Piaghe e lesioni da decubito: sintomi, prevenzione e cura

Ultimo Aggiornamento: 1547 giorni

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Introduzione

Le piaghe da decubito, dette più precisamente lesioni da pressione o ulcere da decubito, sono parti di pelle e tessuto danneggiate da una pressione protratta che interrompe il flusso sanguigno diretto verso una zona dell’organismo. Le zone più colpite sono la pelle delle natiche (sedere), delle cosce e dei talloni. Senza una sufficiente irrorazione sanguigna il tessuto colpito muore.

Le persone maggiormente a rischio sono quelle paralizzate, ma in realtà tutti coloro che sono costretti a letto (decubito indica infatti letteralmente la posizione assunta dal malato a letto), usano la sedia a rotelle o non sono in grado di cambiare posizione possono soffrire di piaghe da decubito.

Le piaghe da decubito possono svilupparsi velocemente, progrediscono altrettanto rapidamente e spesso non guariscono con facilità, ma diversi medici esperti affermano che molte di esse potrebbero essere evitate: semplici misure preventive, infatti, possono salvaguardare l’integrità della pelle e facilitare la guarigione delle piaghe da decubito.

Cause

Di solito ci muoviamo impercettibilmente ed inconsciamente sulla sedia durante le riunioni, armeggiamo con l’autoradio mentre guidiamo e ci rigiriamo decine di volte durante il sonno. Tutti i giorni, senza accorgercene, compiamo centinaia di piccoli aggiustamenti posturali che ci aiutano a prevenire i problemi legati all’inattività. Diversa è la situazione per le persone immobilizzate da una paralisi, da una ferita o da una malattia in cui i problemi come le piaghe da decubito rappresentano una minaccia costante.

Se siete immobilizzati le piaghe da decubito possono essere provocate da:

  • Pressione protratta. Quando la pelle e i tessuti sottocutanei sono intrappolati tra l’osso e una superficie come quella della sedia a rotelle o del letto, la circolazione sanguigna risulta più difficile perchè il tessuto non ha un adeguato apporto di ossigeno e di altre sostanze nutritive, e può verificarsi un danno irreversibile o addirittura la necrosi (“morte” del tessuto). Questa situazione è più frequente nelle zone che non sono rivestite dai muscoli o dal tessuto adiposo e si trovano immediatamente sopra all’osso, come la pelle che si trova in prossimità della colonna vertebrale, dell’osso sacro (coccige), delle scapole, del bacino, dei talloni e dei gomiti. In alcuni casi, la pressione che interrompe la circolazione ha cause a prima vista banali: i bottoni e le cuciture spesse dei jeans, la presenza di briciole nel letto, le pieghe degli abiti o delle lenzuola, la sedia leggermente in pendenza e persino la sudorazione, che è in grado di indebolire la pelle, rendendola più vulnerabile alle lesioni.
  • Attrito. I cambiamenti frequenti di posizione sono l’unico modo per prevenire le piaghe da decubito, però l’attrito che si verifica ad esempio quando vi rigirate nel letto può danneggiare la pelle, rendendola più soggetta alle lesioni da decubito.
  • Taglio. Si verifica quando la pelle si muove in una direzione, mentre l’osso sottostante si muove nella direzione opposta. Scivolare nel letto o su una sedia a rotelle oppure stare a letto con la testa inclinata a più di 30 gradi è la causa più probabile delle lesioni da taglio, che tirano le pareti cellulari ed i capillari lacerandoli. Le zone più colpite sono quelle come l’osso sacro, dove la pelle è già più sottile e fragile.

Fattori di rischio

Le piaghe da decubito si verificano con maggiore probabilità nei pazienti:

  • Immobilizzati a causa di una malattia acuta, di una lesione o dopo un’anestesia, anche per un periodo breve, ad esempio dopo un intervento o un incidente.
  • Costretti a convivere con lesioni croniche del midollo spinale.

Il danno alle terminazioni nervose dovuto alle lesioni del midollo spinale spesso è permanente, quindi la compressione della pelle e degli altri tessuti è destinata a protrarsi. Il problema inoltre si aggrava con l’assottigliamento o con l’atrofia della pelle e con diminuzione della circolazione: tutti questi fattori favoriscono la comparsa di lesioni ai tessuti e ostacolano il processo di guarigione.

Le lesioni del midollo spinale, poi, riducono o eliminano la sensibilità, quindi l’organismo non riceve i segnali che gli comunicano di cambiare posizione o che si sta sviluppando una piaga.

Se per qualunque ragione non potete muovere certe parti del corpo, il rischio di sviluppare piaghe da decubito potrebbe aumentare per uno o più dei motivi seguenti:

  • Età. Gli anziani tendono ad avere la pelle più sottile rispetto a quella dei giovani e quindi sono maggiormente suscettibili a danni dovuti anche a pressione di minore entità. È anche più probabile che siano sottopeso, e quindi abbiano meno “cuscinetti” protettivi intorno alle ossa. L’alimentazione troppo povera, un problema molto grave e diffuso tra gli anziani, non solo colpisce l’integrità della pelle e dei vasi sanguigni, ma ostacola anche il processo di guarigione delle lesioni. Persino con un’alimentazione ottimale e un buono stato di salute generale le lesioni tendono a guarire più lentamente con l’andare dell’età, semplicemente perché la capacità di rigenerarsi delle cellule diminuisce.
  • Soggiorno in una casa di riposo. In generale, l’incidenza delle piaghe da decubito è maggiore tra le persone residenti nelle case di riposo, rispetto ai ricoverati in ospedale o alle persone curate a domicilio, in parte perché chi risiede in una casa di riposo può essere particolarmente debole. D’altra parte la percentuale d’incidenza è ancora più alta per le persone ricoverate in ospedale e costrette all’immobilità, ad esempio coloro che hanno subito una frattura al femore o sono in coma.
  • Problemi nella percezione del dolore. Le lesioni al midollo spinale ed alcune altre malattie possono causare una perdita di sensibilità. Se non si è in grado di avvertire il dolore non si riesce a percepire quando si è scomodi e si deve cambiare posizione o quando si sta formando una piaga.
  • Magrezza naturale o dimagrimento. Quando si è malati o ricoverati in ospedale si tende a perdere peso; l’atrofia muscolare e il deperimento sono comuni tra i pazienti paralizzati. In entrambi i casi, si perdono il tessuto adiposo e il tessuto muscolare che proteggerebbero le ossa.
  • Alimentazione scorretta. È più probabile soffrire di piaghe da decubito se l’alimentazione è carente o scorretta, soprattutto se c’è carenza di proteine, zinco e vitamina C.
  • Incontinenza urinaria o fecale. I problemi di controllo della vescica possono aumentare di molto il rischio di soffrire di piaghe da decubito, perché la pelle rimane umida e quindi si può lacerare più facilmente. I batteri contenuti nelle feci sono poi in grado di provocare gravi infezioni locali, ma anche di portare il paziente a complicazioni sistemiche potenzialmente fatali, come la sepsi, la cancrena e, in rari casi, la fascite necrotizzante, un’infezione grave che si propaga molto velocemente.
  • Altre patologie. Alcuni problemi di salute come il diabete e le malattie cardiovascolari influiscono sulla circolazione sanguigna, quindi alcune zone del vostro organismo potrebbero non ricevere un flusso sanguigno adeguato, aumentando così il rischio di danni ai tessuti. Inoltre, se soffrite di spasmi muscolari (paralisi spastica) o di contratture alle articolazioni, siete soggetti a traumi ripetuti per via delle forze d’attrito e di taglio.
  • Fumo. I fumatori tendono a soffrire di piaghe più gravi e guariscono più lentamente, soprattutto perché la nicotina danneggia la circolazione e diminuisce la quantità di ossigeno presente nel sangue.
  • Diminuzione della consapevolezza mentale. I pazienti con diminuzione delle capacità mentali dovuta a malattie, trauma o assunzione di farmaci spesso sono meno in grado degli altri di prevenire o curare le piaghe da decubito.

Sintomi

Le piaghe da decubito possono essere classificate in quattro stadi a seconda della loro gravità, il National Pressure Ulcer Advisory Panel, un’organizzazione professionale dedicata alla prevenzione e alla terapia delle piaghe da decubito, definisce i quattro stadi in questo modo:

  1. I stadio. La piaga da decubito si manifesta come zona contraddistinta da un rossore diffuso, che può prudere, far male oppure dare una sensazione di calore, porosità o gonfiore al tatto. Nelle persone di colore, ispaniche o con la pelle scura, la lesione può presentare sfumature bluastre o violacee, oppure apparire a scaglie o di color grigio cenere. Le lesioni al primo stadio sono superficiali e scompaiono appena la pressione diminuisce.
  2. II stadio. Arrivati a questo stadio, sono già comparse lesioni cutanee, nella parte più esterna della pelle (epidermide), nella parte più profonda (il derma) o in entrambe. La ferita ora è aperta e ha l’aspetto di una vescica o di un’abrasione: i tessuti circostanti possono presentare macchie rossastre o violacee.
  3. III stadio. Quando l’ulcera da decubito ha raggiunto questo stadio, la lesione si è estesa ai tessuti sottocutanei, creando una ferita che si presenta come una cavità profonda.
  4. IV stadio. È lo stadio più grave e avanzato. Si verifica una necrosi su vasta scala della pelle; anche i muscoli, la pelle e le strutture di supporto come i tendini e le articolazioni sono profondamente danneggiati.

Se usate la sedia a rotelle avrete maggiori probabilità di sviluppare le piaghe da decubito in queste zone:

  • Osso sacro o natiche,
  • Scapole e zona intorno alla colonna vertebrale,
  • Retro delle braccia e delle gambe (zone che si appoggiano alla sedia a rotelle).

Se siete immobilizzati a letto, le piaghe da decubito possono comparire in una qualunque delle zone seguenti:

  • Nuca o lati della testa,
  • Margini delle orecchie,
  • Spalle o scapole,
  • Bacino, parte bassa della schiena o zona intorno all’osso sacro,
  • Retro o lati delle ginocchia, delle caviglie, dei talloni e delle dita dei piedi.

Quando chiamare il medico

Chiamate immediatamente il medico se notate ulcere o ferite aperte.

Andate immediatamente al pronto soccorso se presentate sintomi di infezione come:

  • febbre,
  • suppurazione dalla ferita (comparsa di pus),
  • cattivo odore proveniente dalla lesione,
  • aumento della temperatura e del rossore nella pelle circostante.

Pericoli

Persino la cura più coscienziosa non è sempre in grado di prevenire le infezioni della pelle, dei muscoli o delle ossa, più gravi o potenzialmente fatali. Tra le complicazioni ricordiamo:

  • Cellulite. Quest’infezione acuta del tessuto connettivo cutaneo (da non confondere con gli inestetismi che prendono lo stesso nome, cellulite) provoca dolore, rossore e gonfiore anche gravi. La cellulite può anche causare complicazioni potenzialmente fatali, come la sepsi e la meningite, l’infezione della membrana e del liquido che circondano il cervello e il midollo spinale.
  • Infezioni delle ossa e delle articolazioni. Si sviluppano quando l’infezione provocata dalla piaga arriva in profondità fino alle articolazioni e alle ossa. Le infezioni delle articolazioni (artrite settica o infettiva) possono danneggiare la cartilagine e il tessuto, mentre le infezioni delle ossa (osteomielite) potrebbero diminuire la funzionalità delle articolazioni e degli arti.
  • Sepsi. Uno dei pericoli maggiori che deriva dalle piaghe da decubito in stadio avanzato è la sepsi, che si verifica quando i batteri riescono a penetrare nel flusso sanguigno attraverso le lesioni della pelle e si diffondono nell’intero organismo: la sepsi progredisce velocemente, è potenzialmente fatale e può causare shock e collasso degli organi.
  • Cancro. Si tratta di solito di un carcinoma aggressivo che colpisce le cellule squamose della pelle.

Diagnosi

Le piaghe da decubito sono facilmente riconoscibili già dai primi stadi, ma il medico probabilmente vi prescriverà degli esami del sangue per controllare lo stato di salute generale. A seconda delle circostanze, potreste dover effettuare altri esami.

Se avete una lesione che non guarisce, nemmeno con una terapia intensiva, oppure se soffrite di piaghe da decubito croniche, il medico potrebbe decidere di prelevare un minuscolo campione di tessuto cutaneo che verrà sottoposto a coltura per individuare eventuali batteri o funghi; inoltre potranno essere evidenziati i sintomi del tumore, eventualità purtroppo possibile nei pazienti affetti da lesioni alla pelle che non guariscono.

Cura e terapia

La terapia delle piaghe da decubito è piuttosto impegnativa. Le lesioni aperte faticano a guarire e, poiché la pelle e gli altri tessuti sono già stati danneggiati o distrutti, la guarigione non è mai perfetta.

Affrontare i molteplici aspetti della cura delle piaghe da decubito, compresi quelli emotivi, richiede un approccio multidisciplinare. Probabilmente sarete affidati agli infermieri e al vostro medico di famiglia, e magari anche a un assistente sociale e a un fisioterapista. Se il problema è rappresentato dall’incontinenza, vi sarà utile consultare un urologo o un gastroenterologo. Se dovesse rivelarsi necessario l’intervento chirurgico, potrebbero essere coinvolti anche il neurochirurgo, il chirurgo ortopedico e il chirurgo plastico.

Terapia conservativa

Anche se impiega qualche tempo, la maggior parte delle piaghe al primo e al secondo stadio guarisce entro alcune settimane, adottando opportune misure conservative. Al contrario, per le piaghe al terzo o al quarto stadio, per le quali è più improbabile la guarigione spontanea, può rivelarsi necessario l’intervento chirurgico.

Il primo passo da fare per curare una piaga da decubito è alleviare la pressione che l’ha provocata:

  • Cambiare spesso posizione. Seguite attentamente le indicazioni sulla frequenza con cui girarvi e cambiare posizione: ogni 15 minuti circa se siete sulla sedia a rotelle e almeno una volta ogni due ore se siete a letto. Se non siete in grado di cambiare posizione autonomamente un vostro famigliare o chiunque altro vi assista devono poterlo fare. Usare la pelle di pecora o un’altra imbottitura per la lesione può aiutarvi a evitare l’attrito generato dal movimento.
  • Usare i sostegni appositi. Esistono speciali cuscini, imbottiture, materassi e letti in grado di alleviare la pressione su una piaga già formata e di proteggere le zone vulnerabili da ulteriori lesioni.

La scelta del sostegno dipende da diversi fattori, tra cui ricordiamo:

  • il vostro grado di mobilità,
  • la vostra costituzione,
  • la gravità della lesione.

Non esistono superfici di sostegno adatte per tutti i pazienti o per tutte le situazioni. In generale i rivestimenti protettivi, come la pelle di pecora, sono troppo sottili per diminuire la pressione ma sono utili per isolare le zone colpite e proteggerle dai danni dovuti all’attrito

Nel caso delle sedie a rotelle è possibile scegliere tra diversi rivestimenti di lattice, ad aria o ad acqua; vi consigliamo di evitare i cuscini e le sedute in gomma, che comprimono la pelle.

Per i materassi i medici suggeriscono i letti ad aria fluida, con cui si possono usare speciali cuscini gonfiabili come supporto (low-air-loss), oppure materassi traspiranti che contengono milioni di microsfere di vetro siliconato tenute in sospensione da un flusso di aria calda (air-fluidized).

Tra le altre terapie non chirurgiche delle piaghe da decubito ricordiamo:

  • Pulizia. È essenziale tenere pulite le lesioni per prevenire l’infezione. Se la piaga è al primo stadio è possibile lavarla delicatamente con acqua e sapone non aggressivo; le ferite aperte, invece, dovrebbero essere pulite con una soluzione salina ogni volta che ci si cambia. Vi consigliamo di evitare gli antisettici, come l’acqua ossigenata e la tintura di iodio, che sono in grado di danneggiare i tessuti sensibili e di rallentare il processo di guarigione.
  • Tenere sotto controllo l’incontinenza il più possibile è fondamentale per tenere pulite le lesioni. Se avete problemi di incontinenza urinaria o fecale, potrete trarre giovamento modificando lo stile di vita, seguendo terapie comportamentali, usando i pannoloni o particolari farmaci.
  • Rimozione del tessuto danneggiato (debridement/sbrigliamento). Per guarire completamente le lesioni da decubito non devono essere a contatto con tessuto danneggiato, “morto” o infetto. La rimozione di questi tessuti può essere effettuata in diversi modi, la scelta del modo migliore dipende dalle vostre condizioni di salute generali, dal tipo di lesione e dagli scopi della vostra terapia.
  • Una possibilità è lo sbrigliamento chirurgico, un intervento in cui si usa un bisturi o un altro strumento per rimuovere il tessuto “morto”. Lo sbrigliamento chirurgico è veloce ed efficace, ma può essere doloroso. Proprio per questo motivo il medico può usare uno o più approcci non chirurgici. Tra di essi ricordiamo la rimozione del tessuto devitalizzato con un dispositivo di irrigazione ad alta pressione (sbrigliamento meccanico), l’uso di enzimi prodotti dall’organismo in grado di distruggere i tessuti morti (sbrigliamento autolitico) o l’applicazione topica di enzimi appositi (sbrigliamento enzimatico).
  • Medicazioni e bendaggi. Per aiutare a proteggere le lesioni e per velocizzare la guarigione delle piaghe da decubito sono disponibili diversi tipi di medicazioni e bendaggi: la scelta di solito dipende dallo stadio in cui si trova la lesione e dalla sua gravità. L’approccio comune è quello di tenere la lesione idratata e la pelle intorno ad essa asciutta. Per le piaghe al primo stadio potrebbe non essere necessaria alcuna medicazione; le piaghe al secondo stadio, invece, vengono curate di solito con gli idrocolloidi, cerotti trasparenti semipermeabili che trattengono l’umidità e facilitano il rinnovamento cellulare. Altri generi di medicazione potrebbero essere più efficaci per le piaghe in essudazione o per quelle con scorie superficiali. Le lesioni contaminate possono anche essere curate con una pomata antibiotica per uso topico.
  • Idroterapia. I bagni idromassaggio possono aiutare le ferite a guarire, perché tengono pulita la pelle e rimuovono naturalmente il tessuto morto o contaminato.
  • Antibiotici per uso orale. Se la piaga appare infetta il medico può prescrivervi un antibiotico per uso orale.
  • Alimentazione sana. Seguire una dieta ricca e sana, con un adeguato apporto proteico e calorico e ricca di vitamine e minerali (soprattutto di vitamina C e di zinco), può aiutare le piaghe a guarire più in fretta. L’alimentazione corretta, inoltre, salvaguarda l’integrità della pelle e previene le lesioni. Se siete a rischio o se avete una piaga che sta guarendo, il medico potrebbe prescrivervi degli integratori di vitamina C e di zinco.
  • Controllo degli spasmi muscolari. È essenziale sia per prevenire sia per curare le piaghe da decubito. Per alleviare la spasticità il medico può consigliare farmaci miorilassanti che bloccano i riflessi nervosi a livello di colonna vertebrale o a livello delle cellule dei muscoli.

Intervento chirurgico

Persino con tutte le attenzioni mediche, le piaghe da decubito potrebbero arrivare a un punto in cui si rivela necessario l’intervento chirurgico. Gli scopi della chirurgia sono:

  • migliorare l’igiene e l’aspetto della lesione,
  • prevenire o curare l’infezione,
  • diminuire la suppurazione della lesione,
  • diminuire il rischio di sviluppare un tumore.

Il tipo di ricostruzione migliore per il caso specifico dipende soprattutto dalla zona lesionata e dall’eventuale presenza di cicatrici dovute a un intervento precedente. La maggior parte delle piaghe da decubito possono essere ricostruite usando una porzione di tessuto muscolare, di pelle o di altro tessuto che copre la lesione e fa da cuscinetto protettivo per l’osso sottostante (ricostruzione flap). Il tessuto di solito è prelevato da una zona diversa del corpo del paziente. Prima dell’operazione la lesione è sottoposta a sbrigliamento, in modo più estensivo rispetto alle terapie non chirurgiche.

Altri tipi di terapie

I ricercatori stanno mettendo a punto terapie più efficaci per le piaghe da decubito. Sono allo studio le terapie con ossigeno iperbarico, l’elettroterapia e l’uso topico di ormoni della crescita umani. Finora l’unica terapia che sembra promettente già nei primi esperimenti è quella che usa gli ormoni della crescita, ma sono necessarie ulteriori ricerche.

Prevenzione

Le piaghe da decubito sono più facili da prevenire che da curare, ma questo non significa che il processo sia facile o senza complicazioni. Le piaghe si possono formare anche se il paziente è assistito scrupolosamente, però in molti casi è possibile prevenirle.

Il primo passo da compiere è quello di consultare gli infermieri e il medico per elaborare un piano d’azione a cui voi e le altre persone che assistono il malato possiate attenervi. Tra i punti fondamentali del piano d’azione ricordiamo

  • i cambiamenti di posizione,
  • l’uso di dispositivi di sostegno,
  • l’ispezione quotidiana della pelle,
  • una dieta nutriente.

Cambiamenti di posizione

Cambiare posizione con frequenza e regolarità è fondamentale per prevenire le piaghe da decubito, perché il tempo necessario per il formarsi di una lesione da pressione è di solo poche ore di immobilità. Proprio per questo motivo gli esperti consigliano di cambiare posizione ogni quarto d’ora circa se siete su una sedia a rotelle e almeno una volta ogni due ore, anche durante la notte, se trascorrete la maggior parte del tempo a letto. Se non siete in grado di muovervi autonomamente, deve esserci un vostro famigliare o qualcuno che si prenda cura di voi pronto ad aiutarvi.

Il fisioterapista sarà in grado di consigliarvi le posizioni migliori per stare nel letto, ma potete comunque seguire questi semplici consigli:

  • Evitate di appoggiarvi direttamente sulle ossa del femore. Quando siete a letto sdraiati su un lato, cercate di inclinarvi di circa 30 gradi.
  • Date un adeguato sostegno alle gambe. Se siete a letto supini mettete un supporto di lattice o un cuscino (non a forma di ciambella) sotto le gambe, da metà del polpaccio fino a sotto la caviglia. Non mettetelo sotto le ginocchia, perché potrebbe impedire la circolazione.
  • Non fate toccare le ginocchia e le caviglie. Usate piccoli cuscini o sostegni.
  • Non sollevate la testa dal letto di più di 30 gradi. Un’inclinazione maggiore facilita lo scivolamento, aumentando il rischio di lesioni dovute all’attrito e alle forze di taglio. Se dovete sollevarvi per mangiare, mettete dei cuscini o dei sostegni di lattice sotto il bacino e dietro le spalle per aiutarvi a stare diritti.
  • Usate un materasso o un letto che diminuisce la pressione. Avete diverse possibilità di scelta, tra cui ricordiamo i materassi di lattice, ad aria, di gel o ad acqua. La loro efficacia e il prezzo possono variare considerevolmente, quindi vi consigliamo di chiedere al medico qual è l’opzione giusta nel vostro caso. Per alcuni pazienti può essere sufficiente un materasso ad aria fluida per garantire un sostegno adeguato; invece, per chi soffre di piaghe da decubito ricorrenti o è molto a rischio, possono rivelarsi necessari letti più costosi e più sofisticati dal punto di vista tecnologico.

Le sedie a rotelle reclinabili, che si inclinano per ridistribuire la pressione, possono facilitare la vita a chi è costretto a stare seduto per lunghi periodi. Se non ne possedete una dovrete cambiare posizione ogni quindici minuti circa, eventualmente facendovi aiutare. Se potete muovere la parte superiore del corpo e avete abbastanza forza, potete alzarvi e riposizionarvi per conto vostro facendo leva sui braccioli della sedia.

Tutte le sedie a rotelle devono avere rivestimenti e sostegni che riducano la pressione e permettano il massimo sostegno e la massima comodità. Sono disponibili diversi tipi di sostegno, in lattice, in gel oppure ad aria o ad acqua. I cuscini e gli altri dispositivi possono aiutare ad alleviare la pressione, ma non prevengono la formazione delle piaghe da decubito e in nessun modo sostituiscono la necessità di cambiare spesso posizione.

Esame visivo della pelle

Le ispezioni quotidiane della pelle alla ricerca delle piaghe da decubito sono una misura di prevenzione fondamentale. Ispezionate attentamente la pelle almeno una volta al giorno, usando uno specchio se necessario. Un famigliare o un infermiere potrà aiutarvi se non siete in grado di farlo da soli.

Se siete bloccati a letto, fate attenzione soprattutto al bacino, alla colonna vertebrale e al fondoschiena, alle scapole, ai gomiti e ai talloni. Se siete sulla sedia a rotelle, invece, cercate le piaghe soprattutto sulle natiche e in corrispondenza dell’osso sacro, nella parte bassa della schiena, nelle gambe, sui talloni e sui piedi. Se una zona della pelle è arrossata o scolorata, ma non ancora lesa, evitate di esercitare pressione, lavatela delicatamente con acqua e sapone non aggressivo, asciugate con attenzione e applicate un cerotto o una protezione apposita.

Se notate qualsiasi segno di infezione come drenaggio dalla lesione, cattivo odore, aumento della dolore, del rossore e della temperatura nella pelle circostante, recatevi immediatamente dal medico.

Alimentazione

Una dieta sana è importante per prevenire le lesioni della pelle e aiutarle a guarire più velocemente, sfortunatamente le persone più soggette alle piaghe da decubito spesso sono anche quelle che si alimentano peggio.

Se siete malati, se vi state riprendendo da un intervento chirurgico o siete paralizzati, probabilmente avrete poco appetito e l’atto stesso di mangiare potrebbe essere difficile. Nonostante ciò è essenziale assumere un adeguato apporto di calorie, proteine, vitamine e minerali. Il dietologo potrà aiutarvi a progettare una dieta che si adatti alle vostre preferenze e offra un apporto adeguato di sostanze nutritive. Anche i consigli seguenti possono essere utili:

  • Fate pasti più leggeri. Se vi sentite sazi dopo aver mangiato poco, provate a fare pasti più leggeri e frequenti quando sentite appetito. Se vi sembra di non avere mai fame, spesso è utile mangiare seguendo orari precisi anziché basarvi soltanto sull’appetito.
  • Approfittate dei momenti in cui vi sentite meglio. Fate un pasto più abbondante se avete appetito. Molte persone hanno più appetito di mattina, quando sono riposate.
  • Non bevete troppo durante i pasti. I liquidi possono dare una sensazione di sazietà e impedirvi di assumere alimenti con un maggior contenuto calorico. Vi consigliamo però di non limitare l’assunzione di acqua, perché contribuisce a mantenere la pelle morbida ed elastica.
  • Provate gli omogeneizzati o gli alimenti liquidi. Se deglutire risulta difficile, preferite le minestre, gli alimenti omogeneizzati o gli integratori alimentari liquidi, che forniscono proteine e calorie ma richiedono pochi sforzi per la preparazione. Per voi potrebbe essere più semplice bere anziché mangiare.
  • Prendete in considerazione le alternative alla carne. Se non riuscite a mangiare la carne prendete in considerazione gli altri alimenti ricchi di proteine come il formaggio fresco,  lo yogurt e la crema pasticciera. Anche i legumi e la frutta a guscio sono buone fonti di proteine, ma potrebbero essere difficili da digerire.
  • Trovate una posizione comoda. Quando mangiate, sollevate la testiera del letto fino a un livello che per voi è comodo.
  • * Non abbiate fretta. Prendetevi tutto il tempo che serve per mangiare e, se avete bisogno di assistenza, non fatevi mettere fretta da chi vi aiuta.

Cambiamenti dello stile di vita

Per molti aspetti della vita quotidiana potete aver bisogno di assistenza, ma potete intraprendere in prima persona alcune misure preventive importanti, tra cui ricordiamo:

  • Smettere di fumare. Chiedete consigli al medico sui metodi più efficaci per smettere di fumare. L’uso del tabacco danneggia la pelle e rallenta il processo di guarigione delle lesioni.
  • Fare esercizio fisico. L’esercizio fisico quotidiano migliora la circolazione, aiuta a formare il tessuto muscolare, stimola l’appetito e rafforza tutto l’organismo. Il fisioterapista potrà consigliarvi un programma di esercizio fisico costruito su misura per le vostre esigenze.
  • Farsi aiutare. Il benessere fisico ed emotivo dipende anche dalla presenza di un sistema di supporto efficace. Non abbiate paura di chiedere aiuto per i normali compiti quotidiani o per problemi di tipo emotivo.

Consigli per la famiglia

Se un vostro famigliare è ricoverato in ospedale, è in una casa di riposo o in un’altra struttura, controllate le condizioni della pelle, il peso e lo stato di salute generale tutte le volte che andate a trovarlo. Se notate qualsiasi segno di piaghe da decubito o di negligenza delle cure, avvisate immediatamente gli infermieri e il medico competente oppure il direttore della struttura. Il controllo e l’accertamento delle condizioni del vostro caro spettano in primo luogo a voi.

Traduzione ed integrazione a cura di Elisa Bruno


Revisione scientifica e correzione a cura del Dr. Guido Cimurro (farmacista)
Le informazioni contenute in questo articolo non devono in alcun modo sostituire il rapporto dottore-paziente; si raccomanda al contrario di chiedere il parere del proprio medico prima di mettere in pratica qualsiasi consiglio od indicazione riportata.

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Domande, suggerimenti e segnalazioni

  1. peppe

    Egr.gi Dott.ri
    sono un uomo di 35 anni sono in sedia a rotella da circa 17, ho da molti anni una piaga da decubito dalla quale, non riesco a guarire, riesco a chiuderla di tanto in tanto ma poi ricompare nel giro di pochi giorni. Ne ho molta cura sia dal punto di vista farmacologico che dell’igiene, ma nonostante le cure costanti non riesco a risolvere il problema definitivamente, mi è stato detto che la causa è la forte pressione dell’ischio sulla natica. E’ possibile risolvere definitivamente questa situazione, che peggiora di molto la mia qualità di vita, anche prendendo in considerazione un interventi chirurgico?
    In attesa di Vostri suggerimenti colgo l’occasione per porgere
    Distinti saluti
    Giuseppe P.

    1. admin

      Premesso che non mi occupo di questo campo, temo che non sarà possibile risolvere, almeno allo stato attuale, in modo definitivo il problema; in caso non l’avesse ancora fatto potrebbe provare a valutare con uno specialista la situazione, anche se temo che non ci siamo rimedi definitivi.

  2. feimi shqiponja

    come spigazione e otima,ma io volevo sapere di piu sulle medicazioni ,che cosa e piu efficace dalle medicazione in tutte vari stadi ,mi interesa che lavoro in casa di riposo,grazie a presto

    1. admin

      Esistono diverse opzioni terapeutiche in commercio, che in generale prendono il nome di medicazione avanzata, che permettono di gestire i casi più gravi; la scelta e l’uso di questo genere di supporti esula purtroppo dalle mie competenze e dallo scopo dell’articolo.

    2. inf. pazzo

      Prova ad utilizzare medicazioni avanzate…ce ne sono tante… e fanno veramente miracoli… ma ne hai mai sentito parlare? i medici in toto ne dovrebbero essere a conoscenza.ciao e auguroni

  3. gazzinella

    ciao Feimi, se cerchi dei prodotti, x quella che è la mia esperienza io ti suggerisco di informarti su holoil, che è un prodotto a base di neem e ha davvero un effetto buono, però ti avverto non è ancora facile da trovare in giro forse ti costerà un po’ di fatica …

    Buona giornata…
    Gaia

  4. francesca

    Non trovando una vostra pagina specifica spero di non sbagliare a scrivere in questa sezione..
    mio fratello si è ustionato il braccio con la marmitta, ha una vescicola di qualche cm… come è possibile effettuare la medicazione? creme al cortisone per scottature vanno bene?

    1. admin

      Il cortisone sulle ustioni va valutato caso per caso, perchè potrebbe tardare la cicatrizzazione; con garze grasse e/o creme specifiche (Foille, Connettivina, …) non si sbaglia mai.
      Dipende poi molto dalla gravità del problema.

  5. Marco Pitotti

    Ciao mi chiamo Marco, sono un diabeticoche da tempo soffro di piaghe, l’infermiere che viene a curarmi a casa credo che ne faccia un bisines con le sue medicazioni avanzate costose e niente altro,perche i dolori non mi passavano e non riuscivo neanche a domire la notte, mi hanno portato all’ospedale militare Celio di roma, poi da altri specialisti che non sto qui ad elencare, ma tutti con esito negativo, qualche mese la dr.ssa Rueca mi ha proposto una pomata da poco in commercio Cutifass scettico l’ho provata, cari amici miei in 15 giorni mi ha chiusi la piaga sul polpaccio, e gia dal secondo giorno non avevo piu dolori, che dirvi? a voi le conclusioni della nostra malasanità auguri a tutti.

  6. mara

    ho mio papa che ha 90 anni sofre di piaga da cubito la piaga e chiusa ma gli fa molto male e ha dal ginocchio in giu e molto rosso soffre di poca circolazione il suo dottore ha detto che non e nulla di preoccupante potete darmi un consiglio

    1. admin

      Potrebbe aiutare sollevare leggermente il fondo del letto per facilitare la circolazione.

  7. ada

    vorrei un consiglio da lei, a mia mamma , 82 anni, le si à infettata una ferita alla gamba, sta prendendo da 8 giorni levocxacin 5oo, sulla ferita solo acqua ossigenata, ma la cosa non migliora, la parte e dolente rossa e gonfia, premetto che non soffre di diabete, cosa posso usare sulla ferita per facilitare la guarigione? grazie mille

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Garze di connettivina possono aiutare, ma la faccia nuovamente vedere al medico per valutare se non sia il caso di passare ad una periodica medicazione professionale.

  8. gera

    mio padre ha una ferita da molti giorni e non guarisce, ho provato di tutto,poi il farmacista mi ha detto di provare bactroban 2%, lei dice che va bene? grazie

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Quanti anni ha il suo papà? E’ diabetico? Assume farmaci?

    2. gera

      ha 82 anni e prende farmaci per la pressione alta, acido urico , non ha mai sofferto di diabete, ha epatite c. grazie

    3. Dr. Cimurro (farmacista)

      Bactroban va bene, ma al suo posto lo farei vedere anche al medico, che potrebbe decidere di prescrivere antibiotici per bocca e medicazioni con garze grasse per favorire ulteriormente la guarigione.

  9. elisa

    buonasera,…nelle irritazioni da panno negli anziani…cosa si utilizza in genere? grazie

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Dipende dalla gravità: nelle prime fasi in cui c’è solo arrossamento ma la pelle è integra si può usare una pasta all’ossido di zinco (le stesse che si usano per i bambini al cambio pannolino) oppure, per esempio, la Lozione Vittoria.

  10. nina

    buonasera, la mia mamma ha 75 anni, diabetica, non fa dieta, a l’inizio de una lesione del decubito nel sacro, cosa mi consiglie? grazie tanto

  11. luisa

    soffro da mesi di ulcere da compressione anche con esposizione del tendine, nessuna terapia ha funzionato, ma da un po’ sto facendo le applicazioni di gel piastrinico e finalmente si cominciano a vedere i primi risultati… provare per credere

  12. dona

    mia madre ha il classico rossore sotto i talloni causato dalla pressione al primo stadio ,cosa posso usare per idratare la pelle che inizia a screpolarsi ,grazie

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Purtroppo non posso suggerire farmaci, quindi al di là della pasta all’ossido di zinco non posso andare.

    2. tina

      ho mio suocero con le piaghe da decubito sui talloni, e il chirurgo le ha tolto la parte necrotica, sono cosi grandi che non si riescono a chiudersi mi ha prescritto il nu gel e una garza gialla dopo aver lavato la ferita con acqua ossigenata e fisiologica e betadine. Erano infette perché si sentiva il cattivo odore, le ha prescritto l’antibiotico, grazie

  13. anonimo

    salve dottore sono una signora di 49 anni ,e da alcuni giorni che o un dolore terribile all’osso sacro,non posso stare nemmeno seduta,cosa sara successo,potra essere il peso ,cosa posso fare ,grazie

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Non si sono verificati traumi? Ha fatto iniezioni? Visivamente si vede qualcosa?

  14. anonimo

    no,dottore non ho avuti traumi ,ne punture e non si vede niente,mi fa solo male se lo premo e quando mi devo sedere,oggi piu male di ieri,che faccio

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Sentirei il medico, potrebbe essere una nevralgia, ma è solo un’ipotesi.

  15. maria

    salve, sono diabetica e ho 40 anni..un mese fa e’ iniziata un’infezione batterica molto importante nel quarto dito del piede dx, con dolori lancibanti, pus e aspetto del dito tremendo.
    Prescritto antibiotico x 10 gg e applicaz.di gentalyn, nessun risultato…cerco su internet e trovo il sito di [Mi dispiace, sarò in cattiva fede ma è una testimonianza che sa troppo di pubblicità; vedo tutti pazienti con lesioni come la sua e se esistesse qualcosa di miracoloso non si userebbe altro Dr. Cimurro] …
    in 24 h. lo faccio arrivare, miracolosi, in 72 h. la lesione e’ sanata e i dolori pressoche’ passati.
    Non appare piu’ pus e il dito e’ tornato quasi della dua normale grandezza.
    E’ancora rosso ms credo di risolvere il tutto al piu’ presto.
    Ma perche’ i medici non si aggiornano??????
    E’ una vergogna.

  16. clara

    salve dottore non é la sede giusta…ma nn sapevo come trovarla,volevo kiedere un consiglio in merito alla crema connettivina quella normale e non la plus,ho letto che contiene acido ialuronico e la volevo usare come crema antirughe,volevo sapere se puo fare male al fegato ( che gia ho problemini) e se in gravidanza puo essere dannosa…,so che come la tiobec aiuta parekkio rispetto alle creme da banco.grazie

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Eviterei tutto ciò che non è strettamente indispensabile.

  17. Giovanna

    Salve ho una vecchia piaga nell’interno coscia, che mi procura un gran prurito che farmaco posso usare x guarire, grazie.

  18. FATIMA

    Volevo chiedere ,che effetto fa la febbre sulla piaga da decubito .
    Grazie !

  19. pina

    buonasera vorrei sapere come levare quella puzza di aloe dal pannolone

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Non vedo alternative a cambiare marca di pannoloni.

  20. andreea

    una signiora di 89 ani a piaga da decubito in zona sacrale da qualque giorno e cambiato colore (scuro )e poi a un odore cattivo,gli infermieri anno detto che serve un chirurgo ,vorrei sapere se possibile togliere quella parte infetta con pomade o qualsiasi altro???grazie mille

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Purtroppo temo sia una necrosi, per questo serve un chirurgo.

  21. desire

    salve mio marito ha 27 anni ed è disabile e passa la maggior parte del suo tempo a letto…adesso e piu’ di 3 settimane k i talloni gli sono diventati neri però la pelle è ancora intatta non si è ancora aperta…l’infermiera che viene a domicilio ci ha detto che finchè sono cosi non si puo’ far nulla e ci ha consigliato di mettere le talloniere in allevyn e basta….secondo lei è cosi o dovrei fare altro per evitare che si aprono e soprattutto che peggiorino??grazie..

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Valuti con l’infermiera, che è sicuramente più competente di me per queste problematiche, se non possa aiutare della pasta all’ossido di zinco.

  22. lumase

    Buongiorno, ho mia madre di 96 anni in casa di riposo, purtroppo soffre di una piaga da decubito nel sacro, da circa un mese, gli infermieri parlavano di una piaghetta, io chiedevo di essere presente ad una medicazione perchè volevo rendermi conto dello stato, ma mi è sempre stato negato adducendo che l’etica gli impone di non aver nessuno presente estraneo ai “lavori”, solo una volta, forse perchè ho trovato una infermiera nuova del posto, ho assistito alla medicazione, e ho potuto constatare che la “piaghetta” in realtà era una “bocca aperta” con profondità di vari centimetri, dopo quella volta, mi è stato sempre negato di essere presente alle medicazioni, come posso farmi valere per essere presente?? in fin dei conti si tratta di mia madre e vorrei solo constatare se c’è qualche miglioramento. Lascio anche la mia mail per la risposta, grazie

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Ritengo che sia suo sacrosanto diritto assistere, si rivolga magari al suo medico di base, in modo che possa esserci una persona di fiducia e del campo che possa valutare la situazione.

      P.S.: Purtroppo non posso offrire il servizio di risposta via mail.

  23. GIOVANNI

    Buongiorno. vorrei porre il il mio problema a riguardo di mia suocere che ha 92 anni, da due ha una vita da letto e carrozzina, ha 3 piaghe da decubito del IV grado una sacrale che si sta fistolizzando e le altre due femorali.
    Ho un infermiere professionale che usa un vecchio metodo usando del normare zucchero da cucina, ma i medici geriatrici non sanno darmi una risposta esaustiva a tale metodo.
    Stando all’infermiere, sembra che lo zucchero faccia venir fuori la fibrina in modo di pulire la ferita più facilmente.
    Vi ringrazio anticipatamente per la vostra opinione e Mi scuso se non sono molto chiaro in materia, ma quello che più mi interessa se tale metodo sia valido o no, per il bene di mia suocera.

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Purtroppo non ho l’esperienza per giudicare questo metodo, che si basa probabilmente sul fatto che un ambiente molto dolce impedisce la proliferazione batterica.

      In tutta onestà credo che opterei per medicazioni tradizionali, ma se possibile potrebbe valutare di curare una piaga in un modo e le altre con metodi tradizionali, nel giro di qualche settimana/mese dovrebbe rendersi conto quale dei due approcci è preferibile.

      Mi tenga al corrente.

  24. angela

    Gentile Dr. Cimurro, mio padre é allettato da un paio di mesi in ospedale, purtroppo ha giá sviluppato una piaga che gli infermieri stanno giá curando. Siccome peró ha un problema ai reni, é molto gonfio di liquidi e quindi in qualche punto (piccolo per fortuna) dove la pelle é piú sottile, la pelle si apre ed esce molto liquido a gocce e in maniera continua, il liquido é chiaro e poco viscoso. Cosa posso fare per aiutare la cicatrizzazione? Gli infermieri le stanno ignorando. Sto provando ad assorbire il liquido il piú possibile in modo che i tessuti circostanti non macerino e applico di tanto in tanto garze di connettivina e trofodermin, ma sostanzialmente non sta cambiando nulla. grazie in anticipo.

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Parliamo di gambe?
      Il medico che lo segue in ospedale è stato messo al corrente?

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