Linfoma di Hodgkin: sintomi, diagnosi, terapia, sopravvivenza

Ultimo Aggiornamento: 1677 giorni

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Introduzione

Il linfoma di Hodgkin è un tumore che si sviluppa nelle cellule del sistema immunitario, il sistema del nostro organismo che combatte le infezioni ed altri disturbi.

Il sistema linfatico fa parte del sistema immunitario e comprende:

  • Vasi linfatici. Il sistema linfatico è costituito da una rete di vasi linfatici, che si diramano e raggiungono tutti i tessuti dell’organismo.
  • Linfa. Nei vasi linfatici circola un liquido trasparente detto linfa, che contiene globuli bianchi, per lo più linfociti B e T.
  • Linfonodi. I vasi linfatici sono connessi a piccoli centri di tessuto, detti linfonodi. I linfonodi sono raggruppati nel collo, sotto le ascelle, nel torace, nell’addome e nella zona inguinale e, al loro interno, conservano i globuli bianchi. Servono per intrappolare ed eliminare i batteri o altre sostanze pericolose che eventualmente possono essere presenti nella linfa.
  • Altri organi. Tra gli altri organi che fanno parte del sistema linfatico ricordiamo: le tonsille, il timo e la milza. Il tessuto linfatico si trova anche in altre parti del corpo, tra cui lo stomaco, la pelle e l’intestino tenue.

Il tessuto linfatico si trova in diverse parti dell’organismo, quindi il linfoma di Hodgkin si può sviluppare praticamente dappertutto. Di solito ha origine in un linfonodo sopra il diaframma, il muscolo sottile che divide il torace e l’addome; si può sviluppare in un gruppo di linfonodi o, in alcuni casi, anche in altre parti del sistema linfatico.

Per stimare correttamente le probabilità di sopravvivenza è necessario valutare alcuni aspetti come i sintomi manifestati e l’eventuale presenza contemporanea di altre malattie; anche l’età può essere determinante nell’efficacia delle cure, quando eccessivamente avanzata le probabilità di sopravvivenza diminuiscono. In generale comunque il linfoma di Hodgkin è considerato come una malattia con ottime probabilità di sopravvivenza (85% dei casi circa).

Cause

Il linfoma di Hodgkin si sviluppa quando si manifesta un’anomalia in un linfocita (di solito un linfocita T). La cellula anomala è detta cellula di Reed-Sternberg.

La cellula di Reed-Sternberg si divide e si replica, le nuove cellule, a loro volta, si duplicano, producendo sempre più cellule anomale che non muoiono come invece succede periodicamente a quelle sane. Le cellule anomale non sono in grado di proteggere l’organismo dalle infezioni o dagli altri disturbi, al contrario si accumulano formando una massa di tessuto malato detta tumore.

Fattori di rischio

I medici riescono raramente a capire il motivo per cui il linfoma di Hodgkin colpisce certi pazienti e non altri; la ricerca, però, dimostra che determinati fattori di rischio fanno aumentare il rischio di ammalarsi di questo tumore.

Tra i fattori di rischio per il linfoma di Hodgkin ricordiamo:

  • Virus. Se si è contratto il virus di Epstein-Barr (EBV) o il virus dell’immunodeficienza umana (HIV), il rischio di ammalarsi di linfoma di Hodgkin può aumentare. Il linfoma, tuttavia, non è contagioso, cioè non viene trasmesso da paziente a paziente.
  • Indebolimento del sistema immunitario. Il rischio di soffrire di linfoma di Hodgkin può aumentare se il sistema immunitario è debole (ad esempio a causa di un disturbo ereditario o di determinati farmaci usati dopo un trapianto).
  • Età. Il linfoma di Hodgkin si presenta con maggior frequenza tra gli adolescenti e gli adulti di età compresa tra i 15 e i 35 anni, e tra gli adulti di età superiore ai 55 anni.
  • Precedenti famigliari. I famigliari di un paziente con linfoma di Hodgkin, soprattutto i fratelli e le sorelle, possono correre un rischio maggiore di ammalarsi.

Avere uno o più fattori di rischio non significa ammalarsi necessariamente. La maggior parte dei pazienti che presentano fattori di rischio non sarà mai colpita da alcun tumore.

Sintomi

Il linfoma di Hodgkin può causare diversi sintomi:

  • Gonfiore (non doloroso) ai linfonodi del collo, delle ascelle o dell’inguine,
  • Aumento della sensibilità all’alcol oppure dolore ai linfonodi dopo aver bevuto,
  • Dimagrimento apparentemente inspiegabile,
  • Febbre che non diminuisce,
  • Intensa sudorazione notturna,
  • Prurito alla pelle,
  • Tosse, problemi respiratori o dolore al torace,
  • Debolezza e stanchezza che non scompaiono.

Nella maggior parte dei casi questi sintomi non sono dovuti a un tumore, ma possono essere causati da infezioni o da altri disturbi. Se i sintomi durano per più di due settimane, è consigliabile rivolgersi al proprio medico per ottenere una diagnosi e una terapia.

Diagnosi

Se soffrite di gonfiore ai linfonodi o di altri sintomi che potrebbero indicare un linfoma di Hodgkin, il medico cercherà di diagnosticare la causa del problema, probabilmente informandosi sui problemi di salute vostri e dei vostri famigliari.

Presumibilmente dovrete sottoporvi agli esami seguenti:

  • Visita. Il medico controllerà se ci sono linfonodi gonfi nel collo, sotto le ascelle e nella zona inguinale e se la milza o il fegato sono gonfi.
  • Esami del sangue. Le analisi complete controllano il numero dei globuli bianchi, delle altre cellule ematiche e delle altre sostanze presenti nel sangue.
  • Radiografia toracica. Le radiografie possono evidenziare il gonfiore dei linfonodi o altri segni di problemi a livello toracico.
  • Biopsia. La biopsia è l’unico metodo sicuro per diagnosticare il linfoma di Hodgkin. Il medico può asportare un linfonodo interamente (biopsia escissionale) oppure solo in parte (biopsia incisionale). Un ago molto sottile (tecnica detta dell’ago aspirato) di solito non è in grado di aspirare un campione sufficiente per elaborare la diagnosi patologica di linfoma di Hodgkin, quindi è necessario rimuovere l’intero linfonodo. Il patologo userà poi il microscopio per controllare se nel tessuto sono presenti cellule tumorali. Nel campione dei pazienti malati di solito sono presenti cellule anomale, di dimensioni maggiori del normale, dette cellule di Reed-Sternberg, che non si trovano nei tessuti delle persone sane.

Cura e terapia

Il medico descriverà le opportunità terapeutiche ed i risultati attesi, potete lavorare insieme a lui per creare un piano terapeutico che venga incontro alle vostre necessità.

Il medico di base può indirizzarvi presso uno specialista, oppure potete essere voi stessi a richiedergli un consiglio riguardo lo specialista da consultare. Tra gli specialisti in grado di curare il linfoma di Hodgkin ricordiamo:

  • l’ematologo,
  • l’oncologo,
  • il radiologo.

Il medico potrà consigliarvi di scegliere un oncologo specializzato nella cura del linfoma di Hodgkin, spesso questi specialisti lavorano presso gli ospedali universitari o presso le strutture sanitarie più all’avanguardia.

La scelta della terapia dipende soprattutto da:

  • Tipo di linfoma di Hodgkin (la maggior parte dei pazienti è affetta da linfoma di Hodgkin classico),
  • Collocazione (zona in cui si trova il tumore),
  • Dimensioni del tumore eventualmente maggiori di 10 centimetri,
  • Età,
  • Eventuale dimagrimento, sudorazione notturna intensa o febbre.

Chi soffre di linfoma di Hodgkin può essere curato con la chemioterapia, con la radioterapia o con entrambe.

Se il linfoma si ripresenta dopo la terapia, è detto tumore recidivante o ricorrente. Chi soffre di linfoma di Hodgkin recidivante dovrà ricorrere a una chemioterapia e/o a una radioterapia più aggressiva, e poi a un trapianto di cellule staminali.

È consigliabile informarsi sugli effetti collaterali della chemioterapia e della radioterapia sulle normali attività quotidiane. La chemioterapia e la radioterapia, infatti, danneggiano spesso anche le cellule ed i tessuti sani, quindi gli effetti collaterali sono frequenti. Gli effetti collaterali possono essere diversi da paziente a paziente e possono cambiare anche da una sessione alla successiva. Prima dell’inizio della terapia l’équipe che vi segue vi spiegherà a quali effetti collaterali potete andare incontro e vi suggerirà come affrontarli: più il paziente è giovane, più ha facilità nell’affrontare la terapia e gli effetti collaterali.

Durante tutta la cura potrete usufruire della terapia di supporto, cioè della terapia volta a prevenire o combattere le infezioni, controllare il dolore e gli altri sintomi, alleviare gli effetti collaterali della terapia contro il tumore e aiutarvi ad affrontare gli aspetti psicologici della diagnosi di tumore.

Prima di iniziare la terapia, vi consigliamo di rivolgere queste domande al vostro medico:

  1. Di che tipo è il mio linfoma di Hodgkin? Posso avere una copia del referto del patologo?
  2. In quale stadio è il mio tumore? Dove si trova?
  3. Quali terapie mi si prospettano? Quale mi consiglia? Perché?
  4. Dovrò sottopormi a diversi tipi di terapia?
  5. Quali risultati posso aspettarmi da ciascun tipo di terapia?
  6. Quali sono i rischi e i possibili effetti collaterali di ciascuna terapia? Che cosa possiamo fare per tenerli sotto controllo?
  7. Per quanto tempo durerà la terapia?
  8. Che cosa devo fare per prepararmi?
  9. Sarà necessario il ricovero in ospedale? Se sì, per quanto tempo?
  10. Quanto mi verrà a costare? Gli esami e la terapia sono mutuabili?
  11. Quali ricadute avrò nella mia vita di tutti i giorni?
  12. Mi consiglia di partecipare ad una sperimentazione clinica?
  13. Con quale frequenza dovrò effettuare controlli una volta terminata la terapia?

Chemioterapia

La chemioterapia contro il linfoma di Hodgkin usa particolari farmaci in grado di uccidere le cellule del linfoma. È detta terapia sistemica, perché i farmaci devono entrare in circolo per poter raggiungere le cellule tumorali in quasi tutte le parti dell’organismo.

Di solito i farmaci somministrati sono più di uno, la maggior parte di essi è somministrata per endovena, mentre alcuni sono assunti per via orale.

La chemioterapia viene somministrata in diversi cicli, dopo ciascun ciclo occorre osservare un periodo di riposo. La lunghezza del periodo di riposo e il numero di cicli dipendono dallo stadio in cui si trova il linfoma e dai tipi di farmaci usati.

È possibile effettuare la chemioterapia in ospedale, nello studio del medico curante o a casa. Per alcuni pazienti è necessario il ricovero in ospedale.

Gli effetti collaterali dipendono principalmente dal tipo e dalla dose dei farmaci: i chemioterapici, infatti, sono in grado di danneggiare non solo le cellule malate, ma anche quelle sane che si dividono rapidamente, per esempio:

  • Cellule del sangue: la chemioterapia distrugge molte cellule sane del sangue, quindi si corre un maggior rischio di contrarre infezioni, di procurarsi lividi o di iniziare a sanguinare con facilità; inoltre ci si sente molto deboli e stanchi. L’équipe che vi segue vi farà fare le analisi del sangue per controllare se ci sono cellule sane in numero sufficiente. Se sono poche, esistono farmaci in grado di aiutare l’organismo a produrne di nuove.
  • Cellule dei bulbi piliferi. La chemioterapia può causare la caduta dei capelli. I capelli ricresceranno dopo la fine della terapia, ma la loro consistenza e il loro colore potrebbero essere leggermente diversi.
  • Cellule della mucosa dell’apparato digerente. La chemioterapia può causare perdita dell’appetito, nausea, vomito, diarrea e ulcere alla bocca e alle labbra. Chiedete consiglio all’équipe che vi segue sulle terapie in grado di aiutarvi a superare questi problemi.

Alcuni tipi di chemioterapia possono causare la sterilità:

  • Negli uomini. La chemioterapia può danneggiare gli spermatozoi, anche in modo permanente. Alcuni uomini, quindi, decidono di congelare il proprio sperma prima della terapia (banca del seme).
  • Donne. La chemioterapia può danneggiare le ovaie. Le donne che desiderano diventare madri dovrebbero informarsi prima dell’inizio della terapia presso l’équipe che le segue sulle modalità di conservazione degli ovuli.

Alcuni farmaci che combattono il linfoma di Hodgkin potrebbero causare disturbi cardiaci o altri tumori in un secondo momento. Ricordiamo che i controlli periodici dopo la fine della terapia sono sempre e comunque importanti.

Prima di iniziare la chemioterapia vi consigliamo di rivolgere le domande seguenti al vostro medico:

  1. Quali farmaci mi saranno somministrati? Quali effetti positivi possiamo aspettarci?
  2. Quando inizierà la terapia? Quando finirà? Con che frequenza si svolgerà?
  3. Dove dovrò recarmi? Sarò in grado di guidare, una volta terminata la sessione?
  4. Che cosa posso fare per affrontare meglio la terapia?
  5. Come si fa a capire se la terapia è efficace?
  6. Per quali effetti collaterali dovrò avvisarvi? Posso prevenirne o curarne alcuni?
  7. Ci saranno effetti collaterali permanenti?

Radioterapia

La radioterapia per il linfoma di Hodgkin usa radiazioni ad alta energia per uccidere le cellule del linfoma; è in grado di diminuire le dimensioni dei tumori e di contribuire alla prevenzione del dolore.

Durante la radioterapia la macchina che emette le radiazioni viene puntata direttamente verso i linfonodi e le zone colpite dal linfoma. Si tratta di una terapia locale, perché è mirata unicamente alle cellule della zona da curare. La maggior parte dei pazienti deve recarsi in ospedale o in clinica cinque giorni alla settimana per diverse settimane.

Gli effetti collaterali della radioterapia dipendono soprattutto dalla dose di radiazioni e dalla parte del corpo da curare, ad esempio le radiazioni dirette contro l’addome possono causare nausea, vomito e diarrea, mentre quelle dirette verso il collo e il torace possono provocare secchezza alla gola, mal di gola e problemi di deglutizione.

La pelle della zona trattata può arrossarsi, diventare secca e fragile; nella zona colpita dalle radiazioni si possono anche perdere i peli o i capelli.

Molti pazienti, durante la radioterapia, lamentano una profonda stanchezza, soprattutto nelle ultime settimane di terapia. Il riposo è importante, ma i medici normalmente consigliano di mantenere una vita il più attiva possibile.

Gli effetti collaterali della radioterapia possono essere difficili da affrontare, ma di solito è possibile curarli o tenerli sotto controllo. Ricordate che il medico è vostra disposizione e può suggerirvi i modi migliori per alleviarli.

Può anche essere utile sapere che, nella maggior parte dei casi, gli effetti collaterali non sono permanenti. Tuttavia vi consigliamo di informarvi presso il vostro medico sui possibili effetti di lungo periodo. Dopo la fine della terapia, ad esempio, potreste avere una maggior probabilità che il tumore recidivi, inoltre la radioterapia nella zona toracica potrebbe causare disturbi cardiaci o danni ai polmoni.

La radioterapia nella zona pelvica può causare sterilità, temporanea o permanente, a seconda della vostra età:

  • Negli uomini. Se le radiazioni sono concentrate nella zona pelvica, i testicoli possono subire danni. Ricorrere alla banca del seme prima della terapia può essere una possibilità da valutare.
  • Nelle donne. Le radiazioni dirette nella zona pelvica possono danneggiare le ovaie. Il ciclo mestruale può interrompersi e si può iniziare a soffrire di vampate di calore e secchezza vaginale. Se la paziente è giovane, il ciclo mestruale ha maggiori probabilità di ripresentarsi. Chi desidera diventare madre, dovrà informarsi presso l’équipe curante sui modalità di conservazione degli ovuli prima dell’inizio della terapia.

Prima della radioterapia, vi consigliamo di rivolgere le domande seguenti al vostro medico:

  1. Perché devo sottopormi alla radioterapia?
  2. Quando dovrò iniziare? Quando terminerà?
  3. Come mi sentirò durante la terapia?
  4. Come si può capire se la terapia sta funzionando?
  5. Ci sono effetti collaterali permanenti?

Trapianto di cellule staminali

Se il linfoma di Hodgkin si ripresenta dopo la terapia, è possibile ricevere un trapianto di cellule staminali. Il trapianto di cellule staminali ematopoietiche (trapianto di cellule staminali autologhe) vi permetterà di sottoporvi a una chemioterapia e/o a una radioterapia più aggressiva. Le dosi maggiori distruggeranno sia le cellule del linfoma di Hodgkin sia le cellule sane presenti nel midollo osseo.

I trapianti di cellule staminali si svolgono in ospedale, prima di sottoporvi a una terapia aggressiva vengono espiantate le cellule staminali, che possono essere curate per eliminare eventuali cellule tumorali presenti tra di esse. Le cellule staminali vengono congelate e conservate. Dopo la terapia aggressiva che ucciderà le cellule del linfoma di Hodgkin, le cellule staminali sono scongelate e reimpiantate usando un tubicino flessibile inserito in una delle vene maggiori del collo o del torace. Nuove cellule staminali si formano a partire da quelle trapiantate.

Prima del trapianto di cellule staminali, vi consigliamo di rivolgere le domande seguenti al vostro medico:

  1. Quali sono i rischi e i benefici del trapianto di cellule staminali?
  2. Quanto durerà il ricovero in ospedale? Dovrò seguire anche una terapia di supporto? Come potrò proteggermi dai germi?
  3. Come posso alleviare gli effetti collaterali?
  4. Quali effetti avrà il trapianto di cellule staminali sulla mia vita quotidiana?
  5. Quali sono le probabilità di guarigione completa?

Dieta, attività fisica e follow-up

È fondamentale prendersi cura di se stessi seguendo un’alimentazione sana e cercando di mantenersi il più attivi possibile.

Per mantenere un peso corretto è necessario assumere la giusta quantità di calorie, è anche importante assumere proteine a sufficienza per salvaguardare la propria forza. Mangiare bene vi aiuterà a sentirvi meglio e ad avere maggiori energie.

In alcuni casi, soprattutto durante la terapia o nelle fasi immediatamente successive, potreste non aver voglia di mangiare, perché vi sentite stanchi o avete la nausea. Probabilmente avrete la sensazione che gli alimenti abbiano un gusto diverso dal solito; inoltre gli effetti collaterali della terapia (ad esempio la mancanza di appetito, la nausea, il vomito o le ulcere in bocca) potranno impedirvi di mangiare bene. Il medico, il dietologo o altri componenti dell’équipe che vi segue possono suggerirvi i modi migliori per affrontare questi problemi.

Molte persone affermano di sentirsi meglio se riescono a mantenersi attive: camminare, fare yoga, nuotare o fare altre attività vi aiuteranno a salvaguardare la forza e ad aumentare le energie. Con l’esercizio fisico si può diminuire la nausea e il dolore e si può sopportare meglio la terapia e lo stress. Prima di iniziare una qualsiasi attività fisica, ricordatevi di chiedere il parere del medico; inoltre, se l’attività causa dolore o altri problemi, informate immediatamente il medico o l’infermiere.

Follow-up

Dopo la fine della terapia, vi consigliamo di rivolgere le domande seguenti al vostro medico:

  • Con quale periodicità dovrò effettuare controlli?
  • Quali esami di controllo mi consiglia?
  • Tra un esame e il successivo, a quali problemi o sintomi devo prestare particolare attenzione, informandola?

Dopo la terapia per il linfoma di Hodgkin sarà necessario sottoporsi a controlli periodici. Anche se i sintomi del tumore sono scomparsi, infatti, il tumore può recidivare, perché la terapia può non aver eliminato alcune cellule tumorali in qualche zona dell’organismo.

I controlli periodici, inoltre, possono individuare i problemi derivanti dalla terapia contro il tumore. Chi ha combattuto il linfoma di Hodgkin corre maggiori rischi di soffrire di disturbi cardiaci, leucemia, melanoma, linfoma non Hodgkin, tumore delle ossa, al seno, del polmone, dello stomaco e della tiroide. I controlli servono per non trascurare i cambiamenti dello stato di salute e per curarli se ci sono problemi. Tra i controlli necessari ricordiamo:

  • visite mediche,
  • esami del sangue,
  • radiografie toraciche,
  • TAC ed altri esami.

Dopo la terapia ai pazienti possono essere somministrati il vaccino antinfluenzale e altri vaccini. È necessario discutere con l’équipe medica la necessità di somministrazione di determinati vaccini.

Se tra un controllo e l’altro si presentano dei problemi di salute, è opportuno contattare immediatamente il medico.

Traduzione ed integrazione a cura di Elisa Bruno


Revisione scientifica e correzione a cura del Dr. Guido Cimurro (farmacista)
Le informazioni contenute in questo articolo non devono in alcun modo sostituire il rapporto dottore-paziente; si raccomanda al contrario di chiedere il parere del proprio medico prima di mettere in pratica qualsiasi consiglio od indicazione riportata.

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Domande, suggerimenti e segnalazioni

  1. sandra

    Ho un linfonodo gonfio da più un mese prima nn mi faceva male ora da un paio di giorni ho uno strano dolore dietro l orecchio e a il linfonodo

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Non c’è motivo di pensarlo, ma il medico verificherà tutte le ipotesi.

  2. A

    So che è una domanda che non c’entra niente con la pagina, ma quanto dura il decorso di un raffreddore?

  3. Anonimo

    Dottore salve…da 3 giorni ho dolori alla gola alla deglutizione e guardandomi allo specchio in bocca ho notato di avere la tonsilla sinistra più gonfia del solito…leggendo su internet mi sn preoccupato perchè ho visto tante brutte cose al riguardo…lei crede che devo preoccuparmi? Basta il semplice medico curante per capirne la causa? O devo fare altro? ….io un anno fa ebbi la mononucleosi e molti dicono che il virus che la causa, causi anche il linfoma….lei cosa mi dice?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      È solo mal di gola, il medico la aiuterà a risolvere.

  4. Anonimo

    Dottore ho anche un linfonodo che si è gonfiato ed è molto dolente…devo preoccuparmi? O se è dolente posso stare tranquillo?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Tranquillo, il medico valuterà anche quelli, ma è assolutamente normale in gravidanza.

  5. Anonimo

    Dottore cosa centra la gravidanza??? Io ho 24 anni e sn un uomo….un linfonodo al collo dolente fa pensare a qualcosa di brutto?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Chiedo scusa, pensavo ancora alla risposta che ho dato un attimo prima; intendevo normale con il mal di gola.

      Chiedo scusa.

    2. Anonimo

      Non si preoccupi…se ero un uomo incinto allora si che doveva scrivere una nuova pagina sul vostro sito ahahah … buona serata

  6. Anonimo

    Dottore buongiorno le scrivo perchè sto impazzendo…da diversi mesi mi capita di avere dei decimi di febbre per 2/3 giorni per poi sparire…
    ora da 5 giorni consecutivi sudo molto la notte ed ho un linfonodo dolorante al collo…ho davvero paura….potrebbe trattarsi di linfoma? io un mese e mezzo fa ho avuto anche un prurito diffuso per una ventina di giorni…ma questi sintomi per essere preoccupati devono manifestarsi tutti insieme o anche a distanza di tempo tipo una volta il prurito e una voltala sudorazione???

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Non c’è motivo di pensare a questa ipotesi, ma è sicuramente da approfondire con il medico la causa del linfonodo dolorante.

  7. Anonimo

    rilegendo i miei sintomi il dottore dovrebbe sospettarlo il linfomna? per quanto tempo dovrebbe esserci questa sudorazione notturna?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Il linfonodo non le fa male, non c’è perdita di peso, non c’è febbre (2/3 decimi sono insignificanti), … Stia sereno e si limiti a parlarne con il medico.

  8. Anonimo

    Mi scusi ma in caso di linfoma il linfonodo fa male o no? Il mio fa malissimo

  9. Andrea

    Ho avuto recentamente raffreddore (che ormai se ne è quasi andato) e un afta che mi è guarita proprio ieri. Avevo in questi giorni gonfio un linfonodo sul collo non dolente, movibile e piccolo. Diciamo che da quando non ho piu raffreddore e ora che mi è passata l afta si è sgonfiato ed è molto molto piccolo pero essendo ipocondriaco ho ancora paura. È normale che ancora ci sia? Nonostante mia sia appena passato raffreddore e afta..?
    Non ho febbre ne stanchezza e ne prurito notturno. Analisi del sangue fatte un mese fa perfette. Ma ripeto sono ipocondriaco ed ho 17 anni. Aiutatemi

  10. alessandro

    buonasera dottore avrei 3 domande se gentilmente può aiutarmi,ho 22 anni

    1-ho dei linfonodi ingrossati ai lati del collo ma senza mal di gola e nelle ascelle, il medico mi ha prescritto analisi per escludere epstein barr(dovrei diprendere le analisi martedì)e un ecografia del collo ed ascella nonchè dell’addome, sull’addome non si vedono linfonodi ingrossati fin dove può arrivare lo strumento,sul collo e sulle ascelle ha detto l’ecografista che sembrano non riconducibili a linfomi ma per avere la certezza bisognerebbe effettuare una biopsia perchè è strano che non diminuiscano di volume dopo alcuni mesi

    2-per un infezione alla prostata il medico mi ha fatto effettuare una tac senza contrasto per vedere eventuali noduli che poi non erano presenti, la domanda è, ma dalla tac dell’addome l’operatore che esegue e redige il referto della tac cosa vede?nel senso, si sono concentrati solo sull’area interessata per scrivere il referto oppure hanno controllato tutto il mio addome in modo da vedere eventuali masse strane/tumori(scrivo il perchè nel 3 punto) o linfonodi ingrossati? ps. sul referto c’era scritto solo prostata normale, aorta di dimensioni normali e milza di conformazione normale, ecco perchè lo chiedo

    3- ho effettuato gastroscopia,escluso celiachia e intolleranze varie, non è stato trovato niente, ho perso 11 chili in 1 anno e mezzo senza alcun motivo apparente, nessuno capisce cosa ho,ho una stanchezza cronica che mi ha fatto perdere il lavoro in quanto non avevo realmente, realmente, più forze e non le ho tutt’ora

    4- per i linfonodi e la situazione generale di stanchezza cronica il medico mi ha consigliato l’integratore immun action per stimolare il sistema immunitario, le chiedo,è valido per stimolare le difese immunitarie del corpo questo prodotto?perchè lo sto prendendo da piu di un mese ma i linfonodi non si sono modificati nè noto miglioramente generali

    Grazie in anticipo per la pazienza e complimenti per l’incredibile servizio che da

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      1. Aspettiamo di vedere gli esiti delle analisi.
      2. È stato verificato tutto quello che trova scritto, quindi per esempio prostata, milza, aorta, …
      3. Mangia meno rispetto a prima? Soffre di ansia? La tiroide è stata verificata?
      4. Per il sistema immunitario non esistono prodotti miracolosi, ma quello che prescritto potrebbe aiutare un pochino.

    2. alessandro

      Buongiorno dottore, sono arrivati gli esiti degli esami del sangue: Tiroide ok, i valori t4, tsh, t3 libero sono nella norma.
      Hiv non presente.
      Anricorpi Epstein -Barr (CLIA):
      -IgG(anti VCA) 101,0 positivo (su un massimo di 20)
      -IgM (anti VCA) 12,5 negativo (sempre su scala 20)
      Monospos: Negativo
      Nell’emocromo l’unico valore sballato è:
      Conc. HB. glob. media (MCHC) 36,3 su un massimo di 36,0 (questo valore era sempre sballato allo stesso modo nelle precedenti analisi di 6 mesi fa)
      Il medico mi ha detto che dalle analisi non si evince niente, e che i linfonodi ingrossati sono dati da una precedente toxoplasmosi, alla mia domanda del perchè toxoplasmosi se abbiamo cercato Epstein Barr mi ha detto che con quei valori si vede lo stesso, e che bisogna cercare il motivo di questi problemi in altro modo, però ad oggi non sa cosa farmi fare di esami in quanto i sintomi sono vari e diversi

      Per rispondere all’altra sue domanda, no non soffro d’ansia e mangio esattamente come prima, anzi se non di più

      Ha qualche consiglio da darmi?

      Grazie, spero risponderà

    3. Dr. Cimurro (farmacista)

      Onestamente sono molto in difficoltà, forse al suo posto proverei a sentire un immunologo od un infettivologo.

  11. Rox

    Buonasera dottore, è’ ormai 2 mesi che presento febbricola che varia dai 36.8 ai 37.4. Da 3 settimane ho dolori alla schiena e il petto, prurito in tutto il corpo, mal di testa. Inoltre da una settimana presento un noduletto sulla mascella che si muove toccandolo e indolente… Il medico mi ha prescritto delle analisi genetiche effettuate quasi un mese fa dove risulta VES a 36, neutrofili 45.2 quindi bassi ed eosinofili alti 10.6. Il resto nella norma, ho fatto anche ecografia tiroide che non evidenzia linfonodi, solo tiroide un po’ gonfia… Adesso sono in attesa del risultato di altri esami come got, epstein barr ( anche se la mononucleosi l’ho avuta in passato) elettroforesi, parvovirus, citomegalovirus, tampone alla faringe e tanti tanti altri… Inoltre l’analista mi ha consigliato di rifare emocromo perché sono comunque passati vari giorni dal precedente esame… So che non si può fare una diagnosi a distanza ma ha qualche consiglio da darmi? Ritiene di dover contattare un ematologo? Grazie in anticipo

  12. Anonimo

    Ciao dottore sono una mamma di 24 anni e mio figlio ne ha appena compiuti 7 facendo gli analisi a settembre abbiamo scoperto ke ha riscontrato la mononucleosi però i dottori mi hanno rassicurato che il suo sistema immunitario lo ha combattuto però mio figlio dalla nascita a sempre presentato un linfonodo gonfio a lato destro sempre tenendolo sotto controllo ririscontrando questa mononucleosi abbiamo scoperto che mio figlio e pieno di linfonodi al collo sono di 35 mm l’uno poi ha delle catene alle ascelle al timo nell’addome che infatti ce uno di 28 mm nell’inquine e al torace l’ematologo mi ha detto di non allarmarmi ma io sono preoccupata perché ho mio suocero che ha combattuto il linfoma di hogkin per ben due volte e non vorrei che fosse ereditario cosa mi consiglia di fare? inoltre il bambino ha sempre una sudorazione eccessiva che porta dalla nascita soprattutto la notte.

    1. Anonimo

      A questo punto mi viene da dirle grazie lo stesso resterò una di quelle mamme apprensive fino a quando un dottore mi dirà cosa posso fare per levarmi questi dubbi visto che giro e sento solo dirmi st…..ate come deve aspettare quando invece io credo che ce qualcuno che puo aiutarmi basta solo trovarlo grazie ancora

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Se pensi che abbia scritto qualcosa di sbagliato, nell'articolo o nei commenti, segnalamelo! Una discussione costruttiva è utile a tutti.

Per quanto possibile ti chiederei di rimanere in tema con la pagina, magari cercando quella più adatta al tuo dubbio; se hai difficoltà non preoccuparti e scrivimi ugualmente, al limite cancellerò il messaggio qualche giorno dopo averti risposto.

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