Linfoma non Hodgkin: sintomi, terapia, sopravvivenza

Ultimo Aggiornamento: 1734 giorni

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Introduzione

Il linfoma non Hodgkin è un tumore che si sviluppa nelle cellule del sistema immunitario, il sistema che combattere le infezioni e altri disturbi.

Il sistema linfatico fa parte del sistema immunitario e comprende:

  • Vasi linfatici. Il sistema linfatico è costituito da una rete di vasi linfatici, che si diramano e raggiungono tutti i tessuti dell’organismo.
  • Linfa. Nei vasi linfatici circola un liquido trasparente detto linfa, che contiene globuli bianchi, per lo più linfociti B e T.
  • Linfonodi. I vasi linfatici sono connessi a piccole masserelle rotonde di tessuto, dette linfonodi. I linfonodi sono raggruppati nel collo, sotto le ascelle, nel torace, nell’addome e nella zona inguinale e, al loro interno, conservano i globuli bianchi. Servono per intrappolare ed eliminare i batteri o altre sostanze pericolose che eventualmente possono essere presenti nella linfa.
  • Altri organi. Tra gli altri organi che fanno parte del sistema linfatico ricordiamo: le tonsille, il timo e la milza. Il tessuto linfatico si trova anche in altre parti del corpo, tra cui lo stomaco, la pelle e l’intestino tenue

Il tessuto linfatico si trova in diverse parti dell’organismo, quindi il linfoma si può sviluppare praticamente dappertutto. Di solito ha origine in un linfonodo sopra il diaframma, il muscolo sottile che divide il torace e l’addome; si può sviluppare in un gruppo di linfonodi o, in alcuni casi, anche in altre parti del sistema linfatico.

Il linfoma non Hodgkin si sviluppa quando si manifesta un’anomalia in un linfocita (di solito un linfocita T). La cellula anomala si divide e si replica, le nuove cellule, a loro volta, si duplicano, producendo sempre più cellule anomale che non muoiono come quelle sane. Le cellule anomale non sono in grado di proteggere l’organismo dalle infezioni o dagli altri disturbi; si accumulano formando una massa di tessuto detta tumore.

Le percentuali di sopravvivenza e la prognosi relativa al linfoma non Hodgkin dipendono da diversi fattori (stadio del tumore, età del paziente, …):

Gruppi di rischio Numero di fattori presenti RC (%) Sopravvivenza a 5 anni (%)
Pazienti di tutte le età
Basso 0-1 87 73
Basso-Intermedio 2 67 51
Intermedio-Alto 3 55 43
Alto 4-5 44 26
Pazienti <60 anni
Basso 0 92 83
Basso-intermedio 1 78 69
Alto-intermedio 2 57 46
Alto 3 46 32
Pazienti > 60 anni
Basso 0 91 56
Basso-intermedio 1 71 44
Alto-intermedio 2 56 37
Alto 3 36 21

RC: Remissione completa

(fonte tabella: V. Cordiano)

Cause

I medici riescono raramente a capire il motivo per cui il linfoma non Hodgkin colpisce certi pazienti e non altri; la ricerca, però, dimostra che determinati fattori di rischio fanno aumentare il rischio di ammalarsi di questo tumore.

Tra i fattori di rischio per il linfoma non Hodgkin ricordiamo:

  • Indebolimento del sistema immunitario. Il rischio di soffrire di linfoma può aumentare se il sistema immunitario è debole (ad esempio a causa di un disturbo ereditario o di determinati farmaci usati dopo un trapianto).
  • Infezioni. Alcune infezioni fanno aumentare il rischio di ammalarsi del linfoma, tuttavia il tumore non è contagioso, cioè non viene trasmesso da paziente a paziente. Tra i principali tipi di infezione in grado di far aumentare il rischio di linfoma ricordiamo:
    1. Virus dell’immunodeficienza umana (HIV), cioè il virus che provoca l’AIDS. Chi è stato contagiato dall’HIV presenta un aumentato rischio di ammalarsi di alcuni tipi di linfoma non Hodgkin.
    2. Virus di Epstein-Barr (EBV). L’infezione da EBV è stata collegata a un maggior rischio di linfoma. In Africa l’EBV è collegata al linfoma di Burkitt.
    3. Helicobacter pylori. È il batterio che provoca l’ulcera gastrica: fa aumentare il rischio di linfoma nella mucosa gastrica.
    4. Virus dei linfociti T dell’uomo di tipo 1 (HTLV-1). L’infezione da HTLV-1 aumenta il rischio di ammalarsi di linfoma e di leucemia.
    5. Virus dell’epatite C. alcune ricerche hanno dimostrato che il rischio di linfoma è maggiore nei pazienti contagiati dal virus dell’epatite C. Saranno necessarie ulteriori ricerche per capire meglio il ruolo del virus dell’epatite C.
  • Età. Il linfoma non Hodgkin può svilupparsi anche nei giovani, ma il rischio di ammalarsi aumenta con l’età. La maggior parte dei pazienti affetti da linfoma non Hodgkin ha più di 60 anni.

I ricercatori stanno studiando l’obesità e altri possibili fattori di rischio per il linfoma non Hodgkin, per esempio chi lavora a contatto con i pesticidi o con determinate sostanze chimiche potrebbe essere più a rischio. I ricercatori stanno anche indagando su un’eventuale correlazione tra l’uso delle tinte per capelli prima del 1980 e il linfoma non Hodgkin.

Avere uno o più fattori di rischio non significa ammalarsi necessariamente, la maggior parte dei pazienti che presentano fattori di rischio non sarà mai colpita da alcun tumore.

Sintomi

Il linfoma non Hodgkin può causare diversi sintomi:

  • Gonfiore (non doloroso) ai linfonodi del collo, delle ascelle o dell’inguine,
  • Dimagrimento apparentemente inspiegabile,
  • Febbre che non diminuisce,
  • Intensa sudorazione notturna,
  • Tosse, problemi respiratori o dolore al torace,
  • Debolezza e stanchezza che non scompaiono,
  • Dolore, gonfiore o sensazione di pienezza addominale.

Nella maggior parte dei casi questi sintomi non sono dovuti a un tumore, ma possono essere causati da infezioni o da altri disturbi. Se i sintomi durano per più di due settimane, è consigliabile rivolgersi al proprio medico per ottenere una diagnosi e una terapia.

Diagnosi

Se soffrite di gonfiore ai linfonodi o di altri sintomi che potrebbero indicare un linfoma non Hodgkin, il medico cercherà di diagnosticare la causa del problema, probabilmente informandosi sui problemi di salute vostri e dei vostri famigliari.

Presumibilmente dovrete sottoporvi ai seguenti esami:

  • Visita. Il medico controllerà se ci sono linfonodi gonfi nel collo, sotto le ascelle e nella zona inguinale e se la milza o il fegato sono gonfi.
  • Esami del sangue. Le analisi complete controllano il numero di globuli bianchi, ma anche di altri tipi di cellule e di altre sostanze, ad esempio dell’enzima lattato-deidrogenasi (LDH). Il linfoma può far aumentare il livello dell’LDH.
  • Radiografia toracica. Le radiografie possono evidenziare il gonfiore dei linfonodi o altri segni di problemi a livello toracico.
  • Biopsia. La biopsia è l’unico metodo sicuro per diagnosticare il linfoma. Il medico può asportare un linfonodo interamente (biopsia escissionale) oppure solo in parte (biopsia incisionale). Un ago molto sottile (tecnica detta dell’ago aspirato) di solito non è in grado di aspirare un campione sufficiente per elaborare la diagnosi patologica di linfoma, quindi è necessario rimuovere l’intero linfonodo. Il patologo usa il microscopio per controllare se nel tessuto sono presenti cellule tumorali.

Cura e terapia

Il medico può descrivervi le opportunità terapeutiche e i risultati attesi, potete lavorare insieme a lui per creare un piano terapeutico che venga incontro alle vostre necessità.

Il medico generico può indirizzarvi presso uno specialista, oppure potete essere voi stessi a richiedergli un consiglio riguardo lo specialista da consultare. Tra gli specialisti in grado di curare il linfoma non Hodgkin ricordiamo:

  • l’ematologo,
  • l’oncologo,
  • il radiologo.

Il medico potrà consigliarvi di scegliere un oncologo specializzato nella cura dei linfomi, spesso questi specialisti lavorano presso gli ospedali universitari o presso le strutture sanitarie più all’avanguardia. L’équipe che vi seguirà può anche comprendere un infermiere oncologico e un dietologo.

La scelta della terapia dipende soprattutto da:

  • Tipo di linfoma non Hodgkin (ad esempio linfoma follicolare),
  • Collocazione (zona in cui si trova il tumore),
  • Stadiazione, o velocità di crescita del tumore (linfoma indolente o aggressivo),
  • Età,
  • Eventuali altri problemi di salute.

Se siete affetti da linfoma non Hodgkin indolente che non presenta particolari sintomi, potrebbe essere necessario aspettare prima di ricorrere a una terapia. Il medico vi terrà sotto controllo, in modo da iniziare la terapia non appena si presenteranno i sintomi. Questo rinvio della terapia è detto “attesa vigile”.

Se soffrite di linfoma indolente che ha già manifestato sintomi, probabilmente dovrete sottoporvi alla chemioterapia e alla terapia biologica. La radioterapia può essere usata nei pazienti affetti da linfoma in stadio I o II.

Se il linfoma è aggressivo la terapia di solito è sia chemioterapica sia biologica; può essere accompagnata anche dalla radioterapia.

Se il linfoma si ripresenta dopo la terapia è detto tumore recidivante o ricorrente: chi soffre di linfoma recidivante dovrà ricorrere a una chemioterapia e/o a una radioterapia più aggressiva, e poi a un trapianto di cellule staminali.

È consigliabile informarsi sugli effetti collaterali e sulle ricadute della terapia sulle normali attività quotidiane: la chemioterapia e la radioterapia, infatti, danneggiano spesso le cellule e i tessuti sani, quindi gli effetti collaterali sono frequenti. Gli effetti collaterali possono essere diversi da paziente a paziente e possono cambiare anche da una sessione alla successiva. Prima dell’inizio della terapia, l’équipe che vi segue vi spiegherà a quali effetti collaterali potete andare incontro e vi suggerirà come affrontarli. Più il paziente è giovane, più ha facilità nell’affrontare la terapia e gli effetti collaterali.

Durante tutta la terapia, potrete usufruire della terapia di supporto, cioè della terapia volta a prevenire o combattere le infezioni, controllare il dolore e gli altri sintomi, alleviare gli effetti collaterali della terapia contro il tumore e aiutarvi ad affrontare gli aspetti psicologici della diagnosi di tumore.

Potete infine scegliere di chiedere al vostro medico di farvi partecipare ad una sperimentazione clinica, cioè a una ricerca sui nuovi metodi terapeutici, quando disponibile.

Attesa vigile

L’attesa vigile è il rinvio della terapia al momento in cui il tumore inizierà a manifestare sintomi. I medici spesso la consigliano ai pazienti affetti da linfoma indolente, che può non provocare sintomi anche per un lungo periodo. A volte il tumore può addirittura rimpicciolirsi senza nessun intervento. Rinviando la terapia si possono evitare gli effetti collaterali della chemioterapia o della radioterapia.

Se voi e il vostro medico decidete di optare per l’attesa vigile, il medico vi sottoporrà a controlli regolari (a cadenza di 3 mesi). La terapia inizierà solo se i sintomi iniziano o peggiorano.

Alcune persone scelgono di non aspettare, perché si preoccupano di avere un tumore non curato. Chi in un primo tempo decide per l’attesa vigile e poi si fa prendere dalle preoccupazioni dovrebbe rivedere la situazione con il proprio medico.

Prima di optare per l’attesa vigile, vi consigliamo di rivolgere le domande seguenti al vostro medico:

  • Se adesso scelgo di aspettare, dopo potrò ancora cambiare idea?
  • Se aspetto, sarà più difficile curare la mia malattia?
  • Con quale frequenza devo sottopormi ai controlli?
  • Tra un controllo e il successivo, per quali problemi la devo consultare?

Chemioterapia

La chemioterapia contro il linfoma non Hodgkin usa particolari farmaci in grado di uccidere le cellule del linfoma: è detta terapia sistemica perché i farmaci devono entrare in circolo per poter raggiungere le cellule tumorali in quasi tutte le parti dell’organismo.

I farmaci chemioterapici vengono somministrati per via orale, per endovena o per via intraspinale. È possibile effettuare la chemioterapia in day hospital, nello studio del medico curante o a casa. Per alcuni pazienti è necessario il ricovero in ospedale.

La chemioterapia viene somministrata in diversi cicli. Dopo ciascun ciclo occorre osservare un periodo di riposo. La lunghezza del periodo di riposo e il numero di cicli dipendono dallo stadio in cui si trova il linfoma e dai tipi di farmaci usati.

Se soffrite di linfoma allo stomaco causato da un’infezione da H. pylori, il medico può curarlo con gli antibiotici. Dopo che l’infezione sarà stata curata con l’antibiotico, anche il linfoma potrà scomparire.

Gli effetti collaterali dipendono principalmente dal tipo e dalla dose dei farmaci farmaco. I chemioterapici, infatti, sono in grado di danneggiare non solo le cellule malate, ma anche quelle sane che si dividono rapidamente:

  • Cellule del sangue: la chemioterapia distrugge molte cellule sane del sangue, quindi si corre un maggior rischio di contrarre infezioni, di procurarsi lividi o di iniziare a sanguinare con facilità; inoltre ci si sente molto deboli e stanchi. L’équipe che vi segue vi farà fare le analisi del sangue per controllare se ci sono cellule sane in numero sufficiente. Se sono poche, esistono farmaci in grado di aiutare l’organismo a produrne di nuove.
  • Cellule dei bulbi piliferi. La chemioterapia può causare la caduta dei capelli. I capelli ricresceranno dopo la fine della terapia, ma la loro consistenza e il loro colore potrebbero essere leggermente diversi.
  • Cellule della mucosa dell’apparato digerente. La chemioterapia può causare perdita dell’appetito, nausea, vomito, diarrea e ulcere alla bocca e alle labbra. Chiedete consiglio all’équipe che vi segue sulle terapie in grado di aiutarvi a superare questi problemi.

I farmaci usati per il linfoma non Hodgkin possono anche causare eruzioni cutanee o vesciche, mal di testa o altri disturbi. La pelle può diventare più scura e le unghie possono iniziare a solcarsi o annerirsi.

Il medico è in grado di suggerirvi diversi metodi per tenere sotto controllo molti di questi effetti collaterali.

Prima di iniziare la chemioterapia vi consigliamo di rivolgere le domande seguenti al vostro medico:

  • Quali farmaci mi saranno somministrati? Quali effetti positivi possiamo aspettarci?
  • Quando inizierà la terapia? Quando finirà? Con che frequenza si svolgerà?
  • Dove dovrò recarmi? Sarò in grado di guidare, una volta terminata la sessione?
  • Che cosa posso fare per affrontare meglio la terapia?
  • Come si fa a capire se la terapia è efficace?
  • Per quali effetti collaterali dovrò avvisarvi? Posso prevenirne o curarne alcuni?
  • Ci saranno effetti collaterali permanenti?

Terapia biologica

I pazienti affetti da determinati tipi di linfoma non Hodgkin possono ricorrere alla terapia biologica, questo tipo di terapia aiuta il sistema immunitario a combattere il tumore.

Gli anticorpi monoclonali costituiscono la terapia biologica usata contro il linfoma, si tratta di proteine di sintesi in grado di legarsi alle cellule tumorali e di aiutare il sistema immunitario a uccidere le cellule del linfoma. I pazienti ricevono questo tipo di terapia per endovena, in ambulatorio, in clinica o in ospedale.

Possono verificarsi sintomi parainfluenzali come febbre, brividi, mal di testa, debolezza e nausea. La maggior parte degli effetti collaterali è facile da curare. In rari casi gli effetti collaterali possono essere più gravi e consistere in problemi respiratori, pressione bassa o eruzioni cutanee intense. Il medico o l’infermiere possono informarvi in anticipo sugli effetti eventuali e su come gestirli.

Prima della terapia biologica, vi consigliamo di rivolgere le seguenti domande al vostro medico:

  • In che cosa consiste la terapia?
  • Dovrò farmi ricoverare in ospedale?
  • Come si fa a capire se la terapia sta funzionando?
  • Quanto durerà la terapia biologica?
  • Avrò degli effetti collaterali durante la terapia? Per quanto dureranno? Si può fare qualcosa per gestirli o evitarli?

Radioterapia

La radioterapia per il linfoma non Hodgkin usa radiazioni ad alta energia per uccidere le cellule del linfoma; è in grado di diminuire le dimensioni dei tumori e di contribuire alla prevenzione del dolore.

I due tipi di radioterapia usati nei casi di linfoma sono:

  • Radioterapia esterna. Una grande macchina dirige le radiazioni verso la zona del corpo in cui si sono raccolte le cellule tumorali. Si tratta di una terapia locale perché colpisce unicamente le cellule della zona interessata. La maggior parte dei pazienti deve recarsi in ospedale o in clinica cinque giorni alla settimana per diverse settimane.
  • Radioterapia sistemica. Alcuni pazienti ricevono un’iniezione di sostanza radioattiva che si diffonde nell’organismo. Il materiale radioattivo si lega agli anticorpi monoclonali che vanno alla ricerca delle cellule tumorali; la radiazione, infine, distrugge le cellule tumorali.

Gli effetti collaterali della radioterapia dipendono soprattutto dalla dose di radiazioni e dalla parte del corpo da curare; ad esempio le radiazioni esterne dirette contro l’addome possono causare nausea, vomito e diarrea, mentre quelle dirette verso il collo e il torace possono provocare secchezza alla gola, mal di gola e problemi di deglutizione. La pelle della zona trattata può arrossarsi, diventare secca e fragile; nella zona colpita dalle radiazioni si possono anche perdere i peli o i capelli.

Anche chi riceve la terapia sistemica può soffrire di stanchezza; inoltre ha maggiori probabilità di contrarre infezioni.

Se effettuate la radioterapia e la chemioterapia contemporaneamente, gli effetti collaterali possono essere più intensi e difficili da sopportare; potete comunque chiedere aiuto al vostro medico che vi suggerirà come alleviarli.

Molti pazienti, durante la radioterapia esterna, lamentano una profonda stanchezza, soprattutto nelle ultime settimane di terapia. Il riposo è importante, ma i medici normalmente consigliano di mantenere una vita il più attiva possibile.

Prima della radioterapia, vi consigliamo di rivolgere le domande seguenti al vostro medico:

  • Perché devo sottopormi alla radioterapia?
  • Quando dovrò iniziare? Quando terminerà?
  • Come mi sentirò durante la terapia?
  • Come si può capire se la terapia sta funzionando?
  • Ci sono effetti collaterali permanenti?

Trapianto di cellule staminali

Se il linfoma non Hodgkin si ripresenta dopo la terapia, è possibile ricevere un trapianto di cellule staminali. Il trapianto di cellule staminali ematopoietiche (trapianto di cellule staminali autologhe) vi permetterà di sottoporvi a una chemioterapia e/o a una radioterapia più aggressiva. Le dosi maggiori distruggeranno sia le cellule del linfoma non Hodgkin sia le cellule sane presenti nel midollo osseo.

I trapianti di cellule staminali si svolgono in ospedale: le cellule staminali vengono espiantate e congelate. Dopo la terapia aggressiva che ucciderà le cellule del linfoma, le cellule staminali sono scongelate e reimpiantate usando un tubicino flessibile inserito in una delle vene maggiori del collo o del torace. Nuove cellule staminali si formano a partire da quelle trapiantate.

Le cellule staminali possono provenire dal vostro organismo o da quello di un donatore:

  • Trapianto autologo. In questo tipo di trapianto si usano le cellule staminali del paziente. Vengono espiantate prima della terapia e successivamente possono essere curate per eliminare eventuali cellule tumorali presenti tra di esse. Poi le si congela e le si conserva. Dopo la terapia, sono scongelate e reimpiantate.
  • Trapianto allogenico. In alcuni casi sono disponibili cellule staminali sane provenienti da un donatore, ad esempio da un fratello, una sorella o un genitore o anche da altre persone. I medici usano le analisi del sangue per capire se le cellule del donatore sono compatibili con le vostre.
  • Trapianto singenico. In questo tipo di trapianto si usano le cellule provenienti da un gemello del paziente.

Prima del trapianto di cellule staminali, vi consigliamo di rivolgere le domande seguenti al vostro medico:

  • Quali sono i rischi e i benefici del trapianto di cellule staminali?
  • A quale tipo di trapianto devo sottopormi? Se ho bisogno di un donatore, come faremo a trovarlo?
  • Quanto durerà il ricovero in ospedale? Dovrò seguire anche una terapia di supporto? Come potrò proteggermi dai germi?
  • Come si può capire che la terapia sta funzionando?
  • Come posso alleviare gli effetti collaterali?
  • Quali effetti avrà il trapianto di cellule staminali sulla mia vita quotidiana?
  • Quali sono le probabilità di guarigione completa?

Terapia di supporto

Il linfoma non Hodgkin e la terapia possono causare altri problemi di salute, probabilmente sarete sottoposti anche a una terapia di supporto che li terrà sotto controllo e migliorerà la vostra qualità della vita durante la terapia.

Per combattere meglio le infezioni vi potranno essere somministrati antibiotici e altri farmaci. Con ogni probabilità l’équipe che vi segue vi consiglierà di evitare i luoghi affollati e le persone raffreddate o affette da altri disturbi contagiosi. Le eventuali infezioni, infatti, possono essere molto gravi e devono essere curate immediatamente.

Il linfoma non Hodgkin e la terapia possono anche provocare l’anemia, che vi può far sentire estremamente stanchi. È possibile ovviare a questo problema con farmaci appositi e con le trasfusioni di sangue.

Dieta ed attività fisica

È fondamentale prendersi cura di se stessi seguendo un’alimentazione sana e cercando di mantenersi il più attivi possibile. Per mantenere un peso corretto è necessario assumere la giusta quantità di calorie. È anche importante assumere proteine a sufficienza per salvaguardare la propria forza: mangiare bene vi aiuterà a sentirvi meglio e ad avere maggiori energie.

In alcuni casi, soprattutto durante la terapia o nelle fasi immediatamente successive, potreste non aver voglia di mangiare, perché vi sentite stanchi o avete la nausea. Probabilmente avrete la sensazione che gli alimenti abbiano un gusto diverso dal solito; inoltre gli effetti collaterali della terapia (ad esempio la mancanza di appetito, la nausea, il vomito o le ulcere in bocca) potranno impedirvi di mangiare bene. Il medico, il dietologo o altri componenti dell’équipe che vi segue possono suggerirvi i modi migliori per affrontare questi problemi.

Molte persone affermano di sentirsi meglio se riescono a mantenersi attive. Camminare, fare yoga, nuotare o fare altre attività vi aiuteranno a salvaguardare la forza e ad aumentare le energie. Con l’esercizio fisico si può diminuire la nausea e il dolore, e si può sopportare meglio la terapia e lo stress. Prima di iniziare una qualsiasi attività fisica, ricordatevi di chiedere il parere del medico; inoltre, se l’attività causa dolore o altri problemi, informate immediatamente il medico o l’infermiere.

Traduzione ed integrazione a cura di Elisa Bruno


Revisione scientifica e correzione a cura del Dr. Guido Cimurro (farmacista)
Le informazioni contenute in questo articolo non devono in alcun modo sostituire il rapporto dottore-paziente; si raccomanda al contrario di chiedere il parere del proprio medico prima di mettere in pratica qualsiasi consiglio od indicazione riportata.

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Domande, suggerimenti e segnalazioni

  1. clara

    Mi ha detto : li abbiamo tutti vada pure .
    Mah. Lei che problemi intende ? Linfoma anche ? Mi dica questo la prego

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Ovviamente lei pensa a tumori, quindi come le ho detto in genere il fatto che sia reattivo permette di escluderlo (come le ha fatto capire l’ecografista).

      Se anche il medico concorda, e non ho dubbi ma glielo chieda, se ne dimentichi.

  2. clara

    ok , grazie mille dottore
    volevo chiederle l ultima cosa un suo parere sul fatto del dolore che si presenta durante lo sport (io faccio ballo /ginnastica) acuto ma che passa n meno di un minuto.
    Quale potrebbe esserne la causa sempre secondo lei?
    Grazie

  3. vita

    ho trovato l’articolo molto interessante e chiaro, spero che ci saranno altri aggiornamenti, peccato che non sono riuscita a registrarmi nel sito. Grazie e arrivederci

  4. Alex

    Pochi anni fa presi l’infezione da EBV, la mononucleosi per intenderci. Corro il rischio di ammalarmi di Linfoma? Ho paura

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Stia sereno, la mononucleosi l’ha fatta più o meno metà della popolazione, se così fosse saremmo tutti malati di linfoma.

  5. daniele

    ho avuto il linfoma nel 2014 giugno e ho finito a gennaio il trapianto delle cellule staminali e dopo tutto questo mi e uscto un mixoma al cuore e possibile dottcimurro

  6. giogio

    16 anni fa ho avuto il linfoma non hodghkin a grandi cellule ero al 2 stadio nel mediatico curato con chemio..ho avuto la remissione completa del male. avevo 20 anni.. quante probabilità ho che mi possa ritornare?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Non ho a disposizione statistiche, ma a distanza di 20 anni possiamo ragionevolmente pensare che le probabilità siano pari o di poco superiori a quelle di qualsiasi altra persona; il suo medico cosa ne pensa?

  7. mariangela

    Buongiorno..a mio suocero gli e stata diagnosticata nel 2012 ,un linfoma non hodgkin associato alla malattia di castlman HHV8 positivo.Vorrei delle informazioni a riguardo.GRAZIE

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Mi dispiace, ma non sento di avere le competenze per poterle rispondere approfonditamente.

  8. Meryanna

    Scusi vorrei sapere il mio fratello à cancro linfoma Non hodhkin ancora no fa la chemio il dottore le ha detto bisogno de tanti analisi,mio fratello a fatto tutto ma el suo appuntamento lo hanno dado tra 25 giorni.
    Allora hhanno detto que questi tumore e grosso,cresce.
    Mi domanda è poi succedere qualcosa nel frattempo ò dobbiamo sperare iil giorno della visita grazie!! Scusi la lettera sono straniera .

  9. A

    È vero che spesso i linfomi rimangono a lungo silenti e asintomatici? Perché ho saputo di un mio conoscente che ha scoperto di avere un linfoma di Hodgkin per caso durante la visita per la rimozione di un banale lipoma! Quindi potrei avere un linfoma e non lo so??!?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Chiunque di noi potrebbe avere tumori, infezioni, aneurismi, … e non saperlo.

  10. Anonimo

    Buona sera dottore,
    Da circa due giorni mi sono accorto di avere il linfonodo cervicale della parte destra del collo leggermente gonfio; come se ci fosse una pallina.
    Devo ammettere che ho un leggero mal di gola ma ho molta paura che si possa trattare di patologie serie. Che cosa può essere?
    Grazie

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Probabilmente è proprio causato dal mal di gola, ma se persistesse ovviamente lo faccia vedere al medico.

    2. Anonimo

      Scusi di nuovo,
      La cosa che mi fa paura è che non provo alcun dolore nel toccarlo è più che mal di gola e intasamento nasale…

    3. Dr. Cimurro (farmacista)

      Anche un naso congestionato può spiegare un linfonodo gonfio, ma senta comunque il parere del medico per conferma.

    4. Anonimo

      Grazie dottore,
      Ma che malattie si possono incontrare?
      Mi scusi ma sono molto ansioso…
      Il Medico non lo potrò consultare per 2 settimane perché devo partire per ferie domani.

    5. Dr. Cimurro (farmacista)

      Stia sereno e si goda le vacanze (attenzione all’aria condizionata, che potrebbe dare il colpo di grazia agli attuali sintomi).

    6. Anonimo

      Grazie tante!
      Non mi faró paranoie certo,
      Ma appena tornato a casa, mi farò vedere se il linfonodo è ancora gonfio,
      Comunque da ieri si è sgonfiato.
      Buone vacanze!

  11. Anonimo

    Mi scusi ancora ma ci tengo a dire che palpando i linfonodi non accuso dolore e leggendo in vari siti ho scoperto che se il linfonodo non provoca dolore sia più problematico
    Lei cosa ne pensa?
    Grazie

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Penso che si stia facendo prendere dal panico, deve davvero spegnere il PC e rivolgersi ad un medico, è l’unico modo per avere una diagnosi certa (o quantomeno un’indicazione fondata).

  12. Marty

    Buongiorno dottore
    sono due anni a novembre che ho dei linfonodi al collo non superiori ai 2,2 cm altri più piccoli. A volte ne scoproqualcuno nuovo. Da otto mesi però mi sto rovinando la vita z la paura di un linfoma. Ematologi infettivologi e un oncologo lo hannoescluso con le eco collo e addome .esami ematici . Rx torace .tutti negativi aperte l eco che li mostra reattivi.
    Da tutti questi mesi capita a giorni di sentirmi debole e con le gambe molli. ..praticamente astenia. In altri periodi sto benissimo . Mangio molto non ho cali di peso .sudo solo se ho caldo e non ho pruriti. Vivo con ansia addosso ..in passato mi sono curata con cipralex e ravor ma ora non li prendo più. Secondo lei e un linfoma ? Intendo questa astenia e i linfonodi che restano li uguali ma ogni tanto ne scopro qualcuno piccolo e nuovo a quanto pare

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Con gli esami e le visite fatte direi che possiamo escluderlo.

    2. Marty

      Grazie dottore
      ma secondo lei come mai incrementano i linfonodi e sento questa astenia ? Però quando faccio qualcosa d impegnativo o mi diverto la sento meno. .nn so perché …

  13. Marty

    Io vivo con l ansia addosso.. spero sia quello. Ma dottore mi scuso se insisto ma l incremento dei linfonodi seppure piccolini a cosa può esser dovuto?
    Grazie mille e cordialità

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Sistema immunitario che lavora, di solito per cause piuttosto futili (ma quando capita è sempre corretto segnalarlo al medico, mi raccomando).

  14. Marty

    Io l ho segnalato all oncologo ma o aveva fretta o non vi ha dato peso… mi ha detto che l importante sono la forma e la crescita oltee i 3 cm …oppure dottore sono destinata a morire senza una diagnosi di tumore come io continuo a pensare ..
    è davvero assurdo che io li abbia da quasi due anni e ogni tanto ne trovo qualcuno nuovo

  15. Marty

    Grazie dottore
    vorrei chiederle gentilmente un ultima cosa perché è molto preciso e disponibile …a volte mi dolorano anche forse perché passo le mie giornate a testarli x sentire se sono ancora lì o aumentati …ieri sera ero in una zona x fumatori e appena entrata ha iniziato a dolorarmi quello appena sotto il lobo dell orecchio..ovviamente il dolore
    è lieve e trascurabile ma non ne capisco il motivo. Può provare a darmi la sua opinione ? Finora i medici che mi hanno vista hanno evitato le mie domande probabilmente perché futili o non se lo sanno spiegare nemmeno loro però io vorrei qualche opinione.
    La ringrazio ancora di cuore

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Sì, le confermo che continuare a palparli può infiammarli ulteriormente.
      Sull’episodio di ieri difficile rispondere, forse autosuggestione, forse un’irritazione respiratoria.

  16. Marty

    Gentile dottore
    grazie per le sue risposte
    negli ultimi giorni si sta aggravando la mia SITUAZIONE di astenia …ora cerco di spiegarla meglio… sono nove mesi che la accuso a orari , a giorni o periodi ma negli ultimi giorni forse perché ci faccio più caso la sento di più. Premetto di essere in vacanza sui monti e non ci sono medici e mia mamma non mi da retta a causa dell enormità di esami già fatti e di migliaia di soldi buttati via in visite . La sensazione che ho è di stanchezza ma più di sonnolenza e letargia anche peche mi annoio non avendo compagnia qui. Le gambe tremano e reggono poco è come se fossero deboli avessero bisogno di aiuto ad esempio nel fare le scale. Il punto è che se vado a camminare in alta montagna o faccio una corsa non mi stanco …non ho fiatone anemia o capogiri cosa che i malati di linfoma penso abbiano. Inoltre anche le braccia tremolicchiano . Sono stressata xk non so Cos ho. Esami del sangue emocromo e sideremia era ok. Solo la ferritina poco bassa ma minimamente. Sto pensando anche alla sla altri tumori fibromialgia …cosa suggerisce ?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Suggerirei una terapia di supporto psicologico per l’ansia, potrebbe davvero essere risolutiva.

      In questi giorni invece si tenga più impegnata possibile, l’importante è che non abbia tempo per pensare.

  17. Marty

    Grazie infinite dottore.
    Prendevo cipralex tempo fa quindi penso di rinviare la terapia con quel farmaco

  18. Marco

    Caro dottore,
    È normale in età di crescita sentirsi ghiandole piccole piccole un po’ sul collo e sull’inguine? Ripeto che sono in età di sviluppo.
    Grazie e buone ferie

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Non necessariamente, vanno segnalate al medico per verificare.

    2. Marco

      Ok grazie, sono piccolissime e se ne stanno andando via comunque…
      Era da 2 settimane che c’è le avevo ma penso di avercele avute da tempo. Poi ho fatto visita medica da pochissimo e mi hanno controllato il collo ecc… Quindi non sono molto preoccupato. È vero che questi linfomi sono rari? Meno dell1 % delle ghiandole gonfie sono causate da linfomi da quello che ho letto.
      Le mie ghiandole poi non sono gonfie, non le sento neanche al tatto, solo andando a SPROFONDARE dentro con le dita.
      Salve

    3. Dr. Cimurro (farmacista)

      Non c’è davvero motivo di pensare a queste ipotesi, stia tranquillo.

    4. Marco

      Grazie mille dottore, lei è sempre così disposto a rispondere! Grazie e buone vacanze

  19. Marco

    Ci tengo a dire che sono molto sportivo e dunque magro.
    I miei familiari non hanno sofferto (per ora) di patologie gravi.

  20. Toni

    Buon giorno, avere ghiandole gonfie quindi nella maggiore parte dei casi è dovuta a piccole infezioni e poi in rari casi linfomi e poi? Per esempio nel caso di Marco di cosa si potrebbe trattare?
    Grazie

    1. Marco

      Quindi se si hanno ghiandole gonfie nel 99% dei casi può essere causata da banali infiammazioni e altre infiammazioni più gravi e l’1 percento rimanente sarebbe causato da tumori da quello che ho letto.
      Lei cosa ne pensa?

    2. Dr. Cimurro (farmacista)

      Non so quantificarlo esattamente, ma più o meno è così.

  21. Marco

    Scusi se la disturbo in vacanza però secondo lei visto che ho 15 anni, sono sportivo, i miei parenti non hanno sofferto di patologie gravi ritiene quasi impossibile che io abbia un linfoma vero?
    Io ho fatto una visita ma niente di più! Il giorno dopo la visita mi sono accorto di avere queste piccole ghiandole leggermente palpabili. Durante la visita mi hanno fatto esame urine, elettrocardiogramma e niente di più! Sono preoccupato adesso perché ho paura di avere un linfoma… e non so se andare dal medico

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Li sottoponga al medico, così ci togliamo ogni dubbio.

      Io sono tranquillo, ma ovviamente non posso darle garanzie. Mi tenga al corrente.

    2. Marco

      Certo la terrò al corrente,
      Mio papà dice che è normale perché sono in fase di sviluppo ma tra 1 settimana credo di andare dal medico

  22. anonimo

    Gentile dottore, ho fatto una iniezione intramuscolo solamente con il solvente (acqua e lidocaina), dimenticando di miscelare il farmaco (qualcosa per disintossicare il fegato).. dopo 1-2 anni è stato scoperto avere il linfoma non Hodgkin… ci può essere correlazione?

  23. Marco

    Quindi dottore, il mio rigonfiamento lieve lieve dei linfonodi crede che sia improbabile che sia un linfoma?

  24. Paolo

    Caro dottore,
    Da circa 3 settimane sento palpandomi il collo dei linfonodi, anche nell’inguine. Avverto un leggero dolore palpandomi quelli del collo ma quelli dell’inguine non mi fanno affatto male (o quasi). Sono molto piccoli e non c’è rossore, sono in forma, non ho perso appetito e non sudo la notte a parte quando non fanno 40 gradi la notte… Tra 4 giorni vado a farmi vedere per sicurezza.
    Secondo lei cosa può essere?
    Saluti

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Benissimo farli verificare, ma probabilmente non saranno considerati particolarmente importanti, sono in genere solo segno di sistema immunitario che lavora.

      Do per scontato che non ci siano stati rapporti sessuali con partner a rischio.

  25. Paolo

    Gentile dottore potrei andare anche in farmacia a farmi vedere i linfonodi?
    Così potrei annullare col dottore

  26. Paolo

    Tra un’ora vado dal medico..,
    Ho paura di avere un tumore per questi linfonodi non tanto dolenti m piccoli….
    Ho molta paura

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Non c’è motivo di pensarlo, in ogni caso mi faccia sapere.

  27. Paolo

    Ma ho paura anche perché in un linfonodo sento una pallina “secondaria” molto piccola attaccata al linfonodo!!!!
    Sono preoccupato
    Ps:dal medico ci vado alle 21

  28. Paolo

    Il dottore dopo avermi tastato l’inguine e collo mi ha quasi deriso dicendo che non sentiva nulla… Io gli dicevo che li sentivo toccandoli con l’indice ma lui toccandomi e toccandomi no quindi un po’ sono sollevato.
    Buona notte!!

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