Salute e benessere: come allungarsi la vita?

Ultimo Aggiornamento: 90 giorni

Qual è il segreto per vivere una vita più lunga e più sana?

Gli scienziati hanno scoperto modi per allungare la vita di vermi, topi e perfino scimmie. Il loro lavoro ha svelato nuovi ed emozionanti elementi della biologia dell’invecchiamento. A tutt’oggi però, dati di fatto inequivocabili mostrano che il modo migliore per aumentare le proprie probabilità di una vita lunga e attiva è di mettere in pratica i consigli verosimilmente ricevuti dai genitori:

  • mangiare bene,
  • praticare regolarmente attività fisica,
  • dormire tanto
  • e stare alla larga dalle cattive abitudini.

Oggi chi nasce negli Stati Uniti ha un’aspettativa di vita di circa 79 anni. Un secolo fa, l’aspettativa di vita era intorno ai 54 anni. “Negli ultimi cent’anni, abbiamo significativamente aumentato la speranza di vita”, afferma la Dr.ssa Marie Bernard, direttrice del National Institute on Aging (istituto nazionale per l’invecchiamento) del NIH (l’analogo statunitense dell’Istituto Superiore della Sanità). Chi oggi riesce a raggiungere i 65 anni ha alte probabilità di arrivare a 85; e chi sopravvive fino a 85 anni, ha eccellenti probabilità di arrivare a 92. Oggi, la gente vive più a lungo, e il fenomeno è mondiale.

Inoltre, le persone anziane tendono a essere anche più sane. La ricerca ha dimostrato che comportamenti salutari possono aiutare a rimanere attivi a 60, 70 e più anni. Di fatto, uno studio a lungo termine sugli avventisti del settimo giorno, un gruppo religioso che preconizza uno stile di vita sano, mostra una tendenza a rimanere più sani invecchiando. Gli avventisti hanno un’aspettativa di vita superiore di quasi 10 anni a quella dell’americano medio. In questo gruppo, i comportamenti virtuosi sono

  • l’esercizio regolare,
  • una dieta vegetariana,
  • l’astinenza da fumo e alcol
  • e il mantenimento di un peso corporeo sano.

“Se dovessi attribuire un ordine di priorità, direi che l’esercizio è l’aspetto più rilevante ai fini dell’aspettativa di vita e di salute“, spiega il Dr. Luigi Ferrucci, un geriatra del NIH che conduce ricerche in Europa su invecchiamento e salute. In particolare, l’esercizio è di grande importanza per l’allungamento dell’aspettativa di vita, ossia della vita in assenza di malattia e senza disabilità fisiche e mentali.

Invecchiando, variazioni normali del corpo possono determinare perdite graduali dei muscoli, ridurre l’energia e rendere dolorose le articolazioni. Queste modifiche possono invogliare a muoversi meno e stare seduti più a lungo. La sedentarietà, però, può aumentare il rischio di malattie, disabilità e perfino morte. È importante farsi aiutare da un medico per impostare i tipi di attività fisica che possono aiutare a mantenersi sani e mobili.

Anche adulti più fragili e anziani traggono benefici da un’attività fisica regolare. Il NIH ha finanziato uno studio su 600 adulti tra i 70 e gli 89 anni a rischio di disabilità. I soggetti venivano attribuiti in modo random (casuale) a un gruppo con esercizio moderato o a un gruppo di controllo senza attività fisica strutturata. Nel gruppo con esercizio, l’attività fisica veniva gradualmente estesa a 150 minuti settimanali. L’esercizio includeva camminare velocemente, allenamento di resistenza ed equilibrio, nonché esercizi di flessibilità.

“A distanza di più di 2 anni, il gruppo con esercizio ha meno disabilità e, nel caso si ammali, la malattia dura meno rispetto al gruppo di controllo”, spiega Bernard. L’associazione di vari tipi di esercizi, aerobica, resistenza ed equilibrio, flessibilità, è importante per gli anziani in salute. Il sito web del NIH Go4Life offre suggerimenti per aiutare gli anziani a mantenersi attivi.

Secondo il Dr. Ferrucci, un altro modo certo per avere una vita più lunga e più sana è perdere il peso in eccesso. L’obesità (indice di massa corporea, o BMI, maggiore di 30) è un fattore di rischio per morte prematura e accorcia le aspettative di vita. Il BMI è una stima del grasso corporeo basato su peso e altezza. Consultare un medico su come raggiungere un peso corporeo salutare.

Studi sugli animali hanno scoperto che alcune modifiche dell’’alimentazione, come l’assunzione di diete estremamente povere di calorie, permettono di vivere più a lungo e più in salute. Questi studi offrono indizi per la comprensione dei processi biologici che interagiscono con la salute dell’invecchiamento. Finora però, diete con restrizioni caloriche e altre varianti hanno dato risultati conflittuali nell’invecchiamento sano.

“Abbiamo evidenze indirette che aggiustamenti nutrizionali possono migliorare la longevità, ma è ancora un’area di intensa ricerca. Non abbiamo ancora elementi di certezza sulla restrizione calorica e sui suoi possibili effetti positivi nell’invecchiamento umano. I ricercatori stanno ora studiando farmaci o altri approcci che potrebbero imitare i benefici delle restrizioni caloriche”, spiega Ferrucci.

L’astensione dal fumo è un’’altra via che porta a un’’esistenza più lunga e più sana. Non ci sono dubbi che smettere di fumare sia difficile. Ma i dati suggeriscono che i benefici per la salute iniziano dal momento in cui si cessa il fumo. Quindi, come dice Bernard, vale la pena fare lo sforzo.

Si potrebbe pensare che per vivere a lungo serva un buon corredo genetico. “In molti di noi, però, i geni sono solo una variabile dell’equazione. La ricerca dimostra che i geni influiscono per meno di un terzo sulle probabilità di arrivare a 85 anni”, dice il Dr. Thomas Perls, esperto di invecchiamento e direttore del New England Centenarian Study (ossia, lo studio sui centenari del New England) alla Boston University School of Medicine. Secondo Perls, gran parte della variabilità nella speranza di vita è dovuta al comportamento. Nella maggior parte dei soggetti, i geni sarebbero compatibili con una sopravvivenza a 90 anni se venisse osservato uno stile di vita sano.

L’influenza dei geni è però determinante negli individui che raggiungono età molto avanzate, per esempio oltre 95 anni. Perls ha studiato soggetti che vivono fino a 100 anni e più (i centenari) e le loro famiglie per capire meglio i fattori biologici, psicologici e sociali che consentono di invecchiare bene.

Dai suoi studi, risulta che non esiste un solo gene con un effetto determinante sulla capacità di diventare vecchi. Al contrario, l’invecchiamento è probabilmente l’effetto combinato di centinaia di geni, ciascuno con deboli effetti individuali, ma che quando associati adeguatamente possono avere effetti decisivi, specialmente sul raggiungimento di età avanzate come quelle considerate.

È bene essere scettici rispetto a proclami di rapide soluzioni per l’invecchiamento. Perls mette in guardia contro lo sbandieramento di misure anti-età, come la terapia ormonale sostitutiva che di fatto ha dimostrato scarsa efficacia rispetto all’invecchiare bene e può avere gravi effetti collaterali. Si usava dire “più si invecchia, più ci si ammala”. In realtà, con il buon senso, abitudini sane come l’attività fisica regolare, il mantenimento di un peso-forma, l’astinenza da carne rossa e fumo e la gestione dello stress, “più si invecchia, più si è stati sani”.

La chiave per invecchiare bene è impegnarsi appieno nel vivere, mentalmente, fisicamente e socialmente. Come affermato dalla Bernard, “la transizione verso la vecchiaia non consiste nel sedersi in una sedia a dondolo e passare le giornate a dormicchiare. Gli anziani hanno esperienze importanti, capitali intellettuali e capacità emozionali che possono essere condivise con le generazioni più giovani”. L’impegno è davvero la chiave per aiutare la società a progredire.

Fonte: NIH

A cura della Dr.ssa Greppi Barbara

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