Leucemia: sintomi, cause, cure e le diverse forme

Ultimo Aggiornamento: 1305 giorni

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Introduzione

La leucemia (pagina dedicata nel sito AIRC) è un tumore che si sviluppa nelle cellule del sangue, per capire meglio come funziona è utile sapere come nascono e si sviluppano queste cellule.

Le cellule del sangue

La maggior parte delle cellule del sangue si forma a partire dalle cellule staminali che si trovano nel midollo osseo, cioè nel tessuto spugnoso presente al centro di quasi tutte le ossa.

Le cellule staminali, maturando, si trasformano in diversi tipi di cellule del sangue ed ogni tipo ha la propria funzione:

  • I globuli bianchi (leucociti) aiutano a combattere le infezioni. Ne esistono di diversi tipi.
  • I globuli rossi trasportano l’ossigeno verso i tessuti dell’organismo.
  • Le piastrine contribuiscono a far coagulare il sangue arrestando il sanguinamento.

I globuli bianchi, i globuli rossi e le piastrine sono fabbricati a partire dalle cellule staminali man mano che l’organismo ne ha bisogno. Quando le cellule invecchiano o subiscono danni, muoiono e vengono sostituite da cellule nuove.

Le cellule staminali si trasformano in diversi tipi di globuli bianchi. La singola cellula staminale può trasformarsi in cellula della linea mieloide o in cellula della linea linfoide:

  • La cellula della linea mieloide si trasforma in mieloblasto. Il mieloblasto può evolversi in globulo rosso, piastrina o in uno dei diversi tipi di globulo bianco.
  • La cellula linfoide si evolve in linfoblasto, che a sua volta può formare i diversi tipi di globulo bianco, ad esempio i linfociti B o i linfociti T.

I globuli bianchi che si formano dai mieloblasti sono diversi da quelli che si formano a partire dai linfoblasti.

La maggior parte delle cellule del sangue maturano nel midollo osseo, per poi spostarsi nei vasi sanguigni. Il sangue che scorre nei vasi sanguigni e nel cuore forma il cosiddetto sangue periferico.

Le cellule tumorali

Nei pazienti affetti da leucemia il midollo osseo produce globuli bianchi anomali, cioè cellule tumorali. Diversamente dai globuli bianchi normali le cellule tumorali non muoiono ma vanno ad aggiungersi ai globuli bianchi, ai globuli rossi e alle piastrine normali. In questo modo il lavoro delle cellule normali diventa più difficile.

Tipi di leucemia

I diversi tipi di leucemia possono essere classificati in base alla velocità di sviluppo e di peggioramento della malattia. La leucemia può essere cronica (a decorso lento) o acuta (a decorso veloce):

  • Leucemia cronica: Nelle prime fasi della malattia le cellule tumorali riescono ancora a svolgere in parte il lavoro dei globuli bianchi normali. In un primo tempo i pazienti possono non presentare sintomi ed i medici spesso diagnosticano la leucemia cronica durante una normale visita di controllo, prima che i sintomi si presentino. La leucemia cronica peggiora lentamente, con l’aumento delle cellule tumorali nel sangue iniziano i sintomi, ad esempio il gonfiore dei linfonodi o le infezioni. Se compaiono, i sintomi all’inizio sono lievi e peggiorano gradualmente.
  • Leucemia acuta: Le cellule tumorali non possono svolgere il lavoro dei globuli bianchi normali. Si moltiplicano rapidamente e quindi la leucemia acuta di solito peggiora molto in fretta.

I vari tipi di leucemia possono anche essere classificati in base al tipo di globulo bianco colpito. La leucemia può svilupparsi nelle cellule linfoidi o in quelle mieloidi, il primo tipo è detto leucemia linfoide, linfocitica o linfoblastica; invece la leucemia che colpisce le cellule mieloidi è detta leucemia mieloide, mielogena o mieloblastica.

Esistono quattro forme di leucemia frequenti:

  1. Leucemia linfocitica cronica (o leucemia linfatica cronica, LLC). Colpisce le cellule linfoidi e di solito si sviluppa molto lentamente. Negli Stati Uniti, è causa di più di 15.000 nuovi casi di leucemia ogni anno. Nella maggior parte dei casi i pazienti a cui è diagnosticata hanno più di 55 anni. Non colpisce quasi mai i bambini.
  2. Leucemia mieloide cronica (LMC). Colpisce le cellule mieloidi e di solito in una prima fase si sviluppa molto lentamente. Negli Stati Uniti causa circa 5.000 casi di leucemia all’anno. Colpisce soprattutto gli adulti.
  3. Leucemia linfocitica (linfoblastica) acuta (LLA). Colpisce le cellule linfoidi e si sviluppa molto rapidamente. Negli Stati Uniti provoca più di 5.000 casi di leucemia ogni anno. È la forma di leucemia più frequente tra i bambini, ma può colpire anche gli adulti.
  4. Leucemia mieloide acuta (LMA o LAM). Questo tipo di leucemia si sviluppa nelle cellule mieloidi e ha un decorso molto rapido. Negli Stati Uniti provoca più di 13.000 nuovi casi all’anno. Colpisce sia gli adulti sia i bambini.

La leucemia a tricoleucociti è una forma rara di leucemia cronica. In questo articolo non parleremo né di questo tipo di leucemia né delle leucemie rare che, nel complesso, fanno registrare meno di 6.000 casi ogni anno negli USA.

Cause

Quando si riceve una diagnosi di tumore è naturale chiedersi quali siano le cause della malattia. Le cause della leucemia non sono note, i medici riescono solo in rari casi a capire perché alcuni soggetti si ammalino mentre altri rimangano perfettamente sani, tuttavia le ricerche dimostrano che determinati fattori di rischio fanno aumentare il rischio di ammalarsi di leucemia.

I fattori di rischio, con ogni probabilità, sono diversi per ciascuno dei tipi di leucemia:

  • Esposizione alle radiazioni. Le persone esposte a dosi massicce di radiazioni hanno maggiori probabilità di ammalarsi di leucemia mieloide acuta, leucemia mieloide cronica o leucemia linfocitica acuta.
  • Esplosioni atomiche. Dosi massicce di radiazioni sono state provocate dalle esplosioni atomiche, ad esempio quelle avvenute in Giappone durante la Seconda Guerra Mondiale. I sopravvissuti alle esplosioni, e soprattutto i bambini, corrono un rischio maggiore di ammalarsi di leucemia.
  • Radioterapia. Un’altra fonte di esposizione a dosi massicce di radiazioni è la radioterapia contro il tumore e altre malattie. La radioterapia fa aumentare il rischio di ammalarsi di leucemia.
  • Radiografie. Le radiografie dentali o di altri tipi (ad esempio la TAC) espongono il paziente a dosi di radiazioni estremamente basse. Non è tuttora chiaro se queste quantità minime di radiazioni siano collegate ai casi di leucemia nei bambini e negli adulti. I ricercatori stanno studiando se le radiografie ripetute e se le TAC effettuate durante l’infanzia siano in grado di aumentare il rischio di leucemia.
  • Fumo. Il fumo di sigaretta fa aumentare il rischio di leucemia mieloide acuta.
  • Benzene. L’esposizione al benzene sul posto di lavoro può provocare la leucemia mieloide, la leucemia mieloide cronica oppure la leucemia linfocitica acuta. Il benzene è una sostanza molto usata nell’industria chimica, ma si può trovare anche nel fumo di sigaretta e nel gasolio.
  • Chemioterapia. In alcuni casi i pazienti affetti da tumore e curati con determinati farmaci chemioterapici possono ammalarsi in un secondo momento di leucemia mieloide acuta o di leucemia linfocitica acuta. Ad esempio, la cura con gli agenti alchilanti o con gli inibitori della topoisomerasi è associata a una scarsa probabilità di soffrire di leucemia acuta in una fase successiva.
  • Sindrome di Down e altre malattie ereditarie. La sindrome di Down e alcune altre malattie ereditarie fanno aumentare il rischio di soffrire di leucemia.
  • Mielodisplasia e altre malattie del sangue. chi è affetto da determinate malattie del sangue corre un maggior rischio di soffrire di leucemia mieloide acuta.
  • Virus dei linfociti T dell’uomo di tipo 1 (HTLV-I). Chi è affetto dal virus HTLV di tipo 1 corre un rischio maggiore di ammalarsi di una forma rara di leucemia nota come leucemia a cellule T. Anche se questa malattia rara è provocata dal virus HTLV-I, la leucemia a cellule T dell’adulto non è contagiosa, come tutti gli altri tipi di leucemia.
  • Precedenti famigliari di leucemia. È raro che diversi membri di una famiglia si ammalino di leucemia. Se dovesse succedere, è probabile che si tratti di leucemia linfocitica cronica. Tuttavia solo una piccola percentuale di pazienti affetti da leucemia linfocitica cronica ha un genitore, un fratello o un figlio affetto dalla stessa malattia.

Avere uno o più fattori di rischio non significa che ci si ammalerà necessariamente di leucemia. La maggior parte delle persone che presentano fattori di rischio non si ammalerà mai.

Sintomi

Le cellule tumorali si spostano all’interno dell’organismo come le normali cellule del sangue. I sintomi della leucemia dipendono dal numero di cellule tumorali e dal luogo dell’organismo in cui si accumulano.

Chi è affetto da leucemia cronica può non manifestare alcun sintomo, i medici normalmente diagnosticano la malattia a seguito di una normale visita di controllo. Chi invece è affetto da leucemia acuta di solito va dal medico perché non si sente bene. Se a essere colpito è il cervello, si può soffrire di:

La leucemia può anche colpire altre parti del corpo, ad esempio

  • l’apparato digerente,
  • i reni,
  • i polmoni,
  • il cuore,
  • i testicoli.

Tra i sintomi frequenti della leucemia cronica o acuta possiamo annoverare:

  • Gonfiore non doloroso dei linfonodi (soprattutto quelli del collo o delle ascelle),
  • Febbre o sudorazione notturna,
  • Infezioni frequenti,
  • Debolezza o stanchezza,
  • Sanguinamento o lividi anomali (gengive che sanguinano, lividi sulla pelle, macchioline rosse sottopelle),
  • Gonfiore o problemi addominali (milza o fegato gonfi),
  • Dimagrimento inspiegabile,
  • Dolore alle ossa o alle articolazioni.

Nella maggior parte dei casi questi sintomi non sono da imputare al tumore, infatti possono essere provocati da un’infezione o da altri problemi di salute. Solo il medico potrà effettuare una diagnosi certa. Chiunque soffra di questi sintomi dovrebbe recarsi dal proprio medico, in modo che i problemi possano essere diagnosticati e curati il prima possibile.

Diagnosi

Spesso i medici diagnosticano la leucemia dopo un normale esame del sangue. Se soffrite di sintomi che possono far pensare alla leucemia, il medico cercherà di scoprire quali sono le cause e probabilmente vi chiederà di quali problemi di salute voi e i vostri famigliari avete sofferto in passato.

Probabilmente vi dovrete sottoporre a uno o più dei seguenti esami:

  • Visita. Il medico controllerà se i linfonodi, la milza o il fegato sono gonfi.
  • Esami del sangue. Le analisi complete controllano il numero di globuli bianchi, di globuli rossi e di piastrine. La leucemia causa un aumento dei globuli bianchi, una diminuzione delle piastrine e dell’emoglobina, una sostanza presente nei globuli rossi.
  • Biopsia. La biopsia è un prelievo di tessuto effettuato per individuare eventuali cellule tumorali. La biopsia è l’unico metodo sicuro per sapere se nel midollo osseo ci sono cellule tumorali. Prima del prelievo vi verrà somministrata l’anestesia locale, che vi aiuterà a non avvertire dolore. Il chirurgo preleverà un campione di midollo osseo dal femore o da un’altra delle ossa principali. Il patologo, usando il microscopio, controllerà se nel tessuto ci sono cellule tumorali. Il midollo osseo può essere prelevato in due modi diversi. Alcuni pazienti devono sottoporsi a entrambi gli interventi seguenti contemporaneamente:
    • Ago aspirato. Il medico usa una specie di grande ago, internamente cavo, per prelevare il campione di midollo osseo.
    • Biopsia. Il medico usa un grande ago internamente cavo per prelevare un minuscolo campione di osso e di midollo osseo.

Altri esami

Gli altri esami che il medico vi prescriverà dipendono dai sintomi e dal tipo di leucemia di cui soffrite. Tra di essi ricordiamo:

  • Analisi citogenetica. In laboratorio si esaminano i cromosomi ricavati dalle cellule del sangue, del midollo osseo o dei linfonodi. Se si evidenziano cromosomi anomali l’analisi può stabilire il tipo di leucemia che provoca il problema; ad esempio i pazienti affetti da leucemia mieloide cronica hanno un cromosoma anomalo detto cromosoma Philadelphia, dalla città in cui fu scoperto.
  • Puntura lombare. Il medico può prelevare un campione di liquor cefalorachidiano (il liquido che riempie gli spazi intorno al cervello e alla colonna vertebrale). Il prelievo viene effettuato nella zona lombare, mediante un ago lungo e sottile. L’intervento richiede circa mezz’ora e viene effettuato in anestesia locale. È necessario rimanere distesi per alcune ore dopo il prelievo, per evitare il mal di testa. Il campione sarà esaminato in laboratorio, alla ricerca di cellule tumorali o altri segni di problemi in atto.
  • Radiografia toracica. La radiografia può evidenziare linfonodi gonfi o altri sintomi a livello del torace.

Cura e terapia

I pazienti affetti da leucemia hanno di fronte a sé diverse possibilità, tra le quali ricordiamo:

  • l’attesa vigile,
  • la chemioterapia,
  • la terapia mirata,
  • la terapia biologica,
  • la radioterapia,
  • il trapianto di cellule staminali.

Se la milza è eccessivamente dilatata il medico può consigliarvi l’intervento chirurgico per asportarla. In alcuni casi invece può essere necessario ricorrere a una combinazione di diverse terapie.

La scelta della terapia dipende principalmente da:

  • Tipo di leucemia (acuta o cronica),
  • Età del paziente,
  • Eventuale presenza di cellule tumorali all’interno del liquido cefalorachidiano.

La scelta della terapia, inoltre, può dipendere da determinate caratteristiche delle cellule tumorali; il medico prenderà anche in considerazione i sintomi e il vostro stato di salute generale.

Chi è affetto da leucemia acuta deve farsi curare immediatamente, lo scopo della terapia è distruggere le cellule tumorali presenti nell’organismo e di far così scomparire i sintomi (remissione). Quando la remissione è iniziata può essere somministrata un’ulteriore terapia che prevenga le recidive: questo tipo di terapia è detto di consolidamento o di mantenimento. La maggior parte dei pazienti affetti da leucemia acuta può essere curata.

Se invece soffrite di leucemia cronica, senza sintomi apparenti, può darsi che non dobbiate ricorrere immediatamente alla terapia. Il vostro medico terrà sotto controllo il vostro stato di salute e la terapia inizierà solo quando avvertirete i primi sintomi. Rinviare l’inizio della terapia e ricorrere a controlli periodici in attesa che i sintomi si manifestino è una modalità terapeutica detta attesa vigile.

Se necessaria per la leucemia cronica, la terapia spesso può tenere sotto controllo la malattia e i suoi sintomi. I pazienti possono ricevere una terapia di mantenimento che contribuisca a mantenere il tumore in stato di remissione, ma solo in rari casi la leucemia cronica può essere curata con la chemioterapia. Per alcune persone affette da leucemia cronica la miglior possibilità di cura rimane infine il trapianto di cellule staminali.

Il medico può descrivervi le opportunità terapeutiche, i risultati attesi e gli eventuali effetti collaterali: potete lavorare insieme a lui per creare un piano terapeutico che venga incontro alle vostre necessità.

Il medico di base può indirizzarvi presso uno specialista, oppure potete essere voi stessi a richiedergli un consiglio riguardo lo specialista da consultare. Tra gli specialisti in grado di curare la leucemia ricordiamo:

  • l’ematologo,
  • l’oncologo,
  • il radiologo.

Gli oncologi e gli ematologi pediatrici curano la leucemia nei bambini.

Prima dell’inizio della terapia, è consigliabile informarsi sugli effetti collaterali e sulle ricadute della terapia sulle normali attività quotidiane. In molti casi la terapia contro il tumore danneggia anche le cellule e i tessuti sani, quindi gli effetti collaterali sono frequenti. Gli effetti collaterali possono essere diversi da paziente a paziente e possono cambiare anche da una sessione alla successiva.

Terapia di supporto

La leucemia e la terapia possono causare altri problemi di salute, probabilmente dovrete sottoporvi a una terapia di supporto prima, durante o dopo quella contro il tumore.

La terapia di supporto è in grado di prevenire o combattere le infezioni, di tenere sotto controllo il dolore e gli altri sintomi, di alleviare gli effetti collaterali della terapia antitumorale e di aiutarvi ad affrontare le ricadute psicologiche della diagnosi di tumore. Potete sottoporvi a una terapia di supporto per prevenire o affrontare questi problemi, in modo da migliorare la qualità della vita durante la terapia contro il tumore.

  • Infezioni. I pazienti affetti da leucemia sono estremamente vulnerabili alle infezioni, quindi devono essere curati con antibiotici e farmaci di altro tipo. Alcuni si fanno vaccinare contro l’influenza e la polmonite. L’équipe che vi segue può consigliarvi di evitare i luoghi affollati e le persone affette da raffreddore e da altri disturbi contagiosi. Se l’infezione vi colpisce può essere molto grave e dovrebbe essere curata il prima possibile. Può essere necessario il ricovero in ospedale.
  • Anemia e sanguinamento. L’anemia e il sanguinamento sono gli altri due problemi per cui spesso si rivela necessaria la terapia di supporto. È probabile che il paziente si debba sottoporre a una trasfusione di globuli rossi o di piastrine. Le trasfusioni sono utili per curare l’anemia e fanno diminuire il rischio di emorragie gravi.
  • Problemi dentali. La leucemia e la chemioterapia possono aumentare la sensibilità della bocca, favorire le infezioni e il sanguinamento nel cavo orale. I medici spesso consigliano ai pazienti di fare una visita dentistica completa e, se possibile, di curare i problemi ai denti prima dell’inizio della chemioterapia. Il dentista vi insegnerà le pratiche di igiene dentale necessarie durante la terapia.

Alimentazione e attività fisica

È fondamentale prendersi cura di se stessi seguendo un’alimentazione sana e cercando di mantenersi il più attivi possibile.

Per mantenere un peso corretto è necessario assumere la giusta quantità di calorie, è anche importante assumere proteine a sufficienza per salvaguardare la propria forza. Mangiare bene vi aiuterà a sentirvi meglio e ad avere maggiori energie.

In alcuni casi, soprattutto durante la terapia o nelle fasi immediatamente successive, potreste non aver voglia di mangiare, perché vi sentite stanchi o avete la nausea. Probabilmente avrete la sensazione che gli alimenti abbiano un gusto diverso dal solito ed inoltre gli effetti collaterali della terapia (ad esempio la mancanza di appetito, la nausea, il vomito o le ulcere in bocca) potranno impedirvi di mangiare bene. Il medico, il dietologo o altri componenti dell’équipe che vi segue possono suggerirvi i modi migliori per affrontare questi problemi.

Molte persone affermano di sentirsi meglio se riescono a mantenersi attive. Camminare, fare yoga, nuotare o fare altre attività vi aiuteranno a salvaguardare la forza e ad aumentare le energie. Con l’esercizio fisico si può diminuire la nausea e il dolore e si può sopportare meglio la terapia e lo stress. Prima di iniziare una qualsiasi attività fisica ricordatevi di chiedere il parere del medico; inoltre, se l’attività causa dolore o altri problemi, informate immediatamente il medico o l’infermiere.

Traduzione ed integrazione a cura di Elisa Bruno


Revisione scientifica e correzione a cura del Dr. Guido Cimurro (farmacista)
Le informazioni contenute in questo articolo non devono in alcun modo sostituire il rapporto dottore-paziente; si raccomanda al contrario di chiedere il parere del proprio medico prima di mettere in pratica qualsiasi consiglio od indicazione riportata.

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Domande, suggerimenti e segnalazioni

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Senta anche il medico, ma probabilmente è solo un po’ di infiammazione dovuta ad un colpo di freddo od un po’ di sindrome parainfluenzale.

  1. abc

    gli esami del sangue possono rilevare qualcosa?
    perché se è così passo subito domattina a farmi fare un prelievo

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Stia sereno e ne parli semplicemente con il medico, in questa stagione è molto frequente.

  2. Anonim

    Da qualche giorno noto che ho le ghiandole inguinali leggermente ingrossate…..e quando sto in posizione seduta avverto un leggero fastidio (non propriamente dolori) nella zona inguinale sinistra
    Ultimamente le ho pure toccate, possibile che le abbia infiammate?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Sì, se sono ingrossate sono infiammate ed è necessario capirne il motivo con l’aiuto del medico.

  3. Anonim

    quindi il leggero fastidio puo’ essere procurato dal fatto che ho sollecitato le ghiandole?

  4. Emanuela

    Buongiorno dottore, sono sempre io, la mamma molto ansiosa che le ha già scritto parecchie volte…
    Il mio bambino ha 28 mesi, non ha mai avuto febbre fino a giungo 2013 quando un infezione virale gli ha provocato febbre molto alta, convulsioni e un abbassamento delle piastrine che si è poi risolto nel giro di circa 10 giorni.
    I primi di novembre ha avuto un pò di febbre che non è mai andata oltre ai 37.8, ed era pieno di catarro ovunque (gola, naso e orecchie).
    Prima delle vacanze di natale si è riempito nuovamente di catarro e gli è venuta di nuovo la febbre che non ha superato i 38.5.
    Venerdì 20 dicembre era sfebbrato e quindi sabato 21 siamo partiti per la montagna dove abbiamo trascorso le feste natalizie. Lunedì 30 abbimao fatto un giro in un paese di montagna dove faceva parecchio freddo ed ecco che il giorno dopo si sveglia con un pò di tosse e inizia a colargli di nuovo il naso e da ieri di nuovo febbre che la mattina va dai 36.9 ai 37.5 e si alza poi in serata e di notte arrivando su per giù a 38.
    E’ normale secondo lei o mi devo preoccupare?
    Premetto che da settembre ha iniziato a frequentare la ludoteca e premetto che negli ultimi due mesi il pediatra lo ha visto molto spesso a causa di questi raffreddori frequenti che gli provocano tosse e dopo averlo visitato mi ha sempre detto che lo trova bene. Il pediatra mi dice sempre che i bronchi sono a psoto e che è tutta questione di catarro.
    La mia domanda è, ma è possibile che gli sia tornata la febbre dopo soli 10 giorni? E’ vero che forse ha preso un pò di freddo però mi domando se possa essere normale.
    Come le dicevo prima, ha fatto l’ultimo esame del sengue il 13 giugno a seguito del ricovero per convulsioni e a seguito del calo di piastrine, e l’ematologo ci ha detto di stare tranquillissimi perchè era tutto perfetto e tutto era rientrato nella norma.
    Sono semplici influenze stagionali?
    Il bambino complessivamente gioca, è attivo, in viso mi sembra colorito ed è solo un pò mogio quando sale la febbre e ha gli occhietti che gli lacrimano. In più la notte non riposa bene per la febbre e per il nasino chiuso e quindi è un pò stanco. Mangia poco e niente in questi giorni di malessere, ma già di suo non è un gran mangione.
    Ha preso anche peso perchè a settembre dopo un mese di gastroenterite aveva perso 300g e due settimane fa quando il pediatra lo ha pesato aveva recuperato peso. Da 11,900kg ora è 12,650kg.
    Posso stare tranquilla?
    Grazie e mi scusi se mi sono dilungata.

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Con quell’età è del tutto normale, perchè il sistema immunitario è ancora immaturo. Stia serena.

    2. Emanuela

      Grazie Dottore davvero, lei non sa quanto i suoi pareri mi tranquillizzano parecchio ogni volta!

    3. Emanuela

      Il bambino sta meglio dottore, da stanotte è sfebbrato, spero continui così.

      Oggi le scrivo per chiederle un consiglio relativamente alla mia eccessiva ansia…non so più che cosa fare!
      Ho solo 25 anni e mi pare assurdo essere “ridotta” così…
      Ero una ragazza tranquilla e spensierata e all’improvviso mi sono trasformata in una mamma troppo ansiosa.
      Credo di sapere il perchè…
      Nel settembre del 2007 mio padre si è ammalato di cancro all’esofago, al fegato e alla laringe…
      Nel 2008 ho conosciuto il mio attuale compagno e suo padre si è ammalato di cancro alla mandibola dopo pochi mesi.
      Nel settembre 2009 mio suocero è morto…
      Mio padre intanto continuava a lottare per la sua vita tra interventi e terapie varie, ma non ce l’ha fatta e nel gennaio 2011 (quando ero incinta di 7 settimane) è morto.
      In quei 4 anni ho visto tanta sofferenza e tanta paura negli occhi di mio padre e di mio sucoero, ho visto anche soffrire e purtroppo morire persone che non conoscevano e che erano compagni di camera e di sventura di mio padre e mio suocero durante i loro molteplici ricoveri.
      Da quel momento vivo in ansia, qualsiasi cosa abbia un mio familiare subito penso al peggio, subito penso al cancro, soprattutto per quanto riguarda il mio bambino che è l’esserino che più conta per me a questo mondo.
      Non appena ha un pò di febbre entro in panico e penso al peggio e il peggio che mi viene in mente è sempre la leucemia.
      Ma perchè? So che è sbagliato e che non è possibile vivere così, ma è più forte di me, nella mia testa non faccio altro che pensare a cose brutte…cerco in internet storie di bambini malati o storie di genitori che raccontano dei loro bambini malati, cerco di immedesimarmi in loro e mi sento male…
      Ho paura di trasmettere queste mie ansie al mio bambino e non voglio, lui è ancora piccolo, si merita anni di tranquillità e spensieratezza, non di mie ansie represse…
      Non so più davvero dove sbattere la testa…il mio compagno “mi sgrida”, dice che devo smetterla di fare così e so che ha ragione ma non è una cosa che riesco a controllare, non so se mi spiego…

      All’età di 17 anni ho iniziato a soffrire di attacchi di panico e ho seguito una psicoterapia per 2 anni e mezzo che mi ha aiutata parecchio.
      Non riuscivo più a fare nulla, non uscivo di casa, nemmeno per andare a scuola, ho perso peso, ho perso molte amicizie (quelle che erano false amicizie) e ho rischiato l’anno scolastico a causa delle molteplici assenze, poi piano piano con l’aiuto della mia psicologa, della mia famiglia e del mio compagno che ho conosciuto in quel periodo, ne sono uscita e credevo che tutto fosse passato…e invece eccomi qui…
      Non riesco nemmeno a godermi le cose belle!
      La scorsa estate il mio compagno mi ha chiesto di sposarlo e abbiamo fissato la data, ci sposeremo il prossimo agosto, ma io non riesco ad essere felice perchè nella mia testa mi sembra tutto troppo bello per essere vero e quindi mi convinco che debba per forza succedere qualcosa di brutto che rovinerà tutto e questo qualcosa di brutto ovviamente lo associo alla salute di mio figlio, ho pauraper fino a procedere con i preparativi…sembro pazza vero?

      Mi scusi se mi sono dilungata e mi scusi per lo sfogo, spero che possa darmi un consiglio su cosa sarebbe più giusto fare per calmare queste mie ansie esagerate

      Grazie Dottore
      Buon lavoro

    4. Dr. Cimurro (farmacista)

      Non sembra affatto pazza, ma è chiaro che c’è nuovamente un problema di ansia, che potrebbe anche in qualche modo essere legato ad una leggera depressione post-parto (è comune riversare queste ansie sul proprio figlio, con veri e propri attacchi di panico anche per sintomi banali come un nasino che cola).

      Riprendere un po’ di psicoterapia potrebbe essere una possibilità, in alternativa od affiancata ad eventuali farmaci.

  5. Emanuela

    La ringrazio Dottore, é bello parlare di questo mio problema con qualcuno che capisce invece che sorridere ironicamente e prendermi per pazza.
    Credo che riprenderò la psicoterapia così da farmi aiutare a gestire meglio queste ansie.
    Grazie ancora

  6. Emanuela

    Dottore, venerdì le avevo detto che il mio bambino sembrava stare meglio ma in realtà non è così.
    Durante la giornata di venerdì è stato sfebbrato, ma poi durante la notte la temperatura è andata di nuovo oltre ai 37 senza mai superare i 37,7 e la tosse è aumentata e non gli ha dato tregua, così ieri mattina l’ho portato dal pediatra che lo ha visitato e mi ha detto che i bronchi sono a posto e che è pieno di muco.
    Mi ha prescritto l’antibiotico ma mi ha detto di aspettare e di darglielo solo se gli viene la febbre alta.
    Dottore ma mi devo preoccupare per questa febbricola che ormai lo perseguita da circa 5 giorni? O è normale ed è dovuta al fatto che è intasatissimo e ha parecchia tosse sopratutto mentre dorme?
    Sono preoccupata
    Oggi stessa cosa, stamattina si è svegliato e la temperatura oscillava dai 36.3 ai 36.5, alle 14 è arrivata a 37 e ora ce sta dormendo è 36.6, sto impazzendo!

    1. Emanuela

      Grazie Dottore e mi scusi se le sembro pazza.
      Oggi il bambino é ancora parecchio intasato e la temperatura per il momento non ha superato i 36,6.
      Spero non si alzi più

    2. Dr. Cimurro (farmacista)

      Pazza assolutamente no, un po’ troppo ansiosa forse… ;-)

      Il fatto che sia intasato richiede qualche giorno, l’importante è la febbre.

  7. Algy

    E’ normale una ghiandola (seppur piccola) vicino ai fianchi e in prossimità dell’inguine?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Che ci sia può essere normale (anche se non ho capito bene la zona), che sia gonfia no (ma non sto dicendo che sia grave).

  8. Algy

    tenga comunque presente che sono dimagrito molto ultimamente, sono sottopeso in maniera evidente.

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Potrei azzardare una piccola ernia, ma a distanza è quasi come tirare ad indovinare.

  9. Emanuela

    Dottore rieccomi…
    Il mio bambino da qualche giorno ha di nuovo la tosse da catarro e il nasino un pò intasato…
    Ieri sera aveva la temperatura a 36.8/36.9 e stanotte ha raggiunto al massimo i 37.4
    Come l’altra volta non credo sia vera e propria febbre ma temperatura alterata e dovuta all’intasamento…
    Stamattina la temperatura è 36.5, non è la sua temperatura normale ma cmq non si può dire che abbia la febbre.
    Mi domando, può essere che il fatto che abbia le difese immunitarie così deboli sia perchè non mangia niente? O meglio, mangia solo pasta e carne, delle verdure non ne vuole minimamente sapere e questo credo comporti mancanza di ferro e vitamine…o mi sbaglio? Può quindi essere dovuto a questa mancanza di vitamine il fatto che si ammali così di frequente? Venerdì andrò dal pediatra e vorrei chiedergli se è possibile dare al bambino degli integratori o robe simili, ma prima volevo sentire il suo parere e capire se possono essere utili ma soprattutto se esistono
    Non ha mai avuto una febbre fino a giugno 2013 ma fino a quel periodo ha sempre mangiato le pappe che contenevano verdura frullata ad ogni pasto, da quando ha cambiato alimentazione e non vuole più mangiare certe cose, ecco che ogni due per tre ha la tosse, ha il raffreddore e qualche line adi febbre…
    Ok va in ludoteca ogni mattina, ma può essere solo questo?

    Aspetto come sempre un suo gradito consiglio

    Grazie in anticipo

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      1. Confermo che l’alimentazione è fondamentale e non ci sarà mai alcun integratore in grado di sostituire frutta e verdura.
      2. La frequentazione della ludoteca sicuramente lo mette a contatto con numerosi altri bambini contagiosi, ma questo non è necessariamente un male, anzi, è stato dimostrato che i bambini che hanno occasione di vedere fin da subito stimolato il sistema immunitario saranno più resistenti in seguito.

  10. anonimo

    Potrebbe essere leucemia???? Sono preoccupata nelle analisi e risultato sballato i basofili che sono a 1.6 e il max è 1.0 e anche gli eosinofili a 5.5 e il max è 5.0! Cosa mi dice???? Ho paura!

  11. lucca

    Gentile Dottore;
    sono una ragazza di 26anni ed e’ una 20di giorni che mi sento stanca e ho sempre il fiatone (mancanza di aria) e bronchite con sensazione di freddo e pallore. L’ultima analisi e’ di un mesee meezo fa ..posso stare tranquilla o devo riepetere l’emocromo?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Visita medica, non c’è alcuna necessità di un esame del sangue ma serve capire se sia una malattia da raffreddamento o solo ansia.

  12. Ale

    Mia mamma, di 80 anni, ha fatto gli esami del sangue per un controllo di routine e sono emersi dall’emocromo dei valori dei globuli bianchi un po’ sotto la norma (WBC 3,4 10^3/mm^3; NEU # 1,76 10^3;) a cui si aggiunge, nell’elettroforesi proteica il valore delle proteine Gamma di 9,5%. Ho notato inoltre che a mia madre si formano grossi ematomi che poi si risolvono rapidamente ma,che insorgono senza che vi sia stato un trauma o altro. Sono davvero preoccupata. Ho preso appuntamento col suo cardiologo ma nel frattempo sono in ansia.
    Grazie mille
    Ale

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Valori di riferimento?
      Le piastrine sono nella norma?
      Il suo papà assume anticoagulanti?

    2. Ale

      Mia mamma assume un farmaco per l’ipertensione (Lodoz). Le piastrine sono nella norma e il loro valore è 182 10^3/mm^3 (valore di riferimento da 150 a 400). Le re-invio i valori risultati alterati dell’emocromo con i valori di riferimento : WBC 3,4 10^3/mm^3 (valore di riferimento da 4 a 10); NEU # 1,76 10^3 (valore di riferimento da 2 a 8); a cui si aggiunge, nell’elettroforesi proteica, il valore delle proteine Gamma di 9,5%(valore di riferimento da 11.5 a 20).
      Ancora infinite grazie.
      Ale

    3. Dr. Cimurro (farmacista)

      Scusi, chissà perchè avevo memorizzato che fosse il suo papà e non la mamma.

      I valori alterati non destano a mio avviso preoccupazione, ma ovviamente è corretto segnalarli al medico.

      Fa più o meno occasionalmente uso di aspirina?

  13. Anonimo

    No, non fa uso di aspirina. Lei non pensa che il il farmaco per la pressione potrebbe aver causato l’alterazione di quei valori?
    Grazie mille
    Ale

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