Papilloma virus (HPV) e vaccino (Gardasil e Cervarix)

Ultimo Aggiornamento: 1544 giorni

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È possibile prevenire il papillomavirus?

L’unico modo sicuro per eliminare qualsiasi rischio di contrarre il papilloma virus è l’astinenza dai contatti con i genitali di altre persone.

Se si sceglie di avere una vita sessuale attiva, la strategia che ha maggiori probabilità di prevenire il papilloma virus genitale consiste nell’impegnarsi in una relazione mutualmente fedele con un partner non infetto, tuttavia è difficile capire se un partner che è stato sessualmente attivo in passato attualmente sia infetto o meno.

Non si conosce con esattezza nemmeno il grado di protezione offerto dal preservativo, perché le zone non coperte possono essere colpite dal virus. Anche se l’efficacia del preservativo nella prevenzione dell’HPV non è ancora stata dimostrata, il suo uso è collegato alla diminuzione dell’incidenza del tumore al collo dell’utero, una malattia associata al papilloma virus.

La Food and Drug Administration (FDA) ha approvato due vaccini per la prevenzione del papillomavirus, in vendita anche in Italia: il Gardasil® e il Cervarix®. Entrambi sono molto efficaci per la prevenzione delle infezioni da HPV di tipo 16 e 18, le due forme di HPV più pericolose che causano la maggior parte (70 per cento) dei tumori al collo dell’utero. Il Gardasil® è anche utile per prevenire le infezioni da HPV di tipo 6 e 11, che causano praticamente tutti i casi di verruche genitali (il 90 per cento). Inoltre si sta tentando di provare che il Cervarix® offre una protezione parziale contro alcuni altri tipi di HPV che possono provocare tumori, ma per comprendere appieno l’efficacia del prodotto sono necessarie ulteriori ricerche.

Che cosa sono il Gardasil® e il Cervarix®?

Il Gardasil® è un vaccino prodotto dalla Merck: è un vaccino quadrivalente perché protegge da quattro tipi di HPV: il 6, l’11, il 16 e il 18. Il Gardasil® viene somministrato con tre iniezioni intramuscolari in un arco di tempo di 6 mesi. La FDA ha approvato il suo utilizzo per la prevenzione del tumore al collo dell’utero e di alcuni tipi di tumore alla vulva e alla vagina, causati dall’HPV di tipo 16 e 18; inoltre è stato approvato per l’uso in entrambi i sessi per la prevenzione delle verruche genitali causate dall’HPV di tipo 6 e 11. Il vaccino è approvato per entrambi i sessi, e può essere somministrato a uomini e donne di età compresa tra i 9 e i 26 anni.

Il Cervarix® è prodotto dalla GlaxoSmithKline. È un vaccino bivalente, cioè offre protezione contro due tipi di papillomavirus (il 16 e il 18). Anche il Cervarix® viene somministrato in tre dosi in un arco di tempo di sei mesi. La FDA l’ha approvato per l’uso nelle donne di età compresa tra i 10 e i 25 anni per la prevenzione del tumore al collo dell’utero causato dal papillomavirus di tipo 16 e 18.

Sia il Gardasil® che il Cervarix® sono basati su una tecnologia sviluppata in parte dai ricercatori del National Cancer Institute. L’NCI, che fa parte del National Institute of Health, ha venduto il brevetto alle due aziende farmaceutiche, la Merck e la GlaxoSmithKline, che hanno sviluppato i vaccini per la grande distribuzione.

Nessuno di questi due vaccini contro il papillomavirus si è dimostrato efficace al cento per cento nei casi di infezione causata da altri tipi di papillomavirus, alcuni risultati iniziali suggeriscono tuttavia che entrambi i vaccini potrebbero essere parzialmente efficaci contro alcuni altri tipi di HPV che provocano il tumore al collo dell’utero. In generale, quindi, i due vaccini non riescono a prevenire il 30 per cento circa dei casi di tumore al collo dell’utero; inoltre il Gardasil® non riesce a prevenire il 10 per cento dei casi di verruche genitali. Nessuno dei due vaccini, infine, previene le altre malattie sessualmente trasmissibili né è in grado di curare un’infezione in corso o un tumore già sviluppato.

Proprio perché i vaccini non offrono alcuna protezione generale contro tutti i tipi di HPV in grado di provocare il tumore al collo dell’utero, è importante che le donne vaccinate continuino a sottoporsi ai test di screening per questo tipo di tumore, esattamente come si consiglia di fare alle donne non vaccinate.

Quanto costano Gardasil® e Cervarix®?

In Italia è possibile acquistare i vaccini dietro presentazione di ricetta medica; una fiala di Gardasil® è venduta al prezzo di € 171,64, mentre Cervarix costa € 156,79; in Italia dal mese di marzo 2008 è possibile accedere gratuitamente al ciclo completo di vaccinazione (3 dosi) per le ragazze dagli 11 ai 12 anni in modo uniforme in tutto il territorio italiano con l’obiettivo di produrre negli anni una progressiva immunizzazione della popolazione giovane adulta esposta al rischio di infezione.

Come funzionano i vaccini contro l’HPV?

I vaccini contro l’HPV funzionano come tutti gli altri vaccini contro le infezioni virali. I ricercatori hanno ipotizzato che i particolari componenti della superficie del papilloma virus siano in grado di scatenare una risposta anticorpale capace di proteggere l’organismo dall’infezione, e quindi hanno pensato di usarli per formare la base di un vaccino. I componenti superficiali sono in grado di interagire tra loro formando particelle di natura virale; queste, che non sono contagiose, stimolano il sistema immunitario a produrre gli anticorpi che impediscono al papilloma virus “completo” ed attivo di contagiare le cellule. Si pensa che il meccanismo di protezione consista, nella stimolazione degli anticorpi che prevengono l’infezione causa dello sviluppo delle mutazioni delle cellule del collo dell’utero (come evidenziato dal Pap Test) che potrebbero sviluppare un tumore. Questi vaccini possono prevenire le infezioni da HPV, ma sono completamente inutili quando si tratta di eradicare infezioni già in corso.

I vaccini contro l’HPV sono efficaci?

Il Gardasil® e il Cervarix® sono molto efficaci per la prevenzione delle infezioni causate dalle forme di HPV per cui sono stati ideati. Le ricerche hanno dimostrato che entrambi prevengono quasi il 100 per cento dei casi di anomalie precancerose delle cellule del collo dell’utero causate dai tipi di HPV per cui sono stati ideati, per un periodo fino a quattro anni dopo la vaccinazione, tra le donne che al momento della vaccinazione erano sane.

Perché sono importanti?

Con le campagne di vaccinazione si potrebbe tentare di ridurre la mortalità mondiale per il tumore al collo dell’utero di circa i due terzi, se tutte le donne si vaccinassero e se l’immunizzazione si rivelasse a lungo termine. Inoltre la vaccinazione fa diminuire il ricorso a cure mediche, biopsie ed interventi invasivi richiesti nel caso di risultati anomali del Pap test, e quindi aiuta ad abbattere i costi per le cure mediche e le situazioni di ansia legate alle anomalie evidenziate dal Pap test e al conseguente ricorso agli esami di follow-up.

Sono sicuri?

Prima di essere messo in commercio, ogni vaccino deve essere controllato dalla FDA e da altri organismi di controllo europei che ne determinano la sicurezza e l’efficacia. Sia il Gardasil® sia il Cervarix® sono stati testati su decine di migliaia di persone negli Stati Uniti e in altri paesi e finora non sono stati riscontrati effetti collaterali gravi. I problemi più diffusi sono un dolore lieve e di breve durata e altri sintomi locali nella zona dell’iniezione, simili a quelli che comunemente si verificano con qualsiasi altro vaccino. I vaccini non sono ancora stati sufficientemente testati sulle donne incinte, e quindi è consigliabile non usarli durante la gravidanza.

Un recente protocollo di sicurezza, elaborato dalla FDA e dal Center for Disease Control and Prevention (CDC) ha preso in considerazione gli effetti collaterali collegati alla vaccinazione con il Gardasil® riferiti al Vaccine Adverse Events Reporting System da quando il vaccino è stato messo in commercio. Le percentuali di effetti collaterali riportate nel protocollo sono coerenti con quelle apparse negli studi condotti prima dell’approvazione del prodotto e comunque simili a quelle di altri vaccini.

Nel caso del Gardasil® è stata riportata un’incidenza leggermente maggiore di sincope (svenimento) e di eventi tromboembolia venosa (trombosi), rispetto a quanto riscontrato con gli altri vaccini. Le cadute dovute agli svenimenti potrebbero causare lesioni gravi, soprattutto alla testa, che però possono essere facilmente evitate facendo rimanere seduto il paziente per 10-15 minuti dopo la vaccinazione.

Quanto dura l’immunizzazione?

La durata dell’immunizzazione è ancora sconosciuta, ma sono in corso ricerche per determinarla con esattezza. Test clinici già nella terza fase hanno dimostrato che il Gardasil® e il Cervarix® sono in grado di immunizzare contro l’HPV di tipo 16 per quattro anni. Studi minori suggeriscono che probabilmente l’immunizzazione potrebbe durare per più di quattro anni, ma non si sa con sicurezza se possa durare per tutta la vita.

Sono necessarie dosi di richiamo?

Sono in corso ricerche per capire se le dosi di richiamo siano necessarie o meno. Le dosi di richiamo sono le dosi supplementari di un vaccino, di solito più leggere di quella o di quelle iniziali, somministrate in un secondo momento per mantenere l’immunizzazione.

Chi si dovrebbe vaccinare?

Sia il Gardasil® che il Cervarix® si sono dimostrati efficaci solo quando sono stati somministrati prima dell’infezione, quindi si consiglia di somministrarli prima dell’inizio della vita sessuale attiva. La FDA li ha messi in commercio con appositi raccomandazioni legate all’età e al sesso del paziente che è necessario vaccinare. Ha approvato il Gardasil® per l’uso nelle donne di età compresa tra i 9 e i 26 anni, e il Cervarix® per le donne di età compresa tra i 10 e i 25 anni.

I dati della Merck evidenziano una forte efficacia del Gardasil® anche negli uomini per la prevenzione delle verruche genitali connesse all’HPV di tipo 6 e 11, le due forme di papilloma virus che causano la maggior parte dei casi di verruche genitali. La FDA ha approvato il Gardasil® per l’uso negli uomini di età compresa tra i 9 e i 26 anni, per prevenire le verruche genitali causate dall’HPV di tipo 6 e 11.

Oltre alla prevenzione del tumore al collo dell’utero nelle donne e delle verruche genitali per entrambi i sessi, la vaccinazione potrebbe avere anche altri vantaggi. Potrebbe diminuire il rischio di tumori anali e orofaringei in entrambi i sessi, e anche di tumore al pene: tuttavia non sono ancora stati effettuati studi clinici approfonditi sull’argomento.

Le donne già vaccinate devono comunque sottoporsi al Pap test?

Sì.

I vaccini infatti non sono efficaci contro tutti i tipi di HPV in grado di provocare un tumore, quindi il Pap test continua ad essere fondamentale per scoprire i tumori al collo dell’utero e le anomalie classificabili come precancerose. Inoltre il Pap test ha un’importanza cruciale per le donne che non sono state vaccinate o che già sono state contagiate dall’HPV.

Traduzione ed integrazione a cura di Elisa Bruno

Fonti principali:


Revisione scientifica e correzione a cura del Dr. Guido Cimurro (farmacista)
Le informazioni contenute in questo articolo non devono in alcun modo sostituire il rapporto dottore-paziente; si raccomanda al contrario di chiedere il parere del proprio medico prima di mettere in pratica qualsiasi consiglio od indicazione riportata.

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