Linfoma di Hodgkin: sintomi, diagnosi, terapia, sopravvivenza

Ultimo Aggiornamento: 2043 giorni

Introduzione

Il linfoma di Hodgkin è un tumore che si sviluppa nelle cellule del sistema immunitario, il sistema del nostro organismo che combatte le infezioni ed altri disturbi.

Il sistema linfatico fa parte del sistema immunitario e comprende:

  • Vasi linfatici. Il sistema linfatico è costituito da una rete di vasi linfatici, che si diramano e raggiungono tutti i tessuti dell’organismo.
  • Linfa. Nei vasi linfatici circola un liquido trasparente detto linfa, che contiene globuli bianchi, per lo più linfociti B e T.
  • Linfonodi. I vasi linfatici sono connessi a piccoli centri di tessuto, detti linfonodi. I linfonodi sono raggruppati nel collo, sotto le ascelle, nel torace, nell’addome e nella zona inguinale e, al loro interno, conservano i globuli bianchi. Servono per intrappolare ed eliminare i batteri o altre sostanze pericolose che eventualmente possono essere presenti nella linfa.
  • Altri organi. Tra gli altri organi che fanno parte del sistema linfatico ricordiamo: le tonsille, il timo e la milza. Il tessuto linfatico si trova anche in altre parti del corpo, tra cui lo stomaco, la pelle e l’intestino tenue.

Il tessuto linfatico si trova in diverse parti dell’organismo, quindi il linfoma di Hodgkin si può sviluppare praticamente dappertutto. Di solito ha origine in un linfonodo sopra il diaframma, il muscolo sottile che divide il torace e l’addome; si può sviluppare in un gruppo di linfonodi o, in alcuni casi, anche in altre parti del sistema linfatico.

Per stimare correttamente le probabilità di sopravvivenza è necessario valutare alcuni aspetti come i sintomi manifestati e l’eventuale presenza contemporanea di altre malattie; anche l’età può essere determinante nell’efficacia delle cure, quando eccessivamente avanzata le probabilità di sopravvivenza diminuiscono. In generale comunque il linfoma di Hodgkin è considerato come una malattia con ottime probabilità di sopravvivenza (85% dei casi circa).

Cause

Il linfoma di Hodgkin si sviluppa quando si manifesta un’anomalia in un linfocita (di solito un linfocita T). La cellula anomala è detta cellula di Reed-Sternberg.

La cellula di Reed-Sternberg si divide e si replica, le nuove cellule, a loro volta, si duplicano, producendo sempre più cellule anomale che non muoiono come invece succede periodicamente a quelle sane. Le cellule anomale non sono in grado di proteggere l’organismo dalle infezioni o dagli altri disturbi, al contrario si accumulano formando una massa di tessuto malato detta tumore.

Fattori di rischio

I medici riescono raramente a capire il motivo per cui il linfoma di Hodgkin colpisce certi pazienti e non altri; la ricerca, però, dimostra che determinati fattori di rischio fanno aumentare il rischio di ammalarsi di questo tumore.

Tra i fattori di rischio per il linfoma di Hodgkin ricordiamo:

  • Virus. Se si è contratto il virus di Epstein-Barr (EBV) o il virus dell’immunodeficienza umana (HIV), il rischio di ammalarsi di linfoma di Hodgkin può aumentare. Il linfoma, tuttavia, non è contagioso, cioè non viene trasmesso da paziente a paziente.
  • Indebolimento del sistema immunitario. Il rischio di soffrire di linfoma di Hodgkin può aumentare se il sistema immunitario è debole (ad esempio a causa di un disturbo ereditario o di determinati farmaci usati dopo un trapianto).
  • Età. Il linfoma di Hodgkin si presenta con maggior frequenza tra gli adolescenti e gli adulti di età compresa tra i 15 e i 35 anni, e tra gli adulti di età superiore ai 55 anni.
  • Precedenti famigliari. I famigliari di un paziente con linfoma di Hodgkin, soprattutto i fratelli e le sorelle, possono correre un rischio maggiore di ammalarsi.

Avere uno o più fattori di rischio non significa ammalarsi necessariamente. La maggior parte dei pazienti che presentano fattori di rischio non sarà mai colpita da alcun tumore.

Sintomi

Il linfoma di Hodgkin può causare diversi sintomi:

  • Gonfiore (non doloroso) ai linfonodi del collo, delle ascelle o dell’inguine,
  • Aumento della sensibilità all’alcol oppure dolore ai linfonodi dopo aver bevuto,
  • Dimagrimento apparentemente inspiegabile,
  • Febbre che non diminuisce,
  • Intensa sudorazione notturna,
  • Prurito alla pelle,
  • Tosse, problemi respiratori o dolore al torace,
  • Debolezza e stanchezza che non scompaiono.

Nella maggior parte dei casi questi sintomi non sono dovuti a un tumore, ma possono essere causati da infezioni o da altri disturbi. Se i sintomi durano per più di due settimane, è consigliabile rivolgersi al proprio medico per ottenere una diagnosi e una terapia.

Diagnosi

Se soffrite di gonfiore ai linfonodi o di altri sintomi che potrebbero indicare un linfoma di Hodgkin, il medico cercherà di diagnosticare la causa del problema, probabilmente informandosi sui problemi di salute vostri e dei vostri famigliari.

Presumibilmente dovrete sottoporvi agli esami seguenti:

  • Visita. Il medico controllerà se ci sono linfonodi gonfi nel collo, sotto le ascelle e nella zona inguinale e se la milza o il fegato sono gonfi.
  • Esami del sangue. Le analisi complete controllano il numero dei globuli bianchi, delle altre cellule ematiche e delle altre sostanze presenti nel sangue.
  • Radiografia toracica. Le radiografie possono evidenziare il gonfiore dei linfonodi o altri segni di problemi a livello toracico.
  • Biopsia. La biopsia è l’unico metodo sicuro per diagnosticare il linfoma di Hodgkin. Il medico può asportare un linfonodo interamente (biopsia escissionale) oppure solo in parte (biopsia incisionale). Un ago molto sottile (tecnica detta dell’ago aspirato) di solito non è in grado di aspirare un campione sufficiente per elaborare la diagnosi patologica di linfoma di Hodgkin, quindi è necessario rimuovere l’intero linfonodo. Il patologo userà poi il microscopio per controllare se nel tessuto sono presenti cellule tumorali. Nel campione dei pazienti malati di solito sono presenti cellule anomale, di dimensioni maggiori del normale, dette cellule di Reed-Sternberg, che non si trovano nei tessuti delle persone sane.

Cura e terapia

Il medico descriverà le opportunità terapeutiche ed i risultati attesi, potete lavorare insieme a lui per creare un piano terapeutico che venga incontro alle vostre necessità.

Il medico di base può indirizzarvi presso uno specialista, oppure potete essere voi stessi a richiedergli un consiglio riguardo lo specialista da consultare. Tra gli specialisti in grado di curare il linfoma di Hodgkin ricordiamo:

  • l’ematologo,
  • l’oncologo,
  • il radiologo.

Il medico potrà consigliarvi di scegliere un oncologo specializzato nella cura del linfoma di Hodgkin, spesso questi specialisti lavorano presso gli ospedali universitari o presso le strutture sanitarie più all’avanguardia.

La scelta della terapia dipende soprattutto da:

  • Tipo di linfoma di Hodgkin (la maggior parte dei pazienti è affetta da linfoma di Hodgkin classico),
  • Collocazione (zona in cui si trova il tumore),
  • Dimensioni del tumore eventualmente maggiori di 10 centimetri,
  • Età,
  • Eventuale dimagrimento, sudorazione notturna intensa o febbre.

Chi soffre di linfoma di Hodgkin può essere curato con la chemioterapia, con la radioterapia o con entrambe.

Se il linfoma si ripresenta dopo la terapia, è detto tumore recidivante o ricorrente. Chi soffre di linfoma di Hodgkin recidivante dovrà ricorrere a una chemioterapia e/o a una radioterapia più aggressiva, e poi a un trapianto di cellule staminali.

È consigliabile informarsi sugli effetti collaterali della chemioterapia e della radioterapia sulle normali attività quotidiane. La chemioterapia e la radioterapia, infatti, danneggiano spesso anche le cellule ed i tessuti sani, quindi gli effetti collaterali sono frequenti. Gli effetti collaterali possono essere diversi da paziente a paziente e possono cambiare anche da una sessione alla successiva. Prima dell’inizio della terapia l’équipe che vi segue vi spiegherà a quali effetti collaterali potete andare incontro e vi suggerirà come affrontarli: più il paziente è giovane, più ha facilità nell’affrontare la terapia e gli effetti collaterali.

Durante tutta la cura potrete usufruire della terapia di supporto, cioè della terapia volta a prevenire o combattere le infezioni, controllare il dolore e gli altri sintomi, alleviare gli effetti collaterali della terapia contro il tumore e aiutarvi ad affrontare gli aspetti psicologici della diagnosi di tumore.

Prima di iniziare la terapia, vi consigliamo di rivolgere queste domande al vostro medico:

  1. Di che tipo è il mio linfoma di Hodgkin? Posso avere una copia del referto del patologo?
  2. In quale stadio è il mio tumore? Dove si trova?
  3. Quali terapie mi si prospettano? Quale mi consiglia? Perché?
  4. Dovrò sottopormi a diversi tipi di terapia?
  5. Quali risultati posso aspettarmi da ciascun tipo di terapia?
  6. Quali sono i rischi e i possibili effetti collaterali di ciascuna terapia? Che cosa possiamo fare per tenerli sotto controllo?
  7. Per quanto tempo durerà la terapia?
  8. Che cosa devo fare per prepararmi?
  9. Sarà necessario il ricovero in ospedale? Se sì, per quanto tempo?
  10. Quanto mi verrà a costare? Gli esami e la terapia sono mutuabili?
  11. Quali ricadute avrò nella mia vita di tutti i giorni?
  12. Mi consiglia di partecipare ad una sperimentazione clinica?
  13. Con quale frequenza dovrò effettuare controlli una volta terminata la terapia?

Chemioterapia

La chemioterapia contro il linfoma di Hodgkin usa particolari farmaci in grado di uccidere le cellule del linfoma. È detta terapia sistemica, perché i farmaci devono entrare in circolo per poter raggiungere le cellule tumorali in quasi tutte le parti dell’organismo.

Di solito i farmaci somministrati sono più di uno, la maggior parte di essi è somministrata per endovena, mentre alcuni sono assunti per via orale.

La chemioterapia viene somministrata in diversi cicli, dopo ciascun ciclo occorre osservare un periodo di riposo. La lunghezza del periodo di riposo e il numero di cicli dipendono dallo stadio in cui si trova il linfoma e dai tipi di farmaci usati.

È possibile effettuare la chemioterapia in ospedale, nello studio del medico curante o a casa. Per alcuni pazienti è necessario il ricovero in ospedale.

Gli effetti collaterali dipendono principalmente dal tipo e dalla dose dei farmaci: i chemioterapici, infatti, sono in grado di danneggiare non solo le cellule malate, ma anche quelle sane che si dividono rapidamente, per esempio:

  • Cellule del sangue: la chemioterapia distrugge molte cellule sane del sangue, quindi si corre un maggior rischio di contrarre infezioni, di procurarsi lividi o di iniziare a sanguinare con facilità; inoltre ci si sente molto deboli e stanchi. L’équipe che vi segue vi farà fare le analisi del sangue per controllare se ci sono cellule sane in numero sufficiente. Se sono poche, esistono farmaci in grado di aiutare l’organismo a produrne di nuove.
  • Cellule dei bulbi piliferi. La chemioterapia può causare la caduta dei capelli. I capelli ricresceranno dopo la fine della terapia, ma la loro consistenza e il loro colore potrebbero essere leggermente diversi.
  • Cellule della mucosa dell’apparato digerente. La chemioterapia può causare perdita dell’appetito, nausea, vomito, diarrea e ulcere alla bocca e alle labbra. Chiedete consiglio all’équipe che vi segue sulle terapie in grado di aiutarvi a superare questi problemi.

Alcuni tipi di chemioterapia possono causare la sterilità:

  • Negli uomini. La chemioterapia può danneggiare gli spermatozoi, anche in modo permanente. Alcuni uomini, quindi, decidono di congelare il proprio sperma prima della terapia (banca del seme).
  • Donne. La chemioterapia può danneggiare le ovaie. Le donne che desiderano diventare madri dovrebbero informarsi prima dell’inizio della terapia presso l’équipe che le segue sulle modalità di conservazione degli ovuli.

Alcuni farmaci che combattono il linfoma di Hodgkin potrebbero causare disturbi cardiaci o altri tumori in un secondo momento. Ricordiamo che i controlli periodici dopo la fine della terapia sono sempre e comunque importanti.

Prima di iniziare la chemioterapia vi consigliamo di rivolgere le domande seguenti al vostro medico:

  1. Quali farmaci mi saranno somministrati? Quali effetti positivi possiamo aspettarci?
  2. Quando inizierà la terapia? Quando finirà? Con che frequenza si svolgerà?
  3. Dove dovrò recarmi? Sarò in grado di guidare, una volta terminata la sessione?
  4. Che cosa posso fare per affrontare meglio la terapia?
  5. Come si fa a capire se la terapia è efficace?
  6. Per quali effetti collaterali dovrò avvisarvi? Posso prevenirne o curarne alcuni?
  7. Ci saranno effetti collaterali permanenti?

Radioterapia

La radioterapia per il linfoma di Hodgkin usa radiazioni ad alta energia per uccidere le cellule del linfoma; è in grado di diminuire le dimensioni dei tumori e di contribuire alla prevenzione del dolore.

Durante la radioterapia la macchina che emette le radiazioni viene puntata direttamente verso i linfonodi e le zone colpite dal linfoma. Si tratta di una terapia locale, perché è mirata unicamente alle cellule della zona da curare. La maggior parte dei pazienti deve recarsi in ospedale o in clinica cinque giorni alla settimana per diverse settimane.

Gli effetti collaterali della radioterapia dipendono soprattutto dalla dose di radiazioni e dalla parte del corpo da curare, ad esempio le radiazioni dirette contro l’addome possono causare nausea, vomito e diarrea, mentre quelle dirette verso il collo e il torace possono provocare secchezza alla gola, mal di gola e problemi di deglutizione.

La pelle della zona trattata può arrossarsi, diventare secca e fragile; nella zona colpita dalle radiazioni si possono anche perdere i peli o i capelli.

Molti pazienti, durante la radioterapia, lamentano una profonda stanchezza, soprattutto nelle ultime settimane di terapia. Il riposo è importante, ma i medici normalmente consigliano di mantenere una vita il più attiva possibile.

Gli effetti collaterali della radioterapia possono essere difficili da affrontare, ma di solito è possibile curarli o tenerli sotto controllo. Ricordate che il medico è vostra disposizione e può suggerirvi i modi migliori per alleviarli.

Può anche essere utile sapere che, nella maggior parte dei casi, gli effetti collaterali non sono permanenti. Tuttavia vi consigliamo di informarvi presso il vostro medico sui possibili effetti di lungo periodo. Dopo la fine della terapia, ad esempio, potreste avere una maggior probabilità che il tumore recidivi, inoltre la radioterapia nella zona toracica potrebbe causare disturbi cardiaci o danni ai polmoni.

La radioterapia nella zona pelvica può causare sterilità, temporanea o permanente, a seconda della vostra età:

  • Negli uomini. Se le radiazioni sono concentrate nella zona pelvica, i testicoli possono subire danni. Ricorrere alla banca del seme prima della terapia può essere una possibilità da valutare.
  • Nelle donne. Le radiazioni dirette nella zona pelvica possono danneggiare le ovaie. Il ciclo mestruale può interrompersi e si può iniziare a soffrire di vampate di calore e secchezza vaginale. Se la paziente è giovane, il ciclo mestruale ha maggiori probabilità di ripresentarsi. Chi desidera diventare madre, dovrà informarsi presso l’équipe curante sui modalità di conservazione degli ovuli prima dell’inizio della terapia.

Prima della radioterapia, vi consigliamo di rivolgere le domande seguenti al vostro medico:

  1. Perché devo sottopormi alla radioterapia?
  2. Quando dovrò iniziare? Quando terminerà?
  3. Come mi sentirò durante la terapia?
  4. Come si può capire se la terapia sta funzionando?
  5. Ci sono effetti collaterali permanenti?

Trapianto di cellule staminali

Se il linfoma di Hodgkin si ripresenta dopo la terapia, è possibile ricevere un trapianto di cellule staminali. Il trapianto di cellule staminali ematopoietiche (trapianto di cellule staminali autologhe) vi permetterà di sottoporvi a una chemioterapia e/o a una radioterapia più aggressiva. Le dosi maggiori distruggeranno sia le cellule del linfoma di Hodgkin sia le cellule sane presenti nel midollo osseo.

I trapianti di cellule staminali si svolgono in ospedale, prima di sottoporvi a una terapia aggressiva vengono espiantate le cellule staminali, che possono essere curate per eliminare eventuali cellule tumorali presenti tra di esse. Le cellule staminali vengono congelate e conservate. Dopo la terapia aggressiva che ucciderà le cellule del linfoma di Hodgkin, le cellule staminali sono scongelate e reimpiantate usando un tubicino flessibile inserito in una delle vene maggiori del collo o del torace. Nuove cellule staminali si formano a partire da quelle trapiantate.

Prima del trapianto di cellule staminali, vi consigliamo di rivolgere le domande seguenti al vostro medico:

  1. Quali sono i rischi e i benefici del trapianto di cellule staminali?
  2. Quanto durerà il ricovero in ospedale? Dovrò seguire anche una terapia di supporto? Come potrò proteggermi dai germi?
  3. Come posso alleviare gli effetti collaterali?
  4. Quali effetti avrà il trapianto di cellule staminali sulla mia vita quotidiana?
  5. Quali sono le probabilità di guarigione completa?

Dieta, attività fisica e follow-up

È fondamentale prendersi cura di se stessi seguendo un’alimentazione sana e cercando di mantenersi il più attivi possibile.

Per mantenere un peso corretto è necessario assumere la giusta quantità di calorie, è anche importante assumere proteine a sufficienza per salvaguardare la propria forza. Mangiare bene vi aiuterà a sentirvi meglio e ad avere maggiori energie.

In alcuni casi, soprattutto durante la terapia o nelle fasi immediatamente successive, potreste non aver voglia di mangiare, perché vi sentite stanchi o avete la nausea. Probabilmente avrete la sensazione che gli alimenti abbiano un gusto diverso dal solito; inoltre gli effetti collaterali della terapia (ad esempio la mancanza di appetito, la nausea, il vomito o le ulcere in bocca) potranno impedirvi di mangiare bene. Il medico, il dietologo o altri componenti dell’équipe che vi segue possono suggerirvi i modi migliori per affrontare questi problemi.

Molte persone affermano di sentirsi meglio se riescono a mantenersi attive: camminare, fare yoga, nuotare o fare altre attività vi aiuteranno a salvaguardare la forza e ad aumentare le energie. Con l’esercizio fisico si può diminuire la nausea e il dolore e si può sopportare meglio la terapia e lo stress. Prima di iniziare una qualsiasi attività fisica, ricordatevi di chiedere il parere del medico; inoltre, se l’attività causa dolore o altri problemi, informate immediatamente il medico o l’infermiere.

Follow-up

Dopo la fine della terapia, vi consigliamo di rivolgere le domande seguenti al vostro medico:

  • Con quale periodicità dovrò effettuare controlli?
  • Quali esami di controllo mi consiglia?
  • Tra un esame e il successivo, a quali problemi o sintomi devo prestare particolare attenzione, informandola?

Dopo la terapia per il linfoma di Hodgkin sarà necessario sottoporsi a controlli periodici. Anche se i sintomi del tumore sono scomparsi, infatti, il tumore può recidivare, perché la terapia può non aver eliminato alcune cellule tumorali in qualche zona dell’organismo.

I controlli periodici, inoltre, possono individuare i problemi derivanti dalla terapia contro il tumore. Chi ha combattuto il linfoma di Hodgkin corre maggiori rischi di soffrire di disturbi cardiaci, leucemia, melanoma, linfoma non Hodgkin, tumore delle ossa, al seno, del polmone, dello stomaco e della tiroide. I controlli servono per non trascurare i cambiamenti dello stato di salute e per curarli se ci sono problemi. Tra i controlli necessari ricordiamo:

  • visite mediche,
  • esami del sangue,
  • radiografie toraciche,
  • TAC ed altri esami.

Dopo la terapia ai pazienti possono essere somministrati il vaccino antinfluenzale e altri vaccini. È necessario discutere con l’équipe medica la necessità di somministrazione di determinati vaccini.

Se tra un controllo e l’altro si presentano dei problemi di salute, è opportuno contattare immediatamente il medico.

Traduzione ed integrazione a cura di Elisa Bruno

Revisione scientifica e correzione a cura del Dr. Guido Cimurro (farmacista)
Le informazioni contenute in questo articolo non devono in alcun modo sostituire il rapporto dottore-paziente; si raccomanda al contrario di chiedere il parere del proprio medico prima di mettere in pratica qualsiasi consiglio od indicazione riportata.

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Domande, suggerimenti e segnalazioni

  1. Lucio

    Gentile dottore, ho 28 anni e un problema che mi da un po di giorni . Una decina di giorni fa ho iniziato ad avvertire un fastidio alla mascella dx. Passando la mano ho avvertito la presenza di una pallina che si muoveva; la mattina dopo mi sono alzato con l area indolenzita, un dolore muscolare che arrivava fino al collo. Il mio curante mi ha detto che si trattava di un ciccio di carne e che il dolore era “psicologico”. Io mi sono un po irritato, se non altro perché non ricordi di aver mai avuto cicci di grasso in quella zona. Si tratta di una pallina che si muove quando la tocco.
    Il giorno successivo (un sabato) il dolore è aumentato e così sono andato al pronto soccorso, dove mi è stato fatto un emocromo – mi è stato detto nella norma – e mi è stato detto che si trattava di un linfonodo un po ingrossato e di prendere una compressa di Brufen 800 mg per 5 sere.
    Ho fatto la cura: il fastidio muscolare è andato via ma il rigonfiamento è ancora lì. Naturalmente sono ancora molto impaurito perché ho timore che questo rigonfiamento possa essere la spia di qualche brutta patologia.
    Vorrei fare degli esami del sangue per stare un po più tranquillo e vorrei sapere quanti giorni devono passare dalla fine della cura affinché le analisi non escano alterate (soprattutto le VES).

    Basta una settimana?
    Le analisi da chi dovrei farle leggere, cioè qual’è lo specialista che si occupa dei linfonodi, l ematologo?
    Grazie

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      L’emocromo se è stato fatto in ospedale direi che non è necessario ripeterlo; farei semplicemente il punto con il medico di base, ma tenga conto che il gonfiore ai linfonodi può durare anche settimane.
      Le confermo che eventualmente può essere d’aiuto l’ematologo.

    2. Lucio

      Il problema con il mio dottore è che secondo lui non si tratta di un linfonodo ma di un accumulo di grasso; la diagnosi di linfonodo mi è stata fatta in pronto soccorso. Secondo me il mio dottore si sbaglia perché testando anche la mascella sx avverto anche li una pallina, madecisamente più piccola di quella a dx. Possibile che ci siano due cisti di grasso nello stesso identico punto?
      Magari prima di andare dall ematologo può essere utile fare un ecografia?

    3. Dr. Cimurro (farmacista)

      Sicuramente dirimerebbe il dubbio sulla natura del gonfiore.

    4. Lucio

      Gentile dottore grazie. Io tuttavia vorrei ripetere anche gli esami del sangue per stare ulteriormente tranquillo. Purtroppo oggi ho iniziato ad avere mal d orecchio e ho preso un oki. Non avrei voluto ma non potevo andare avanti. Mi può dire indicativamente dopo quanti giorni posso fare l analisi affinché non escano alterate ( parlo soprattutto delle VES naturalmente che so possono uscire alterare se si prende un antinfiammatorio). Grazie

  2. A

    Mi sono accorto da due giorni di avere due linfonodi attivi di circa 1 cm morbido e mobili, uno nella parte anteriore del collo in alto a sinistra e l’altro appena sotto la mascella, ma sul lato destro sento come se fosse un linfonodo lungo 5 cm e stretto 1 cm il problema è che non riesco a capire se è il collo ad essere fatto così o se si tratti di un linfonodo maligno. Sono preoccupato

  3. Gioia

    Salve dottore da circa un anno sento un linfonodo sul lato del collo sinistro. Dopo una valutazione ecografica ne sono stati rilevati anche altri nel lato destro reattivi. La tiroide era a posto. Anche le analisi tutto ok. Ho rifatto a distanza di 3 mesi il controllo ecografico e mi avevano detto che poteva trattarsi di toxoplasmosis ma dalle analisi è risultato negativo. Adesso dopo circa un anno quello a sinistra quando piego il collo ancora lo sento. Cosa dovrei fare dottore,? Mi devo preoccupare? Non ho altri sintomi non prendo antibiotici da più di un anno. Aspetto una sua risposta. Grazie.

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Sono stati tutti rilevati reattivi ecograficamente?

    2. Dr. Cimurro (farmacista)

      Continui a tenerli monitorati secondo il giudizio del medico, possono rimanere gonfi a lungo senza che sia un pericolo.

  4. A

    Da circa 10 giorni ho notato che sul collo nella zona anteriore ho un linfonodo di circa 1,5 cm dalla forma allungata non dolente ma morbido e mobile e lo stesso nella parte sinistra sotto la mascella. Ho un linfoma?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Decisamente improbabile, anche se ovviamente il linfonodo va verificato con il medico.

  5. luca

    salve dottore mi sono uscite tre palline al collo circa un mese fa io impaurito sono andato dal dottore e mi ha prescritto le analisi e la ves… risultato tutto nella norma ma le palline ce le ho ancora…. ho 21 anni

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Sono probabilmente linfonodi un po’ infiammati, magari a causa di un raffreddore o di un mal di gola ormai risolto; in ogni caso porti le analisi al medico e ne segua eventuali ulteriori prescrizioni.

  6. A

    Ho la parte destra del collo un po’ gonfia da più di una settimana e due linfonodi di circa 1 cm mobili che nonostante antinfiammatori persistono a rimanere. Sono preoccupato perché ho paura che possa trattarsi di un linfoma, sto vivendo un periodo di “depressione” perché so che queste malattie necessitano di periodi relativamente lunghi e dolorosi per guarire, l’ho visto con mio cugino malato di leucemia il quale gli hanno diagnosticato la malattia circa due anni fa e solo ora sta iniziando a pieno a riprendere la propria vita. Sono molto giù in questo periodo perché non capisco cosa stia scaturendo questo gonfiore che mi desta ansia e preoccupazione

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Sono mille le cause che possono spiegare un gonfiore persistente, non salti assolutamente a conclusioni.

    2. Dr. Cimurro (farmacista)

      Esatto, anche se ovviamente va verificato con il medico.

  7. Anonimo

    Da circa 10 giorni sento i linfonodi ingrossati, sono di circa 1 cm e la parte destra del collo è un po’ gonfia. Sono andato dal medico curante il quale mi ha prescritto un’ecografia al collo e sono disperato, continuo a piangere e a pensare che la mia vita sia appesa a un filo. So che non bisogna fasciarsi la testa prima di rompersela ma sto a pezzi e non riesco a fare nulla per stare meglio

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Al 99% saranno linfonodi reattivi, ossia NON preoccupanti; mi tenga al corrente.

    2. Anonimo

      Mi ero preoccupato perché nonostante abbia preso degli anti infiammatori il gonfiore non sia passato. Poi magari è normale perché non essendo medico non posso saperlo, aspetto con ansia l’ecografia e le riferirò

    3. Dr. Cimurro (farmacista)

      OK, aspetto notizie, ma tenga conto che il gonfiore può persistere per mesi senza che sia preoccupante. Mi tenga al corrente.

    4. Anonimo

      Io parlo di gonfiore al collo non solo di linfonodi. Di linfonodi Ne avverto tre e sono piccoli e mobili

    5. Dr. Cimurro (farmacista)

      Ugualmente non si preoccupi, al limite verrà verificata anche la tiroide (ma non c’è motivo di pensare a quello che la preoccupa).

    6. Anonimo

      Ho notato che il gonfiore oggi pomeriggio ha iniziato un po’ ad attenuarsi. Non so se è stata una cosa psicologica ma comunque l’eco la farò ugualmente, mi sono spaventato tanto

    7. Anonimo

      L’ ecografia al collo la avrò domani mattina. Il gonfiore pare essersi attenuato, ma emotivamente sto davvero in ansia. Mi sento come se questo fosse l’ultimo giorno di una vita normale, ho paura di non reggere psicologicamente domani. Consigli per alleviare questa angoscia?

    8. Dr. Cimurro (farmacista)

      Cerchi di uscire, di stare con altre persone per distrarsi.

  8. Anonimo

    Andrò fuori a ubriacarmi allora, magari potrebbe essere l’ultima sbronza della mia vita

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Ottimo, così se avrò ragione io dicendole che non sarà nulla di preoccupante, avremo causato un’ulteriore e inutile aggressione del fegato che un giorno potrebbe chiederle il conto. Proprio perchè vive con forte emotività eventuali problemi di salute dovrebbe avere più cura del suo organismo e moderare le quantità di alcolici consumate (o evitarle del tutto).

  9. Anonimo

    Salve dottore; le ho già scritto qualche volta. Ho 17 anni e l’anno scorso mi sono accorto di avere 1 linfonodo gonfio, circa 1 centimetro e altri piccolini sparsi sul collo.
    In questo tempo ho fatto 1 visita l’estate scorsa e mi è stato detto che i linfonodi erano difficili da apprezzare ed al massimo si poteva fare un emocromo.. (Non fatto)
    Il problema è che questi linfonodi non mi fanno male, sono duri e non si muovono ma stanno lì da più di un anno. In questo anno sono sempre stato bene, non mi sono ammalato. Mi chiedevo se questi rigonfiamenti possano essere dovuti alla presenza di catarro (ne ho sempre). E secondo lei posso stare tranquillo con la visita dalla guardia medica l’anno scorso?
    Può essere che mi rimangano per sempre questi linfonodi?
    Grazie e mi scusi

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Lo verificherei nuovamente con il medico, ma con il tempo probabilmente andranno via.

  10. Anonimo

    Ho fatto la famosa ecografia ed è emerso che ho qualche linfonodo reattivo, per il resto nel collo non hanno visto nulla di particolare. Sono comunque preoccupato perché i 2 linfonodi non vanno via, fisicamente mi sento benissimo, non ho nessun sintomo di quello riportati e ho energie da vendere solo che non capisco per quale motivo non vadano via. Se fossero stati maligni si sarebbero visti dall’ecografia?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Non sarebbero stati reattivi.

      Le hanno detto di dimenticarsene, giusto?

    2. Dr. Cimurro (farmacista)

      Potrebbero persistere anche molti mesi, sarebbe comunque normale.

  11. Anonimo

    Salve sono ancora io il ragazzo di 17 anni…
    Ho preso appuntamento dal dottore.
    Ho veramente paura!!! Questi linfonodi non vanno via da ANNI!!! E da 1 anno che me ne sono accorto e da chissà quanti ce li ho! Io sto benissimo ma ho veramente paura che si possa trattare di qualcosa di grave perché io non penso PROPRIO CHE SI TRATTI DI QUALCOSA DI INFETTIVO MA DI UN TUMORE!!

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Ne parli con il medico, ma vedrà che verrà tranquillizzato.

  12. Anonimo

    Il fatto che abbia due linfonodi reattivi che non vanno via da ormai un mese non significa che abbia un linfoma? In un mese avrei già dovuto avere i sintomi?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Se sono reattivi può stare tranquillo, come le ha detto il medico.

    2. Anonimo

      Un’ultima domanda, se i linfonodi persistono a rimanere è opportuna anche una radiografia al torace? Il gonfiore dei linfonodi del collo potrebbero essere una conseguenza di un eventuale interessamento alla zona mediastinica?

    3. Anonimo

      Se persistono dovrei fare una TAC o una radiografia al torace? Ho sentito che i linfomi sono abbastanza difficili da diagnosticare

  13. Anonimo

    Salve dottore, io sono il ragazzo di 17 anni, tra 1 settimana vado dal medico. Ho molta paura, mi sto già preparando al peggio..
    1) questi linfonodi al collo, i linfonodi all’inguine che mi sono accorto di averli ingrossati ieri..
    2) Non so perché ho sempre catarro da anni
    3) strano rilievo vicino alle tonsille con placche bianche da mesi senza alcun mal di gola. Se non un bel mal di gola a settembre.. E qualcuno durante l’anno ma i linfonodi ce li avevo già da chissà quanto..:
    Dottore lei cosa ne pensa a riguardo? In questa settimana come posso stare tranquillo? Ho veramente paura che si possa trattare di qualcosa di brutto.
    sono in lacrime..

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Mi tenga al corrente, ma sono quasi certo che non verrà rilevato nulla.

  14. Anonimo

    Sono sempre il ragazzo di 17 anni,
    Tra 3 giorni sarò dal medico,
    La terrò al corrente certo. Sono ancora stressato perché è un’attesa infinita! Sono l’unico che sembra preoccuparsi di questo nella mia famiglia! I miei dicono che non è niente e che è solo la crescita e mi dicono anche che gli hanno avuti anche loro e poi anche un altro “medico” non riusciva a palparli!
    Adesso sono palpabili.
    Ma ripeto: io sto bene, non sudo la notte ed ho sempre appetito e non perdo peso.
    La terrò aggiornata

  15. Anonimo

    I linfonodi possono rimanere ingrossati anche per mesi senza che si tratti necessariamente di qualcosa di questo tipo?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Sì, anche se ovviamente va verificato con il medico ed eventuale ecografia.

    2. Anonimo

      L’ecografia l’ho fatta un paio di giorni fa e non ha rilevato niente di particolare se non qualche linfonodo reattivo. Ora, io so che un’ecografia non ti da una risposta definitiva poiché servirebbe una biopsia, ma se ci fosse stato qualcosa di natura patologica l’ecografia l’avrebbe captata?

  16. Anonimo

    Salve dottore!
    Sono il ragazzo di 17 anni e finalmente sono andato dal medico. Mi ha detto che non è nulla di preoccupante, ha sentito i linfonodi ma ha detto di ESCLUDERE ASSOLUTAMENTE MALATTIE TUMORALI.
    Per quanto riguarda la gola mi ha detto che ho delle tonsille con residui di cibo che hanno causato un po un ingrossamento e forse è quella la causa…
    Sono molto sollevato che mi abbia detto che non si tratta di una malattia tumorale.
    Buona serata!

  17. Gregorio

    Salve ho 20 anni e praticamente sul lato destro del collo a mezza altezza sento una pallina piccola che a me sembra pure si muova
    le dico già che un mese fa ho avuto la varicella può essere collegato? scusi ma cercando su internet mi veniva fuori questa tipo di malattia

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Potrebbe essere un linfonodo infiammato, anche a causa della varicella come suppone; raccomando di verificare con il medico, in modo da avere una diagnosi certa.

    2. Gregorio

      Ma è normale che duri così tanto? Lei esclude possibilità di tumore? Non ho mai avuto problemi di malattie

    3. Dr. Cimurro (farmacista)

      Non sono medico e non posso escludere nulla, ma onestamente non ritengo che ci sia motivo di pensarlo.

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