Tumore al polmone: sintomi, cure, alimentazione

Ultimo Aggiornamento: 858 giorni

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Introduzione

Tumore al polmone

Tumore al polmone (http://commons.wikimedia.org/wiki/File:X-ray_chest_cancer.jpg)

Nei soli Stati Uniti il tumore al polmone colpisce più di 200.000 persone ogni anno: il fumo di sigaretta è la causa principale, però chiunque può essere colpito da questo tumore.

Durante l’inspirazione i polmoni assorbono l’ossigeno presente nell’aria facendolo passare nel sangue, che lo trasporterà in tutto l’organismo. Le cellule usano l’ossigeno e rilasciano l’anidride carbonica che, grazie al sangue, ritorna verso i polmoni. L’anidride carbonica abbandona il nostro organismo durante l’espirazione.

I polmoni contengono cellule di diverso tipo, in prevalenza si tratta di cellule epiteliali che costituiscono la mucosa delle vie aeree e producono il muco che lubrifica e protegge gli organi respiratori. I polmoni, inoltre, sono costituiti da cellule nervose, da cellule in grado di secernere ormoni, da cellule ematiche e da cellule strutturali o di supporto.

Esistono due tipi principali di tumore al polmone:

  1. il carcinoma polmonare non a piccole cellule (NSCLC),
  2. il tumore a piccole cellule (microcitoma).

Il primo tipo colpisce le cellule epiteliali ed è il più frequente, il secondo tipo, invece, si origina dalle cellule nervose o da quelle che secernono ormoni. L’espressione “piccole cellule” si riferisce alla dimensione e alla forma delle cellule tumorali così come possono essere osservate al microscopio. La distinzione tra i due tipi è fondamentale per i medici, perché gli approcci terapeutici da seguire sono diversi.

Il tumore al polmone si sviluppa quando le cellule iniziano a cambiare ed a proliferare in maniera incontrollata, formando una massa detta tumore. Il tumore può essere benigno (non canceroso) o maligno (canceroso), il tumore maligno è un insieme di cellule cancerose in grado di diffondersi in altre parti dell’organismo.

Il tumore al polmone può svilupparsi in qualsiasi zona del polmone.

Quando un tumore maligno inizia a svilupparsi può diffondere le cellule cancerose nel resto dell’organismo, anche se non sempre questo si verifica. Le cellule si diffondono attraverso il sangue od attraverso la linfa, il liquido che circonda il tessuto polmonare: la linfa scorre nei cosiddetti vasi linfatici, che si svuotano in speciali zone di raccolta dette linfonodi; questi sono piccoli organi di forma di fagiolo che contribuiscono a combattere le infezioni. I linfonodi si trovano nei polmoni, al centro del torace e in diverse altre parti dell’organismo. La linfa scorre naturalmente dai polmoni verso il centro del torace ed è proprio per questo che il tumore spesso si diffonde in questa zona. Quando la cellula tumorale abbandona il proprio sito d’origine e si sposta in un linfonodo o in un’altra zona dell’organismo attraverso il sangue, viene detta metastasi.

In base alla posizione e alle dimensioni iniziali del tumore, all’eventuale diffusione nei linfonodi e alla presenza di metastasi in zone distanti si determina la stadiazione del tumore. La terapia viene decisa in base al tipo di tumore (non a piccole cellule o a piccole cellule) e alla stadiazione.

I polmoni

I polmoni sono due organi contenuti nella cassa toracica e fanno parte dell’apparato respiratorio. L’aria entra nel nostro corpo attraverso il naso o la bocca, poi attraversa la trachea ed i bronchi e infine giunge nei polmoni.

  1. Quando inspiriamo i polmoni si riempiono d’aria e si gonfiano: solo così il nostro organismo riesce a ottenere tutto l’ossigeno di cui ha bisogno.
  2. Viceversa, quando espiriamo, l’aria esce dai polmoni. In questo modo l’organismo riesce a eliminare l’anidride carbonica.

Il polmone destro è diviso in tre parti (lobi), mentre quello sinistro è più piccolo ed è diviso in due soli lobi.

I polmoni sono rivestiti da un tessuto molto sottile (la pleura) che riveste anche internamente la cassa toracica: tra i due strati di pleura c’è un liquido (il liquido pleurico), in condizioni normali il liquido pleurico è presente in minima quantità e non si accumula.

Le cellule tumorali

Il tumore si sviluppa a livello di cellule, cioè a livello dei “mattoncini” che costituiscono i tessuti del nostro organismo. A loro volta i tessuti formano i diversi organi.

Nelle persone sane, le cellule crescono e si moltiplicano formando le nuove cellule necessarie all’organismo. Quando le cellule invecchiano o subiscono un qualche danno, muoiono e vengono sostituite da cellule nuove. In alcuni casi questo processo non funziona come dovrebbe, nuove cellule si sviluppano anche se l’organismo non ne ha bisogno, mentre le cellule vecchie o danneggiate non muoiono. Le cellule in eccesso si accumulano e formano una massa di tessuto detta tumore.

Le cellule tumorali possono essere benigne (non cancerose) oppure maligne (cancerose), le cellule benigne di solito sono meno pericolose di quelle maligne.

I tumori benigni del polmone:

  • raramente mettono in pericolo la vita del paziente.
  • di solito non devono essere asportati.
  • non invadono i tessuti circostanti.
  • non si diffondono in altre parti dell’organismo.

I tumori maligni del polmone.

  • possono mettere in pericolo la vita del paziente,
  • possono ricrescere una volta asportati,
  • sono in grado di invadere i tessuti e gli organi circostanti,
  • si possono diffondere in altre parti dell’organismo.

Le cellule tumorali si diffondono staccandosi dal tumore originario, entrano nei vasi sanguigni o nei vasi linfatici che raggiungono tutti i tessuti dell’organismo. Le cellule tumorali attaccano altri organi e formano nuovi tumori che li possono danneggiare. I nuovi tumori che si formano sono detti metastasi.

Cause

Tumore al polmone e sigarette

Tumore al polmone e sigarette (http://commons.wikimedia.org/wiki/File:Cigarette.jpg)

I medici non sono in grado di spiegare perché alcune persone si ammalino di un tumore al polmone, mentre altre no. Si sa per certo che un paziente che presenta determinati fattori di rischio può avere maggiori probabilità di ammalarsi, per “fattore di rischio” si intende un elemento in grado di aumentare il rischio di soffrire di un certo disturbo.

Le ricerche hanno dimostrato che tra i fattori di rischio per il tumore al polmone possiamo annoverare:

  • Fumo di tabacco. Il fumo di tabacco è responsabile della maggior parte dei casi di tumore al polmone, è senza dubbio il fattore di rischio più importante finora evidenziato. Le sostanze nocive contenute nel fumo danneggiano le cellule dei polmoni: fumare le sigarette, la pipa o il sigaro quindi può causare un tumore ed anche il fumo passivo può provocare tumori nelle persone che non fumano. Maggiore è l’esposizione al fumo, maggiore è il rischio di ammalarsi.
  • Radon: il radon è un gas radioattivo, invisibile, inodore e insapore. Si forma nel suolo e nelle rocce. Chi lavora in miniera può essere esposto al radon. In alcune zone si evidenziano tracce di radon all’interno delle abitazioni. Il radon danneggia le cellule dei polmoni e chi è esposto a questa sostanza corre un maggior rischio di ammalarsi di tumore ai polmoni. Il rischio di ammalarsi di tumore a causa del radon è ancora maggiore tra i fumatori.
  • Amianto e altre sostanze. In determinate professioni (ad esempio nel campo delle costruzioni e nella chimica) il rischio di ammalarsi di tumore al polmone è maggiore. L’esposizione all’amianto, all’arsenico, al cromo, al nickel, alla fuliggine, al catrame e ad altre sostanze può causare il tumore al polmone. Il rischio di ammalarsi di tumore è direttamente proporzionale al periodo di esposizione. Se si è fumatori, il rischio è ancora maggiore.
  • Inquinamento atmosferico. L’inquinamento dell’aria può aumentare leggermente il rischio di ammalarsi di tumore al polmone. Il rischio è comunque sempre maggiore per chi fuma.
  • Precedenti famigliari di tumore al polmone. Chi ha un parente prossimo che in passato ha sofferto di tumore al polmone può presentare un rischio leggermente maggiore, anche se non fuma.
  • Precedenti personali di tumore al polmone. Chi in passato ha sofferto di tumore al polmone corre un rischio maggiore di sviluppare un secondo tumore.
  • Età superiore ai 65 anni. La maggior parte dei pazienti a cui viene diagnosticato un tumore al polmone ha più di 65 anni.

I ricercatori hanno preso in considerazione altri possibili fattori di rischio ad esempio, se si soffre di determinate malattie polmonari (ad esempio di tubercolosi o di bronchite) per molti anni, il rischio di ammalarsi di tumore al polmone può aumentare. Non è ancora chiaro, però, se queste malattie polmonari rappresentino un fattore di rischio per il tumore al polmone.

Chi pensa di essere a rischio per il tumore al polmone dovrebbe consultare il proprio medico, che sarà in grado di dare suggerimenti per la prevenzione e di consigliare gli esami da effettuare. Per chi ha già sofferto di tumore al polmone è fondamentale continuare ad essere seguiti anche dopo la fine della terapia, il tumore al polmone, infatti, può ripresentarsi, oppure se ne può sviluppare un altro.

Sintomi

Chi soffre di tumore al polmone può presentare i sintomi che vedremo tra poco, a volte però il tumore rimane asintomatico, oppure i sintomi possono essere provocati da un disturbo diverso dal tumore. Se siete preoccupati per qualcuno dei sintomi elencati, vi consigliamo di rivolgervi al vostro medico:

  • affaticamento,
  • fiato corto,
  • dolore al torace, se il tumore invade una struttura all’interno del torace oppure colpisce la pleura,
  • perdita dell’appetito,
  • tosse, eventualmente con produzione di catarro o muco,
  • emottisi (tosse catarrosa con tracce di sangue).

Se il tumore al polmone è asintomatico, può essere scoperto durante una radiografia toracica o una TAC eseguite per altri motivi, ad esempio come controllo per eventuali disturbi cardiaci. La maggior parte delle diagnosi di tumore al polmone avviene quando il tumore è già cresciuto occupando più spazio, o ha già iniziato a interferire con le strutture circostanti. Il tumore al polmone può anche produrre liquidi che si raccolgono nel polmone stesso oppure nella zona circostante, oppure esercitano pressione sul polmone spingendo l’aria all’esterno e facendolo collassare. Lo scambio di ossigeno e anidride carbonica avviene con difficoltà perché l’aria non riesce a fluire dentro i polmoni, oppure perché lo spazio normalmente richiesto per il passaggio dell’ossigeno e dell’anidride carbonica è occupato.

Il tumore al polmone può formare metastasi nel resto dell’organismo, però le sedi di metastasi più frequenti sono:

  • i linfonodi,
  • i polmoni stessi,
  • le ossa,
  • il cervello,
  • il fegato,
  • le ghiandole surrenali (che si trovano vicino ai reni).

Le metastasi, cioè i tumori secondari diffusi anche in zone dell’organismo diverse dal polmone, possono causare:

In rari casi, il tumore al polmone può rilasciare ormoni in grado di provocare squilibri ormonali, ad esempio una diminuzione del sodio nel sangue o un aumento del calcio.

I sintomi come l’affaticamento, il malessere (sensazione di disagio generico) e la perdita dell’appetito non sono necessariamente da imputare alle metastasi: la presenza di un tumore in qualsiasi zona dell’organismo può causare una sensazione di malessere generale. La perdita di appetito può causare un improvviso dimagrimento. L’affaticamento e la debolezza possono aggravare ulteriormente le difficoltà respiratorie.

Diagnosi precoce

Gli esami di screening possono aiutare i medici a scoprire e a curare il tumore con tempestività. Attualmente non esiste un unico esame generalmente consigliato per la prevenzione del tumore al polmone, sono stati studiati però diversi metodi preventivi da usare come possibili esami di screening. Tra i metodi su cui si stanno effettuando ricerche ricordiamo:

  • l’analisi dell’espettorato (il muco prodotto dai polmoni quando si tossisce),
  • le radiografie toraciche,
  • la TAC spirale.

Ricordiamo tuttavia che gli esami di screening presentano alcuni rischi, ad esempio se le radiografie presentano anomalie sarà necessario approfondire (ad esempio con un intervento chirurgico volto ad accertare la presenza di cellule tumorali), ma il paziente potrebbe non avere un tumore. Le ricerche finora compiute hanno dimostrato che gli esami di screening non fanno diminuire il numero di decessi per tumore al polmone.

Vi consigliamo inoltre di rivolgervi al vostro medico per capire se presentate eventuali fattori di rischio e quali sono i pro e i contri dello screening per il tumore al polmone. Come molte altre decisioni relative alla salute, quella di effettuare gli esami di screening è personale: informandovi sui vantaggi e sugli svantaggi degli esami di screening comunque prendere una decisione sarà più facile.

Cura e terapia

Il medico può decidere di indirizzarvi presso uno specialista, esperto nella terapia del tumore al polmone, oppure potete essere voi stessi a chiedere un consiglio. I pazienti, in alcuni casi, possono essere seguiti da un’équipe specializzata, tra gli specialisti in grado di curare il tumore al polmone ricordiamo:

  • il chirurgo toracico,
  • il chirurgo toracico oncologo,
  • il medico oncologo,
  • il radiologo.

L’équipe, inoltre, potrà comprendere:

  • uno pneumologo (specialista di disturbi polmonari),
  • uno pneumoterapeuta,
  • un infermiere oncologo,
  • un dietologo.

Non è facile curare il tumore al polmone usando le terapie attualmente disponibili, per questo motivo in alcune strutture i medici consigliano ai pazienti di partecipare a un esperimento clinico, che rappresenta una possibilità importante per i pazienti affetti da tumore al polmone, in qualsiasi stadio.

La scelta della terapia dipende in larga parte dal tipo di tumore al polmone e dallo stadio in cui esso si trova: chi è affetto da tumore al polmone può dover affrontare

  • l’intervento chirurgico,
  • la chemioterapia,
  • la terapia mirata,
  • oppure una terapia combinata.

Chi è affetto da tumore a piccole cellule in stadio iniziale di solito viene curato con la radioterapia e la chemioterapia. Se il tumore è molto piccolo si può ricorrere all’intervento chirurgico ed alla chemioterapia; invece, se il tumore è a piccole cellule ma in stadio più avanzato, si ricorre unicamente alla chemioterapia.

Chi invece è affetto da tumore al polmone non a piccole cellule potrà essere sottoposto all’intervento chirurgico, alla chemioterapia, alla radioterapia o a una terapia combinata. La terapie possibili dipendono dalla stadiazione del tumore: alcuni pazienti affetti da tumore in stadio avanzato devono ricevere una terapia mirata.

La terapia del tumore può essere locale o sistemica:

  • Terapia locale. L’intervento chirurgico e la radioterapia sono terapie locali, perché rimuovono o distruggono il tumore sviluppatosi nel torace. Se il tumore al polmone ha dato origine a metastasi in altre parti dell’organismo, la terapia locale può essere usata per tenere sotto controllo la malattia nelle specifiche zone colpite. Ad esempio, se il tumore al polmone ha formato metastasi al cervello, può essere tenuto sotto controllo con la radioterapia alla testa.
  • Terapia sistemica. La chemioterapia e la terapia mirata sono terapie sistemiche. I farmaci entrano in circolo e distruggono oppure tengono sotto controllo il tumore in tutto l’organismo.

Il medico è in grado di descrivervi le diverse terapie e i risultati attesi, vi consigliamo di informarvi sugli effetti collaterali e sul modo in cui la terapia potrà incidere sulle vostre normali attività. La terapia contro il tumore spesso danneggia le cellule ed i tessuti sani, quindi gli effetti collaterali sono frequenti e dipendono soprattutto dal tipo e dalla portata della terapia. Gli effetti collaterali possono essere diversi a seconda del paziente e possono cambiare anche da una sessione alla successiva. Prima dell’inizio della terapia l’équipe che vi segue vi spiegherà quali sono i possibili effetti collaterali e vi suggerirà come affrontarli.

Potete lavorare insieme al vostro medico per creare un piano terapeutico che si adatti alle vostre esigenze personali e mediche.

Intervento chirurgico

L’intervento chirurgico rimuove il tessuto che contiene il tumore, il chirurgo asporterà anche i linfonodi circostanti.

Il chirurgo può rimuovere:

  • Una piccola parte del polmone (resezione a cuneo o segmentectomia). Il chirurgo asporta il tumore e una piccola porzione del polmone.
  • Un lobo del polmone (lobectomia o resezione a manicotto). Il chirurgo asporta un lobo. Questo tipo di intervento è il più frequente.
  • L’intero polmone (pneumonectomia): il chirurgo asporta l’intero polmone.

Dopo l’intervento l’aria e i fluidi si raccolgono nella cassa toracica, un catetere toracico permetterà il drenaggio dei fluidi, inoltre un infermiere o uno pneumoterapeuta vi insegneranno a tossire e a fare esercizi per la respirazione che dovrete eseguire per diverse volte al giorno.

Il tempo di guarigione dopo l’intervento varia a seconda del paziente, può essere necessaria una settimana o più di ricovero in ospedale. Prima di ritornare alle normali attività probabilmente dovranno trascorrere alcune settimane.

Per limitare il dolore dopo l’intervento è possibile ricorrere a farmaci di diverso tipo, prima dell’intervento vi consigliamo di affrontare anche quest’argomento con il vostro medico. Dopo l’intervento il medico potrà modificare la terapia analgesica in base alle vostre necessità.

Radioterapia

La radioterapia usa onde ad alta energia per eliminare le cellule tumorale, colpisce unicamente le cellule nella zona da curare.

Una possibilità è quella di ricevere radiazioni esterne, si tratta del tipo più frequente di radioterapia per il tumore al polmone. Le radiazioni provengono da una grande macchina all’esterno del vostro corpo. La maggior parte dei pazienti deve andare in ospedale o in clinica per ricevere questa terapia e di solito occupa cinque giorni a settimana per diverse settimane.

Un altro tipo di radioterapia è quella interna (brachiterapia). La radioterapia interna, però, viene usata solo in rari casi per i pazienti affetti da tumore al polmone. La radiazione proviene da una capsula radioattiva, da un filo conduttore o da un altro dispositivo all’interno dell’organismo.

Gli effetti collaterali dipendono soprattutto dal tipo di radioterapia, dalla dose di radiazioni e dalla parte del corpo che viene trattata. La radioterapia esterna al torace può danneggiare l’esofago, causando problemi di deglutizione; inoltre ci si può sentire molto stanchi. La pelle della zona trattata può arrossarsi, seccarsi e diventare più fragile del solito. Dopo la radioterapia interna, invece, il paziente può soffrire temporaneamente di emottisi.

Chemioterapia

La chemioterapia è una terapia a base di farmaci antitumorali che eliminano le cellule tumorali presenti nell’intero organismo, entrando in circolo.

Di solito i farmaci somministrati sono più di uno, i farmaci antitumorali che combattono il tumore al polmone normalmente sono somministrati per endovena, ma alcuni possono essere assunti per via orale.

La chemioterapia viene somministrata in diversi cicli, dopo ciascun ciclo c’è un periodo di riposo. La lunghezza del periodo di riposo e il numero di cicli dipendono dal farmaco usato.

È possibile effettuare la chemioterapia in ospedale, nello studio del medico curante o a casa. Per alcuni pazienti è necessario il ricovero in ospedale.

Gli effetti collaterali dipendono principalmente dal tipo e dalla dose del farmaco, i chemioterapici, infatti, sono in grado di danneggiare anche le cellule sane che si dividono rapidamente:

  • Cellule del sangue: la chemioterapia distrugge molte cellule del sangue, quindi si corre un maggior rischio di contrarre infezioni, di procurarsi lividi o di iniziare a sanguinare con facilità; inoltre ci si sente molto deboli e stanchi. L’équipe che vi segue vi farà fare le analisi del sangue per controllare se ci sono cellule sane in numero sufficiente. Se sono poche, esistono farmaci in grado di aiutare l’organismo a produrne di nuove.
  • Cellule dei bulbi piliferi. La chemioterapia può causare la caduta dei capelli. I capelli ricresceranno dopo la fine della terapia, ma la loro consistenza e il loro colore potrebbero essere leggermente diversi.
  • Cellule della mucosa dell’apparato digerente. La chemioterapia può causare perdita dell’appetito, nausea, vomito, diarrea e ulcere alla bocca e alle labbra. Chiedete consiglio all’équipe che vi segue sulle terapie che possono aiutarvi a superare questi problemi.

Alcuni farmaci chemioterapici possono causare sordità, dolori articolari e formicolio o intorpidimento delle mani e dei piedi. Questi effetti collaterali di solito scompaiono al termine della terapia.

Se ci si sottopone contemporaneamente alla radioterapia e alla chemioterapia gli effetti collaterali possono essere più intensi.

Terapia mirata

La terapia mirata usa particolari farmaci in grado di bloccare la crescita e la diffusione delle cellule tumorali, i farmaci entrano in circolo e possono andare a colpire le cellule nell’intero organismo. La terapia mirata può essere indicata per alcuni pazienti affetti da tumore non a piccole cellule con metastasi.

Per il tumore al polmone esistono due tipi di terapia mirata:

  1. Il primo viene somministrato per endovena in ambulatorio, all’ospedale o in clinica, contemporaneamente alla chemioterapia. Tra gli effetti collaterali si possono avere: emorragie, emottisi, eruzioni cutanee, ipertensione, dolore addominale, vomito o diarrea.
  2. Il secondo tipo viene somministrato per via orale, non in contemporanea con la chemioterapia. Tra gli effetti collaterali si possono avere: eruzioni cutanee, diarrea e problemi respiratori.

Durante la terapia, l’équipe medica vi terrà sotto osservazione per identificare eventuali problemi, gli effetti collaterali di solito scompaiono al termine della terapia.

Alimentazione e stile di vita

È fondamentale prendersi cura di se stessi alimentandosi correttamente durante la terapia ed è necessario assumere la corretta quantità di calorie per mantenere il peso forma. È anche importante assumere abbastanza proteine per continuare ad essere forti, mangiare bene vi aiuterà a sentirvi meglio e ad avere maggiori energie.

In alcuni casi, soprattutto durante la terapia o nelle fasi immediatamente successive, potreste non aver voglia di mangiare, perché vi sentite stanchi o avete la nausea. Probabilmente avrete inoltre la sensazione che gli alimenti abbiano un gusto diverso dal solito e inoltre gli effetti collaterali della terapia (ad esempio la mancanza di appetito, la nausea, il vomito o le ulcere in bocca) potranno impedirvi di mangiare bene.

Il vostro medico, il dietologo o un altro esperto saranno in grado di suggerirvi i modi più opportuni per affrontare questi problemi.

Affrontare il tumore

Il tumore al polmone è collegato al fumo, quindi i pazienti potrebbero ritenere che le persone a loro vicine non li aiutino né li suportino a sufficienza perché pensano pensano che la malattia sia causata dalle loro abitudini errate. La verità è che molti fumatori non soffrono di tumore al polmone e non tutti i pazienti colpiti da tumore al polmone fumano. Il tumore al polmone, infatti, può colpire chiunque. In realtà la maggior parte delle persone colpite dal tumore oggi o hanno smesso di fumare anni fa o non hanno mai fumato.

Per molti pazienti la diagnosi di tumore al polmone può essere molto stressante e, a volte, difficile da sopportare. Alcuni pazienti affetti da tumore al polmone iniziano a soffrire di ansia e, in casi meno frequenti, di depressione. I pazienti e le loro famiglie non dovrebbero aver timore di esprimere il loro stato d’animo ai medici, agli infermieri e agli assistenti sociali, l’équipe medica è lì per aiutarli e molti suoi membri hanno competenze ed esperienza tali da aiutare i pazienti e le loro famiglie.

Oltre all’aiuto morale e all’educazione del paziente, il medico può prescrivere ansiolitici e, in alcuni casi, antidepressivi. Può indirizzare il paziente verso un consulente, uno psicologo, un assistente sociale o uno psichiatra; i pazienti e le loro famiglie dovrebbero inoltre ricordare che la comunità mette a loro disposizione risorse per aiutarli a convivere con la malattia. Alcuni pazienti si sentono sollevati semplicemente perché durante la terapia riescono a parlare della malattia e delle esperienze correlate con il medico, l’infermiere, la famiglia, gli amici o altre persone nella stessa condizione. I pazienti possono inoltre partecipare a gruppi di supporto o di appoggio per aumentare la propria consapevolezza riguardo al tumore e per aiutare altri pazienti costretti a convivere con la stessa malattia.

La diagnosi di tumore al polmone è una cosa seria, tuttavia i pazienti devono avere fiducia nei propri medici che li cureranno con una terapia efficace. Ricordiamo infine che i progressi scientifici in campo diagnostico e terapeutico daranno a sempre più pazienti una possibilità concreta di guarigione.

Traduzione ed integrazione a cura di Elisa Bruno


Revisione scientifica e correzione a cura del Dr. Guido Cimurro (farmacista)
Le informazioni contenute in questo articolo non devono in alcun modo sostituire il rapporto dottore-paziente; si raccomanda al contrario di chiedere il parere del proprio medico prima di mettere in pratica qualsiasi consiglio od indicazione riportata.

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Domande, suggerimenti e segnalazioni

  1. giovanni

    Sicuramente con questi dolori dottore l ansia subentra. .ma lei pensa che questi dolori sono causati dall ansia o che peggiorano con l ansia?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Probabilmente c’è un qualche disturbo di base (reflusso?), peggiorato dall’ansia.

  2. Claudia

    Buongiornooo dottore sono claudia sono stata dal dottore…sostanzialmente non è cambiato nulla come sospettavamo..secondo lui ho una forma cronica. ..quindi non andrà più via…si può vivere dottore tranquillamente con questa diagnosi? Non ho mai fumato un vita mia…come può essere possibile. ..sono anche giovane…

  3. Claudia

    Ok!! Accettero il suo consiglio. .di “non fasciarmi la testa..” speriamo che vada tutto per il meglio…grazie grazie di tutto dottore. .è mi scusi se lo stressata tanto in questo periodo. .complimenti per la sua professionalità. .è per il suo essere umano e cordiale. .

    1. Rosanna

      Buon giorno Dottore, io ho avuto delle metastati al polmone destro e sinistro a seguito di un intervento al cavo orale(carcinoma adenoicistico). L’intervento ai polmoni è stato fatto ne 2008 ed i linfonodi erano tutti negativi. In questi giorni specialmente quando lavori sento male ai polmoni, se invece non faccio nulla sto bene e non ho nessun dolore. Puo’ essere che ho delle altre

    2. Dr. Cimurro (farmacista)

      Probabilmente no, ma va senza dubbio segnalato il sintomo al medico per gli opportuni accertamenti.

  4. giovanni

    Sì il reflusso c è dottore ma quello che mi preoccupa è il dolore al torace quando muovo il collo…cosa può essere dottore? Cosa posso fare?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Potrebbe essere ansia (che fra l’altro crea molta tensione muscolare), ma come sempre l’ultima parola spetta al medico.

  5. ELENA

    Salve, esistono dei marcatori tumorali per il tumore al polmone? L’LDH può essere considerato un marcatore anche per il polmone? So che il prurito è un sintomo tipico e questo è il mio problema…

  6. ELENA

    Non fumo. Ho 42 anni. Non ho altri sintomi. Ho fatto gastro ed eco addome completo: negativi. Il problema è che ho letto che il prurito è un sintomo di questo tipo di cancro, a volte anche l’unico. Mentre nei linfomi, di solito, hai sintomi quali le sudorazioni notturno, perdita di peso, febbre ecc… e poi devi avere dei linfonodi ingrossati.

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Onestamente non vedo alcun motivo per pensare ad un tumore, senta invece il medico per indagare cause più plausibili.

  7. ELENA

    Razionalmente, nemmeno io. Però sono 8 mesi che ho un prurito costante e diffuso e sto impazzendo. Per fortuna ci sono gli antistaminici. Prendo kestine 2 volte alla settimana: devo però dire che da quando ho iniziato a prenderlo ho incominciato ad avere problemi allo stomaco: una gastrite; non so se è un effetto collaterale tipico, ma a me è successo. Quindi non so che indagare… il polmone rimane uno di quei casi che continuano a toranre in mente e sarebbe meglio eliminare dalle possibilità

  8. Anonimo

    salve dottore le scrivo in merito a mia nonna
    dunque ha 75 anni e 4 anni fa ebbe un tumore al seno che per fortuna è stato risolto. ha molte altre patologia tra cui perdite di memorie quasi a livelli di demenza senile, ansia,asma bronchiale cronica ecc
    a causa di questa forte asma che in genere è in cura con ventolin bentelan le calma…..nelle ultime settimane non le calmava era molto forte al pronto soccorso gli hanno solo prscitto del bentelan da 4 mg senza sortire effetti. diciamo ha dovuto abusare molto di cortisone pur sapendo purtrppo i brutti effetti collaterali che ha questo farmaco.
    nemmeno con gli antibiotici via puntura passa questa asma, diminuisce lievemente e poi ritorna prepotente.
    in questo giorni ha avuto delle coliche di pancia molto molto forti tanto che al pronto soccorso glielo hanno calmato con una flebo ma solo dopo 6 ore il dolore era caalmato e hanno fatto una tac dalla quale alla pancia non risulta nulla ma ccio che preoccupa noi, hanno trovato dei linfonodi infiammati al torace..e ci hanno detto di ritornare dall oncologo x ragioni di sicurezza.
    adesso aspettiamo il we e andremo subito
    nell attesa lei cosa ne pensa di questi linfonodi infiammati?
    grazie mille

  9. Salve

    Salve, sono un ragazzo di 21 anni, e fumo dall’età di 15. Già da un periodo a questa parte sto avvertendo i seguenti sintomi: Stanchezza, dolori al petto soprattutto quando inspiro profondamente, o dopo colpi di tosse, catarro grumoso trasparente, difficoltà respiratoria ( mi sento come se avessi un qualcosa che mi ostruisca l’esofago) tosse secca e non immancabile, generale sensazione di malessere. Lei a questo punto potrebbe consigliarmi una visita dal mio medico. Già fatta. Le uniche cose che mi dice sono: non preoccuparti, non hai niente, possoo essere dolori intercostali dovuti a un raffreddamento etc. Io però avrei l’intenzione di fare una radiografia o una risonanza per togliermi il dubbio una volta per tutte. Secondo la sua esperienza questi sono sintomi riconducibili al tumore al polmone o ad altre patologie analoghe? in tal caso potrebbe consigliarmi il dafarsi nell’immediato? Attendo con ansia una sua risposta. Cordiali saluti.

  10. Salve

    Salve dottore, ho 21 anni, fumo da quando ne ho 14, mio padre è stato operato di tumore benigno al polmone. Mio zio, suo fratello ha riscontrato un tumore maligno al pancreas, metastasi.
    Convivo con la paranoia ed il dolore, con il terrore di avere qualcosa…l’errditarieta’ può presentsrsi in questo caso..?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Si dimentichi della famigliarità e smetta di fumare, sarà sufficiente ad evitare di sviluppare il tumore al polmone; per il pancreas non si preoccupi.

  11. Salve

    In qualsiasi caso domani andrò nell’ospedale di pneumologia della mia città.. ne parlerò con la dottoressa che già mi seguii quando intrapresi il percorso per smettere di fumare. Mannaggia a me quando ho iniziato.

  12. giovanni

    Buongiornooo dottore sono passati un po di giorni..speravo che il dolo re mi passasse con la terapia del reflusso. .ma niente..ho questo dolore al petto che si irradia anche al collo..quando muovo la testa peggiora ..cosa posso fare dottore..cosa mi può consigliare..alcune volte è un dolore sullo sterno o esofago..non so spiegarlo..

  13. Paolo

    Buon giorno. Sono professore. Da qualche tempo(1,5 anni circa) noto un certo affaticamento dopo una o due ore di lezione e sento il fiato abbastanza corto e un leggero dolore alla cassa toracica. Questo però accade una volta ogni qualche mese(sporadicamente). Mi è capitato anche ieri dopo diversi mesi che non capitava.
    Dopo una decina di minuti il tutto tende a passare.
    E’ solo ansia/stress(di cui ogni tanto soffro) oppure potrebbe essere legato ad una qualche malattia polmonare?
    Quando faccio attività in palestra(ma adesso ho smesso per motivi di tempo) nessun problema respiratorio o di affaticamento
    Grazie
    Paolo

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Senta il medico, potrebbe voler associare un antireflusso di tipo meccanico.

  14. giovanni

    Ok grazie dottore quindi sono questi disturbi collegati al reflusso? Ho anche tosse secca

  15. chiaretta

    Salve dottore, mio padre dopo broncopolmonite l anno scorso effettuò radiografia da cui si riscontrò un opacamento in sede ilare e addensamento parenchimale da approfondire con tac contrasto. Siccome é una persona ansiosa fece solo tac senza msc da cui si riscontrò un linfonodo di 13mm in sede dell’arteria polmonare da approfondire con tac contrasto siccome é affetto anche da enfisema. Secondo lei deve ripetere la tac e farla con il contrasto come mezzo di prevenzione contro un ipotetico tumore ? Credo che il mdc sia molto più attendibile come esame o mi sbaglio? Da una tac semplice é possibile che nn si evidenzierebbe qualche ” anomalia”? Glielo chiedo perché a mio zio una metastasi ossea al femore dalla tac semplice nn é stata evidenziata. E quando il cancro al polmone era gia arrivato alle ossa e al cervello ormai era troppo tardi. Grazie attendo una sua risposta

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Se il medico ha richiesto il mdc ritengo importante seguirne le indicazioni, può fare la differenza.

  16. Anonimo

    dottore buongiorno sono una ragazza di 20 anni fumo da quando ne avevo 14-15 spesso ho tosse secca e la mattina mi sveglio con un po di cataro a volte di colore verde altre trasparenti a gennaio mi sono sentita male e sono andata in prontosoccorso avevo la febre alta e dolore al petto mi hanno fatto.una lastra al torace e risultava tuttto apposto .. lei cosa ne pensa

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Difficile aggiungere qualcosa, purtroppo i danni del fumo li conosciamo tutti.

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Sì, è possibile, ma sono anche e comunque mali di stagione.

    2. Anonimo

      ok grazie dottore perche allospedale mi dissero che i dolori erano dovuti a dolori intercostali

    3. Dr. Cimurro (farmacista)

      Sì, possibile, magari anche dovuti ad un po’ d’ansia se presente.

    4. Anonimo

      si dottore sicuramente xke io soffra dandia e prendo xanax per lansia … ma se il catarro con la tosse va via con medicinali si puo escludere il tumore

  17. Anonimo

    buongiorno dottore sono una ragazza di 20 anni e fumo da quano ne avevo 14 quando ero piccola 2-3 mesi ho avto la bronchiolite capillare adesso da ieri mattina che quando respiro profondamente sento.un fastidio dietro la schiena sotto la spalla e a volte anche a lato del.seno questi diaturbi li avverto solo a destra pero e ho come la sensazione che non respiro bene lei cosa ne pensa

  18. Anonimo

    dottore buon pomeriggio è qualche mattina che mi sveglio e poi durante la giornata mi sento come un cerchio sotto il seno e dietro la schiena e una cosa in gola e mi sembra come se non riuscissi a respirare secondo lei cosa potrebbe essere a e la mattina mi sveglio con poca tosse secca e poco cataro

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Sembra di no, ma va ovviamente indagato con il medico.

  19. Luca

    Salve dottore è da qualche mese che ho dei dolori al petto,alle costole sia a destra che a sinistra e alla schiena ma non ho tosse e mangio regolarmente.Cosa possono essere?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Forse dolori intercostali; il medico cosa ne pensa?

  20. elena

    Salve dott! Ho mio zio ke da due mesi a tosse secca e imcominciata cosi’ e poi febbre alt a! La febbre e and via ma la tosse nooo! Ora gli prende la febbre leggera 37 37 e mezzo ogni tanto!! Adesso facendosi una radiografia gli anno visto ke c e una macchia! Poi oggi e and da un medico x i polmoni e gli a detto ke nn e brochite ma qualcosaltro! Domani dev fare una ris

  21. elena

    Risonaza magnetica! Dott lei cosa ne pensa? Nn ha altri sintomi oltre ke la tosse!

  22. valerio

    Salve dottore. Sono due giorni che ho dei dolori ai bronchi dietro e a volte spalle e collo.a volte malessere e fatica a digerire..siccome ho perso il padre due giorni fa, secondo lei puo essere ansia???? O dolori da stress??? Grazie. Fumo da 10 anni.. Grazie.

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Purtroppo sì, è possibile; senta comunque anche il parere del medico.

    2. valerio

      Grazie dottore. Martedì vado dal medico. Kmq soffro già’ di gastrite . pero’ ho tanto catarro e respiro corto. Grazie dottore.

  23. elena

    Salve dott mio zio ha 60 anni e nn fuma! Fumava da ragazzo! Cosa puo’ essere? Questa macchia puo essere qualch alta cosa e no un tumore?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Ho speranza che possa essere un falso allarme (a meno che per lavoro non sia stato esposto comunque a fumo passivo od altri inquinanti/irritanti); mi tenga al corrente.

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