Linfoma di Hodgkin: sintomi, diagnosi, terapia, sopravvivenza

Ultimo Aggiornamento: 1619 giorni

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Introduzione

Il linfoma di Hodgkin è un tumore che si sviluppa nelle cellule del sistema immunitario, il sistema del nostro organismo che combatte le infezioni ed altri disturbi.

Il sistema linfatico fa parte del sistema immunitario e comprende:

  • Vasi linfatici. Il sistema linfatico è costituito da una rete di vasi linfatici, che si diramano e raggiungono tutti i tessuti dell’organismo.
  • Linfa. Nei vasi linfatici circola un liquido trasparente detto linfa, che contiene globuli bianchi, per lo più linfociti B e T.
  • Linfonodi. I vasi linfatici sono connessi a piccoli centri di tessuto, detti linfonodi. I linfonodi sono raggruppati nel collo, sotto le ascelle, nel torace, nell’addome e nella zona inguinale e, al loro interno, conservano i globuli bianchi. Servono per intrappolare ed eliminare i batteri o altre sostanze pericolose che eventualmente possono essere presenti nella linfa.
  • Altri organi. Tra gli altri organi che fanno parte del sistema linfatico ricordiamo: le tonsille, il timo e la milza. Il tessuto linfatico si trova anche in altre parti del corpo, tra cui lo stomaco, la pelle e l’intestino tenue.

Il tessuto linfatico si trova in diverse parti dell’organismo, quindi il linfoma di Hodgkin si può sviluppare praticamente dappertutto. Di solito ha origine in un linfonodo sopra il diaframma, il muscolo sottile che divide il torace e l’addome; si può sviluppare in un gruppo di linfonodi o, in alcuni casi, anche in altre parti del sistema linfatico.

Per stimare correttamente le probabilità di sopravvivenza è necessario valutare alcuni aspetti come i sintomi manifestati e l’eventuale presenza contemporanea di altre malattie; anche l’età può essere determinante nell’efficacia delle cure, quando eccessivamente avanzata le probabilità di sopravvivenza diminuiscono. In generale comunque il linfoma di Hodgkin è considerato come una malattia con ottime probabilità di sopravvivenza (85% dei casi circa).

Cause

Il linfoma di Hodgkin si sviluppa quando si manifesta un’anomalia in un linfocita (di solito un linfocita T). La cellula anomala è detta cellula di Reed-Sternberg.

La cellula di Reed-Sternberg si divide e si replica, le nuove cellule, a loro volta, si duplicano, producendo sempre più cellule anomale che non muoiono come invece succede periodicamente a quelle sane. Le cellule anomale non sono in grado di proteggere l’organismo dalle infezioni o dagli altri disturbi, al contrario si accumulano formando una massa di tessuto malato detta tumore.

Fattori di rischio

I medici riescono raramente a capire il motivo per cui il linfoma di Hodgkin colpisce certi pazienti e non altri; la ricerca, però, dimostra che determinati fattori di rischio fanno aumentare il rischio di ammalarsi di questo tumore.

Tra i fattori di rischio per il linfoma di Hodgkin ricordiamo:

  • Virus. Se si è contratto il virus di Epstein-Barr (EBV) o il virus dell’immunodeficienza umana (HIV), il rischio di ammalarsi di linfoma di Hodgkin può aumentare. Il linfoma, tuttavia, non è contagioso, cioè non viene trasmesso da paziente a paziente.
  • Indebolimento del sistema immunitario. Il rischio di soffrire di linfoma di Hodgkin può aumentare se il sistema immunitario è debole (ad esempio a causa di un disturbo ereditario o di determinati farmaci usati dopo un trapianto).
  • Età. Il linfoma di Hodgkin si presenta con maggior frequenza tra gli adolescenti e gli adulti di età compresa tra i 15 e i 35 anni, e tra gli adulti di età superiore ai 55 anni.
  • Precedenti famigliari. I famigliari di un paziente con linfoma di Hodgkin, soprattutto i fratelli e le sorelle, possono correre un rischio maggiore di ammalarsi.

Avere uno o più fattori di rischio non significa ammalarsi necessariamente. La maggior parte dei pazienti che presentano fattori di rischio non sarà mai colpita da alcun tumore.

Sintomi

Il linfoma di Hodgkin può causare diversi sintomi:

  • Gonfiore (non doloroso) ai linfonodi del collo, delle ascelle o dell’inguine,
  • Aumento della sensibilità all’alcol oppure dolore ai linfonodi dopo aver bevuto,
  • Dimagrimento apparentemente inspiegabile,
  • Febbre che non diminuisce,
  • Intensa sudorazione notturna,
  • Prurito alla pelle,
  • Tosse, problemi respiratori o dolore al torace,
  • Debolezza e stanchezza che non scompaiono.

Nella maggior parte dei casi questi sintomi non sono dovuti a un tumore, ma possono essere causati da infezioni o da altri disturbi. Se i sintomi durano per più di due settimane, è consigliabile rivolgersi al proprio medico per ottenere una diagnosi e una terapia.

Diagnosi

Se soffrite di gonfiore ai linfonodi o di altri sintomi che potrebbero indicare un linfoma di Hodgkin, il medico cercherà di diagnosticare la causa del problema, probabilmente informandosi sui problemi di salute vostri e dei vostri famigliari.

Presumibilmente dovrete sottoporvi agli esami seguenti:

  • Visita. Il medico controllerà se ci sono linfonodi gonfi nel collo, sotto le ascelle e nella zona inguinale e se la milza o il fegato sono gonfi.
  • Esami del sangue. Le analisi complete controllano il numero dei globuli bianchi, delle altre cellule ematiche e delle altre sostanze presenti nel sangue.
  • Radiografia toracica. Le radiografie possono evidenziare il gonfiore dei linfonodi o altri segni di problemi a livello toracico.
  • Biopsia. La biopsia è l’unico metodo sicuro per diagnosticare il linfoma di Hodgkin. Il medico può asportare un linfonodo interamente (biopsia escissionale) oppure solo in parte (biopsia incisionale). Un ago molto sottile (tecnica detta dell’ago aspirato) di solito non è in grado di aspirare un campione sufficiente per elaborare la diagnosi patologica di linfoma di Hodgkin, quindi è necessario rimuovere l’intero linfonodo. Il patologo userà poi il microscopio per controllare se nel tessuto sono presenti cellule tumorali. Nel campione dei pazienti malati di solito sono presenti cellule anomale, di dimensioni maggiori del normale, dette cellule di Reed-Sternberg, che non si trovano nei tessuti delle persone sane.

Cura e terapia

Il medico descriverà le opportunità terapeutiche ed i risultati attesi, potete lavorare insieme a lui per creare un piano terapeutico che venga incontro alle vostre necessità.

Il medico di base può indirizzarvi presso uno specialista, oppure potete essere voi stessi a richiedergli un consiglio riguardo lo specialista da consultare. Tra gli specialisti in grado di curare il linfoma di Hodgkin ricordiamo:

  • l’ematologo,
  • l’oncologo,
  • il radiologo.

Il medico potrà consigliarvi di scegliere un oncologo specializzato nella cura del linfoma di Hodgkin, spesso questi specialisti lavorano presso gli ospedali universitari o presso le strutture sanitarie più all’avanguardia.

La scelta della terapia dipende soprattutto da:

  • Tipo di linfoma di Hodgkin (la maggior parte dei pazienti è affetta da linfoma di Hodgkin classico),
  • Collocazione (zona in cui si trova il tumore),
  • Dimensioni del tumore eventualmente maggiori di 10 centimetri,
  • Età,
  • Eventuale dimagrimento, sudorazione notturna intensa o febbre.

Chi soffre di linfoma di Hodgkin può essere curato con la chemioterapia, con la radioterapia o con entrambe.

Se il linfoma si ripresenta dopo la terapia, è detto tumore recidivante o ricorrente. Chi soffre di linfoma di Hodgkin recidivante dovrà ricorrere a una chemioterapia e/o a una radioterapia più aggressiva, e poi a un trapianto di cellule staminali.

È consigliabile informarsi sugli effetti collaterali della chemioterapia e della radioterapia sulle normali attività quotidiane. La chemioterapia e la radioterapia, infatti, danneggiano spesso anche le cellule ed i tessuti sani, quindi gli effetti collaterali sono frequenti. Gli effetti collaterali possono essere diversi da paziente a paziente e possono cambiare anche da una sessione alla successiva. Prima dell’inizio della terapia l’équipe che vi segue vi spiegherà a quali effetti collaterali potete andare incontro e vi suggerirà come affrontarli: più il paziente è giovane, più ha facilità nell’affrontare la terapia e gli effetti collaterali.

Durante tutta la cura potrete usufruire della terapia di supporto, cioè della terapia volta a prevenire o combattere le infezioni, controllare il dolore e gli altri sintomi, alleviare gli effetti collaterali della terapia contro il tumore e aiutarvi ad affrontare gli aspetti psicologici della diagnosi di tumore.

Prima di iniziare la terapia, vi consigliamo di rivolgere queste domande al vostro medico:

  1. Di che tipo è il mio linfoma di Hodgkin? Posso avere una copia del referto del patologo?
  2. In quale stadio è il mio tumore? Dove si trova?
  3. Quali terapie mi si prospettano? Quale mi consiglia? Perché?
  4. Dovrò sottopormi a diversi tipi di terapia?
  5. Quali risultati posso aspettarmi da ciascun tipo di terapia?
  6. Quali sono i rischi e i possibili effetti collaterali di ciascuna terapia? Che cosa possiamo fare per tenerli sotto controllo?
  7. Per quanto tempo durerà la terapia?
  8. Che cosa devo fare per prepararmi?
  9. Sarà necessario il ricovero in ospedale? Se sì, per quanto tempo?
  10. Quanto mi verrà a costare? Gli esami e la terapia sono mutuabili?
  11. Quali ricadute avrò nella mia vita di tutti i giorni?
  12. Mi consiglia di partecipare ad una sperimentazione clinica?
  13. Con quale frequenza dovrò effettuare controlli una volta terminata la terapia?

Chemioterapia

La chemioterapia contro il linfoma di Hodgkin usa particolari farmaci in grado di uccidere le cellule del linfoma. È detta terapia sistemica, perché i farmaci devono entrare in circolo per poter raggiungere le cellule tumorali in quasi tutte le parti dell’organismo.

Di solito i farmaci somministrati sono più di uno, la maggior parte di essi è somministrata per endovena, mentre alcuni sono assunti per via orale.

La chemioterapia viene somministrata in diversi cicli, dopo ciascun ciclo occorre osservare un periodo di riposo. La lunghezza del periodo di riposo e il numero di cicli dipendono dallo stadio in cui si trova il linfoma e dai tipi di farmaci usati.

È possibile effettuare la chemioterapia in ospedale, nello studio del medico curante o a casa. Per alcuni pazienti è necessario il ricovero in ospedale.

Gli effetti collaterali dipendono principalmente dal tipo e dalla dose dei farmaci: i chemioterapici, infatti, sono in grado di danneggiare non solo le cellule malate, ma anche quelle sane che si dividono rapidamente, per esempio:

  • Cellule del sangue: la chemioterapia distrugge molte cellule sane del sangue, quindi si corre un maggior rischio di contrarre infezioni, di procurarsi lividi o di iniziare a sanguinare con facilità; inoltre ci si sente molto deboli e stanchi. L’équipe che vi segue vi farà fare le analisi del sangue per controllare se ci sono cellule sane in numero sufficiente. Se sono poche, esistono farmaci in grado di aiutare l’organismo a produrne di nuove.
  • Cellule dei bulbi piliferi. La chemioterapia può causare la caduta dei capelli. I capelli ricresceranno dopo la fine della terapia, ma la loro consistenza e il loro colore potrebbero essere leggermente diversi.
  • Cellule della mucosa dell’apparato digerente. La chemioterapia può causare perdita dell’appetito, nausea, vomito, diarrea e ulcere alla bocca e alle labbra. Chiedete consiglio all’équipe che vi segue sulle terapie in grado di aiutarvi a superare questi problemi.

Alcuni tipi di chemioterapia possono causare la sterilità:

  • Negli uomini. La chemioterapia può danneggiare gli spermatozoi, anche in modo permanente. Alcuni uomini, quindi, decidono di congelare il proprio sperma prima della terapia (banca del seme).
  • Donne. La chemioterapia può danneggiare le ovaie. Le donne che desiderano diventare madri dovrebbero informarsi prima dell’inizio della terapia presso l’équipe che le segue sulle modalità di conservazione degli ovuli.

Alcuni farmaci che combattono il linfoma di Hodgkin potrebbero causare disturbi cardiaci o altri tumori in un secondo momento. Ricordiamo che i controlli periodici dopo la fine della terapia sono sempre e comunque importanti.

Prima di iniziare la chemioterapia vi consigliamo di rivolgere le domande seguenti al vostro medico:

  1. Quali farmaci mi saranno somministrati? Quali effetti positivi possiamo aspettarci?
  2. Quando inizierà la terapia? Quando finirà? Con che frequenza si svolgerà?
  3. Dove dovrò recarmi? Sarò in grado di guidare, una volta terminata la sessione?
  4. Che cosa posso fare per affrontare meglio la terapia?
  5. Come si fa a capire se la terapia è efficace?
  6. Per quali effetti collaterali dovrò avvisarvi? Posso prevenirne o curarne alcuni?
  7. Ci saranno effetti collaterali permanenti?

Radioterapia

La radioterapia per il linfoma di Hodgkin usa radiazioni ad alta energia per uccidere le cellule del linfoma; è in grado di diminuire le dimensioni dei tumori e di contribuire alla prevenzione del dolore.

Durante la radioterapia la macchina che emette le radiazioni viene puntata direttamente verso i linfonodi e le zone colpite dal linfoma. Si tratta di una terapia locale, perché è mirata unicamente alle cellule della zona da curare. La maggior parte dei pazienti deve recarsi in ospedale o in clinica cinque giorni alla settimana per diverse settimane.

Gli effetti collaterali della radioterapia dipendono soprattutto dalla dose di radiazioni e dalla parte del corpo da curare, ad esempio le radiazioni dirette contro l’addome possono causare nausea, vomito e diarrea, mentre quelle dirette verso il collo e il torace possono provocare secchezza alla gola, mal di gola e problemi di deglutizione.

La pelle della zona trattata può arrossarsi, diventare secca e fragile; nella zona colpita dalle radiazioni si possono anche perdere i peli o i capelli.

Molti pazienti, durante la radioterapia, lamentano una profonda stanchezza, soprattutto nelle ultime settimane di terapia. Il riposo è importante, ma i medici normalmente consigliano di mantenere una vita il più attiva possibile.

Gli effetti collaterali della radioterapia possono essere difficili da affrontare, ma di solito è possibile curarli o tenerli sotto controllo. Ricordate che il medico è vostra disposizione e può suggerirvi i modi migliori per alleviarli.

Può anche essere utile sapere che, nella maggior parte dei casi, gli effetti collaterali non sono permanenti. Tuttavia vi consigliamo di informarvi presso il vostro medico sui possibili effetti di lungo periodo. Dopo la fine della terapia, ad esempio, potreste avere una maggior probabilità che il tumore recidivi, inoltre la radioterapia nella zona toracica potrebbe causare disturbi cardiaci o danni ai polmoni.

La radioterapia nella zona pelvica può causare sterilità, temporanea o permanente, a seconda della vostra età:

  • Negli uomini. Se le radiazioni sono concentrate nella zona pelvica, i testicoli possono subire danni. Ricorrere alla banca del seme prima della terapia può essere una possibilità da valutare.
  • Nelle donne. Le radiazioni dirette nella zona pelvica possono danneggiare le ovaie. Il ciclo mestruale può interrompersi e si può iniziare a soffrire di vampate di calore e secchezza vaginale. Se la paziente è giovane, il ciclo mestruale ha maggiori probabilità di ripresentarsi. Chi desidera diventare madre, dovrà informarsi presso l’équipe curante sui modalità di conservazione degli ovuli prima dell’inizio della terapia.

Prima della radioterapia, vi consigliamo di rivolgere le domande seguenti al vostro medico:

  1. Perché devo sottopormi alla radioterapia?
  2. Quando dovrò iniziare? Quando terminerà?
  3. Come mi sentirò durante la terapia?
  4. Come si può capire se la terapia sta funzionando?
  5. Ci sono effetti collaterali permanenti?

Trapianto di cellule staminali

Se il linfoma di Hodgkin si ripresenta dopo la terapia, è possibile ricevere un trapianto di cellule staminali. Il trapianto di cellule staminali ematopoietiche (trapianto di cellule staminali autologhe) vi permetterà di sottoporvi a una chemioterapia e/o a una radioterapia più aggressiva. Le dosi maggiori distruggeranno sia le cellule del linfoma di Hodgkin sia le cellule sane presenti nel midollo osseo.

I trapianti di cellule staminali si svolgono in ospedale, prima di sottoporvi a una terapia aggressiva vengono espiantate le cellule staminali, che possono essere curate per eliminare eventuali cellule tumorali presenti tra di esse. Le cellule staminali vengono congelate e conservate. Dopo la terapia aggressiva che ucciderà le cellule del linfoma di Hodgkin, le cellule staminali sono scongelate e reimpiantate usando un tubicino flessibile inserito in una delle vene maggiori del collo o del torace. Nuove cellule staminali si formano a partire da quelle trapiantate.

Prima del trapianto di cellule staminali, vi consigliamo di rivolgere le domande seguenti al vostro medico:

  1. Quali sono i rischi e i benefici del trapianto di cellule staminali?
  2. Quanto durerà il ricovero in ospedale? Dovrò seguire anche una terapia di supporto? Come potrò proteggermi dai germi?
  3. Come posso alleviare gli effetti collaterali?
  4. Quali effetti avrà il trapianto di cellule staminali sulla mia vita quotidiana?
  5. Quali sono le probabilità di guarigione completa?

Dieta, attività fisica e follow-up

È fondamentale prendersi cura di se stessi seguendo un’alimentazione sana e cercando di mantenersi il più attivi possibile.

Per mantenere un peso corretto è necessario assumere la giusta quantità di calorie, è anche importante assumere proteine a sufficienza per salvaguardare la propria forza. Mangiare bene vi aiuterà a sentirvi meglio e ad avere maggiori energie.

In alcuni casi, soprattutto durante la terapia o nelle fasi immediatamente successive, potreste non aver voglia di mangiare, perché vi sentite stanchi o avete la nausea. Probabilmente avrete la sensazione che gli alimenti abbiano un gusto diverso dal solito; inoltre gli effetti collaterali della terapia (ad esempio la mancanza di appetito, la nausea, il vomito o le ulcere in bocca) potranno impedirvi di mangiare bene. Il medico, il dietologo o altri componenti dell’équipe che vi segue possono suggerirvi i modi migliori per affrontare questi problemi.

Molte persone affermano di sentirsi meglio se riescono a mantenersi attive: camminare, fare yoga, nuotare o fare altre attività vi aiuteranno a salvaguardare la forza e ad aumentare le energie. Con l’esercizio fisico si può diminuire la nausea e il dolore e si può sopportare meglio la terapia e lo stress. Prima di iniziare una qualsiasi attività fisica, ricordatevi di chiedere il parere del medico; inoltre, se l’attività causa dolore o altri problemi, informate immediatamente il medico o l’infermiere.

Follow-up

Dopo la fine della terapia, vi consigliamo di rivolgere le domande seguenti al vostro medico:

  • Con quale periodicità dovrò effettuare controlli?
  • Quali esami di controllo mi consiglia?
  • Tra un esame e il successivo, a quali problemi o sintomi devo prestare particolare attenzione, informandola?

Dopo la terapia per il linfoma di Hodgkin sarà necessario sottoporsi a controlli periodici. Anche se i sintomi del tumore sono scomparsi, infatti, il tumore può recidivare, perché la terapia può non aver eliminato alcune cellule tumorali in qualche zona dell’organismo.

I controlli periodici, inoltre, possono individuare i problemi derivanti dalla terapia contro il tumore. Chi ha combattuto il linfoma di Hodgkin corre maggiori rischi di soffrire di disturbi cardiaci, leucemia, melanoma, linfoma non Hodgkin, tumore delle ossa, al seno, del polmone, dello stomaco e della tiroide. I controlli servono per non trascurare i cambiamenti dello stato di salute e per curarli se ci sono problemi. Tra i controlli necessari ricordiamo:

  • visite mediche,
  • esami del sangue,
  • radiografie toraciche,
  • TAC ed altri esami.

Dopo la terapia ai pazienti possono essere somministrati il vaccino antinfluenzale e altri vaccini. È necessario discutere con l’équipe medica la necessità di somministrazione di determinati vaccini.

Se tra un controllo e l’altro si presentano dei problemi di salute, è opportuno contattare immediatamente il medico.

Traduzione ed integrazione a cura di Elisa Bruno


Revisione scientifica e correzione a cura del Dr. Guido Cimurro (farmacista)
Le informazioni contenute in questo articolo non devono in alcun modo sostituire il rapporto dottore-paziente; si raccomanda al contrario di chiedere il parere del proprio medico prima di mettere in pratica qualsiasi consiglio od indicazione riportata.

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Domande, suggerimenti e segnalazioni

  1. Anonimo

    Salve dottore ho 25 anni e da circa 6 giorni avverto dei dolori cheprendono il centro del torace zona sterno fino alla base della gola … ho fatto ecg sia a riposo sia sotto sforzo ma tutto tranquillo…cosa potrebbe essere??? Mica un tumore allo stomaco o linfoma gastrico??? Tutto questo puì avvenire a 25 anni?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      I sintomi fanno venire in mente il reflusso gastroesofageo.

    1. anonimo

      salve ho 54 anni 20 anni fa mi hanno diagnosticato il morbo di hodgkin ho fatto una chemioterapia e fino ad ora era tutto apposto quando circa 3 mesi fa mi si è gonfiato un ninfonode del collo ho fatto eco e mi è stato detto che non ce da
      preoccuparsi perckè sembra essere una infiammazione pero adesso mi stanno facendo fare dicono x sicurezza una ago aspirato più eco addome e lastra toracica io ho paura cosa ne dice

  2. Anonimo

    Dottore ma un linfoma il linfonodo risulta reattivo? O se è reattivo si può stare tranquilli al 100%? Ovviamente parlo del linfoma

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Se reattivo e se il parere del medico è positivo può stare tranquillo.

    2. marcella

      gentile anonimo io sono ossessionata come lei. quanti anni ha?

  3. Anonimo

    Ho questo linfonodo reattivo che sul referto sta scritto di (kuttner di 2.2 cm) da molti mesi…secondo lei potrebbe essere linfoma? Se è reattivo lo esclude?

  4. Anonimo

    Nn l.ho chiesto….ma secondo il suo parere e la cosa che vorrei sapere più di tutto un linfonodo reattivo può essere un linfoma? O un linfonodo colpito da linfoma non è reattivo?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Quello che conta non è una definizione, ma una diagnosi che solo un medico può offrirle.

  5. Anonimo

    Va bn ma può per fav rispondere alla mia domanda e dirmi se un linfonodo reattivo può essere linfoma?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      È più complesso di così (un linfonodo può essere reattivo ed infiammato in risposta a vari eventi più o meno vicini, tra cui tumori) e rinnovo l’invito a valutare la situazione con un medico.

  6. Anonimo

    Perchè sn 5 giorni che mi sento un prurito diffuso…va e viene…cosa può essere?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Può essere mille cose e sicuramente non un linfoma; può essere suggestione (da ansia), può essere orticaria, può essere una reazione allergica a qualcosa che ha mangiato, …

  7. Paola

    Salve dottore…è da un po di tempo che la notte ho un intensa sudorazione alla nuca, addirittura si bagnano i capelli accompagnato da brividi di freddo.. Mi domandavo cosa potesse essere la causa, ho 30 anni. Grazie

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Altri sintomi di qualunque genere? Magari un po’ di raffreddore? Assume farmaci?

    2. Anonimo

      Soffro di reflusso gastroesofageo ma non credo c entri molto..altri sintomi in generale sono dolori cervicali, a volte capogiri, mal di testa e abbassamento improvviso di pressione ma non sempre e neanche raramente

    3. Dr. Cimurro (farmacista)

      Mi dispiace, ma onestamente sono in difficoltà nel formulare ipotesi.

  8. giorgio

    Salve dottore quando bevo alcool mi fa male la testa anche se bevo solo un bicchiere di birra poi spesso ho prurito su tutte le parti del corpo mi devo preoccupare?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Preoccuparsi no, ma al suo posto ne eviterei completamente il consumo; senta comunque anche il parere del medico.

  9. giorgio

    Ok grazie dott puo essere anche per stress e ansia o piu per averne abusato un po troppo per due tre anni ?

  10. Massimo

    Buongiorno Dottore
    Mia figlia di 5 anni soffre ormai da 2 anni di una linfoadenopatia inguinale dx causata da Epstein Barr virus, il caso è stato preso in cura presso l’Ospedale Pediatrico Meyer. Nel Dicembre 2013 daccordo con i dottori che la seguono, abbiamo deciso di effettuare una biopsia del linfonodo maggiore ( circa 4 cm ) del pacchetto interessato e dall’esame istologico fortunatamente non è risultata alcuna neoplasia.
    Ora a distanza di più di un anno, dopo varie ecografie di controllo, visto è considerato che questi linfonodi non si sgonfiano, è stato deciso di rifare un ulteriore biopsia togliendo l’intero pacchetto di linfonodi.
    Inutile giraci intorno, la paura più grande che pervade me e mia moglie si chiama Linfoma e la domanda che le pongo è semplice in quanto non prevede una risposta che possa sostituire ciò di cui possiamo avere garanzia e cioè una biopsia.
    Dei linfonodi gonfi da mesi i quali non sono risultati di tipo neoplastico da una prima biopsia, possono mutare in un anno e diventare neoplastici ?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Personalmente sono assolutamente ottimista dato il precedente risultato, ma mi preme sottolineare che NON ho l’esperienza necessaria per garantirglielo. Se mi tiene al corrente mi fa però sicuramente piacere.

    2. Massimo

      Grazie
      Entro massimo 2 settimane mi chiameranno per l’intervento, le farò sapere gli sviluppi, intanto c’è l’aspetto psicologico da non sottovalutare, da genitore è difficile riuscire a non trasmettere l’ansia e la preoccupazione che mi porto dentro, sono combattuto perche non sò se prepararla all’intervento o non dirgli niente e riferigli dell’intervento il giorno prima o quello stesso.
      Secondo me una bambina di 5 anni non si può preparare ad un operazione, seppur semplice, credo che vivrebbe giorni di ansia e malessere , forse devo optare per la seconda ipotesi, lei cosa mi consiglia ?

    3. Dr. Cimurro (farmacista)

      Le parlo da papà e non da farmacista, quindi è solo un’opinione e senta anche cosa ne pensa la pediatra; al suo posto ne parlerei in modo molto leggero, sereno (per quanto possibile), spiegandole come avverrà l’intervento in modo che la bimba sappia cosa aspettarsi.

      Non c’è bisogno di entrare nei dettagli, ma sapere a grandi linee come si svolgerà la giornata e vedere che i genitori sono tranquilli (è difficile, lo so) la aiuterebbe ad affrontarla con tranquillità e superarla più rapidamente.

    4. Massimo

      Grazie per il consiglio
      Si, credo la cosa migliore, per lei e per la serenità di tutta la famiglia.

  11. Anonimo

    Salve dottore ho un linfonodo gonfio da un anno. Feci un eco dove risultava reattivo ed era 2.3 centimetri. ora da novemnre una volta al mese ho l influenza per un paio di giorni e un leggero prurito. Inoltre lo scorso anno a febbraio avendo ho avuto la mononucleosi da 74 kg in un paio di mesi arrivai a 69 kg e ora sn 80 kg dato che faccio sollevamenyo pesi. Lei crrda che debba fare una visita ematologica per sospetto linfoma?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      A mio parere no, si limiti a tenere sotto controllo il linfonodo con l’aiuto del medico di base.

  12. anna

    salve,
    son circa 3 o 4 anni che all’improvviso mi vengono attacchi di prurito
    principalmente, al torace al collo,sotto la pancia e ingiune ultimamaente anche alle gambe,
    la sera prima di mettermi a letto sento un fretto pazzesco mi imbottisco di coperte e durante la notte faccio un bagno di sudore ho fatto diverse prove allergiche tra cui quelle agli alimenti e quelle ai medicinali ora sto per farle alle muffe e polveri perchè ho una macchia nera nel soffitto della camera da letto, questo mi fa pensare a una allergia ma quando faccio la doccia noto che l’acqua calda mi fa aumentare il prurito e lo avverto anche alla testa quando faccio lo shampo, il prurito amuenta anche quando sono esposta al sole, ho letto i sintomi della malattia di Hodgkin farò anche le analisi del sangue e cercherò un dottore che mi controlli le ghiandole delle ascelle, del collo e del inguine.
    cosa ne pensa può darmi dei suggerimenti ? aspetto sue notizie

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Il caldo è normale che aumenti il prurito, quindi di questo aspetto (sole e doccia calda) non si preoccupi.

  13. Anonimo

    Buonasera, ho un prurito interno al petto da 2/3 giorni. A novembre ho contratto la Mononucleosi e sono guarito completamente circa 3 settimane fa. Di cosa potrebbe trattarsi?
    Grazie mille!

    1. Anonimo

      Non saprei specificare, grattandomi sul petto il prurito non passa, è come se mi prudessero i polmoni.

    2. Dr. Cimurro (farmacista)

      Mi vengono in mente due ipotesi, ma probabilmente sono completamente fuori strada:

      1. Sta per comparire un herpes zoster,
      2. Ansia.

  14. Anonimo

    Dottore ma il calo di peso di cui si parla nei mesi precedenti è continuo o i kg che si perdono si possono prendere di nuovo nonostante la malattia? Mi spiego meglio nel caso in cui in poco tempo da 76 kg arrivo a 70.. e poi dp mesi salgo ad 82 nn è indice di linfoma giusto?

  15. Anonimo

    Dottore da nkvembre una vokta al mese mi capita di avere un pò di infkuenza…massimo 37.6 per un paio di giorni…poi tutto il resto del mese rimane tra i 36.4 e i 36.9/ 37…lei crede che possa essere linfoma? In quali casi si parla di febbricola o meglio quale febbre deve far pensare ad un tumore? Grazie dottore

  16. Anonimo

    Nulla a parte un piccolo linfonodo leggermente gonfio trovato reattivo e un pò di stanchezzam..lei cosa ne pensa?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Essendo reattivo in linea di massima escludiamo problemi gravi, ma non sono in grado di formulare ipotesi più precise; il medico cosa ne pensa?

  17. Anonimo

    Il medico dice di stare tranquillo…ma lei cosa de pensa del fatto della febbre?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Sotto i 37, o valori occasionali di poco superiori, non sono in genere significativi.

  18. Mirko

    Salve dottore sono sieropositivo e in terapia e da un po di tempo ho il linfonodo destro inguinale gonfio lo feci controllare dal mio infettollogo che mi disse che se non vi erano altri sintomi poteva essere normale che sia gonfio per l infezione. Da un po di tempo accuso di un prurito all’inguine e ogni tanto anche vicino all’ombelico anche se soffro di dermatite fin da piccoli. Altri sintomi come febbre o sudorazione non ne ho avute ma leggendo su internet mi impressiono e iniziano a venirmi vari sintomi come fastidio se bevo un po di vino. Tutto questo mi preoccupa farò comunque le analisi tra due settimane. Lei cosa ne pensa, pur essendo consapevole della difficoltà della diagnosi virtualmente.grazie

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Non escludo che possa essere un po’ di ansia/suggestione; il gonfiore c’è sicuramente, quello ovviamente è visibile e dovuto all’infezione, ma gli altri sintomi probabilmente sono insorti a seguito dell’ansia. È comunque solo un’ipotesi, mi tenga al corrente.

  19. attilio

    Dottore mi sono accorto da 4 mesi che sotto l’addominale ho una palla da 10cm lunedi dovrei fare una ecografia ho 35 anni non mi drogo non bevo roba gasata e ho fatto mesi fa300 addominali tutta una volta puo’essere ernia non ho febbre ho la saturazione ha 96pressione180 70 ho fatto bicicletta palestra ho una resistenza e forza fisica buona buona sera mi dia una risposta nal mio profilo facebook attilio garau distinti saluti

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      È già stato visitato dal medico? Cosa ne pensa?

  20. anonima

    salve dottore,
    è da un mesetto che ho questo “tarlo” nella testa, giusto il mese scorso in concomitanza con l’inizio del ciclo ho avuto una forte sudorazione notturna, fino alla sera scorsa ho avuto sporadici episodi di sudorazione lievi a livello del collo e petto, per lievi intendo che ( me ne accorgo perchè sono in ansia e tendo a svelgiarmi di notte per controllare, ma non capisco bene se sono sudata o la maglietta a livello del collo è solo fredda).
    ora la mia domanda è l’entità della sudorazione nei lnfomi è lieve o è copiosa?
    ho ragione di preoccuparmi o può derivare da ansia visto che spesso in questo mese non ho sudato la notte e quando sudo succede quello che ho descritto sopra?
    preciso che ho fatto esami del sangue a novembre 2014 ed erano a posto.
    la ringrazio e le auguro buona giornata

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Senta anche il parere del medico, ma a mio parere questo sintomo da solo non preoccupa affatto, sembra invece ansia.

    2. anonima

      la ringrazio per la sua celere risposta,
      anche secondo il mio dottore non è una cosa preoccupante e infatti non mi ha nemmeno voluto fare rifare gli esami del sangue fatti a novembre! al massimo mi ha prescritto quelli della tiroide in quanto assumo eutirox visto che ho la tiroide che funziona meno.
      la ringrazio ancora

  21. Pier.

    Buongiorno dott. sono una ragazza di quasi 27 anni. Nel 2008 mi è stato diagnosticato il reflusso esofageo che ho curato solo per un anno poiché tutti gli inibitori di pompa che ho assunto mi davano vetigini e nausea/vomito. Ho familiarità con shock anafiltattico e soffro di diverse allergie. Negli ultimi 3 anni sono sempre stanca, ho capogiri durante la giornata e spesso vedo tutto nero per qualche secondo e perdo le forze. ho perso 5 kg arrivando a 47 e non riesco a recuperarli, durante alcuni periodi la notte sudo molto e spesso soffro di forti mal di testa accompagnati da nausea e/o vomito . Un anno fa dopo uno svenimento seguito da vomito, ho avuto una manifestazione cutanea papulosa e prurigginosa su tutto il corpo per un mese con la comparsa di adenopatia Nel collo, ascelle e inguine. dopo aver fatto tutte le analisi hanno escluso qualsiasi malattia infettiva e mi hanno rimandata al medico curante, che è riuscito solo a consigliarmi degli integratori naturali. A distanza di un anno i linfonodi del collo e ascellari sono ancora ingrossati è vanno dai 5 ai 20 mm con aspetto immuno-reattivo. Non sono dolenti ma a volte mi danno fatidio, soprattutto se sono molto stanca o se magari bevo un bicchiere di vino. Volevo solo chiederle se può consigliarmi a chi potrei rivolgermi e se sa dirmi se queste adenopatie possono essere collegate alla mia stanchezza

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      1. Non credo che siano legati alla stanchezza.
      2. Sentirei il parere di un internista o, se preferisce lo specialista, l’immunologo.

    2. Anonimo

      La ringrazio sinceramente per l’attenzione e per la celere risposta

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