Tumore al pancreas: sintomi iniziali, cause, sopravvivenza

Ultimo Aggiornamento: 1114 giorni

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Introduzione

Il pancreas è un organo lungo poco più di 15 centimetri, si trova in profondità nell’addome, tra lo stomaco e la spina dorsale, ed è circondato dal fegato, dall’intestino e da altri organi.

La parte più larga del pancreas, quella più vicina all’intestino tenue, è la cosiddetta testa, la zona centrale è il corpo, mentre quella più stretta è la coda.

Il pancreas produce i succhi pancreatici, fluidi contenenti enzimi che contribuiscono alla digestione; i succhi pancreatici percorrono una serie di condotti che confluiscono nel dotto pancreatico e da qui nel duodeno, cioè nella parte iniziale dell’intestino tenue.

Il pancreas, inoltre, è una ghiandola che produce l’insulina e altri ormoni che, dopo essere entrati in circolo, raggiungono tutto l’organismo e servono per usare o immagazzinare l’energia derivante dagli alimenti; l’insulina, ad esempio, contribuisce al controllo del glucosio nel sangue.

Cause

Quando si riceve una diagnosi di tumore è naturale chiedersi quali possano essere state le cause della malattia; i medici, attualmente, non sono in grado di spiegare perché qualcuno si ammala di tumore al pancreas mentre altri no, tuttavia è noto che chi presenta determinati fattori di rischio corre maggiori rischi di soffrire di tumore al pancreas.

I fattori di rischio sono situazioni o comportamenti che fanno aumentare il rischio di soffrire di una certa malattia.

Per il tumore al pancreas, le ricerche hanno individuato i seguenti fattori di rischio:

  • Fumo. Il fumo di sigaretta è il fattore di rischio più pericoloso per il tumore al pancreas. Chi fuma corre un rischio maggiore di ammalarsi rispetto ai non fumatori, soprattutto se è un forte fumatore.
  • Diabete. Chi soffre di diabete corre un maggior rischio di soffrire di tumore al pancreas.
  • Precedenti familiari. Chi ha un genitore o un fratello affetto da tumore al pancreas corre un maggior rischio di ammalarsi.
  • Infiammazione del pancreas. La pancreatite è un’infiammazione del pancreas, piuttosto dolorosa. Chi ne soffre per un lungo periodo può correre un maggior rischio di ammalarsi di tumore al pancreas.
  • Obesità. Chi è in sovrappeso o obeso corre un rischio leggermente più elevato di soffrire di tumore al pancreas.

Sono in corso ricerche relative a molti altri possibili fattori di rischio, ad esempio i ricercatori stanno studiando se una dieta ricca di grassi (e soprattutto di grassi animali) o l’abuso di alcolici sono in grado di aumentare il rischio di tumore al pancreas. Un altro settore di ricerca molto attivo è lo studio di determinati geni che sembrerebbero in grado di far aumentare il rischio.

Molte persone che si ammalano di tumore al pancreas non presentano nessuno di questi fattori di rischio, viceversa molti di coloro che presentano uno o più fattori di rischio non si ammalano.

Sintomi

Tumore al pancreas

Tumore al pancreas (http://commons.wikimedia.org/wiki/File:Pancreatic_serous_cystic_tumor_%283%29.jpg)

Nei primi stadi il tumore al pancreas è asintomatico, quando poi inizia a diffondersi, però, di solito si potranno notare uno o più dei sintomi seguenti:

  • Urine scure, feci chiare, ittero (colore giallastro della pelle e del bianco degli occhi),
  • Dolore nella parte alta dell’addome,
  • Dolore a metà della schiena, che non scompare nemmeno cambiando posizione,
  • Nausea e vomito,
  • Feci che galleggiano.

Il tumore in fase avanzata, inoltre, può causare questi sintomi molto generici:

  • Debolezza o sensazione di estrema stanchezza,
  • Diminuzione dell’appetito o continuo senso di sazietà,
  • Dimagrimento senza cause apparenti.

Questi sintomi possono essere provocati da un tumore al pancreas, ma anche da problemi di natura diversa, chi li avverte dovrebbe consultare immediatamente il medico in modo tale da diagnosticare e curare eventuali problemi con la necessaria tempestività.

Prognosi

Il tumore al pancreas ad oggi non ha una prognosi buona, questa scarsa percentuale di sopravvivenza è dovuta in gran parte al fatto che nelle fasi iniziali non si manifesta con sintomi eclatanti, cosa che porta alla già avvenuta disseminazione metastatica al momento della diagnosi.

Fino a pochi anni fa la sopravvivenza media dal momento della diagnosi di tumore al pancreas era attorno ai 3-6 mesi ed una sopravvivenza di 5 anni era riscontrata in meno del 5% dei casi; ad oggi è stato fatto qualche passo in avanti, ma ancora non sufficientemente sensibile.

La mortalità per questo tipo di tumore a 5 anni dalla diagnosi si avvicina al 99%, facendo sì che il cancro al pancreas goda del triste primato di tasso di mortalità più elevato tra tutti i cancri. Per approfondire fare riferimento a MSD.

Spesso il cancro al pancreas provoca inoltre il diabete mellito.

Diagnosi

Se avvertite sintomi che possono indicare un tumore al pancreas, il medico cercherà di scoprirne le cause; con ogni probabilità dovrete fare gli esami del sangue o altri esami di laboratorio, inoltre dovrete sottoporvi a uno o più degli esami qui elencati:

  • Visita medica. Il medico palpa l’addome del paziente per controllare eventuali anomalie nella zona del pancreas, del fegato, della cistifellea e della milza ed eventuali accumuli di fluidi nell’addome. Può anche esaminare la pelle e gli occhi alla ricerca dei sintomi dell’ittero.
  • TAC. Un’apparecchiatura radiografica connessa a un computer scatta una serie di immagini molto dettagliate del pancreas, degli organi adiacenti e dei vasi sanguigni dell’addome. Probabilmente vi sarà iniettato un mezzo di contrasto, che renderà ben visibile il pancreas nelle immagini. Inoltre vi sarà richiesto di bere molta acqua, così da rendere visibili lo stomaco e il duodeno. Con la TAC, il medico può visualizzare un eventuale tumore al pancreas o all’addome.
  • Ecografia. Il medico appoggia il trasduttore sull’addome e lo muove lentamente. L’ecografia è basata su onde sonore che il nostro orecchio non è in grado di percepire: le onde, incontrando gli organi interni, fanno eco, cioè rimbalzano all’indietro verso l’apparecchio: in questo modo il medico può visualizzare un’immagine del pancreas e degli altri organi dell’addome. L’ecografia permette di vedere eventuali tumori o ostruzioni del dotto pancreatico.
  • Ecografia endoscopica (EUS). Il medico inserisce l’endoscopio (tubicino con una fonte di luce all’estremità) nella gola, e lo dirige verso lo stomaco e il tratto iniziale dell’intestino tenue. Una sonda ecografica posta all’estremità dell’endoscopio emana onde sonore che l’orecchio umano non è in grado di percepire. Le onde fanno eco contro i tessuti del pancreas e degli altri organi interni. Mentre il medico ritira lentamente la sonda dall’intestino allo stomaco, il computer elabora l’immagine del pancreas creata dall’eco degli ultrasuoni, grazie alla quale si può individuare il tumore e un’eventuale invasione dei vasi sanguigni circostanti.

Alcuni medici potranno prescrivervi anche gli esami seguenti:

  • Pancreatografia retrograda endoscopica (ERCP). Il medico introduce l’endoscopio in bocca, guidandolo poi verso lo stomaco e il tratto iniziale dell’intestino tenue. In seguito inserisce nell’endoscopio un tubicino più piccolo, e lo guida verso i dotti biliari e pancreatici. Dopo aver iniettato un mezzo di contrasto nei dotti grazie al secondo tubicino, vengono scattate le radiografie, che possono visualizzare eventuali ostruzioni o restringimenti dei dotti, causati da un tumore o da disturbi di altra natura.
  • Risonanza magnetica. Una grande macchina con una potente calamita collegata a un computer viene usata per scattare immagini dettagliate dell’interno dell’organismo.
  • PET. Al paziente viene iniettata una piccola quantità di glucosio radioattivo: questa sostanza emette radiazioni che vengono captate dall’apparecchiatura che realizza l’esame (scanner). Lo scanner elabora un’immagine delle zone dell’organismo che assorbono il glucosio: le cellule tumorali sono ben visibili nell’immagine, perché assorbono lo zucchero più velocemente rispetto alle cellule sane. La PET è in grado di evidenziare un tumore nel pancreas e anche eventuali metastasi.
  • Biopsia. Il medico usa un ago molto sottile per aspirare un piccolo campione di tessuto dal pancreas. Per guidare l’ago può essere necessaria un’ecografia endoscopica o una TAC. Il patologo, poi, esamina il tessuto al microscopio, alla ricerca di eventuali cellule tumorali. Prima di effettuare la biopsia, vi consigliamo di rivolgere le domande seguenti al vostro medico:
    • Mi consiglia di effettuare una biopsia? Perché?
    • Quanto durerà? Sarò sveglio? Mi farà male?
    • C’è il rischio che la biopsia faccia diffondere il tumore? C’è il rischio di infezioni o di emorragie? Ci sono altri rischi?
    • Entro quando saprò l’esito? Come farò ad ottenerne una copia?

Stadiazione

Se viene diagnosticato un tumore al pancreas il medico deve capire in quale stadio è la malattia, deve cioè valutarne la gravità per aiutarvi a scegliere la terapia migliore.

La stadiazione serve per valutare i parametri seguenti:

  • Dimensione del tumore (all’interno del pancreas),
  • Eventuale invasione dei tessuti circostanti,
  • Eventuale diffusione del tumore (metastasi) e sedi delle metastasi.

Se il tumore al pancreas si diffonde, le cellule tumorali in genere invadono i linfonodi circostanti o il fegato; in alcuni casi possono anche invadere i polmoni o i liquidi presenti nella cavità addominale.

Se il tumore si diffonde dalla sede originaria a un’altra zona dell’organismo, il nuovo tumore (metastasi) è costituito dallo stesso tipo di cellule tumorali e ha lo stesso nome del primo; ad esempio se il tumore al pancreas si diffonde nel fegato, le cellule tumorali presenti nel fegato sono cellule tumorali pancreatiche: il “nuovo” tumore è una metastasi del tumore al pancreas, e non un tumore al fegato, e come tale viene curato. Il tumore del fegato può anche essere definito come “metastasi a distanza”.

Per capire se il tumore al pancreas si è diffuso, il medico può farvi effettuare una TAC o un’ecografia endoscopica.

A questo punto vi dovrete sottoporre a un intervento chirurgico in laparoscopia (il laparoscopio è una specie di tubicino sottile, munito di fonte luminosa e lente per osservare l’interno dell’organismo). Il chirurgo inserirà il laparoscopio praticando una piccola incisione nella zona dell’ombelico, e lo userà per cercare eventuali segni di tumore. L’intervento sarà eseguito in anestesia generale.

Il tumore al pancreas può essere classificato secondo quattro stadi:

  1. Stadio I. Il tumore ha colpito solo il pancreas.
  2. Stadio II. Il tumore ha invaso i tessuti adiacenti, ma non i vasi sanguigni circostanti. Il tumore può essersi diffuso anche nei linfonodi.
  3. Stadio III. Il tumore ha invaso i vasi sanguigni adiacenti.
  4. Stadio IV. Il tumore ha formato metastasi a distanza, ad esempio nel fegato o nei polmoni.

Cura e terapia

Le terapie possibili per i pazienti affetti da un tumore al pancreas sono:

  • l’intervento chirurgico,
  • la chemioterapia,
  • la terapia mirata,
  • la radioterapia.

Probabilmente vi dovrete sottoporre a diversi tipi di terapia.

La scelta della terapia più efficace e più adatta per il paziente dipende soprattutto da:

  • Posizione del tumore all’interno del pancreas,
  • Eventuale diffusione del tumore,
  • Età e stato di salute generale del paziente.

Attualmente il tumore al pancreas può essere curato con successo solo se viene diagnosticato quando ancora si trova nei primi stadi (cioè se non ha ancora causato metastasi) e solo se l’intervento chirurgico riesce ad asportarlo completamente. Per chi non può farsi operare le altre terapie sono in grado di prolungare la durata della vita e migliorare lo stato di salute generale.

Per mettere a punto la terapia è a vostra disposizione un’équipe di specialisti, probabilmente sarà il vostro medico di famiglia a consigliarvi uno specialista, oppure sarete voi stessi a chiedere un consiglio. Tra gli specialisti in grado di curare il tumore al pancreas ricordiamo:

  • il chirurgo,
  • l’oncologo,
  • il radiologo,
  • il gastroenterologo.

L’équipe che vi segue, inoltre, potrà comprendere diversi infermieri specializzati in oncologia.

Per aiutarvi ad alleviare o diminuire il dolore, probabilmente dovrete rivolgervi a uno specialista in cure palliative ed inoltre, per far fronte ai problemi alimentari e riuscire a mantenere il peso forma, sarete seguiti da un dietologo.

L’équipe che vi segue vi descriverà le possibili terapie, i risultati attesi di ciascuna e gli eventuali effetti collaterali; le terapie antitumorali, infatti, spesso danneggiano le cellule e i tessuti sani, quindi gli effetti collaterali sono piuttosto frequenti e dipendono da diversi fattori, ad esempio dal tipo di terapia e dalla sua azione.

Gli effetti collaterali possono variare a seconda del paziente e possono addirittura cambiare da una sessione di terapia all’altra: prima di iniziare la terapia chiedete ai medici che vi seguono quali effetti collaterali dovete aspettarvi e in che modo la terapia potrà influire sulla vostra vita quotidiana, ricordate comunque che, insieme ai medici curanti, è possibile elaborare un piano terapeutico che venga incontro alle vostre necessità.

Prima di iniziare la terapia, vi consigliamo di rivolgere le domande seguenti al vostro medico:

  1. In quale stadio si trova il mio tumore? Ci sono metastasi?
  2. Devo effettuare altri esami per scoprire se posso sottopormi all’intervento chirurgico?
  3. Qual è lo scopo della terapia? Quali terapie ho a mia disposizione? Qual è quella più adatta nel mio caso? Perché?
  4. Quali sono i benefici attesi di ciascun tipo di terapia?
  5. Posso fare qualcosa per prepararmi alla terapia?
  6. Dovrò essere ricoverato in ospedale? Per quanto tempo?
  7. Quali sono i rischi e i possibili effetti collaterali di ciascuna terapia? Come si possono gestire gli effetti collaterali?
  8. Come si fa per tenere sotto controllo il dolore?
  9. Quanto costerà la terapia? I farmaci sono mutuabili?
  10. Quali ricadute avrà la terapia sulla mia vita quotidiana? Avrò problemi alimentari o disturbi di altro genere?
  11. Può consigliarmi un altro medico/altri medici a cui chiedere un secondo parere sulla terapia?
  12. Con quale periodicità dovrò sottopormi alle visite di controllo?

Intervento chirurgico

L’intervento chirurgico è indicato per i pazienti affetti da tumore al pancreas nei primi stadi, il chirurgo di solito asporta solo la zona del pancreas colpita dal tumore ma, in alcuni casi, può essere necessario rimuovere l’intero organo.

Il tipo di intervento dipende dalla posizione del tumore all’interno del pancreas. L’intervento di asportazione di un tumore nella testa del pancreas è detto intervento di Whipple ed è il tipo di intervento più frequente per il tumore al pancreas. Vi consigliamo comunque di chiedere al chirurgo quali sono gli altri tipi di intervento e qual è il più adatto per voi.

Oltre al pancreas (tutto o in parte), il chirurgo di solito deve asportare anche alcuni tessuti circostanti:

  • Duodeno,
  • Cistifellea,
  • Dotto epatico comune,
  • Parte dello stomaco.

Inoltre il chirurgo può asportare la milza e i linfonodi circostanti.

L’intervento per il tumore al pancreas è un intervento importante, dovrete essere ricoverati per una o due settimane, in modo che i medici possano agire con tempestività in caso di emorragie, infezioni o altri problemi.

La ripresa dopo l’intervento non è immediata ed il tempo di guarigione varia a seconda del paziente; per i primi giorni potrete avvertire dolore e disagio, comunque trattabili con gli antidolorifici. Prima dell’intervento vi consigliamo di chiedere ai medici e agli infermieri quali farmaci vi saranno somministrati in caso di dolore postoperatorio. Dopo l’intervento, in caso di dolore molto forte, il piano di somministrazione dei farmaci potrà essere modificato.

Per un po’, con ogni probabilità, vi sentirete deboli o stanchi e probabilmente dovrete rimanere a casa in convalescenza per un mese o più dopo le dimissioni.

Dopo l’intervento potreste avere problemi di digestione, per circa un mese e mezzo dopo l’intervento di Whipple, forse vi sentirete gonfi o “con la pancia piena” e potreste soffrire di nausea o vomito. Il dietologo vi aiuterà a modificare la dieta, in modo da minimizzare i disagi. I problemi alimentari di solito scompaiono nel giro di tre mesi

Prima dell’intervento vi consigliamo di rivolgere le domande seguenti al vostro medico:

  1. Quale tipo di intervento è consigliato nel mio caso? Perché?
  2. Dovrete asportare anche altri tessuti oltre al tumore? Perché?
  3. Quante volte ha eseguito in passato un intervento di questo tipo? Quanti pazienti affetti da tumore al pancreas visita e cura ogni anno?
  4. Come mi sentirò dopo l’intervento?
  5. Avrò problemi alimentari? Dovrò seguire una dieta speciale? A chi posso rivolgermi in caso di problemi?
  6. Se avvertirò molto dolore, come farete a tenerlo sotto controllo?
  7. Per quanto tempo dovrò essere ricoverato?
  8. L’intervento causerà effetti collaterali a lungo termine?

Chemioterapia

La chemioterapia è una terapia farmacologica che uccide le cellule tumorali ed è necessaria per la maggior parte dei pazienti affetti da tumore al pancreas; per il tumore al pancreas nei primi stadi la chemioterapia di solito viene somministrata dopo l’intervento (terapia adiuvante) mentre, in alcuni casi, viene somministrata prima dell’intervento (terapia neoadiuvante). Per il tumore in stadio avanzato la chemioterapia può essere usata da sola, oppure in combinazione con la terapia mirata o con la radioterapia.

La chemioterapia per il tumore al pancreas di solito viene somministrata per endovena (flebo), i farmaci entrano in circolo e raggiungono tutto l’organismo.

La chemioterapia può essere somministrata in day hospital, in ambulatorio oppure a domicilio. Il ricovero in ospedale è necessario solo in rari casi.

Gli effetti collaterali dipendono principalmente dal tipo e dal dosaggio dei farmaci, i chemioterapici uccidono le cellule tumorali che si dividono molto rapidamente, ma possono anche danneggiare i diversi tipi di cellule sane che si dividono rapidamente, ad esempio:

  • Cellule del sangue. Se i farmaci diminuiscono la quantità di cellule sane, aumenta il rischio di contrarre infezioni, procurarsi lividi, sanguinare facilmente e sentirsi molto deboli e stanchi. Dovrete quindi sottoporvi ad esami del sangue periodici, in caso di carenza di cellule sane l’équipe medica può interrompere temporaneamente la chemioterapia, oppure diminuire il dosaggio del farmaco. Esistono, inoltre, determinati farmaci in grado di aiutare l’organismo a produrre nuove cellule ematiche.
  • Cellule dei bulbi piliferi. La chemioterapia potrà farvi perdere i capelli e i peli. Non preoccupatevi: i capelli ricresceranno dopo la terapia, anche se potrebbero essere diversi come colore e consistenza.
  • Cellule delle mucose digestive. La chemioterapia può far perdere l’appetito, può causare nausea e vomito, diarrea o ulcere alle labbra e in bocca. L’équipe medica che vi segue vi consiglierà i farmaci più adeguati e vi suggerirà altri modi per alleviare questi problemi, che comunque di solito scompaiono alla fine della terapia.

Alcuni farmaci chemioterapici per il tumore al pancreas possono causare formicolio o intorpidimento delle mani e dei piedi, ma i medici vi suggeriranno i modi migliori per combattere la maggior parte di questi effetti collaterali.

Terapia mirata

Chi è affetto da un tumore al pancreas e non può farsi operare probabilmente sarà sottoposto, contemporaneamente alla chemioterapia, a un’altra terapia farmacologica, detta terapia mirata.

La terapia mirata è in grado di rallentare la crescita del tumore al pancreas e di impedirne la diffusione. I farmaci vengono assunti per via orale.

Tra i possibili effetti collaterali ricordiamo:

  • diarrea,
  • nausea,
  • vomito,
  • eruzione cutanea,
  • problemi respiratori.

Prima di sottoporvi alla chemioterapia o alla terapia mirata, vi consigliamo di rivolgere le domande seguenti al vostro medico:

  1. Perché devo sottopormi a questa terapia?
  2. Quale farmaco o quali farmaci mi saranno somministrati?
  3. Come funzionano i farmaci?
  4. Quando dovrò iniziare la terapia? Quando terminerà?
  5. Avrò degli effetti collaterali di lungo periodo?

Radioterapia

La radioterapia usa onde molto potenti in grado di uccidere le cellule tumorali, può essere somministrata contemporaneamente alle altre terapie, ad esempio alla chemioterapia.

Le radiazioni vengono prodotte da una grande apparecchiatura che le dirige e le concentra verso il tumore; per sottoporsi alla radioterapia, di norma, è necessario recarsi in ospedale o in clinica cinque giorni a settimana, per diverse settimane consecutive. Le sedute durano circa mezz’ora l’una.

La radioterapia non provoca dolore, però può causare altri effetti collaterali, tra cui: nausea, vomito, diarrea e forte stanchezza. L’équipe medica vi potrà suggerire come curare o tenere sotto controllo questi effetti collaterali.

Prima di iniziare la radioterapia, vi consigliamo di rivolgere le domande seguenti al vostro medico:

  1. Perché devo sottopormi a questa terapia?
  2. Quando inizierò la terapia? Quando la terminerò?
  3. Come mi sentirò durante la terapia?
  4. Come si fa a sapere se la radioterapia sta funzionando?
  5. Avrò degli effetti collaterali di lungo periodo?

Follow Up

Dopo la terapia per il tumore al pancreas dovrete sottoporvi a controlli regolari, ad esempio con cadenza trimestrale. I controlli servono per identificare con tempestività eventuali cambiamenti nel vostro stato di salute, in modo da curarli il prima possibile. Se tra un controllo e l’altro avvertite qualcosa di insolito, consultate immediatamente il vostro medico.

Il tumore al pancreas può recidivare dopo la terapia, il follow-up serve appunto ad escludere quest’eventualità e di solito comprende:

  • visita medica,
  • esami del sangue o TAC.

Traduzione ed integrazione a cura di Elisa Bruno


Revisione scientifica e correzione a cura del Dr. Guido Cimurro (farmacista)
Le informazioni contenute in questo articolo non devono in alcun modo sostituire il rapporto dottore-paziente; si raccomanda al contrario di chiedere il parere del proprio medico prima di mettere in pratica qualsiasi consiglio od indicazione riportata.

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Domande, suggerimenti e segnalazioni

  1. freewall

    Mio marito, fuori da tutti gli schemi di possible malato, non beve non fuma sportivo, controllato, magro forte sano (credevo) sul più bello della nostra vita, ad agosto 2013 all’età di 56 anni ha un ictus emorragico, si rimette in piedi in 6 settimane, rimane l’afasia e leggero braccio dx plegico, a distanza di 2 mesi diagnosticano neoplasia pancreatica, aperto e richiuso, metastasi, niente cura, seguiamo tutto il palliativo possibile, io cerco disperatamente qualsiasi cosa che mi tolga qusto senso di impotenza, vischio, synchro levels, prunus, stimolatori di appetito, e quant’altro, aveva anche aquisito peso, e ora sta dimagrendo a vista d’occhio, siamo oltre ogni aspettativa di vita, e va bene cosi’ la qualità è buona ma il dolore aumenta e i dosaggi degli antidolorifici anche. Esiste una possibilità di fermare il dimagrimento? qualcosa che sostituisca quello che gli organi malati non fanno più? ha ancora appetito ma non assimila nulla immagino, visto che le forze sono in calo. Io mi illudo che ci sia un miracolo?
    Grazie per la risposta.

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Purtroppo temo che in questo momento non si possa fare nulla di più di quanto non stia già facendo; mi dispiace davvero.

  2. Giada

    Chi presenta dei fattori di predisposizione (es. obesità, casi di famigliarità) può/deve fare dei controlli preventivi? Quali?

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