Prevenzione dei tumori: latte e latticini

Ultimo Aggiornamento: 220 giorni

Latte e formaggi vengono consumati dall’essere umano da quando è stata introdotta la pratica della pastorizia. I prodotti interi contengono più grassi, e quindi sono più calorici, rispetto ai prodotti scremati, ma in generale sono una buona fonte di vitamine del gruppo B e vitamina D, minerali e una buona quantità di proteine di alta qualità.

Il consumo nella popolazione adulta è eterogeneo: nel mondo, solo alcune popolazioni continuano a consumarlo dopo l’infanzia e l’adolescenza, prevalentemente quelle occidentali.

Composizione

Il latte e i prodotti caseari interi hanno un alto contenuto di grassi, principalmente saturi, ma anche una buona quantità di proteine (a seconda della specie di origine la composizione esatta varia notevolmente). Nel caso in cui si consideri invece un prodotto scremato o parzialmente scremato, la quantità di grassi scende in modo considerevole.

Lo zucchero più significativamente presente nel latte è il lattosio, un disaccaride formato da glucosio e galattosio. La quantità di questo zucchero è variabile nei vari prodotti: quello che ne contiene di più è ovviamente il latte, la quantità cala andando verso i formaggi freschi, i prodotti fermentati e i formaggi stagionati.

Latte e formaggi contengono una buona quantità di calcio, sono una fonte di riboflavina, di vitamina B12 e di vitamina D, inoltre contengono una serie di ormoni e fattori di ormoni di crescita che però, probabilmente, vengono digeriti (anche se è provato che la concentrazione nel sangue del fattore di trascrizione IGF-1 aumenta con il consumo abituale di latte).

Latte e latticini

Prostata

  • Latte e latticini: gli studi mostrano un blando aumento del rischio di sviluppare il tumore alla prostata, è ragionevole dire che è solo possibile che il latte e i prodotti caseari nel loro insieme causino cancro.
  • Latte: gli studi sono incoerenti tra loro, in generale si mostra un lieve aumento del rischio, è ragionevole dire che è solo possibile che il latte causi cancro. Probabilmente questo effetto è dato dal contenuto di calcio (vedi pagine successive) e dall’aumento di IGF-1.

Conclusioni: non tutti gli studi sono definitivi, molti portano dati non rilevanti, ma c’è una tendenza all’aumento del rischio: è possibile che il latte e i prodotti caseari causino cancro alla prostata.

Latte

Colon-retto

Gli studi sono concordi e portano dati coerenti tra loro, le evidenze sono quindi molto forti: è probabile che il latte protegga dal cancro al colon-retto.

Vescica

Gli studi sono discordi e i dati non definitivi. C’è una tendenza alla protezione dal cancro alla vescica, è quindi ragionevole dire che è solo possibile che il latte protegga da questo tumore.

Meccanismi d’azione

Molto probabilmente l’effetto del latte e dei latticini su alcuni tipi di cancro è dato dal calcio. Questo minerale è infatti importante per la crescita e la morte cellulare, inoltre può legare alcune molecole di grassi saturi proteggendo così le pareti intestinali.

Formaggi

Colon-retto

Il contenuto di grassi saturi (che stimolano molti fattori di crescita) fa sì che i formaggi possano in qualche modo essere indicati come causa di questo tumore, ma gli studi sono contrastanti tra loro e i dati poco significativi. È quindi ragionevole dire che è solo possibile che i formaggi causino cancro al colon-retto.

Diete ricche di calcio

Prostata

Gli studi sono numerosi e per la maggior parte concordi, è evidenziata la presenza di una relazione dose-dipendente, è probabile che le diete ricche di calcio causino cancro alla prostata.

Conclusioni

I vari studi sulla relazione tra latte, prodotti caseari e cancro puntano in direzioni diverse a seconda del prodotto e del tipo di malattia considerato. Il latte probabilmente protegge dal cancro al colon-retto e forse protegge dal cancro alla vescica, ma allo stesso tempo forse promuove il cancro alla prostata. Inoltre i formaggi, forse ed in contrasto con il latte, causano il cancro al colon-retto. È evidente che su questo argomento la ricerca è ancora molto lontana dall’essere conclusa.

Questo articolo è tratto dal capitolo 4.4 del WCRF-AICR Diet and Cancer Report

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  1. Anonimo

    Un articolo sconclusionato che afferma tutto e il contrario di tutto, quindi, per riprendere la formuletta continuamente ripetuta, “è ragionevole dire che” è perfettamente inutile.

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      La ringrazio per l’intervento, le critiche sono sempre più utili dei complimenti perchè servono per migliorare; la frase “è ragionevole dire che” è stata scelta perchè serve a mettere insieme i dati (a volte contraddittori) provenienti da studi diversi, e si vuole sottolineare la differenza con frasi perentorie che molto spesso non possono essere poste in base agli attuali dati a disposizione.

    2. Anonimo

      Ha perfettamente ragione. Purtroppo i dati raccolti in tutta la letteratura mondiale sono questi: da una parte sembra che il latte possa essere un possibile cancerogeno per la prostata, dall’altra probabilmente protegge dalla malattia al colon-retto.
      Come specificato in calce al testo, comunque, questo post non è farina del mio sacco, ho solo riassunto le conclusioni del più ampio studio oggi disponibile al mondo sul legame tra alimentazione e cancro: il Diet and Cancer Report.
      Il modo migliore di leggerlo è quello di distinguere le malattie: il cancro non è sempre uguale e quello alla prostata non è come quello al colon-retto, quindi è del tutto plausibile che uno stesso alimento possa avere effetti diversi.

  2. Anonimo

    Buongiorno,ho letto dell ipotetico legame calcio tumore prostata.La mia domanda:l assunzione di calcio con DBase può essere pericoloso per la salute della prostata?grazie

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      No, ed in ogni caso consideri che si valuta sempre il rapporto rischi/beneficio in questi casi; meglio un rischio remoto di un leggero aumento della possibilità di problemi prostatici (tutto da verificare nel suo caso, in quanto in realtà potrebbe esserne carente) che il rischio di fratture immediate.

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