Linfoma di Hodgkin: sintomi, diagnosi, terapia, sopravvivenza

Ultimo Aggiornamento: 2097 giorni

Introduzione

Il linfoma di Hodgkin è un tumore che si sviluppa nelle cellule del sistema immunitario, il sistema del nostro organismo che combatte le infezioni ed altri disturbi.

Il sistema linfatico fa parte del sistema immunitario e comprende:

  • Vasi linfatici. Il sistema linfatico è costituito da una rete di vasi linfatici, che si diramano e raggiungono tutti i tessuti dell’organismo.
  • Linfa. Nei vasi linfatici circola un liquido trasparente detto linfa, che contiene globuli bianchi, per lo più linfociti B e T.
  • Linfonodi. I vasi linfatici sono connessi a piccoli centri di tessuto, detti linfonodi. I linfonodi sono raggruppati nel collo, sotto le ascelle, nel torace, nell’addome e nella zona inguinale e, al loro interno, conservano i globuli bianchi. Servono per intrappolare ed eliminare i batteri o altre sostanze pericolose che eventualmente possono essere presenti nella linfa.
  • Altri organi. Tra gli altri organi che fanno parte del sistema linfatico ricordiamo: le tonsille, il timo e la milza. Il tessuto linfatico si trova anche in altre parti del corpo, tra cui lo stomaco, la pelle e l’intestino tenue.

Il tessuto linfatico si trova in diverse parti dell’organismo, quindi il linfoma di Hodgkin si può sviluppare praticamente dappertutto. Di solito ha origine in un linfonodo sopra il diaframma, il muscolo sottile che divide il torace e l’addome; si può sviluppare in un gruppo di linfonodi o, in alcuni casi, anche in altre parti del sistema linfatico.

Per stimare correttamente le probabilità di sopravvivenza è necessario valutare alcuni aspetti come i sintomi manifestati e l’eventuale presenza contemporanea di altre malattie; anche l’età può essere determinante nell’efficacia delle cure, quando eccessivamente avanzata le probabilità di sopravvivenza diminuiscono. In generale comunque il linfoma di Hodgkin è considerato come una malattia con ottime probabilità di sopravvivenza (85% dei casi circa).

Cause

Il linfoma di Hodgkin si sviluppa quando si manifesta un’anomalia in un linfocita (di solito un linfocita T). La cellula anomala è detta cellula di Reed-Sternberg.

La cellula di Reed-Sternberg si divide e si replica, le nuove cellule, a loro volta, si duplicano, producendo sempre più cellule anomale che non muoiono come invece succede periodicamente a quelle sane. Le cellule anomale non sono in grado di proteggere l’organismo dalle infezioni o dagli altri disturbi, al contrario si accumulano formando una massa di tessuto malato detta tumore.

Fattori di rischio

I medici riescono raramente a capire il motivo per cui il linfoma di Hodgkin colpisce certi pazienti e non altri; la ricerca, però, dimostra che determinati fattori di rischio fanno aumentare il rischio di ammalarsi di questo tumore.

Tra i fattori di rischio per il linfoma di Hodgkin ricordiamo:

  • Virus. Se si è contratto il virus di Epstein-Barr (EBV) o il virus dell’immunodeficienza umana (HIV), il rischio di ammalarsi di linfoma di Hodgkin può aumentare. Il linfoma, tuttavia, non è contagioso, cioè non viene trasmesso da paziente a paziente.
  • Indebolimento del sistema immunitario. Il rischio di soffrire di linfoma di Hodgkin può aumentare se il sistema immunitario è debole (ad esempio a causa di un disturbo ereditario o di determinati farmaci usati dopo un trapianto).
  • Età. Il linfoma di Hodgkin si presenta con maggior frequenza tra gli adolescenti e gli adulti di età compresa tra i 15 e i 35 anni, e tra gli adulti di età superiore ai 55 anni.
  • Precedenti famigliari. I famigliari di un paziente con linfoma di Hodgkin, soprattutto i fratelli e le sorelle, possono correre un rischio maggiore di ammalarsi.

Avere uno o più fattori di rischio non significa ammalarsi necessariamente. La maggior parte dei pazienti che presentano fattori di rischio non sarà mai colpita da alcun tumore.

Sintomi

Il linfoma di Hodgkin può causare diversi sintomi:

  • Gonfiore (non doloroso) ai linfonodi del collo, delle ascelle o dell’inguine,
  • Aumento della sensibilità all’alcol oppure dolore ai linfonodi dopo aver bevuto,
  • Dimagrimento apparentemente inspiegabile,
  • Febbre che non diminuisce,
  • Intensa sudorazione notturna,
  • Prurito alla pelle,
  • Tosse, problemi respiratori o dolore al torace,
  • Debolezza e stanchezza che non scompaiono.

Nella maggior parte dei casi questi sintomi non sono dovuti a un tumore, ma possono essere causati da infezioni o da altri disturbi. Se i sintomi durano per più di due settimane, è consigliabile rivolgersi al proprio medico per ottenere una diagnosi e una terapia.

Diagnosi

Se soffrite di gonfiore ai linfonodi o di altri sintomi che potrebbero indicare un linfoma di Hodgkin, il medico cercherà di diagnosticare la causa del problema, probabilmente informandosi sui problemi di salute vostri e dei vostri famigliari.

Presumibilmente dovrete sottoporvi agli esami seguenti:

  • Visita. Il medico controllerà se ci sono linfonodi gonfi nel collo, sotto le ascelle e nella zona inguinale e se la milza o il fegato sono gonfi.
  • Esami del sangue. Le analisi complete controllano il numero dei globuli bianchi, delle altre cellule ematiche e delle altre sostanze presenti nel sangue.
  • Radiografia toracica. Le radiografie possono evidenziare il gonfiore dei linfonodi o altri segni di problemi a livello toracico.
  • Biopsia. La biopsia è l’unico metodo sicuro per diagnosticare il linfoma di Hodgkin. Il medico può asportare un linfonodo interamente (biopsia escissionale) oppure solo in parte (biopsia incisionale). Un ago molto sottile (tecnica detta dell’ago aspirato) di solito non è in grado di aspirare un campione sufficiente per elaborare la diagnosi patologica di linfoma di Hodgkin, quindi è necessario rimuovere l’intero linfonodo. Il patologo userà poi il microscopio per controllare se nel tessuto sono presenti cellule tumorali. Nel campione dei pazienti malati di solito sono presenti cellule anomale, di dimensioni maggiori del normale, dette cellule di Reed-Sternberg, che non si trovano nei tessuti delle persone sane.

Cura e terapia

Il medico descriverà le opportunità terapeutiche ed i risultati attesi, potete lavorare insieme a lui per creare un piano terapeutico che venga incontro alle vostre necessità.

Il medico di base può indirizzarvi presso uno specialista, oppure potete essere voi stessi a richiedergli un consiglio riguardo lo specialista da consultare. Tra gli specialisti in grado di curare il linfoma di Hodgkin ricordiamo:

  • l’ematologo,
  • l’oncologo,
  • il radiologo.

Il medico potrà consigliarvi di scegliere un oncologo specializzato nella cura del linfoma di Hodgkin, spesso questi specialisti lavorano presso gli ospedali universitari o presso le strutture sanitarie più all’avanguardia.

La scelta della terapia dipende soprattutto da:

  • Tipo di linfoma di Hodgkin (la maggior parte dei pazienti è affetta da linfoma di Hodgkin classico),
  • Collocazione (zona in cui si trova il tumore),
  • Dimensioni del tumore eventualmente maggiori di 10 centimetri,
  • Età,
  • Eventuale dimagrimento, sudorazione notturna intensa o febbre.

Chi soffre di linfoma di Hodgkin può essere curato con la chemioterapia, con la radioterapia o con entrambe.

Se il linfoma si ripresenta dopo la terapia, è detto tumore recidivante o ricorrente. Chi soffre di linfoma di Hodgkin recidivante dovrà ricorrere a una chemioterapia e/o a una radioterapia più aggressiva, e poi a un trapianto di cellule staminali.

È consigliabile informarsi sugli effetti collaterali della chemioterapia e della radioterapia sulle normali attività quotidiane. La chemioterapia e la radioterapia, infatti, danneggiano spesso anche le cellule ed i tessuti sani, quindi gli effetti collaterali sono frequenti. Gli effetti collaterali possono essere diversi da paziente a paziente e possono cambiare anche da una sessione alla successiva. Prima dell’inizio della terapia l’équipe che vi segue vi spiegherà a quali effetti collaterali potete andare incontro e vi suggerirà come affrontarli: più il paziente è giovane, più ha facilità nell’affrontare la terapia e gli effetti collaterali.

Durante tutta la cura potrete usufruire della terapia di supporto, cioè della terapia volta a prevenire o combattere le infezioni, controllare il dolore e gli altri sintomi, alleviare gli effetti collaterali della terapia contro il tumore e aiutarvi ad affrontare gli aspetti psicologici della diagnosi di tumore.

Prima di iniziare la terapia, vi consigliamo di rivolgere queste domande al vostro medico:

  1. Di che tipo è il mio linfoma di Hodgkin? Posso avere una copia del referto del patologo?
  2. In quale stadio è il mio tumore? Dove si trova?
  3. Quali terapie mi si prospettano? Quale mi consiglia? Perché?
  4. Dovrò sottopormi a diversi tipi di terapia?
  5. Quali risultati posso aspettarmi da ciascun tipo di terapia?
  6. Quali sono i rischi e i possibili effetti collaterali di ciascuna terapia? Che cosa possiamo fare per tenerli sotto controllo?
  7. Per quanto tempo durerà la terapia?
  8. Che cosa devo fare per prepararmi?
  9. Sarà necessario il ricovero in ospedale? Se sì, per quanto tempo?
  10. Quanto mi verrà a costare? Gli esami e la terapia sono mutuabili?
  11. Quali ricadute avrò nella mia vita di tutti i giorni?
  12. Mi consiglia di partecipare ad una sperimentazione clinica?
  13. Con quale frequenza dovrò effettuare controlli una volta terminata la terapia?

Chemioterapia

La chemioterapia contro il linfoma di Hodgkin usa particolari farmaci in grado di uccidere le cellule del linfoma. È detta terapia sistemica, perché i farmaci devono entrare in circolo per poter raggiungere le cellule tumorali in quasi tutte le parti dell’organismo.

Di solito i farmaci somministrati sono più di uno, la maggior parte di essi è somministrata per endovena, mentre alcuni sono assunti per via orale.

La chemioterapia viene somministrata in diversi cicli, dopo ciascun ciclo occorre osservare un periodo di riposo. La lunghezza del periodo di riposo e il numero di cicli dipendono dallo stadio in cui si trova il linfoma e dai tipi di farmaci usati.

È possibile effettuare la chemioterapia in ospedale, nello studio del medico curante o a casa. Per alcuni pazienti è necessario il ricovero in ospedale.

Gli effetti collaterali dipendono principalmente dal tipo e dalla dose dei farmaci: i chemioterapici, infatti, sono in grado di danneggiare non solo le cellule malate, ma anche quelle sane che si dividono rapidamente, per esempio:

  • Cellule del sangue: la chemioterapia distrugge molte cellule sane del sangue, quindi si corre un maggior rischio di contrarre infezioni, di procurarsi lividi o di iniziare a sanguinare con facilità; inoltre ci si sente molto deboli e stanchi. L’équipe che vi segue vi farà fare le analisi del sangue per controllare se ci sono cellule sane in numero sufficiente. Se sono poche, esistono farmaci in grado di aiutare l’organismo a produrne di nuove.
  • Cellule dei bulbi piliferi. La chemioterapia può causare la caduta dei capelli. I capelli ricresceranno dopo la fine della terapia, ma la loro consistenza e il loro colore potrebbero essere leggermente diversi.
  • Cellule della mucosa dell’apparato digerente. La chemioterapia può causare perdita dell’appetito, nausea, vomito, diarrea e ulcere alla bocca e alle labbra. Chiedete consiglio all’équipe che vi segue sulle terapie in grado di aiutarvi a superare questi problemi.

Alcuni tipi di chemioterapia possono causare la sterilità:

  • Negli uomini. La chemioterapia può danneggiare gli spermatozoi, anche in modo permanente. Alcuni uomini, quindi, decidono di congelare il proprio sperma prima della terapia (banca del seme).
  • Donne. La chemioterapia può danneggiare le ovaie. Le donne che desiderano diventare madri dovrebbero informarsi prima dell’inizio della terapia presso l’équipe che le segue sulle modalità di conservazione degli ovuli.

Alcuni farmaci che combattono il linfoma di Hodgkin potrebbero causare disturbi cardiaci o altri tumori in un secondo momento. Ricordiamo che i controlli periodici dopo la fine della terapia sono sempre e comunque importanti.

Prima di iniziare la chemioterapia vi consigliamo di rivolgere le domande seguenti al vostro medico:

  1. Quali farmaci mi saranno somministrati? Quali effetti positivi possiamo aspettarci?
  2. Quando inizierà la terapia? Quando finirà? Con che frequenza si svolgerà?
  3. Dove dovrò recarmi? Sarò in grado di guidare, una volta terminata la sessione?
  4. Che cosa posso fare per affrontare meglio la terapia?
  5. Come si fa a capire se la terapia è efficace?
  6. Per quali effetti collaterali dovrò avvisarvi? Posso prevenirne o curarne alcuni?
  7. Ci saranno effetti collaterali permanenti?

Radioterapia

La radioterapia per il linfoma di Hodgkin usa radiazioni ad alta energia per uccidere le cellule del linfoma; è in grado di diminuire le dimensioni dei tumori e di contribuire alla prevenzione del dolore.

Durante la radioterapia la macchina che emette le radiazioni viene puntata direttamente verso i linfonodi e le zone colpite dal linfoma. Si tratta di una terapia locale, perché è mirata unicamente alle cellule della zona da curare. La maggior parte dei pazienti deve recarsi in ospedale o in clinica cinque giorni alla settimana per diverse settimane.

Gli effetti collaterali della radioterapia dipendono soprattutto dalla dose di radiazioni e dalla parte del corpo da curare, ad esempio le radiazioni dirette contro l’addome possono causare nausea, vomito e diarrea, mentre quelle dirette verso il collo e il torace possono provocare secchezza alla gola, mal di gola e problemi di deglutizione.

La pelle della zona trattata può arrossarsi, diventare secca e fragile; nella zona colpita dalle radiazioni si possono anche perdere i peli o i capelli.

Molti pazienti, durante la radioterapia, lamentano una profonda stanchezza, soprattutto nelle ultime settimane di terapia. Il riposo è importante, ma i medici normalmente consigliano di mantenere una vita il più attiva possibile.

Gli effetti collaterali della radioterapia possono essere difficili da affrontare, ma di solito è possibile curarli o tenerli sotto controllo. Ricordate che il medico è vostra disposizione e può suggerirvi i modi migliori per alleviarli.

Può anche essere utile sapere che, nella maggior parte dei casi, gli effetti collaterali non sono permanenti. Tuttavia vi consigliamo di informarvi presso il vostro medico sui possibili effetti di lungo periodo. Dopo la fine della terapia, ad esempio, potreste avere una maggior probabilità che il tumore recidivi, inoltre la radioterapia nella zona toracica potrebbe causare disturbi cardiaci o danni ai polmoni.

La radioterapia nella zona pelvica può causare sterilità, temporanea o permanente, a seconda della vostra età:

  • Negli uomini. Se le radiazioni sono concentrate nella zona pelvica, i testicoli possono subire danni. Ricorrere alla banca del seme prima della terapia può essere una possibilità da valutare.
  • Nelle donne. Le radiazioni dirette nella zona pelvica possono danneggiare le ovaie. Il ciclo mestruale può interrompersi e si può iniziare a soffrire di vampate di calore e secchezza vaginale. Se la paziente è giovane, il ciclo mestruale ha maggiori probabilità di ripresentarsi. Chi desidera diventare madre, dovrà informarsi presso l’équipe curante sui modalità di conservazione degli ovuli prima dell’inizio della terapia.

Prima della radioterapia, vi consigliamo di rivolgere le domande seguenti al vostro medico:

  1. Perché devo sottopormi alla radioterapia?
  2. Quando dovrò iniziare? Quando terminerà?
  3. Come mi sentirò durante la terapia?
  4. Come si può capire se la terapia sta funzionando?
  5. Ci sono effetti collaterali permanenti?

Trapianto di cellule staminali

Se il linfoma di Hodgkin si ripresenta dopo la terapia, è possibile ricevere un trapianto di cellule staminali. Il trapianto di cellule staminali ematopoietiche (trapianto di cellule staminali autologhe) vi permetterà di sottoporvi a una chemioterapia e/o a una radioterapia più aggressiva. Le dosi maggiori distruggeranno sia le cellule del linfoma di Hodgkin sia le cellule sane presenti nel midollo osseo.

I trapianti di cellule staminali si svolgono in ospedale, prima di sottoporvi a una terapia aggressiva vengono espiantate le cellule staminali, che possono essere curate per eliminare eventuali cellule tumorali presenti tra di esse. Le cellule staminali vengono congelate e conservate. Dopo la terapia aggressiva che ucciderà le cellule del linfoma di Hodgkin, le cellule staminali sono scongelate e reimpiantate usando un tubicino flessibile inserito in una delle vene maggiori del collo o del torace. Nuove cellule staminali si formano a partire da quelle trapiantate.

Prima del trapianto di cellule staminali, vi consigliamo di rivolgere le domande seguenti al vostro medico:

  1. Quali sono i rischi e i benefici del trapianto di cellule staminali?
  2. Quanto durerà il ricovero in ospedale? Dovrò seguire anche una terapia di supporto? Come potrò proteggermi dai germi?
  3. Come posso alleviare gli effetti collaterali?
  4. Quali effetti avrà il trapianto di cellule staminali sulla mia vita quotidiana?
  5. Quali sono le probabilità di guarigione completa?

Dieta, attività fisica e follow-up

È fondamentale prendersi cura di se stessi seguendo un’alimentazione sana e cercando di mantenersi il più attivi possibile.

Per mantenere un peso corretto è necessario assumere la giusta quantità di calorie, è anche importante assumere proteine a sufficienza per salvaguardare la propria forza. Mangiare bene vi aiuterà a sentirvi meglio e ad avere maggiori energie.

In alcuni casi, soprattutto durante la terapia o nelle fasi immediatamente successive, potreste non aver voglia di mangiare, perché vi sentite stanchi o avete la nausea. Probabilmente avrete la sensazione che gli alimenti abbiano un gusto diverso dal solito; inoltre gli effetti collaterali della terapia (ad esempio la mancanza di appetito, la nausea, il vomito o le ulcere in bocca) potranno impedirvi di mangiare bene. Il medico, il dietologo o altri componenti dell’équipe che vi segue possono suggerirvi i modi migliori per affrontare questi problemi.

Molte persone affermano di sentirsi meglio se riescono a mantenersi attive: camminare, fare yoga, nuotare o fare altre attività vi aiuteranno a salvaguardare la forza e ad aumentare le energie. Con l’esercizio fisico si può diminuire la nausea e il dolore e si può sopportare meglio la terapia e lo stress. Prima di iniziare una qualsiasi attività fisica, ricordatevi di chiedere il parere del medico; inoltre, se l’attività causa dolore o altri problemi, informate immediatamente il medico o l’infermiere.

Follow-up

Dopo la fine della terapia, vi consigliamo di rivolgere le domande seguenti al vostro medico:

  • Con quale periodicità dovrò effettuare controlli?
  • Quali esami di controllo mi consiglia?
  • Tra un esame e il successivo, a quali problemi o sintomi devo prestare particolare attenzione, informandola?

Dopo la terapia per il linfoma di Hodgkin sarà necessario sottoporsi a controlli periodici. Anche se i sintomi del tumore sono scomparsi, infatti, il tumore può recidivare, perché la terapia può non aver eliminato alcune cellule tumorali in qualche zona dell’organismo.

I controlli periodici, inoltre, possono individuare i problemi derivanti dalla terapia contro il tumore. Chi ha combattuto il linfoma di Hodgkin corre maggiori rischi di soffrire di disturbi cardiaci, leucemia, melanoma, linfoma non Hodgkin, tumore delle ossa, al seno, del polmone, dello stomaco e della tiroide. I controlli servono per non trascurare i cambiamenti dello stato di salute e per curarli se ci sono problemi. Tra i controlli necessari ricordiamo:

  • visite mediche,
  • esami del sangue,
  • radiografie toraciche,
  • TAC ed altri esami.

Dopo la terapia ai pazienti possono essere somministrati il vaccino antinfluenzale e altri vaccini. È necessario discutere con l’équipe medica la necessità di somministrazione di determinati vaccini.

Se tra un controllo e l’altro si presentano dei problemi di salute, è opportuno contattare immediatamente il medico.

Traduzione ed integrazione a cura di Elisa Bruno

Revisione scientifica e correzione a cura del Dr. Guido Cimurro (farmacista)
Le informazioni contenute in questo articolo non devono in alcun modo sostituire il rapporto dottore-paziente; si raccomanda al contrario di chiedere il parere del proprio medico prima di mettere in pratica qualsiasi consiglio od indicazione riportata.

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Domande, suggerimenti e segnalazioni

  1. Anonimo

    salve vorrei sottoporre un mio problema che secondo me è causato da una forte ansia
    praticamente ho un linfonodo sul collo al lato destro piccolo 2mm e uno con la stessa grandezza sull’ascella (mi ero depilato e più volte toccato per sentire se c’erano linfonodi) visto che leggendo c’era scritto che si trasmettevano li
    ieri bevendo una birra ho sentito come una fitta dietro alla testa e io sapevo che era già collegato a questo tipo di tumore il male … per il resto sto benissimo ho avuto stranamente una varicella un mese fa può essere collegato ai linfonodi?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Come già detto nei giorni precedenti è molto probabile che varicella, depilazione e ansia possano spiegare i sintomi, ma solo il medico attraverso la visita potrà darle una risposta certa.

  2. Federico

    Salve dottore, mi chiamo federico e ho 14 anni.
    Da circa un mese se mi tocco le zone sotto il collo e il mento sento come delle palline dure che credo che siano i linfonodi, cosa potrebbe essere? Devo farmi visitare urgentemente o si tratta di una sciocchezza?Ah non so se possa avere una qualche relazione ma lunedì devo andare a farmi curare una carie.

    1. Dr. Cracchiolo (Medico Chirurgo)

      Salve, è probabile che i linfonodi ingranditi siano una conseguenza del tuo disturbo dentale. Per cui puoi stare ragionevolmente tranquillo ma ovviamente se riesci a farti visitare dal tuo medico è preferibile. Saluti

  3. Anonimo

    È normale in 3 mesi dei linfonodi non si siano ridotti di dimensioni? Ne ho due sotto mandibolari di circa 1 cm e un altro un pò più giù di 1.5 cm e nonostante gli antinfiammatori presi proprio non ne vogliono sapere di andarsene Due mesi fa feci anche un ecografia al collo la quale diceva di non aver rilevato linfodenopatie significative se non un linfonodo di 1,6 cm di forma fusata con core iperecogeno. I medici mi dissero di non preoccuparmi ma non capisco perchè in 3 mesi e chissà per quanto altro tempo non se ne vanno!

  4. Anonimo

    In tre mesi se si dovesse trattare di ciò che penso sarei già stato male o per lo meno i linfonodi si sarebbero ingrossati ulteriormente? Fisicamente sto bene ma sono tre mesi che però continuo a stare male psicologicamente e mi sono stancato di questa situazione!

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Potrebbero passare molti altri mesi, senta il medico quindi, ma credo che le ribadirà di non preoccuparsi.

  5. Emanuela

    Dottore mi aiuti sono in preda al panico!
    Ho 27 anni, ho perso 16 kg da settembre facendo una dieta post gravidanza, ora peso 46kg e sono alta 1,56… Sono piuttosto magra quindi.
    Due settimane fa ho fatto depilazione con ceretta, oggi di nuovo depilazione con silk epile. Oggi dopo la depilazione, per caso toccandomi contemporaneamente inguine destro e sinistro, ho sentito da entrambe le parti, al tatto, come due noccioline, piccole e non dolenti. Non si vedono a occhio nudo, devo toccare per sentirle.
    Sto bene non ho altri sintomi. Secondo lei è sintomo di tumore? O potrebbe essere dovuto alla depilazione, o al fatto che sono molto magra? Ho finito le mestruazioni proprio oggi. Potrebbe c’entrare? Mi aiuti, sono in panico!
    Grazie

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Probabilmente sono legate alla depilazione, ma raccomando comunque di sentire anche il parere del medico.

    2. Emanuela

      Dottore rieccomi ad aggiornarla ma sempre più in paranoia.
      Allora, le riassumono brevemente. Il 16 ho fatto ceretta a gambe e inguine (ricordo che all’inguine è stata parecchio dolorosa). L’1 luglio per caso toccandomi l’inguine da entrambe i lati ho sentito delle palline sotto pelle assolutamente non doloranti. A sinistra ne sento due molto piccole della dimensione di una lenticchia. Quella che mi preoccupa di più è quella di destra perché è più grande. Sarà grande all’incirca come un nocciolo di ciliegia. La consistenza è piuttosto morbida e al tatto è decisamente mobile. Il mio medico di base è in ferie, riaprirà lo studio l’1 di agosto (ma io se tutto va ben parto per le vacanze il 29 luglio). Prendere appuntamento con i sostituti sembra impossibile, o non hanno posto o non riesco a rintracciarli. Ho allora chiamato il mio ginecologo che telefonicamente mi ha detto che sono solo dei linfonodini un po’ ingrossati, di non preoccuparmi perché sono cose che capitano spesso, a maggior ragione quando gli ho detto che un mese fa ho fatto la ceretta. Mi ha detto di lasciarli stare che tra un po’ di tempo andranno via da soli e di richiamarlo solo se si dovessero ingrossare ulteriormente. Ha anche detto che è meglio se non fanno male (e questo mi ha lasciata perplessa perché sul web leggo diversamente). Ora, secondo lei mi posso fidare? Posso smettere di stare malissimo psicologicamente ogni giorno pensando a queste cavolo di palline? Posso pensare alle vacanze con tutta tranquillità?
      Sto bene, non ho sintomi strani, ho appetito, non ho sudorazione notturna, non ho strano prurito da nessuna parte. L’unica cosa che ho è che ho ancora l’allergia nonostante sia già luglio, continuo a starnutire, ad avere naso che cola, ad avere prurito agli occhi e sotto al mento, ma sono proprio i classici sintomi dell’allergia che ho sempre e non penso in ogni caso che possa c’entrare con i linfonodi inguinali giusto?
      Un ultima domanda dottore: se fosse un linfonodo maligno, se fosse un linfoma o qualche altro tumore, a quest’ora, dopo 17 giorni che l’ho scoperto per caso (non so con precisione da quanto tempo sia così ingrossato), non avrebbe raggiunto dimensioni molto grandi?
      La ringrazio in anticipo per la pazienza e per la risposta

    3. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Non c’è alcun motivo per dubitare delle parole del ginecologo, si goda le vacanze!

  6. Anonimo

    Salve dottore, ho scritto molte volte su questo forum.
    Ho ancora i linfonodi gonfi indolori nel collo e un po nell’inguine. Sono già andato dal medico che mi ha detto che ho le tonsille ipertrofiche… Ma io non ho male alle tonsille! Ho la gola stranissima… Ci sono molte irregolarità e qualche placca… Ma non mi provoca alcun fastidio…
    Il dottore mi ha detto DI STARE TRANQUILLO E CHE NON SERVIVA NEANCHE LA TAC AI LINFONODI.
    Devo stare tranquillo o vado ancora dal dottore visto che è da 1 anno e qualche che mi sono accorto di sti linfonodi?
    Ps(dal medico ci sono stato a maggio) La mia preoccupazione principale è PERCHÉ QUESTI CAVOLO DI LINFONODI NON SE NE VANNO VIA!!!!!!!!!!!! È una rottura!!!!!

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Si fidi del suo medico, ha sicuramente potuto valutare; al limite può togliersi il dubbio con un’ecografia.

  7. Anonimo

    Non so se fare l’ecografia perché è troppo costosa. Però se devo continuare a vivere male con questa stupida ansia mi sa che sarò costretto. Ma mi tolga un dubbio: PERCHÉ SI DICE CHE I LINFONODI GONFI SE NON SONO GRAVI SONO DOVUTI AD UN INFEZIONE O VIRUS e anche che scompaiono dopo pochi giorni.Ma io che ce li ho da chissà quanti anni e non sono dolenti, niente infezioni mi dicono che non sono gravi?? Mi capisca dottore io vivo nell’ansia! Sono andato già da 2 medici ma mi dicono che non è niente! Ma io ho comunque paura! Proprio non capisco questi rigonfiamenti in tutto il collo e inguine!
    Ho veramente paura che si tratti di un linfoma..

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Il fatto che 2 (due!) medici l’abbiano tranquillizzato insieme al fatto che sono presenti da anni senza causarle sintomi dovrebbe essere sufficiente a tranquillizzarla.

  8. anonimo

    Salve dottore, volevo chiederle se la grandezza dei linfonodi si misura per la loro lunghezza oppure per la loro circonferenza?

    1. Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)

      ecograficamente si misurano i diametri massimi, in mm.

  9. Anonimo

    salve, è possibile che il linfonodo dietro al collo , presente da un pò di tempo, sia dovuto ad un’infezione vaginale? da quando ho fatto la cura il lonfonodo si è sgonfiato ed è quasi impercettibile.
    Mentre dopo la depilazione si è gonfiato uno sotto all’ascella. La causa può essere ricondotta a quest’ultima?

    1. Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)

      No, il linfonodo ingrossato sul collo non è causato dall’infezione vaginale, tuttavia la cura che ha fatto ha agito anche su quello; si, la causa del ringonfiamento di quello ascellare è molto probabilmente la depilazione, niente di grave, se non passa da soo si faccia visitare. Saluti.

  10. Anonimo

    Salve dottore, ho 14 anni. Premetto che sono molto ansiosa.
    Ieri sera ho iniziato ad avvertire prurito diffuso, da solo può essere sintomo di un linfoma di hodgkin?
    10 min fa ho misurato la temperatura: 36,1 °C
    Non mi sento stanca,non sudo di notte e non ho altri sintomi. Il mio medico è attualmente fuori città

    1. Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)

      Il prurio diffuso può avere tantissime cause, reazioni allergiche, alterazioni dermatologiche, forme psicogene e molte altre; ha cambiato cosmetici o saponi ultimamente? è stata a contatto con qualcosa che le ha potuto causare il prurito? da solo non è per forza sintomo di linfoma comunque, se dovesse persistere le consiglio una visita dermatologica.

  11. Anonimo

    Ringrazio per la risposta.
    No, non ho provato altri saponi o cosmetici e non sono stata a contatto con nulla. Prima il prurito si era placato e per me è stato un sollievo, ma ora è ritornato e mi sto preoccupando…:(

    1. Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)

      Vada dal suo medico se non può vedere subito un dermatologo, potrebbe intanto prescrivergli qualcosa di sintomatico per il prurito.

  12. Anonimo

    Ok, farò come detto. Ma se possibile vorrei togliermi dei dubbi:
    1. Tra pochi giorni andrò a fare gli esami del sangue di routine. Dal risultato si vedrà se ho qualcosa che non va?
    2. 2 settimane mi è comparso un livido sul braccio ed è sparito in 8-9 giorni.Se avessi avuto un linfoma il livido sarebbe rimasto?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      1. Ci potranno essere alcune indicazioni, ma potrebbe non essere sufficiente a una diagnosi.
      2. Non c’è motivo di pensare a un linfoma, a prescindere dal livido che è sparito nei tempi attesi.
      3. Ne parli con fiducia al sostituto del medico, ma non escludo che sia un po’ di suggestione.

      Ci tenga al corrente.

  13. Anonimo

    AVEVO SCRITTO SULLA PAGINA NON HODKIN MA NON MI FA SCRIVERE:Allora, ho misurato i linfonodi APPROSSIMATIVAMENTE con un righello. Ho notato che i linfonodi sono rimasti uguali a giugno 2015 (più di un anno fa).
    Nell’arco di questo periodo non ho avuto nessun altro sintomo (No prurito,no febbre, no sud. Notturne….)
    Se avessi avuto un linfoma questi linfonodi si sarebbero ingranditi? E avrei avuto sicuramente sintomi vero?
    Posso stare tranquillo secondo lei? Posso godermi le vacanze senza paranoie?

    1. Dr. Cracchiolo (Medico Chirurgo)

      Salve, se sta bene , non ha sintomi nè segni di malattia e se già in passato dei medici l’avevano tranquillizzato, a mio avviso può stare sereno e andare in vacanza a rilassarsi. Saluti

    2. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      PS: I messaggi erano correttamente registrati, ma possono servire fino a 15-20 minuti prima che siano visibili.

  14. Anonimo

    Grazie delle risposte:
    Questa mattina sono stato dal 3º dottore che mi ha prescritto un emocromo per vedere se ho passato malattie infettive come la Mononuclelosi. Ha detto che le misure non sono preoccupanti e che possono anche essere nella norma visto che sono alto e magro..

    1. Anonimo

      Un ultima domanda: se fosse stato un linfoma, nel giro di anni sarebbero diventatiMOLTO GRANDI i linfonodi è vero?

    2. Dr. Cracchiolo (Medico Chirurgo)

      Buonasera, un altro medico le ha detto che i suoi linfonodi non hanno caratteristiche negative , per cui può stare sempre più tranquillo. Se avesse avuto un linfoma avrebbe avuto anche altri sintomi e alterazioni alle analisi del sangue oltre ad avere linfonodi con caratteristiche sospette (non solo per le dimensioni). Saluti

  15. Anonimo

    Salve, sono una ragazza di 20 anni e sto passando un periodo molto brutto a causa di ansia e ipocondria. Da novembre sento sintomi disparati (fastidio o dolore lato destro addome, rigonfiamenti sulle articolazioni passati con creme e ghiaccio, infiammazione borsa dell’anca, un linfonodo sul collo palpabile se lo piego e ora fastidio nella zona sotto mandibolare destro, paura linfonodo ingrossato.)
    Da novembre ad oggi ho eseguito i seguenti esami:
    Visita ginecologica(tutto a posto),
    esami del sangue regolari, urine con alti livelli di batteri e 33 cellule epiteliali invece di 20, urinocoltura negativa. Da maggio soffro di crisi di panico, pianto e forte ansia, con il pensiero fisso di avere qualcosa di grave.
    Volevo chiedere se ci sono degli esami con cui posso tranquillizzarmi. Non ce la faccio più

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Il primo passo è a mio avviso curare l’ansia; ne parli con il suo medico, dopo qualche verifica di massima le esporrà gli approcci possibili.

      Se come suppone è ipocondria nessun esame al mondo sarà sufficiente a tranquillizzarla.

    2. Anonimo

      Salve dottore sono sempre io…hahah
      Volevo chiederle se avessi avuto un linfoma a bassa malignità avrei avuto comunque sintomi?

  16. Anonimo

    Sono circa 3 mesi che avverto la presenza di tre linfonodi sottomandibolari, uno di circa 1.5 cm e gli altri due di 1 cm o poco meno. In tre mesi non si sono minimamente sgonfiati ma nemmemo ingrossati, non sono dolenti e al tatto sono mobili. Due mesi fa feci un’ecografia al collo la quale non evidenziava anomalie particolari se non linfonodi dall’aspetto reattivo. Sono tre mesi che sto vivendo momenti di angoscia e preoccupazione perché questi maledetti linfonodi non vanno via nonostante abbia assunto anti infiammatori ed andare dal medico mi crea ancora più ansia. Se fossero stati di matrice neoplastica dall’ecografia si sarebbe notato? In tre mesi mi sarebbero comparsi altri sintomi? Io fisicamente mi sento bene

    1. Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)

      Salve, i linfonodi precedentemente infiammati possono restare di volume maggiore anche per la vita; i linfonodi metastatici si riconoscono all’esame ecografico se abbastanza grandi e alterati dalla patologia, ben diversi dai così detto “aspecifici”. Le consiglio un ulteriore controllo dei linfonodi in questione se non dovesse risolversi la situazione, ne parli col suo medico per valutare. Saluti.

    2. Anonimo

      Quindi se non vanno via potrebbe anche trattarsi di quello? Una volta accertata la reattività perchè sottoporsi nuovamente a un’eco?

    3. Dr. Cracchiolo (Medico Chirurgo)

      Salve, è probabile che i linfonodi siano l’esito di qualche episodio infiammatorio e potrebbero rimanere per sempre. E’ corretto ripetere una seconda ecografia, in quanto se, i linfonodi saranno totalmente uguali al primo controllo ,e, quindi , totalmente benigni, potrà essere concluso il percorso diagnostico. Saluti

  17. Anonimo

    Salve dottore, dopo domani mi sottoporrò a un emocromo.
    Farò un monotest, un CMV Igm Igg per vedere se ho contratto queste malattie in precedenza.
    Ma in questo esame, mi indicheranno i valori di Globuli B, R piastrine ecc…?

    1. Anonimo

      Eh mi scusi, è possibile che i linfonodi all’inguine si possano gonfiare per delle malattie infettive che colpiscono la parte superiore del corpo? (Apparato respiratorio) perché io ce li ho gonfi e non ho mai avuto infezioni nella zona inguinale.. E ciò mi desta preoccupazione

    2. Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)

      Salve, si nell’emocromo sono previsti i dosaggi che indica; le leinfopatie inguinali sono dovute a processi patologici limitrofi o generalizzati dell’organismo, e comunque i linfonodi aumentano di volume spessissimo, come risposta
      agli agenti patogeni con cui veniamo a contatto giornalmente; va comunque valutato il quadro con una visita medica, saluti.

  18. Anonimo

    Questa mattina mi sono svegliato con la maglietta umida di sudore. Fa molto caldo. Secondo lei è per il caldo o per i linfonodi?

    1. Dr. Cracchiolo (Medico Chirurgo)

      Salve, è molto più probabile che sia dovuto al caldo. Saluti

  19. Anonimo

    Grazie mille per le risposte! Domani mattina farò i miei primi esami del sangue a 1 anno e 1 mese dalla scoperta dei linfonodi..
    Ho notato che ora nella parte destra del l’inguine i linfonodi si sono un po rimpiccioliti ma fanno male… Forse perché sto a piedi nudi tutto il giorno e ho mille vesciche? Boh… Comunque vi terrò aggiornati. Speriamo in bene.

  20. Larry

    Salve dottore, sono un ragazzo di 20 anni.
    Tra 2 giorni andrò a fare degli esami del sangue (prescritti dal medico) per dei sintomi davvero insoliti.
    Ad esempio, oggi , palpando dietro il collo ho notato una pallina piccolissima (neanche un chicco di caffè) e NON dolente, per questo non so se possa trattarsi di un linfonodo o altro.
    Poi sento un prurito diffuso, ma quando non ci penso passa, anche se penso che questo sia dovuto all’ansia. Ho letto su internet che un sintomi principale del linfoma è proprio un rigonfiamento dei linfonodi della regione cervicale. A parte questo non ho altri sintomi e neanche la febbre (ho 36.6). Anche se ormai mi sto preparando psicologiacamente alla diagnosi di linfoma o leucemia. Secondo lei cosa potrebbe essere?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      L’ansia è probabilmente la spiegazione più plausibile, ma è stato corretto verificare con l’aiuto del medico.

  21. Anonimo

    Salve, da una settimana ho fastidi alla zona del basso addome destro iniziati con una fitta fortissima e poi rimasti come dolori e fastidi tollerabili. Da un paio di giorni, tastandomi la zona mi sembra di sentire delle palline e un dolore in un punto preciso, ho paura sia un linfonodo. Sento anche fastidi nella zona sottomandibolare destra, in cui però non riesco a capire se ci sono linfonodi ingrossati. Sono un soggetto molto ansioso, passo le giornato a controllare sintomi su internet, a controllare il mio corpo e a piangere perche convinto di una malattia grave. È possibile che questi dolori all’addome siano dovuti ad un linfoma? Premetto che avevo sentito fastidi simili alcuni mesi fa ma poi passati. Mercoledi devo fare un’ecografia all’addome inferiore, sono terrorizzato possano trovarmi qualcosa di molto grave. Un linfoma potrebbe causare questi fastidi? L’ecografia permette di notare tale problema? Grazie

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      È molto più probabile che sia meteorismo, colon irritabile o simili. Spenga il PC e faccia il possibile per distrarsi; mi tenga al corrente sull’esito dell’ecografia, ma vedrà che non emergerà nulla.

    2. Anonimo

      Non ho gonfiore addominali e non espello gas in eccesso. In più non ho nessun altro disturbo tipo diarrea o stitichezza. Ieri sera misurandomi la temperatura oscillava tra 37 e 36.8 mentre stamattina era 36.8. Sono davvero molto preoccupato.

  22. Anonimo

    Salve dottore sono il ragazzo…
    Ho fatto gli esami del sangue da un paio di giorni.. I risultati ce li avrò il 23…
    I linonodi del collo non mi preoccupano più di tanto ora, ma sono quelli del l’inguine che ora si sono ingrossati e certi sono più dolenti.. È possibile che questo gonfiore sia dovuto perché sono a piedi nudi e che ho vesciche?
    I linfonodi all’inguine spero non siano più di 3 cm

  23. Anonimo

    Boh, spero solo che non sia un linfoma… Ma è vero che di solito nei linfomi i linfonodi di solito si gonfiano solo in una parte del corpo?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Non necessariamente, possono gonfiarsi in diversi punti.

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