Prevenzione dei tumori e dieta: frutta, verdura e legumi

Ultimo Aggiornamento: 159 giorni

Il mondo vegetale è ricco di alimenti molto diversi tra loro: le verdure e gli ortaggi sono poveri in calorie ma ricchi in micronutrienti, al contrario i semi sono molto calorici. Le differenze non si limitano però al tipo commerciale di alimento, anzi: la ricchezza alimentare di questi prodotti è tale proprio perché offrono una vasta gamma di possibilità e le proprietà variano da verdura a verdura e da legume a legume, per questo la variabilità nella dieta è sempre importante.

Nell’ambito di questo lavoro, si può dire che la stragrande maggioranza di questo tipo di prodotti mostra possibili o probabili effetti protettivi, cosa che non fa altro che confermare l’importanza delle verdure, della frutta e dei legumi. Nelle prossime righe andremo a studiare i vari tipi di alimento e a valutarne la loro incidenza sullo sviluppo di tumori.

Definizioni e composizione

Per verdura si intende la parte edibile della pianta, compresi i funghi. Esempi tipici sono le piante a foglia larga o radici, frutti e bulbi, alcune sono ricche di amido e sono già state trattate nel post sui cereali e i tuberi, tutte le altre, non amidacee, possono essere divise in

  • verdure verdi (lattuga, spinaci…),
  • crucifere (cavolfiore, broccoli…),
  • ortaggi bulbosi (aglio, cipolla, porri).

La frutta è rappresentata da quella parte della pianta che ha dei semi, quindi per esempio mele, banane, meloni, arance, limoni e frutta essiccata.

Per la frutta e la verdura i nutrienti principali sono rappresentati da fibra, minerali e vitamine, inoltre contengono alcuni composti chiamati fitochimici, sostanze non nutrienti che esplicano un ruolo benefico sulla salute umana. Sono in genere povere di energia (hanno un apporto calorico basso) ed alcuni di questi alimenti come le verdure agliose o il topinambur contengono un particolare zucchero, l’inulina, che non è un nutriente umano ma è utilizzato da alcuni tipi di batteri intestinali, favorendone la crescita (prebiotico). Le verdure verdi sono ricche in folati, mentre il pomodoro è ricco di licopene.

I legumi provengono da speciali frutti, i baccelli; sono per esempio fagioli, ceci, lenticchie, piselli… A volte sono mangiati insieme ai baccelli come nelle fave, a volte possono essere fatti germogliare come i germogli di soia. I legumi sono ricchi di proteine e carboidrati, quindi hanno un alto contenuto energetico. Hanno inoltre alcuni zuccheri non digeribili che funzionano, come l’inulina, da prebiotici, ovvero vengono fermentati dalla flora batterica intestinale; la soia in particolare contiene fitoestrogeni, sostanze che possono avere un effetto simile agli ormoni femminili (estrogeni).

Per noci e semi intendiamo dei semi edibili circondati da un guscio duro all’esterno; comprendono noci, nocciole, semi di girasole e tutti gli altri. Tecnicamente anche i cereali sono semi, ma sono stati trattati nel post a loro dedicato. Sono il gruppo con più contenuto di grassi, per la maggior parte rappresentato da acidi grassi mono e polinsaturi, sono quindi molto ricchi di energia. Rappresentano inoltre una buona fonte di minerali e vitamine.

Odori, spezie e condimenti sono prodotti di origine vegetale che servono soprattutto per insaporire i piatti. Gli odori sono foglie fresche o essiccate (basilico, rosmarino, salvia) ma queste e altre parti della pianta possono essere usate anche come spezie, basti pensare al rafano che viene da una radice, i semi con cui si fa la senape o il cumino e così via. La ricchezza fondamentale di questi alimenti è data dai composti fitochimici, che come abbiamo detto esplicano spesso funzioni positive sul nostro organismo pur non essendo nutrienti.

Verdure non amidacee

Bocca, laringe e faringe

  • Verdure non amidacee: la maggioranza degli studi mostra un decremento del rischio; alcuni studi hanno mostrato un rischio aumentato in maniera non significativa, quindi probabilmente casuale.
  • Verdure non amidacee e frutta: gli studi mostrano un probabile decremento del rischio.
  • Verdure crude: gli studi mostrano un probabile decremento del rischio.
  • Crucifere: uno studio mostra un incremento significativo del rischio con il consumo di alcuni prodotti tipici orientali come il cavolo in salamoia e il kimchi, gli studi più ampi portano risultati non statisticamente significativi ma la maggior parte degli studi caso-controllo (un confronto tra chi ha una certa condotta alimentare e chi non ce l’ha) mostra un decremento significativo del rischio.
  • Verdure a foglie verdi: gli studi mostrano un probabile decremento del rischio.
  • Carote: le verdure contenenti carotene mostrano un possibile decremento del rischio, ma i risultati non sono del tutto chiari.
  • Pomodori: gli studi mostrano un possibile decremento del rischio, ma i risultati non sono del tutto chiari.

Conclusioni: probabilmente le verdure proteggono dallo sviluppo di cancro alla faringe, alla laringe e alla bocca, in modo direttamente proporzionale al loro consumo.

Esofago

  • Verdure non amidacee: gli studi mostrano un possibile decremento del rischio.
  • Verdure non amidacee e frutta: gli studi mostrano un probabile decremento del rischio.
  • Verdure crude: gli studi mostrano un probabile decremento del rischio.
  • Radici e tuberi non amidacei: gli studi sono contrastanti e non statisticamente significativi.
  • Crucifere: gli studi sono per la maggior parte non significativi e a volte contrastanti.
  • Ortaggi bulbosi: gli studi mostrano risultati non significativi o, a volte, mostrano un probabile decremento del rischio.
  • Verdure a foglie verdi: gli studi mostrano un possibile decremento del rischio.
  • Pomodori: gli studi mostrano un possibile decremento del rischio.

Conclusioni: c’è la possibilità che questi alimenti proteggano dal cancro all’esofago, in modo direttamente proporzionale al loro consumo.

Stomaco

  • Verdure non amidacee: gli studi mostrano un probabile decremento del rischio.
  • Verdure gialle e verdi: gli studi mostrano un convincente decremento del rischio. In questo gruppo sono comprese tutte le verdure a foglia verde e quelle gialle e arancioni, come peperoni e carote.
  • Verdure a foglie verdi: gli studi mostrano un probabile decremento del rischio.
  • Pomodori: gli studi mostrano un probabile decremento del rischio.
  • Verdure bianche o pallide: è una categoria scarsamente nota in Italia, le verdure di questo tipo sono più usate in Asia, ad esempio in Giappone c’è la daikon, che è una radice. Gli studi mostrano un convincente decremento del rischio.
  • Verdure crude: gli studi mostrano un possibile decremento del rischio.
  • Verdure non amidacee e frutti: gli studi mostrano un probabile decremento del rischio.

Conclusioni: probabilmente le verdure proteggono dal cancro allo stomaco, in un modo direttamente proporzionale al loro consumo.

Nasofaringe

Le evidenze non sono molte ma è possibile che le verdure non amidacee possano ridurre il rischio di cancro al nasofaringe.

Polmoni

  • Insieme delle verdure: gli studi mostrano un possibile decremento del rischio.
  • Verdure non amidacee: gli studi mostrano un possibile decremento del rischio.
  • Verdure a foglie verdi: gli studi mostrano un probabile decremento del rischio.
  • Insieme delle radici e dei tuberi non amidacei: gli studi mostrano un possibile decremento del rischio.
  • Carote: gli studi mostrano un probabile decremento del rischio.

Conclusioni: Alcuni studi non hanno considerato l’effetto del fumo, nonostante questo però è ragionevole dire che è possibile che le verdure riducano il rischio di manifestare un cancro ai polmoni.

Colon-retto

Nonostante l’abbondanza di dati, questi nell’insieme si mostrano non definitivi. Le evidenze sono limitate ed è solo possibile che le verdure possano ridurre il rischio del cancro al colon-retto.

Ovaie

  • Verdure non amidacee: gli studi mostrano un possibile decremento del rischio.
  • Verdure a foglie verdi: gli studi mostrano un possibile decremento del rischio.

Conclusioni: gli studi non sono conclusivi, è ragionevole quindi dire che è solo possibile che le verdure prevengano il cancro alle ovaie.

Endometrio

Gli studi non sono conclusivi, è ragionevole quindi dire che è solo possibile che le verdure prevengano il cancro all’endometrio.

Meccanismi d’azione

Le possibilità che hanno le verdure di ridurre il rischio di cancro si basano sul loro contenuto di nutrienti (fibre e vitamine antiossidanti) e di composti fitochimici (ad esempio flavonoidi e fitoestrogeni) che, nell’insieme, riescono a proteggere il DNA cellulare e a ridurre la possibilità di formazione di cellule cancerose sia con effetto diretto (come per esempio fanno i folati) sia indiretto (come gli antiossidanti).

Ortaggi bulbosi

Stomaco

  • Ortaggi bulbosi: gli studi mostrano un probabile decremento del rischio.
  • Aglio: uno studio di coorte (che esamina una popolazione per un certo tempo) mostra un leggero incremento del rischio per una supplementazione di aglio. Per un consumo generico però gli studi mostrano un probabile decremento del rischio.

Conclusioni: un consumo regolare di aglio probabilmente riduce il rischio di cancro allo stomaco, agendo anche su sovracolonizzazioni del batterio Helicobacter pylori.

Colon-retto

Nonostante le evidenze siano poche, quelle che ci sono sono sostanzialmente d’accordo, è ragionevole quindi dire che probabilmente l’aglio protegge dal tumore al colon-retto.

Frutta

Bocca, laringe, faringe

  • Frutta in generale: gli studi mostrano un probabile decremento del rischio.
  • Agrumi: gli studi mostrano un possibile decremento del rischio.

Conclusioni: la frutta probabilmente protegge dal cancro alla laringe, alla bocca e alla faringe.

Esofago

  • Frutta in generale: gli studi mostrano un probabile decremento del rischio.
  • Agrumi: gli studi mostrano un probabile decremento del rischio.

Conclusioni: la frutta probabilmente protegge dal cancro all’esofago.

Polmoni

Gli studi sono molteplici e concordi, la frutta protegge dal cancro ai polmoni, le evidenze mostrate dai dati raccolti sono convincenti. I flavonoidi contenuti nella frutta riducono la possibilità di danno al DNA, con conseguente riduzione del pericolo di trasformazione cellulare.

Stomaco

Gli studi sono abbastanza concordi nel ritenere che la frutta probabilmente protegge dal cancro allo stomaco, anche evitando i danni causati da H. pylori.

Nasofaringe

Gli studi non sono conclusivi, è possibile che la frutta protegga dal cancro al nasofaringe, ma le interazioni vanno investigate più a fondo.

Pancreas

Gli studi non sono conclusivi, è possibile che la frutta protegga dal cancro al pancreas, ma le interazioni vanno investigate più a fondo.

Fegato

Gli studi non sono conclusivi, è possibile che la frutta protegga dal cancro al fegato, ma le interazioni vanno investigate più a fondo.

Colon-retto

Gli studi sono abbondanti ma contraddittori, è ragionevole dire quindi che è solo possibile che la frutta protegga dal cancro al colon-retto.

Meccanismi d’azione

La vitamina C, la vitamina E e i flavonoidi contenuti nella frutta sono potenti antiossidanti, che proteggono il DNA dai danni causati dai radicali liberi. Altri composti, come i carotenoidi e i composti fitochimici, attuano un meccanismo di protezione verso il genoma cellulare, che aiuta a prevenire il cancro.

Alimenti contenenti carotenoidi

I carotenoidi sono pigmenti con funzioni diverse, fanno parte dei composti fitochimici, alcuni esempi sono il licopene contenuto nei pomodori, il carotene delle carote e la vitamina A (la quale è un derivato del carotene). I cibi contenenti carotenoidi sono di colore giallo, arancione o rosso.

Bocca, laringe, faringe

Gli studi sono abbondanti e concordi anche se non definitivi, è probabile che i carotenoidi proteggano dal cancro alla bocca, alla laringe e alla faringe in modo direttamente proporzionale al loro consumo.

Polmoni

Gli studi sono concordi e in quantità discreta, è probabile che i carotenoidi proteggano dal cancro ai polmoni in modo direttamente proporzionale al loro consumo.

Esofago

Gli studi sono concordi e in quantità discreta, è probabile che i carotenoidi proteggano dal cancro all’esofago.

Prostata

Gli studi sono numerosi e concordi, è probabile che il licopene protegga dal cancro alla prostata. Per quanto riguarda il carotene, invece, gli studi mostrano come probabilmente non abbia effetti su questo tumore.

Pelle

Gli studi mostrano che probabilmente il carotene non ha effetti sul rischio di contrarre il cancro alla pelle.

Meccanismi d’azione

Il carotene e il licopene sono antiossidanti, possono quindi prevenire il danno al DNA e diminuire la probabilità di trasformazione cellulare. Il licopene, inoltre, abbassa il colesterolo LDL (il colesterolo cattivo), riduce l’infiammazione e favorisce lo sviluppo del sistema immunitario.

Alimenti contenenti folati

Gli alimenti contenenti folati sono soprattutto le verdure verdi, la frutta, il fegato e, quando sono fortificati, i cereali da prima colazione. I folati sono una delle vitamine del gruppo B, sono fondamentali per lo sviluppo del sistema nervoso del feto durante la gravidanza e per la salute del sangue.

Pancreas

Gli studi sono pochi ma i risultati sembrano concordi, è possibile che i folati proteggano dal cancro al pancreas.

Esofago

Gli studi sono in numero limitato, è possibile che i folati proteggano dal cancro all’esofago, ma le interazioni vanno investigate più a fondo.

Colon-retto

Gli studi sono abbondanti ma è difficile distinguere l’effetto dei folati da quello della fibra, è ragionevole dire che è possibile che i folati proteggano dal cancro al colon-retto.

Alimenti contenenti vitamina C

La vitamina C è un antiossidante contenuto in molti frutti, in special modo pomodoro, agrumi e kiwi. L’uomo è tra i pochi mammiferi che non possono sintetizzare questo nutriente, perciò è essenziale, va preso con l’alimentazione.

Esofago

Gli studi sono molti e sono tutti sostanzialmente d’accordo, è ragionevole dunque dire che probabilmente gli alimenti ricchi di vitamina C proteggano dal cancro all’esofago.

Alimenti contenenti vitamina E

La vitamina E è uno dei più potenti antiossidanti ricavabili dal cibo, è comune nei semi e nei cereali ma è abbondante anche nella frutta e nella verdura.

Esofago

Purtroppo la maggior parte degli studi sono di scarsa qualità, c’è solo la possibilità che la vitamina E protegga dal cancro all’esofago.

Prostata

Gli studi sono scarsi e i risultati ambigui. C’è solo la possibilità che la vitamina E protegga dal cancro alla prostata.

Alimenti contenenti selenio

Il selenio è un minerale naturalmente presente nei terreni, nella carne, nel pesce e nelle uova, una dieta variata apporta una quantità sufficiente di selenio per il buon funzionamento dell’organismo. Esistono soprattutto alcune varietà di ortaggi, come le patate, coltivate in terreni arricchiti di selenio.

Polmoni

Gli studi sono pochi, c’è solo la possibilità che alimenti contenenti selenio possano ridurre il rischio di cancro ai polmoni.

Prostata

Gli studi sono numerosi e concordi, è ragionevole quindi dire che è probabile che alimenti contenenti selenio proteggano dal cancro alla prostata.

Stomaco

Gli studi sono molti ma non sono conclusivi, c’è solo la possibilità che alimenti ricchi in selenio proteggano dal cancro allo stomaco.

Colon-retto

Gli studi sono molti ma non sono conclusivi, c’è solo la possibilità che alimenti ricchi in selenio proteggano dal cancro allo stomaco.

Meccanismi d’azione

La mancanza di selenio porta a una scarsa sintesi delle selenoproteine: particolari proteine contenenti selenio che hanno funzioni antinfiammatorie e antiossidanti. Assicurare una corretta sintesi di queste proteine potrebbe portare a ridurre il rischio di tumori.

Legumi

Stomaco

  • Legumi in genere: gli studi non sono concordi, c’è solo la possibilità che i legumi proteggano dal cancro allo stomaco.
  • Soia e prodotti della soia: gli studi sono concordi ma gli effetti sono blandi, c’è solo la possibilità che la soia protegga dal cancro allo stomaco.

Conclusioni: gli studi sono contraddittori, c’è solo la possibilità che i legumi proteggano dal cancro allo stomaco.

Prostata

  • Legumi in genere: gli studi mostrano un possibile decremento del rischio.
  • Soia e prodotti della soia: gli studi mostrano un possibile decremento del rischio.

Conclusioni: gli studi sono contraddittori, c’è solo la possibilità che i legumi proteggano dal cancro alla prostata.

Meccanismi d’azione

La soia e i legumi contengono alcune molecole potenzialmente in grado di proteggere dal cancro, come le saponine o i fitoestrogeni, inoltre contengono alcune molecole antiossidanti.

Noci e semi

Gli studi sono troppo pochi, non è possibile trarne alcuna informazione definitiva.

Peperoncino

Gli studi sono pochi e contraddittori, c’è la possibilità che il peperoncino incrementi il rischio di cancro allo stomaco.

Conclusioni

Le verdure, i legumi, la frutta e in generale gli alimenti vegetali hanno un effetto non chiaramente definito sullo sviluppo del cancro. Quasi sempre, nella migliore delle ipotesi, gli studi indicano una probabile protezione, ma il gruppo di alimenti preso nell’insieme non mostra un effetto convincente e certo. Il lato positivo è che solo il peperoncino ha mostrato una chiara propensione a incrementare il rischio di cancro (cancro allo stomaco, esattamente), e in ogni caso la teoria è solo possibile. In futuro serviranno sicuramente ulteriori studi per chiarire meglio il rapporto di questi alimenti con la malattia.

Questo articolo è tratto dal capitolo 4.2 del WCRF-AICR Diet and Cancer Report

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