgia maligna, concordo sulla necessità di una biopsia, in bocca al lupo per tutto!

    2. Anonimo

      Salve dottore,
      Ma di quanto cresce un nodulo giorno per giorno. A mia madre è di 8 mm e il 5 luglio ha la visita al enologo, potrebbe aumentare di volume?
      Grazie.

    3. Ely

      Buona sera avverto da alcuni gg bruciore/dolore ad un capezzolo devo preoccuparmi?

    4. Dr. Cracchiolo (Medico Chirurgo)
      Dr. Cracchiolo (Medico Chirurgo)

      Salve, potrebbe essere una infiammazione, non è il caso di preoccuparsi ma di farsi vedere dal medico. saluti.

  10. Anonimo

    Buingiorno ho 36 anni evi ho scritto perché ho bisogno del vostro parere. 6 mese fa scoprii di avere una pallina sottol ascella destra.Da quel tempo non ci ho più fatto caso ad essa, nonostante a volte mi toccassi e sentissi che la pallina era ancora li. Oggi mi e’ partita la paranoia perché ho paura di avere un linfoma o altro di brutto. Allora la pallina Sara grande 1 cm opoco più,ed e’ mobile . E’ liscia dura e di forma allungata.se la tocco troppo mi viene un fastidio sotto l ascella non proprio un dolore, un fastidio che poi passa. Ogni tanto prima di ciclo mi da proprio fastidio.Sempre avevo questa problema prima del ciclo. Il seno gonfio,dolore,e ciste che spparivano con il fine del ciclo… Oggi ogni tanto sento che mi punge e mi da un Po fastidio.Aspetto notizie e viringrazio anticipatamente! .. Ancora grazie

    1. Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)
      Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)

      Buonasera, deve necessariamente andare a visita medica per valutare la situazione. Se non li ha fatti di recente deve eseguire un esame senologico con ecografia e mammografia. Ci tenga informati. saluti.

  11. Asil

    Salve io sento un dolore lieve in prossimità al seno più o meno sotto lascella e quando tocco con le dita quel punto mi fa parecchio male …sento che un seno e diverso dall’altro ho tanta paura ho solo 20 anni..

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Indispensabile verificare con il medico, ma non salti a conclusioni, spesso la causa è del tutto benigna.

  12. Gabriela

    Salve sono una mamma di 32 anni. In mia famiglia ci sono stati casi di tumore .in ultimo mia sorella di 42 anni che ancora non sta per nulla bene .A le ovaie .da 7 messi o saputo che o una ciste al seno e che lo devo controllare ogni 6 messi o tanta paura che può diventare un tumore maligno. O due bimbe piccole e non vorrei passare quello che è passata mia sorella

    1. Gabriela

      Dovrei fare il test brca 1 o 2 ma non lo so dove lo posso fare io non lavoro il mio marito fa dei lavoretti vorrei sapere dove si spende meno per fare il test sono una mamma e vorrei vedere le mie bimbe crescere non chiedo tanto .le mie altre sorelle non ano nulla solo io quell nodulo al seno non vorrei passare quello che è passata mia sorella e mio fratello mio Papa e mio nonno o tanta paura non dormo più non mangio più sono disperata vi prego aiutatemi non chiedo tanto voglio solo vivere a più lungo per le mie piccoline

    2. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Non si preoccupi e continui a tenerla monitorata come consigliato, vedrà che andrà tutto bene.

  13. marina

    buona sera dotor e mi capita di tanto in tanto che sotto l’ascella destra mi compare una nocciolina molto dolorante sia al tatto che senza tatto e’ comparsa piu’ volte e poi scomparsa da sola o almeno penso perche appena finito il dolore io non ho provato a palpare per vedere se c’era ancora il dolore e simile pero piu forte a quello di un brufolo infiammato pero’ di fuori non si vede niente mi devo preoccupare? grazie buona sera

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Probabilmente un piccolo linfondo infiammato; le cause più comuni sono la depilazione e l’uso di alcuni deodoranti, ma raccomando di verificare con il medico al prossimo episodio.

  14. ANNA

    Dottore, sono stata operata di un tumore al seno ormonoresponsivo e dopo ho fatto la radioterapia come prescrittami a livello precauzionale. Non ho voluto fare, però l’ormonoterapia, per gli effetti sulla fertilità.Ho il rischio di recidiva del 10%. Può suggerirmi terapie ormonali che non inducano ad una menopausa anticipata? Può informarmi sul reale rischio di un tumore al seno ormonoresponsivo? Le vorrei chiedere, infine,perchè un tumore può essere recidivo, da cosa è causato, da cellule maligne rimaste in sito o un tumore può essere recidivo dal nulla. Grazie.

    1. Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)
      Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)

      Buonasera, purtroppo l’ormonoterapia è sempre quella, non ne esistono altre in grado di evitarne gli effetti collaterali, ma consideri che tra la radioterapia e la chemioterapia è sicuramente la meglio sopportata generalmente, nella sfortuna del tumore ha avuto la “fortuna” di averne uno ormonoresponsivo, che solitamente sono tumori piú differenziati e che si riescono a trattare in modo migliore proprio per l’ulteriore possibilità terapeutica data dalla ormonoterapia. Il rischio di recidiva (cioè che il tumore primitivo ricompaia) dipende dalle caratteristiche del quadro oncologico, dallo stadio del tumore, dal grading, da molteplici fattori che sono indicati sull’istologico definitivo e dipende da cellule tumorali rimaste (il chirurgo non può vederle, specie se ce ne sono in giro per così dire nel tessuto, per questo si fanno le terapie adiuvanti, chemio, ormonorerapia e radioterapia, per sterilizzare il tessuto colpito da eventuali cellule colpite. Il tumore può anche ripresentarsi dopo tempo e in altre zone del seno o controlaterale, in questo caso non è recidiva ma un nuovo tumore, solitamente in soggetti predisposti (per esempio casi familiari o pz portatrici di mutazioni genetiche). Detto ciò io le consiglierei comunque l’ormonoterapia, come ulteriore garanzia a protezione da un’eventuale recidiva. In bocca al lupo!

  15. DORA

    Buonasera dottore ,mia suocera è stata operata un mese fa x un carcinoma maligno alla mammella ,infatti gli è stata tolta tutta . L’unico problema e ke esce ancora liquido e ha preso infezione sotto al braccio. La dottoressa ke gli ha fatto l’ intervento dice ke non è più competenza sua e ke deve mettersi nelle mani di un oncologo . Mi scusi l’ignoranza ! ma ki opera un tumore maligno non è un oncologo?

    1. Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)
      Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)

      Salve, no, chi opera generalmente è un chirurgo, l’oncologo è un clinico, non va in sala operatoria. Tuttavia se c’è effettivamente una problematica legata all’intervento, alla ferita, come appunto l’infezione o altro è il chirurgo che se ne deve occupare, rivalutando periodicamente la situazione; all’oncologo spetta solo la parte dell’eventuale chemioterapia, non avendo le competenze necessarie per la cura chirurgica del caso. Saluti.

  16. animor73

    Salve.Ho appena ritirato gli esiti della mia prima mammografia.43 anni. Dice che ha evidenziato un aspetto diffusamente iperdiafano di entrambi i corpi ghiandolari,per la presenza di abbondante tessuto adiposo nel cui contesto si stagliano DENSE TROVATE FIBRO-GHIANDOLARI armonicamente distribuite,in assenza di elementi patologici. Infine mi consigliano controlli annuali…

    Cosa sono le travate fibro-ghiandolari? Devo preoccuparmi?

    1. Dr. Cracchiolo (Medico Chirurgo)
      Dr. Cracchiolo (Medico Chirurgo)

      Buonasera, il tessuto fibro – ghiandolare è tessuto normalmente presente nelle mammelle in quanto si tratta di ghiandole. Solo che nel suo seno si trova distribuito in un contesto di tessuto adiposo più rappresentato del solito. Può stare tranquilla e fare i controlli come descritto. saluti

  17. salvatore

    Buonasera
    A una mia parente sono stati diagnosticati 2 cancri al seno sinistro, l’ongologo ha consigliato l’intervento chirurgico ma la mia parente non ne vuole sapere, la famiglia preoccupata pensando di intimorirla dopo un mese le ha consigliato di fare un ulteriore esame, la stranezza e’ che pur non avendo fatto nulla la dimensione del cancro e’ notevolmente ridotta rispetto a un mese prima, mi domando come e’ possibile, le chiedo cosa le consiglierebbe? operarsi subito ho aspettare.
    Cordiali saluti
    Salvatore

    1. Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)
      Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)

      Salve, se ha effettivamente una diagnosi di cancro non trovo possibile la riduzione della massa, non scientificamente almeno. Se non ha mai fatto uno studio citologico o istologico della lesione, cioè non hanno prelevato tessuto per analizzarlo, allora non si può parlare di cancro, in quel caso sarebbe possibile il cambiamento di volume di cui parla. Altra possibilità è che tra metodiche diverse le misurazioni possono essere differenti, ma non significa che il tumore si è ridotto, dipende appunto dalla metodica e anche e soprattutto da chi la esegue. Se la diagnosi è comunque quella di cancro l’intervento è d’obbligo, non c’è altra possibilità di guarigione. Saluti.

    2. Salvatore

      grazie per la sua tempestiva risposta.
      Cordiali saluti
      Salvatore

    3. Tina

      Salve ho un lieve dolore all capezzolo ho 30 anni mia madre e stata operata 3 volte di mastite sarebbe opportuno fare una mammografia?

    4. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      In prima battuta è sufficiente una visita senologica.

  18. Paola

    Buongiorno dottore/dottoressa, ho 54 anni, da circa una settimana, ho dolore al seno sinistro solo quando faccio qualsiasi muovimento, soprattutto quando mi abbasso, mi alzo e muovo il braccio sinistro. Sono molto preoccupata, grazie

    1. Dr. Cracchiolo (Medico Chirurgo)
      Dr. Cracchiolo (Medico Chirurgo)

      Buonasera, ultimamente ha subito qualche trauma o ha fatto qualche sforzo fisico particolare? sul seno è visibile qualcosa? C’è qualche tumefazione palpabile?

    2. Paola

      4 anni fa ho fatto la mammografia e c’era un nodulo benigno, poi fino ad ora non ho fatto piu esami, non ho avuto traumi, al tatto ho paura a toccarmi, non so se ho ancora se ho quel nodulo, ma di esterno non ce nulla.

    3. Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)
      Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)

      Buonasera, da quello che descrive sembrerebbe più un fatto muscolare, però va fatta una visita senologica, la mammografia e l’ecografia vanno fatte a cadenza precisa, 4 anni sono troppi, colga l’occasione per togliersi il pensiero!

  19. Elisa

    Salve dottorstamattina mentre mi stavo lavando o sentito leggermente una pallina piccola quasi vicino al capezzolo però per sentirla meglio sotto le mani devo toccarla bene ma può essere che sia il ciclo perché è quasi in fase di arrivo

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Sì, potrebbe incidere, ma la segnali comunque al medico per verificare.

  20. Silvia

    Ma dottore queste palline possono apparire anche prima che vengono le mestruazioni ?Ho 25 anni e per essere sincera mi sto un po’ preoccupando ,posso farla vedere anche dal medico di base ?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Sì, può succedere che si infiammino un po’ prima della mestruazione.
      Sì, dal medico curante va benissimo.

  21. Anna

    Buongiorno, oggi sono stata dal ginecologo che mi ha trovato un nodulo al seno. Mi ha detto di fare un’ecografia per scrupolo, ma sembrava tranquilla. alla mia domanda diretta ha risposto che pensa a una formazione benigna. Adesso il mio dubbio è: quali sono queste formazioni? Nel senso che pare che in ogni caso siano un problema (ho trovato “cisti” e “fibroadenomi”). Non può essere come il mio nodulo sul collo di 3 cm stabile da due anni?

    1. Dr. Cracchiolo (Medico Chirurgo)
      Dr. Cracchiolo (Medico Chirurgo)

      Salve, senza visitarla è difficile dare un consiglio. Se il ginecologo le ha detto di non preoccuparsi credo che il nodulo abbia caratteristiche cliniche benigne ma ovviamente una ecografia è necessario farla per confermare la diagnosi. Spesso sono noduli che non richiedono nessun tipo di intervento ma solo controlli annuali. Sul collo che tipo di nodulo ha? saluti

    2. Anna

      Non lo so, l’ho scoperto facendo una eco per la tiroide. Mi hanno detto di farlo presente quando faccio le eco di controllo per l’Hashimoto e che non è nulla di grave (tant’è che per due anni è rimasto di 3cm) e non c’entra con la tiroide. Adesso per questo mi sa che starò in paranoia fino a fine settembre anche se la dottoressa mi ha detto di stare tranquilla -_-

    3. Dr. Cracchiolo (Medico Chirurgo)
      Dr. Cracchiolo (Medico Chirurgo)

      Salve, quasi certamente il nodulo alla mammella non ha nulla a che fare con quello del collo. A mio avviso se il ginecologo le ha detto di stare tranquilla riguardo la natura del nodulo non ha motivo di stare troppo in ansia. saluti

  22. Nathan

    MIA MOGLIE E STATA OPERATA DI TUMORE MALIGNO AL SENO CON DUCCESSO A DISTANZA DI OTTO ANNI NEI CONTROLLI SI SONO SCOPERTI DEI NODULI AI POLMONI ACCOMPAGNINO DA CONTINUA TOSSE CHE INEVITABILMENTE CONDIVIDO AL FINITO ANCHE CON UN BICCHIERE DACQU E PIU VOLTE AL GIORNATA ORMAI DA CIRCA QUATTRO MESI SITUAZIONE INSOSTENIBILE PUOI ESSERTI CORRELAZIONE CON IL VECCHIO PROBPEMA GRAZIE

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      È una possibilità che va presa in considerazione con l’aiuto del medico, anche se otto anni permettono un cauto ottimismo.

      Mi tenga al corrente.

  23. Anonimo

    Salve dottore, io ho un po’ di paura perché ho male appena sotto al capezzolo sinistro, e sento male solo in quella zona. Che cosa può essere?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Per quando aspetta il ciclo?

      Segnali comunque il sintomo al medico.

    2. Anonimo

      Mi devono venire il 18, quindi neanche tanto presto. Solo allarmata perché ho male quando presso sotto il capezzolo del seno sinistro.

    3. Dr. Cracchiolo (Medico Chirurgo)
      Dr. Cracchiolo (Medico Chirurgo)

      Salve, la cute è integra e di colorito normale? si sente qualcosa alla palpazione? L’ ultima ecografia quando l’ha fatta?

    4. Anonimo

      No, la pelle è di colore normale e diciamo perfetta, purtroppo non ho mai fatto ecografie. Comunque ora come ora il male è passato. Grazie mille dell’aiuto comunque.

    5. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Se il dolore è passato è un buon segnale, faccia comunque il punto con il medico.

  24. luca

    buongiorno dottore,

    volevo chiederle un’informazione: mia nonna (anni 84) è stata operata 7-8 anni fa di tumore al seno e dopo l’operazione ha fatto una serie di sedute di radioterapia. in questi anni ha fatto controlli annuali e non si sono mai rilevati problemi. oggi ha fatto la visita senologica di controllo (senza aver fatto la mammografia) e il medico le ha sentito un piccolo nodulo sotto la cicatrice operatoria, di cui però non è stato in grado di dire che cosa fosse, per cui domani mattina farà eco e radiografia.
    a suo giudizio, che cosa potrebbe essere?
    la ringrazio in anticipo

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Impossibile fare ipotesi, ma potrebbe essere qualcosa di assolutamente benigno, per cui non saltiamo a conclusioni.

      Se mi tiene al corrente mi fa piacere.

    2. luca

      buongiorno dottore,

      sono felice di comunicarle che si trattava semplicemente di un accumulo di liquido (mi spiace di non poterle dare ulteriori dettagli)!

      grazie ancora!

  25. Sara

    Salve dottore ho 19 anni e da 5 giorni che ho un forte dolore al seno destro che segue sul capezzolo porto una 6 ho parecchio seno ma vorrei sapere se è normale grazie.

    1. Dr. Cracchiolo (Medico Chirurgo)
      Dr. Cracchiolo (Medico Chirurgo)

      Salve, potrebbe essere una infiammazione, ma se il fastidio non scompare in breve o se nota qualcosa alla palpazione o sulla cute deve essere valutata da un medico. Saluti

    2. Sara

      Salve dottore sono appena arrivato dal mio medico e mi a detto che sospetta Mastropatia Fibrocistica spero di curarmi presto … grazie comunque ……

    3. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Si tratta di una manifestazione del tutto benigna, quindi niente panico e vedrà che potrà essere gestita serenamente.

  26. Viviana

    Salve ho fatto una mammografia 4 gg fa e un eco al seno a giugno x prevenzione perché ho 40 anni esito assenza di patologia e piccola opacita al prolungamento ascella destra devo preoccuparmi?

    1. Dr. Cracchiolo (Medico Chirurgo)
      Dr. Cracchiolo (Medico Chirurgo)

      Salve, non sembra nulla di preoccupante, ma sul referto non c’è scritto altro (una ipotesi diagnostica riguardo la natura dell’ opacità)? Faccia vedere il referto al suo medico. saluti

Lascia una risposta

IMPORTANTE: In nessun caso la figura del farmacista può sostituire quella del medico, unico professionista con le competenze e la possibilità legale di formulare diagnosi e prescrivere farmaci. Le considerazioni espresse hanno quindi come unica finalità quella di agevolare in ogni modo il rapporto medico-paziente, mai ed in nessun caso devono prenderne il posto.

Gli interventi inviati potrebbero richiedere fino a 15 minuti per essere visibili sul sito.

La tua privacy mi sta molto a cuore, quindi ti consiglio di non usare nome e cognome reali, è sufficiente il nome, un soprannome, oppure un nome di fantasia; rimango a tua completa disposizione per rimuovere o modificare gli interventi inviati.

Anche se farò il possibile per rispondere ai tuoi dubbi, mi preme ricordarti che sono un farmacista, non un medico, quindi le mie parole NON devono sostituire od essere interpretate come diagnosi o consigli medici; devono invece essere intese come opinioni personali in attesa di parlare con il tuo medico.

Se pensi che abbia scritto qualcosa di sbagliato, nell'articolo o nei commenti, segnalamelo! Una discussione costruttiva è utile a tutti.

Per quanto possibile ti chiederei di rimanere in tema con la pagina, magari cercando quella più adatta al tuo dubbio; se hai difficoltà non preoccuparti e scrivimi ugualmente, al limite cancellerò il messaggio qualche giorno dopo averti risposto.

Sono vietati commenti a scopo pubblicitario.