Fibroma uterino: sintomi, gravidanza, utero, cure

Ultimo Aggiornamento: 85 giorni

Introduzione

I fibromi uterini, conosciuti anche sotto il nome di leiomiomi o di miomi, sono tumori benigni dell’utero piuttosto comuni; possono provocare molto dolore, ma anche sanguinamenti anomali. Circa il 30% delle donne soffre di fibromi e la maggior parte di esse non presenta alcun sintomo.

Hanno un’incidenza stimata tra il 20 e il 40% della popolazione femminile in età riproduttiva e sono dovuti alla trasformazione neoplastica delle cellule muscolari lisce dell’utero.

Maggiormente presenti in alcuni gruppi etnici, come quello afro e latino americano, incidono sulla spesa sanitaria di ogni paese in modo significativo, dal momento che circa il 30% delle isterectomie sono legate alla risoluzione dei sintomi collegati a questa patologia, mentre la percentuale raggiunge il 75% nelle miomectomie.

Anatomia

Apparato genitale femminile (http://it.wikipedia.org/wiki/File:Apparato_genitale_femminile.png)

Apparato genitale femminile (http://it.wikipedia.org/wiki/File:Apparato_genitale_femminile.png)

L’apparato riproduttivo femminile è composto da:

Gli organi riproduttivi femminili si trovano nel bacino, tra la vescica e il retto.

Le ovaie hanno due funzioni principali:

  1. La produzione di ormoni specializzati, come l’estrogeno e il progesterone.
  2. L’ovulazione, cioè il rilascio degli ovuli necessari alla riproduzione.

Gli ormoni prodotti dalle ovaie sono fondamentali per garantire la regolarità dell’ovulazione. Gli ormoni preparano anche le pareti interne dell’utero per il proseguimento della gravidanza. Dopo essere stato rilasciato, l’ovulo percorre le tube di Falloppio dove potrà essere fecondato per impiantarsi, pochi giorni dopo, in utero. Se l’ovulo non viene fecondato o l’impianto non andasse a buon fine, sarà espulso durante la mestruazione insieme al rivestimento interno dell’utero.

L’utero è un organo a forma di pera. È lungo circa 8 cm ed è formato da tre strati (tonache). Lo strato più interno dell’utero si chiama endometrio.

Con l’avvicinarsi della menopausa, i cicli mestruali diventano irregolari e alla fine cessano completamente: la menopausa vera e propria inizia quando le ovaie smettono di produrre gli ormoni e di rilasciare gli ovuli.

Durante la gravidanza il feto rimane nell’utero fino al momento del parto: l’utero è in grado di espandersi considerevolmente, lo strato muscolare intermedio produce le contrazioni da travaglio (le doglie) che permettono al bambino di venire alla luce.

La parte inferiore dell’utero è detta cervice ed è collegata alla vagina. L’apertura vaginale si trova tra l’uretra (l’apertura della vescica) e il retto.

La vescica si trova anteriormente alla vagina e all’utero. I reni convogliano l’urina all’interno della vescica grazie a due tubicini detti ureteri.

L’intestino e il retto si trovano rispettivamente sopra e dietro alla vagina e all’utero.

I fibromi

I fibromi uterini sono tumori benigni dello strato intermedio delle pareti uterine, cioè dello strato muscolare che provoca le contrazioni durante il parto.

Il tumore è una proliferazione anomala di cellule e di tessuti, le forme benigne non sono cancerose e non si diffondono nel resto dell’organismo. Il cancro, invece, è anche detto tumore maligno perché si diffonde in altre parti dell’organismo.

I fibromi uterini sono piccoli noduli fatti di cellule muscolari lisce e tessuto fibroso, che si sviluppano nella parete uterina. I fibromi possono essere costituiti da un nodulo unico o da diversi noduli raggruppati sotto forma di grappolo. Il loro diametro può variare da pochi millimetri fino a 20 cm. I fibromi uterini, oltre a crescere all’interno della parete uterina, possono sporgere nella cavità uterina oppure verso la superficie esterna dell’utero.

La maggior parte dei fibromi si sviluppa all’interno delle pareti uterine e sono classificati sulla base della loro localizzazione all’interno degli strati dell’utero:

  • sottomucoso, se a diretto contatto o protrudere nella cavità endometriale;
  • intramurale, se si sviluppano interamente all’interno della parete muscolare dell’utero;
  • sottosieroso, se crescono deformando i contorni dell’organo ed esercitando la compressione sugli organi adiacenti, fino ad assumere un aspetto peduncolato.

Possono essere singoli o multipli, di dimensioni variabili.

Cause

I fibromi uterini si sviluppano dal tessuto muscolare liscio dell’utero (miometrio). Una singola cellula si riproduce ripetutamente e alla fine crea una massa chiara, compatta e gommosa, distinta dal tessuto circostante.

I fibromi possono avere dimensioni molto diverse: possono variare da dimensioni invisibili ad occhio nudo, fino a masse ingombranti che possono deformare e dilatare l’utero. Possono essere singoli o multipli e in casi estremamente gravi l’utero può risultare così tanto dilatato da espandersi fino alla gabbia toracica.

I medici non hanno ancora individuato la causa dei fibromi uterini, ma le ricerche e l’esperienza clinica sembrerebbero suggerire diversi fattori:

  • Mutazioni genetiche. In molti fibromi i geni che codificano le cellule muscolari uterine risultano alterati.
  • Cause ormonali. L’estrogeno e il progesterone, i due ormoni che stimolano lo sviluppo delle mucose uterine in preparazione alla gravidanza, sembrano favorire la crescita dei fibromi. I fibromi contengono più recettori dell’estrogeno e del progesterone rispetto alle normali cellule muscolari delle pareti uterine.
  • Altri fattori chimici. Le sostanze che aiutano l’organismo a mantenere in efficienza i tessuti, ad esempio il fattore di crescita insulino-simile, possono favorire lo sviluppo dei fibromi.

Esiste in ogni caso una consistente evidenza che siano ormono-dipendenti, infatti gli estrogeni e il progesterone ne facilitano la crescita, tanto che

  • in menopausa possono andare incontro a regressione spontanea,
  • raramente appaiono prima del menarca,
  • tendono ad evidenziarsi verso la fine dell’età riproduttiva,
  • oppure ad aumentare di dimensione durante la gravidanza o per l’assunzione di farmaci anticoncezionali.

Fattori di rischio

Per i fibromi uterini esistono altri fattori di rischio oltre al fatto di essere in età fertile. Tra questi altri fattori troviamo:

  • Familiarità. Se vostra madre o vostra sorella hanno avuto un fibroma, voi avete maggiori probabilità di ammalarvi.
  • Razza. Le donne nere hanno maggiori probabilità di soffrire di fibromi rispetto alle donne di altri gruppi razziali. Inoltre le donne nere si ammalano ad un età inferiore e hanno maggiori probabilità di sviluppare fibromi più grandi oppure più di un fibroma.

Gli studi dedicati agli altri fattori di rischio potenziali continuano in queste aree:

  • Obesità. Alcune ricerche hanno dimostrato che le donne obese presentano maggiori rischi di sviluppare fibromi, però altre ricerche non hanno evidenziato collegamenti tra le due patologie.
  • Contraccettivi orali. I dati finora raccolti confermano che le donne che assumono contraccettivi orali hanno minori probabilità di soffrire di fibromi. Questo vale per le donne in generale, tranne per quelle che hanno iniziato la terapia contraccettiva orale tra i 13 e i 16 anni.
  • Gravidanza e parto. I ricercatori si sono anche chiesti se la gravidanza e il parto possano avere un effetto protettivo: i risultati conseguiti finora farebbero propendere per la presenza di tale effetto.

Sintomi

Oltre il 50% dei leiomiomi è asintomatico, per cui possono essere scoperti in corso di accertamenti propedeutici alla gravidanza o per altre motivazioni; è inusuale che diano sintomi prima dei 30 anni e tendono a scomparire con la menopausa, anche se il loro impatto sulla qualità della vita della donna è notevole. Spesso, non sono le dimensioni, ma è la sede ad avere maggiore influenza sul tipo e sulla gravità della sintomatologia.

Il sintomo più comune è la comparsa di un sanguinamento uterino anomalo, in termini di abbondanza e durata (mestruazioni abbondanti e prolungate).

In ordine d’importanza seguono

  • i dolori addominali
  • e i sintomi legati all’effetto massa del fibroma sugli organi pelvici adiacenti,
  • con urgenza ad urinare,
  • costipazione,
  • dolori ad un arto,
  • senso di pienezza e di pesantezza al basso ventre.

I sintomi tendono ad accentuarsi durante il ciclo, quando fisiologicamente l’utero tende ad aumentare le sue dimensioni.

Infine, ci sono i sintomi della sfera riproduttiva, con infertilità e aborti:

  • quando il fibroma più o meno voluminoso distorce la cavità uterina o occupa un’elevata superficie della cavità, l’impianto può essere ostacolato,
  • quando occupa la parete interna e cresce, può deviare il sangue arterioso in via preferenziale ed ostacolare la gestazione o il parto.

In rari casi il fibroma può provocare un dolore acuto, quando il flusso sanguigno che lo nutre è troppo scarso. Se non riceve nutrimento il fibroma inizia a morire, i prodotti della degenerazione del fibroma possono filtrare nei tessuti circostanti, provocando dolore e febbre. Se il fibroma è peduncolato (cioè collegato alle pareti uterine solo tramite un peduncolo) può diventare molto doloroso se il peduncolo si torce, diminuendo così l’afflusso di sangue.

I sintomi variano a seconda della posizione del fibroma:

  • Fibromi submucosi. Si pensa che i fibromi che si sviluppano nella cavità uterina (fibromi submucosi) siano principalmente responsabili delle mestruazioni abbondanti e prolungate e comunque siano un problema per le donne che desiderano un figlio.
  • Fibromi sottosierosi. I fibromi che si sviluppano verso l’esterno dell’utero (fibromi sottosierosi) possono comprimere la vescica e quindi farvi avvertire sintomi urinari. Se il fibroma sporge dalla parte posteriore dell’utero può comprimere il retto, provocando costipazione, o sui nervi spinali, causando mal di schiena.

Pericoli

I fibromi uterini di solito non sono pericolosi, ma possono provocare disagi e causare complicazioni come ad esempio l’anemia dovuta alle mestruazioni abbondanti.

In rari casi i fibromi si possono protendere fuori dall’utero, come un peduncolo. Se il peduncolo si torce, la donna può provare un dolore improvviso e acutissimo al basso ventre. In questo caso è necessario recarsi immediatamente al pronto soccorso e probabilmente sarà necessario l’intervento chirurgico.

Diagnosi

Probabilmente non vi renderete conto di avere un fibroma uterino, a meno che non iniziate ad avvertirne i sintomi. In alcuni casi i ginecologi individuano i fibromi durante una visita di routine: durante la visita il ginecologo controlla le dimensioni dell’utero inserendo due dita di una mano all’interno della vagina, mentre con l’altra mano esercita una lieve pressione sull’addome. Se soffrite di fibromi l’utero potrebbe essere ingrossato, oppure trovarsi in una posizione anomala.

Se il vostro medico sospetta che abbiate un fibroma e vuole confermare la diagnosi, può usare le tecnologie di diagnostica per immagini, cioè speciali apparecchiature che creano un’immagine dell’interno del vostro organismo, senza che dobbiate sottoporvi a un intervento chirurgico.

L’ecografia, nel doppio approccio transaddominale e transvaginale, pur avendo dimostrato di essere operatore dipendente, rimane ancora la metodica per l’iniziale diagnosi; consente di fornire un’ampia serie di importanti informazioni.

La diagnostica isteroscopica è utile nel differenziare il leiomioma sottomucoso da un polipo endometriale; oltre a fornire la spiegazione dei sintomi, è in grado di effettuare contestualmente la resezione.

Per sopperire a questi limiti, si è gradatamente imposta la risonanza magnetica che, sebbene più costosa, ha dimostrato di avere una maggiore sensibilità e specificità. Fornisce una dettagliata mappa della localizzazione dei fibromi, del loro numero e delle dimensioni; in virtù dell’ottima risoluzione di contrasto, la risonanza fornisce una dettagliata differenziazione delle varie strutture anatomiche nella pelvi e con altre patologie, come l’adenomiosi, che presentano sintomi clinici simili, potendo evitare interventi chirurgici inutili.

Cura e terapia

Prima di proporre un’opzione terapeutica è di massima importanza avvalorare il sospetto clinico con un’indagine diagnostica approfondita e dettagliata; la gestione terapeutica di una paziente con un fibroma uterino dipende dall’età della paziente, dai sintomi di presentazione e dai desiderata della donna. Chiaramente, la terapia medica è la prima ad essere impiegata, se non dovesse risolvere i problemi la chirurgia e l’embolizzazione vengono offerte come seconda scelta.

Nelle donne con piccoli fibromi e vicino alla menopausa e in quelle che desiderano ancora avere una gravidanza, la scelta si orienta verso il trattamento farmacologico o conservativo. L’atteggiamento di attesa è un’opzione ragionevole per tutte coloro che sono asintomatiche, dal momento che la crescita è lenta e si attende una fisiologica regressione con la menopausa.

Anche se di breve durata, a causa dei rischi collegati all’assunzione nel lungo periodo, la terapia medica ha il vantaggio di riuscire a dare un temporaneo beneficio della sintomatologia, oppure possono essere una soluzione ponte verso la scelta chirurgica.

Non esiste una terapia per i fibromi che valga per tutte le pazienti e si riveli la migliore in tutti i casi, esistono invece diverse possibilità di terapia. Nella maggior parte delle pazienti la miglior cosa da fare dopo la diagnosi di fibroma è semplicemente sapere che ci sono e tenerli sotto controllo.

Sorveglianza attiva

Se siete come la maggior parte delle altre donne affette da fibromi, non avvertirete alcun sintomo. Nel vostro caso la sorveglianza attiva o attesa vigile potrebbe essere la scelta migliore, perchè

  • i fibromi sono tumori non cancerosi;
  • interferiscono con la gravidanza solo in rarissimi casi;
  • di solito crescono lentamente e tendono a rimpicciolirsi dopo la menopausa quando i livelli di ormoni riproduttivi diminuiscono.

Questo tipo di terapia è la scelta migliore per la stragrande maggioranza delle donne affette da fibromi uterini.

Terapia farmacologica

I farmaci contro i fibromi uterini hanno come bersaglio gli ormoni che regolano il ciclo mestruale e servono per curare i sintomi come le mestruazioni abbondanti e il dolore pelvico. Non eliminano i fibromi, ma possono rimpicciolirli. Tra i farmaci utili troviamo:

  • Agonisti dell’ormone di rilascio delle gonadotropine (Gn-RH). Per determinare l’inizio di un nuovo ciclo mestruale, un centro di controllo cerebrale (l’ipotalamo) produce il Gn-RH, ovvero l’ormone di rilascio delle gonadotropine. Questa sostanza raggiunge l’ipofisi, una piccola ghiandola situata alla base del cervello, e mette in moto una serie di eventi che stimolano le ovaie a produrre l’estrogeno e il progesterone. I farmaci noti come agonisti dell’ormone di rilascio delle gonadotropine agiscono sugli stessi organi bersaglio dell’ormone Gn-RH. Assunto come farmaco, però, l’agonista produce l’effetto contrario a quello dell’ormone normalmente prodotto dall’organismo. I livelli di estrogeno e progesterone diminuiscono, la mestruazione si interrompe, i fibromi si rimpiccioliscono e l’anemia spesso migliora.
  • Spirale progestinica. Se soffrite di fibromi che non deformano l’utero, la spirale progestinica può alleviare le mestruazioni abbondanti e il dolore causato dai fibromi. La spirale progestinica serve soltanto per alleviare i sintomi e non fa né rimpicciolire né scomparire i fibromi.
  • Androgeni. Le ovaie e le ghiandole surrenali, situate sopra i reni, producono gli androgeni, i cosiddetti ormoni maschili. La terapia farmacologica a base di androgeni può alleviare i sintomi dei fibromi.
  • Il danazolo, una sostanza di sintesi simile al testosterone, può essere efficace per interrompere la mestruazione e per correggere l’anemia; inoltre può persino dimostrarsi utile nella riduzione delle dimensioni dei fibromi e della cavità uterina. Tuttavia, molte donne sono restie ad assumere questo farmaco per via degli occasionali effetti collaterali, come: aumento di peso, disforia (sensazione di depressione, ansia o agitazione), acne, mal di testa, irsutismo e modificazione del timbro della voce.
  • Altri farmaci. I contraccettivi orali o progestinici possono contribuire al controllo del ciclo mestruale, ma non alla riduzione delle dimensioni dei fibromi. I farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS), che non sono farmaci ormonali, sono efficaci contro il sanguinamento vaginale, ma solo se non è collegato alla presenza di fibromi.

Terapia chirurgica

La chirurgia ha rappresentato da sempre la soluzione terapeutica più praticata; la decisione dipende dall’età della paziente, dal desiderio di conservare le sue potenzialità riproduttive, dal desiderio di conservare o meno l’utero, dal numero e dalle dimensioni del fibroma.

L’isterectomia, con l’asportazione dell’utero, effettuata per via addominale o vaginale, rappresenta la soluzione definitiva al problema clinico. I ginecologi la consigliano nelle donne che non desiderino o possano avere future gravidanze, che non vogliono conservare l’utero.

La miomectomia, è indicata per le donne che desiderano ancora avere una gravidanza o che vogliano tenere il proprio utero per svariati motivi; consiste nell’asportazione del singolo mioma; rappresenta la soluzione meno invasiva nell’ambito delle soluzioni chirurgiche; uno dei limiti della miomectomia rimane la possibilità di effettuare una emostasi; questo elemento è alla base della formazioni di aderenze dopo l’intervento, che possono ulteriormente contribuire all’infertilità

Isterectomia

Quest’operazione, che consiste nella rimozione dell’utero, rimane l’unica soluzione definitiva ed efficace per i fibromi uterini. L’isterectomia, però, è un intervento chirurgico molto serio. Dopo l’operazione non potrete più avere figli e, se scegliete di farvi asportare anche le ovaie, entrerete in menopausa e dovrete scegliere se ricorrere o meno alla terapia ormonale sostitutiva. Molte donne affette da fibromi uterini possono scegliere di lasciare intatte le ovaie.

Se ho un fibroma dovrò fare un’isterectomia?

L’isterectomia (la rimozione chirurgica dell’utero) non è la scelta migliore per tutte le donne che hanno un fibroma. Se desiderate un bambino, ovviamente vorrete evitare quest’intervento. Analogamente, se i fibromi sono asintomatici o di piccole dimensioni, otterrete risultati migliori ricorrendo agli analgesici o alla terapia ormonale. I chirurghi stanno anche mettendo a punto tecniche meno invasive in grado di salvaguardare l’utero.

In alcuni casi, però, l’isterectomia è la terapia migliore. Se avete un fibroma e pensate a questa scelta parlate di tutte le caratteristiche dell’intervento con il vostro medico e con la vostra famiglia.

Sottoporsi a un intervento di isterectomia significa non essere più in grado di avere figli. L’intervento è irreversibile, quindi dovete essere assolutamente certe della decisione prima di entrare in sala operatoria.

Ricordate che le cicatrici fisiche dell’intervento potrebbero guarire in fretta, ma alcuni degli effetti dell’isterectomia possono durare a lungo. Vi consigliamo di parlare con altre donne che si sono sottoposte all’intervento prima di prendere una decisione. Molti ospedali, cliniche e cliniche ginecologiche mettono a disposizione gruppi di aiuto per le donne che si sono sottoposte o stanno per sottoporsi all’intervento.

Miomectomia

In quest’intervento il chirurgo rimuove i fibromi, conservando però l’utero. Se desiderate un figlio, potrete scegliere questa possibilità. Con la miomectomia, contrariamente all’isterectomia, c’è il rischio che i fibromi possano ripresentarsi. La miomectomia può essere effettuata con diverse tecniche:

  • Miomectomia addominale. Se i fibromi sono tanti, oppure molto grandi o profondi, il medico può usare una tecnica di chirurgia a cielo aperto per rimuoverli.
  • Miomectomia laparoscopica. Se i fibroidi sono piccoli e in numero minore, potete optare insieme al vostro medico per un intervento in laparoscopia, che usa strumenti sottili, inseriti attraverso piccole incisioni addominali, per rimuovere i fibromi dall’utero. Il chirurgo è in grado di vedere la zona dell’intervento grazie a uno schermo collegato a una piccola telecamera inserita alla sommità di uno degli strumenti. Attualmente la chirurgia robotica permette di rimuovere diversi fibromi oppure un fibroma di grandi dimensioni in un unico intervento.
  • Miomectomia isteroscopica. Questo intervento può rivelarsi utile nel caso in cui i fibromi siano situati all’interno della cavità uterina (fibromi submucosi). Uno strumento lungo e sottile (l’isteroscopio) viene inserito nell’utero, attraverso la vagina e la cervice. Grazie all’isteroscopio, il chirurgo riesce a vedere e a rimuovere i fibromi. Quest’intervento, per ottenere i risultati desiderati, deve essere eseguito da un chirurgo esperto.

Embolizzazione

La pronta disponibilità di una opzione terapeutica meno invasiva, combinato ad un desiderio della donna di non sottoporsi ad un intervento chirurgico, più o meno demolitivo, oltre al mantenimento dell’integrità fisica e al desiderio di preservare una possibile gravidanza, hanno portato un sempre crescente interesse verso l’embolizzazione delle arterie uterine.

L’embolizzazione delle arterie uterine è una procedura percutanea, guidata dalla diagnostica per immagini , eseguita da un radiologo interventista esperto; inizialmente applicata solo per trattare i sanguinamenti uterini irrefrenabili, dopo il parto, in seguito è stata proposta per il trattamento dei fibromi uterini; lo scopo è quello di comportare una devascolarizzazione selettiva del fibroma: il normale miometrio riceverà un altro apporto di sangue, derivato dall’attivazione di circoli collaterali, ovarici e vaginali, mentre il fibroma, andato incontro a necrosi, tenderà a cicatrizzare.

È un intervento sicuro, che avviene in anestesia locale, della durata di 60’; necessita del controllo del dolore viscerale, che può durare anche 48 ore. È previsto un periodo di degenza breve, massimo di 48 ore. Consente di controllare i sintomi emorragici in oltre il 90% e i risultati si conservano nel tempo.

In sintesi, pur con piccole differenze tra i vari operatori, prevede il posizionamento di un catetere angiografico diagnostico all’interno delle arterie uterine, tramite un approccio transfemorale o transbrachiale, per iniettare particelle che arrestino il flusso arterioso ai fibromi, provocandone l’ischemia e la necrosi.

Dopo tre mesi dall’intervento, il nuovo controllo con risonanza magnetica documenterà la diminuzione dei volumi dell’utero e la contemporanea riduzione delle dimensioni dei fibromi, che appariranno devascolarizzati, non più attivi. Lo stesso si verificherà nei successivi controlli di risonanza magnetica, a 6 e 12 mesi dall’intervento. Un’eventuale permanenza della vascolarizzazione dei fibromi o una loro crescita deve essere messa in relazione all’esistenza di circoli collaterali.

Una delle sedi italiane in cui viene offerta questa opportunità terapeutica è l’Ospedale San Camillo Forlanini di Roma, dove esercita il dott. Stefano Pieri (medico chirurgo e docente in “Tecniche di Radiologia Medica per Immagini e Radioterapia”).

Altre tecniche per rimpicciolire o eliminare i fibromi

Esistono anche altre tecniche in grado di distruggere i fibromi uterini senza rimuoverli chirurgicamente. Tra di esse troviamo:

  • Miolisi. In questa tecnica laparoscopica, una lieve corrente elettrica o un raggio laser distruggono i fibromi e restringono i vasi sanguigni che li alimentano. Una tecnica simile, detta criomiolisi, congela i fibromi usando l’azoto liquido. La sicurezza, l’efficacia e i rischi di ricorrenza dei fibromi connessi alla miolisi e alla criomiolisi devono ancora essere stabiliti con sicurezza.
  • Ablazione endometriale. Questa tecnica, eseguita con uno strumento apposito inserito nell’utero, usa il calore, le microonde, l’acqua calda o la corrente elettrica per distruggere la mucosa che riveste l’interno dell’utero: permette di interrompere la mestruazione o di ridurre il flusso mestruale. L’ablazione endometriale è efficace quando si vuole interrompere una mestruazione anomala, ma non serve a nulla se i fibromi non si trovano nella mucosa interna dell’utero.

La chirurgia a ultrasuoni concentrati guidati dalla risonanza magnetica è una tecnica non invasiva, in grado di conservare l’utero.

Durante l’intervento siete all’interno di un’apposita apparecchiatura per la risonanza magnetica, che permette al chirurgo di vedere dentro il vostro organismo e poi di localizzare e distruggere (asportare) i fibromi all’interno dell’utero: non è necessaria alcuna incisione. Per localizzare e distruggere i fibromi vengono usate onde sonore concentrate, ad alta frequenza e ad alta energia. La terapia consiste in una sola seduta: entrerete e uscirete dalla sala operatoria diverse volte, generalmente a distanza di alcune ore. I primi risultati di questa tecnologia sono promettenti, ma l’efficacia sul lungo periodo non è ancora stata dimostrata.

Prima di prendere una decisione

I fibromi non sono cancerosi e di solito crescono lentamente quindi, prima di prendere una decisione, avrete tempo per informarvi sull’opportunità e sulle modalità della cura. La scelta migliore nel vostro caso dipende da molti fattori, tra cui:

  • la gravità dei sintomi,
  • l’eventuale progetto di avere un figlio,
  • la vostra età (e quindi gli anni che mancano alla menopausa),
  • le vostre impressioni sull’intervento.

Prima di prendere una decisione, considerate i pro e i contro di tutte le possibilità in relazione alla vostra situazione specifica. Ricordate, comunque, che nella maggior parte dei casi non sarà necessaria alcuna terapia.

Medicina alternativa

Probabilmente avrete incontrato su Internet o su qualche libro dedicato alla salute della donna le terapie alternative, come le diete, gli enzimi, le lozioni ormonali o l’omeopatia, che unisce le tecniche di riduzione dello stress e i preparati erboristici.

Le ricerche finora compiute non sono state in grado di affermare con certezza se le diete o gli altri metodi siano efficaci nella prevenzione o nella cura dei fibromi, in altre parole attualmente non esiste alcuna prova scientifica dell’efficacia di queste tecniche.

Prevenzione

I ricercatori continuano a indagare sulle cause dei fibromi, ma la scienza non suggerisce ancora tecniche di prevenzione sicure. Anche se prevenire i fibromi risultasse impossibile, potete consolarvi: solo per una piccola percentuale di questi tumori si rivela necessaria una terapia.

Gravidanza

I fibromi di solito si sviluppano nelle donne in età fertile, quindi possono destare preoccupazioni per il buon esito di un’eventuale gravidanza.

Di solito i fibromi non interferiscono né con il concepimento né con la gravidanza. Tuttavia, in rari casi, possono deformare o bloccare le tube di Falloppio oppure ostacolare il passaggio dello sperma dalla cervice alle tube. I fibromi submucosi possono impedire l’impianto e la crescita dell’embrione.

Le ricerche dimostrano che le donne incinte che hanno un fibroma presentano rischi leggermente più alti di aborto spontaneo, travaglio e parto prematuro, anomalie della posizione fetale e distacco della placenta dalle pareti uterine. Tuttavia questi collegamenti non sono confermati da tutte le ricerche.

Inoltre le complicazioni variano a seconda del numero, delle dimensioni e della posizione dei fibromi. I fibromi multipli e i fibromi submucosi di grandi dimensioni che deformano la cavità uterina sono quelli che con maggiori probabilità possono causare problemi. Una complicazione più frequente durante la gravidanza è il dolore localizzato che di solito si manifesta tra il primo e il secondo trimestre. Normalmente può essere curato con dei semplici analgesici.

Nella maggior parte dei casi invece i fibromi non interferiscono con la gravidanza e non richiedono alcuna terapia. In passato si credeva che i fibromi crescessero più velocemente durante la gravidanza, ma diversi studi smentiscono quest’ipotesi. La maggior parte dei fibromi rimane di dimensioni costanti, ma alcuni possono ingrandirsi o rimpicciolirsi leggermente, di solito durante il primo trimestre.

Se soffrite di fibromi e avete avuto aborti ripetuti, il ginecologo potrebbe consigliarvi di rimuovere uno o più fibromi per aumentare la probabilità di portare a termine la gravidanza, soprattutto se l’aborto non ha altre cause evidenti e i fibromi deformano la cavità uterina.

I medici di solito non rimuovono i fibromi durante il taglio cesareo, perché il rischio di emorragia sarebbe troppo alto.

Quando chiamare il medico

Andate dal medico se avvertite:

  • Dolore pelvico che non scompare,
  • Mestruazioni troppo abbondanti o dolorose,
  • Spotting tra una mestruazione e l’altra,
  • Dolore durante i rapporti,
  • Difficoltà a svuotare la vescica,
  • Difficoltà ad andare di corpo.

Andate immediatamente al pronto soccorso se si verifica un abbondante sanguinamento vaginale oppure se all’improvviso compare un dolore pelvico molto intenso.

Si ringrazia il dott. Stefano Pieri dell’Ospedale San Camillo Forlanini di Roma, medico chirurgo e docente in “Tecniche di Radiologia Medica per Immagini e Radioterapia”, per la preziosa collaborazione.

Traduzione a cura di Elisa Bruno, fonti:

Revisione scientifica e correzione a cura del Dr. Guido Cimurro (farmacista)
Le informazioni contenute in questo articolo non devono in alcun modo sostituire il rapporto dottore-paziente; si raccomanda al contrario di chiedere il parere del proprio medico prima di mettere in pratica qualsiasi consiglio od indicazione riportata.

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Domande, suggerimenti e segnalazioni

  1. Anonimo

    Salve dottore ho 25 anni,ed ho due miomi,però l’unico problema che ho un ritardo di 7 giorni,i miomi lo portano questo problema,ho fatto anche la Beta ed uscito negativo,che me l’ha consigliato il mio ginecologo,che devo fare?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Faccia il punto con il ginecologo, vorrà probabilmente verificare con ecografia; se non emergesse nulla verrà consigliato di ripetere il test più avanti.

    2. Anonimo

      DOTTORE BUONGIORNO
      MI CHIAMO REBECCA HO 31 ANNI VOLEVO PORRE ALLA VS ATTENZIONE IL MIO PROBLEMA. A GENNAIO IL GINECOLOGO HA RISCONTRATO UN FIBROMA SOTTOSIEROSO DI CM 3 X 3,2 E MI HA DETTO DI CONTROLLARLO OGNI 6 MESI, HO RIPETUTO IL CONTROLLO IN QUESTI GIORNI ED è AUMENTATO A 3.68…MI HA CONSIGLIATO DI PROCEDRE CON LAPAROSCOPIA ..HO DEI DUBBI SU QUESTO ,,,POTREBBE DARMI UN PARERE SE è DA TOGLIERE O MENO?

      E SE IL RIMEDIO GIUSTO è LA LAPAROSCOPIA?…ATTENDO VS CONSIGLIO
      GRAZIE

    3. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Mi dispiace, ma in questi casi non mi sento di esprimere giudizi (anche se temo che non ci siano altre strade praticabili).

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Ripeta tra qualche giorno il test, in ogni caso faccia il punto con il medico che potrebbe voler valutare con un’ecografia.

  2. Anonimo

    Buonas fa dottore senta io ho seguito il vostro consiglio di ripetere la Beta,ed è uscito di nuovo negativo,però la cosa strana anche se oggi sono 10 giorni di ritardo,però i dolori sotto alla pancia c’è lì ho come se mi dovrebbero venire,cosa ne pensate?Saranno stesso i miomi che ha riportato questa mancanza in questo mese.

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Può essere che proprio il ciclo sia in arrivo, oppure sono i miomi; a questo punto valuti di sentire il ginecologo.

  3. Marianna

    Salve dottore ho scoperto di avere dei mioma..ma come si fa a sapere che mioma sono?? Leggo spesso di termini come sottosierosi e altro ma il mio ginecologo non si è espresso

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Talvolta si integra l’ecografia con la risonanza magnetica, ma spesso non è necessario.

  4. Ramona

    Ciao dottore ho scoperto anno scorso ciò una fibroma uterina. Anno scorso era di 32×33mm.Invece ora ho rifatto ecografia e aumentato c’è di55×53mm.vorrei sapere se mi devo preoccupare. Come voglio avere ancora di figlioli.Grazie

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Il ginecologo cosa ne pensa? Avrebbe proposto l’intervento?

    2. Anonimo

      Ancora non sono andata.Ma anno scorso mia detto che non mi devo preoccupare. Lei come lo pensa? Grazie mille

    3. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Non ho l’esperienza per rispondere, anche se probabilmente verrà suggerito di accelerare magari un pochino i tempi per la gravidanza. Mi tenga al corrente.

  5. Gianna

    Buongiorno dottore ho 54 anni ho da qualche tempo un fastidio all addome come un mal di pancia e male dove ci sono i reni ho un fibroma dalla parte destra potrebbe essere quello xhe mi provoca questi disturbi…. Sono anche inun periodo di forte stress…..

  6. lisa

    Buongiorno dottore,ho scoperto di avere dei fibroma uterina dopo un ecografia pelvica, ho fissato appuntamento con la ginecologa per martedì.leggevo le varie tecniche per la rimozione dei fibroma e avendo quasi40anni col desiderio di un bambino vorrei fare l’embolizzazione dei fibroma ,è un servizio a pagamento?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Dipende dalla valutazione del ginecologo, perchè la scelta della tecnica è comunque di sua competenza.

  7. Annalisa

    Buona sera dottore. Oggi ho fatto un ecografia all’addome e il dottor mi ha detto che ho un fibroma alla vescica ? È qualcosa di preoccupante? Possono essere le pillole anticoncezionale?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Probabilmente si tratta di un fibroma vicino alla vescica, giusto?

    2. Annalisa

      Si si, il dottore suppone che siano le pillole anticoncezionali che prendo.

  8. Francesca

    Buongiorno dottore
    Ho 32 anni e sono al settimo mese di gravidanza. Da molto tempo ho un fibroma che prima misurava circa 3 cm ora il ginecolo mi ha confermato che é di circa 5 cm
    Secondo lei potrei fare un parto cesareo cosi asporterei anche il fibroma? Vorrei evitare di sottopormi ad un intervento ad un anno dal parto
    La ringrazio

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Questa è una valutazione che spetta solo e soltanto al ginecologo, non mi sento di esprimere un giudizio.

  9. Rea

    è vero che dopo una miectomia bisogna aspettare un pò di mesi prima di cercare una gravidanza? Che succede se si resta subito dopo in attesa?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Il rischio è probabilmente di un impianto imperfetto o che l’utero non sia nelle condizioni ideali per subire i cambiamenti che richiede la gravidanza.

  10. Marinela

    Buongiorno dotore e vero che ci sono sterileti che ti fa di non avere più ciclo?e in questo caso se c’è una fibroma si ferma di crescere?

    1. Anonimo

      Intendo che io ho un fibroma se metto quel sterilet che fa di non avere più il ciclo si ferma di crescere la fibroma e non devo fare più un intervento

    2. Anonimo

      Intendo che io ho un fibroma e mettendo il sterileti che azzera il ciclo il fibroma non cresce più se rimpicciola e non c’è bisogno di intervento chirurgico.

    3. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Credo che intenda la spirale ormonale e le confermo che dopo i primi mesi il ciclo diventerà sempre più scarso fino a sparire; può essere provare per i fibromi, ma questo va valutato caso per caso con il ginecologo.

  11. Maria

    Buongiorno dott.
    Vorrei un parere. Il 26 maggio sono stata operata in laparotomia per un Fibroma abbastanza antipatico. Finalmente dopo 5 anni ho tolto questo vampiro dentro di me. La mia terapia post intervento prevede l assunzione continua senza interruzioni della pillola anticoncezionale. Sia per evitare gravidanze che x adesso non sono l ideale al parere del chirurgo che mi ha operata e sia per far stare un Po a riposo l utero. Cosi mi hanno detto. Bene, ho iniziato lunedì scorso la pillola e noto che ogni tanto ho delle perdite di sangue,in particolare stamattina che sto accusando pure doloretti al basso ventre. Premetto che la sto prendendo regolarmente..sempre allo stesso orario. Ho provato a contattare la mia gine ma lei non è molto disponibile con i pazienti,infatti aspetto da venerdì di essere ricontattata da lei… confido in una sua risposta..la ringrazio anticipatamente. E se sarebbe cosi gentile da spiegarmi gli effetti pro e contro di una terapia cosi..dato che nessuno mi ha dato spiegazione.. grazie ancora

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Non si preoccupi, doloretti e piccole perdite sono del tutto normali al primo mese; non ci sono controindicazioni particolari legati alla terapia prescritta, valgono invece ovviamente quelli della pillola in generale (pressochè nulli nella maggior parte dei casi).

      Potrà capitare anche in futuro di avere perdite, quando si salta la pausa ogni qualche mese può capitare.

  12. Anonimo

    Salve dottore buonasera senta io ho due miomi sottosierosi ed ho 25 anni per caso tendono anche a far ingrassare?Grazie mille buonasera

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