Glicemia alta, bassa e valori normali

Ultimo Aggiornamento: 159 giorni

Introduzione

Il glucosio è lo zucchero principale contenuto nel sangue, origina dal cibo ingerito ed è la principale fonte di energia dell’organismo. Il sangue trasporta il glucosio a tutte le cellule del corpo per il loro fabbisogno energetico.

I livelli di glucosio nel sangue (glicemia) a digiuno sono di norma al minimo la mattina, prima della colazione ed aumentano dopo i pasti per un paio di ore circa. L’assunzione di alcolici causa un incremento iniziale dello zucchero nel sangue, seguito tendenzialmente da una caduta dei valori ed anche alcuni farmaci possono aumentare o ridurre i livelli del glucosio.

Livelli anomali di zucchero nel sangue possono essere indicativi di patologie, un valore persistentemente elevato viene detto iperglicemia, mentre il termine ipoglicemia identifica i livelli troppo bassi.

Il diabete mellito è caratterizzato da iperglicemia persistente per diverse possibili ragioni ed è il più diffuso problema della regolazione dello zucchero nel sangue. Con l’andar del tempo livelli glicemici alti possono avere conseguenze gravi.

Anche in assenza di diabete la glicemia può talvolta risultare troppo bassa o troppo alta, ma l’assunzione regolare di cibo ed eventuali farmaci, insieme all’attività fisica, possono essere di aiuto.

In presenza di diabete, è fondamentale mantenere i livelli di glucosio nel sangue in un intervallo adeguato. Può essere necessario controllarne i valori varie volte al giorno ed il medico eseguirà anche un esame del sangue denominato A1C (emoglobina glicata), che serve a verificare il livello medio di glicemia degli ultimi tre mesi. Se la glicemia è troppo alta, può essere necessario assumere (ulteriori) farmaci e/o seguire una dieta speciale.

Valori normali

I livelli di glucosio (lo “zucchero”, misurato in mg/dl) nel sangue variano nel corso delle 24 ore. I livelli di un individuo dipendono da quando, cosa e quanto ha mangiato, e se ha eseguito o meno attività fisica.

Livelli glicemici normali

  • La glicemia a digiuno (nessuna assunzione di nutrienti per 8 ore) normale oscilla tra 70 e 99 mg/dl (è da notare che l’OMS indica ancora valori di glicemia normali fino a 110 mg/dl).
  • La glicemia due ore dopo l’assunzione di cibo è normale se inferiore a 140 mg/dl, anche se abbondanti pasti serali possono essere seguiti da valori glicemici fino a 180 mg/dl (fonte: Linee guida italiane).

Diabete

La diagnosi di diabete viene posta in seguito ad una qualunque delle seguenti condizioni:

  • Due test glicemici a digiuno consecutivi con risultato uguale o superiore a 126 mg/dl.
  • Un qualunque rilievo glicemico maggiore di 200 mg/dl.
  • Un esame A1c con risultato uguale o maggiore a 6,5% (48 mmol/mol). L’esame A1c è un test del sangue semplice che fornisce la media trimestrale della glicemia.
  • Un test orale di tolleranza al glucosio da 75 g (la “curva da carico”) con un qualunque rilievo a due ore superiore a 200 mg/dl.

Talvolta, il soggetto può avvertire sintomi quali stanchezza, minzione o sete eccessiva, perdita di peso non pianificata. Spesso però l’iperglicemia è asintomatica e la diagnosi di diabete risulta incidentale.

Per formulare la diagnosi di diabete non sono utili le misurazioni di:

  • glicemia postprandiale o profilo glicemico;
  • insulinemia basale o durante OGTT (curva da carico);
  • C-peptide;
  • autoanticorpi.

Intolleranza glucidica (ex pre-diabete)

Il medico può parlare di pre-diabete, anche se il termine non si dovrebbe più usare perchè sostituito da altra terminologia. In cosa consiste?

Significa che il soggetto ha un rischio elevato di sviluppare il diabete. È possibile prevenire o ritardare l’insorgenza della malattia aumentando l’attività fisica, seguendo una dieta sana e mantenendo o perdendo peso.

  • glicemia a digiuno 100-125 mg/dl (alterata glicemia a digiuno o impaired fasting glucose, IFG);
  • glicemia 2 ore dopo carico orale di glucosio compresa tra 140-199 mg/dl (ridotta tolleranza al glucosio o impaired glucose tolerance, IGT);
  • HbA1c 42-48 mmol/mol (6,00-6,49%).

Obiettivi glicemici nei soggetti con diabete

I limiti di glicemia da perseguire sono personalizzati in base a:

  • durata del diabete,
  • età/aspettativa di vita,
  • patologie associate,
  • malattia cardiovascolare nota o complicanze microvascolari in fase avanzata,
  • incapacità a individuare l’ipoglicemia,
  • considerazioni paziente-specifiche.

Il trattamento del diabete deve quindi essere adattato ad ogni paziente fino ad ottenere valori di HbA1c stabilmente inferiori al 7% (HbA1C <53 mmol/mol), valori che permettono di prevenire l’incidenza e la progressione delle principali complicazioni

Nei pazienti di nuova diagnosi possono essere posti obiettivi glicemici più stringenti, fino ad ottenere valori di HbA1C <=6,5% – HbA1C<=48 mmoli/mole, mentre in pazienti con diabete di lunga durata (superiore ai 10 anni) o fragili per età e/o presenza di altre malattie l’approccio terapeutico deve permettere di prevenire le ipoglicemie e gli obiettivi di compenso glicemico sono quindi meno stringenti (HbA1 7 – 8% – HbA1C compresa tra 53 e 64 mmoli/mole).

La misurazione della glicemia post prandiale deve essere effettuata 2 ore dopo l’inizio del pranzo; valori post prandiali inferiori ai 140 mg/dl sono perseguibili nel diabete tipo 2

Interpretazione dei risultati

Al termine del controllo glicemico, annotare i risultati e rivederli con il medico per capire come cibo, attività fisica e stress influiscono sulla glicemia. Osservare con attenzione i dati relativi alla propria glicemia per vedere se i livelli risultano troppo bassi o troppo alti, ripetitivamente più o meno alle stesse ore del giorno. Se i risultati sono ripetitivi, potrebbe essere il momento di cambiare piani.

È necessaria una lunga fase di apprendimento. Chiedere al medico o al personale infermieristico se e quando segnalare tempestivamente per telefono risultati fuori limiti.

Tenere presente che i risultati delle misurazioni glicemiche spesso hanno un alto impatto emotivo. Questi risultati possono generare fastidio, confusione, frustrazione, rabbia o depressione. È facile usare i numeri per auto-valutarsi. Ricordarsi che il livello glicemico è un modo per monitorare l’efficacia del programma di cura del proprio diabete, ma non è un giudizio sulla persona. I risultati possono semplicemente rivelare che è necessario un cambio di programma.

Quando controllarla?

Verificare con il medico la necessità di controllare la glicemia. Possono avere benefici dai controlli i soggetti che:

  • stanno usando insulina,
  • sono incinta,
  • hanno difficoltà a mantenere stabile la glicemia,
  • hanno bassi livelli di glucosio nel sangue,
  • hanno bassi livelli di glucosio nel sangue senza segni e sintomi riconoscibili,
  • hanno livelli di chetoni elevati conseguenti all’iperglicemia.

Come si controlla?

Per verificare la quantità di zucchero nel sangue è possibile affidarsi ad un laboratorio specializzato in analisi (oppure in farmacia), o procedere autonomamente al controllo a casa con gli appositi strumenti per automisurazione.

  1. Lavarsi le mani e quindi inserire una striscia di test nel dispositivo di misura.
  2. Impiegare un’apposita lancetta per prelevare una goccia di sangue dalla punta di un dito.
    Fare contatto e mantenere il bordo della striscia di test sulla goccia di sangue; attendere i risultati.
  3. Il dispositivo di misura mostrerà la glicemia sul proprio visore.

Nota: ciascun dispositivo di misura ha caratteristiche specifiche; fare quindi sempre riferimento alle istruzioni per l’uso del proprio strumento.

Valori alti e bassi incoerenti

Talvolta, si misurano valori di glicemia occasionalmente più alti o più bassi del solito senza poterne individuare la ragione. Una virosi acuta o l’influenza faranno quasi sempre aumentare i livelli di glicemia, tanto che potrà essere necessario contattare il proprio medico. Vi sono numerose altre cause di variazione dei livelli glicemici. In particolare:

  • Ora del pasto e tipologia del cibo, tipo e quantità di carboidrati (per esempio, pane, pasta, cereali, verdura, frutta e latticini),
  • Esercizio o attività fisica,
  • Malattie e dolore,
  • Farmaci per il diabete,
  • Alcolici,
  • Stress emozionali,
  • Altri farmaci,
  • Tecniche di misura.

Contattare il medico o il personale sanitario di riferimento per il diabete nel caso ci si accorga che l’andamento della glicemia varia o che quest’ultima sia sistematicamente più alta o più bassa del solito.

 

Nel caso di risultati dubbi da automisurazione, ecco un elenco di possibili verifiche:

  • Data di scadenza delle strisce,
  • Compatibilità della striscia di test con il dispositivo di misura,
  • Quantità di sangue sulla striscia sufficiente,
  • Inserimento corretto della striscia nel dispositivo di misura,
  • Conservazione delle strisce in condizioni ambientali corrette (calore, luce,…),
  • Lavaggio e asciugatura delle mani accurati prima del test (risultati falsamente elevati possono conseguire a una contaminazione da alimenti dolci, come marmellate o frutta),
  • Pulizia del dispositivo di misura,
  • Temperatura del dispositivo di misura (non troppo caldo né troppo freddo),
  • Codice di calibrazione corretto,
  • Batteria bassa o esaurita.

Qualunque dispositivo darà risultati diversi con una goccia di sangue diversa e, purché le differenze non siano importanti, non ci sono ragioni di preoccuparsi.

L’accuratezza di tutti i dispositivi di misura può essere controllata con gocce di liquidi dispositivo-specifici, chiamati soluzioni di controllo. Se preoccupati del buon funzionamento del dispositivo, è possibile verificarlo con una soluzione di controllo. Un farmacista o personale apposito è in grado di eseguire il controllo.

È importante prendersi cura delle strisce in modo da ottenere risultati accurati. La manutenzione andrà eseguita secondo le istruzioni del fabbricante. Includerà raccomandazioni come:

  • Conservarle in posti asciutti,
  • Rimettere il tappo immediatamente dopo l’uso,
  • Controllare la data di scadenza.

Emoglobina glicata (A1c)

L’esame dell’emoglobina glicata misura il livello medio di glucosio nelle ultime 10 – 12 settimane e dovrebbe essere consigliato al paziente diabetico ogni 3 – 6 mesi.

Il test A1c non è sostitutivo delle auto-misurazioni, non mostra i picchi alti e bassi rilevati dalle proprie misurazioni, è quindi uno strumento che fornisce informazioni aggiuntive per ottenere un quadro complessivo della gestione della propria glicemia.

Valori obiettivo di A1c

Per molti soggetti diabetici, l’obiettivo sarà intorno a 6,5 – 7% (48 – 53 mmol/mol); può tuttavia dover essere più alto in alcuni pazienti, in particolare bambini e anziani. Il medico o apposito personale può aiutare a stabilire un valore obiettivo che sia adeguato e realistico in uno specifico individuo.

I valori di HbA1c compresi tra 42 e 48 mmol/mol (6,0-6,49%) non sono legati ad una diagnosi di diabete, ma sono considerati meritevoli di attenzione in quanto associati a un elevato rischio di sviluppare la malattia. In presenza di tali condizioni viene raccomandato un attento monitoraggio, la valutazione della coesistenza di altri fattori di rischio per diabete o malattie cardiovascolari come obesità, colesterolo alto, ipertensione arteriosa, cioè dei fattori che fanno parte del quadro della sindrome metabolica.

Ricordiamo in ogni caso che al momento non esiste uniformità di vedute su questo punto da parte delle società mediche, infatti l’OMS considera le evidenze disponibili non sufficienti per dare alcuna raccomandazione sull’interpretazione di livelli di emoglobina glicata inferiore a 48 mmol/mol (6,49%), mentre al contrario, l’ADA (Associazione diabetologi statunitense) estende la categoria di elevato rischio anche ai valori di emoglobina glicata compresi fra 39 e 42 mmol/mol (es. 5,7-6%). Certamente sull’argomento sono ancora necessari ulteriori studi.

Controllo del glucosio nell’urina

I controlli urinari del glucosio sono meno accurati di quelli ematici (cioè sul sangue) e dovranno essere adottati solo nell’impossibilità di un esame del sangue. I controlli urinari dei chetoni, però, diventano importanti quando un diabete è fuori controllo o in caso di malattia. Un soggetto con diabete dovrà imparare a eseguire la ricerca dei chetoni nell’urina.

Ipoglicemia (basso livello di glucosio)

L’ipoglicemia, ossia bassi livelli di glucosio o zucchero nel sangue, è la condizione in cui il glucosio scende al di sotto dei livelli normali.

I farmaci usati per la terapia del diabete (insulina, sulfoniluree e biguanidi) sono le cause più frequenti di ipoglicemia. Il rischio è maggiore in soggetti diabetici che abbiano mangiato meno, fatto più attività fisica o assunto alcolici più del solito. Tra le altre cause di ipoglicemia, ci sono insufficienza renale, alcuni tumori, malattie del fegato, l’ipotiroidismo, l’inedia (grave malnutrizione), errori congeniti del metabolismo, gravi infezioni, ipoglicemia reattiva e varie droghe tra cui l’alcool.

L’ipoglicemia può insorgere in neonati altrimenti sani che non siano stati alimentati per qualche ora.

Il livello di glucosio che definisce l’ipoglicemia è variabile. Nei soggetti diabetici, livelli sotto 70 mg/dl sono diagnostici.

Negli adulti non diabetici, gli elementi diagnostici sono sintomi relativi all’ipoglicemia, bassi valori di zucchero al momento dei sintomi e miglioramento conseguente alla normalizzazione dei valori. In alternativa, si può usare un livello inferiore a 50 mg/dl dopo non aver mangiato o dopo attività fisica.

Nei neonati, livelli inferiori a 40 mg/dl o a 60 mg/dl in presenza di sintomi indicano ipoglicemia.

Nei soggetti diabetici, la prevenzione consiste nel coordinare l’assunzione di cibo, la quantità di attività fisica e l’assunzione di farmaci. Si raccomanda la misurazione della glicemia quando un soggetto avverte un abbassamento dei livelli di glucosio nel sangue.

Alcuni pazienti hanno pochi sintomi premonitori di ipoglicemia; in questi soggetti, è consigliabile eseguire abitualmente misurazioni frequenti. Il trattamento dell’ipoglicemia consiste nell’assunzione di cibi ricchi di zuccheri semplici o di destrosio.

In soggetti non in grado di assumere cibo per bocca, può essere di aiuto un’iniezione di glucagone.

Il trattamento dell’ipoglicemia non legata al diabete prevede il trattamento della causa sottostante come pure una dieta sana.

Il termine “ipoglicemia” è talvolta usato non correttamente per indicare la sindrome idiopatica post-prandiale, una condizione controversa con sintomi simili che avviene dopo i pasti ma con livelli di zucchero normali.

Segni e sintomi

I sintomi e manifestazioni di ipoglicemia possono essere divisi in:

  • effetti dipendenti dagli ormoni controregolatori (epinefrina/adrenalina e glucagone) attivati dalla caduta del glucosio,
  • effetti neuroglicopenici per la riduzione del glucosio cerebrale.

In generale possono verificarsi:

  • Tremori, ansia e nervosismo
  • Palpitazioni, tachicardia
  • Sudorazione, sensazione di caldo (effetto muscarinico simpatico piuttosto che adrenergico)
  • Pallore, sudorazione fredda
  • Pupille dilatate (midriasi)
  • Fame, borborigmi
  • Nausea, vomito, fastidio addominale
  • Cefalea
  • Sistema nervoso centrale
  • Incoerenza, giudizio alterato
  • Disforia aspecifica, lunaticità, depressione, pianto, preoccupazioni esagerate
  • Sensazione di intorpidimento e di punture di spillo (parestesie)
  • Pessimismo, irritabilità, aggressività, combattività, rabbia
  • Variazioni della personalità, labilità emotiva
  • Stanchezza, debolezza, apatia, letargia, fantasticherie, sonno
  • Confusione, perdita della memoria, senso di stordimento o vertigini, delirio
  • Occhio fisso, vitreo, visione confusa o sdoppiata
  • Lampi di luce nel campo di vista
  • Comportamenti meccanici, anche noti come automatismi
  • Difficoltà a parlare, parole impastate
  • Atassia, mancanza di coordinazione; talvolta, segni simili all’ubriachezza
  • Deficit motori focali o generali, paralisi, emiparesi
  • Stupore, coma, respiro abnorme
  • Convulsioni generalizzate o focali

Ricerche in adulti sani mostrano che l’efficienza mentale diminuisce leggermente ma in modo misurabile quando la glicemia scende sotto 65 mg/dl.

L’ipoglicemia non si presenta sempre con tutti i sintomi descritti sopra. I sintomi, se mai si manifestano, non seguono un ordine di comparsa. L’età, la gravità e la velocità di insorgenza dell’ipoglicemia possono anch’esse influire sulla sintomatologia.

Iperglicemia (alto livello di glucosio)

Iperglicemia è il termine medico per livelli elevati di glucosio nel sangue. È un problema frequente nei soggetti diabetici e può interessare soggetti con diabete di tipo 1 e di tipo 2, come pure donne incinta con diabete gestazionale.

Può eventualmente colpire individui non diabetici, ma comunque, di solito, soggetti molto malati, ad esempio convalescenti da ictus o attacco cardiaco o da una grave infezione.

Queste informazioni sono focalizzate sull’iperglicemia nei soggetti diabetici.

Gravità dell’iperglicemia

Nel diabete lo scopo del trattamento è il mantenimento dei livelli di glicemia il più vicino possibile ai valori normali. In un soggetto diabetico, però, per quanta attenzione si possa fare ci sono alte probabilità di sviluppare prima o poi l’iperglicemia. È importante essere in grado di identificare e trattare l’iperglicemia, perché, se non trattata, può dare grossi problemi di salute.

Episodi occasionali lievi non destano in genere preoccupazione e possono essere trattati molto facilmente o anche risolversi spontaneamente, tuttavia l’iperglicemia può diventare pericolosa se i livelli di glucosio diventano molto alti o rimangono alti per periodi protratti.

Livelli glicemici molto alti possono causare complicanze potenzialmente mortali quali:

  • chetoacidosi diabetica, una condizione causata dal fatto che il corpo deve metabolizzare grasso come fonte di energia, con possibile induzione di coma diabetico; la chetoacidosi colpisce tendenzialmente soggetti con diabete di tipo 1
  • stato iperglicemico iperosmolare, una grave disidratazione conseguente al tentativo dell’organismo di eliminare l’eccesso di zucchero; colpisce tendenzialmente individui con diabete di tipo 2

L’iperglicemia protratta costantemente per lunghi periodi (mesi o anni) può indurre danni permanenti a parti del corpo come gli occhi, i nervi, i reni e i vasi sanguigni.
In caso di frequenti iperglicemie, è necessario consultare il medico o il personale sanitario addetto alle cure del diabete. Potrà essere necessario cambiare il trattamento o lo stile di vita per mantenere i livelli di glicemia all’interno di un intervallo sicuro.

Sintomi

Nei diabetici i sintomi dell’iperglicemia tendono a svilupparsi lentamente nell’arco di qualche giorno o settimane. In alcuni casi ci possono non essere sintomi finché i livelli di glucosio non raggiungono valori molto alti.

I principali sintomi di iperglicemia consistono in:

  • aumento della sete e secchezza della bocca,
  • necessità frequente di urinare,
  • stanchezza,
  • vista offuscata,
  • perdita di peso non volontaria,
  • infezioni ricorrenti, come la candida, infezioni della vescica (cistiti) e della pelle.

I sintomi di iperglicemia possono anche dipendere da un diabete non diagnosticato; è quindi fondamentale consultare il proprio medico per un inquadramento. Esistono esami per verificarlo.

Cause

Esistono molteplici fattori che possono determinare un incremento della glicemia in soggetti diabetici, tra cui:

  • stress,
  • una malattia acuta, come un raffreddore,
  • l’assunzione di cibo in eccesso, ad esempio merendine tra i pasti,
  • mancanza di attività fisica,
  • disidratazione,
  • l’omissione di una dose di farmaco per il diabete, o l’assunzione di una dose sbagliata,
  • il sovra-trattamento di un episodio di ipoglicemia (basso livello di glucosio),
  • l’assunzione di determinati farmaci, come i cortisonici.

Episodi occasionali di iperglicemia possono insorgere nei bambini e nei giovani durante fasi di crescita veloce.

Trattamento

Un soggetto con diabete noto e sintomi di iperglicemia dovrà seguire le indicazioni per la riduzione della glicemia fornite dall’apposito personale sanitario. Contattare il proprio medico o tale personale in caso di dubbi.

I possibili suggerimenti saranno di:

  • modificare la dieta, ad esempio evitando cibi che causino salite della glicemia, come dolci o bevande zuccherate,
  • bere molti liquidi senza zuccheri, di aiuto in caso di disidratazione,
  • fare più spesso attività fisica; attività fisiche leggere e regolari, come camminare, possono spesso ridurre la glicemia, soprattutto se contribuiscono a fare perdere peso,
  • variare la dose di insulina, nel caso si sia in trattamento; sarà il personale sanitario a dare indicazioni specifiche in merito.

Potrà anche venire suggerito di monitorare più attentamente la glicemia, o sottoporre sangue o urina alla ricerca di sostanze dette chetoni (associati con la chetoacidosi diabetica).

Finché la glicemia non ritorna sotto controllo, bisogna stare attenti all’eventuale insorgenza di altri sintomi, che potrebbero preludere a condizioni più gravi.

Emergenza

Contattare immediatamente il personale sanitario di riferimento se iperglicemici e con i sintomi seguenti:

  • sensazione o condizione di malessere,
  • dolore addominale (pancia),
  • respiro rapido, profondo,
  • segni di disidratazione, come cefalea, pelle secca e polso rapido e debole,
  • difficoltà a stare svegli.

Questi sintomi potrebbero essere segni di chetoacidosi diabetica o stato iperglicemico iperosmolare e richiedere il ricovero ospedaliero.

Prevenzione

Ci sono modi semplici per ridurre il rischio di iperglicemia grave o prolungata:

  • Fare attenzione al cibo, in particolare essere consapevoli degli effetti di merende e dolci o carboidrati sui propri livelli glicemici.
  • Seguire alla lettera il proprio programma terapeutico; ricordarsi di assumere l’insulina o altro farmaco per il diabete come prescritto dall’apposito personale sanitario.
  • Essere il più possibile attivi; l’attività fisica regolare può aiutare ad arrestare la salita della glicemia. Sarà però necessario confrontarsi con il proprio medico se in trattamento con farmaci, poiché alcune medicine possono indurre ipoglicemia se associate ad un eccesso di attività fisica.
  • Fare molta attenzione se si contrae una malattia acuta; è possibile che il personale sanitario di riferimento indichi delle “regole in caso di malattia” che evidenzino il comportamento da seguire per mantenere sotto controllo la glicemia durante una malattia.
  • Monitorare i livelli glicemici; è possibile che venga suggerito l’impiego di un dispositivo di misura per uso domestico, in modo da individuare presto un incremento della glicemia e agire di conseguenza.

Mantenimento dei livelli glicemici entro i limiti

Può risultare complesso mantenere i livelli glicemici nei limiti raccomandati dal proprio medico. Infatti, i fattori che fanno variare la glicemia sono molti, e talvolta improvvisi. Di seguito, vengono presentati alcuni elementi in grado di influenzare la glicemia.

Alimentazione

Un’alimentazione sana è alla base di una vita sana, a prescindere dal diabete. In presenza della malattia, però, la consapevolezza di come i cibi interagiscano con il glucosio nel sangue diventa essenziale. Non è solo necessario sapere cosa si mangia, ma anche quanto e in che combinazione.

Cosa fare:

  • Imparare a contare i carboidrati e a dimensionare le porzioni. La conta dei carboidrati è un elemento chiave del piano di gestione di molti casi di diabete. I carboidrati sono i cibi che spesso hanno il maggior impatto sulla glicemia. In particolare, per i soggetti in terapia con insulina è cruciale conoscere la quantità di carboidrati degli alimenti, in modo da assumere la dose corretta di farmaco.
  • Imparare quali sono le porzioni adeguate di ciascun tipo di cibo. Semplificare la programmazione dei propri pasti scrivendo le porzioni di ciascuno degli alimenti assunti frequentemente. Usare una bilancia o misurini per assicurarsi che le porzioni siano corrette e la conta dei carboidrati accurata.
  • Bilanciare ciascun pasto. Per quanto possibile, pianificare per ciascun pasto una giusta composizione di amidi, frutta e verdure, proteine e grassi. È importante soprattutto fare attenzione al tipo di carboidrati scelti. Alcuni carboidrati, come la frutta, le verdure e i cereali integrali, sono più salutari di altri. Questi alimenti hanno pochi carboidrati e contengono fibre che che aiutano a stabilizzare i livelli di glicemia. La scelta dei cibi e il loro bilanciamento andranno discussi con il proprio medico o con il dietologo.
  • Coordinare pasti e medicinali. Un’assunzione di alimenti troppo scarsa rispetto ai farmaci per il diabete, soprattutto l’insulina, può portare la glicemia a livelli troppo bassi (ipoglicemia). Troppo cibo può farla alzare troppo (iperglicemia). Pasti e assunzione dei medicinali andranno programmati al meglio, consultandosi con l’apposito personale sanitario.
  • Evitare bevande zuccherate. Queste bevande, incluse quelle addolcite con sciroppi ad alto contenuto di fruttosio o saccarosio, tendono ad avere molte calorie e poche proprietà nutritive. Infine, poiché causano bruschi alimenti della glicemia, è meglio evitare questo tipo di bevande se affetti da diabete.

Le uniche eccezioni sono in caso di ipoglicemia. Bevande zuccherate quali bibite frizzanti, succhi di frutta e bibite sportive, possono di fatto essere assunte per trattare efficacemente un’ipoglicemia perché fanno aumentare rapidamente la glicemia.

Esercizio fisico

L’attività fisica è un’altra componente importante del piano di prevenzione e gestione del diabete. Durante l’esercizio fisico, i muscoli usano il glucosio come fonte energetica, quindi l’attività fisica regolare aiuta anche l’organismo ad adoperare l’insulina con più efficienza.

Questo fattori concorrono ad abbassare il livello glicemico nel paziente diabetico e prevenirlo nel soggetto sano. Più intensa è l’attività fisica, più dura l’effetto. Comunque, anche attività leggere, come i lavori domestici, il giardinaggio o stare in piedi per tanto, possono migliorare i livelli di glicemia.

Cosa fare:

  • Discutere con il medico un piano di attività fisica. Farsi consigliare il tipo di attività più consona al proprio stato di salute. In generale la maggior parte degli adulti dovrà fare almeno 30 minuti di esercizio quasi quotidianamente. Se si proviene da un lungo periodo di inattività, il medico potrà ritenere necessario un controllo dello stato generale di salute prima di fare un programma. Può consigliare il giusto equilibrio tra esercizio aerobico e rafforzamento muscolare.
  • Mantenersi idratati. Bere molta acqua o altri liquidi durante l’attività fisica perché la disidratazione può influenzare la glicemia.
  • Essere preparati. Nel caso di soggetti diabetici è importante portare sempre con sé durante l’esercizio una merendina o tavolette di glucosio nel caso la glicemia si abbassi troppo. Indossare un braccialetto sanitario di segnalazione durante l’attività fisica.
  • Regolare il piano di trattamento del diabete al bisogno. Se in trattamento con insulina, può essere necessario ridurre la dose di insulina prima dell’esercizio o aspettare di averlo completato prima di iniettarla. Il medico può suggerire variazioni adeguate della terapia. Può anche essere necessario variare il trattamento dopo avere aumentato la propria routine di attività fisica.

Alcool

Il fegato in genere rilascia lo zucchero accumulato per controbilanciare una caduta della glicemia. Se però il fegato sta smaltendo alcool, è possibile che la glicemia non riceva l’aiuto necessario. L’alcool può determinare una condizione di ipoglicemia poco dopo la sua ingestione e anche fino a 24 ore dopo.

Cosa fare:

  • Assumere alcolici solo se autorizzati dal medico. L’alcool può aggravare le complicanze del diabete, come i danni nervosi e oculari. Se però il diabete è sotto controllo e il medico è d’accordo, l’assunzione occasionale di alcolici può essere priva di rischi. Un consumo moderato di alcool consiste in non più di una bevanda al giorno per donne di qualsiasi età e per uomini sopra i 65 anni e due al giorno per uomini con meno di 65 anni. Una bevanda alcolica equivale a 0,35 l di birra, 0,15 l di vino o 0,04 l di liquori distillati.
  • Non assumere bevande alcoliche a digiuno. Se in terapia con insulina o altri medicinali, assicurarsi di mangiare prima di bere o bere durante il pasto per prevenire l’abbassamento della glicemia.
  • Scegliere con attenzione la bevanda alcolica. Birre leggere e vini secchi hanno meno calorie e carboidrati di altre bevande alcoliche. Eventualmente, l’alcool può essere aggiunto a bevande non zuccherate come bibite dietetiche, acqua brillante o simili.
  • Contare le calorie. Ricordarsi di includere le calorie provenienti da eventuali alcolici al conteggio giornaliero. Chiedere al medico o al dietologo come incorporare calorie e carboidrati originanti dall’alcool nella propria dieta.
  • Controllare la glicemia prima di andare a letto. Poiché l’alcool può abbassare la glicemia anche parecchio dopo la sua assunzione, controllare la glicemia prima di dormire. Se è compresa tra 100 e 140 mg/dl, mangiare qualcosa prima di dormire per bilanciare un’eventuale caduta glicemica.

Mestruazioni

Le variazioni ormonali la settimana prima e durante le mestruazioni possono determinare fluttuazioni significative della glicemia. Inoltre, per qualche anno pre-menopausa o in menopausa, le variazioni ormonali possono variare in modo imprevedibile la glicemia e complicare la gestione del diabete.

Cosa fare:

  • Cercare di individuare un andamento. Tenere traccia della glicemia di mese in mese. Si può riuscire a prevedere le fluttuazioni relative al proprio ciclo mestruale.
  • Regolare il piano di trattamento del diabete al bisogno. Il medico può raccomandare variazione nel piano dei pasti, livelli di attività o assunzione della terapia per compensare le variazioni glicemiche.
  • Controllare la glicemia con maggior frequenza. Se vicine o in menopausa, discutere con il medico l’eventualità di un controllo della glicemia più frequente. I sintomi della menopausa possono talvolta essere scambiati con quelli dell’ipoglicemia, quindi controllare quando possibile la glicemia prima di trattare una sintomatologia per confermare l’effettivo abbassamento del glucosio.
  • La maggior parte dei contraccettivi può essere usata senza problemi dalle donne diabetiche. Tuttavia, i contraccettivi orali possono aumentare la glicemia in alcune donne.

Stress

Sotto stress, gli ormoni prodotti dall’organismo in risposta a uno stimolo prolungato possono causare un incremento del livello glicemico. Inoltre, può essere più difficile seguire la routine di gestione del diabete se sotto pressione.

Cosa fare:

  • Cercare di individuare un andamento. Registrare il proprio livello di stress con un punteggio da 1 a 10 insieme al livello della glicemia. Potrebbe presto essere riconoscibile un andamento.
  • Prendere il controllo. Una volta capito come lo stress influenza la glicemia, contrastarlo. Imparare le tecniche di rilassamento, stabilire priorità tra le attività e porsi dei limiti. Quando possibile, evitare fattori ansiogeni. L’esercizio spesso può aiutare ad alleviare lo stress e abbassare i livelli glicemici.
  • Farsi aiutare. Imparare nuove strategie di gestione dello stress. Si potrebbe scoprire che lavorare con uno psicologo o un assistente sociale aiuta a identificare i fattori ansiogeni, a risolvere problemi generatori di stress o a imparare nuovi modi di tenerlo sotto controllo.

Conclusione

Più si conoscono i fattori che influenzano la propria glicemia, più se ne possono prevedere le fluttuazioni e gestirsi coerentemente. Se contenere la glicemia nel proprio obiettivo risulta problematico, consultare l’apposito personale sanitario per consigli.

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  1. Anonimo

    Gent. Dott. Cimurro,
    mio marito soffre da tempo anche se periodicamente di gambe calde (all’altezza della tibia) a cui si è aggiunto ultimamente il formicolio ai piedi. Il medico di base, a cui si è già rivolto due volte (l’ultima due giorni fa), dice che è una questione di nervi e di sfregamenti di pelle. Possibile che non ci sia una cura? ultimamente dice che è davvero fastidioso. Nel caso a che specialista ci si deve rivolgere?
    La ringrazio molto.

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Età?
      Diventano realmente più calde o si tratta di una sensazione solo avvertita?

    2. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Si potrebbe provare a sentire il parere di un neurologo e/o di un angiologo, ma non escluso che possa essere un po’ di stress.

  2. Anonimo

    dott . cimurro volevo chiederle se il cipralex aumenta la glicemia prendo 9-10 gocce al mattino . ho rimisurato la glicemia sempre con la macchinetta ed era 94.

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Da scheda tecnica potrebbe influire, ma in genere in soggetti non diabetici l’influenza è trascurabile.

  3. Anonimo

    Salve dottor Cimurro vi volevo dire stamattina sono stato in farmacia a farmi dei controlli la glicemia mi porta 100 e il colesterolo 190 secondo il farmacista dice che è tutto nella norma mi diceva mi devo preoccupare se i valori sono 120 e 240

    1. Dr. Cracchiolo (Medico Chirurgo)
      Dr. Cracchiolo (Medico Chirurgo)

      Salve, si, effettivamente sono risultati nella norma. saluti.

  4. Anonimo

    Buonasera Dottore. Ho qualche problema con i valori glicemico e la misuro spesso a digiuno ( valori che vanno da 91 a 120 ). Dopo una bronchite avevo un valore di 286 che poi è andata scemando. Sono in cura costante con Gliclazide 1/2 compressa da 80 niente due pasti. Volevo anche chiederle come mai se la misuro al dito è 95 e poi se la stessa mattina faccio l’esame di laboratorio è 117 ? Glicemia 117, A1c 7.2% mmol/Mol 55 insulina 4 -urine pH 7 gli altri valori tutti 0,00.La ringrazio .

    1. Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)
      Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)

      Salve, possono esserci differenze per il metodo e la sede del prelievo, in tal caso è più attendibile il valore del laboratorio, la invito comunque a parlarne col medico per valutare che non ci siano alterazioni nell’uso del kit.

  5. Anonimo

    Ho trovato l’articolo molto interessante, ben scritto, mi ha permesso di avere una visione molto chiara sul’ argomento. Grazie

  6. Anonimo

    Buongiorno, ho fatto la misurazione della glicemia con lo stick a casa e il valore a digiuno mi ha dato 106 …
    Premetto che ho 38 anni e non ho mai sofferto di diabete, ma lo misuravo per curiosità perché per l’artrite reumatoide sono in cura da quasi 4 mesi con Medrol da 8 mg da scalare e plaquenil 200 2V/dì…
    È un valore accettabile nel complesso ?
    Grazie per la sicura risposta…

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Data la terapia diciamo di sì, ma vale sicuramente la pena segnalarlo al medico per valutare se verificare anche in laboratorio.

  7. Anonimo

    Grazie mille dottore, lo farò sicuramente…con più tranquillità nell’animo…anche sapendo che scalando e eliminando il cortisone il valore dovrebbe scendere ancora di più verso la normalità…

  8. Anonimo

    Salve io stamattina ho mangiato una crostatina al cioccolato e dopo 1 ora e mezza la mia glicemia era 94 come le sembra?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Ottima, ma come screening si preferisce in genere verificare a digiuno.

    1. Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)
      Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)

      Era a digiuno? Se sì è un po’ ai limiti alti, lo faccia presente al suo medico.

  9. Anonimo

    non ho valori molto alti diciamo sull’accettabile
    vorrei sapere se assumo medicinali troppo alti.
    a digiuno eurieox mg125 pantoprazolo 20 mg colazione mwrformina 1000 glicazide mezza cp di base 7 gocce pranzo cardiospirina 100 mg metocal d3 una pastiglia Trajenta 5 mg cena metformina 2000 grazie

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Se la glicemia è corretta significa che la cura è adatta alla sua situazione.

    2. Anonimo

      Salve mi chiamo francesco le volevo chiedere un.informazione mia moglie ha fatto gli esami di sangue e l esame hba1c ci e uscito .9.6 e dovrebbe essere 3.5 6.0 so che e un po alta e poi sempre lo stesso 81.00 e dovrebbe essere 20/42 ce da preoccuparsi per la diverticolite

    3. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Si tratta di diabete, contatti al più presto il medico perchè è necessario iniziare IMMEDIATAMENTE una terapia e intraprendere importanti modifiche allo stile di vita.

      Non c’entra con la diverticolite.

  10. Anonimo

    Buongiorno! Ho 33 anni, peso 61 kili per 1 e 61 di altezza! Non ho mai avuto problemi di glicemia, nelle analisi o.prove che faccio una volta ogni 6 mesi per padre con diabete mellito2 ho sempre avuto una glicemia tra 75 e 90! 2 settimane fa come di routine la misurai ed era 82. Ieri per un problema alle. Tonsille dovetti prendere antibiotico e bentelan, ma bloccati perché ebbi una reazione di dissenteria. Ieri sera sono uscita e tornata tardi, quindi verso le 4, avendo fame mangiai un cornetto al cioccolato e stamani verso le 9 la glicemia era 97 , fatta colazione con the e fette biscottate con saccarosio (ogni tanto lo faccio) dopo due ore era 107.. Come le sembrano questi valori?

  11. Anonimo

    Salve, ho 48 anni un anno fa dovevo fare un intervento di rinoplastica ma al momento di fare gli esami mi hanno riscontrato un livello glicemico di 320, premetto che prima di ciò non avevo mai fatto esami di qualsiasi tipo non avendo mai avuto problemi di nessun genere, dopodiché mi hanno annullato l’operazione dicendomi di rivolgermi ad un diabetologo. Spaventato da tutto ciò ed informandomi sui vari problemi derivanti dalla glicemia alta, ho cominciato ad modificare l’alimentazione eliminando i dolci le bibite gasate ed di minuendo l’apporto di carboidrati, nonostante ciò i miei valori glicemici sono scesi tra i 135 la mattina a stomaco vuoto con picchi di 167 nel tardo pomeriggio ( media dei rilievi fatti nel giro di 2 settimane). Premetto che sono alto 180 con 95 kg di peso corporeo e non faccio attività fisica. Con questi valori posso stare tranquillo o mi devo preoccupare? Grazie

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      L’indicazione di rivolgersi al diabetologo NON cambia, purtroppo ha sviluppato diabete e questo non si può cambiare.

      La buona notizia è però che la glicemia è calata sensibilmente ed essendo ancora in sovrappeso abbiamo probabilmente ulteriore margine di miglioramento; bravissimo per lo stile di vita, ma si affidi a un diabetologo per ridurre il rischio di gravi complicazioni nei prossimi decenni. Farsi seguire adesso può davvero fare la differenza.

  12. Anonimo

    buona sera dottore ,questa sera mio zio, diabetico,ha misurato col glucometro il valore della glicemia e…565 , rimisurata dopo 15 min è scesa a 505. Non abbiamo trovato il suo medico curante. Da poco dimesso dall’ospedale per controlli e toracentesi gli han ridotto a metà le unita di riferimento date dal rep Nefro …potrebbe questo avere avuto ripercuss sull’attuale valore? se non scende ulteriormente…dobbiamo contattare gm o meglio 118 …lui però non sta male …come sembrerebbe logico dover essere. Grazie

    1. Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)
      Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)

      Buonasera, sì valuterei di chiamare la guardia medica in caso, non so su che valori viaggia di solito ma questo è un valore piuttosto alto.

  13. Anonimo

    Buona sera, sono un ragazzo di 35 anni , sempre in movimento tra lavoro e palestra( faccio spinning due volte la sett).Ho fatto le analisi del sangue e mi e spuntato glicemia a 100 devo fare ulteriori esami ?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Siamo ancora nei limiti, ma lo segnali al medico perchè data l’età e lo stile di vita sembra un valore abbastanza sorprendente.

    2. Anonimo

      Lo so tra un po andro dal dott , mi sono dimenticato di scrivere che il laboratorio ha fatto,pure emoglobina glicosilata ed e uscita 5.4% e alta ??

    3. Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)
      Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)

      Salve, i valori di riferimento? anche questa è al limite alto, ma comunque nei range, che dovrebbe essere <6.

    4. Anonimo

      Buongiorno mi scusi che cosa intende per valori di riferimento ??? A parte quello che ho detto tutto il resto sono nella media anzi qualcosina e ha minimo tipo i tricriceridi che il minimo e 61 io ce lo a 64. Dimenticato i linfociti che il massimo e 40 io ce lo a 55! Il dottore ma detto che fin che siamo nei limiti non ce nulla e ma licenziato. Io sono un ragazzo di 35 anni alto 1.78 e peso 73kg faccio un lavoro mauale, palestra tutto l’inverno per esattezza spinning e quando ho tempo mi piace correre, o fare bike tra i boschi. (Praticamente quasi tutte le domeniche ).Il pallino che ho in testa e che avevo una nonna fortemente diabetica! E visto che quando mangio dolci, mi gira la testa ed mi sento indondito ho deciso di fare le analisi.secondo voi dovrei fare altri accertamenti ??? Ci ringrazio anticipatamente per la vostra attenzione

    5. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Se il medico non l’ha ritenuto necessario non faccia altro; bravissimo per l’attività fisica e per essere normopeso, punti magari a migliorare l’alimentazione riducendo i dolci e passando a pane/pasta integrali.

  14. Anonimo

    Salve
    Ho iniziato ad avere confusione mentale da un anno e mezzo… La testa sembra da un altra parte… Non riesco più a ragionare… Insomma all inizio pensavo fosse passeggero… Poi però ho fatto una risonanza ed è venuto fuori che avevo la sinusite… Ho preso antibiotici e per un po’ la cosa è passata… Ma poi si è ripresentata… Conta che ho problemi all ATM ( che sto risolvendo) e problemi alla cervicale.
    Tutte queste cose possono dare la confusione mentale? E possibile che lo dia anche la glicemia?
    Grazie

  15. Anonimo

    Buongiorno,
    Ho 32 anni, peso 55kg e sono alta 1,72.
    Ho fatto esami del sangue per capogiri, continua fame e stanchezza.
    Tsh nella norma. Glucosio 76, ma insulina 1.6 (valori di riferimento 2.6-27.0).
    Come può essere? Se l’insulina è bassa non dovrebbe esserci il glucosio alto?
    Grazie mille!

  16. Anonimo

    Buona sera dottore mio marito ha 45 anni e ha fatto gli esami a digiuno del glucosio e i valori sono a 159 con riferimento su valori normali da 70 a 100 ed e sempre molto nervoso dieta non ne vuole fare! Che conseguenza può avere tutto questo ? Sto padre aveva problemi di glucosio alto e ipertensione! Grazie

  17. Anonimo

    Salve Dott.mio marito a 52 anni e pesa 86 Kg a fatto gli esami di glucosio e i valori sono 200 che conseguenze può avere ?grazie

  18. Anonimo

    Salve, ho 30 anni seguo un alimentazione corretta ( data da un nutrizionista) ma ultimamente non mi sento molto bene e…dato che mi padre era diabetico (mellito tipo2) ho riconosciuto qualche sintomo (sete, minsione frequente e nervosismo improvviso) ho deciso di fare un diario glicemico, normalmente dopo i pasti (esattamente 2 ore dopo) la glicemia varia dai 120 ai 140 la cosa che mi preoccupa un po è la misurazione della mattina a digiuno varia da un minino di 94 fino ad arrivare a 103, volevo sapere se è il caso di fare indagini più’ approfondite.
    ringrazio anticipatamente
    Serena

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Segnali i valori al medico curante, valuterà se integrare con la glicata.

  19. Anonimo

    buonasera.
    sono un po agitata perche quando ero da mia nonna che soffre di diabete mi sono misurata l’emoglobina glicata con il suo apparato e mi é uscito il valore di 8.4. mezz’ora prima avevo fatto colazione con latte, biscotti integrali e pane e nutella e un po di marmelllata. puo essere che sia uscito un numero cosi alto proprio per la colazione fortemente dolce o devo andare a fare un controllo? grazie mille. ho 21 anni, alta 1.78 e peso 75 kg.

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      La glicata NON viene influenzata dall’ultimo pasto, indispensabile quindi verificare con il medico.

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