Farmaco e Cura

Chemioterapia: descrizione ed effetti collaterali

Ultima modifica: 7 aprile 2009    Tag: ,    
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Introduzione alla chemioterapia

Che cos’è la chemioterapia?

La chemioterapia (anche nota come chemio) è un tipo di cura dei tumori che usa farmaci per distruggere le cellule malate.

Come funziona la chemioterapia?

La chemioterapia rallenta o arresta del tutto la crescita delle cellule malate, che altrimenti aumenterebbero velocemente di numero e volume; può anche danneggiare le cellule sane che si dividono velocemente, come quelle della cavità orale e dell’intestino, oppure quelle che fanno crescere i capelli. I danni alle cellule sane possono causare effetti collaterali che, spesso regrediscono o scompaiono del tutto con la fine della terapia.

Che cosa fa la chemioterapia?

A seconda del tipo di tumore e dello stadio a cui si trova, la chemioterapia può:

  • Curare il cancro: la chemioterapia distrugge tutte le cellule malate fino all’eliminazione completa del tumore.
  • Controllare il cancro: la chemioterapia evita che il cancro si diffonda, ne rallenta la crescita o distrugge le cellule malate che si sono diffuse in altre parti del corpo (metastasi).
  • Dà sollievo ai sintomi del cancro (cura palliativa): la chemioterapia riduce il dolore o l’oppressione causate dal tumore.

Come viene usata la chemioterapia?

Spesso la chemioterapia è usata come unica cura contro il cancro ma, nella maggior parte dei casi, si accompagneranno interventi chirurgici, radioterapia o terapia biologica. La chemioterapia può:

  • Diminuire le dimensioni di un tumore prima dell’intervento chirurgico o della radioterapia. In questo caso è definita chemioterapia neoadiuvante.
  • Distruggere le cellule malate che potrebbero rimanere dopo l’intervento chirurgico o la radioterapia. In questo caso è definita chemioterapia coadiuvante.
  • Far sì che la radioterapia e la terapia biologica funzionino meglio.
  • Distruggere le cellule malate che si sono ripresentate (cancro ricorrente) o che si diffondono in altre parti del corpo (metastasi).

Come fa il mio medico a decidere quale chemioterapico usare?

La scelta dipende da vari fattori:

  • Il tipo di tumore che si ha. Alcuni chemioterapici sono usati per specifiche forme di cancro, mentre altri farmaci, invece, possono essere usati solo per uno o due forme di tumore.
  • Se una persona è già stata sottoposta in precedenza alla chemioterapia.
  • Se si hanno altri problemi di salute, come il diabete o malattie cardiache.

Dove si svolge la chemioterapia?

È possibile sottoporsi alla chemio durante il ricovero ospedaliero, a casa, nello studio medico, in clinica o in un ambulatorio ospedaliero (in quest’ultimo caso non è necessario il ricovero). Indipendentemente dal luogo scelto per la cura, il vostro medico e gli infermieri controlleranno gli eventuali effetti collaterali e modificheranno la terapia, se necessario.

Ogni quanto tempo dovrò sottopormi alla chemio?

La frequenza delle sedute di chemioterapia varia ampiamente. La frequenza e la durata del trattamento chemioterapico dipendono da vari fattori:

  • Dal tipo di tumore e dallo stadio in cui si trova.
  • Dagli scopi della terapia (a seconda che la chemio venga usata per curare il cancro, controllarne la crescita o alleviare i sintomi).
  • Dal tipo di chemioterapia.
  • Dalle reazioni del vostro corpo alla cura.

E’ possibile dover affrontare diversi cicli di chemioterapia.

Un ciclo è un periodo di chemioterapia seguito da un periodo di riposo.

Ad esempio, potreste essere sottoposti a chemioterapia per una settimana, e poi avere tre settimane di riposo. Queste 4 settimane costituirebbero un ciclo. Il periodo di riposo dà al vostro corpo la possibilità di costruire nuove cellule sane.

Posso saltare una seduta di chemioterapia?

Non è consigliabile saltare una seduta di chemio, ma a volte il medico potrebbe modificare la frequenza della terapia. Il cambiamento potrebbe essere dovuto ad eventuali effetti collateral: se vi trovate in questa situazione vi spiegheranno che cosa fare e quando potrete ricominciare la terapia.

Come viene somministrata la chemioterapia?

La cura può essere somministrata in diversi modi.

  • Iniezione. La sostanza chemioterapica viene somministrata tramite un’iniezione nel braccio, nella coscia, sul fianco oppure sottocute nel braccio, nella gamba o sulla pancia.
  • Per via intraarteriosa (IA). La sostanza chemioterapica va a finire direttamente nell’arteria che nutre il tumore.
  • Per via intraperitoneale (IP). La sostanza chemioterapica va direttamente a finire nella cavità peritoneale (la zona che contiene organi come l’intestino, lo stomaco, il fegato e le ovaie).
  • Endovenosa (EV). La sostanza chemioterapica va direttamente in vena.
  • Per via topica. La sostanza chemioterapica viene somministrata in forma di crema da spalmare sulla pelle.
  • Per via orale. La sostanza chemioterapica si presenta sotto forma di pillole, capsule o liquidi da assumere per bocca.

Che cosa è necessario sapere per sottoporsi alla chemio per via endovenosa?

Il farmaco chemioterapico viene spesso somministrato mediante un piccolo ago collocato in una vena della mano o dell’avambraccio inferiore. L’infermiere inserirà l’ago all’inizio di ogni seduta e lo toglierà alla fine della stessa. Informate immediatamente il medico o l’infermiere se sentite dolore o bruciore mentre siete sottoposti a chemioterapia per via endovenosa. La chemioterapia per via endovenosa viene spesso somministrata tramite cateteri o cateteri di tipo port, a volte con l’ausilio di una pompa.

  • Cateteri: Un catetere è un tubicino flessibile e sottile. Un chirurgo colloca un’estremità del catetere in una vena importante, spesso nella zona del torace. L’altra estremità del catetere rimane fuori del corpo. La maggior parte dei cateteri non viene rimossa finché il ciclo di chemioterapia non giunge al termine. I cateteri possono anche essere usati per somministrare farmaci non chemioterapici e per i prelievi di sangue. Controllate attentamente eventuali segni di infezione presenti vicino al catetere.
  • Cateteri port: Il port è un piccolo disco di plastica o di metallo inserito sottopelle. Un catetere collega il port a una vena, spesso a una vena importante che si trova nel torace. L’infermiere può inserire l’ago nel port per somministrarvi il farmaco chemioterapico o per effettuare un prelievo di sangue. L’ago può essere lasciato lì per le cure chemioterapiche che si protraggono per più di un giorno. Controllate attentamente eventuali segni di infezione presenti vicino al port.
  • Pompe:spesso ai cateteri o ai port vengono attaccate delle pompe. Esse controllano il flusso e la velocità con cui il farmaco chemioterapico viene immesso nel torrente circolatorio. Le pompe possono essere interne o esterne, quelle esterne rimangono fuori dal corpo e la maggior parte delle persone possono portarle con sé, mentre le pompe interne vengono collocate sottocute mediante un intervento chirurgico.

Seguire una cura chemioterapica

Che sensazioni proverò durante la chemioterapia?

Le reazioni alla chemioterapia sono decisamente variabili e dipendono dal vostro stato di salute precedente la terapia, dal tipo di tumore, dallo stadio in cui si trova il tumore, dal tipo e dalla dose di farmaco chemioterapico che state assumendo: è impossibile prevedere con certezza come vi sentirete durante la chemioterapia.

Alcune persone non si sentono per niente bene dopo la seduta. L’effetto collaterale più frequente è l’affaticamento, ovvero la sensazione di esaurimento e di stanchezza estrema. Potete prepararvi all’affaticamento in questo modo:

  • Chiedendo a qualcuno di portarvi nel luogo in cui farete la chemio e di riportarvi a casa al termine.
  • Prendendovi tutto il riposo necessario il giorno della seduta e il giorno successivo.
  • Facendovi aiutare a preparare i pasti e a prendervi cura dei vostri figli il giorno della seduta e almeno per il giorno successivo.

Posso continuare a lavorare anche nei periodi di chemioterapia?

Molte persone possono continuare a lavorare anche quando si sottopongono alla chemioterapia, a patto che riescano ad adeguare l’orario di lavoro al loro stato di salute. Ovviamente questa considerazione dipende dal tipo di lavoro: se la vostra attività ve lo permette, potreste considerare una riduzione dell’orario di lavoro, oppure il lavoro a domicilio nei giorni in cui non vi sentite bene.

Posso assumere altri farmaci durante i cicli di chemioterapia?

Dipende dal tipo di sostanza chemioterapica che state assumendo e dagli altri tipi di farmaci che avete intenzione di assumere. Assumete soltanto i farmaci approvati dal vostro medico: comunicategli tutti i farmaci che assumete (siano essi con o senza ricetta, naturali e tradizionali), compresi i lassativi, i farmaci antiallergici, quelli contro il raffreddore, gli analgesici e l’aspirina.

Per essere più precisi potreste portare dal medico tutte le scatole di medicinali che assumete. È necessario che il medico sappia:

  • Il nome di ciascun farmaco.
  • il motivo per cui lo assumete,
  • la dose,
  • la frequenza con cui lo assumete.

Consultate il medico prima di assumere qualsiasi altro farmaco, vitamine, sali minerali, integratori alimentari o farmaci erboristici.

Posso assumere vitamine, minerali, integratori alimentari o farmaci erboristici durante i cicli di chemioterapia?

Alcuni di questi farmaci possono influenzare il funzionamento della chemioterapia. Proprio per questo è importante comunicare al medico, prima dell’inizio della chemioterapia, quali vitamine, minerali, integratori alimentari e rimedi naturali siete soliti assumere. Durante la chemioterapia chiedete consiglio al vostro medico prima di assumere uno di questi prodotti.

Come faccio a sapere se la chemioterapia sta facendo effetto?

Il vostro medico vi prescriverà esami fisici e medici (come ad esempio analisi del sangue e radiografie). Vi chiederà anche come vi sentite. Non potete valutare l’efficacia della chemioterapia basandovi soltanto sui suoi effetti collaterali: alcune persone pensano che effetti collaterali gravi significhino che la chemioterapia sta facendo bene il suo dovere, oppure che la mancanza di effetti collaterali significhi che la chemioterapia non sta funzionando: la verità è che gli effetti collaterali non hanno nulla a che vedere con l’efficacia della chemioterapia nella lotta contro il tumore.

Quanto costa la chemioterapia?

Non è facile stimare il costo della chemioterapia. Esso dipende da vari fattori:

  • dal tipo e dalle dosi di sostanza chemioterapica impiegata,
  • dalla durata e dalla frequenza della chemioterapia,
  • dal luogo in cui si è sottoposti alla chemio (in casa, in clinica, in ambulatorio, o durante un ricovero ospedaliero),
  • dal luogo in cui vivete.

Che cosa sono gli studi clinici? Fanno al caso mio?

Gli studi clinici sul cancro (definiti anche come studi sulla cura del cancro o studi sperimentali) sperimentano nuove terapie per le persone affette da tumore. Possono essere sperimentazioni di nuovi tipi di farmaci chemioterapici, di altri tipi di terapie o di nuovi modi per combinare le terapie. Lo scopo di questi studi clinici è quello di trovare modi migliori per aiutare le persone affette da tumore. Il medico potrebbe proporvi di entrare a far parte di uno studio clinico, in altri casi potreste essere voi a proporre l’idea, anche se questa è una realtà più comune negli Stati Uniti. Prima di dare il vostro consenso alla partecipazione a uno studio clinico, documentatevi su:

  • Benefici. Tutti gli studi clinici offrono terapie all’avanguardia contro il cancro. Informatevi su come questi studi clinici possano aiutare voi o gli altri. Ad esempio, potreste essere una delle prime persone a ricevere una nuova terapia o farmaco.
  • Rischi. Le nuove terapie non sono sempre migliori o ugualmente efficaci di quelle standard e, anche se la nuova terapia funziona, potrebbe non fare al caso vostro.
  • Copertura sanitaria. Il sistema sanitario nazionale potrebbe non coprire le terapie che fanno parte di uno studio clinico. Prima di dare il vostro consenso alla partecipazione controllate e valutate questo aspetto.

Effetti collaterali della chemioterapia

Che cosa s’intende per “effetti collaterali”?

Gli effetti collaterali sono problemi causati dalla terapia contro il cancro. Tra gli effetti collaterali più frequenti della chemioterapia troviamo:

  • affaticamento,
  • nausea,
  • vomito,
  • diminuzione delle cellule ematiche,
  • perdita dei capelli,
  • ulcere nella cavità orale
  • e dolore.

Che cosa provoca gli effetti collaterali?

La chemioterapia viene effettuata per uccidere le cellule tumorali che crescono molto rapidamente, ma può anche avere conseguenze sulle cellule sane con un alto tasso di ricambio. Tra di esse troviamo le cellule della bocca e dell’intestino, le cellule del midollo osseo che fabbricano le cellule ematiche e le cellule che responsabili della crescita dei capelli. La chemioterapia causa effetti collaterali proprio quando danneggia queste cellule sane.

Anche nel mio caso la chemioterapia provocherà effetti collaterali?

Potreste avere molti effetti collaterali, alcuni, o nessuno, dipende dal tipo e della quantità di sostanza chemioterapica che assumete e dalle reazioni del vostro corpo. Prima di iniziare la chemio, parlate apertamente con il medico dei probabili effetti collaterali che potreste dover affrontare.

Quanto durano gli effetti collaterali?

La durata degli effetti collaterali dipende dal vostro stato di salute e dal genere di chemioterapia alla quale siete sottoposti; spesso gli effetti collaterali scompaiono del tutto quando la chemioterapia è finita, ma alle volte possono passare mesi o persino anni prima di scomparire del tutto.

A volte la chemioterapia causa effetti collaterali a lungo termine con cui dovrete imparare a convivere. Tra di essi possiamo trovare danni a:

  • cuore,
  • polmoni,
  • nervi,
  • reni,
  • apparato riproduttore.

Alcuni tipi di chemioterapia potrebbero causare un secondo tumore a distanza di anni: chiedete al medico quali possibilità avete di sviluppare effetti collaterali a lungo termine.

Che cosa si può fare contro gli effetti collaterali?

I medici conoscono diversi modi per prevenire o curare gli effetti collaterali della chemioterapia e aiutare a riprendervi dopo ogni seduta. Parlate con il vostro oncologo degli effetti collaterali che potreste avere e che temete e lui vi suggerirà che cosa fare. Fate sempre sapere al medico tutti i cambiamenti che notate: potrebbero essere sintomi di un effetto collaterale.

Traduzione ed integrazione a cura di Elisa Bruno

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26 Commenti

  1. Vincenzo scrive:

    Ho letto con molto interesse l’articolo, ho 65 anni, il 25 febbraio ho subito un intervento di resezione della flessura colica sinistra VLS. stato patologico: pT3-pN1(9 ninfonodi.Tac : addome normale.
    CEA preoperatorio: nella norma.
    Rx torace: nella norma.
    ho fatto la prima chemio in clinica(FOLFOXX4, 75% della dose x valutare la tollrabilità, Oxaliplatino 110mg, 5FU bolo 500mg, 5FU ic in 22h 810mg tot.
    Non ho avuto effetti collaterali.
    domani entro in clinica per ricevere il catetere port e fare il 2 ciclo.
    confesso che sono preoccupato dal decorso della malattia e dai cicli di chemio.
    Saluti.
    Vincenzo.

  2. admin scrive:

    Gentile Vincenzo, personalmente mi occupo di un campo medico diverso, ma è mia esperienza diretta con molti pazienti che affrontare con fiducia ed ottimismo queste terribili prove permette di ottenere risultati medici migliori. Le mando quindi un grosso in bocca al lupo e la ringrazio per la testimonianza.

  3. Fiore Giuseppe scrive:

    Tra qualche giorno sarà deciso cosa fare in quanto il PSA è salito. 8 anni fà mi fù effettuata la riduzione della prostata e furono eseguite 3 biopisie mappate prima dell’intervento in quanto il PSA era a 24 ! . Ho letto che le conseguenze della chemio sono devastanti, a dir poco. Qualcuno sostiene che il “digiuno” alimentare contribuisca a contenere tali effetti. Dal
    ‘96 sono portatore di 2 by-pass ma se dovessi scegliere tra i 2 interventi rifarei i bay-pass in quanto dopo l’intervento alla prostata sono stato sveglio in continuazione per oltre cento ore in quanto allergico al palloncino posto in vescica e ogni 10/15 minuti mi veniva effettuato un lavaggio vescicale con …..un’idrante ! Speriamo bene ….buona giornata….dimenticavo
    ho 67 anni.

  4. admin scrive:

    Gentile Giuseppe,

    la chemioterapia non è sicuramente una delle cure meglio tollerate, ma in molti casi gli effetti collaterali sono tutto sommato ridotti; la risposta soggettiva potrebbe rivelarsi molto buona, trasformando così le sue paure in qualcosa di infondato. Certamente non le nascondo, come avrà potuto leggere, che non sempre tutto fila liscio, ma non fasciamoci la testa prima di essercela rotta. Le faccio un grosso in bocca al lupo!

  5. andrea scrive:

    buon giorno a tutti cercavo solo di capire una cosa, si puo venire a lavorare senza avere mai un effeto collaterale della chemio? e possibile diventare gialli facendo la chemio??? c’e bisogno di far un test prima di assumere le pasticche per vedere se si e allergici al farmaco???? sarei molto sereno se qualcuno mi rispondese! grazie e buona giornata a tutti

  6. admin scrive:

    Gentile Sig. Andrea, le risposte dell’organismo alla chemioterapia sono molto spesso soggettive, è quindi possibile che non si manifestino per nulla o quasi i descritti effetti collaterali.
    Sul diventare gialli è in realtà, che io sappia, un sintomo più comune di tumori al fegato.
    Di norma non si fanno test prima dell’assunzione, si inizia con il ciclo ritenuto più indicato e si procede a variazioni in caso di problemi.

  7. roberta scrive:

    ciao! in questo istante mio padre ha finito il suo primo appuntamento con la chemio…..sta male non riesce neanche a parlare ha una lesione al fegato, in un fegato con cirrosi epatica. quante sedute dovrà fare? e perchè non pensano a un trapianto ?

  8. admin scrive:

    Premesso che non sono oncologo, la scelta della terapia viene sempre effettuata valutando moltissimi fattori relativi al paziente (stato di salute generale, età, fattori di rischio, …) e stato del tumore: fatte queste considerazioni si procede alla terapia che massimizza il rapporto beneficio/rischi.

    Il numero di sedute dipenderà probabilmente dalla risposta ottenuta.

    Il trapianto è legato a doppio filo a diverse problematiche, fra cui quella che immagino essere una lunghissima lista di attesa, oltre alla possibilità di rigetto, ossia all’eventualità che a seguito dell’operazione l’organismo rifiuti il nuovo organo con tutto ciò che ne consegue; non necessariamente quindi è la scelta migliore.

    Per quanto possa valere le sono vicino.

  9. italo scrive:

    mi è stata proposta una terapia alternativa -ultimo ritrovo, così mi dicono i medici-. quanto prima cercherò di dare informazioni a riguardo.
    in una non dolce attesa…
    un saluto, italo de simone

  10. Gian Franco scrive:

    Salve, sono entrato in questo sito per informarmi; una mia grande amica è in cura e… sapere di più sulla sua condizione di salute mi aiuta a confortarla nel modo più confacente. Ho conosciuto questa ragazza per via del fatto che anch’io sono malato di insufficienza renale cronica e sono in lista per il trapianto…. e dalla malattia è nata una amicizia vera, bella…profonda. Passando di qui, non posso fare a meno di ringraziare coloro che condividono la loro personale testimonianza, e colgo l’occasione per augurare a tutti un grande in bocca al lupo e che il nuovo anno porti a tutti la salute e la serenità.

  11. francesco scrive:

    articolo interessante e ricco di fonti. la mia ragazza ha subito un cancro al osso sacro e sta facendo la chemioterapia da circa 4 mesi i medici le hanno detto che deve continuare a fare il trattamento ancora per 2 mesi. quando fa la terapia è molto debole e al inizio vomitava e aveva la nausea e quando finisce la terapia non dovrebbe nemmeno andare in giro ma deve andare direttamente a casa perche le sue forze immunitarie sono deboli.volevo chiedere che se alla fine di tutte le terapie potra essere guarita al 100%??io spero di si perche vorrei vederla di nuovo in forma e allegra lei è l’unica cosa al mondo ke amo.saluti attendo una risposta

    • admin scrive:

      L’obiettivo è sicuramente di vincere la guerra al tumore per ritornare esattamente come prima; in alcuni pazienti rimangono piccoli problemi dovuti alla chemioterapia, ma non è la regola.

  12. Francesco scrive:

    Grazie della risposta admin.ti saprò dire come andrà dopo ke la mia ragazza avrà finito del tutto le chemioterapie saluti

  13. anita scrive:

    salve mio zio 42 anni e stato operato di un tumore al colon retto cn metastasi al fegato , è un mese che ha iniziato la chemioterapia ieri doveva fare la terza ma gli esami ematici nn so usciti buoni. ma adesso nn può farla più? mi risponda x piacere ! grazie

    • admin scrive:

      Solo il medico che sta seguendo il caso è in grado di rispondere alla domanda, sulla base delle analisi e del tipo di cura seguita.

  14. ciccia scrive:

    mia madre tra qualche gg inizierà la chemio perchè qlch mese fa hanno diagnosticato un tumore alla vulva Cn metastasi mi devo preoccupare…? ma dopo la seduta può stare a contatto cn la gente?
    risp per favore

    • admin scrive:

      Non ci sono motivi per cui non possa stare a contatto con la gente a seguito della chemioterapia, naturalmente a patto che se la senza e ne abbia voglia.
      Per quanto possa contare le mando un grosso in bocca al lupo.

  15. ciccia scrive:

    grazie mille ma dopo la chemio ce per forza da fare l intervento o puo anche passare del tutto’?

    • admin scrive:

      Si valuta caso per caso, a seconda del tipo di tumore e della risposta alla chemioterapia l’oncologo decide se ricorrere o meno all’intervento chirurgico o ad altre forme di cura.

  16. ciccia scrive:

    ok grazie finalmente ho trovato un sito dv fai delle domande e ti rispondono!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

  17. ciccia scrive:

    un ultima domanda bisogna ricoverarsi per fare la chemio? qnt gorni?

    • admin scrive:

      E’ impossibile dare una risposta univoca, perchè dipende dalla terapia scelta dallo specialista: in genere tuttavia la somministrazione avviene in giornata, senza necessità di ricovero. Si ripete poi la somministrazione per un certo numero di volte ed eventualmente per più cicli a giudizio del medico.

  18. Rachele scrive:

    Buongiorno, mia zia è stata operata al sigma sei settimane fa :adenocarcinoma pT3-G2/pN1M1. Tra due settimane inizierà la chemioterapia (hanno detto per il momento tre cicli) con folfox6+bevacizumab.
    La mia domanda riguarda il farmaco sperimentale che le hanno proposto BIBF 1120 (somministrazione orale) al posto del bevacizumab; Un suo parere? Grazie.

    • admin scrive:

      Vorrei davvero poterLe essere d’aiuto ma, non occupandomi di questo campo, non me la sento di esprimere un parere in proposito.

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