Tumore al rene: sintomi, sopravvivenza e prognosi, cura

Ultimo Aggiornamento: 1084 giorni

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Introduzione

I reni sono due organi simmetrici, collocati ai lati dell’addome e delle dimensioni di un pugno chiuso.

I reni fanno parte dell’apparato urinario: fabbricano l’urina rimuovendo le sostanze di rifiuto e l’acqua in eccesso dal sangue.

L’urina si raccoglie in uno spazio cavo (bacinetto renale) che si trova al centro del rene, passa quindi dal bacinetto renale alla vescica percorrendo un lungo tubicino detto uretere. L’urina, infine, abbandona la vescica e viene espulsa dall’organismo attraverso un tubicino più corto (uretra).

I reni, inoltre, producono sostanze che aiutano a tenere sotto controllo la pressione e a fabbricare i globuli rossi.

Attaccata alla sommità del rene c’è la ghiandola surrenale. Due strati di tessuto, uno adiposo e uno fibroso, circondano il rene e la ghiandola surrenale.

Cellule tumorali

Il tumore si manifesta nelle cellule, cioè nei “mattoncini” che costituiscono i tessuti; i tessuti, a loro volta, formano i reni e gli altri organi del nostro corpo.

In condizioni normali le cellule crescono, si dividono e originano così le nuove cellule quando l’organismo ne ha bisogno; le cellule normali che invecchiano o subiscono un qualche danno muoiono e vengono sostituite da cellule nuove.

In alcuni casi questo processo si altera, iniziano a formarsi cellule nuove anche quando l’organismo non ne ha bisogno e le cellule vecchie o danneggiate non vengono distrutte. L’accumulo di cellule va a formare una massa di tessuto detta tumore.

I tumori del rene possono essere

  • benigni (non cancerosi)
  • o maligni (di natura cancerosa).

Quelli benigni sono i meno pericolosi.

I tumori benigni (cisti):

  • di norma non rappresentano un pericolo grave,
  • possono essere curati o asportati e di solito non recidivano,
  • non invadono i tessuti circostanti,
  • non si diffondono in altre parti dell’organismo, cioè non formano metastasi.

I tumori maligni

  • in alcuni casi possono rappresentare un pericolo grave,
  • di norma possono essere asportati o distrutti, ma il tumore può comunque recidivare,
  • sono in grado di invadere i tessuti e gli organi circostanti,
  • possono diffondersi in altre parti dell’organismo.

Le cellule tumorali possono diffondersi in tutto l’organismo, staccandosi dal tumore originario. Possono entrare nel sistema linfatico e raggiungere i linfonodi, oppure entrare in circolo e colpire i polmoni, il fegato, le ossa o il cervello. Le cellule tumorali si attaccano ad altri organi e, crescendo, formano nuovi tumori in grado di danneggiare i tessuti.

Cause

Quando si riceve la diagnosi di tumore al rene è naturale chiedersi da che cosa sia stata causata la malattia, ma i medici di solito non sono in grado di spiegare perché alcuni pazienti sviluppino un tumore al rene e altri invece rimangano perfettamente sani.

Si sa con certezza, tuttavia, che i pazienti che presentano determinati fattori di rischio hanno maggiori probabilità di soffrire di tumore al rene. I fattori di rischio sono abitudini o situazioni in grado di aumentare il rischio di soffrire di una certa malattia.

Le ricerche hanno evidenziato i fattori di rischio seguenti per il tumore al rene:

  • Fumo. Il fumo di tabacco è un fattore di rischio primario per il tumore al rene: chi fuma presenta un rischio maggiore rispetto ai non fumatori. Il rischio aumenta se si fumano più sigarette per un lungo periodo.
  • Obesità. L’obesità fa aumentare il rischio di tumore al rene.
  • Ipertensione. La pressione alta può far aumentare il rischio di tumore al rene.
  • Precedenti familiari di tumore al rene. Chi ha un familiare che è stato colpito da tumore al rene, presenta un rischio leggermente maggiore di ammalarsi; inoltre anche alcuni disturbi ereditari possono far aumentare il rischio.
  • Sindrome di Von Hippel-Lindau (VHL). È una malattia rara ed ereditaria, causata da una mutazione del gene VHL. In presenza di questa mutazione si ha un aumento del rischio di tumore al rene. Chi ne soffre può anche avere cisti o tumori all’occhio, al cervello o in altre parti del corpo. I famigliari delle persone affette dalla VHL possono sottoporsi a un esame specialistico per escludere la mutazione del gene.

Molti pazienti affetti da tumore al rene non presentano nessuno di questi fattori di rischio e viceversa, molti pazienti, pur presentando fattori di rischio noti non si ammalano.

Sintomi

Tra i sintomi frequenti del tumore al rene ricordiamo:

  • presenza di sangue nelle urine (le urine sono color ruggine o rosso scuro),
  • dolore a un fianco che non passa,
  • massa palpabile sul fianco o sull’addome,
  • dimagrimento inspiegabile,
  • febbre,
  • sensazione di profonda stanchezza.

Questi sintomi possono essere causati dal tumore al rene, ma anche da altri problemi, ad esempio da un’infezione o da una cisti renale. Chi presenta i sintomi sopraelencati dovrebbe avvertire il medico, in modo da giungere a una diagnosi e a una terapia il più precoce possibili.

Sopravvivenza

Il carcinoma a cellule renali è il più comune tipo di cancro al rene negli adulti e faremo riferimento ad esso relativamente alle percentuali di sopravvivenza; tumori diversi possono avere prognosi diverse.

La sopravvivenza dipende dalla grandezza del tumore e da altre caratteristiche (se sia rimasto confinato nel rene oppure no, e dalla presenza o assenza di metastasi).

La percentuale di sopravvivenza dopo cinque anni è intorno al 90-95% per tumori più piccoli di 4 centimetri, mentre per tumori più grossi senza metastasi la percentuale si attesta intorno al 80-85%.

Nel caso di metastasi ai linfonodi la percentuale di sopravvivenza varia dal 5 % al 15 %, infine se si osserva diffusione di metastasi in altri organi la percentuale di sopravvivenza a cinque anni dall’intervento è meno del 5 %.

Per i soggetti che manifestano una recidiva a seguito dell’intervento in genere la probabilità di sopravvivenza è purtroppo molto bassa.

Diagnosi e stadiazione

Se soffrite di sintomi che potrebbero far sospettare un tumore al rene il medico cercherà di scoprirne le cause; dovrete sottoporvi a una visita medica e a uno o più degli esami seguenti:

  • Esame delle urine. Serve per escludere la presenza di sangue nelle urine e di altri sintomi.
  • Esami del sangue. Gli esami controllano i livelli di diverse sostanze, ad esempio della creatinina. Un livello di creatinina più alto del normale può indicare che i reni non funzionano correttamente.
  • Ecografia. Nell’ecografia vengono usate onde sonore non percepibili dall’orecchio umano. Le onde sonore fanno eco contro gli organi della zona addominale, e il computer quindi può creare un’immagine del rene e dei tessuti circostanti. L’ecografia permette di visualizzare un eventuale tumore al rene.
  • TAC. Un dispositivo radiografico connesso a un computer scatta una serie di immagini dettagliate dell’addome. Vi può essere iniettato un mezzo di contrasto, in modo che l’apparato urinario e i linfonodi risultino ben visibili nelle immagini. La TAC può visualizzare un tumore nei reni, nei linfonodi o nel resto dell’addome.
  • Risonanza magnetica. La risonanza magnetica usa una calamita potente connessa a un computer per scattare immagini dettagliate dell’apparato urinario e dei linfonodi. Anche in questo caso potrete ricevere un’iniezione di un mezzo di contrasto. La risonanza magnetica può visualizzare il tumore nei reni, nei linfonodi o in altri tessuti dell’addome.
  • Urografia. Vi verrà iniettato un mezzo di contrasto in una vena del braccio: il tracciante si muoverà all’interno dell’organismo e si raccoglierà nei reni, facendoli apparire nitidamente sulle radiografie. Mentre il mezzo di contrasto transiterà dai reni verso gli ureteri e la vescica, saranno scattate una serie di immagini, utili per evidenziare un tumore al rene o altri problemi. L’urografia è usata con minor frequenza rispetto alla TAC o alla risonanza magnetica per diagnosticare il tumore al rene.
  • Biopsia. La biopsia è la rimozione dei tessuti alla ricerca di cellule tumorali. In alcuni casi può essere l’unico modo per diagnosticare il tumore al rene. Un ago sottile viene inserito sottopelle e raggiunge il rene, dove asporta un minuscolo campione di tessuto. Il medico può usare l’ecografia o la TAC per dirigere l’ago. Il patologo esaminerà al microscopio il campione di tessuto prelevato, alla ricerca di eventuali cellule tumorali.
  • Intervento chirurgico. Dopo l’intervento di rimozione totale o parziale del rene (nefrectomia) il patologo effettuerà la diagnosi definitiva, esaminando i tessuti asportati al microscopio.

Stadiazione

Per capire qual è la terapia migliore nel vostro caso il medico deve sapere qual è lo stadio in cui si trova il tumore, cioè la gravità e la diffusione della patologia. Lo stadio dipende dall’eventuale invasione dei tessuti circostanti e dall’eventuale presenza di metastasi in altre parti dell’organismo.

Il medico potrà prescrivervi uno o più degli esami seguenti:

  • Esami del sangue. Il medico può prescrivervi gli esami del sangue, alla ricerca di anomalie nei livelli di determinate sostanze. Alcuni pazienti affetti da tumore al rene presentano livelli elevati di calcio o di LDH. Con gli esami del sangue, inoltre, si riesce a capire se anche il fegato funziona bene.
  • Radiografia toracica. La radiografia toracica può evidenziare un tumore ai polmoni.
  • TAC. La TAC del torace e dell’addome può evidenziare un tumore nei linfonodi, nei polmoni o in altre zone.
  • Risonanza magnetica. La risonanza magnetica può evidenziare un tumore nei vasi sanguigni, nei linfonodi o in altri tessuti dell’addome.

Se il tumore si diffonde in una zona dell’organismo diversa dalla sede originaria il nuovo tumore ha lo stesso tipo di cellule, e quindi lo stesso nome, di quello originario; ad esempio se il tumore al rene si diffonde nei polmoni, le cellule tumorali presenti nei polmoni saranno a tutti gli effetti cellule del tumore al rene. La patologia, quindi, sarà identificata come tumore renale metastatico e non come tumore ai polmoni, e come tale sarà curata. Il nuovo tumore sarà detto metastasi, o tumore a distanza.

Il tumore al rene è classificato secondo quattro stadi:

  1. Stadio I. il tumore è più piccolo di una pallina da tennis (diametro inferiore ai 7 cm). Le cellule tumorali sono presenti solo nel rene.
  2. Stadio II. Il tumore è più grande di una pallina da tennis, ma le cellule tumorali si trovano soltanto nel rene.
  3. Stadio III. Il tumore può essere di qualsiasi dimensione. Si è diffuso in almeno un linfonodo prossimo al rene oppure ha colpito anche i tessuti adiacenti al rene e ha raggiunto i vasi sanguigni circostanti.
  4. Stadio IV. Il tumore ha raggiunto e superato lo strato adiposo e lo stato fibroso esterno che circondano il rene. In alternativa le cellule tumorali si sono diffuse nei linfonodi vicini oppure nei polmoni, nel fegato, nelle ossa o in altri tessuti.

Cura e terapia

Chi soffre di tumore al rene ha a disposizione diversi tipi di terapia:

  • l’intervento chirurgico,
  • la terapia mirata,
  • l’immunoterapia.

Le terapie possono essere combinate tra loro e la scelta del tipo di cura più efficace dipende principalmente da:

  • Dimensione del tumore,
  • Eventuale diffusione del tumore nei tessuti vicini al rene,
  • Eventuale presenza di metastasi in altre parti dell’organismo,
  • Età e stato di salute generale del paziente.

Sarete seguiti da un’équipe di specialisti che vi aiuterà a progettare la terapia. tra gli specialisti indicati nel vostro caso possiamo ricordare l’urologo, cioè il chirurgo specializzato nella terapia dei problemi dell’apparato urinario. Tra gli altri specialisti in grado di curare il tumore al rene ricordiamo:

  • l’urologo oncologo (chirurgo specializzato nella terapia dei tumori dell’apparato urinario),
  • l’oncologo,
  • il radiologo.

L’équipe, inoltre, potrà comprendere un’infermiera e un dietologo.

Il medico vi descriverà le varie terapie, i risultati attesi di ciascuna di esse e i possibili effetti collaterali. La terapia oncologica in molti casi danneggia le cellule e i tessuti sani, quindi gli effetti collaterali sono frequenti. Prima dell’inizio della terapia, vi suggeriamo di chiedere all’équipe che vi segue informazioni sui possibili effetti collaterali e sulle ricadute della terapia sulla vostra vita quotidiana. Lavorerete insieme ai medici per costruire una terapia che venga incontro alle vostre necessità.

In tutte le fasi della malattia è possibile alleviare gli effetti collaterali della terapia, tenere sotto controllo il dolore e gli altri sintomi e ricevere aiuto per affrontare i sentimenti che la diagnosi di tumore inevitabilmente scatena.

In alcuni casi, inoltre, è possibile chiedere al proprio medico di partecipare a un esperimento clinico, cioè a una ricerca che sperimenta nuove terapie; gli esperimenti clinici sono un’ottima opportunità per i pazienti affetti da tumore al rene in qualsiasi stadio.

Intervento chirurgico

La maggior parte dei pazienti affetti da tumore al rene deve sottoporsi all’intervento chirurgico; il tipo di intervento dipende dalle dimensioni e dallo stadio del tumore, dallo stato di salute del rene non colpito da tumore (e dall’eventuale sua assenza) oppure dalla presenza del tumore in entrambi i reni.

Il chirurgo vi spiegherà quali sono i diversi tipi di intervento e quale tipo può essere adatto nel vostro caso.

  • Nefrectomia radicale. Il chirurgo asporta tutto il rene, la ghiandola surrenale e alcuni tessuti circostanti. Possono essere asportati anche alcuni linfonodi della zona.
  • Nefrectomia parziale. Il chirurgo asporta solo la parte del rene che contiene il tumore. Ai pazienti colpiti da un tumore di dimensioni inferiori a quelle di una pallina da tennis potrà essere consigliato questo tipo di intervento.

Il rene può essere asportato in due modi:

  • il chirurgo può asportare il tumore praticando un’ampia incisione (intervento a cielo aperto)
  • oppure diverse incisioni più piccole (intervento in laparoscopia). Nel caso della laparoscopia il chirurgo riesce a vedere l’interno dell’addome inserendo in una delle incisioni un tubicino sottile con una fonte luminosa a un’estremità (laparoscopio). In alcuni casi l’intervento è robotizzato: il chirurgo controlla il robot grazie allo schermo del computer e ai comandi computerizzati.

Il chirurgo può usare altri metodi per distruggere il tumore, ai pazienti con un tumore di dimensioni inferiori ai 4 cm oppure che non si possono sottoporre all’intervento di nefrectomia parziale per via di altri problemi di salute, il chirurgo può consigliare:

  • Criochirurgia. Il chirurgo inserisce il bisturi in una piccola incisione o direttamente nella pelle. Il bisturi raggiunge il tumore, congelando e distruggendo le cellule tumorali.
  • Ablazione in radiofrequenza. Il chirurgo inserisce una sonda speciale direttamente nella pelle o attraverso una piccola incisione. La sonda che raggiunge il tumore contiene minuscoli elettrodi che uccidono le cellule tumorali con il calore.

Il tempo di guarigione dopo l’intervento varia a seconda del paziente, ma con ogni probabilità vi sentirete deboli o stanchi per un po’ di tempo.

Per i primi giorni potrete avvertire dolore e fastidio, entrambi controllabili con i farmaci appositi. Prima dell’intervento vi consigliamo di chiedere al medico o agli infermieri come verrà gestito il dolore postoperatorio. Dopo l’intervento, il medico potrà adeguare il piano terapeutico alle vostre necessità, se il dolore sarà molto forte.

L’équipe medica controllerà i sintomi di emorragia, infezione o altri problemi: terrà traccia della quantità di liquidi che assumete e della quantità di urina prodotta.

Se viene asportato un solo rene, l’altro può lavorare tranquillamente per due; tuttavia, se il rene rimasto non svolge perfettamente la sua funzione di filtro del sangue, probabilmente dovrete ricorrere alla dialisi. Alcuni pazienti dovranno sottoporsi al trapianto di un rene sano proveniente da un donatore.

Terapia mirata

Chi è affetto da tumore al rene metastatico può ricevere una terapia detta terapia mirata: per il tumore al rene sono usati diversi tipi di terapia mirata che hanno in comune il fatto di riuscire a diminuire le dimensioni del tumore o rallentarne la crescita.

Di norma la terapia mirata viene somministrata per via orale, probabilmente durante la terapia vi sentirete molto stanchi e tra gli altri effetti collaterali ricordiamo:

  • diarrea,
  • nausea,
  • vomito,
  • ulcere alla bocca o alle labbra,
  • ipertensione.

Immunoterapia

Chi soffre di tumore al rene con metastasi può anche ricorrere all’immunoterapia: l’immunoterapia per il tumore al rene è una terapia in grado di aumentare le difese immunitarie naturali dell’organismo contro il tumore, cioè di migliorare l’efficienza del sistema immunitario. La terapia del tumore al rene è in grado di rallentare la crescita del tumore o di diminuirne le dimensioni. L’immunoterapia viene somministrata per endovena o mediante iniezione sottocutanea, in ospedale o in ambulatorio.

Per prevenire gli effetti collaterali possono essere somministrati altri farmaci contemporaneamente all’immunoterapia, gli effetti collaterali dipendono dal tipo di immunoterapico usato e variano a seconda del paziente. In molti casi l’immunoterapia può provocare eruzioni cutanee ed edema. Durante la terapia vi sentirete molto stanchi e probabilmente avvertirete anche mal di testa, dolori muscolari, febbre o estrema debolezza.

Alimentazione e follow-up

Alimentazione

Prima, durante e dopo la terapia è fondamentale prendersi cura di se stessi.

Prendersi cura di se stessi significa anche seguire una dieta bilanciata con la giusta quantità di calorie, per mantenere il peso forma. È anche importante assumere proteine a sufficienza, per salvaguardare la forza muscolare. Seguire una dieta sana può aiutarvi a sentirvi meglio e ad avere più energie.

In alcuni casi, soprattutto durante la terapia o immediatamente dopo, può succedere che non abbiate appetito, perché non vi sentite bene o siete stanchi. Alcuni pazienti lamentano un cambiamento del gusto degli alimenti, inoltre gli effetti collaterali della terapia (diminuzione dell’appetito, nausea, vomito o ulcere alla bocca) possono impedirvi di seguire una dieta corretta.

Il medico, il dietologo o gli specialisti che vi seguono possono suggerirvi come soddisfare le vostre esigenze nutrizionali.

Follow-up

Dopo la terapia per il tumore al rene dovrete sottoporvi a visite di controllo ed esami regolari, ad esempio ogni sei mesi. Le visite di controllo servono per diagnosticare e curare tempestivamente gli eventuali problemi.

Il tumore può recidivare dopo la terapia: il medico escluderà quest’eventualità prescrivendovi gli esami del sangue, la radiografia toracica, la TAC e/o l’ecografia.

Traduzione ed integrazione a cura di Elisa Bruno


Revisione scientifica e correzione a cura del Dr. Guido Cimurro (farmacista)
Le informazioni contenute in questo articolo non devono in alcun modo sostituire il rapporto dottore-paziente; si raccomanda al contrario di chiedere il parere del proprio medico prima di mettere in pratica qualsiasi consiglio od indicazione riportata.

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Domande, suggerimenti e segnalazioni

  1. Mary

    Per una specie di colica renale sono stata visitata in PS e sottoposta ad ecografia renale. A carico del terzo superiore del rene di sinistra in sede parapielica mi è stata documentata un’area ipoecogena in prima ipotesi riferibile a ponte corticale ma meritevole di approfondimento diagnostico mediante esame RMN che effettuerò il 30 agosto pv. Cosa possa aspettarmi? Che opinione ha in merito? Voglio la verità, le pietose bugie non mi interessano, grazie

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Mi dispiace, ma non mi occupo di questo campo e non ho l’esperienza necessario a fare ipotesi.

    2. mary

      la ringrazio lo stesso, pensavo che mi potesse essere d’aiuto, mi scusi buon proseguimento

    3. Dr. Cimurro (farmacista)

      Mi scusi lei, mi sforzo di essere d’aiuto ma purtroppo in situazioni clinche così particolari non ho competenze ed esperienza necessaria.

  2. meri

    mi e morto mio marito di tumre al renee

    allo stadio 3 e leggendo mi sono tornate in mente tutte le cose

  3. Io

    Salve scusi se la dusturbo ma sono preoccupata…mia madre e’ stata operata a fine agosto perché aveva un tumore al rene e quindi gli hanno asportato un rene….fortunatamente ero ancora circoscritto…dopo sei mesi sono iniziati i controlli e le analisi del sangue sono usciti tutti sballati tra cui anche la tiroide a cui ha sempre sofferto.ora deve fare le varie radiografie ma ho paura che sia un brutto segno. I valori alti sono il potassio-alt-ast-trigliceridi-ggt-colinesterasi- linfociti e velocità del sangue alta.valori bassi proteine totali-hct-neutrofili.vorrei sapere se può essere qualcosa di preoccupante o meno anche se so che tutto verrà assicurato con le varie radiografie.grazie x l’attenzione.

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Purtroppo temo che al momento sia impossibile fare ipotesi, mi dispiace.

  4. angela

    grazie dott era molto preocupata perche le usciva sangue e lui ancora non sapeva de avere questi male , invece adesso inizia le quemioterapia, pero il medici hanno dato corta vita e molto avanzato .

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Mi dispiace davvero di leggere queste parole. Per quanto possa contare le sono vicino.

  5. angela

    grazie di cuore per le sue parole , me danno forza en questi momento cosi triste , oggi el primario me ha detto he molto doloroso morire a 50 anni, veramente, dott escuse il miei errore ortografici sono argentina gracias

  6. angela

    fino ieri al ospedale madonna del socorzo san benedetto del tronto prov ascoli piceno oggi lo hanno trasferito a clinica stella maris sempre a san bto del tronto

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Quello che posso consigliarle è di farlo seguire dal centro specializzato migliore che possa raggiungere.

  7. giorgio

    salve oggi ho rtirato le analisi
    creatinina 1.74 negli ultimi 3 mesi 4/5 analisi sempre tra 1.30 / 1.70
    acido urico 9.1 (ho sopseso ziloryc da una settimana)
    dieta ferrea no sale no insaccati ect ect pesce tutti i giorni dieta ferrea per gastrite da 2 mesi
    visita da nefrologo : controllo periodico . bere molta acqua e tranquillità
    cosa mi consiglia?
    grazie

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Non sono nefrologo, ma mi sembrano condivisibilissimi i consigli che le ha dato.

  8. renato

    buon giorno, se possibile vorrei un suo parere, nelmio caso dopo l’intervento di asportazione del rene , dell’ uretere e piccola parte do vescica, sono stato sotto controllo periodico dai medici urologi. Dopo un anno e mezzo la tac evidenziava ingrossamento di alcuni linfonodi di circa 20 mm, 27mm; ma il medico mi diceva, dopo visita, “tac negativa, controllo fra sei mesi”. Al controllo successivo un altro urologo notava la precedente tac, mi invitava a rivolgermi con urgenza ad un oncologo dove, dopo ulteriore tac, si notava che i linfonodi erano aumentati a 47mm, e ne erano ingrossati altri. Dopo biopsia, veniva diagnosticata la metastasi da k renale. Il mio dubbio è questo, cosa ha comportato questo ritardo per me?, se veniva riconosciuto subito, avevo più probabilità di guarire?. Ora mi dicono che la mia malattia deve essere considerata cronica e che posso solo sperare di tenerlasotto controllo e non di guarire.Ringrazio per eventuale risposta, distinti saluti

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Premesso che non sono oncologo e che in ogni caso nessuno credo che potrebbe darle risposte certe, probabilmente 6 mesi di anticipo avrebbero potuto fare la differenza.

      Il suo oncologo cosa ne pensa?

  9. rosa

    chiedo scusa oggi ho saputo che mio fratello ha un tumore al rene delle dimensioni di 15 cm domani farà una tac . mi chiedevo se essendo cosi grande avrà danneggiato anche altro. grazie

  10. rosa

    sono sempre io purtroppo la tac ha evidenziato metastasi nei polmoni e il tumore è di 18 cm lunedi asportano tutto il rene e linfonodi intorno quanto si può sperare??

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Mi dispiace non riuscire a risponderle e soprattutto mi dispiace per quanto emerso, ma la valutazione è possibile solo all’oncologo che sta seguendo il caso.

  11. Non voglio morire.

    Buongiorno, tramite un normale controllo eco addome poi con conferma TAC mi hanno trovato un tumore al rene DX di 3 cm non è in metastasi . Ho 43 anni sono sempre e sono in ottima salute. Sono preoccupato amo mia figlia non voglio morire. PS: Il mese prossimo è programmato l’intervento in laparoscopia parziale. Grazie

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Purtroppo non saprei cosa aggiungere, ma immagino che le i medici fossero cautamente ottimisti, me lo conferma?

  12. Non voglio morire

    Salve Dott. SI sono ottimisti. Mi hanno detto che non dovrò fare alcuna terapia dopo l’intervento proprio perché piccolo Ma credo poco alle “chiacchiere “visto che sono stato vicino ai miei genitori malati di cancro e conosco molto bene i riscontri e in PARTICOLARE LE SORPRESE. Sarò più tranquillo dopo che sarà asportato e analizzato.

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Questo sicuramente, e fa bene a non dare nulla per scontato, ma gli attuali fattori depongono tutti a nostro favore.

  13. Non voglio morire

    Si . Sintomi : Stanchezza pesante inspiegabile e dolore al fianco ….sono fissi !

    Buon lavoro Dott.re .

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      La stanchezza è causata dal tumore, dall’ansia e dal caldo.

  14. Anna

    buongiorno, mio marito due anni fa è stato operato per un tumore di 8 cm asportando il rene e dopo 3 mesi per una recidiva sempre di 8 cm, da allora è sotto cura da oncologi con farmaci biologici prima : Sutent, Afinitor e ora Nexavar , cambiati perchè i linfonodi sono aumentati di volume e in più adesso è comparso pacchetto linfonodale tra i piani del tripode e quelli dei vasi renali di sx . Mi vengono dei dubbi su questa terapie e vorrei sapere se conosce altri centri oncologici ! grazie.

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      In Italia credo che il Centro Europeo Antitumori di Milano sia fra quelli di assoluta eccellenza.

    2. Anna

      Mi scusi se la disturbo ancora , ma sono preoccupata ,secondo lei la diagnosi di questi linfonodi è normale per questa malattia o è grave ? e le terapie sono dei placebi ? grazie dottore !

    3. Dr. Cimurro (farmacista)

      Mi dispiace, ma non essendo oncologo non me la sento di esprimere giudizi in questo senso.

  15. Angelo

    Buon giorno dottore, volevo sapere una cosa… alla sorella di mia moglie, gli è stato asportato un rene di urgenza il 9 settembre, però è ancora in ospedale sedata, la ripuliscono però si formano sempre infezioni nel luogo dell’operazione, volevo sapere se era normale o no.
    Da premettere che la sorella si trova in un ospedale a Santo Domingo, quindi non conosco l’entità del tumore al rene ecc. Grazie

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Non è normale ma può succedere, soprattutto se il livello medico non è pari a quello occidentale.

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Premesso che non glielo so quantificare in cm, c’è un’ampissima variabilità a seconda della zona, dell’aggressività del tumore, del tipo, …

  16. maria

    buon giorno dottore sono preoccupata ho fatto l’eco e mi hanno riscontrato discreta ectasia delle cavita’calico pieliche a livello del distretto polare inferiore del rene sn come da ostacolo al deflusso lunga la via urinaria ……che cosa significa?

  17. Anna

    Buongiorno dottore, so che lei non si sbilancia su argomenti delicati come questi, ma é sicuramente più preparato di me : volevo solo chiedere una cosa, mia madre ( 52 anni ) anni fa soffriva sporadicamente di un dolore all’addome alto, così fece un ecografia e le uscì una cisti, che il dottore consiglió di non toccare se non dava troppo fastidio, così le prescrisse degli antidolorifici all’occorrenza.È stata bene per moltissimo tempo, con il dolore che veniva molto sporadicamente, che peró non era più all’addome bensì al fianco.Ma sempre sopportabilissimo.Ultimamente peró, il dolore si è fatto più persistente e fastidioso, così è ritornata dal medico che le ha consigliato una tac, ( che ha fatto, giovedì le risposte ) e che ha detto che probabilmente la cisti è cresciuta.Ora, mi scuso per essermi divulgata, ma la mia domanda è : mia madre a parte il dolore al fianco non ha altri sintomi…..temo che la cisti si possa “tramutare” in qualcosa di brutto, è possibile o è solo un mio timore ? Oltretutto, lei sono anni che ha questo problema ( più di 10 ) per quanto riguarda questo male al rene leggo che non ha prognosi così lunga di asintomatia……mi sbaglio ? Grazie infinite!

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Confermo che il tempo trascorso è sicuramente un fattore che ci permette un cauto ottimismo, anche se è assolutamente corretto verificare.

  18. Anna

    Grazie dottore.Anche se comunque approfondiremo ( com’è giusto che sia ) diciamo che mi sento “fiduciosa sul tempo”.In effetti, il dottore sta pure abbastanza sereno, ha preferito approfondire perché il dolore si era acutizzato è crede sia cresciuta la cisti…..( da qui deduce il dolore non più sporadico ) ha detto solo questo.Comunque la ringrazio, lei è sempre molto gentile e disponibile!

  19. Anna

    Buonasera Dottore, sono la ragazza con la madre con la cisti al rene.Stamattina ha avuto le risposte della TAC : fegato, milza e pancreas regolari.La cisti non’è stata evidenziata (???) piuttosto, ci sono alcune voci, ossia tumefazioni linfonoidali e piccoli carcinomi…..ora so che non’è più un quadro prevalentemente sereno, ( l’abbiamo portata anche dal medico che ha detto che la tac manca di alcune voci importanti, quali dimensioni e topografia delle tumefazioni e carcinomi ) pertanto, ha richiesto un ulteriore tac con contrasto e ancora un ecografia, anche perché la cisti non’è menzionata nell’eco.Il dottore comunque, sarà che ci conosce da anni era molto ottimista e sereno……ripeto che so che lei non da diagnosi online, ma non’è una diagnosi che le chiedo, bensì delucidazioni.Non sono medico, ma la parola tumefazione e carcinoma so che non sono alcunché di buono.Mi può dare lei qualche spiegazione al riguardo ? Grazie

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Mi dispiace, ma non me la sento di esprimere giudizi in questo caso; sottolineo che non è perchè non voglia dare brutte notizie, ma perche come ha detto il medico mancano dettagli importanti e, soprattutto, perchè sento di non avere le competenze per farlo.

  20. massimo

    sono stato operato per una neoplasia renale il 29/1/2014 e dimesso il 3/2/14.ho optato per la conservazione dell’organo visto che la formazione era di circa 4 centimetri. su consiglio del Centro Tumori di Milano sono stato operato al Papa Giovanni XXIII di Bergamo. Sia l’intervento che la convalescenza sono stati buoni sto bene e mi sento fiducioso. le prime visite di controllo verranno fatte dopo 4 mesi ma visto la situazione di crisi che c’è in Italia su decisione presa con mia moglie prima della diagnosi ad agosto ci trasferiamo in Brasile ho già vissuto in Brasile e la sanità non è ai livelli che possiamo trovare in Italia il medico che mi ha in cura ha detto che le visite successive potro farle anche in Brasile perché i metodi di diagnosi sono standardizzati. ..la domanda è: secondo lei è possibile avere delle diagnosi sicure anche in Brasile. ho piena fiducia nel mio medico ma gradirei un punto di vista esterno grazie

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Purtroppo non conosco gli standard brasiliani; in tutta onestà credo che al suo posto opterei se possibile per piccole trasferte negli Stati Uniti.

    1. Anonimo

      mio padre ha 68 anni è un fumatore,soffre di pressione alta,ha la prostata ingrossata e delle cisti ai reni che deve approfondire con un esame apposito dove le innietteranno un liquido.un mese fa ha avuto un infarto che secondo i medici non ha lasciato traccia,ma dopo una tac hanno riscontrato un nodulo di circa 3cm,al polmone destro,dopo la biopsia hanno detto che non era niente ma un oncologo di nostra conoscenza vorrebbe ripetere l’esame.secondo lei perchè dovrebbero ripeterlo,la biopsia non è sicura?tutti gli altri problemi che ha sono collegati fra loro?ho paura che ci sia qualcosa di molto brutto.grazie

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