Tumore al polmone: sintomi, cure, alimentazione

Ultimo Aggiornamento: 1343 giorni

Introduzione

Tumore al polmone

Tumore al polmone (http://commons.wikimedia.org/wiki/File:X-ray_chest_cancer.jpg)

Nei soli Stati Uniti il tumore al polmone colpisce più di 200.000 persone ogni anno: il fumo di sigaretta è la causa principale, però chiunque può essere colpito da questo tumore.

Durante l’inspirazione i polmoni assorbono l’ossigeno presente nell’aria facendolo passare nel sangue, che lo trasporterà in tutto l’organismo. Le cellule usano l’ossigeno e rilasciano l’anidride carbonica che, grazie al sangue, ritorna verso i polmoni. L’anidride carbonica abbandona il nostro organismo durante l’espirazione.

I polmoni contengono cellule di diverso tipo, in prevalenza si tratta di cellule epiteliali che costituiscono la mucosa delle vie aeree e producono il muco che lubrifica e protegge gli organi respiratori. I polmoni, inoltre, sono costituiti da cellule nervose, da cellule in grado di secernere ormoni, da cellule ematiche e da cellule strutturali o di supporto.

Esistono due tipi principali di tumore al polmone:

  1. il carcinoma polmonare non a piccole cellule (NSCLC),
  2. il tumore a piccole cellule (microcitoma).

Il primo tipo colpisce le cellule epiteliali ed è il più frequente, il secondo tipo, invece, si origina dalle cellule nervose o da quelle che secernono ormoni. L’espressione “piccole cellule” si riferisce alla dimensione e alla forma delle cellule tumorali così come possono essere osservate al microscopio. La distinzione tra i due tipi è fondamentale per i medici, perché gli approcci terapeutici da seguire sono diversi.

Il tumore al polmone si sviluppa quando le cellule iniziano a cambiare ed a proliferare in maniera incontrollata, formando una massa detta tumore. Il tumore può essere benigno (non canceroso) o maligno (canceroso), il tumore maligno è un insieme di cellule cancerose in grado di diffondersi in altre parti dell’organismo.

Il tumore al polmone può svilupparsi in qualsiasi zona del polmone.

Quando un tumore maligno inizia a svilupparsi può diffondere le cellule cancerose nel resto dell’organismo, anche se non sempre questo si verifica. Le cellule si diffondono attraverso il sangue od attraverso la linfa, il liquido che circonda il tessuto polmonare: la linfa scorre nei cosiddetti vasi linfatici, che si svuotano in speciali zone di raccolta dette linfonodi; questi sono piccoli organi di forma di fagiolo che contribuiscono a combattere le infezioni. I linfonodi si trovano nei polmoni, al centro del torace e in diverse altre parti dell’organismo. La linfa scorre naturalmente dai polmoni verso il centro del torace ed è proprio per questo che il tumore spesso si diffonde in questa zona. Quando la cellula tumorale abbandona il proprio sito d’origine e si sposta in un linfonodo o in un’altra zona dell’organismo attraverso il sangue, viene detta metastasi.

In base alla posizione e alle dimensioni iniziali del tumore, all’eventuale diffusione nei linfonodi e alla presenza di metastasi in zone distanti si determina la stadiazione del tumore. La terapia viene decisa in base al tipo di tumore (non a piccole cellule o a piccole cellule) e alla stadiazione.

I polmoni

I polmoni sono due organi contenuti nella cassa toracica e fanno parte dell’apparato respiratorio. L’aria entra nel nostro corpo attraverso il naso o la bocca, poi attraversa la trachea ed i bronchi e infine giunge nei polmoni.

  1. Quando inspiriamo i polmoni si riempiono d’aria e si gonfiano: solo così il nostro organismo riesce a ottenere tutto l’ossigeno di cui ha bisogno.
  2. Viceversa, quando espiriamo, l’aria esce dai polmoni. In questo modo l’organismo riesce a eliminare l’anidride carbonica.

Il polmone destro è diviso in tre parti (lobi), mentre quello sinistro è più piccolo ed è diviso in due soli lobi.

I polmoni sono rivestiti da un tessuto molto sottile (la pleura) che riveste anche internamente la cassa toracica: tra i due strati di pleura c’è un liquido (il liquido pleurico), in condizioni normali il liquido pleurico è presente in minima quantità e non si accumula.

Le cellule tumorali

Il tumore si sviluppa a livello di cellule, cioè a livello dei “mattoncini” che costituiscono i tessuti del nostro organismo. A loro volta i tessuti formano i diversi organi.

Nelle persone sane, le cellule crescono e si moltiplicano formando le nuove cellule necessarie all’organismo. Quando le cellule invecchiano o subiscono un qualche danno, muoiono e vengono sostituite da cellule nuove. In alcuni casi questo processo non funziona come dovrebbe, nuove cellule si sviluppano anche se l’organismo non ne ha bisogno, mentre le cellule vecchie o danneggiate non muoiono. Le cellule in eccesso si accumulano e formano una massa di tessuto detta tumore.

Le cellule tumorali possono essere benigne (non cancerose) oppure maligne (cancerose), le cellule benigne di solito sono meno pericolose di quelle maligne.

I tumori benigni del polmone:

  • raramente mettono in pericolo la vita del paziente.
  • di solito non devono essere asportati.
  • non invadono i tessuti circostanti.
  • non si diffondono in altre parti dell’organismo.

I tumori maligni del polmone.

  • possono mettere in pericolo la vita del paziente,
  • possono ricrescere una volta asportati,
  • sono in grado di invadere i tessuti e gli organi circostanti,
  • si possono diffondere in altre parti dell’organismo.

Le cellule tumorali si diffondono staccandosi dal tumore originario, entrano nei vasi sanguigni o nei vasi linfatici che raggiungono tutti i tessuti dell’organismo. Le cellule tumorali attaccano altri organi e formano nuovi tumori che li possono danneggiare. I nuovi tumori che si formano sono detti metastasi.

Cause

Tumore al polmone e sigarette

Tumore al polmone e sigarette (http://commons.wikimedia.org/wiki/File:Cigarette.jpg)

I medici non sono in grado di spiegare perché alcune persone si ammalino di un tumore al polmone, mentre altre no. Si sa per certo che un paziente che presenta determinati fattori di rischio può avere maggiori probabilità di ammalarsi, per “fattore di rischio” si intende un elemento in grado di aumentare il rischio di soffrire di un certo disturbo.

Le ricerche hanno dimostrato che tra i fattori di rischio per il tumore al polmone possiamo annoverare:

  • Fumo di tabacco. Il fumo di tabacco è responsabile della maggior parte dei casi di tumore al polmone, è senza dubbio il fattore di rischio più importante finora evidenziato. Le sostanze nocive contenute nel fumo danneggiano le cellule dei polmoni: fumare le sigarette, la pipa o il sigaro quindi può causare un tumore ed anche il fumo passivo può provocare tumori nelle persone che non fumano. Maggiore è l’esposizione al fumo, maggiore è il rischio di ammalarsi.
  • Radon: il radon è un gas radioattivo, invisibile, inodore e insapore. Si forma nel suolo e nelle rocce. Chi lavora in miniera può essere esposto al radon. In alcune zone si evidenziano tracce di radon all’interno delle abitazioni. Il radon danneggia le cellule dei polmoni e chi è esposto a questa sostanza corre un maggior rischio di ammalarsi di tumore ai polmoni. Il rischio di ammalarsi di tumore a causa del radon è ancora maggiore tra i fumatori.
  • Amianto e altre sostanze. In determinate professioni (ad esempio nel campo delle costruzioni e nella chimica) il rischio di ammalarsi di tumore al polmone è maggiore. L’esposizione all’amianto, all’arsenico, al cromo, al nickel, alla fuliggine, al catrame e ad altre sostanze può causare il tumore al polmone. Il rischio di ammalarsi di tumore è direttamente proporzionale al periodo di esposizione. Se si è fumatori, il rischio è ancora maggiore.
  • Inquinamento atmosferico. L’inquinamento dell’aria può aumentare leggermente il rischio di ammalarsi di tumore al polmone. Il rischio è comunque sempre maggiore per chi fuma.
  • Precedenti famigliari di tumore al polmone. Chi ha un parente prossimo che in passato ha sofferto di tumore al polmone può presentare un rischio leggermente maggiore, anche se non fuma.
  • Precedenti personali di tumore al polmone. Chi in passato ha sofferto di tumore al polmone corre un rischio maggiore di sviluppare un secondo tumore.
  • Età superiore ai 65 anni. La maggior parte dei pazienti a cui viene diagnosticato un tumore al polmone ha più di 65 anni.

I ricercatori hanno preso in considerazione altri possibili fattori di rischio ad esempio, se si soffre di determinate malattie polmonari (ad esempio di tubercolosi o di bronchite) per molti anni, il rischio di ammalarsi di tumore al polmone può aumentare. Non è ancora chiaro, però, se queste malattie polmonari rappresentino un fattore di rischio per il tumore al polmone.

Chi pensa di essere a rischio per il tumore al polmone dovrebbe consultare il proprio medico, che sarà in grado di dare suggerimenti per la prevenzione e di consigliare gli esami da effettuare. Per chi ha già sofferto di tumore al polmone è fondamentale continuare ad essere seguiti anche dopo la fine della terapia, il tumore al polmone, infatti, può ripresentarsi, oppure se ne può sviluppare un altro.

Sintomi

Chi soffre di tumore al polmone può presentare i sintomi che vedremo tra poco, a volte però il tumore rimane asintomatico, oppure i sintomi possono essere provocati da un disturbo diverso dal tumore. Se siete preoccupati per qualcuno dei sintomi elencati, vi consigliamo di rivolgervi al vostro medico:

  • affaticamento,
  • fiato corto,
  • dolore al torace, se il tumore invade una struttura all’interno del torace oppure colpisce la pleura,
  • perdita dell’appetito,
  • tosse, eventualmente con produzione di catarro o muco,
  • emottisi (tosse catarrosa con tracce di sangue).

Se il tumore al polmone è asintomatico, può essere scoperto durante una radiografia toracica o una TAC eseguite per altri motivi, ad esempio come controllo per eventuali disturbi cardiaci. La maggior parte delle diagnosi di tumore al polmone avviene quando il tumore è già cresciuto occupando più spazio, o ha già iniziato a interferire con le strutture circostanti. Il tumore al polmone può anche produrre liquidi che si raccolgono nel polmone stesso oppure nella zona circostante, oppure esercitano pressione sul polmone spingendo l’aria all’esterno e facendolo collassare. Lo scambio di ossigeno e anidride carbonica avviene con difficoltà perché l’aria non riesce a fluire dentro i polmoni, oppure perché lo spazio normalmente richiesto per il passaggio dell’ossigeno e dell’anidride carbonica è occupato.

Il tumore al polmone può formare metastasi nel resto dell’organismo, però le sedi di metastasi più frequenti sono:

  • i linfonodi,
  • i polmoni stessi,
  • le ossa,
  • il cervello,
  • il fegato,
  • le ghiandole surrenali (che si trovano vicino ai reni).

Le metastasi, cioè i tumori secondari diffusi anche in zone dell’organismo diverse dal polmone, possono causare:

In rari casi, il tumore al polmone può rilasciare ormoni in grado di provocare squilibri ormonali, ad esempio una diminuzione del sodio nel sangue o un aumento del calcio.

I sintomi come l’affaticamento, il malessere (sensazione di disagio generico) e la perdita dell’appetito non sono necessariamente da imputare alle metastasi: la presenza di un tumore in qualsiasi zona dell’organismo può causare una sensazione di malessere generale. La perdita di appetito può causare un improvviso dimagrimento. L’affaticamento e la debolezza possono aggravare ulteriormente le difficoltà respiratorie.

Diagnosi precoce

Gli esami di screening possono aiutare i medici a scoprire e a curare il tumore con tempestività. Attualmente non esiste un unico esame generalmente consigliato per la prevenzione del tumore al polmone, sono stati studiati però diversi metodi preventivi da usare come possibili esami di screening. Tra i metodi su cui si stanno effettuando ricerche ricordiamo:

  • l’analisi dell’espettorato (il muco prodotto dai polmoni quando si tossisce),
  • le radiografie toraciche,
  • la TAC spirale.

Ricordiamo tuttavia che gli esami di screening presentano alcuni rischi, ad esempio se le radiografie presentano anomalie sarà necessario approfondire (ad esempio con un intervento chirurgico volto ad accertare la presenza di cellule tumorali), ma il paziente potrebbe non avere un tumore. Le ricerche finora compiute hanno dimostrato che gli esami di screening non fanno diminuire il numero di decessi per tumore al polmone.

Vi consigliamo inoltre di rivolgervi al vostro medico per capire se presentate eventuali fattori di rischio e quali sono i pro e i contri dello screening per il tumore al polmone. Come molte altre decisioni relative alla salute, quella di effettuare gli esami di screening è personale: informandovi sui vantaggi e sugli svantaggi degli esami di screening comunque prendere una decisione sarà più facile.

Cura e terapia

Il medico può decidere di indirizzarvi presso uno specialista, esperto nella terapia del tumore al polmone, oppure potete essere voi stessi a chiedere un consiglio. I pazienti, in alcuni casi, possono essere seguiti da un’équipe specializzata, tra gli specialisti in grado di curare il tumore al polmone ricordiamo:

  • il chirurgo toracico,
  • il chirurgo toracico oncologo,
  • il medico oncologo,
  • il radiologo.

L’équipe, inoltre, potrà comprendere:

  • uno pneumologo (specialista di disturbi polmonari),
  • uno pneumoterapeuta,
  • un infermiere oncologo,
  • un dietologo.

Non è facile curare il tumore al polmone usando le terapie attualmente disponibili, per questo motivo in alcune strutture i medici consigliano ai pazienti di partecipare a un esperimento clinico, che rappresenta una possibilità importante per i pazienti affetti da tumore al polmone, in qualsiasi stadio.

La scelta della terapia dipende in larga parte dal tipo di tumore al polmone e dallo stadio in cui esso si trova: chi è affetto da tumore al polmone può dover affrontare

  • l’intervento chirurgico,
  • la chemioterapia,
  • la terapia mirata,
  • oppure una terapia combinata.

Chi è affetto da tumore a piccole cellule in stadio iniziale di solito viene curato con la radioterapia e la chemioterapia. Se il tumore è molto piccolo si può ricorrere all’intervento chirurgico ed alla chemioterapia; invece, se il tumore è a piccole cellule ma in stadio più avanzato, si ricorre unicamente alla chemioterapia.

Chi invece è affetto da tumore al polmone non a piccole cellule potrà essere sottoposto all’intervento chirurgico, alla chemioterapia, alla radioterapia o a una terapia combinata. La terapie possibili dipendono dalla stadiazione del tumore: alcuni pazienti affetti da tumore in stadio avanzato devono ricevere una terapia mirata.

La terapia del tumore può essere locale o sistemica:

  • Terapia locale. L’intervento chirurgico e la radioterapia sono terapie locali, perché rimuovono o distruggono il tumore sviluppatosi nel torace. Se il tumore al polmone ha dato origine a metastasi in altre parti dell’organismo, la terapia locale può essere usata per tenere sotto controllo la malattia nelle specifiche zone colpite. Ad esempio, se il tumore al polmone ha formato metastasi al cervello, può essere tenuto sotto controllo con la radioterapia alla testa.
  • Terapia sistemica. La chemioterapia e la terapia mirata sono terapie sistemiche. I farmaci entrano in circolo e distruggono oppure tengono sotto controllo il tumore in tutto l’organismo.

Il medico è in grado di descrivervi le diverse terapie e i risultati attesi, vi consigliamo di informarvi sugli effetti collaterali e sul modo in cui la terapia potrà incidere sulle vostre normali attività. La terapia contro il tumore spesso danneggia le cellule ed i tessuti sani, quindi gli effetti collaterali sono frequenti e dipendono soprattutto dal tipo e dalla portata della terapia. Gli effetti collaterali possono essere diversi a seconda del paziente e possono cambiare anche da una sessione alla successiva. Prima dell’inizio della terapia l’équipe che vi segue vi spiegherà quali sono i possibili effetti collaterali e vi suggerirà come affrontarli.

Potete lavorare insieme al vostro medico per creare un piano terapeutico che si adatti alle vostre esigenze personali e mediche.

Intervento chirurgico

L’intervento chirurgico rimuove il tessuto che contiene il tumore, il chirurgo asporterà anche i linfonodi circostanti.

Il chirurgo può rimuovere:

  • Una piccola parte del polmone (resezione a cuneo o segmentectomia). Il chirurgo asporta il tumore e una piccola porzione del polmone.
  • Un lobo del polmone (lobectomia o resezione a manicotto). Il chirurgo asporta un lobo. Questo tipo di intervento è il più frequente.
  • L’intero polmone (pneumonectomia): il chirurgo asporta l’intero polmone.

Dopo l’intervento l’aria e i fluidi si raccolgono nella cassa toracica, un catetere toracico permetterà il drenaggio dei fluidi, inoltre un infermiere o uno pneumoterapeuta vi insegneranno a tossire e a fare esercizi per la respirazione che dovrete eseguire per diverse volte al giorno.

Il tempo di guarigione dopo l’intervento varia a seconda del paziente, può essere necessaria una settimana o più di ricovero in ospedale. Prima di ritornare alle normali attività probabilmente dovranno trascorrere alcune settimane.

Per limitare il dolore dopo l’intervento è possibile ricorrere a farmaci di diverso tipo, prima dell’intervento vi consigliamo di affrontare anche quest’argomento con il vostro medico. Dopo l’intervento il medico potrà modificare la terapia analgesica in base alle vostre necessità.

Radioterapia

La radioterapia usa onde ad alta energia per eliminare le cellule tumorale, colpisce unicamente le cellule nella zona da curare.

Una possibilità è quella di ricevere radiazioni esterne, si tratta del tipo più frequente di radioterapia per il tumore al polmone. Le radiazioni provengono da una grande macchina all’esterno del vostro corpo. La maggior parte dei pazienti deve andare in ospedale o in clinica per ricevere questa terapia e di solito occupa cinque giorni a settimana per diverse settimane.

Un altro tipo di radioterapia è quella interna (brachiterapia). La radioterapia interna, però, viene usata solo in rari casi per i pazienti affetti da tumore al polmone. La radiazione proviene da una capsula radioattiva, da un filo conduttore o da un altro dispositivo all’interno dell’organismo.

Gli effetti collaterali dipendono soprattutto dal tipo di radioterapia, dalla dose di radiazioni e dalla parte del corpo che viene trattata. La radioterapia esterna al torace può danneggiare l’esofago, causando problemi di deglutizione; inoltre ci si può sentire molto stanchi. La pelle della zona trattata può arrossarsi, seccarsi e diventare più fragile del solito. Dopo la radioterapia interna, invece, il paziente può soffrire temporaneamente di emottisi.

Chemioterapia

La chemioterapia è una terapia a base di farmaci antitumorali che eliminano le cellule tumorali presenti nell’intero organismo, entrando in circolo.

Di solito i farmaci somministrati sono più di uno, i farmaci antitumorali che combattono il tumore al polmone normalmente sono somministrati per endovena, ma alcuni possono essere assunti per via orale.

La chemioterapia viene somministrata in diversi cicli, dopo ciascun ciclo c’è un periodo di riposo. La lunghezza del periodo di riposo e il numero di cicli dipendono dal farmaco usato.

È possibile effettuare la chemioterapia in ospedale, nello studio del medico curante o a casa. Per alcuni pazienti è necessario il ricovero in ospedale.

Gli effetti collaterali dipendono principalmente dal tipo e dalla dose del farmaco, i chemioterapici, infatti, sono in grado di danneggiare anche le cellule sane che si dividono rapidamente:

  • Cellule del sangue: la chemioterapia distrugge molte cellule del sangue, quindi si corre un maggior rischio di contrarre infezioni, di procurarsi lividi o di iniziare a sanguinare con facilità; inoltre ci si sente molto deboli e stanchi. L’équipe che vi segue vi farà fare le analisi del sangue per controllare se ci sono cellule sane in numero sufficiente. Se sono poche, esistono farmaci in grado di aiutare l’organismo a produrne di nuove.
  • Cellule dei bulbi piliferi. La chemioterapia può causare la caduta dei capelli. I capelli ricresceranno dopo la fine della terapia, ma la loro consistenza e il loro colore potrebbero essere leggermente diversi.
  • Cellule della mucosa dell’apparato digerente. La chemioterapia può causare perdita dell’appetito, nausea, vomito, diarrea e ulcere alla bocca e alle labbra. Chiedete consiglio all’équipe che vi segue sulle terapie che possono aiutarvi a superare questi problemi.

Alcuni farmaci chemioterapici possono causare sordità, dolori articolari e formicolio o intorpidimento delle mani e dei piedi. Questi effetti collaterali di solito scompaiono al termine della terapia.

Se ci si sottopone contemporaneamente alla radioterapia e alla chemioterapia gli effetti collaterali possono essere più intensi.

Terapia mirata

La terapia mirata usa particolari farmaci in grado di bloccare la crescita e la diffusione delle cellule tumorali, i farmaci entrano in circolo e possono andare a colpire le cellule nell’intero organismo. La terapia mirata può essere indicata per alcuni pazienti affetti da tumore non a piccole cellule con metastasi.

Per il tumore al polmone esistono due tipi di terapia mirata:

  1. Il primo viene somministrato per endovena in ambulatorio, all’ospedale o in clinica, contemporaneamente alla chemioterapia. Tra gli effetti collaterali si possono avere: emorragie, emottisi, eruzioni cutanee, ipertensione, dolore addominale, vomito o diarrea.
  2. Il secondo tipo viene somministrato per via orale, non in contemporanea con la chemioterapia. Tra gli effetti collaterali si possono avere: eruzioni cutanee, diarrea e problemi respiratori.

Durante la terapia, l’équipe medica vi terrà sotto osservazione per identificare eventuali problemi, gli effetti collaterali di solito scompaiono al termine della terapia.

Alimentazione e stile di vita

È fondamentale prendersi cura di se stessi alimentandosi correttamente durante la terapia ed è necessario assumere la corretta quantità di calorie per mantenere il peso forma. È anche importante assumere abbastanza proteine per continuare ad essere forti, mangiare bene vi aiuterà a sentirvi meglio e ad avere maggiori energie.

In alcuni casi, soprattutto durante la terapia o nelle fasi immediatamente successive, potreste non aver voglia di mangiare, perché vi sentite stanchi o avete la nausea. Probabilmente avrete inoltre la sensazione che gli alimenti abbiano un gusto diverso dal solito e inoltre gli effetti collaterali della terapia (ad esempio la mancanza di appetito, la nausea, il vomito o le ulcere in bocca) potranno impedirvi di mangiare bene.

Il vostro medico, il dietologo o un altro esperto saranno in grado di suggerirvi i modi più opportuni per affrontare questi problemi.

Affrontare il tumore

Il tumore al polmone è collegato al fumo, quindi i pazienti potrebbero ritenere che le persone a loro vicine non li aiutino né li suportino a sufficienza perché pensano pensano che la malattia sia causata dalle loro abitudini errate. La verità è che molti fumatori non soffrono di tumore al polmone e non tutti i pazienti colpiti da tumore al polmone fumano. Il tumore al polmone, infatti, può colpire chiunque. In realtà la maggior parte delle persone colpite dal tumore oggi o hanno smesso di fumare anni fa o non hanno mai fumato.

Per molti pazienti la diagnosi di tumore al polmone può essere molto stressante e, a volte, difficile da sopportare. Alcuni pazienti affetti da tumore al polmone iniziano a soffrire di ansia e, in casi meno frequenti, di depressione. I pazienti e le loro famiglie non dovrebbero aver timore di esprimere il loro stato d’animo ai medici, agli infermieri e agli assistenti sociali, l’équipe medica è lì per aiutarli e molti suoi membri hanno competenze ed esperienza tali da aiutare i pazienti e le loro famiglie.

Oltre all’aiuto morale e all’educazione del paziente, il medico può prescrivere ansiolitici e, in alcuni casi, antidepressivi. Può indirizzare il paziente verso un consulente, uno psicologo, un assistente sociale o uno psichiatra; i pazienti e le loro famiglie dovrebbero inoltre ricordare che la comunità mette a loro disposizione risorse per aiutarli a convivere con la malattia. Alcuni pazienti si sentono sollevati semplicemente perché durante la terapia riescono a parlare della malattia e delle esperienze correlate con il medico, l’infermiere, la famiglia, gli amici o altre persone nella stessa condizione. I pazienti possono inoltre partecipare a gruppi di supporto o di appoggio per aumentare la propria consapevolezza riguardo al tumore e per aiutare altri pazienti costretti a convivere con la stessa malattia.

La diagnosi di tumore al polmone è una cosa seria, tuttavia i pazienti devono avere fiducia nei propri medici che li cureranno con una terapia efficace. Ricordiamo infine che i progressi scientifici in campo diagnostico e terapeutico daranno a sempre più pazienti una possibilità concreta di guarigione.

Traduzione ed integrazione a cura di Elisa Bruno

Revisione scientifica e correzione a cura del Dr. Guido Cimurro (farmacista)
Le informazioni contenute in questo articolo non devono in alcun modo sostituire il rapporto dottore-paziente; si raccomanda al contrario di chiedere il parere del proprio medico prima di mettere in pratica qualsiasi consiglio od indicazione riportata.

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Domande, suggerimenti e segnalazioni

  1. Emanuela

    Salve dottore. Esattamente una settimana fa mia sorella ha iniziato a sentire un dolore molto forte alla schiena all’altezza dei polmoni. Il dolore invece di passare peggiorava, così giovedì l’abbiamo portata al pronto soccorso, le hanno fatto la lastra e hanno visto che aveva un polmone completamente collassato e l’altro polmone collassato parzialmente. Subito le hanno inserito i drenaggi e l’hanno ricoverata. Ogni giorno le fanno la lastra e dicono che i polmoni non sono ancora tornati in sede. Oggi le hanno detto che il collasso è stato provocato da un enfisema polmonare ma che per andare avanti con il da farsi devono verificare che l’albero bronchiale sia sano così domani mattina le faranno broncoscopia. Giovedì in pronto soccorso le hanno fatto anche la TAC dalla quale sono risultate solo delle bolle d’aria all’interno dei polmoni. Siamo molto in ansia. Cosa potrebbe rivelare la broncoscopia di domani? Potrebbe risultare che c’è un tumore? Dalla TAC non si sarebbe già visto?
    Mia sorella ha 31 anni.
    La ringrazio in anticipo per la risposta

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Mi dispiace davvero, ma purtroppo temo che la situazione sia al di là delle mie competenze.

  2. Giuseppe

    Salve dottore, da circa 5-6 mesi ho dolori alla zona lombare, pettorale e sui trapezi. Mi spiego meglio: sento come se i muscoli siano rigidi e per provare un pò di sollievo dovrei applicare una torsione della schiena finchè sento il classico rumore dello stiracchiamento. Stessa cosa avviene al collo dove sento i nervi, muscoli o non so cosa si liberano da questa rigidità. Quando tossisco o starnutisco (causa allergia) avverto a volte un dolore allo sterno.
    Ho provato con l’assunzione di Muscoril che pare funzionar in parte però i problemi non tendono a svanire. Il mio medico curante sostiene che sia dovuto dalla palestra, ma io non sostengo il suo parere in quanto sono 5 anni che mi alleno e solo in questi ultimi mesi sto riscontrando questo problema.
    Secondo la sua esperienza cosa potrebbe essere? Dovrei sostenermi a qualche esame? Consideri il fatto che fece a Gennaio esami del sangue e urine il quale tutti i valori erano a norma a parte Transaminasi a 41 e Colesterolo HDL a 37.
    In attesa di una sua risposta la ringrazio per l’attenzione e il lavoro che impiega!

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Un tentativo secondo il parere medico lo farei, magari sospendendo o rallentando un po’ i ritmi; sarebbe una prova, in modo da poter eventualmente escludere con certezza l’ipotesi.

    2. Giuseppe

      Provai 1 settimana di stop ma senza alcun successo. Anzi, quando mi alleno spariscono tutti i dolori. Lei cosa farebbe al mio posto?

    3. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Provi magari a sentire un secondo parere, magari un fisiatra o un ortopedico (i dolori sembrano di origine muscolare). Se mi tiene al corrente mi fa piacere.

  3. Angelo

    Salve.
    Sono un ragazzo di 14 anni, non bevo, non faccio uso di droghe e soprattutto non fumo.
    Da ieri sera ho un pò di tosse e a volte con una piccolissima quantità di muco, da premettere che sono soggetto a raffreddori e ne ho uno proprio ora.
    Circa 10 minuti fa ho sentito un lieve dolore al petto, che però è sparito subito, dopo circa 15 secondi. Nel mentre, ho anche avvertito una sensazione di fame d’aria, sparita insieme al dolore.
    Essendo ansioso e ipocondriaco ho davvero paura che possa trattarsi di qualcosa di grave :(
    Ci tengo inoltre a specificare che in famiglia non ci sono precedenti di tumori.
    Grazie e buonaserata.

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Non ho letto nulla di preoccupante, ma ovviamente in caso di dubbi verifichi con un medico (per esempio la guardia medica).

  4. Anonimo

    Salve dottore, ho 35 anni, da un po’ di tempo sento dolore al centro del petto, allo sterno, parte alta, soprattutto se premo. L’anno scorso feci una rx al torace per dolori alla schiena ed era completamente negativa quindi il medico ha optato per dolori muscolari da postura scorretta e leggera scoliosi. Secondo lei sarebbe necessaria ripeterla per escludere tumore ai polmoni o in un anno non può essere tanto cambiata? Fumando, anche se non molto (sto cercando di diminuire sempre più), ho molta ansia…

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      A mio avviso non c’è motivo di ripeterla, ma ovviamente quello che conta è il parere del medico.

    2. Anonimo

      La ringrazio, sì ne parlerò con il medico. Ma è possibile secondo lei che dei dolori muscolari diffusi che però non trovano nessuna causa agli esami strumentali tipo rx e rmn dipendano da altre patologie? Tipo infezioni? Eppure anche gli esami del sangue (quelli generici di base, emocromo etc) sembrano a posto? Cosa dovrei prendere in considerazione? Grazie ancora per l’attenzione.

    3. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Lo ritengo davvero improbabile.
      Non so se sia il suo caso, ma talvolta è l’ansia (e la conseguente tensione) a causare questi disturbi.

    4. Anonimo

      Ma è strano che sia l’ansia perché se premo o mi muovo in certe posizioni sento proprio un dolore fisico, inoltre se l’ansia è sopraggiunta è in seguito ai dolori (per non capire cosa ho e quindi ipotizzare il peggio) non prima. Comunque sia la ringrazio per la cortese risposta.

    5. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      OK, in questo caso la escludiamo, ma rimane assolutamente plausibile la diagnosi fatta allora dal medico.

    6. Anonimo

      Ok, ma la scoliosi comunque è minima a detta dell’ortopedico che consultai un anno fa(allora mi facevano “solo” male le costole dietro la schiena), non dovrebbe dare grandi problemi, certo forse la postura è talvolta scorretta però in tal caso cosa c’entra lo sterno e da quel che ho capito in particolare il manubrio? Ho anche fatto una visita reumatologica ma dagli esami fatti non risultava nulla. Ho preso diversi tipi di antinfiammatori e fatto fisioterapia ma non è servito a niente. Per tale motivo mi chiedevo se non potesse dipendere da qualche altro tipo di patologia, tipo infettiva o polmonare o di qualche organo interno, non so… capisco che non può darmi risposte complete e c’è il rischio di andare in paranoia ma è tanto per avere un’opinione diversa. Grazie ancora.

    7. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      No, onestamente non credo che possa avere cause infettive e/o polmonari.

    8. Anonimo

      Ok, cercherò di mantenere la calma :). Grazie infinite per la disponibilità, buona serata.

  5. Stefano

    Salve, ho 37 anni e sono un fumatore ho appena avuto 4 giorni di febbre a 40° fino ad andare al pronto soccorso nel quale con un paio di flebo mi hanno fatto tornare ad una temperatura accettabile.
    Ora mi tengo controllato con antidolorifici e antibiotici che mi hanno prescritto, ma da ieri ho un nuovo sintomo: catarro con del sangue al suo interno……. tumore?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Non è così frequente come si pensa che la presenza di sangue nell’espettorato sia spia di tumore, spesso fortunatamente la causa è ben più banale; raccomando comunque di segnalarlo al medico.

    2. Stefano

      speriamo bene…… sono molto preoccupato anche perchè 7 anni fa mi hanno asportato un testicolo per un tumore e quindi non vorrei che le mie probabilità aumentino repentinamente.
      Cosa strana è che non ho difficoltà respiratorie.
      Comunque stasera andrò dal medico per farmi prenotare gli esami del caso

    3. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Il tumore al testicolo non sarebbe in alcun modo correlato, non si preoccupi.
      Mi tenga al corrente, ma vedrà che si tratta di falso allarme.

  6. giovanni

    buongiorno ho 39 anni e il 4 marzo sono stato operato ad un tumore al polmone toractomia per lobectomia medio dx piu dissezione linfoinodale ilo mediastinica esame istologico schwannoma di tipo cellulato peribronchiale mi hanno detto che e strano che sitrova cnel polmone a ottobre tac senza contrasto ma puo rispuntare grazie

    1. Dr. Cracchiolo (Medico Chirurgo)

      Salve, effettivamente è un tumore che non si riscontra in sede polmonare per cui è difficile prevedere il suo andamento e necessita un follow up oncologico. Saluti

    2. giovanni

      grazie per la risposta ho tanti dubbi leggendo su internet ho visto che di solito questo shwannoma si trova nei polmoni quando e in metastasi ma nella pet che mi hanno fatto risultava suv 3,8 dopo un quarto dora mi hanno chiamato e mi hanno fatto ripetere la pet ed e risultato suv 4,2 puo essere che la pet non capta altri tumori perche ora ad ottobre la tac e non la pet

    3. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Purtroppo al momento il Dr. Cracchiolo non può rispondere e io non sono in grado di farlo, lascio la notifica aperta in modo che possa risponderle appena possibile (potrebbe essere indicativamente in tarda mattinata).

    4. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      A causa di impegni professionali la risposta potrebbe slittare, ma ho già avvertito il Dr. Cracchiolo che risponderà appena possibile.

    5. Dr. Cracchiolo (Medico Chirurgo)

      Buonasera, è una domanda complessa e specialistica ma a mio parere è probabile che i valori di SUV della PET non abbiamo discriminato tra patologia francamente tumorale invasiva o semplice tumore benigno, per cui l’unico modo di cercare di capire la sua evoluzione è il controllo volumetrico seriato nel tempo attraverso TC. Saluti

    6. giovanni

      loro mi hanno detto che allesame istologico era benigno ma abbiamo fatto bene a toglierlo perche era un tumore che diventava maligno esame istologico mitosi 1 su 10HP indice di proliferazione cellulare HI67:2% EXRESI COMPLETA negativi i linfonodi ilo mediastinici mi puo spiegare meglio se era benigno penso che non mi toglievano tutto il lobo polmonare medio poi la chirurga mi ha detto che e un tumore a basso grado di malignita se mi puo spiegare grazie ce rischuio di recedivita o che possa spuntare di nuovo grazie per la risposta e mi scusi per le troppe domande di nuovo grazie

    7. Dr. Cracchiolo (Medico Chirurgo)

      Buongiorno, tutte le caratteristiche elencate (numero di mitosi ,HI67 basso, linfonodi negativi) depongono per una neoplasia benigna o comunque con scarse capacità invasive, per cui a può stare abbastanza tranquillo. Ovviamente essendo un tumore non molto frequente necessita per sicurezza di eseguire controlli nel tempo. saluti

  7. Ramona

    Salve dottore voglio aiutare un amico ma non lo so da dove cominciare a tumore al polmone e ia colpito anche il fegato,cui il ospedale dov’è e andato dicono che non lo po’operare ha cambiato 2 volte la chemioterapia vorrei aiutarlo a cercare un dottore che veramente li pò dire come stano le cose sentire al meno anche altri pareri,se ci pò aiutare almeno sapere da dove pò cominciare ché cosa è meglio fare.grazie

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Proverei a sentire un parere all’Istituto Europeo di Milano.

  8. anonimo

    Salve dottore,
    mio nonno, prima, durante e dopo la nascita di mio padre era un grande fumatore, mia nonna no. Mio padre ora ha 50 anni e non ha riscontrato nessun tipo di malattia legata al fumo. Non ha mai fumato mio padre. Pero quando era piccolo mio padre è stato molto a contatto con fumo passivo. Mio nonno che ha fumato per 40 anni. è da 18 anni che non fuma più e non ha mai avuto tumori.
    VOLEVO sapere se mio padre anche se non fumatore se potesse contrarre tumori legati al fumo. (mio nonno è sano, a parte il vizio del fumo lui è molto sportivo.
    grazie e buona giornata

    1. Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)

      Buongiorno, il fumo passivo è un problema molto diffuso e sicuramente un rischio per chi è esposto; tuttavia suo padre non ha un rischio aumentato rispetto alla popolazione generale esposta al fumo passivo. Consiglio di convincere il nonno a smettere/ridurre col fumo o in alternativa stare a contatto il meno possibile quando fuma! saluti.

  9. anonimo

    Mi scusi non sono stato chiaro:
    mio nonno non fuma più da 18 anni, ed a parte il vecchio vizio del fumo lui ha sempre condotto una vita sana (alimentazione e sport)
    Mi sono preoccupato per la salute di mio padre perché ho letto su internet che il fumo del padre durante il concepimento può danneggiare il DNA del figlio ed esporlo a malattie, tipo tumori.
    Volevo chiederle se anche se mio nonno ha fumato ma non ha avuto conseguenze (no tumori) le potesse avere mio padre che non ha fumato ma ha subito queste possibili mutazioni del DNA a causa del fumo di mio nonno.
    (mia nonna non ha fumato)

    1. Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)

      Tutto è possibile, ma non c’è comunque modo di venire a conoscenza di questa eventualità, peraltro molto remota! stia tranquillo; per i tumori è bene fare la prevenzione con gli screening disponibili in base ai propri fattori di rischio.

  10. Mauro

    Salve Dottore….sono un uomo di 47 anni iperteso, ipotiroideo, ipertrigliceridemico, un po’ in sovrappeso, ansioso e ipocondriaco. Ex fumatore ho smesso da più di 10 anni. Vado al quesito….sono 15/18 giorni che ho una bronchite, ho assunto augmentin per 6 giorni e bentelan 1mg per altri 4. Visita di controllo effettuata 6/7 mesi fa, facendo un rx al torace con visita pneumologica con spirometria tutto nella norma. Come sintomi ho tosse con catarro senza tracce di sangue, respiro un po’ affannoso con avvolte fame d’aria e bisogno di fare sospiri lunghi e avvolte incompleti. La mia paura è quello di avere una brutta cosa che non ce la faccio nemmeno a dirlo, ma che sicuramente avrà capito bene. Volevo sapere un suo parere se posso stare tranquillo oppure devo preoccuparmi….oppure se dovrò fare accertamenti e se si cosa dovrei fare? Grazie mille!

    1. Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)

      Buonasera, dal momento che abbiamo una diagnosi di bronchite io non andrei a pensare ad altro, dato che i sintomi sono del tutto ascrivibili al processo infiammatorio in corso. Se non l’ha ancora fatto si faccia rivalutare dal medico e segua la terapia prescritta. Una pronta guarigione, saluti.

  11. Anonimo

    Salve, sono una ragazza di 21 anni e premetto che sto vivendo da circa 2 mesi un periodo di grande ansia e tensione a causa di forte ipocondria. Da circa una settimana ho ripreso lo studio, passando quindi molte ore seduta anche in posizioni scorrette. Da 2 giorni avverto un fastidio alla schiena, soprattutto alla parte alta, non localizzato in un punto definito, in più sento anche un fastidio al petto, come un senso di schiacciamento al centro soprattutto se lo inarco verso l’interno. Premetto anche che ho lo sterno asimmetrico (un lato è piu sporgente dell’altro). Detto questo sono abbastamza preoccupata e in ansia che possa essere qualcosa di grave, secondo lei dovrei rivolgermi al mio medico o aspettare qualche giorno? In tal caso c’e qualcosa che potrei fare per tentare di risolvere il problema? La ringrazio molto

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Ansia, stress, postura scorretta, … sono tutte cause plausibili, ma ovviamente senta anche il parere (telefonico) del medico.

  12. Andrei Mogos

    Salve sono un ragazzo di 20 anni e fumo da circa 5 anni ma da piu di 2 mesi ho smesso…Un mesetto circa che sento un dolore dietro alla schiena in alto a destra dove ce il polmone, non vorrei che fosse un tumore, questo dolore si fa sentire quando faccio piccoli sforzi con la mano destra, ma non è il muscolo, lo sento proprio dentro la schiena… se sa dirmi cos’è la prego di dirmelo… grazie in anticipo!

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Pressochè impossibile che sia un tumore, ma è davvero difficile di cosa si tratti a distanza, ne parli con fiducia al medico.

  13. Mauro

    “Buonasera dottore, sono un uomo di 47 anni, alto 1,76 e peso 110 kg e sono a dieta da un nutrizionista. Sono una persona ansiosa ed ipocondriaca, sono un ipotiroideo, ho un’ernia iatale da scivolamento, iperteso, ipertrigliceridemico, ho un’ipertrofia prostatica benigna. Ultimamente sento di respirare male, sbadigli e sospiri continui, fame d’aria, gonfiore addominale con meteorismo ed eruttazioni, ho fatto una visita pneumologica con spirometria a gennaio 2016, tutto ok, l’ho rifatta il 12 luglio 2016 tutto ok, saturazione 98% e mi ha trovato un lieve deficit restrittivo diaframmatico dovuto al peso. Premetto che ho fatto anche ad aprile un intervento di uvulofaringoplastica per osas di grado severo con 37 apnee per ora e sembrava che tutto fosse ok. Ora è da qualche giorno che si è riproposto questo disturbo. Il mio medico curante mi ha detto che sono il diaframma, il peso e la mia ansia a crearmi questo, anche l’otorinolaringoiatra mi ha detto la stessa cosa dicendomi che l’intervento risolveva il problema in parte e per risolverlo totalmente dovevo dimagrire, anche questi 2 pneumologi mi hanno confermato la cosa. Vorrei sapere lei cosa ne pensa, cardiologicamente sono ok, tranne qualche extrasistole benigna e lieve insufficienza mitralica e tricuspide, ho fatto anche un rx al torace 4 mesi fa ed è tutto ok…. grazie e chiedo scusa per essermi dilungato

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Nei limiti delle mie competenze condivido totalmente quanto le è stato diagnosticato/suggerito.

    2. Mauro

      Grazie Dottore…..lei pensa che non devo fare nessun’altro accertamento? Ed è possibile che un lieve deficit restrittivo del diaframma crei questi disagi di respirazione?

    3. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Non c’è motivo di dubitare delle spiegazioni avute dai diversi medici consultati e se non è stato prescritto altro e perchè non c’è la necessità; continui con volontà il lavoro iniziato con il nutrizionista e valuti eventualmente un supporto psicologico per imparare a gestire l’ansia, vedrà che con il tempo tutto andrà a migliorare e risolversi.

  14. Anonimo

    Buona sera dottore mi scusi ma una persona malata di tumore o per lo meno una persona che non sa di avere un tumore quindi asintomatico la pressione ha qualche valore alterato ?

  15. Anonimo

    Buona sera dottore sono una ragazza di 22 anni in sovrappeso e fumo da tre giorni ho smesso di fumare … da tre giorni ho come un fischietto quando respiro profondo mente ma dopo un po va via…
    Ho un po di catarro quando mi sveglio e prima di andare a letto durante il giorno no e ho come la sensazione di avere qualcosa in gola diciamo all’altezza del naso cHe mi dia fastidio e la sensazione di non respirare bene
    .. premetto che sono una persona che soffre di anzianità .. e ho paura seconomico leo dottore e una cosa grave

    1. Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)

      Salve, no non credo sia nulla di grave, se il sintomo respiratorio persiste si faccia visitare; ha comunque fatto bene a smettere di fumare. Saluti.

  16. Luca

    Salve dott. Ho 36 anni e da qualche mese a tempi alternati, ho fastidio alla schiena, in particolare modo negli ultimi gg il fastidio è localizzato al centro in alto….siccome capita anche a mia moglie l’ho attribuito al materasso. Ma secondo lei è necessaria una Rx? Può essere qualcosa inerente i polmoni visto che fumo? Ho timore della Rx poiché ho timore di scoprire qualcosa di brutto. Cosa mi consiglia? E cosa ne pensa?

    1. Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)

      Salve, da quello che descrive sembrerebbe un problema di colonna vertebrale, muscolare e non di polmoni, che non causano dolore se non in condizioni piuttosto estreme. Se ha cambiato materasso da poco potrebbe essere non troppo adatto; se persiste si faccia visitare, il medico deciderà se sottoporla ad accertamenti o cure.

    2. Anonimo

      Grazie Dott.ssa anche io credo sia un fattore muscolare e di postura…..in ogni caso se dovesse persistermi il fastidio mi farò visitare per capire se necessito di Rx. Grazie ancora per la disponibilità e buona serata!!!

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