Tumore al polmone: sintomi, cure, alimentazione

Ultimo Aggiornamento: 732 giorni

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Introduzione

Tumore al polmone

Tumore al polmone (http://commons.wikimedia.org/wiki/File:X-ray_chest_cancer.jpg)

Nei soli Stati Uniti il tumore al polmone colpisce più di 200.000 persone ogni anno: il fumo di sigaretta è la causa principale, però chiunque può essere colpito da questo tumore.

Durante l’inspirazione i polmoni assorbono l’ossigeno presente nell’aria facendolo passare nel sangue, che lo trasporterà in tutto l’organismo. Le cellule usano l’ossigeno e rilasciano l’anidride carbonica che, grazie al sangue, ritorna verso i polmoni. L’anidride carbonica abbandona il nostro organismo durante l’espirazione.

I polmoni contengono cellule di diverso tipo, in prevalenza si tratta di cellule epiteliali che costituiscono la mucosa delle vie aeree e producono il muco che lubrifica e protegge gli organi respiratori. I polmoni, inoltre, sono costituiti da cellule nervose, da cellule in grado di secernere ormoni, da cellule ematiche e da cellule strutturali o di supporto.

Esistono due tipi principali di tumore al polmone:

  1. il carcinoma polmonare non a piccole cellule (NSCLC),
  2. il tumore a piccole cellule (microcitoma).

Il primo tipo colpisce le cellule epiteliali ed è il più frequente, il secondo tipo, invece, si origina dalle cellule nervose o da quelle che secernono ormoni. L’espressione “piccole cellule” si riferisce alla dimensione e alla forma delle cellule tumorali così come possono essere osservate al microscopio. La distinzione tra i due tipi è fondamentale per i medici, perché gli approcci terapeutici da seguire sono diversi.

Il tumore al polmone si sviluppa quando le cellule iniziano a cambiare ed a proliferare in maniera incontrollata, formando una massa detta tumore. Il tumore può essere benigno (non canceroso) o maligno (canceroso), il tumore maligno è un insieme di cellule cancerose in grado di diffondersi in altre parti dell’organismo.

Il tumore al polmone può svilupparsi in qualsiasi zona del polmone.

Quando un tumore maligno inizia a svilupparsi può diffondere le cellule cancerose nel resto dell’organismo, anche se non sempre questo si verifica. Le cellule si diffondono attraverso il sangue od attraverso la linfa, il liquido che circonda il tessuto polmonare: la linfa scorre nei cosiddetti vasi linfatici, che si svuotano in speciali zone di raccolta dette linfonodi; questi sono piccoli organi di forma di fagiolo che contribuiscono a combattere le infezioni. I linfonodi si trovano nei polmoni, al centro del torace e in diverse altre parti dell’organismo. La linfa scorre naturalmente dai polmoni verso il centro del torace ed è proprio per questo che il tumore spesso si diffonde in questa zona. Quando la cellula tumorale abbandona il proprio sito d’origine e si sposta in un linfonodo o in un’altra zona dell’organismo attraverso il sangue, viene detta metastasi.

In base alla posizione e alle dimensioni iniziali del tumore, all’eventuale diffusione nei linfonodi e alla presenza di metastasi in zone distanti si determina la stadiazione del tumore. La terapia viene decisa in base al tipo di tumore (non a piccole cellule o a piccole cellule) e alla stadiazione.

I polmoni

I polmoni sono due organi contenuti nella cassa toracica e fanno parte dell’apparato respiratorio. L’aria entra nel nostro corpo attraverso il naso o la bocca, poi attraversa la trachea ed i bronchi e infine giunge nei polmoni.

  1. Quando inspiriamo i polmoni si riempiono d’aria e si gonfiano: solo così il nostro organismo riesce a ottenere tutto l’ossigeno di cui ha bisogno.
  2. Viceversa, quando espiriamo, l’aria esce dai polmoni. In questo modo l’organismo riesce a eliminare l’anidride carbonica.

Il polmone destro è diviso in tre parti (lobi), mentre quello sinistro è più piccolo ed è diviso in due soli lobi.

I polmoni sono rivestiti da un tessuto molto sottile (la pleura) che riveste anche internamente la cassa toracica: tra i due strati di pleura c’è un liquido (il liquido pleurico), in condizioni normali il liquido pleurico è presente in minima quantità e non si accumula.

Le cellule tumorali

Il tumore si sviluppa a livello di cellule, cioè a livello dei “mattoncini” che costituiscono i tessuti del nostro organismo. A loro volta i tessuti formano i diversi organi.

Nelle persone sane, le cellule crescono e si moltiplicano formando le nuove cellule necessarie all’organismo. Quando le cellule invecchiano o subiscono un qualche danno, muoiono e vengono sostituite da cellule nuove. In alcuni casi questo processo non funziona come dovrebbe, nuove cellule si sviluppano anche se l’organismo non ne ha bisogno, mentre le cellule vecchie o danneggiate non muoiono. Le cellule in eccesso si accumulano e formano una massa di tessuto detta tumore.

Le cellule tumorali possono essere benigne (non cancerose) oppure maligne (cancerose), le cellule benigne di solito sono meno pericolose di quelle maligne.

I tumori benigni del polmone:

  • raramente mettono in pericolo la vita del paziente.
  • di solito non devono essere asportati.
  • non invadono i tessuti circostanti.
  • non si diffondono in altre parti dell’organismo.

I tumori maligni del polmone.

  • possono mettere in pericolo la vita del paziente,
  • possono ricrescere una volta asportati,
  • sono in grado di invadere i tessuti e gli organi circostanti,
  • si possono diffondere in altre parti dell’organismo.

Le cellule tumorali si diffondono staccandosi dal tumore originario, entrano nei vasi sanguigni o nei vasi linfatici che raggiungono tutti i tessuti dell’organismo. Le cellule tumorali attaccano altri organi e formano nuovi tumori che li possono danneggiare. I nuovi tumori che si formano sono detti metastasi.

Cause

Tumore al polmone e sigarette

Tumore al polmone e sigarette (http://commons.wikimedia.org/wiki/File:Cigarette.jpg)

I medici non sono in grado di spiegare perché alcune persone si ammalino di un tumore al polmone, mentre altre no. Si sa per certo che un paziente che presenta determinati fattori di rischio può avere maggiori probabilità di ammalarsi, per “fattore di rischio” si intende un elemento in grado di aumentare il rischio di soffrire di un certo disturbo.

Le ricerche hanno dimostrato che tra i fattori di rischio per il tumore al polmone possiamo annoverare:

  • Fumo di tabacco. Il fumo di tabacco è responsabile della maggior parte dei casi di tumore al polmone, è senza dubbio il fattore di rischio più importante finora evidenziato. Le sostanze nocive contenute nel fumo danneggiano le cellule dei polmoni: fumare le sigarette, la pipa o il sigaro quindi può causare un tumore ed anche il fumo passivo può provocare tumori nelle persone che non fumano. Maggiore è l’esposizione al fumo, maggiore è il rischio di ammalarsi.
  • Radon: il radon è un gas radioattivo, invisibile, inodore e insapore. Si forma nel suolo e nelle rocce. Chi lavora in miniera può essere esposto al radon. In alcune zone si evidenziano tracce di radon all’interno delle abitazioni. Il radon danneggia le cellule dei polmoni e chi è esposto a questa sostanza corre un maggior rischio di ammalarsi di tumore ai polmoni. Il rischio di ammalarsi di tumore a causa del radon è ancora maggiore tra i fumatori.
  • Amianto e altre sostanze. In determinate professioni (ad esempio nel campo delle costruzioni e nella chimica) il rischio di ammalarsi di tumore al polmone è maggiore. L’esposizione all’amianto, all’arsenico, al cromo, al nickel, alla fuliggine, al catrame e ad altre sostanze può causare il tumore al polmone. Il rischio di ammalarsi di tumore è direttamente proporzionale al periodo di esposizione. Se si è fumatori, il rischio è ancora maggiore.
  • Inquinamento atmosferico. L’inquinamento dell’aria può aumentare leggermente il rischio di ammalarsi di tumore al polmone. Il rischio è comunque sempre maggiore per chi fuma.
  • Precedenti famigliari di tumore al polmone. Chi ha un parente prossimo che in passato ha sofferto di tumore al polmone può presentare un rischio leggermente maggiore, anche se non fuma.
  • Precedenti personali di tumore al polmone. Chi in passato ha sofferto di tumore al polmone corre un rischio maggiore di sviluppare un secondo tumore.
  • Età superiore ai 65 anni. La maggior parte dei pazienti a cui viene diagnosticato un tumore al polmone ha più di 65 anni.

I ricercatori hanno preso in considerazione altri possibili fattori di rischio ad esempio, se si soffre di determinate malattie polmonari (ad esempio di tubercolosi o di bronchite) per molti anni, il rischio di ammalarsi di tumore al polmone può aumentare. Non è ancora chiaro, però, se queste malattie polmonari rappresentino un fattore di rischio per il tumore al polmone.

Chi pensa di essere a rischio per il tumore al polmone dovrebbe consultare il proprio medico, che sarà in grado di dare suggerimenti per la prevenzione e di consigliare gli esami da effettuare. Per chi ha già sofferto di tumore al polmone è fondamentale continuare ad essere seguiti anche dopo la fine della terapia, il tumore al polmone, infatti, può ripresentarsi, oppure se ne può sviluppare un altro.

Sintomi

Chi soffre di tumore al polmone può presentare i sintomi che vedremo tra poco, a volte però il tumore rimane asintomatico, oppure i sintomi possono essere provocati da un disturbo diverso dal tumore. Se siete preoccupati per qualcuno dei sintomi elencati, vi consigliamo di rivolgervi al vostro medico:

  • affaticamento,
  • fiato corto,
  • dolore al torace, se il tumore invade una struttura all’interno del torace oppure colpisce la pleura,
  • perdita dell’appetito,
  • tosse, eventualmente con produzione di catarro o muco,
  • emottisi (tosse catarrosa con tracce di sangue).

Se il tumore al polmone è asintomatico, può essere scoperto durante una radiografia toracica o una TAC eseguite per altri motivi, ad esempio come controllo per eventuali disturbi cardiaci. La maggior parte delle diagnosi di tumore al polmone avviene quando il tumore è già cresciuto occupando più spazio, o ha già iniziato a interferire con le strutture circostanti. Il tumore al polmone può anche produrre liquidi che si raccolgono nel polmone stesso oppure nella zona circostante, oppure esercitano pressione sul polmone spingendo l’aria all’esterno e facendolo collassare. Lo scambio di ossigeno e anidride carbonica avviene con difficoltà perché l’aria non riesce a fluire dentro i polmoni, oppure perché lo spazio normalmente richiesto per il passaggio dell’ossigeno e dell’anidride carbonica è occupato.

Il tumore al polmone può formare metastasi nel resto dell’organismo, però le sedi di metastasi più frequenti sono:

  • i linfonodi,
  • i polmoni stessi,
  • le ossa,
  • il cervello,
  • il fegato,
  • le ghiandole surrenali (che si trovano vicino ai reni).

Le metastasi, cioè i tumori secondari diffusi anche in zone dell’organismo diverse dal polmone, possono causare:

In rari casi, il tumore al polmone può rilasciare ormoni in grado di provocare squilibri ormonali, ad esempio una diminuzione del sodio nel sangue o un aumento del calcio.

I sintomi come l’affaticamento, il malessere (sensazione di disagio generico) e la perdita dell’appetito non sono necessariamente da imputare alle metastasi: la presenza di un tumore in qualsiasi zona dell’organismo può causare una sensazione di malessere generale. La perdita di appetito può causare un improvviso dimagrimento. L’affaticamento e la debolezza possono aggravare ulteriormente le difficoltà respiratorie.

Diagnosi precoce

Gli esami di screening possono aiutare i medici a scoprire e a curare il tumore con tempestività. Attualmente non esiste un unico esame generalmente consigliato per la prevenzione del tumore al polmone, sono stati studiati però diversi metodi preventivi da usare come possibili esami di screening. Tra i metodi su cui si stanno effettuando ricerche ricordiamo:

  • l’analisi dell’espettorato (il muco prodotto dai polmoni quando si tossisce),
  • le radiografie toraciche,
  • la TAC spirale.

Ricordiamo tuttavia che gli esami di screening presentano alcuni rischi, ad esempio se le radiografie presentano anomalie sarà necessario approfondire (ad esempio con un intervento chirurgico volto ad accertare la presenza di cellule tumorali), ma il paziente potrebbe non avere un tumore. Le ricerche finora compiute hanno dimostrato che gli esami di screening non fanno diminuire il numero di decessi per tumore al polmone.

Vi consigliamo inoltre di rivolgervi al vostro medico per capire se presentate eventuali fattori di rischio e quali sono i pro e i contri dello screening per il tumore al polmone. Come molte altre decisioni relative alla salute, quella di effettuare gli esami di screening è personale: informandovi sui vantaggi e sugli svantaggi degli esami di screening comunque prendere una decisione sarà più facile.

Cura e terapia

Il medico può decidere di indirizzarvi presso uno specialista, esperto nella terapia del tumore al polmone, oppure potete essere voi stessi a chiedere un consiglio. I pazienti, in alcuni casi, possono essere seguiti da un’équipe specializzata, tra gli specialisti in grado di curare il tumore al polmone ricordiamo:

  • il chirurgo toracico,
  • il chirurgo toracico oncologo,
  • il medico oncologo,
  • il radiologo.

L’équipe, inoltre, potrà comprendere:

  • uno pneumologo (specialista di disturbi polmonari),
  • uno pneumoterapeuta,
  • un infermiere oncologo,
  • un dietologo.

Non è facile curare il tumore al polmone usando le terapie attualmente disponibili, per questo motivo in alcune strutture i medici consigliano ai pazienti di partecipare a un esperimento clinico, che rappresenta una possibilità importante per i pazienti affetti da tumore al polmone, in qualsiasi stadio.

La scelta della terapia dipende in larga parte dal tipo di tumore al polmone e dallo stadio in cui esso si trova: chi è affetto da tumore al polmone può dover affrontare

  • l’intervento chirurgico,
  • la chemioterapia,
  • la terapia mirata,
  • oppure una terapia combinata.

Chi è affetto da tumore a piccole cellule in stadio iniziale di solito viene curato con la radioterapia e la chemioterapia. Se il tumore è molto piccolo si può ricorrere all’intervento chirurgico ed alla chemioterapia; invece, se il tumore è a piccole cellule ma in stadio più avanzato, si ricorre unicamente alla chemioterapia.

Chi invece è affetto da tumore al polmone non a piccole cellule potrà essere sottoposto all’intervento chirurgico, alla chemioterapia, alla radioterapia o a una terapia combinata. La terapie possibili dipendono dalla stadiazione del tumore: alcuni pazienti affetti da tumore in stadio avanzato devono ricevere una terapia mirata.

La terapia del tumore può essere locale o sistemica:

  • Terapia locale. L’intervento chirurgico e la radioterapia sono terapie locali, perché rimuovono o distruggono il tumore sviluppatosi nel torace. Se il tumore al polmone ha dato origine a metastasi in altre parti dell’organismo, la terapia locale può essere usata per tenere sotto controllo la malattia nelle specifiche zone colpite. Ad esempio, se il tumore al polmone ha formato metastasi al cervello, può essere tenuto sotto controllo con la radioterapia alla testa.
  • Terapia sistemica. La chemioterapia e la terapia mirata sono terapie sistemiche. I farmaci entrano in circolo e distruggono oppure tengono sotto controllo il tumore in tutto l’organismo.

Il medico è in grado di descrivervi le diverse terapie e i risultati attesi, vi consigliamo di informarvi sugli effetti collaterali e sul modo in cui la terapia potrà incidere sulle vostre normali attività. La terapia contro il tumore spesso danneggia le cellule ed i tessuti sani, quindi gli effetti collaterali sono frequenti e dipendono soprattutto dal tipo e dalla portata della terapia. Gli effetti collaterali possono essere diversi a seconda del paziente e possono cambiare anche da una sessione alla successiva. Prima dell’inizio della terapia l’équipe che vi segue vi spiegherà quali sono i possibili effetti collaterali e vi suggerirà come affrontarli.

Potete lavorare insieme al vostro medico per creare un piano terapeutico che si adatti alle vostre esigenze personali e mediche.

Intervento chirurgico

L’intervento chirurgico rimuove il tessuto che contiene il tumore, il chirurgo asporterà anche i linfonodi circostanti.

Il chirurgo può rimuovere:

  • Una piccola parte del polmone (resezione a cuneo o segmentectomia). Il chirurgo asporta il tumore e una piccola porzione del polmone.
  • Un lobo del polmone (lobectomia o resezione a manicotto). Il chirurgo asporta un lobo. Questo tipo di intervento è il più frequente.
  • L’intero polmone (pneumonectomia): il chirurgo asporta l’intero polmone.

Dopo l’intervento l’aria e i fluidi si raccolgono nella cassa toracica, un catetere toracico permetterà il drenaggio dei fluidi, inoltre un infermiere o uno pneumoterapeuta vi insegneranno a tossire e a fare esercizi per la respirazione che dovrete eseguire per diverse volte al giorno.

Il tempo di guarigione dopo l’intervento varia a seconda del paziente, può essere necessaria una settimana o più di ricovero in ospedale. Prima di ritornare alle normali attività probabilmente dovranno trascorrere alcune settimane.

Per limitare il dolore dopo l’intervento è possibile ricorrere a farmaci di diverso tipo, prima dell’intervento vi consigliamo di affrontare anche quest’argomento con il vostro medico. Dopo l’intervento il medico potrà modificare la terapia analgesica in base alle vostre necessità.

Radioterapia

La radioterapia usa onde ad alta energia per eliminare le cellule tumorale, colpisce unicamente le cellule nella zona da curare.

Una possibilità è quella di ricevere radiazioni esterne, si tratta del tipo più frequente di radioterapia per il tumore al polmone. Le radiazioni provengono da una grande macchina all’esterno del vostro corpo. La maggior parte dei pazienti deve andare in ospedale o in clinica per ricevere questa terapia e di solito occupa cinque giorni a settimana per diverse settimane.

Un altro tipo di radioterapia è quella interna (brachiterapia). La radioterapia interna, però, viene usata solo in rari casi per i pazienti affetti da tumore al polmone. La radiazione proviene da una capsula radioattiva, da un filo conduttore o da un altro dispositivo all’interno dell’organismo.

Gli effetti collaterali dipendono soprattutto dal tipo di radioterapia, dalla dose di radiazioni e dalla parte del corpo che viene trattata. La radioterapia esterna al torace può danneggiare l’esofago, causando problemi di deglutizione; inoltre ci si può sentire molto stanchi. La pelle della zona trattata può arrossarsi, seccarsi e diventare più fragile del solito. Dopo la radioterapia interna, invece, il paziente può soffrire temporaneamente di emottisi.

Chemioterapia

La chemioterapia è una terapia a base di farmaci antitumorali che eliminano le cellule tumorali presenti nell’intero organismo, entrando in circolo.

Di solito i farmaci somministrati sono più di uno, i farmaci antitumorali che combattono il tumore al polmone normalmente sono somministrati per endovena, ma alcuni possono essere assunti per via orale.

La chemioterapia viene somministrata in diversi cicli, dopo ciascun ciclo c’è un periodo di riposo. La lunghezza del periodo di riposo e il numero di cicli dipendono dal farmaco usato.

È possibile effettuare la chemioterapia in ospedale, nello studio del medico curante o a casa. Per alcuni pazienti è necessario il ricovero in ospedale.

Gli effetti collaterali dipendono principalmente dal tipo e dalla dose del farmaco, i chemioterapici, infatti, sono in grado di danneggiare anche le cellule sane che si dividono rapidamente:

  • Cellule del sangue: la chemioterapia distrugge molte cellule del sangue, quindi si corre un maggior rischio di contrarre infezioni, di procurarsi lividi o di iniziare a sanguinare con facilità; inoltre ci si sente molto deboli e stanchi. L’équipe che vi segue vi farà fare le analisi del sangue per controllare se ci sono cellule sane in numero sufficiente. Se sono poche, esistono farmaci in grado di aiutare l’organismo a produrne di nuove.
  • Cellule dei bulbi piliferi. La chemioterapia può causare la caduta dei capelli. I capelli ricresceranno dopo la fine della terapia, ma la loro consistenza e il loro colore potrebbero essere leggermente diversi.
  • Cellule della mucosa dell’apparato digerente. La chemioterapia può causare perdita dell’appetito, nausea, vomito, diarrea e ulcere alla bocca e alle labbra. Chiedete consiglio all’équipe che vi segue sulle terapie che possono aiutarvi a superare questi problemi.

Alcuni farmaci chemioterapici possono causare sordità, dolori articolari e formicolio o intorpidimento delle mani e dei piedi. Questi effetti collaterali di solito scompaiono al termine della terapia.

Se ci si sottopone contemporaneamente alla radioterapia e alla chemioterapia gli effetti collaterali possono essere più intensi.

Terapia mirata

La terapia mirata usa particolari farmaci in grado di bloccare la crescita e la diffusione delle cellule tumorali, i farmaci entrano in circolo e possono andare a colpire le cellule nell’intero organismo. La terapia mirata può essere indicata per alcuni pazienti affetti da tumore non a piccole cellule con metastasi.

Per il tumore al polmone esistono due tipi di terapia mirata:

  1. Il primo viene somministrato per endovena in ambulatorio, all’ospedale o in clinica, contemporaneamente alla chemioterapia. Tra gli effetti collaterali si possono avere: emorragie, emottisi, eruzioni cutanee, ipertensione, dolore addominale, vomito o diarrea.
  2. Il secondo tipo viene somministrato per via orale, non in contemporanea con la chemioterapia. Tra gli effetti collaterali si possono avere: eruzioni cutanee, diarrea e problemi respiratori.

Durante la terapia, l’équipe medica vi terrà sotto osservazione per identificare eventuali problemi, gli effetti collaterali di solito scompaiono al termine della terapia.

Alimentazione e stile di vita

È fondamentale prendersi cura di se stessi alimentandosi correttamente durante la terapia ed è necessario assumere la corretta quantità di calorie per mantenere il peso forma. È anche importante assumere abbastanza proteine per continuare ad essere forti, mangiare bene vi aiuterà a sentirvi meglio e ad avere maggiori energie.

In alcuni casi, soprattutto durante la terapia o nelle fasi immediatamente successive, potreste non aver voglia di mangiare, perché vi sentite stanchi o avete la nausea. Probabilmente avrete inoltre la sensazione che gli alimenti abbiano un gusto diverso dal solito e inoltre gli effetti collaterali della terapia (ad esempio la mancanza di appetito, la nausea, il vomito o le ulcere in bocca) potranno impedirvi di mangiare bene.

Il vostro medico, il dietologo o un altro esperto saranno in grado di suggerirvi i modi più opportuni per affrontare questi problemi.

Affrontare il tumore

Il tumore al polmone è collegato al fumo, quindi i pazienti potrebbero ritenere che le persone a loro vicine non li aiutino né li suportino a sufficienza perché pensano pensano che la malattia sia causata dalle loro abitudini errate. La verità è che molti fumatori non soffrono di tumore al polmone e non tutti i pazienti colpiti da tumore al polmone fumano. Il tumore al polmone, infatti, può colpire chiunque. In realtà la maggior parte delle persone colpite dal tumore oggi o hanno smesso di fumare anni fa o non hanno mai fumato.

Per molti pazienti la diagnosi di tumore al polmone può essere molto stressante e, a volte, difficile da sopportare. Alcuni pazienti affetti da tumore al polmone iniziano a soffrire di ansia e, in casi meno frequenti, di depressione. I pazienti e le loro famiglie non dovrebbero aver timore di esprimere il loro stato d’animo ai medici, agli infermieri e agli assistenti sociali, l’équipe medica è lì per aiutarli e molti suoi membri hanno competenze ed esperienza tali da aiutare i pazienti e le loro famiglie.

Oltre all’aiuto morale e all’educazione del paziente, il medico può prescrivere ansiolitici e, in alcuni casi, antidepressivi. Può indirizzare il paziente verso un consulente, uno psicologo, un assistente sociale o uno psichiatra; i pazienti e le loro famiglie dovrebbero inoltre ricordare che la comunità mette a loro disposizione risorse per aiutarli a convivere con la malattia. Alcuni pazienti si sentono sollevati semplicemente perché durante la terapia riescono a parlare della malattia e delle esperienze correlate con il medico, l’infermiere, la famiglia, gli amici o altre persone nella stessa condizione. I pazienti possono inoltre partecipare a gruppi di supporto o di appoggio per aumentare la propria consapevolezza riguardo al tumore e per aiutare altri pazienti costretti a convivere con la stessa malattia.

La diagnosi di tumore al polmone è una cosa seria, tuttavia i pazienti devono avere fiducia nei propri medici che li cureranno con una terapia efficace. Ricordiamo infine che i progressi scientifici in campo diagnostico e terapeutico daranno a sempre più pazienti una possibilità concreta di guarigione.

Traduzione ed integrazione a cura di Elisa Bruno


Revisione scientifica e correzione a cura del Dr. Guido Cimurro (farmacista)
Le informazioni contenute in questo articolo non devono in alcun modo sostituire il rapporto dottore-paziente; si raccomanda al contrario di chiedere il parere del proprio medico prima di mettere in pratica qualsiasi consiglio od indicazione riportata.

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Domande, suggerimenti e segnalazioni

  1. sarina

    Salve ho 20 anni …e da un po’ che fumo…non tanto ovviamente e da tre settima e ho un infiammazione alla faringe e laringe…mi curai…ma andai a cantare e mi ritornó piu forte,allora il dottore mi diede delle pasticche più forti …in teoria sono guarita ma ogni mattina quando mi alzo ho il fiatone…può dipendere dalle forti medicine che ho preso?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Onestamente sono portato a pensare che sia un po’ di suggestione, oppure è rimasto un po’ di catarro che durante la notte rende difficoltosa la respirazione.

  2. sarina

    Cioè un po’di dolore è rimasto quindi può darsi che ancora l’irritazione non sia passata…
    Poi in questi giorni ho avuto un po’di stress e ansia

  3. marco

    io ho da un paio di giorni un leggero dolore al petto nella parte centrale ho 18 anni ho fumato qualche sigaretta ma non è mai stato nulla di regolare, mi ritrovo ora con qualche linea di febbre, un po di tosse, questo piccolo dolore al petto e anche un dolore in corrispondenza della spina dorsale quando ispiro profondamente… devo preoccuparmi?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      A mio parere no, ma serve un parere medico per una diagnosi esatta; probabilmente una malattia da raffreddamento o simile.

  4. paola

    salve è da circa 1 mese e mezzo che mi è cresciuto un linfonodo sul collo a destra, pensavo fosse un problema di denti ed ho trascurato la cosa, da 3 settimana mi è comparso un brutto raffreddore, guarito prima e poi data una partenza improvvisa, il raffreddore mi si ripresenta con tosse forte , prima stizzosa , poi con catarro, non riesco ad espettorare, volevo sapere è grave il fatto di non riuscire ad espettorare??? che cosa comporta?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Il linfonodo è ancora gonfio?
      Cerchi di bere molto, aiuterà ad espettorare.

  5. Demetrio

    Salve ho 20 anni , volevo chiedergli un parere , stasera mentre mangiavo ho accusato un pò di dispnea, poi mi è cominciato a nascere qualche doloretto dietro la schiena e davanti nel torace, ebbi già a soffrire di ciò a settembre (ma reputai fosse colpa dell’ansia, sono un tipo molto ansioso,in questo periodo sono pure raffreddato e produco molto muco ) , è normale avere questi episodi alla mia età? è tutto collegato all’ansia? Grazie mille

  6. Demetrio

    Salve! ah capisco devo consultare il mio medico di base? oggi per esempio mi fa male un pò la schiena nel lato sinistro quando mi piego o cosi , la dispnea è passata,solo che ho muco a causa del raffreddore…però se posso chiederle un consiglio , non reputa che sia causa di tumore vero? forse altre patologie minori? Grazie mille e mi scusi (magari dovute ai repentini cambiamenti climatici)

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Non credo affatto che sia un tumore, ma il suo medico di base saprà essere più preciso.

  7. Demetrio

    Posso chiederle un’ultima domanda? stamattina dopo svegliato, ho avuto tosse con muco(quella dovuta al raffreddore preso 3 giorni fa credo) , ma mi sono accorto che a respirare profondamente o anche piano alcune volte mi fa male dietro la schiena nella parte sinistra soprattutto a circa metà schiena, cosa potrebbe essere? io non ho mai fumato, però vivo in un ambiente di fumo passivo..vorrei tranquillizzarmi , nn è collegato ad un tumore al polmone giusto? Grazie mille per la sua cortesia

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Il tumore non c’entra nulla, ma è importante una visita medica per escludere per esempio una possibile bronchitina.

  8. MIMMO

    Dottore ieri x togliere la muffa dalle pareti di casa mia ho nebulizzato le pareti con candeggina.In totale sono stati 4 ore tra ieri ed oggi.avevo una mascherina qualche volta lo tolta.
    Ieri avevo tosse occhi rossi e mal di gola.
    Da stasera ho pochino di tosse e MJ sento il fiato corto.
    Sarà ansia….sa mio suocero mi ha rimprovera to divenendo che mai si passa pura!!!! DV preoccuparmi?
    Grazie la prego mi risponda.

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Preoccuparsi no, ma la prossima volta servono maggiori accortezze.

  9. Davide

    Salve dottore , fumo da circa 3 anni non tanto ma da circa 5 giorni presento un dolore nella parte del petto vicino all’ascella ed ho da circa 2 settimane una tosse secca .

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Escludiamo il tumore al polmone, ma il dolore va valutato con il medico.

  10. Alex

    Buongiorno Dottore,volevo farle una domanda,ho effettuato di recente dei raggi alla spalla,in questi raggi si intravedono anche i polmoni.Se c’era qualcosa di anomalo al polmone si doveva notare anche dai raggi fatto per la spalla?La ringrazio in anticipo e buona giornata.

  11. Domenico

    Salve,ho una tosse secca con bruciore di gola e di petto che mi perseguita ormai da 10 giorni,mi sto curando con antibiotico ma con nessun beneficio,secondo lei cosa potrei fare?mi devo allarmare?sono un ragazzo di 26 anni e sono un ex fumatore ormai da tre anni con un massimo di 5 sigarette al giorno.Puó l’ansia far venire brucciore al petto?Buona giornata.

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      L’antibiotico è stato prescritto dal medico dopo una visita?
      Ho il dubbio di un possibile reflusso.

    2. Domenico

      Certo con diagnosi di possibile tracheite,ma nonostante sto assumendo l’antibiotico da ormai 4 giorni non vedo nessun beneficio.Cosa potrei fare Dottore?Ho paura di avere un tumore al polmone vedendo i sintomi!

    3. Dr. Cimurro (farmacista)

      Non c’è alcun motivo di pensare ad un tumore; lasci passare il WE, se lunedì avesse ancora bruciore senta nuovamente il medico.

    4. Dr. Cimurro (farmacista)

      Se pensa ad un tumore no, non credo che il medico lo riterrà necessario.

  12. demetrio

    Salve ho 20 anni gli scrissi qualche giorno fa , sento un suo parere cosi mi tranquillizzo , dopo 1 settimana e 1/2 ho ancora dei dolori dietro la schiena alternati (soprattutto se mi muovo) e nella parte davanti al torace e alla pancia sotto soprattutto se mi muovo, insomma sono diffusi nella schiena sopra e sotto e nel davanti(petto), quando mi sdraio soprattutto al fondoschiena e continuo a soffrire di dispnea, nonostante ciò mangio e tutto , però sento anche un pò di pesantezza generale; può essere l’ansia? alcuni mi hanno detto che siccome mi è successo una disgrazia da qualche mese sia anche depressione ma non credo o reputa qualcosa nei riguardi al tumore? (che spero di no) è sempre la mia paura dato che sono in un ambiente di fumo passivo Grazie milel e mi scuso

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Non c’è alcun motivo di pensare ad un tumore, mentre è sicuramente plausibile ansia/depressione.

  13. demetrio

    Grazie mille per il suo ascolto , comunque la cosa che mi portava di più a preoccuparmi è la dispnea (che è insistente , credo dovuta all’ansia) i dolori invece sn sopportabili anche se fastidiosi,soprattutto perchè è indolenzimento generale,soprattutto quando ballo mi viene fiatone come niente … quindi dice che la depressione potrebbe causarmi tutto ciò? Grazie mille , anche perchè ho sofferto di ciò a fine settembre , ora mi è ritornato dopo che mi è passata un’ influenza intestinale , svegliandomi una mattina con dolori alla schiena. Grazie mille

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Sì, è assolutamente possibile, ma da verificare con il medico che non ci sia anche un po’ di reflusso gastroesofageo o problemi simili.

  14. Anonimo

    Salve io o 24 anni è più di un mese che o dolore forte nel petto e alla spalla sinistra quando respiro mi vengono delle fitte o dolori muscolari che dalla spalla arrivano alla testa tipo cefalea fumo da quando avevo 13 anni mi sveglio durante la notte con questi dolori o fatto degli analisi e sono usciti perfetti non so cosa potrebbe essere

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Indispensabile una visita medica, anche se non penso ad un tumore.

  15. Demetrio

    Salve posso chiederle un consiglio ancora? stamattina mi sono svegliato con difficoltà di respiro (pesantezza generale con doloretti davanti al torace (lati dello sterno, come quasi di nervi) e dietro la schiena ancora , che mi si accentuano in base alla posizione…volevo andare al pronto soccorso perchè c’era affanno respiratorio ma poi tutto mi è sfociato in brividi dovuti ad un attacco d’ansia, poi mi è passato anche se dolori rimanevano e un pò di affanno , ora ho ancora difficoltà respiratorie (credo dovute all’ansia continua di avere qualcosa di grave)..andrò dal medico di base per capire , ma non è diciamo qualcosa di grave? perchè ho una continua paura di scoprirlo , avendo 20 anni..Grazie e spero di non risultare patetico mi scusi

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Probabilmente sono attacchi di panico, quindi le raccomando di parlarne con il medico, ma non c’è motivo di pensare a cose gravi.

  16. Demetrio

    Grazie mille , sa io sono abbastanza resistente di mio , quindi se non sto malissimo evito sempre di andare al pronto soccorso o simili (infatti non ci sono mai andato), forse diciamo è un periodo molto stressante e questo gioca molto, però mi preoccupavano questi doloretti con l’affanno respiratorio(che è molto stressante soprattutto in università o al lavoro), si è sempre portati a pensare al peggio , anche se in modo ingiustificato..quindi la ringrazio, i suoi pareri mi tranquillizzano comunque Demetrio

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