Trapianto di midollo e staminali: rischi e procedura

Ultimo Aggiornamento: 251 giorni

Che cos’è il midollo osseo? Che cosa sono le cellule staminali ematopoietiche?

Il midollo osseo è il materiale morbido e spugnoso che si trova all’interno delle ossa. Contiene cellule indifferenziate, dette cellule staminali ematopoietiche, perché da esse si origineranno le cellule del sangue. (Le cellule staminali ematopoietiche sono diverse dalle staminali embrionali, perché da queste ultime si possono originare tutte le cellule dell’organismo).

Le staminali ematopoietiche si dividono e formano altre cellule simili, oppure maturano e si trasformano in uno dei tre tipi di cellule del sangue:

  1. i globuli bianchi, che combattono le infezioni,
  2. i globuli rossi, che trasportano l’ossigeno,
  3. le piastrine, che permettono la coagulazione del sangue.

La maggior parte delle staminali ematopoietiche si trova nel midollo osseo, tuttavia alcune di esse, dette staminali periferiche (PBCS, ovvero peripheral blood stem cells), si trovano nel sangue, ad esempio in quello contenuto nel cordone ombelicale. Per i trapianti è possibile usare cellule staminali provenienti da una qualsiasi delle parti del corpo sopra citate.

Che cosa sono il trapianto di midollo osseo e il trapianto di cellule staminali periferiche?

Il trapianto di midollo osseo e di cellule staminali periferiche sono interventi che ricostituiscono la riserva di cellule staminali distrutta dalle dosi massicce di chemioterapia e/o radiazioni della radioterapia. Esistono tre tipi di trapianti:

  1. Nel trapianto autologo il paziente riceve le proprie cellule staminali.
  2. Nel trapianto singenico il paziente riceve le cellule staminali dal proprio gemello monozigote.
  3. Nel trapianto allogenico, il paziente riceve le cellule staminali da un fratello, da una sorella o da un genitore. È anche possibile ricevere le cellule da un donatore non imparentato.

3. Perché si usano il trapianto di midollo osseo e quello di cellule staminali periferiche nella terapia contro il tumore?

In primo luogo con il trapianto di midollo osseo e di cellule staminali periferiche i pazienti possono ricevere dosi più alte di chemioterapia e/o di radioterapia. Per capire meglio i motivi che inducono al trapianto è utile comprendere il funzionamento di questi approcci medici.

La chemioterapia e la radioterapia colpiscono le cellule che si dividono più rapidamente, sono usate per la terapia del tumore perché le cellule tumorali si dividono più velocemente rispetto alla media delle cellule sane; tuttavia, poiché anche le cellule del midollo osseo si dividono con rapidità, le terapie con dosi massicce possono danneggiare gravemente oppure distruggere il midollo osseo del paziente. Se il midollo osseo non funziona come dovrebbe il paziente non è più in grado di produrre le cellule ematiche necessarie per trasportare l’ossigeno, combattere le infezioni e prevenire le emorragie.

Il trapianto di midollo osseo e quello di cellule staminali ematopoietiche ricostruiscono la riserva di cellule staminali distrutte dalla terapia, le cellule sane trapiantate permettono al midollo osseo di ritornare a produrre tutte le cellule ematiche necessarie al paziente.

In alcuni tipi di leucemia, l’effetto di rigetto antitumorale che si verifica dopo i trapianti allogenici è fondamentale per la riuscita della terapia. Si ha rigetto se i globuli bianchi del donatore identificano come estranee le cellule tumorali rimaste nell’organismo del paziente dopo la chemioterapia e/o la radioterapia e le attaccano. (Una potenziale complicazione dei trapianti allogenetici, detta reazione del trapianto contro l’ospite, è discussa in seguito).

Quali tipi di tumore possono essere curati con il trapianto di midollo osseo e di staminali periferiche?

Il trapianto di midollo osseo e quello di staminali periferiche sono usati di solito nella terapia della leucemia e dei linfomi. Sono efficaci soprattutto se la leucemia o il linfoma sono in fase di remissione, cioè se le manifestazioni e i sintomi del tumore sono scomparsi. Questi due tipi di trapianti sono anche usati per curare altri tumori, ad esempio il neuroblastoma (tumore che si sviluppa nelle cellule nervose non mature e colpisce soprattutto i neonati e i bambini) e il mieloma multiplo. I ricercatori stanno tuttora valutando l’efficacia dei trapianti di midollo osseo e di staminali periferiche e sono in corso esperimenti clinici (ricerche) riguardanti la terapia di diversi tipi di tumore.

Come si fa a capire se le cellule staminali del donatore sono compatibili con quelle del ricevente, nel caso di trapianto allogenico o singenico?

Per minimizzare i potenziali effetti collaterali del trapianto i medici nella maggior parte dei casi usano cellule staminali il più possibile compatibili con quelle del paziente. Gli esseri umani, infatti, possiedono diverse classi di proteine, dette antigeni dei leucociti umani (HLA), sulla superficie delle cellule. La classe di queste proteine (il tipo HLA) è identificata mediante un esame del sangue specifico.

Nella maggior parte dei casi il successo del trapianto allogenico dipende, almeno in parte, dal successo dell’abbinamento tra gli antigeni HLA delle cellule staminali del donatore e quelli delle staminali del paziente. Maggiore è il numero di antigeni HLA compatibili, più è probabile che l’organismo del paziente accetti le staminali del donatore. In generale, i pazienti corrono meno rischi di presentare una complicazione nota come reazione del trapianto contro l’ospite se le staminali del donatore e del paziente sono molto simili.

Tra parenti stretti, soprattutto tra fratelli, c’è una maggior probabilità di compatibilità degli antigeni HLA, che non tra persone non imparentate. Tuttavia solo una percentuale variabile tra il 25% e il 35% dei pazienti ha un fratello o una sorella con antigeni HLA compatibili. La probabilità di ottenere staminali compatibili da un donatore non imparentato è leggermente maggiore, e si aggira intorno al 50%. Tra le persone non imparentale la probabilità della compatibilità degli antigeni è molto maggiore se sia il donatore sia il ricevente hanno la stessa origine etnica e razziale. Il numero di donatori in generale sta aumentando, tuttavia per certi gruppi etnici o razziali le probabilità di trovare un donatore sono ancora inferiori alla media. I registri dei donatori possono essere utili per trovare un donatore non imparentato.

I gemelli monozigoti hanno lo stesso patrimonio genetico, quindi condividono gli stessi antigeni HLA: ne consegue che l’organismo del paziente accetterà il trapianto da un gemello monozigote. Tuttavia i gemelli monozigoti sono estremamente rari, quindi i trapianti singenici sono soltanto una piccola percentuale di tutti i trapianti.

Come si fa a ottenere il midollo osseo per il trapianto?

Le cellule staminali usate nel trapianto di midollo osseo vengono prelevate dalla parte centrale e liquida dell’osso, cioè dal midollo. In generale l’intervento che serve per ottenere il midollo, detto “raccolta”, è simile per tutti i tipi di trapianto (autologo, singenico e allogenico). Il donatore riceve l’anestesia generale o l’anestesia locale, che causa la perdita di sensibilità dalla vita in giù. Per prelevare il midollo si una una specie di siringa: l’ago penetra le ossa del bacino e preleva il midollo dall’interno dell’osso. La raccolta del midollo dura circa un’ora.

Il midollo raccolto viene poi trattato per rimuovere il sangue e i frammenti di osso: per mantenere in vita le cellule staminali fino al momento opportuno si usa una sostanza conservante e si ricorre al congelamento. Questa tecnica è detta crioconservazione. Le cellule staminali possono essere crioconservate anche per molti anni.

Come si fa a ottenere le cellule staminali periferiche da trapiantare?

Le cellule staminali periferiche usate per il trapianto derivano dal sangue, per ottenere le cellule da trapiantare si usa una tecnica detta aferesi o leucoaferesi. Nei quattro o cinque giorni precedenti il prelievo il donatore riceve un farmaco che fa aumentare il numero di staminali rilasciate nel sangue. Durante l’aferesi il sangue viene prelevato da una vena del braccio oppure usando un catetere venoso centrale (un tubicino flessibile collocato una vena del collo, del torace o dell’inguine). Il sangue passa in un’apparecchiatura che rimuove le cellule staminali per poi essere restituito al donatore. Le cellule staminali raccolte vengono conservate. L’aferesi, di solito, dura dalle quattro alle sei ore. Le cellule staminali saranno congelate fino al momento del trapianto.

Come si fa a ottenere le cellule staminali dal cordone ombelicale?

Le cellule staminali possono anche essere prelevate dal sangue del cordone ombelicale: per il prelievo la madre deve contattare una banca del sangue del cordone ombelicale prima del parto. La banca può richiedere la compilazione di un questionario e il prelievo di un piccolo campione di sangue.

Le banche del sangue del cordone ombelicale possono essere pubbliche oppure con fini commerciali. Quelle pubbliche accettano le donazioni di sangue e possono fornire le cellule staminali a un altro membro compatibile selezionato tra quelli che hanno contattato la banca. Viceversa le banche commerciali conservano il sangue del cordone ombelicale in nome e per conto della famiglia, se c’è necessità di utilizzarlo in un secondo momento per il bambino o per un altro membro della famiglia.

Dopo il parto e dopo il taglio del cordone ombelicale viene prelevato il sangue dal cordone ombelicale e dalla placenta. Questa tecnica minimizza i rischi per la madre e per il bambino. Con il consenso della madre il sangue del cordone ombelicale viene trattato e congelato e viene conservato presso la banca. Solo una minima percentuale del sangue presente nel cordone ombelicale e nella placenta può essere prelevata, quindi le cellule staminali espiantate in questo modo di solito sono usate per i bambini o per gli adolescenti.

Ci sono dei rischi per chi dona il midollo?

La quantità di midollo prelevata è minima, quindi la donazione di solito non crea problemi significativi al donatore. Il rischio più grave connesso alla donazione di midollo osseo è quello connesso all’anestesia durante l’intervento.

La zona da cui viene prelevato il midollo può rimanere indolenzita o far male per alcuni giorni e il donatore può sentirsi stanco. Entro alcune settimane l’organismo del donatore ricostituirà l’intera riserva di midollo, tuttavia il tempo di ripresa può variare. Alcune persone ritornano alle occupazioni normali già dopo due o tre giorni, mentre per altri possono essere necessarie fino a tre, quattro settimane per riprendere completamente le forze.

Ci sono rischi per chi dona le cellule staminali periferiche?

L’aferesi di solito provoca soltanto un leggero disagio. Durante il prelievo il donatore può avvertire capogiro, brividi, intorpidimento delle labbra e crampi alle mani. Diversamente dalla donazione del midollo osseo, quella di cellule staminali periferiche non richiede l’anestesia. Il farmaco somministrato per stimolare la mobilizzazione (rilascio) delle cellule staminali dal midollo nel sangue può causare dolori articolari e muscolari, mal di testa, affaticamento, nausea, vomito e/o insonnia. Questi effetti collaterali di solito scompaiono entro due o tre giorni dall’ultima dose del farmaco.

Come vengono impiantate le cellule staminali?

Al paziente cui viene somministrata una dose massiccia di chemioterapici e/o radiazioni, le cellule staminali vengono impiantate tramite flebo, come se si trattasse di una normale trasfusione di sangue.

Per questa fase del trapianto sono necessarie da una a cinque ore.

Bisogna prendere precauzioni particolari nel caso di trapianto autologo in un paziente malato di tumore?

Le cellule staminali usate per il trapianto autologo dovrebbero essere relativamente prive di cellule tumorali. A volte, però, le cellule raccolte devono essere trattate prima del trapianto, con una tecnica nota come “purificazione”, per eliminare le cellule tumorali.

Questa tecnica è in grado di rimuovere alcune delle cellule tumorali da quelle raccolte e minimizzare il rischio che il tumore si ripresenti. La purificazione, però, può danneggiare anche alcune delle staminali sane, quindi è necessario espiantare una maggior quantità di cellule, per far sì che ne rimangano abbastanza anche al momento del trapianto.

Che cosa succede dopo il trapianto?

Dopo essere entrate in circolo le cellule staminali raggiungono il midollo osseo, dove iniziano a produrre nuovi globuli bianchi, globuli rossi e piastrine in un processo noto come “innesto”.

L’innesto di solito si verifica entro due, quattro settimane dal trapianto. I medici monitorano il paziente, tenendo sotto controllo l’emocromo con regolarità. La ripresa completa della funzionalità immunitaria, però, richiede molto più tempo: fino a diversi mesi per chi si è sottoposto a trapianto autologo e fino a uno, due anni per chi si è sottoposto a trapianto allogenico o singenico. I medici valutano i risultati delle varie analisi del sangue per confermare che siano state prodotte nuove cellule e che il tumore non sia ricomparso.

Anche l’aspirazione del midollo (rimozione mediante siringa di un piccolo campione di midollo che sarà esaminato al microscopio) può aiutare i medici a capire se il nuovo midollo sta funzionando come dovrebbe.

Quali sono i possibili effetti collaterali del trapianto di midollo e di cellule staminali periferiche?

Il rischio principale connesso a entrambe le terapie è l’aumento delle infezioni e delle emorragie connesso alla dose massiccia di farmaci chemioterapici. I medici possono somministrare antibiotici per prevenire o curare l’infezione, oppure possono usare le trasfusioni di piastrine per prevenire le emorragie e di globuli rossi per curare l’anemia.

I pazienti che si sottopongono al trapianto di midollo osseo e a quello di cellule staminali periferiche possono inoltre soffrire di effetti collaterali a breve termine, ad esempio:

  • nausea,
  • vomito,
  • affaticamento,
  • perdita dell’appetito,
  • ulcere alla bocca,
  • caduta dei capelli ,
  • reazioni cutanee.

Tra i potenziali rischi sul lungo periodo troviamo le complicazioni della chemioterapia e della radioterapia pretrapianto, ad esempio:

  • sterilità (impossibilità di concepire un figlio),
  • cataratta (offuscamento del cristallino dell’occhio, che provoca problemi alla vista o cecità),
  • tumori secondari (nuovi),
  • danni al fegato, ai reni, ai polmoni e/o al cuore.

A seguito dei trapianti allogenici, in alcuni casi si può avere la reazione di rigetto del trapianto verso l’ospite (GVHD), in cui i globuli bianchi impiantati identificano alcune cellule dell’organismo del paziente come estranee e le attaccano.

Gli organi che subiscono danni con maggior frequenza sono:

  • la pelle,
  • il fegato,
  • l’intestino.

Questa complicazione può apparire entro alcune settimane dal trapianto (GVHD acuta) oppure molto più tardi (GVHD cronica).

Per prevenirla al paziente possono essere somministrati farmaci che sopprimono il sistema immunitario, inoltre le cellule staminali donate possono essere trattate in modo da rimuovere i globuli bianchi che causano il disturbo, con una tecnica nota come deplezione delle cellule T.

Il rigetto può essere molto grave e viene curato con steroidi o altri agenti immunosoppressori; può essere molto difficile da curare, tuttavia alcune ricerche suggeriscono che i pazienti affetti da leucemia che ne soffrono corrono minori rischi di recidive del tumore. Per trovare modi per prevenire e curare questo effetto collaterale sono in corso esperimenti clinici.

Il rischio e la gravità delle complicazioni dipendono dalla terapia ed è sempre e comunque opportuno parlarne con il proprio medico.

Che cos’è il minitrapianto?

Il minitrapianto (anche detto trapianto non mieloablativo o trapianto a intensità ridotta) è un tipo di trapianto allogenico.: questa tecnica è stata studiata negli esperimenti clinici come cura per diversi tipi di tumore tra cui la leucemia, il linfoma, il mieloma multiplo e altri tumori del sangue.

Il minitrapianto usa dosi inferiori e meno tossiche di chemioterapia e/o radioterapia per preparare il paziente al trapianto allogenico. L’uso di dosi inferiori di farmaci antitumorali e di radiazioni distrugge, in parte, il midollo osseo del paziente, ma diminuisce anche il numero di cellule tumorali e sopprime il sistema immunitario del paziente, in modo da prevenire il rigetto.

Diversamente dai trapianti tradizionali, dopo il minitrapianto le cellule del donatore e quelle del paziente possono coesistere per qualche tempo nell’organismo del paziente. Una volta iniziato l’innesto, le cellule del donatore possono causare il rigetto del trapianto contro il tumore (GVT) e distruggere le cellule tumorali non eliminate in precedenza dai farmaci antitumorali e/o dalle radiazioni. Per favorire il rigetto del trapianto contro il tumore al paziente possono essere iniettati i globuli bianchi del donatore: questa tecnica è nota come “infusione dei linfociti del donatore”.

Che cos’è il doppio trapianto?

Il doppio trapianto (tandem) è un tipo di trapianto autologo, questo metodo è stato studiato mediante esperimenti clinici come terapia per diversi tipi di tumore, tra cui il mieloma multiplo e il tumore delle cellule germinali.

Durante il trapianto tandem il paziente riceve una dose massiccia di chemioterapia e un primo trapianto seguiti, dopo alcune settimane o mesi, da una seconda chemioterapia e da un secondo trapianto. I ricercatori sperano che questo metodo sia in grado di prevenire le recidive del tumore.

Traduzione a cura di Elisa Bruno

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  1. Anonimo

    buon giorno dottore vorrei altr einformazioni per essere donatori di midollo ho 25 anni attivo fisicamente posso essere considerato idoneo ?

    inoltre è possibile fare la donazione senza anestetico generale ma solo locale ?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      1. Probabilmente sì, ma si faranno indagini più approfondite.
      2. Probabilmente sì.

  2. Anonimo

    Dottore ho letto la vostra pagina io sono figlia adottiva i miei genitori biologici non so dove sono e se sono vivi, ho bisogno il trapianto quello allogenico quello autologo non mi è possibile ma non ho ne fratelli e sorelle di sangue ne i miei genitori lo sono un donatore ancora non mi è stato trovato sono in attesa ma ancora niente non ci sono altre strade giusto? aspetterò la fine perche il tempo per aspettare stringe.

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Non conosco a fondo queste procedure, ma purtroppo temo che al momento non si possa fare nulla di più.

  3. Anonimo

    Nulla di più che aspettare un donatore compatibile? sto cercando con i miei di contattare i miei biologici forse passeranno anni sicuramente se in caso uno dei 2 se vivi avrebbero sui 60 anni circa potrebbero affrontare la donazione del midollo? mi ripeto che passeranno anni se un donatore compatibile e disponibile fra 3\4 mesi potrei farcela cioè mi hanno detto che possiamo aspettare massimo 5 mesi ed adesso e passato il 2 posso anche morire nel sonno o in questi casi si muore lentamente?

  4. Anonimo

    Salve, mia madre è affetta da una Leucemia Mieloide Acuta, pochi mesi fa ha fatto il trapianto di midollo osseo,donato dalla sorella compatibile al 100%. Purtroppo dopo diversi mesi i dottori hanno rilevato la presenza del 10% di cellule maligne che non sono state eliminate. Stanno tentando una nuova terapia che consiste nella donazione di cellule staminali. Volevo chiederle le possibilità di riuscita e i rischi a cui si va incontro,dato che è il secondo trapianto cui si sottopone. Cordiali saluti.

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Purtroppo sono situazioni su cui non ho esperienza, mi dispiace davvero.

  5. Anonimo

    È normale avere delle emorragie esterne; noti bene che ogni sera assumo eparina in pancia avendo avuto una trombosi ora guarita. Grazie

  6. Anonimo

    Trovo Dr. Cimurro che lei non sia idoneo a rispondere a questi generi di quesiti. Da ciò che posso osservare lei è molto vago e poco preparato.

    Ho un linfoma non-Hodgkin (NHL) di tipo T Ho fatto due trapianti allorgenici uno di cellule staminali e uno di midollo osseo tutti con mancato attecchimento. Ho questa malattia da 10 anni e ora ho 22 anni. Le mie prospettive di vita sono inesistenti. E ho provato già tutti i metodi di terapia consigliati per questi generi di malattie.

    Non dovrebbe nemmeno rispondere se non conosce nulla in materia.

    1. Anonimo

      Scusa Robert, non ti do risposte ma domande. Mio genero ha un linfoma martellare. Ha fatto sei cicli di chemio e trapianto autologo di staminali. Come ci si accorge se è andato bene o no? Lo ha fatto il 22 aprile, ancora ha spesso la febbre i medici ogni volta dicono che si è raffreddato! È normale che accada? A te è capitato? Grazie in anticipo se vorrai rispondere.

  7. Anonimo

    Buongiorno dottore posso chiederle una informazione… Oggi ho visto i risultati PARZIALI delle analisi di mio papà e sono preoccupatissima.. Ha solo 59 anni.
    Ma ha il rapporto kappa/lambda basso e le le catene delle immunoglobuline leggere alto e calcio basso. Sono biologa e qualcosa ne so … E guardando in internet mi è venuto fuori subito mieloma multiplo…. Ma io mi chiedo, è così matematico, o in base a quelle analisi potrebbero essere anche altre cose meno gravi?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Non mi sento di formulare ipotesi, ma la diagnosi ritengo che sia ancora tutta da fare, valutando le analisi nella loro interezza ed i sintomi.

  8. Anonimo

    Buongiorno dottore. Mio padre ha fatto il trapianto del midollo osseo e dopo sei mesi la rigettato domani lo devono ricoverare in ospedale cosa li faranno dicono che la leucemia acuta mieloidi e piu forte di lui ce la fara a sopravvivere a lungo perfavore dammi una ristosta grazie dottore

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Mi dispiace, ma non mi sento in grado di darle una risposta.

    2. Anonimo

      si ma qst farmacista che si fa chiamare dottore non ha messo una risposta che fosse una. che senso ha la sua figura in qst blog?

  9. Anonimo

    Buongiorno dottore ho 27 anni e vorrei diventare donatrice di midollo. Sono già donatore di sangue e per diventare donatore mi hanno fatto diversi esami…. Tra cui raggi e elettrocardiogramma. Invece X diventare donatore di midollo che esami mi faranno?

    Grazie

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Credo solo ad un prelievo si sangue per inquadrare la tipizzazione HLA.

    2. Anonimo

      Beh e penso anche quello delle malattie infettive….
      Quindi solo un prelievo! Bene

  10. Anonimo

    Buonasera,
    Mio papà si sta curando per un mieloma multiplo.
    Posso avere più informazioni sulle cellule staminali, so che lavorano con il suo midollo, solo che non ho capito se ci sono delle controindicazioni con questa terapia?

  11. Anonimo

    BUONA SERA DOTTORE VORREI FARLE UNA DOMANDA O IL MIO BIMBO MALATO AFFETO DA UNA MALATIA COSI DICONO I MEDICI ANCHE SE IO NON CREDO A QUELLO CHE DICONO SUL MIO PICCOLO PERO VOLEVO FARE UNA DOMANDA SICCOME MIè NATA UN ALTRA BIMBA E I DOTTORI DICEVANO CHE AVEVA LA STESSA MALATTIA PERO COSI NON E E LA BIMBA E SANA VOLEVO CHIEDERE IO HO TENUTO LE CELLULE DEL CORDONE OMBELLICARE POSSO FARE QUALCOSA PER AIUTARE IL MIO PICCOLO LA RINGRAZIO DI CUORE SE MI RISPONDE ASPETTO UNA RISPOSTA GRAZIE MILLE

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Mi dispiace davvero, ma temo di non avere le competenze per poterla aiutare.

  12. Anonimo

    Salve vorrei sapere mio marito a avuto un autotrapianto delle cellule staminali ma può avere figli?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      L’autotrapianto in sé non dovrebbe aver influenzato la fertilità.

  13. Anonimo

    Buona sera dottore…ho mio padre di 53anni che ha effettuato il secondo autotrapianto del midollo osseo …il primo e andato bene. .il secondo dicono i dottori che andato bene solo che da circa una settimana e comparsa la febbre e non si abbassa e tra i37 Max 38…sono molto preoccupata perché ci hanno detto che l autotrapianto e andato bene i valori sono nella norma ..però ce questa febbre che nemmeno loro si spiegano il motivo…..hanno fatto altri esami ma dobbiamo aspettare altro gg per i risultati….perché questa febbre dato che va tt ok??????

  14. Anonimo

    Il dott.Cimurro faccia il farmacista,lasci a veri dottori competenti le risposte di queste delicate malattie.

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Confermo, NON sono medico ma farmacista, e per me è essenziale che sia chiaro a chi mi scrive e la ringrazio per averlo rimarcato; non voglio e non posso sostituirmi al medico, sono una figura diversa e come tale mi sforzo di agire, cerco infatti di essere l’interfaccia tra medico e paziente, come terzo angolo nella pharmaceutical care.

      Nel mio piccolo credo di poter offrire una parola di conforto alla mamma spaventata, una spiegazione alla persona anziana che non ha compreso come usare il farmaco prescritto o semplicemente e cortesemente farmi da parte di fronte ad una richiesta che non so soddisfare, indicando però lo specialista più adatto a cui rivolgersi.

      La ringrazio quindi per il suo intervento, qualsiasi critica è sempre ben accetta perchè molto più dei complimenti mi aiuta a crescere professionalmente, nel rispetto del mio e dell’altrui campo di azione; preciso infine che proprio per questo motivo collaborano da qualche mese con il sito dei bravissimi medici chirurghi che mi aiutano a rispondere dove le mie competenze non sono in grado di arrivare.

    2. Anonimo

      bè devo dire che l ho trovato molto onesto invece a volte per avere un primo approccio con quello che si sta affrontando può essere incoraggiante conoscere meglio alcune cose poi come mi sembra il dott. consiglia ci si rivolge ad uno specialista e si approfondisce il problema trovo inutili e banali questi commenti negativi di alcune persone .

  15. Anonimo

    buongiorno Dottore,
    a mio padre (residente in spagna) è stato diagnosticato un mieloma, i parenti più stretti che ha siamo io e mio fratello compatibili entrambi al 50%, nell’elenco donatori non esiste una percentuale più alta di questa.
    Lui sta facendo cicli di chemio, e prima del trapianto verrà ricoverato in isolamento per procedere con una dose massiccia di chemioterapici per azzerare il suo.
    Donerà mio fratello perché c’é la preferenza sul sesso in questi casi.
    Lei saprebbe indicarmi, indicativamente quali sono le percentuali di rigetto?
    Siamo molto preoccupati.
    grazie

    1. Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)
      Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)

      Salve, non è possibile né tantomeno utile fare certe previsioni, ci sono comunque buone possibilità di riuscita, ma ogni caso è a sè…in bocca al lupo!

  16. Anonimo

    Buon giorno dottore….. volevo sapere dopo il trapiantato delle cellule staminali se ricorrere un alto rischio x la mia vita se si dovesse presentare un rigetto. Ecco volevo sapere entro quanto tempo può succedere dopo il trapiantato grazie

    1. Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)
      Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)

      Salve, sono quantificazioni difficili da stabilire, dipende da una serie di fattori relativi al quadro clinico generale, per cui è una domanda da porre a chi la segue per il trapianto stesso; le auguro il meglio, in bocca al lupo!

  17. Anonimo

    Buon giorno dottore mio fratello e affetto da leucemia meiliica … comunque la donatrice e mia sorella con identica relazione … mio fratello e stato trapiantato il 11 di agosto….. ma notiamo che sta. Molto male ed i dottori hanno diagnosticato una diagnosi chiamata Griffith volevo essere informato se sia un rigetto grazie per linfomazione aspetto con ansia il suo consulto

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