Linfoma di Hodgkin: sintomi, diagnosi, terapia, sopravvivenza

Ultimo Aggiornamento: 1515 giorni

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Introduzione

Il linfoma di Hodgkin è un tumore che si sviluppa nelle cellule del sistema immunitario, il sistema del nostro organismo che combatte le infezioni ed altri disturbi.

Il sistema linfatico fa parte del sistema immunitario e comprende:

  • Vasi linfatici. Il sistema linfatico è costituito da una rete di vasi linfatici, che si diramano e raggiungono tutti i tessuti dell’organismo.
  • Linfa. Nei vasi linfatici circola un liquido trasparente detto linfa, che contiene globuli bianchi, per lo più linfociti B e T.
  • Linfonodi. I vasi linfatici sono connessi a piccoli centri di tessuto, detti linfonodi. I linfonodi sono raggruppati nel collo, sotto le ascelle, nel torace, nell’addome e nella zona inguinale e, al loro interno, conservano i globuli bianchi. Servono per intrappolare ed eliminare i batteri o altre sostanze pericolose che eventualmente possono essere presenti nella linfa.
  • Altri organi. Tra gli altri organi che fanno parte del sistema linfatico ricordiamo: le tonsille, il timo e la milza. Il tessuto linfatico si trova anche in altre parti del corpo, tra cui lo stomaco, la pelle e l’intestino tenue.

Il tessuto linfatico si trova in diverse parti dell’organismo, quindi il linfoma di Hodgkin si può sviluppare praticamente dappertutto. Di solito ha origine in un linfonodo sopra il diaframma, il muscolo sottile che divide il torace e l’addome; si può sviluppare in un gruppo di linfonodi o, in alcuni casi, anche in altre parti del sistema linfatico.

Per stimare correttamente le probabilità di sopravvivenza è necessario valutare alcuni aspetti come i sintomi manifestati e l’eventuale presenza contemporanea di altre malattie; anche l’età può essere determinante nell’efficacia delle cure, quando eccessivamente avanzata le probabilità di sopravvivenza diminuiscono. In generale comunque il linfoma di Hodgkin è considerato come una malattia con ottime probabilità di sopravvivenza (85% dei casi circa).

Cause

Il linfoma di Hodgkin si sviluppa quando si manifesta un’anomalia in un linfocita (di solito un linfocita T). La cellula anomala è detta cellula di Reed-Sternberg.

La cellula di Reed-Sternberg si divide e si replica, le nuove cellule, a loro volta, si duplicano, producendo sempre più cellule anomale che non muoiono come invece succede periodicamente a quelle sane. Le cellule anomale non sono in grado di proteggere l’organismo dalle infezioni o dagli altri disturbi, al contrario si accumulano formando una massa di tessuto malato detta tumore.

Fattori di rischio

I medici riescono raramente a capire il motivo per cui il linfoma di Hodgkin colpisce certi pazienti e non altri; la ricerca, però, dimostra che determinati fattori di rischio fanno aumentare il rischio di ammalarsi di questo tumore.

Tra i fattori di rischio per il linfoma di Hodgkin ricordiamo:

  • Virus. Se si è contratto il virus di Epstein-Barr (EBV) o il virus dell’immunodeficienza umana (HIV), il rischio di ammalarsi di linfoma di Hodgkin può aumentare. Il linfoma, tuttavia, non è contagioso, cioè non viene trasmesso da paziente a paziente.
  • Indebolimento del sistema immunitario. Il rischio di soffrire di linfoma di Hodgkin può aumentare se il sistema immunitario è debole (ad esempio a causa di un disturbo ereditario o di determinati farmaci usati dopo un trapianto).
  • Età. Il linfoma di Hodgkin si presenta con maggior frequenza tra gli adolescenti e gli adulti di età compresa tra i 15 e i 35 anni, e tra gli adulti di età superiore ai 55 anni.
  • Precedenti famigliari. I famigliari di un paziente con linfoma di Hodgkin, soprattutto i fratelli e le sorelle, possono correre un rischio maggiore di ammalarsi.

Avere uno o più fattori di rischio non significa ammalarsi necessariamente. La maggior parte dei pazienti che presentano fattori di rischio non sarà mai colpita da alcun tumore.

Sintomi

Il linfoma di Hodgkin può causare diversi sintomi:

  • Gonfiore (non doloroso) ai linfonodi del collo, delle ascelle o dell’inguine,
  • Aumento della sensibilità all’alcol oppure dolore ai linfonodi dopo aver bevuto,
  • Dimagrimento apparentemente inspiegabile,
  • Febbre che non diminuisce,
  • Intensa sudorazione notturna,
  • Prurito alla pelle,
  • Tosse, problemi respiratori o dolore al torace,
  • Debolezza e stanchezza che non scompaiono.

Nella maggior parte dei casi questi sintomi non sono dovuti a un tumore, ma possono essere causati da infezioni o da altri disturbi. Se i sintomi durano per più di due settimane, è consigliabile rivolgersi al proprio medico per ottenere una diagnosi e una terapia.

Diagnosi

Se soffrite di gonfiore ai linfonodi o di altri sintomi che potrebbero indicare un linfoma di Hodgkin, il medico cercherà di diagnosticare la causa del problema, probabilmente informandosi sui problemi di salute vostri e dei vostri famigliari.

Presumibilmente dovrete sottoporvi agli esami seguenti:

  • Visita. Il medico controllerà se ci sono linfonodi gonfi nel collo, sotto le ascelle e nella zona inguinale e se la milza o il fegato sono gonfi.
  • Esami del sangue. Le analisi complete controllano il numero dei globuli bianchi, delle altre cellule ematiche e delle altre sostanze presenti nel sangue.
  • Radiografia toracica. Le radiografie possono evidenziare il gonfiore dei linfonodi o altri segni di problemi a livello toracico.
  • Biopsia. La biopsia è l’unico metodo sicuro per diagnosticare il linfoma di Hodgkin. Il medico può asportare un linfonodo interamente (biopsia escissionale) oppure solo in parte (biopsia incisionale). Un ago molto sottile (tecnica detta dell’ago aspirato) di solito non è in grado di aspirare un campione sufficiente per elaborare la diagnosi patologica di linfoma di Hodgkin, quindi è necessario rimuovere l’intero linfonodo. Il patologo userà poi il microscopio per controllare se nel tessuto sono presenti cellule tumorali. Nel campione dei pazienti malati di solito sono presenti cellule anomale, di dimensioni maggiori del normale, dette cellule di Reed-Sternberg, che non si trovano nei tessuti delle persone sane.

Cura e terapia

Il medico descriverà le opportunità terapeutiche ed i risultati attesi, potete lavorare insieme a lui per creare un piano terapeutico che venga incontro alle vostre necessità.

Il medico di base può indirizzarvi presso uno specialista, oppure potete essere voi stessi a richiedergli un consiglio riguardo lo specialista da consultare. Tra gli specialisti in grado di curare il linfoma di Hodgkin ricordiamo:

  • l’ematologo,
  • l’oncologo,
  • il radiologo.

Il medico potrà consigliarvi di scegliere un oncologo specializzato nella cura del linfoma di Hodgkin, spesso questi specialisti lavorano presso gli ospedali universitari o presso le strutture sanitarie più all’avanguardia.

La scelta della terapia dipende soprattutto da:

  • Tipo di linfoma di Hodgkin (la maggior parte dei pazienti è affetta da linfoma di Hodgkin classico),
  • Collocazione (zona in cui si trova il tumore),
  • Dimensioni del tumore eventualmente maggiori di 10 centimetri,
  • Età,
  • Eventuale dimagrimento, sudorazione notturna intensa o febbre.

Chi soffre di linfoma di Hodgkin può essere curato con la chemioterapia, con la radioterapia o con entrambe.

Se il linfoma si ripresenta dopo la terapia, è detto tumore recidivante o ricorrente. Chi soffre di linfoma di Hodgkin recidivante dovrà ricorrere a una chemioterapia e/o a una radioterapia più aggressiva, e poi a un trapianto di cellule staminali.

È consigliabile informarsi sugli effetti collaterali della chemioterapia e della radioterapia sulle normali attività quotidiane. La chemioterapia e la radioterapia, infatti, danneggiano spesso anche le cellule ed i tessuti sani, quindi gli effetti collaterali sono frequenti. Gli effetti collaterali possono essere diversi da paziente a paziente e possono cambiare anche da una sessione alla successiva. Prima dell’inizio della terapia l’équipe che vi segue vi spiegherà a quali effetti collaterali potete andare incontro e vi suggerirà come affrontarli: più il paziente è giovane, più ha facilità nell’affrontare la terapia e gli effetti collaterali.

Durante tutta la cura potrete usufruire della terapia di supporto, cioè della terapia volta a prevenire o combattere le infezioni, controllare il dolore e gli altri sintomi, alleviare gli effetti collaterali della terapia contro il tumore e aiutarvi ad affrontare gli aspetti psicologici della diagnosi di tumore.

Prima di iniziare la terapia, vi consigliamo di rivolgere queste domande al vostro medico:

  1. Di che tipo è il mio linfoma di Hodgkin? Posso avere una copia del referto del patologo?
  2. In quale stadio è il mio tumore? Dove si trova?
  3. Quali terapie mi si prospettano? Quale mi consiglia? Perché?
  4. Dovrò sottopormi a diversi tipi di terapia?
  5. Quali risultati posso aspettarmi da ciascun tipo di terapia?
  6. Quali sono i rischi e i possibili effetti collaterali di ciascuna terapia? Che cosa possiamo fare per tenerli sotto controllo?
  7. Per quanto tempo durerà la terapia?
  8. Che cosa devo fare per prepararmi?
  9. Sarà necessario il ricovero in ospedale? Se sì, per quanto tempo?
  10. Quanto mi verrà a costare? Gli esami e la terapia sono mutuabili?
  11. Quali ricadute avrò nella mia vita di tutti i giorni?
  12. Mi consiglia di partecipare ad una sperimentazione clinica?
  13. Con quale frequenza dovrò effettuare controlli una volta terminata la terapia?

Chemioterapia

La chemioterapia contro il linfoma di Hodgkin usa particolari farmaci in grado di uccidere le cellule del linfoma. È detta terapia sistemica, perché i farmaci devono entrare in circolo per poter raggiungere le cellule tumorali in quasi tutte le parti dell’organismo.

Di solito i farmaci somministrati sono più di uno, la maggior parte di essi è somministrata per endovena, mentre alcuni sono assunti per via orale.

La chemioterapia viene somministrata in diversi cicli, dopo ciascun ciclo occorre osservare un periodo di riposo. La lunghezza del periodo di riposo e il numero di cicli dipendono dallo stadio in cui si trova il linfoma e dai tipi di farmaci usati.

È possibile effettuare la chemioterapia in ospedale, nello studio del medico curante o a casa. Per alcuni pazienti è necessario il ricovero in ospedale.

Gli effetti collaterali dipendono principalmente dal tipo e dalla dose dei farmaci: i chemioterapici, infatti, sono in grado di danneggiare non solo le cellule malate, ma anche quelle sane che si dividono rapidamente, per esempio:

  • Cellule del sangue: la chemioterapia distrugge molte cellule sane del sangue, quindi si corre un maggior rischio di contrarre infezioni, di procurarsi lividi o di iniziare a sanguinare con facilità; inoltre ci si sente molto deboli e stanchi. L’équipe che vi segue vi farà fare le analisi del sangue per controllare se ci sono cellule sane in numero sufficiente. Se sono poche, esistono farmaci in grado di aiutare l’organismo a produrne di nuove.
  • Cellule dei bulbi piliferi. La chemioterapia può causare la caduta dei capelli. I capelli ricresceranno dopo la fine della terapia, ma la loro consistenza e il loro colore potrebbero essere leggermente diversi.
  • Cellule della mucosa dell’apparato digerente. La chemioterapia può causare perdita dell’appetito, nausea, vomito, diarrea e ulcere alla bocca e alle labbra. Chiedete consiglio all’équipe che vi segue sulle terapie in grado di aiutarvi a superare questi problemi.

Alcuni tipi di chemioterapia possono causare la sterilità:

  • Negli uomini. La chemioterapia può danneggiare gli spermatozoi, anche in modo permanente. Alcuni uomini, quindi, decidono di congelare il proprio sperma prima della terapia (banca del seme).
  • Donne. La chemioterapia può danneggiare le ovaie. Le donne che desiderano diventare madri dovrebbero informarsi prima dell’inizio della terapia presso l’équipe che le segue sulle modalità di conservazione degli ovuli.

Alcuni farmaci che combattono il linfoma di Hodgkin potrebbero causare disturbi cardiaci o altri tumori in un secondo momento. Ricordiamo che i controlli periodici dopo la fine della terapia sono sempre e comunque importanti.

Prima di iniziare la chemioterapia vi consigliamo di rivolgere le domande seguenti al vostro medico:

  1. Quali farmaci mi saranno somministrati? Quali effetti positivi possiamo aspettarci?
  2. Quando inizierà la terapia? Quando finirà? Con che frequenza si svolgerà?
  3. Dove dovrò recarmi? Sarò in grado di guidare, una volta terminata la sessione?
  4. Che cosa posso fare per affrontare meglio la terapia?
  5. Come si fa a capire se la terapia è efficace?
  6. Per quali effetti collaterali dovrò avvisarvi? Posso prevenirne o curarne alcuni?
  7. Ci saranno effetti collaterali permanenti?

Radioterapia

La radioterapia per il linfoma di Hodgkin usa radiazioni ad alta energia per uccidere le cellule del linfoma; è in grado di diminuire le dimensioni dei tumori e di contribuire alla prevenzione del dolore.

Durante la radioterapia la macchina che emette le radiazioni viene puntata direttamente verso i linfonodi e le zone colpite dal linfoma. Si tratta di una terapia locale, perché è mirata unicamente alle cellule della zona da curare. La maggior parte dei pazienti deve recarsi in ospedale o in clinica cinque giorni alla settimana per diverse settimane.

Gli effetti collaterali della radioterapia dipendono soprattutto dalla dose di radiazioni e dalla parte del corpo da curare, ad esempio le radiazioni dirette contro l’addome possono causare nausea, vomito e diarrea, mentre quelle dirette verso il collo e il torace possono provocare secchezza alla gola, mal di gola e problemi di deglutizione.

La pelle della zona trattata può arrossarsi, diventare secca e fragile; nella zona colpita dalle radiazioni si possono anche perdere i peli o i capelli.

Molti pazienti, durante la radioterapia, lamentano una profonda stanchezza, soprattutto nelle ultime settimane di terapia. Il riposo è importante, ma i medici normalmente consigliano di mantenere una vita il più attiva possibile.

Gli effetti collaterali della radioterapia possono essere difficili da affrontare, ma di solito è possibile curarli o tenerli sotto controllo. Ricordate che il medico è vostra disposizione e può suggerirvi i modi migliori per alleviarli.

Può anche essere utile sapere che, nella maggior parte dei casi, gli effetti collaterali non sono permanenti. Tuttavia vi consigliamo di informarvi presso il vostro medico sui possibili effetti di lungo periodo. Dopo la fine della terapia, ad esempio, potreste avere una maggior probabilità che il tumore recidivi, inoltre la radioterapia nella zona toracica potrebbe causare disturbi cardiaci o danni ai polmoni.

La radioterapia nella zona pelvica può causare sterilità, temporanea o permanente, a seconda della vostra età:

  • Negli uomini. Se le radiazioni sono concentrate nella zona pelvica, i testicoli possono subire danni. Ricorrere alla banca del seme prima della terapia può essere una possibilità da valutare.
  • Nelle donne. Le radiazioni dirette nella zona pelvica possono danneggiare le ovaie. Il ciclo mestruale può interrompersi e si può iniziare a soffrire di vampate di calore e secchezza vaginale. Se la paziente è giovane, il ciclo mestruale ha maggiori probabilità di ripresentarsi. Chi desidera diventare madre, dovrà informarsi presso l’équipe curante sui modalità di conservazione degli ovuli prima dell’inizio della terapia.

Prima della radioterapia, vi consigliamo di rivolgere le domande seguenti al vostro medico:

  1. Perché devo sottopormi alla radioterapia?
  2. Quando dovrò iniziare? Quando terminerà?
  3. Come mi sentirò durante la terapia?
  4. Come si può capire se la terapia sta funzionando?
  5. Ci sono effetti collaterali permanenti?

Trapianto di cellule staminali

Se il linfoma di Hodgkin si ripresenta dopo la terapia, è possibile ricevere un trapianto di cellule staminali. Il trapianto di cellule staminali ematopoietiche (trapianto di cellule staminali autologhe) vi permetterà di sottoporvi a una chemioterapia e/o a una radioterapia più aggressiva. Le dosi maggiori distruggeranno sia le cellule del linfoma di Hodgkin sia le cellule sane presenti nel midollo osseo.

I trapianti di cellule staminali si svolgono in ospedale, prima di sottoporvi a una terapia aggressiva vengono espiantate le cellule staminali, che possono essere curate per eliminare eventuali cellule tumorali presenti tra di esse. Le cellule staminali vengono congelate e conservate. Dopo la terapia aggressiva che ucciderà le cellule del linfoma di Hodgkin, le cellule staminali sono scongelate e reimpiantate usando un tubicino flessibile inserito in una delle vene maggiori del collo o del torace. Nuove cellule staminali si formano a partire da quelle trapiantate.

Prima del trapianto di cellule staminali, vi consigliamo di rivolgere le domande seguenti al vostro medico:

  1. Quali sono i rischi e i benefici del trapianto di cellule staminali?
  2. Quanto durerà il ricovero in ospedale? Dovrò seguire anche una terapia di supporto? Come potrò proteggermi dai germi?
  3. Come posso alleviare gli effetti collaterali?
  4. Quali effetti avrà il trapianto di cellule staminali sulla mia vita quotidiana?
  5. Quali sono le probabilità di guarigione completa?

Dieta, attività fisica e follow-up

È fondamentale prendersi cura di se stessi seguendo un’alimentazione sana e cercando di mantenersi il più attivi possibile.

Per mantenere un peso corretto è necessario assumere la giusta quantità di calorie, è anche importante assumere proteine a sufficienza per salvaguardare la propria forza. Mangiare bene vi aiuterà a sentirvi meglio e ad avere maggiori energie.

In alcuni casi, soprattutto durante la terapia o nelle fasi immediatamente successive, potreste non aver voglia di mangiare, perché vi sentite stanchi o avete la nausea. Probabilmente avrete la sensazione che gli alimenti abbiano un gusto diverso dal solito; inoltre gli effetti collaterali della terapia (ad esempio la mancanza di appetito, la nausea, il vomito o le ulcere in bocca) potranno impedirvi di mangiare bene. Il medico, il dietologo o altri componenti dell’équipe che vi segue possono suggerirvi i modi migliori per affrontare questi problemi.

Molte persone affermano di sentirsi meglio se riescono a mantenersi attive: camminare, fare yoga, nuotare o fare altre attività vi aiuteranno a salvaguardare la forza e ad aumentare le energie. Con l’esercizio fisico si può diminuire la nausea e il dolore e si può sopportare meglio la terapia e lo stress. Prima di iniziare una qualsiasi attività fisica, ricordatevi di chiedere il parere del medico; inoltre, se l’attività causa dolore o altri problemi, informate immediatamente il medico o l’infermiere.

Follow-up

Dopo la fine della terapia, vi consigliamo di rivolgere le domande seguenti al vostro medico:

  • Con quale periodicità dovrò effettuare controlli?
  • Quali esami di controllo mi consiglia?
  • Tra un esame e il successivo, a quali problemi o sintomi devo prestare particolare attenzione, informandola?

Dopo la terapia per il linfoma di Hodgkin sarà necessario sottoporsi a controlli periodici. Anche se i sintomi del tumore sono scomparsi, infatti, il tumore può recidivare, perché la terapia può non aver eliminato alcune cellule tumorali in qualche zona dell’organismo.

I controlli periodici, inoltre, possono individuare i problemi derivanti dalla terapia contro il tumore. Chi ha combattuto il linfoma di Hodgkin corre maggiori rischi di soffrire di disturbi cardiaci, leucemia, melanoma, linfoma non Hodgkin, tumore delle ossa, al seno, del polmone, dello stomaco e della tiroide. I controlli servono per non trascurare i cambiamenti dello stato di salute e per curarli se ci sono problemi. Tra i controlli necessari ricordiamo:

  • visite mediche,
  • esami del sangue,
  • radiografie toraciche,
  • TAC ed altri esami.

Dopo la terapia ai pazienti possono essere somministrati il vaccino antinfluenzale e altri vaccini. È necessario discutere con l’équipe medica la necessità di somministrazione di determinati vaccini.

Se tra un controllo e l’altro si presentano dei problemi di salute, è opportuno contattare immediatamente il medico.

Traduzione ed integrazione a cura di Elisa Bruno


Revisione scientifica e correzione a cura del Dr. Guido Cimurro (farmacista)
Le informazioni contenute in questo articolo non devono in alcun modo sostituire il rapporto dottore-paziente; si raccomanda al contrario di chiedere il parere del proprio medico prima di mettere in pratica qualsiasi consiglio od indicazione riportata.

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Domande, suggerimenti e segnalazioni

  1. anonimo

    dottore salve o una ghiandola vicino al pomo d’adamo e da preoccuparsi? a volte quando giro il collo sento tipo qualcosa che si incavalca e una pallina pero lunga … per dire con certezza e sotto la tonsilla .. giorno 14 ho un ecografia collo. si vede se è qualcosa di grave o dovrei fare pure qualcos’altro?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Potrebbe essere un linfonodo infiammato; il medico cosa ne pensa?

  2. anonimo

    mi a detto niente che e un linfonodo sarà perche ai la gola infiammata, e mi ha dato l’aerosol ma io mi preoccupo.. perchè ha dall estate che cel’ho , ma dovrei fare solo un ecografia, ho pure la biopsia?lei cosa farebbe ?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      A mio parere non ha nulla di cui preoccuparsi; se nei prossimi giorni non si sgonfiasse torni da lui.

  3. anonimo

    E dottore quanto durano? A qualche 2 mesi poi nn e grosso ma una pallina e mi si infiamma sempre la gola
    Puo’essere la sinusite cronica che ho? Che porti tutto questo?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Sì, è possibile, è un’infezione e come tale può essere causa di ingrossamento dei linfonodi; in ogni caso le raccomando di segnalarlo nuovamente al medico se tra qualche tempo non si fosse sgonfiato.

  4. anonimo

    e il fluimucil aerosol , funziona vero? perchè il dottore mi ha pescritto l’aerosol di fluimucil per tutto l’inverno devo aspettare tutto l’inverno? pero’giorno 14 di questo mese faccio l’ecografia collo si vedrà se ce infiammazione o altro giusto dottore?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      1. Sì, funziona bene.
      2. Ottimo, capiremo qualcosa di più attraverso l’ecografia.

  5. anonimo

    Grazie dottore per la sua cortesia gentilissimo
    Gli diro poi cm e andata l’eco di giorno 14 di questo mese

  6. anonimo

    Dottore gli avevo detto come nell lultimo commento che giorno 14 facevo l’ecogradia al collo per il linfonodo ecco qui:
    TIROIDE IN SEDE A LOBI SIMMETRICI A MARGINI NEI LIMITI MORFONVOLUMETRICI PRESENTE SEGUENTE DIMENSIONI: LOBO DI DS: 3,8X1,0X1,2 CM
    LOBO DI SN :4,2X0,9X1,1 CM
    AREA ISTIMICA DELLO SPESSORE DI 0,2 CM
    L’ECOSTRUTTURA GHIANDOLARE APPARE OMOGENEA.
    TRACHEA IN ASSE,NON TUMEFAZIONI DELLE PAROTIROIDI INDENNI I GROSSI VASI DEL COLLO EVIDENTE GROSSOLANA ANDENOMEGALIA LATERO -CERVICALE A DX DEI DIAM DI 2,7 X 0,8 CM GLI ALTRI NODI NON SUPERANO IL CM BILATERALMENTE CON CARATTERISTICHE DELLA DISRETATTIVITA.
    PAROTIDI IN SEDE A MARGINI NETTI DI VOLUME ED ECOSTRUTTURA NELLA NORMA NON EVIDENTI IMMAGINI NODULARI. ECCO DOTTORE

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Potrebbe essere un’infezione virale; sono stati richiesti esami del sangue?

  7. anonimo

    No dottore solo una visita dal chirurgo… il dottore dell ecografia me la detto

  8. anonimo

    Ok dottore
    Ma secondo lei mi da qualche antibiotico o non so?
    Perche’da un chirurgo?

  9. anonimo

    mi devo preoccupare? … sinceramente ho visto le patologie su internet e mi sto preoccupando un po’ dottore, il dottore dell’eco mi ha detto che non sono cosi’ quelle di Metastasi pero’ come mai mi ha mandato nel chirurgo? … questo mi preoccupa..

  10. anonimo

    e allora cosa potrebbe essere secondo lei? …da cosa potesse dipendere dottore.. ??

  11. anonimo

    E dura 3 mesi quando e virale dottore? E se e virale mi daranno tipo un antibiotico? Cioe con le medicine giusto? Non credo che e da operare?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      In certi casi sì, può durare così a lungo, ma aspettiamo di sentire cosa le dice il medico (od il chirurgo).

  12. anonimo

    Ok dottore
    Mi ha detto di farmi esami del sangue emocromo ed altri tipi di esame del sangue
    La settimana prossima ho la visita dal chirurgo la terro’informato
    Notando sulle mie tonsille ho notato che ci sono puntini bianchi di pus lei e sempre con l’idea che sia virale dottore?

  13. anonimo

    Allora qualche antibiotico mi daranno vero? Non credo esportazioni dei linfonodi..

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Se virale l’antibiotico non farà effetto, in ogni caso aspettiamo di sentire la diagnosi.

  14. Patty

    Buonasera caro dottore, mio marito ha fatto una lastra toracica per un po’ di affaticamento respiratorio , e le prove respiratorie ! Beh è uscito un bel guaio !
    Accentuazione della trama ilare, peri-ilare ed interstiziale bilaterale, in torace fibrotico, con presenza di strie Rx-opache disventilatorie in campo polmonare medio e basale a sinistra, ma non processi attivi RX
    percepibili a carico dell’apparato pleuro-parenchimale. Cappuccio aortico sclero-calcifico. Ombra
    cardiaca nei limiti della norma.
    Poi di seguito spirometria e prelievo arterioso , più tac ad alta definizione , dove in pneumatologia ci hanno detto che dietro lo sterno c’è una massa di 5 cm , quindi dovrà fare tutti gli esami più approfonditi più la PET, intanto ha tosse e secrezioni che non riesce ad espellere , mi domando io cosa vuol dire iperplasia timica ? Da chiarire con esami di PET ! Io ho letto che in genere è un brutto male, e porta conseguenze disastrose ? Grazie dottore e saluti .

  15. Patty

    Stanno facendo le ricerche tutte per sospetto tumore , io tremo dalla paura ! Cerco di tranquillizzare mio marito , ma questa volta è veramente preoccupante , caro dottore ne abbia passate tante e tutte cose molto brutte superate , ma che lasciano segni incancellabili nel corpo e nella mente ! Sono confusa arrabbiata e tanto stanca .

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Comprendo lo stato d’animo, ma purtroppo è una situazione che temo vada al di là delle mie competenze, mi dispiace davvero.

  16. anonimo

    Caro dottore sono quell ragazzo di pochi giorni fa quando li parlavo del linfonodo gli ho pure scritto l’ecografia..
    Sono stato dall chirurgo mi ha detto che secondo lui e virale mi ha visitato e dato delle pillole mi ha anche detto di andare dall otorino .. lei cosa ne pensa? Sono passato dall otorino e mi ha detto di prenotare la fibroscopia.. cioè se è virale si cura con le medicine? Ho da operare? Perchè il chirurgo mi ha detto che e inutile se è virale fare un taglio che poi ti resta…lei cosa ne pensa dottore?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Sì, se è virale in genere si aspetta che passi (restando vigili).

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Semplicemente segnalare al medico eventuali cambiamenti (dolore, aumento del gonfiore, …), ma non sto dicendo che mi aspetto che succeda; in ogni caso il medico sarà più preciso di me nel darle indicazioni.

  17. anonimo

    Dottore l’ottorino mi ha prescritto LENIDASE per il linfonodo ingrossato … ma siccome mi dovrei prendere la vivin c che ho l’influenza un pó forte cosa fa se ho preso la vivinc e tra 10 min prendo la pillola lenidase?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Non ci sono grosse interazioni, ma Lenidase dovrebbe essere utile anche per il raffreddore senza la necessità di assumere Vivin C.

  18. anonimo

    Fa qualcosa se prendo lenidase e faccio pure l’aerosol fluimucil? Perchè ho pure la sinusite cronica .. non fa nulla quindi con l’assunzione lenidase? Perchè intanto sono raffreddato e il naso ce l’ho tappato a quasi 8 giorni che prendo lenidase..

  19. mary

    Gentile dott da aprile soffro di orticaria con ponfi.Ho fatto varie analisi e visite ematologiche.mi hanno trovato dei linfonodi reattivi ascellare ed inguinali. Ma le varie analisi x sospetto mieloma tutte negative, beta 2 microglobulina, fibrinogeno, ldh, ves, pcr, rx torace tutto negativo. Anche emocromo con formula e striscio periferico. Mi hanno poi detto di aver avuto la mononucleosi. La mia orticaria è migliorata ma nn scomparsa. 3 gg fa xò ho sentito un linfonodo laterocervicale, piccolo e mobile e associato all’orticaria ho paura sia un linfoma di hodgkin.è possibile? L ematologa con visita e analisi se ne sarebbe accorta?

    1. Anonimo

      Potrebbe essere che si stia formando adesso il linfoma? Tocco la pallina continuamente ed è sempre là

    2. Dr. Cimurro (farmacista)

      Stia serena e valuti con il medico come affrontare il problema dell’ansia (che mi sembra essere presente, ma mi corregga se sbaglio).

    3. Mary

      Si ha ragione. Xò io ho un prurito da morire e da quando ho saputo del linfoma il mio prurito si è accentuato e nn passa con l’antistaminico mentre prima passava.Potrebbe essere un problema psicologico dottore? Il prurito intendo

  20. Jenni

    Salve dottore, mi rivolgo nuovamente a lei, in preda alla disperazione. Sicuramente se vado da un qualsiasi dottore dicendo “Posso avere il linfoma di hodgkin” non mi prende in considerazione. Probabilmente non si ricorderà di me quindi farò la solita premessa: sia mia madre che mia nonna hanno avuto il tumore al seno e ho appena 20 anni. Detto questo, passo al punto. Qualche mese fa ho effettuato un’ecografia al seno tutto nella norma, a parte tre linfonodi ingrossati a sinistra e 1 destra (mi pare tutti di 3 cm) di natura, per l’ecografista REATTIVA. Ok, tutto bene fin qui penserà, e invece no. Io ho evitato per mesi, per quanto faccia schifo di depilarmi e usare il dedorante di proposito per capire la causa, e non è nessuna delle due. I linfondoi si gonfiano un po’ ogni tanto, specialmente quando sudo (ho una forte sudorazione), mi danno fastidio, sento un po’ di dolore e bruciore (non so dire bene quale sia la sensazione esatta) e comunque sento che ci sono, mi danno fastidio, specialmente se chiudo le braccia e durante il ciclo ovviamente mi infastidiscono di più. Dimenticavo un particolare…Da circa 5-6 mesi ho scoperto di avere, fisso, una febbricciola che si presenta il pomeriggio e finisce dopo le 8 (anche se a volte “cambia orari”) che è dai 37.00, la più alta l’ho avuto ai 37.03, specialmente quando esco questa arriva ai 37.02, mentre a riposo massimo 37.00, e poi sono perennemente stanca..ho sempre sonno, non mi sento mai di essere abbastanza riposata, ho sempre dolori. Sono stanca di sentirmi dire “stress” oppure “non hai nulla” non credo sia così, e penso di avere il linfoma di Hodgkin. Onestamente non so in quanto si sviluppa, essendo io 5 mesi con questa febbricciola, non sarebbe già dovuto venir fuori o essersi gonfiate in maniera visibile le ascelle?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      L’ansia può avere un peso sensibile in tutti i sintomi descritti ed onestamente con gli approfondimenti fatti non vedo altre ipotesi, ma non posso comunque che invitarla a parlarne con il medico.

    2. Jenni

      Non so, io ho provato a fare i “test” togliendo deodorante e depilazione eppure i problemi continuano ad esserci. Dall’ecografia non si nota se è un linfoma di hodking, giusto? ci vorrebbe una biopsia per saperne la reale natura, io ho fatto solo emocromo ed eco. Non ho detto della fabbre all’ecografista, magari mi avrebbe dato una diagnosi diversa…Non so cosa fare per stare bene ma fatto sta che questa alterazione della temperatura non è normale e i linfonodi rispondono a qualcosa…Ma come posso fare a scoprire COSA? visto che non ho nulla? Capisco lo stress e l’ansia, ma non fanno ingrossare i linfonodi..

    3. Dr. Cimurro (farmacista)

      “Capisco lo stress e l’ansia, ma non fanno ingrossare i linfonodi”

      Su questo non sarei poi così sicuro al 100%…

    4. Jenni

      Ho degli aggiornamenti. Sono appena tornata dal ginecologo che, sapendo anche della mia ipocondria e della famigliarità al tumore, mi ha consigliato di andare da un senologo e riprescritto l’emocromo essendo che l’ultimo l’ho fatto ad aprile. Lui dice che non si aspetta nulla anche se la febbricola non è normale e nemmeno i linfonodi ingrossati, visto che ho smesso sia con depilazione e deodorante e sono rimasti lì. Onestamente non so cosa pensare, io questa febbriciattola ce l’ho da questa estate e nessuno mi ha mai fatto controllare o fatto fare una biopsia..E da quel che ho capito, quando si sentono i linfonodi ingrossati il tumore è già avanzato…..

    5. Dr. Cimurro (farmacista)

      Vedrà che dalla visita specialista non emergerà nulla, purtroppo a volte capitano episodi di linfonodi ingrossati per cause che rimangono sconosciute.

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