Linfoma non Hodgkin: sintomi, terapia, sopravvivenza

Ultimo Aggiornamento: 1456 giorni

Link sponsorizzati

Introduzione

Il linfoma non Hodgkin è un tumore che si sviluppa nelle cellule del sistema immunitario, il sistema che combattere le infezioni e altri disturbi.

Il sistema linfatico fa parte del sistema immunitario e comprende:

  • Vasi linfatici. Il sistema linfatico è costituito da una rete di vasi linfatici, che si diramano e raggiungono tutti i tessuti dell’organismo.
  • Linfa. Nei vasi linfatici circola un liquido trasparente detto linfa, che contiene globuli bianchi, per lo più linfociti B e T.
  • Linfonodi. I vasi linfatici sono connessi a piccole masserelle rotonde di tessuto, dette linfonodi. I linfonodi sono raggruppati nel collo, sotto le ascelle, nel torace, nell’addome e nella zona inguinale e, al loro interno, conservano i globuli bianchi. Servono per intrappolare ed eliminare i batteri o altre sostanze pericolose che eventualmente possono essere presenti nella linfa.
  • Altri organi. Tra gli altri organi che fanno parte del sistema linfatico ricordiamo: le tonsille, il timo e la milza. Il tessuto linfatico si trova anche in altre parti del corpo, tra cui lo stomaco, la pelle e l’intestino tenue

Il tessuto linfatico si trova in diverse parti dell’organismo, quindi il linfoma si può sviluppare praticamente dappertutto. Di solito ha origine in un linfonodo sopra il diaframma, il muscolo sottile che divide il torace e l’addome; si può sviluppare in un gruppo di linfonodi o, in alcuni casi, anche in altre parti del sistema linfatico.

Il linfoma non Hodgkin si sviluppa quando si manifesta un’anomalia in un linfocita (di solito un linfocita T). La cellula anomala si divide e si replica, le nuove cellule, a loro volta, si duplicano, producendo sempre più cellule anomale che non muoiono come quelle sane. Le cellule anomale non sono in grado di proteggere l’organismo dalle infezioni o dagli altri disturbi; si accumulano formando una massa di tessuto detta tumore.

Le percentuali di sopravvivenza e la prognosi relativa al linfoma non Hodgkin dipendono da diversi fattori (stadio del tumore, età del paziente, …):

Gruppi di rischio Numero di fattori presenti RC (%) Sopravvivenza a 5 anni (%)
Pazienti di tutte le età
Basso 0-1 87 73
Basso-Intermedio 2 67 51
Intermedio-Alto 3 55 43
Alto 4-5 44 26
Pazienti <60 anni
Basso 0 92 83
Basso-intermedio 1 78 69
Alto-intermedio 2 57 46
Alto 3 46 32
Pazienti > 60 anni
Basso 0 91 56
Basso-intermedio 1 71 44
Alto-intermedio 2 56 37
Alto 3 36 21

RC: Remissione completa

(fonte tabella: V. Cordiano)

Cause

I medici riescono raramente a capire il motivo per cui il linfoma non Hodgkin colpisce certi pazienti e non altri; la ricerca, però, dimostra che determinati fattori di rischio fanno aumentare il rischio di ammalarsi di questo tumore.

Tra i fattori di rischio per il linfoma non Hodgkin ricordiamo:

  • Indebolimento del sistema immunitario. Il rischio di soffrire di linfoma può aumentare se il sistema immunitario è debole (ad esempio a causa di un disturbo ereditario o di determinati farmaci usati dopo un trapianto).
  • Infezioni. Alcune infezioni fanno aumentare il rischio di ammalarsi del linfoma, tuttavia il tumore non è contagioso, cioè non viene trasmesso da paziente a paziente. Tra i principali tipi di infezione in grado di far aumentare il rischio di linfoma ricordiamo:
    1. Virus dell’immunodeficienza umana (HIV), cioè il virus che provoca l’AIDS. Chi è stato contagiato dall’HIV presenta un aumentato rischio di ammalarsi di alcuni tipi di linfoma non Hodgkin.
    2. Virus di Epstein-Barr (EBV). L’infezione da EBV è stata collegata a un maggior rischio di linfoma. In Africa l’EBV è collegata al linfoma di Burkitt.
    3. Helicobacter pylori. È il batterio che provoca l’ulcera gastrica: fa aumentare il rischio di linfoma nella mucosa gastrica.
    4. Virus dei linfociti T dell’uomo di tipo 1 (HTLV-1). L’infezione da HTLV-1 aumenta il rischio di ammalarsi di linfoma e di leucemia.
    5. Virus dell’epatite C. alcune ricerche hanno dimostrato che il rischio di linfoma è maggiore nei pazienti contagiati dal virus dell’epatite C. Saranno necessarie ulteriori ricerche per capire meglio il ruolo del virus dell’epatite C.
  • Età. Il linfoma non Hodgkin può svilupparsi anche nei giovani, ma il rischio di ammalarsi aumenta con l’età. La maggior parte dei pazienti affetti da linfoma non Hodgkin ha più di 60 anni.

I ricercatori stanno studiando l’obesità e altri possibili fattori di rischio per il linfoma non Hodgkin, per esempio chi lavora a contatto con i pesticidi o con determinate sostanze chimiche potrebbe essere più a rischio. I ricercatori stanno anche indagando su un’eventuale correlazione tra l’uso delle tinte per capelli prima del 1980 e il linfoma non Hodgkin.

Avere uno o più fattori di rischio non significa ammalarsi necessariamente, la maggior parte dei pazienti che presentano fattori di rischio non sarà mai colpita da alcun tumore.

Sintomi

Il linfoma non Hodgkin può causare diversi sintomi:

  • Gonfiore (non doloroso) ai linfonodi del collo, delle ascelle o dell’inguine,
  • Dimagrimento apparentemente inspiegabile,
  • Febbre che non diminuisce,
  • Intensa sudorazione notturna,
  • Tosse, problemi respiratori o dolore al torace,
  • Debolezza e stanchezza che non scompaiono,
  • Dolore, gonfiore o sensazione di pienezza addominale.

Nella maggior parte dei casi questi sintomi non sono dovuti a un tumore, ma possono essere causati da infezioni o da altri disturbi. Se i sintomi durano per più di due settimane, è consigliabile rivolgersi al proprio medico per ottenere una diagnosi e una terapia.

Diagnosi

Se soffrite di gonfiore ai linfonodi o di altri sintomi che potrebbero indicare un linfoma non Hodgkin, il medico cercherà di diagnosticare la causa del problema, probabilmente informandosi sui problemi di salute vostri e dei vostri famigliari.

Presumibilmente dovrete sottoporvi ai seguenti esami:

  • Visita. Il medico controllerà se ci sono linfonodi gonfi nel collo, sotto le ascelle e nella zona inguinale e se la milza o il fegato sono gonfi.
  • Esami del sangue. Le analisi complete controllano il numero di globuli bianchi, ma anche di altri tipi di cellule e di altre sostanze, ad esempio dell’enzima lattato-deidrogenasi (LDH). Il linfoma può far aumentare il livello dell’LDH.
  • Radiografia toracica. Le radiografie possono evidenziare il gonfiore dei linfonodi o altri segni di problemi a livello toracico.
  • Biopsia. La biopsia è l’unico metodo sicuro per diagnosticare il linfoma. Il medico può asportare un linfonodo interamente (biopsia escissionale) oppure solo in parte (biopsia incisionale). Un ago molto sottile (tecnica detta dell’ago aspirato) di solito non è in grado di aspirare un campione sufficiente per elaborare la diagnosi patologica di linfoma, quindi è necessario rimuovere l’intero linfonodo. Il patologo usa il microscopio per controllare se nel tessuto sono presenti cellule tumorali.

Cura e terapia

Il medico può descrivervi le opportunità terapeutiche e i risultati attesi, potete lavorare insieme a lui per creare un piano terapeutico che venga incontro alle vostre necessità.

Il medico generico può indirizzarvi presso uno specialista, oppure potete essere voi stessi a richiedergli un consiglio riguardo lo specialista da consultare. Tra gli specialisti in grado di curare il linfoma non Hodgkin ricordiamo:

  • l’ematologo,
  • l’oncologo,
  • il radiologo.

Il medico potrà consigliarvi di scegliere un oncologo specializzato nella cura dei linfomi, spesso questi specialisti lavorano presso gli ospedali universitari o presso le strutture sanitarie più all’avanguardia. L’équipe che vi seguirà può anche comprendere un infermiere oncologico e un dietologo.

La scelta della terapia dipende soprattutto da:

  • Tipo di linfoma non Hodgkin (ad esempio linfoma follicolare),
  • Collocazione (zona in cui si trova il tumore),
  • Stadiazione, o velocità di crescita del tumore (linfoma indolente o aggressivo),
  • Età,
  • Eventuali altri problemi di salute.

Se siete affetti da linfoma non Hodgkin indolente che non presenta particolari sintomi, potrebbe essere necessario aspettare prima di ricorrere a una terapia. Il medico vi terrà sotto controllo, in modo da iniziare la terapia non appena si presenteranno i sintomi. Questo rinvio della terapia è detto “attesa vigile”.

Se soffrite di linfoma indolente che ha già manifestato sintomi, probabilmente dovrete sottoporvi alla chemioterapia e alla terapia biologica. La radioterapia può essere usata nei pazienti affetti da linfoma in stadio I o II.

Se il linfoma è aggressivo la terapia di solito è sia chemioterapica sia biologica; può essere accompagnata anche dalla radioterapia.

Se il linfoma si ripresenta dopo la terapia è detto tumore recidivante o ricorrente: chi soffre di linfoma recidivante dovrà ricorrere a una chemioterapia e/o a una radioterapia più aggressiva, e poi a un trapianto di cellule staminali.

È consigliabile informarsi sugli effetti collaterali e sulle ricadute della terapia sulle normali attività quotidiane: la chemioterapia e la radioterapia, infatti, danneggiano spesso le cellule e i tessuti sani, quindi gli effetti collaterali sono frequenti. Gli effetti collaterali possono essere diversi da paziente a paziente e possono cambiare anche da una sessione alla successiva. Prima dell’inizio della terapia, l’équipe che vi segue vi spiegherà a quali effetti collaterali potete andare incontro e vi suggerirà come affrontarli. Più il paziente è giovane, più ha facilità nell’affrontare la terapia e gli effetti collaterali.

Durante tutta la terapia, potrete usufruire della terapia di supporto, cioè della terapia volta a prevenire o combattere le infezioni, controllare il dolore e gli altri sintomi, alleviare gli effetti collaterali della terapia contro il tumore e aiutarvi ad affrontare gli aspetti psicologici della diagnosi di tumore.

Potete infine scegliere di chiedere al vostro medico di farvi partecipare ad una sperimentazione clinica, cioè a una ricerca sui nuovi metodi terapeutici, quando disponibile.

Attesa vigile

L’attesa vigile è il rinvio della terapia al momento in cui il tumore inizierà a manifestare sintomi. I medici spesso la consigliano ai pazienti affetti da linfoma indolente, che può non provocare sintomi anche per un lungo periodo. A volte il tumore può addirittura rimpicciolirsi senza nessun intervento. Rinviando la terapia si possono evitare gli effetti collaterali della chemioterapia o della radioterapia.

Se voi e il vostro medico decidete di optare per l’attesa vigile, il medico vi sottoporrà a controlli regolari (a cadenza di 3 mesi). La terapia inizierà solo se i sintomi iniziano o peggiorano.

Alcune persone scelgono di non aspettare, perché si preoccupano di avere un tumore non curato. Chi in un primo tempo decide per l’attesa vigile e poi si fa prendere dalle preoccupazioni dovrebbe rivedere la situazione con il proprio medico.

Prima di optare per l’attesa vigile, vi consigliamo di rivolgere le domande seguenti al vostro medico:

  • Se adesso scelgo di aspettare, dopo potrò ancora cambiare idea?
  • Se aspetto, sarà più difficile curare la mia malattia?
  • Con quale frequenza devo sottopormi ai controlli?
  • Tra un controllo e il successivo, per quali problemi la devo consultare?

Chemioterapia

La chemioterapia contro il linfoma non Hodgkin usa particolari farmaci in grado di uccidere le cellule del linfoma: è detta terapia sistemica perché i farmaci devono entrare in circolo per poter raggiungere le cellule tumorali in quasi tutte le parti dell’organismo.

I farmaci chemioterapici vengono somministrati per via orale, per endovena o per via intraspinale. È possibile effettuare la chemioterapia in day hospital, nello studio del medico curante o a casa. Per alcuni pazienti è necessario il ricovero in ospedale.

La chemioterapia viene somministrata in diversi cicli. Dopo ciascun ciclo occorre osservare un periodo di riposo. La lunghezza del periodo di riposo e il numero di cicli dipendono dallo stadio in cui si trova il linfoma e dai tipi di farmaci usati.

Se soffrite di linfoma allo stomaco causato da un’infezione da H. pylori, il medico può curarlo con gli antibiotici. Dopo che l’infezione sarà stata curata con l’antibiotico, anche il linfoma potrà scomparire.

Gli effetti collaterali dipendono principalmente dal tipo e dalla dose dei farmaci farmaco. I chemioterapici, infatti, sono in grado di danneggiare non solo le cellule malate, ma anche quelle sane che si dividono rapidamente:

  • Cellule del sangue: la chemioterapia distrugge molte cellule sane del sangue, quindi si corre un maggior rischio di contrarre infezioni, di procurarsi lividi o di iniziare a sanguinare con facilità; inoltre ci si sente molto deboli e stanchi. L’équipe che vi segue vi farà fare le analisi del sangue per controllare se ci sono cellule sane in numero sufficiente. Se sono poche, esistono farmaci in grado di aiutare l’organismo a produrne di nuove.
  • Cellule dei bulbi piliferi. La chemioterapia può causare la caduta dei capelli. I capelli ricresceranno dopo la fine della terapia, ma la loro consistenza e il loro colore potrebbero essere leggermente diversi.
  • Cellule della mucosa dell’apparato digerente. La chemioterapia può causare perdita dell’appetito, nausea, vomito, diarrea e ulcere alla bocca e alle labbra. Chiedete consiglio all’équipe che vi segue sulle terapie in grado di aiutarvi a superare questi problemi.

I farmaci usati per il linfoma non Hodgkin possono anche causare eruzioni cutanee o vesciche, mal di testa o altri disturbi. La pelle può diventare più scura e le unghie possono iniziare a solcarsi o annerirsi.

Il medico è in grado di suggerirvi diversi metodi per tenere sotto controllo molti di questi effetti collaterali.

Prima di iniziare la chemioterapia vi consigliamo di rivolgere le domande seguenti al vostro medico:

  • Quali farmaci mi saranno somministrati? Quali effetti positivi possiamo aspettarci?
  • Quando inizierà la terapia? Quando finirà? Con che frequenza si svolgerà?
  • Dove dovrò recarmi? Sarò in grado di guidare, una volta terminata la sessione?
  • Che cosa posso fare per affrontare meglio la terapia?
  • Come si fa a capire se la terapia è efficace?
  • Per quali effetti collaterali dovrò avvisarvi? Posso prevenirne o curarne alcuni?
  • Ci saranno effetti collaterali permanenti?

Terapia biologica

I pazienti affetti da determinati tipi di linfoma non Hodgkin possono ricorrere alla terapia biologica, questo tipo di terapia aiuta il sistema immunitario a combattere il tumore.

Gli anticorpi monoclonali costituiscono la terapia biologica usata contro il linfoma, si tratta di proteine di sintesi in grado di legarsi alle cellule tumorali e di aiutare il sistema immunitario a uccidere le cellule del linfoma. I pazienti ricevono questo tipo di terapia per endovena, in ambulatorio, in clinica o in ospedale.

Possono verificarsi sintomi parainfluenzali come febbre, brividi, mal di testa, debolezza e nausea. La maggior parte degli effetti collaterali è facile da curare. In rari casi gli effetti collaterali possono essere più gravi e consistere in problemi respiratori, pressione bassa o eruzioni cutanee intense. Il medico o l’infermiere possono informarvi in anticipo sugli effetti eventuali e su come gestirli.

Prima della terapia biologica, vi consigliamo di rivolgere le seguenti domande al vostro medico:

  • In che cosa consiste la terapia?
  • Dovrò farmi ricoverare in ospedale?
  • Come si fa a capire se la terapia sta funzionando?
  • Quanto durerà la terapia biologica?
  • Avrò degli effetti collaterali durante la terapia? Per quanto dureranno? Si può fare qualcosa per gestirli o evitarli?

Radioterapia

La radioterapia per il linfoma non Hodgkin usa radiazioni ad alta energia per uccidere le cellule del linfoma; è in grado di diminuire le dimensioni dei tumori e di contribuire alla prevenzione del dolore.

I due tipi di radioterapia usati nei casi di linfoma sono:

  • Radioterapia esterna. Una grande macchina dirige le radiazioni verso la zona del corpo in cui si sono raccolte le cellule tumorali. Si tratta di una terapia locale perché colpisce unicamente le cellule della zona interessata. La maggior parte dei pazienti deve recarsi in ospedale o in clinica cinque giorni alla settimana per diverse settimane.
  • Radioterapia sistemica. Alcuni pazienti ricevono un’iniezione di sostanza radioattiva che si diffonde nell’organismo. Il materiale radioattivo si lega agli anticorpi monoclonali che vanno alla ricerca delle cellule tumorali; la radiazione, infine, distrugge le cellule tumorali.

Gli effetti collaterali della radioterapia dipendono soprattutto dalla dose di radiazioni e dalla parte del corpo da curare; ad esempio le radiazioni esterne dirette contro l’addome possono causare nausea, vomito e diarrea, mentre quelle dirette verso il collo e il torace possono provocare secchezza alla gola, mal di gola e problemi di deglutizione. La pelle della zona trattata può arrossarsi, diventare secca e fragile; nella zona colpita dalle radiazioni si possono anche perdere i peli o i capelli.

Anche chi riceve la terapia sistemica può soffrire di stanchezza; inoltre ha maggiori probabilità di contrarre infezioni.

Se effettuate la radioterapia e la chemioterapia contemporaneamente, gli effetti collaterali possono essere più intensi e difficili da sopportare; potete comunque chiedere aiuto al vostro medico che vi suggerirà come alleviarli.

Molti pazienti, durante la radioterapia esterna, lamentano una profonda stanchezza, soprattutto nelle ultime settimane di terapia. Il riposo è importante, ma i medici normalmente consigliano di mantenere una vita il più attiva possibile.

Prima della radioterapia, vi consigliamo di rivolgere le domande seguenti al vostro medico:

  • Perché devo sottopormi alla radioterapia?
  • Quando dovrò iniziare? Quando terminerà?
  • Come mi sentirò durante la terapia?
  • Come si può capire se la terapia sta funzionando?
  • Ci sono effetti collaterali permanenti?

Trapianto di cellule staminali

Se il linfoma non Hodgkin si ripresenta dopo la terapia, è possibile ricevere un trapianto di cellule staminali. Il trapianto di cellule staminali ematopoietiche (trapianto di cellule staminali autologhe) vi permetterà di sottoporvi a una chemioterapia e/o a una radioterapia più aggressiva. Le dosi maggiori distruggeranno sia le cellule del linfoma non Hodgkin sia le cellule sane presenti nel midollo osseo.

I trapianti di cellule staminali si svolgono in ospedale: le cellule staminali vengono espiantate e congelate. Dopo la terapia aggressiva che ucciderà le cellule del linfoma, le cellule staminali sono scongelate e reimpiantate usando un tubicino flessibile inserito in una delle vene maggiori del collo o del torace. Nuove cellule staminali si formano a partire da quelle trapiantate.

Le cellule staminali possono provenire dal vostro organismo o da quello di un donatore:

  • Trapianto autologo. In questo tipo di trapianto si usano le cellule staminali del paziente. Vengono espiantate prima della terapia e successivamente possono essere curate per eliminare eventuali cellule tumorali presenti tra di esse. Poi le si congela e le si conserva. Dopo la terapia, sono scongelate e reimpiantate.
  • Trapianto allogenico. In alcuni casi sono disponibili cellule staminali sane provenienti da un donatore, ad esempio da un fratello, una sorella o un genitore o anche da altre persone. I medici usano le analisi del sangue per capire se le cellule del donatore sono compatibili con le vostre.
  • Trapianto singenico. In questo tipo di trapianto si usano le cellule provenienti da un gemello del paziente.

Prima del trapianto di cellule staminali, vi consigliamo di rivolgere le domande seguenti al vostro medico:

  • Quali sono i rischi e i benefici del trapianto di cellule staminali?
  • A quale tipo di trapianto devo sottopormi? Se ho bisogno di un donatore, come faremo a trovarlo?
  • Quanto durerà il ricovero in ospedale? Dovrò seguire anche una terapia di supporto? Come potrò proteggermi dai germi?
  • Come si può capire che la terapia sta funzionando?
  • Come posso alleviare gli effetti collaterali?
  • Quali effetti avrà il trapianto di cellule staminali sulla mia vita quotidiana?
  • Quali sono le probabilità di guarigione completa?

Terapia di supporto

Il linfoma non Hodgkin e la terapia possono causare altri problemi di salute, probabilmente sarete sottoposti anche a una terapia di supporto che li terrà sotto controllo e migliorerà la vostra qualità della vita durante la terapia.

Per combattere meglio le infezioni vi potranno essere somministrati antibiotici e altri farmaci. Con ogni probabilità l’équipe che vi segue vi consiglierà di evitare i luoghi affollati e le persone raffreddate o affette da altri disturbi contagiosi. Le eventuali infezioni, infatti, possono essere molto gravi e devono essere curate immediatamente.

Il linfoma non Hodgkin e la terapia possono anche provocare l’anemia, che vi può far sentire estremamente stanchi. È possibile ovviare a questo problema con farmaci appositi e con le trasfusioni di sangue.

Dieta ed attività fisica

È fondamentale prendersi cura di se stessi seguendo un’alimentazione sana e cercando di mantenersi il più attivi possibile. Per mantenere un peso corretto è necessario assumere la giusta quantità di calorie. È anche importante assumere proteine a sufficienza per salvaguardare la propria forza: mangiare bene vi aiuterà a sentirvi meglio e ad avere maggiori energie.

In alcuni casi, soprattutto durante la terapia o nelle fasi immediatamente successive, potreste non aver voglia di mangiare, perché vi sentite stanchi o avete la nausea. Probabilmente avrete la sensazione che gli alimenti abbiano un gusto diverso dal solito; inoltre gli effetti collaterali della terapia (ad esempio la mancanza di appetito, la nausea, il vomito o le ulcere in bocca) potranno impedirvi di mangiare bene. Il medico, il dietologo o altri componenti dell’équipe che vi segue possono suggerirvi i modi migliori per affrontare questi problemi.

Molte persone affermano di sentirsi meglio se riescono a mantenersi attive. Camminare, fare yoga, nuotare o fare altre attività vi aiuteranno a salvaguardare la forza e ad aumentare le energie. Con l’esercizio fisico si può diminuire la nausea e il dolore, e si può sopportare meglio la terapia e lo stress. Prima di iniziare una qualsiasi attività fisica, ricordatevi di chiedere il parere del medico; inoltre, se l’attività causa dolore o altri problemi, informate immediatamente il medico o l’infermiere.

Traduzione ed integrazione a cura di Elisa Bruno


Revisione scientifica e correzione a cura del Dr. Guido Cimurro (farmacista)
Le informazioni contenute in questo articolo non devono in alcun modo sostituire il rapporto dottore-paziente; si raccomanda al contrario di chiedere il parere del proprio medico prima di mettere in pratica qualsiasi consiglio od indicazione riportata.

Articoli correlati

Leggi gli altri articoli delle seguenti categorie:

oppure cerca altri argomenti attraverso l'indice

oppure fai una ricerca tra le centinaia di articoli pubblicati



Aggiornamenti

Non perdere i prossimi articoli ed aggiornamenti, iscriviti con il tuo indirizzo di posta elettronica; non riceverai mai SPAM e potrai cancellarti con un solo click in ogni momento

Servizio in collaborazione con FeedBurner (Google)

Domande, suggerimenti e segnalazioni

  1. giorgia

    una mia parente 2 anni fa ha avuto un linfoma di hodgkin,ha fatto la chemio,ora è affetta da non hodgkin T,è grave??

  2. Simone

    Buongiorno volevo sapere il suo parere sulla mia situazione.
    Ho due ghiandole, rispettivamente nel collo (molto piccola) ed una all’inguine…inoltre ogni 2-3 settimane (o intervalli anche più lunghi) si verificano episodi di sudorazione notturna…anche se non mi è mai capitato di dovermi cambiare, dopo qualche minuto quella sensazione di sudore tende a sparire.
    E poi è già la seconda volta che quando vado in bagno emetto feci maleodoranti, anche se questo non ha cambiato il ritmo con cui vado…tanto per intenderci, non è mai capitato di dover correre in bagno finito di mangiare a causa di attacchi di dissenteria.

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Probabilmente solo un po’ d’ansia, ma senta anche il parere del medico.

  3. Simone

    Grazie dottore…mi sa dire dove si trova l’LDH? non riesco a trovarlo sugli esami!

  4. Simone

    Sugli esami svolti recentemente non riesco a trovare i valori dell’LDH…eppure, dato che ho fatto una cosa generica, ho ricevuto conferme sul fatto che sia presente!

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Se per LDH intende linfoma di Hodgkin non esiste un esame specifico, la diagnosi deriva invece probabilmente da altri valori.

  5. Marcello

    Salve Dottore.
    Spero mi risponda presto per il mio problema.
    Mi chiamo Marcello vivo in Germania e da Giugno scorso sono entrato in un vortice che non riesco a capire ne ad uscirne.
    Tutto e iniziato con un semplice mal di testa che mi ha preso pian pianino il lato destro compreso orecchio guancia destra tempia destra e occhio destro che per altro e sceso di vista.
    Ho subito allertato i Dottori dito Otorino che ha escluso ogni tipo di disturbo, Neurologo che mi ha fatto elettroencefalogramma e risonanza magnetica con contrasto sempre alla testa ed e risultata negativa, e medico di famiglia con emocromo e hiv tutto negativo.
    A fine luglio i dolori si sono ampliati alle Gambe ginocchia in particolare e poi tutte le gambe e braccia gomiti compresi con leggere fitte ma le gambe ogni giorno molto molto dolenti, mi sono recato dal Ortopedico che ha escluso ogni problema articolare facendomi fare una Tac Cervicale e una Risonanza Magnetica Lombare tutto nella norma.
    Mi hanno poi prescritto un ricovero che ho fatto con analisi del sangue dove risultava tutto perfetto anche eventuali infiammazioni ai nervi o muscoli.
    Adesso da circa 2 mesi mi sono usciti dei linfonodi al collo, 1 lato destro che misura 1.0.7 e 2 lato sinistro più piccoli.
    Il mio dentista mi ha fatto anche l’apparecchio ber il Bruxismo da tenere la notte in caso si trattasse di una disfunzione della mandibola.
    Il 13 Dicembre mi vogliono asportare o comunque prendere un pezzo del Linfonodo e farlo analizzare in laboratorio per un eventuale Linfoma Tumorale.
    Ho un Bimbo di 23 mesi ed una Bimba che arriverà a Febbraio non riesco più a dormire dai pensieri.
    Spero che nella descrizione sono stato abbastanza chiaro sul tutto.
    La ringrazio molto in anticipo
    Cordiali Saluti
    Marcello

  6. Marcello

    P.S. mi scusi sono sempre Marcello dalla Germania.
    Mi dimenticavo di dirle che ho perso anche 5 Kg circa, ora il mio peso e sempre costante tra i 65,5 e 66 Kg su 172 di Altezza ed ho 41 anni.

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Mi dispiace, ma purtroppo è una situazione al di là delle mie competenze.

    2. Marcello

      Mi scusi ma secondo lei potrebbe portarmi questi problemi se dovesse essere un linfoma ? e in che percentuali sono guaribili ?
      Grazie comunque.

    3. Marcello

      Dottore ansia si, depressione no, mi sta venendo ora non sapendo cosa io possa avere e la paura fa sempre 90, ho anche avuto attacchi di panico 10 anni fa circa, e mi sono curato per circa 3 anni.
      lei crede che i linfonodi possano venire anche per stress associati ai dolori ? mi creda non ostante il male ne sarei contentissimo.
      Grazie mille per le sue risposte.
      Cordiali Saluti

    4. Dr. Cimurro (farmacista)

      Ovviamente è indispensabile procedere con gli esami, ma non escludo che si tratti di ansia/stress; mi tenga al corrente.

    5. antonio

      allora marcello hai avuto una diagnosi? anche a me hanno consigliato di togliere un linfonodo

  7. vittoria

    buongiorno,
    ho un serio problema che riguarda mia madre.
    abbiamo scoperto(tardi) della presenza di un linfoma a livello intestinale,di notevoli dimensioni.
    si è sottoposta a chemioterapia ,tra l’altro la più aggressiva,per 6 cicli. nulla di fatto,la massa è addirittura aumentata.le è stato proposto i’autotrapianto di staminali,ma lei è decisa a rifiutarlo. le hanno dato al massimo 6 mesi,se rifiuta la cura.ora,che fare?ci sono alternative?esiste la possibilità di entrare in un gruppo di sperimentazione?ho letto di una nuova scoperta farmaceutica riguardante questo specifico linfoma (non-hdgkin di alto grado). se fosse,come e cosa fare?la ringrazio se potesse darmi indicazioni al riguardo,ne sarei molto grata,non sono ancora pronta a mollare,io

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Purtroppo non conosco la sperimentazione di cui parla, proverei magari a sentire il Centro Europeo Antitumori di Milano.

  8. Marianna

    Quanta percentuale c è di salvezza per un linfoma recidiva te non odgkin a grandi cellule aggressivo su una persona di 45 anni??

  9. Anonimo

    Buongiorno Sig. Cimurro da giorni avverto che alle dita della mano ho come degli scatti alle dita…può essere miastenia che fa fare questi scatti perchè su molti siti c’era scritto che poteva trattarsi di questo. mi consigli lei cosa fare. grazie mille dottore

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Più probabile che sia ansia, in ogni caso senta il suo medico per una valutazione obiettiva.

Lascia un Commento

La tua privacy mi sta molto a cuore, quindi ti consiglio di non usare nome e cognome reali, è sufficiente il nome, un soprannome, oppure un nome di fantasia; rimango a tua completa disposizione per rimuovere o modificare gli interventi inviati.

Anche se farò il possibile per rispondere ai tuoi dubbi, mi preme ricordarti che sono un farmacista, non un medico, quindi le mie parole NON devono sostituire od essere interpretate come diagnosi o consigli medici; devono invece essere intese come opinioni personali in attesa di parlare con il tuo medico.

Se pensi che abbia scritto qualcosa di sbagliato, nell'articolo o nei commenti, segnalamelo! Una discussione costruttiva è utile a tutti.

Per quanto possibile ti chiederei di rimanere in tema con la pagina, magari cercando quella più adatta al tuo dubbio; se hai difficoltà non preoccuparti e scrivimi ugualmente, al limite cancellerò il messaggio qualche giorno dopo averti risposto.

Sono vietati commenti a scopo pubblicitario.