Una qualsiasi routine di laboratorio prevede l’analisi dell’assetto lipidico plasmatico, ossia la misurazione del colesterolo nel sangue. Tra i valori che possiamo leggere, compaiono:
- Colesterolo totale (valore desiderato minore di 200 mg/dl)
- Colesterolo HDL (valore desiderato maggiore di 45 mg/dl)
- Colesterolo LDL (valore desiderato minore di 150 mg/dl)
Il colesterolo è un lipide (grasso) che nell’uomo va incontro a diversi destini: è uno dei costituenti delle membrane cellulari, è il precursore di ormoni quali estrogeni, corticosteroidi e della vitamina D, è presente nella bile come acidi biliari o in forma libera. Esso per la maggior parte proviene dalla dieta ed in misura minore è sintetizzato nel fegato.
Il colesterolo assorbito dall’intestino entra in circolo associato a speciali trasportatori chiamati chilomicroni, i quali hanno il compito di distribuire i lipidi alle cellule dei tessuti periferici; ciò che resta di questa lipoproteina è ricco di colesterolo e si trasforma in LDL. La componente sintetizzata dal fegato entra in circolo associato alle LDL, lipoproteine con il compito di trasportare il colesterolo ai vari organi.
È previsto anche un sistema di recupero di questo lipide: le lipoproteine HDL si propongono come transfer del colesterolo dalla periferia al fegato, da cui verrà eliminato come acidi biliari o come colesterolo biliare.
Sebbene i processi biochimici che regolano questi processi siamo molto complicati, risulta evidente da queste definizioni come elevate quantità di LDL plasmatiche possano essere considerate un fattore di rischio per lo sviluppo dell’aterosclerosi (che consiste nella formazione di placche lipidiche che si depositano sulla parete dei vasi accludendone parzialmente il lume); viceversa alti livelli nella concentrazione delle HDL diminuiscono il rischio.
I fattori che aumentano le HDL plasmatiche, il cosidetto “colesterolo buono“, sono:
- l’attività fisica,
- una dieta ricca di acidi grassi polinsaturi (i cosiddetti omega-3 contenuti nel pesce),
- la vitamina C (presente negli agrumi, ma ancor di più nei peperoni e nel prezzemolo),
- assunzione di piccole quantità di alcol.
Viceversa
- una dieta ricca di lipidi saturi (strutto, burro, formaggi),
- fumo,
- scarsa attività fisica
aumentano la quota del cosiddetto “colesterolo cattivo“, aumentando l’insorgenza di patologie coronariche (le coronarie infatti sono vasi estremamente sottili, ed è sufficiente una piccola quantità di grasso depositato per impedire il flusso sanguigno determinando l’infarto cardiaco).
Oltre alle abitudini di vita, un aumento dei valori del colesterolo cattivo in soggetti che seguono una dieta equilibrata, può far pensare a una malattia genetica che prende il nome di “ipercolesterolemia familiare”: nella maggior parte dei casi il difetto molecolare è l’assenza o la deficienza di recettori per le LDL funzionanti, e di conseguenza si hanno alti livelli di LDL nel plasma. Noduli di colesterolo, chiamati xantomi, si formano nella pelle e nei tendini; più dannoso è ovviamente il deposito di colesterolo nel sistema vascolare periferico.
T.M.
Buongiorno: mi sono concesse due domande: è necessario essere a digiuno per sottoporsi all’asame del sangue per il colesterolo? Anche per i trigliceridi?
Grazie, Sara LODA
Anche se alcuni valori sono meno influenzati (per esempio il colesterolo) è senza dubbio preferibile eseguire i prelievi a digiuno, anche perchè per i trigliceridi è fondamentale.
analisi : colesterolo 245 – cosa ne pensate e cosa devo fare. trigliceridi 91- glicemia 102-
Ha anche i valori di LDL, HDL e rapporto? Età? Stato di salute? Pressione?
Dei 3 valori quello che mi colpisce di più è la glicemia, che impone a mio avviso l’eliminazione completa di tutti gli zuccheri semplici.
MI TROVO CON IL COLODTEROLO OLTRE 200 anto deve essere?
PIETRO
Fino a 220 è tollerabile, ma richiede già attenzione nella dieta. Sotto i 200 è ottimale.